Abbazia di Corazzo (CZ): Granato e Parentela (M5S) replicano al sindaco di Carlopoli

Sulla vicenda dell’Abbazia di Corazzo, in attesa di interventi per rimediare allo stato di abbandono in cui versa, la sen. Bianca Laura Granato e il deputato Paolo Parentela replicano alle posizioni assunte dall’Amministrazione comunale di Carlopoli (CZ).

«Rispondiamo alla giunta e alla maggioranza del Comune di Carlopoli, intanto per riportare alla normalità il dibattito politico sul futuro dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, bene di tutti, e sulla gestione del progetto di accoglienza, collegato allo Sprar, che fa capo allo stesso municipio. Di norma le interrogazioni parlamentari, nello specifico sui due argomenti, non richiedono una consultazione preventiva presso le amministrazioni comunali. Si interrogano ministri, non sindaci, assessori o consiglieri di maggioranza».

«Nel merito – proseguono i 5stelle – è contraddittorio il ragionamento condotto dall’amministrazione comunale di Carlopoli, che con propria lettera aperta non ha risposto affatto alle questioni affrontate nelle nostre interrogazioni, giova evidenziare indirizzate ai ministri dell’Interno e dei Beni culturali. L’amministrazione locale ha invece preferito attaccare a testa bassa l’opposizione consiliare e con infelice giudizio classificare i nostri interventi parlamentari come “squallida marchetta elettorale”, così dimostrando scarso senso delle istituzioni».

«L’atteggiamento tenuto dall’amministrazione di Carlopoli – continuano i 5stelle – è scorretto in ragione dei toni utilizzati e contraddittorio, se si considera che la stessa ha perfino ringraziato il deputato Parentela “per il quesito posto al Ministero” in ordine all’Abbazia di Corazzo, per la quale l’amministrazione comunale ha rammentato un finanziamento della Regione in dirittura di arrivo».

«Tale notizia – sottolineano i 5stelle – è immediatamente successiva all’annuncio della nostra interrogazione sul bene in parola. Ci auguriamo, allora, che i fondi promessi siano disponibili al più presto e che i relativi lavori possano essere ultimati in tempi rapidi e al meglio. Nell’ipotesi, avremo dato un contributo politico alla comunità. Resta impregiudicato – ammoniscono i parlamentari M5s – il nostro diritto di conoscere attraverso il Ministero dei Beni culturali quale sia lo stato reale di conservazione e fruibilità dell’Abbazia di Corazzo, che, piaccia o meno al sindaco di Carlopoli e alla sua maggioranza, risponde a un’interesse generale e non c’entra affatto con la conflittualità politica sul posto. Per quanto attiene al progetto di accoglienza nell’ambito dello Sprar, se la maggioranza di Carlopoli, la quale si è spinta a presagire che il nostro intervento “sarà un buco nell’acqua”, possieda una sfera di cristallo o interpreti l’avvenire sulla base del volo degli uccelli, è affare che non ci riguarda. Sarà il Ministero dell’Interno a verificare che tutte le procedure siano regolari, come ci auguriamo, il che è sempre nell’interesse collettivo, tenuto conto che i consiglieri comunali di minoranza non hanno potuto, in proposito, avere l’accesso completo agli atti».

«Per noi conta – precisano Granato e Parentela – lo sviluppo delle comunità locali, il rispetto delle regole e la trasparenza amministrativa, a proposito della quale dobbiamo censurare l’amministrazione comunale di Carlopoli, che dovrebbe garantire alla minoranza consiliare l’accesso agli atti, senza suppliche o continua insistenza. Al sindaco e al segretario comunale chiedemmo chiarimenti su richieste di accesso da parte della minoranza consiliare, per quanto segnalatoci rimaste inevase. Rammentiamo che in proposito ricevemmo un confuso riscontro dopo molte settimane, addirittura con l’attestazione di risposte date verbalmente ai consiglieri della minoranza, in barba alle apposite garanzie previste dall’articolo 43 del Tuel e ai princìpi di corretta amministrazione. Dunque domandammo spiegazioni ai vertici del Comune, malgrado le doglianze, pretestuose, contenute nella recente nota pubblica del governo locale, che ha dimenticato in fretta i nostri tentativi di corretta interlocuzione istituzionale».

«Speriamo – concludono Granato e Parentela – che da qui in avanti il sindaco di Carlopoli e i suoi siano più attenti ai diversi ruoli che gli elettori hanno assegnato. In politica si lasciano sempre degli esempi, sulla base dei quali si ottengono riconferme o bocciature, anche clamorose. Ogni democrazia si basa sul confronto, che per sua natura è sempre sui fatti e non si giova della protervia o dell’incontinenza verbale. Attenderemo le risposte ministeriali alle nostre interrogazioni e ci determineremo di conseguenza, con tutte le nostre prerogative».(rp)