Da non perdere a Catanzaro il genio di Escher e i suoi viaggi in Calabria al San Giovanni

21 novembre 2018 – La grande mostra dedicata a Maurits Cornelis Escher di Catanzaro offre l’opportunità di scoprire che il genio olandese ha tratto non poche ispirazione per i suoi lavori futuri dai suoi viaggi in Calabria effettuati nel 1930 e nel 1931. Escher visitò Morano Calabro, Pentidattilo e Rocca Imperiale (nel 1930) e Scilla, Tropea, Santa Severina e Rossano (nel 1931) lasciando ampia testimonianza con disegni e ricordi che sono riproposti al Complesso Monumentale del San Giovanni. È dunque una mostra da non perdere, che lancia Catanzaro nel circuito delle esposizioni di valenza internazionale (è in corso un’analoga mostra a New York) e darà sicuramente un’ampia visibilità alle tante – benemerite – iniziative che il Comune del Capoluogo regionale sta portando avanti. Un segnale della grande importanza che la città sta riservando alla cultura, quale volano di crescita e sviluppo, nonché attrazione turistica di grande livello.

Pentedattilo nell’incisione di Escher

La Chianalea di Scilla vista da Escher

Il pittore delle geometrie impossibili, delle prospettive inimmagginabili, delle mani che si disegnano da sole, amò molto l’Italia. Nei suoi quadri (che firmava quasi sempre sola sola sigla M.C.E.) non ci sono solo le architetture impossibili e le geometriche rappresentazioni di improbabili costruzioni architettoniche, ma anche vedute da fine incisione che raccontano la capacità di cogliere significati reconditi di luoghi visitati (come appunto quelli calabresi) e tanti aspetti della realtà, anche se preferibilmente fatta emergere in impensabili contesti architettonici.

Il percorso espositivo di Catanzaro presenta 86 opere, alcune delle quali mai esposte in Italia (è il caso di Fuochi d’artificio del 1933, Sogno e Senglea entrambe del 1935), che permettono di conoscere la straordinaria creatività di Escher e le suggestioni che l’artista (morto nel 1972) riesce a suscitare al primo sguardo. L’osservazione più attenta, poi, consente di individuare tantissimi segnali nascosti nel tratto deciso e inimitabile che caratterizza ogni sua opera. Escher prediligeva la litografia e la xilografia, due tecniche di incisione su supporti diversi: l’immagine viene incisa a rovescio sulla pietra litografica, o su legno (xilografia): entrambe le tecniche, che richiedono una grande capacità di immaginare, pensare e realizzare un disegno al contrario di come apparirà, permettono di assicurare multipli dell’opera che – secondo Escher – non doveva essere unica ma riproducibile. Il riferimento a Piranesi, in grande incisore settecentesco delle immagini di Roma, di cui Escher era collezionista, risulta evidente in diverse opere (si pensi alle Carceri d’invenzione che probabilmente hanno ispirato le famose Casa di scale Concavo e convesso. 

Si può dire che Escher sia un artista delle illusioni: infrange le tradizionali architetture e i limiti spaziali per ricostruire ambienti e spazi fisici impossibili e proprio per questo ancor più suggestivi e affascinanti. Le scale che si inseguono in un continuum che individua anche il concetto stesso di tempo, oppure le mani che si disegnano da sole e qualunque altra immagina “escherizzata” sono da subconscio per stuzzicare, provocare, interrompere il sogno della realtà ìmmaginata o sublimata dall’impossibile che appare. È una suggestione unica, un’emozione prospettica che rivela le sue profonde conoscenze matematica e il grande bagaglio culturale che sta alle spalle di ogni opera. Escher (a proposito, va pronunciato escer) è un prolifico autore della sua personale visione del mondo. Questa mostra ne permette, magnificamente, una condivisione a cui nessuno si vorrebbe sottrarre.

Sia il sindaco Sergio Abramo che l’assessore alla Cultura di Catanzaro Ivan Cardamone hanno espresso ampia soddisfazione Per l’importante evento: “La Città di Catanzaro – hanno detto – è orgogliosa di poter ospitare questa grande mostra che accenderà per due mesi i riflettori sul Capoluogo di regione riconosciuto quale punto di riferimento del panorama culturale in Calabria e al Sud. L’obiettivo che ha animato questa iniziativa, che ha visto mettere in moto una complessa macchina organizzativa con la sinergia di diversi soggetti pubblici e privati, è stato quello di proiettare il Capoluogo al centro dei più ampi circuiti culturali nazionali contribuendo a far parlare di Catanzaro in termini positivi. Un grande evento, dedicato ad un artista apprezzato in tutto il mondo, che siamo convinti potrà generare una forte ricaduta in termini di immagine, di indotto economico, di crescita e sviluppo culturale per il nostro territorio”.

A curare l’esposizione sono Federico Giudiceandrea e Domenico Piraina. Partner dell’iniziativa la Camera di Commercio, l’Università Magna Graecia e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. A gestire i servizi museali sarà la 4Culture. (dc)