Authority dello Stretto, il sindaco di Reggio Falcomatà: «Una scelta scellerata»

IL VIDEO DELL’INTERVISTA AL SINDACO FALCOMATÀ

di Santo Strati

28 novembre 2018 – Manca solo l’approvazione da parte del Parlamento e poi non si torna più indietro: nel decreto fiscale una manina pentastellata ha inserito la creazione dell’Authority dello Stretto con sede a Messina inglobando i porti di Reggio e Villa San Giovanni, originariamente destinati alla governance di Gioia Tauro. Il decreto fiscale (con l’emendamento galeotto) è passato prima in Commissione Trasporti, poi al Senato, ora attende l’ok della Camera. Nasce così la XVI Autorità Portuale con il disinteresse totale dei parlamentari calabresi che hanno accettato supinamente lo “scippo” dei due porti calabresi a vantaggio della Sicilia.

«Una scelta scellerata – ha dichiarato in un’intervista a Calabria.Live il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà – che ucciderebbe ogni prospettiva di crescita economica nel territorio metropolitano. La Città Metropolitana si è dichiarata fin da subito contraria a questa ipotesi. La precedente proposta (del ministro Delrio, ndr), invece, andava in direzione contraria e prevedeva la creazione della più grande Autorità Portuale del Mediterraneo con sede a Gioia Tauro, perché è Gioia Tauro che può trascinare anche l’economia e il rilancio degli altri porti. Con un ulteriore paradosso: perché con questa scellerata decisione del governo giallo-verde il territorio della Città Metropolitana si troverebbe diviso tra due diverse autorità portuali. Una facente capo a Gioia Tauro, l’altra quella di Reggio Calabria conglobata, diciamo, all’interno di un’altra Autorità portuale, con tutto quello che ne succede. Ci sarebbero due presidenti due diverse visioni di sviluppo su un territorio che è comunque unico»

– Cosa farà la Città Metropolitana?

«Insieme al Presidente Oliverio abbiamo inviato una lettera al Presidente Conte, il quale nel corso della sua visita in città ha detto che ci avrebbe convocato a stretto giro per discutere di questa cosa. L’auspicio – e non ho dubbi che sia così – è queste parole siano accompagnate da un atto successivo e che il Governo, prima di prendere qualsiasi decisione che potrà e avrà sicuramente una ricaduta sul territorio si confronti con chi il territorio lo rappresenta».

– Il  problema principale a questo punto è l’istituzione della Zona Economica Speciale (Zes) di Gioia Tauro che vedrà la Città Metropolitana divisa a metà che dovrebbe dipendere da Messina per la parte portuale e Gioia Tauro per la parte infrastrutturale…

«È un paradosso ed è illogico anche per il ruolo che ha la Città Metropolitana. Noi siamo fermamente convinti del fatto che Reggio e Messina – e questo era quello che si era iniziato a fare col sindaco Accorinti – debbano ragionare come unica area metropolitana dello Stretto. E quindi ragionare in termini di trasporto pubblico integrato, in termini di prospettiva di crescita culturale, economica e sociale che sono comuni che sono, come dire, inscindibili l’una dall’altra. Un mare che unisce e non un mare che divide. Ecco, io credo che questa decisione sia oltre che paradossale illogica anche per questi motivi».

– La Città Metropolitana ha delle alternative da proporre al Governo?

«Certo, che si ritorni a quella che era la decisione precedente, ragionata, condivisa e concertata con l’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio».

– E nell’ipotesi peggiore, che l’emendamento – che certamente passerà alla Camera – diventi legge, quale potrebbe essere il ruolo della Città metropolitana?

«Noi ci muoviamo sempre su cardini istituzionali, quindi io credo che il nostro ruolo sia quello di avere la possibilità di dialogare da istituzione a istituzioni. I rapporti fra istituzioni dovrebbero essere sempre mutuati da un principio di leale cooperazione. Naturalmente su questo credo che un ruolo importante oltre che il sindaco metropolitano, i sindaci della Città Metropolitana, il presidente della Regione Calabria, un ruolo importante lo possano e lo debbano giocare anche i rappresentanti in Parlamento eletti nel territorio della Città Metropolitana, a prescindere dalla loro colorazione politica. Quando al governo c’era il centrosinistra io ho preso posizioni di distanza dal Governo quando c’era da rappresentare gli interessi della mia comunità e della mia città. L’auspicio è che sia fatto così anche dai nostri rappresentanti istituzionali a Roma e che non vengano presi ordini di scuderia in direzione contraria.

– Il primo a intervenire su questa vicenda è stato il sen. calabrese Marco Siclari che ha proposto l’istituzione di un’Agenzia della Mobilità dello Stretto. A suo avviso cambierebbe qualcosa dal punto di vista operativo e pratico?

«Intanto, io credo non sia necessaria. Si va a complicare e a rendere più difficile la  situazione. Non è il caso di proporre cose nuove. Sull’Autorità Portuale sarebbe il caso di ritornare semplicemente sui propri passi. Rispetto alla mobilità, è nelle corde della Città Metropolitana, delle città metropolitane e dei territori, cooperare affinché si possano stabilire dei rapporti che possano favorire un flusso continuo, costante, direi anche economico, di mobilità. Parlo naturalmente delle due sponde dello Stretto È quello che noi stiamo facendo con la Regione Calabria rispetto alle deleghe del trasporto pubblico locale. È quello che il Comune e la Città Metropolitana faranno sul trasporto pubblico locale. Nel momento in cui si completerà questa procedura, la Città Metropolitana parteciperà la società di trasporto pubblico locale del Comune che è l’Atam e questo consentirà, da un lato, di poter espletare questo servizio pubblico su scala metropolitana e non soltanto su scala comunale, ma dall’altro sarà la prima società in-house della Città Metropolitana e questo significa che potrà essere destinataria di affidamenti diretti nel campo di sua competenza, nel campo della mobilità. Penso alla gestione dei parcheggi dell’aeroporto, penso alla gestione di quello che sarà il nuovo sistema di mobilità cittadino su cui abbiamo investito 100 milioni di euro che si chiama MMS, penso anche in futuro a quello che può essere una flotta navale di trasporti tra le due sponde dello Stretto. Ecco, questo è il ragionamento futuro che, a regime, si potrà sviluppare e che sta nascendo già adesso nel momento in cui l’Atam si potrà trasformare, si trasformerà nella prima società in-house della Città Metropolitana».

Fin qui il sindaco metropolitano, ma è opportuno mettere in evidenza quanto ha affermato la deputata reggina Federica Dieni (M5S) che “difende” le scelte dei pentastellati: «La nuova Autorità di sistema – afferma l’on. Dieni – potrà finalmente operare in sinergia, al fine di offrire una vera continuità territoriale tra le sponde dello Stretto, dove attualmente i cittadini che intendono spostarsi devono affrontare difficoltà inconcepibili per un Paese moderno. Finalmente, grazie a questa impostazione, potranno essere valorizzati anche quei porti calabresi che per lungo periodo, a causa dello scarso interesse dimostrato negli anni, hanno visto frustrate le loro potenzialità».

Evidentemente, l’on. Dieni ignora che Gioia Tauro sta morendo, pur essendo il porto più grande del Mediterraneo e probabilmente ignora anche che l’istituzione della Zes guardava proprio alle sinergie del territorio della Città Metropolitana. Con la possibilità di poter mutare la disperata situazione dei portuali di Gioia e le opzioni di crescita di un territorio che possiede grandissime risorse, tutte sottoutilizzate o addirittura avversate. (s)