REGGIO – All’Accademia di Belle Arti al via il corso di Cinematografia

L’offerta formativa dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria si arricchisce di un nuovo corso, quello di Cinematografia.

Si tratta di un nuovo percorso didattico offrirà agli iscritti una formazione a 360° che gli consentirà di acquisire una conoscenza completa del linguaggio cinematografico e televisivo, che va dalla produzione alla post produzione.

«Il Corso di Cinematografia che si lega a quello di Scenografia già attivo presso l’AbaRc, darà l’opportunità di conoscere a fondo tutte le tecniche legate al cinema, dalla scrittura, alla necessità del racconto attraverso l’uso della luce e dalla macchina da presa sino alla realizzazione di cortometraggi e lungometraggi – ha spiegato il direttore dell’Accademia Piero Sacchetti –. La scelta di voler inserire un nuovo percorso studi è dettata dal fatto che la nostra Regione, soprattutto in quest’ultimo periodo, grazie anche alla Calabria Film Commission, è attenzionata da importanti case cinematografiche che apprezzano non solo le magnifiche risorse del territorio sia dal punto di vista architettonico che paesaggistico ma anche, il valido patrimonio umano. Da qui, la possibilità per i nostri giovani professionisti di potersi formare sul proprio territorio ed inserirsi preparati al mondo del lavoro».
Il numero uno della Scuola reggina sa bene che «in questo settore è necessario acquisire una conoscenza completa del linguaggio cinematografico e televisivo» e con questo nuovo percorso accademico «si punterà pure, ad una formazione sul campo pertanto, è stato sviluppato un percorso didattico che confluirà nella collaborazione con gli altri corsi già attivi in Accademia».
«Anche grazie al corso di cinematografia  – ha concluso – che si inserisce nella vasta scelta di indirizzi dei corsi ordinamentali di primo e secondo livello, i nostri studenti supportati da un eccellente Corpo docente, potranno realizzare progetti sul territorio locale e nazionale, confrontarsi con le altre realtà del Paese e soddisfare le numerose richieste di un settore in continua evoluzione». (rrc)

L’Accademia di Belle Arti di Reggio dona una scultura di bronzo al Comune di Riace

L’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretto da Piero Sacchetti, ha donato al sindaco di Riace, Antonio Trimboli, un’opera in bronzo realizzata dallo scultore Pietro Colloca, docente di tecniche di fonderia presso  l’AbaRC. 

La consegna è avvenuta nel corso dell’evento Qui ed Ora Murales nei secoli dei secoli – I Bronzi di Riace attraverso l’arte, progetto finanziato dalla Regione Calabria Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura che ha visto la presentazione dei murales realizzati nel comune di Riace, bellissime opere a firma di Andrea Buglisi, Camilla Falsini, Igor Palminteri. All’evento hanno preso parte le autorità politiche, religiose, civili e la  vice Presidente della Regione Calabria Giusi Princi che ha fortemente sostenuto il progetto, ha più volte ribadito «l’importanza di queste iniziative culturali, indispensabili per la crescita della nostra società, la funzione della cultura del bello e il valore dell’arte come motore per lo sviluppo del territorio».

Ad impreziosire la serata, le letture della Magna Grecia a cura dell’attrice Teresa Timpano, la musica soave dell’Orchestra Teatro Cilea diretta dal maestro Alessandro Tirotta e la voce del soprano Maria Francesca Mazzara incantevole nelle arie più famosi di Giuseppe Verdi. Presenti all’evento condotto magistralmente da Luigi Grandinetti, uno dei tre artisti, Igor Palminteri che ha realizzato il murales e il professor Marcello Francolini, storico e critico d’arte, docente presso l’AbaRC che si è soffermato sull’arte contemporanea e la street art. 

«Il murales ha solitamente un doppio obiettivo: riqualificare un’area urbana e sensibilizzare la comunità sui temi della sostenibilità ambientale e sociale –  ha dichiarato il direttore Sacchetti –. L’opera realizzata dall’artista Palminteri, ha un linguaggio visivo immediato e concreto e mette in risalto il valore dell’arte che quando va nelle strade diventa accessibile a tutti. L’inclusione crea comunità». (rrc)

REGGIO – Venerdì il workshop “Abitare l’esperienza” dell’Accademia di Belle Arti

Venerdì 26 maggio, è in programma Ambientare l’esperienza, un workshop e un’esperienza di fruizione pubblica dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

Ambientare l’esperienza è il frutto di di un’inedita collaborazione tra l’ABARC e lo Spazio Taverna di Roma, specialista di punta nella realizzazione di progetti curatoriali che hanno lo scopo di “riattivare l’energia dei luoghi attraverso il potere simbolico dell’arte contemporanea”. A illustrare questo sistema di nuove narrazioni sarà lo stesso direttore artistico Ludovico Pratesi insieme al curatore Marco Bassan. Un evento a cura del prof. Marcello Francolini, con la supervisione del Prof. Remo Malice, in sintonia con l’intento di innovazione espresso dal Direttore dell’ABARC Pietro Sacchetti.

Dopo l’incontro con il curatore di Spazio Taverna, Marco Bassan, avvenuto il 23 maggio con il gruppo di lavoro, allo scopo di dare indicazioni sui principi teorico-pratici utili alla costruzione di un’esperienza d’arte, giovedì 24 maggio, si terrà una lezione pubblica in Aula Magna dell’ABARC sul metodo-Taverna con il direttore artistico Ludovico Pratesi e con il curatore Marco Bassan. Infine, venerdì 26, dalle ore 10.00 alle 17 e 30, si potrà fruire pubblicamente dell’esperienza realizzata, aperta sia al pubblico interno, professori, studenti, dipendenti, che al più vasto pubblico della città.

Realizzato e organizzato come progetto pubblico, l’evento “Ambientare l’esperienza” si è avvalso di un gruppo di lavoro costituito dai seguenti allievi selezionati a seguito di un bando interno all’Accademia: Andrea Aliffi, Arianna Aliffi, Romana Azzarà, Melania Barbera, Nicholas Benedetto, Roberto Cananzi, Marco Deluca, Michela Magazzù, Arianna Marina, Giovanni Massara, Graziella Romeo, Valentina Romeo, Marco Scarcella, Antonio Zappone, Dario Zema.  A lore è stato affidato il compito di ideare e realizzare un’opera d’arte intesa come esperienza, estendendo il proposito alla dimensione ambientale, relazionale e partecipativa, nel tentativo di accorciare la distanza tra artista, opera e visitatore, ma anche allo scopo di far dialogare il mondo della formazione e quello delle professioni d’arte.

Il progetto multidisciplinare vuole inoltre mettere in relazione l’intero potenziale didattico dell’Accademia, coinvolgendo ambiti d’insegnamento quali fotografia, allestimento, ripresa, montaggio, tecniche pittoriche e video. (rrc)

REGGIO – Il 23 maggio Brunori Sas all’Accademia di Belle Arti

Il 23 maggio, all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, dalle 9.30, si terrà l’incontro con il cantautore calabrese Brunori Sas.

Autore tra i più amati per la rara sensibilità poetica che lo lega alla grande scuola del cantautorato italiano, per la sua abilità nel passare dal racconto intimista all’affondo sociale, autocritico, graffiante e alto come i picchi della sua voce, Brunori ha raccolto l’invito dell’amico video maker Giacomo Triglia, regista e professore all’AbaRC.

Triglia ha iniziato proprio con Brunori nel 2009 a produrre video musicali per non fermarsi più, dai Maneskin a Francesca Michelin fino al lavoro girato in Calabria per Jovanotti dal titolo “Alla salute”. Proprio sullo stretto legame tra immagini in movimento e musica verterà l’incontro arricchito dalle esperienze personali dei due professionisti dello spettacolo, focalizzato sulla creazione di video musicali e colonne sonore per il cinema. Incontro che si preannuncia molto affollato per la popolarità dei due protagonisti, per la verve e la simpatia irriverente di Brunori che già si evince dalle sue canzoni come “Figli della borghesia” o “Al di là dell’amore”, per la bravura di entrambi quando brillano all’unisono nel visionario racconto per immagini e musica “Al di là dell’amore”. (rrc)

L’Accademia di Reggio Calabria tra i protagonisti del “Me Fashion Award” di Messina

L’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria sarà tra i protagonisti del Me Fashion Award, in programma domani e venerdì al Palacultura di Messina.

Si tratta di un evento rivolto a stilisti, personalità del fashion system e a tutto il pubblico amante della moda, nato per valorizzare la creatività e la produzione della Sicilia e del Sud.

Per l’occasione, gli allievi del corso di Progettazione della Moda dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria saranno impegnati in vari ambiti che vanno dall’allestimento dello spazio accoglienza, alle attività di divulgazione nell’info point dedicato all’Accademia, all’assistenza di palco e sfilate in qualità di vestieristi.

Nella serata del 28, il Gran Galà finale culminerà con la premiazione di chi, soprattutto in area siciliana, si è distinto per la sua attività d’eccellenza legata alla moda. Tra i partecipanti, Stefano Dominella, una vita per la moda, da Mila Schön a Gattinoni, Presidente della sezione moda e design di Unindustria, docente alla Sapienza di Roma, all’Accademia del lusso e allo Ied, ideatore di importanti manifestazioni legate alla moda, come la mostra – evento sugli anni Sessanta “The sweet sixties-Narrazioni di moda”, promossa dal Ministero della Cultura e ideata insieme a Guillermo Mariotto per lo spazio di Castel Santangelo a Roma.

E poi, Gianluca Alibrando, talento emergente e originale con il suo atelier a Milazzo proiettato verso il mondo; il Maestro orafo calabrese Gerardo Sacco, celebre per aver ornato di gioielli le più importanti dive del cinema, premiato a Venezia con il  Leone d’oro alla carriera; Padre Domenico Manuli, ieri stilista di grido a Milano oggi sacerdote in provincia di Messina; Raffaella Curiel, che si ispira ai grandi personaggi della letteratura e dell’arte; Laura Mendolia, con il suo brand siciliano di borse e accessori “Pesce pazzo”; la giornalista Chiara Trombetta; l’illustratore di moda Aldo Sacchetti; Carmine De Santis by Martin Alvarez con la linea di capi “eco-destrutturati” prodotti con zero sprechi; Tiziano Guardini che effettua ricerche sartoriali unendo, innovazione, rispetto e sperimentazione; Stefania Caligiore con la sua esperienza di fashion management prima con Gucci e poi con Sergio Rossi; Zive, giovane artista di street art; Deborah Correnti e Mirco Marchetti creatori del brand 23é  presenti con il  loro progetto visionario di moda sostenibile, autori della collezione di riciclo sartoriale  “I was an umbrella”, che trasforma parapioggia in disuso in cappelli, sacche e mantelle.

Nel corso della serata finale, alla quale parteciperà anche il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria Piero Sacchetti, gli allievi del corso di Progettazione della Moda dell’AbaRC presenteranno in video un breve excursus sulla loro attività progettuale realizzata nel corso di laboratori e finalizzata alla creazione di abiti ed accessori. Con la loro partecipazione attiva al “Me Fashion Award”, gli studenti avranno dunque l’opportunità di immergersi nella realtà del fashion system, conoscendo da vicino molti dei suoi protagonisti, sperimentando la possibilità di esprimersi professionalmente, partecipando all’allestimento e alle varie fasi organizzative delle sfilate.

Tale collaborazione ha anche il meritevole compito di promuovere e consolidare sempre più ampie sinergie tra le due città dello Stretto, portando il “Me Fashion Award” a configurarsi, fin dalla sua prima edizione, come punto di riferimento per professionisti e appassionati del settore tra Calabria e Sicilia, regioni che tanto hanno dato e hanno ancora da dare all’immaginifico mondo della moda.     (rrm)

SCILLA (RC) – Il 1° aprile s’inaugura la mostra “Tra le terre, il Mar”

Sabato 1° aprile, al Castello Ruffo di Scilla, alle 11, s’inaugura la mostra Tra le terre, il Mar, curata dai prof. Remo MaliceMarcello Francolini.

L’esposizione è la prima tappa del nuovo sodalizio siglato con un protocollo d’intesa tra il  Comune di Scilla e l’Accademia  di Belle Arti di Reggio Calabria, fortemente voluto dal Direttore, Professor Piero Sacchetti e dal Commissario Straordinario del Comune di Scilla, dottoressa Antonia Maria Grazia Surace, per sviluppare modelli atti a diversificare in maniera plurima l’offerta culturale e, in questo modo, far dischiudere nuovi orizzonti dell’industria culturale.

La mostra si pone come una mostra-esperimento, in cui le opere non sono semplicemente esposte, ma interamente integrate in un ambiente. Ogni porzione di mostra è presentata come una “situazione”, capace di estendere l’opera stessa e lo spettatore in una continua e ulteriore suggestione concettuale.

La suggestione della mostra è improntata al mondo tutt’attorno al Mediterraneo, miglior attore non protagonista di molte delle immagini affiorate dagli inconsci di questi artisti docenti che nel tempo hanno alimentato la Collezione, attraverso i diversi linguaggi incrociatisi nei destini di questi territori. E così che i vari Bonfiglio, Brachitta, Bruno, D’Ambrosi, Di Raco, Di Rosa, Gadaleta, Maiorino, Malice F., Malice L., Monaco, Monteleone, Rossetti, Trapasso non saranno semplicemente chiamati in causa come attori muti di una storia passata, ma come partecipanti ad una ridefinizione attiva del presente. In tale modo, sottolineano i curatori, si lavora in una direzione glocal, attenta a valorizzare un prodotto locale secondo strategie di visione globale. Un modo per raccontare attraverso l’opera, l’artista e l’intero suo mondo di riferimento, come a dire tutto quel mondo di quel mare tra le terre. (rrc)

L’Accademia di Belle Arti di Reggio a Trento per la giornata di studi che chiude la mostra Paesi perduti

La Calabria e l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria sarà tra i protagonisti della giornata di studi che chiuderà la mostra Paesi Perduti, in programma il 10 marzo al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. E lo sarà con Esercizi di Memoria, un racconto audiovisivo di Patrizia Giancotti, con la partecipazione degli studenti dell’Aba reggino.

La mostra ideata dal Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, curata da Gabriele Lorenzoni, è stata fortemente voluta proprio dal noto critico d’arte e Presidente del Mart, allo scopo di stimolare, attraverso i numerosi autori e i variegati linguaggi del contemporaneo, una nuova riflessione tra Nord e Sud sui temi legati allo spopolamento delle aree interne.

Il grande interesse del pubblico ha indotto gli organizzatori a prorogare la mostra fino al 12 marzo, per permettere la fruizione delle opere di Gabriele Basilico, Flavio Faganello, Paolo Simonazzi e Italo Zannier, degli scritti di Franco Arminio e della significativa presenza della Calabria, che si avvale dei contributi della fotografa Silvia Camporesi, del documentarista Vittorio De Seta, degli antropologi Franco La Cecla, Francesco Minervino e Patrizia Giancotti.

Quest’ultima ha coinvolto l’Accademia di Reggio Calabria, dove insegna, nell’ideazione di un lavoro audiovisivo realizzato per l’occasione dal titolo Esercizi di memoria, che vuole configurarsi come primo tassello di un più vasto piano per la tutela del patrimonio immateriale. Fruibile in una saletta della Galleria Civica di Trento con cuffie audio individuali, il lavoro parte dal primo reportage realizzato negli anni Settanta dall’antropologa-fotografa nel piccolo paese del catanzarese, Palermiti, dove da qualche anno lei stessa risiede.

La colonna sonora, curata dal compositore Igor Gullà, anche responsabile di riprese e montaggio, si avvale della collaborazione della stessa comunità invitata a fare “esercizi di memoria” intesi come compito collettivo del rimembrare, come antidoto all’oblio, ma anche come sforzo ideativo aperto a nuovi linguaggi.

Per evidenziare lo stato vitale di quest’area a rischio spopolamento non ancora “perduta”, l’autrice ha voluto con sé una delegazione degli studenti dell’Accademia di Reggio Calabria, che grazie all’interessamento del direttore Piero Sacchetti e all’impegno congiunto di Accademia e Mart, parteciperà attivamente alla giornata di studi, visiterà tutte le mostre del territorio di Trento e Rovereto, e avvierà uno scambio inedito tra studenti dell’estremo Sud e dell’estremo Nord.

In attesa di accogliere anche in Calabria la mostra Paesi perduti nel suo complesso, Esercizi di memoria, diventerà un progetto replicabile, itinerante, che a partire da testimonianze dirette, dal rilevamento sul campo, può farsi archivio digitale, mostra, film, restituzione, strumento per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale che ci riguarda tutti. (rrm)

REGGIO – Piero Sacchetti: Al lavoro affinché l’Aba si apra al territorio

Piero Sacchetti, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ha evidenziato come «stiamo lavorando affinchè l’Accademia si apra in toto al territorio, attraverso la ricerca di sinergie con le istituzioni pubbliche e private, cittadine, regionali e nazionali perché è importante che ricopra un ruolo di rilievo nell’ambito della promozione culturale in campo artistico».

«Disponiamo di un grande patrimonio professionale e culturale, ma solo se le Istituzioni aiuteranno gli Enti di formazione, le Accademie, le Università, i nostri talentuosi giovani non scapperanno via da questa terra e, finalmente, produrranno per essa», ha detto il direttore, spiegando che «il Corpo docente lavora quotidianamente con i ragazzi mantenendo costante l’attenzione per le sperimentazioni e la produzione artistica contemporanea, al fine di formare professionisti nel campo delle arti visive, progettuali e della didattica dell’arte».

«Dalla mia nomina come direttore dell’Accademia, la nostra istituzione si è aperta al territorio, affrancando le sinergie istituzionali e i rapporti con le associazioni e la comunità  ha proseguito il professore Sacchetti –. Con orgoglio, posso dire che è una delle eccellenze del territorio per capacità e professionalità e non ha nulla da invidiare alle altre Accademie italiane sia per l’ampliamento dell’offerta formativa che per la presenza di stimati docenti di alto profilo, provenienti anche da altre Regioni d’Italia. L’Accademia è costantemente impegnata nel potenziamento dei laboratori e nell’implementazione del patrimonio informatico e tecnologico per questo abbiamo volutamente ripreso la produzione, purtroppo trascurata negli anni passati, ma di notevole importanza per garantire percorsi di eccellenza agli studenti e farci spazio nel mondo del cinema e teatro».
Il direttore in solo 9 mesi, ha ricreato un “assetto familiare” nel quale ognuno ha il proprio ruolo ma «tutti devono dialogare per superare eventualmente, i vari gap e raggiungere insieme gli obiettivi prefissati: I nostri studenti si sentono a casa, siamo una grande famiglia e, quando varcano la porta d’ingresso, respirano serenità, disponibilità, accoglienza». (rrc)

All’Accademia di Belle Arti di Reggio incontro con Massimo Sirelli per il riuso creativo

È stato un incontro appassionato, quello svoltosi all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, dove gli studenti hanno potuto ascoltare Massimo Sirelli, una delle massime espressioni del circuito artistico contemporaneo, molto noto nell’ambiente tra designers e pubblicitari, passando per urban artists e appassionati di arte contemporanea.

L’incontro è stato organizzato nell’ambito di uno dei progetti del Centro Europe Direct del Comune di Reggio Calabria l’iniziativa dell’Associazione “Fare Eco”.

Sirelli si descrive come “un operaio dell’industria creativa” e non ama stare dentro i clichè delle definizioni del mainstream. Dal settore pubblicitario e grafico passa a quella che, lascia intendere, è la sua vera e grande passione: ridare vita ed anima a “rifiuti” rigenerandoli in vere e proprie “creature”; robot, soprattutto, ma non solo.

L’approccio alla sua scelta come “gioco”, quasi per puro autocompiacimento, gli fa ricercare e scegliere materiali metallici di varia natura, anche pentole e vecchi arnesi, che assembla, salda o incastra con maestria per ridargli nuova vita. Un’attività, via via, tanto intensa ed interessante da attirare l’attenzione di tutto un mondo che lo stesso Sirelli non ama definire solo “artistico”; sfuggendo con intelligenza da regole e paletti formali.

«Dell’attività di recupero delle cose ne ho fatto una missione; quando parlo di pezzi di scarto parlo di pezzi di vita. Sono convinto che le cose trasudino di storie, racconti – ha spiegato Sirelli – Pensavo a mantener vivi i ricordi delle persone che possedevano questi oggetti restituendogli un valore più nobile. Ho scoperto poi che questa attività, al contempo, svolgeva e svolge anche un importante ruolo ambientale ma il mio primo obiettivo è stato sempre quello di eternare, in un certo senso, la memoria di questi oggetti per coloro che li hanno posseduti».

L’assessora Giuggi Palmenta sottolinea il valore ed il ruolo del Centro “Europe Direct” che, attraverso queste attività, mette in linea la città con gli indirizzi europei sulla sostenibilità ambientale ed il pensiero ecologico.

«Una finestra sull’Europa – ha dichiarato l’assessore Giuggi Palmenta – che oggi, grazie alla collaborazione con l’associazione “Fare Eco”, propone un grande artista per temi altrettanto grandi come quelli del riuso e del riciclo creativo. Le sue creazioni riportano in vita materiali che, una volta assemblati, si portano dietro tutto il loro passato e ne raccontano la storia con un valore aggiunto».

Rossana Melito, di Fare Eco, esprime soddisfazione per l’iniziativa fortemente voluta con Sirelli in quanto «grande artista calabrese ed internazionale che abbandona l’arte classica per l’arte di recupero. Ci fa capire – ha aggiunto Melito – come da oggetti in casa possiamo realizzare delle opere d’arte. Oggetti di uso comune che trasforma in robot pieni d’animo. Ciò ci consente di andare oltre alcuni punti di vista consumistici riappropriandoci del valore delle cose che abbiamo attorno a noi».

L’Aula magna dell’Accademia è stracolma di studenti ed appassionati che non risparmiano domande e curiosità ad un Sirelli che, nel raccontarsi, lancia molti messaggi ai giovani allievi soprattutto «Andate oltre le regole, non limitate la vostra creatività”. Il genio, si sa, vede le norme come ostacoli che puntualmente deve scavalcare con la sua mente. “Una cosa è vecchia quando si rompe ma non quando ha molti anni. Se funziona allora è nuova», cita la nonna il poliedrico artista catanzarese e fa di questa riflessione il motto ispiratore della sua attività. (rrc)

 

Al via “Mi scusi, c’è un’opera in sospeso?”, il progetto dell’Accademia di Belle Arti di Reggio

Mi scusi, c’è un’opera in sospeso? è il titolo del progetto appena lanciato dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, che ha preso il via nei giorni scorsi attraverso l’installazione pubblica di opere d’arte nel tessuto urbano della Città.

Il lancio è stato preceduto dalla conferenza stampa di presentazione, tenutasi in mattinata nell’Aula Magna alla presenza del Direttore prof. Piero Sacchetti, della dr.ssa Irene Calabrò, Assessore Programmazione Finanziaria e Bilancio Cultura e Turismo del Comune di Reggio Calabria, dei proff. Salvo Borzì e Marcello Francolini che hanno curato il progetto, e dei Proff. Vincenzo Molinari e Francesco Scialò che hanno seguito la realizzazione delle stampe degli allievi-artisti.

Dopo i saluti istituzionali, il Direttore ha sottolineato come questo progetto corrisponda appieno a una rinnovata visione dell’AbaRC rivolta non solo al potenziamento dell’offerta formativa di qualità, ma anche alla trasformazione dello stesso luogo di formazione in luogo di produzione e condivisione dell’arte, dove sia possibile uno scambio proficuo, un dono reciproco. Nel caso del progetto presentato, il cittadino, il passante, facendo propria l’opera in sospeso, verrà stimolato a fruire dell’arte in modo diverso, includendola nella sua storia, nella sua casa, diventando “collezionista”.

L’Assessore Irene Calabrò, sottolineando la consonanza di visione con l’Accademia in merito all’importanza dell’arte pubblica, ha evidenziato come, proprio dopo anni di pandemia e di isolamento sociale, questo progetto arrivi a ridefinire il significato stesso di scambio, tra artista e fruitore, e di sospensione, intesa come inedita possibilità di costruire e far germogliare nuovi rapporti umani e nuovi modi di guardare alla realtà cittadina. In questa originale dinamica relazionale il “collezionista” dovrà infine concludere il processo di acquisizione dell’opera attraverso due elementi altrettanto fondanti, il certificato d’autenticità e il catalogo, per accedere ai quali dovrà registrarsi attraverso un QR code, compilando una scheda e inviando un suo messaggio.

Tale registrazione permetterà di partecipare alla presentazione del Catalogo e di incontrare l’artista, autore dell’opera prescelta, per uno scambio di opinioni e per la consegna del certificato di autenticità. Infine la registrazione garantirà la partecipazione a un’estrazione finale dove saranno selezionati 4 “collezionisti” che, con l’accesso al Laboratorio d’Incisione dell’Accademia, potranno partecipare alla stampa di una nuova opera da aggiungere alla propria collezione.

Il suggestivo percorso espositivo delle opere installate in punti strategici della città, si ripeterà settimanalmente fino a fine novembre, su una retta immaginaria che parte dal Museo Archeologico Nazionale e arriva a Piazza Garibaldi, includendo punti d’interesse storico, monumenti, piazze e istituzioni d’arte.

Le opere prodotte dagli studenti dell’Accademia, diventano quindi dono, valore di scambio non commerciale, capace di propiziare un incontro, di sugellare un legame tra l’artista e il cittadino. Come esplicitato dai curatori del progetto, tale legame, al di là del potenziale rapporto cliente/fruitore, può trasformarsi anche in una relazione tra cultore e collaboratore, avvicinando così i cittadini al mondo dell’arte e all’Accademia. Dal dono dall’artista al cittadino scaturisce inoltre una sorta patto: scegliendo di farsi custode dell’opera, quest’ultimo si aprirà inaspettatamente a nuove esperienze relazionali tra l’arte e le persone di questa città.

Nello specifico, il valore artistico di queste opere in sospeso è sancito dalla scelta del particolare mezzo espressivo, ricaduta sulla grafica d’arte. I Proff. Scialò e Molinari, che attraverso il Laboratorio di Incisione hanno seguito il lavoro degli allievi-artisti, hanno sottolineato il carattere complessivo delle tecniche scelte, attraverso le quali si può evincere la storia stessa della grafica, dagli esordi al contemporaneo, dalla calcografia delle acquetinte e acqueforti, fino alle sperimentazioni del monotipo. D’altro canto, diceva il grande incisore novecentesco Luigi Bartolini: le stampe non sono come il baccalà, non vanno appese, ma sfogliate come un libro del tempo. Tra inchiostri, rivoli e nuances, lo sguardo attento potrà ricostruire i passaggi della mano sull’opera, slanci e ripensamenti dietro i quali immaginare il pensiero stesso del suo creatore.

La prima performance, con le caratteristiche di un allegro rito collettivo, è stata realizzata e conclusa in 200 minuti e 42 secondi, con la presa in consegna da parte di cittadini di ben 70 opere in sospeso(rrc)