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  • Coronavirus, Crimi: "Credito fino a 25mila euro per pmi"  
    by webinfo@adnkronos.com on 6 Aprile 2020 at 7:22

    ''E' stata una lunga domenica e anche una lunga notte'' di lavoro per mettere a punto i nuovi provvedimenti economici a favore di imprese e famiglie di fronte all'emergenza Covid-19. ''Sicuramente su una cosa siamo fermi: cioè deve essere consentito alle pmi una piccola erogazione di credito. Abbiamo pensato fino all'importo di 25mila euro, totalmente garantita dallo Stato e che non preveda alcun tipo di valutazione da parte della banca. Questo significa erogazione diretta a richiesta senza valutazione se non quella della necessità di avere liquidità''. Lo ha assicurato il senatore Vito Crimi, leader politico M5S, ai microfoni di Rtl.105.  

  • Gallera: "Alzano e Nembro zona rossa? Serviva decreto del governo" 
    by webinfo@adnkronos.com on 6 Aprile 2020 at 7:11

    Zona rossa ad Alzano e Nembro? ''Era lo Stato che doveva farla come ha fatto a Codogno''. Così l'assessore al Welfare Giulio Gallera interviene sui presunti ritardi negli interventi per mitigare l'espansione del coronavirus in una delle zone maggiormente colpite della bergamasca.  Secondo Gallera, la Regione non aveva i poteri per istituire una zona chiusa, serviva ''un decreto del presidente del Consiglio dei ministri''. La zona rossa "l'abbiamo chiesta più volte. Abbiamo salutato con successo il fatto che l'Istituto superiore della Sanità avesse fatto un verbale. Ci attendevamo da lì a pochi minuti l'avvio della zona rossa. E la zona rossa - sottolinea - per essere efficace deve essere blindata con le forze militari che a Codogno ad esempio hanno chiuso tutti gli accessi e hanno chiuso le attività produttive. Questi due elementi non rientrano nelle facoltà delle Regioni. Noi possiamo chiudere le attività commerciali''.  Quanto alle zone rosse di altre regioni ''io non so come hanno fatto. Non rientra nelle nostre competenze disporre delle forze dell'ordine e delle forze armate. Noi ci siamo confrontati anche con i prefetti che ci hanno detto: non potete essere voi a dirci cosa dobbiamo fare. Se siamo in uno Stato ognuno ha le sue competenze. Questa non rientra nelle competenze istituzionali e costituzionali delle regioni''.       

  • Coronavirus, Garattini: "Ci sarà seconda ondata, vaccino per fine anno" 
    by webinfo@adnkronos.com on 6 Aprile 2020 at 6:51

    "Il dato più significativo è quello della diminuzione dei ricoveri, vuol dire che globalmente dovrebbe essere diminuito il contagio. E questa è una buona notizia". Così Silvio Garattini, farmacologo e presidente Istituto ricerche farmacologiche 'Mario Negri' di Milano ai microfoni della trasmissione radiofonica 'Circo Massimo' su Radio Capital. Non bisogna, però abbassare la guardia. "Non possiamo continuare a rimanere in casa perché ci sarà la seconda ondata. Si sta lavorando a soluzioni, una è quella di individuare chi ha sviluppato anticorpi, persone che, con le dovute precauzioni, potrebbero tornare a lavorare".  "C'è un rapporto che dice che ci sono 42 vaccini allo studio. I tempi sono ragionevoli, probabilmente per la fine dell'anno. Alcuni hanno già avviato la sperimentazione animale", aggiunge. Secondo Garattini, "bisogna prepararsi: se il vaccino arriva prima in un paese x, non arriverà subito nel paese y. Serve un centro europeo che, quando un vaccino sarà pronto, possa fare in modo di trasferirlo per la produzione in altri paesi".  

  • Coronavirus, nuova 'zona rossa' in Campania: è comune di Lauro 
    by webinfo@adnkronos.com on 6 Aprile 2020 at 6:39

    Con un'ordinanza firmata nella serata di ieri, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha istituito la terza "zona rossa" nel territorio regionale: si tratta del comune di Lauro, in provincia di Avellino, per il quale l'ordinanza prevede fino al 10 aprile il divieto di allontanamento e di accesso nel territorio comunale e la sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. L'ordinanza dispone inoltre la chiusura delle strade secondarie, come individuate dal Comune sentita la Prefettura.  La decisione di istituire una "zona rossa" nel comune di Lauro è stata presa dalla Regione Campania alla luce dell'aumento dei casi di positività al coronavirus, due nei giorni scorsi e 8 nella giornata di ieri, questi ultimi appartenenti a un unico "cluster familiare". Una delle persone risultate positive è il titolare di un'attività nel centro del paese, molto frequentata, e potrebbe aver avuto contatti con almeno 200 persone tra fornitori e utenti. Da qui il "pericolo concreto di un ampio contagio" con la richiesta, da parte del sindaco di Lauro, dell'adozione "di una serie di misure ai fini del contenimento del rischio". Lauro è il secondo comune della provincia di Avellino per il quale la Regione Campania ha disposto la quarantena dopo Ariano Irpino, "zona rossa" dallo scorso 15 marzo. Sono in totale 7 i comuni in quarantena in Campania: in provincia di Salerno è stata infatti istituita una "zona rossa" che vede coinvolti 5 comuni del Vallo di Diano (Sala Consilina, Atena Lucana, Polla, Caggiano e Auletta). 

  • Coronavirus, positiva una tigre dello zoo di New York 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 21:01

    Un tigre dello zoo del Bronx, a New York, è risultata positiva al Coronavirus. Lo rende noto la Wildlife Conservation Society in un comunicato, come riferisce l'emittente Abc. L'esemplare, una femmina di 4 anni di nome Nadia, è affetta da tosse secca e non mostra appetito. E' stata sottoposta al test per precauzione e il risultato dell'esame è stato confermato dallUSDA's National Veterinary Services Laboratory in Iowa. Altre 3 tigri e 3 leoni mostrano sintomi associabili al coronavirus. Tra questi esemplari anche Azul, sorella di Nadia. Tutti gli animali, si legge, dovrebbero recuperare. Secondo il Washington Post, che fa riferimento ad informazioni del Dipartimento dell'Agricoltura, i felini sarebbero stati contagiati da un inserviente dello zoo. La struttura è chiusa dal 16 marzo. 

  • Coronavirus, Johnson ricoverato per esami: "Una precauzione" 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 20:31

    Il premier britannico Boris Johnson è stato ricoverato in ospedale per una serie di esami. Il primo ministro è risultato positivo al coronavirus e mostra sintomi da 10 giorni. Una portavoce di Downing Street, si legge sul Guardina, ha reso noto che "il primo ministro, su consiglio del suo medico, è stato ricoverato in ospedale per esami. E' un passo precauzionale, visto che il primo ministro continua a mostrare sintomi persistenti del coronavirus da 10 giorni dopo essere risultato positivo". "Il primo ministro -ha aggiunto- ringrazia il Servizio Sanitario per il lavoro duro svolto in maniera incredibile e esorta i cittadini a continuare a seguire le indicazioni del governo: rimanere a casa, proteggere il Servizio Sanitario e salvare vite". 

  • Coronavirus, meno ricoverati e si pensa a fase 2 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 19:15

    di Giorgia SodaroCalano per la prima volta i ricoverati con sintomi per coronavirus negli ospedali (-61) e continua a scendere anche il numero dei pazienti in terapia intensiva (-17), che anche ieri aveva fatto registrare il segno meno. A questo si aggiunge la riduzione del numero delle vittime a 525, il dato più basso dal 19 marzo scorso. Rimane più o meno costante l'aumento dei positivi giornaliero con 2.972 nuovi contagiati nelle ultime 24 ore, che porta il totale dei positivi a 91.246.   "Una serie di buone notizie", ha sottolineato il capo della Protezione civile e commissario straordinario all'emergenza Angelo Borrelli nel corso del punto stampa quotidiano, che non ci devono indurre però "ad abbassare la guardia".  Uno spiraglio di luce che comunque apre la prospettiva della cosiddetta 'fase due'. "Dovremmo cominciare a pensare a una fase 2, che si può pensare se questi dati si confermano", ha spiegato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, e quindi "cominciare a riflettere su come mantenere bassa la diffusione della malattia".  E' stato lo stesso presidente dell'Iss a sottolineare che "la curva ha iniziato la discesa e anche il numero dei morti, che è un altro dato importante, anche se si riferisce a chi ha contratto l'infezione due settimane fa. Tutto il sistema sta portando a un rallentamento significativo della diffusione".  Questo, ha precisato, "è l'unico requisito che ci consente di considerare misure alternative" alle restrizioni rigorose in vigore oggi, "necessarie alla nostra vita", ma che devono al contempo "mantenere il numero di infezioni sotto la soglia del famoso R0 uguale a 1, ma soprattutto contenerle al massimo possibile". Anche da Brusaferro è arrivato un richiamo alla responsabilità: "Questo dato positivo, che ci aspettiamo possa essere confermato nei prossimi giorni, va conquistato giorno dopo giorno, ci indica che le misure adottate sono efficaci ma è importante mantenere rispetto e attenzione".  

  • Coronavirus, Iss: "La curva ha iniziato la discesa"  
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 16:42

    "C'è evidenza che la curva" epidemica "ha raggiunto il suo plateau e adesso ha iniziato la discesa, e fortunatamente ha iniziato la discesa anche il numero dei morti che è un altro dato estremamente importante". Lo ha sottolineato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante la conferenza stampa quotidiana sull'emergenza coronavirus alla Protezione Civile.  Brusaferro ha ricordato che i dati di oggi riguardano persone "che hanno contratto l'infezione 2 settimane fa", riconoscendo comunque dai numeri che "un po' tutto il sistema sta portando a un rallentamento significativo della diffusione" di Covid-19.  "E' un dato positivo che ci aspettiamo nei prossimi giorni possa essere confermato", ma "è un dato che va conquistato giorno dopo giorno", ha ammonito il numero uno dell'Iss. "Le misure adottate sono efficaci - ha osservato - ma è altrettanto importante che manteniamo questo tipo di attenzione, questo tipo di rispetto delle misure" restrittive, "perché sono proprio queste misure che ci aiutano a fare decrescere la curva" epidemica. "Abbiamo indicatori che ci mostrano che il numero di nuovi casi è in fase decrescente e quindi ci aspettiamo che per trascinamento anche i ricoveri nelle terapie intensive e i decessi vadano in decrescita. Il dato è coerente con il dato di decrescita anche del numero di nuovi casi. Questo è un elemento positivo e ci aspettiamo che nei prossimi giorni vedremo questo trend continuare".  Nei luoghi chiusi "dove può essere difficile mantenere le distanze" sicuramente la mascherina "aiuta". Brusaferro ha quindi ricordato che "le misure per contrastare questa infezione sono da una parte il distanziamento fisico e dall'altra il lavaggio mani", su cui "resta fortissima la raccomandazione" a osservarle. "Per quanto riguarda la protezione delle vie aeree - ha spiegato - c'è una duplice valenza: ovvero se siamo portatori di una patologia e potremmo diffondere intorno a noi le famose 'goccioline', come potrebbe accadere alle persone positive che non sanno di esserlo, e se bisogna proteggersi da altre persone che possono veicolare la malattia". In questo senso "nei luoghi confinati" la mascherina "aiuta" a proteggersi dal contagio.  

  • Gallera: "In Lombardia dati confortanti, a Milano più sforzi" 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 16:34

    "Continuano a essere dati confortanti ma alcuni elementi ci devono far mantenere alta la guardia". Così l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, nella consueta diretta Facebook per fare il punto sull’emergenza sanitaria Covid-19, facendo sapere che Milano preoccupa e lì lo sforzo deve essere più determinato. Sale a quota 50.445 il numero dei contagiati da coronavirus in Lombardia, +1.337 in un solo giorno. I i decessi sono in tutto 8.905, +249 rispetto a ieri. "E' un numero spaventoso - ha detto Gallera - che sappiamo riferito alle persone positive decedute, ma il numero è sicuramente più ampio e coinvolge persone nelle Rsa e sul territorio. Questa ondata ha avuto un effetto letale sulle persone più fragili ed esposte, è la drammatica e cruda verità del coronavirus, di cui ci ricorderemo per molto tempo".  I decessi, ha sottolineato Gallera, "si sono ridotti ma non in maniera significativa, il dato non ha un'inversione tendenza ma indubbiamente è un elemento che terremo monitorato nei prossimi giorni".Tutto sommato quindi "continuano a essere dati confortanti ma alcuni elementi ci devono far mantenere alta la guardia" ha spiegato Gallera. Il numero di tamponi complessivi, ha aggiunto l'assessore, cresce da 6.826 a 8107 di oggi "significa che stiamo facendo più tamponi anche a operatori sanitari, operatori medicina generale e Rsa" ha ribadito.   Anche il numero di ricoverati è cresciuto di "sole" 7 unità, arrivando a 11.009. "Significa - ha detto Gallera - che si fanno più tamponi e si trovano più positivi". In terapia intensiva si registrano invece 1.317 casi, -9 rispetto a ieri, "un dato che ci dà un segno importante sull'andamento della diffusione del virus". Cresce anche il numero dei dimessi, che sono 28.224 in totale, +184 rispetto a ieri. Tocca quota 11.230 (+411 in 24 ore) il numero di contagi da coronavirus nella provincia di Milano, di cui 4.533 a Milano città (+171), fa sapere ancora l'assessore osservando: "Mentre a Bergamo e Brescia si sono quasi fermati i contagi, a Milano continuano a salire, stabilizzarsi, salire". "A Milano non abbiamo ancora dato un netto indirizzo a questa linea - ha aggiunto - E' preoccupante, è un dato che non ci fa ancora stare tranquilli". "o sforzo a Milano deve essere più determinato nel non uscire o nell'uscire, se necessario, assolutamente protetti per evitare di infettare o di essere infettati. Ai milanesi chiedo maggior determinazione", ha sottolineato.A Bergamo il numero dei positivi al coronavirus è di 9.712 (+124), a Brescia 9.340 (+160), a Como 1.384 (+65), a Cremona 4.233 (+79), a Lodi 2.255 (+17), a Lecco 1.678 (+50), nella provincia di Monza e Brianza 3.046 (+111), a Mantova 2.044 (+63), a Pavia 2.619 (+120), a Sondrio 591 (+28) e a Varese 1.191 (43). "Da domani iniziamo a ricoverare i primi pazienti all'ospedale in […]

  • Coronavirus, oltre 15800 morti in Italia 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 16:12

    Sono 15887 i decessi in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 525 decessi. Sono i dati diffusi dalla Protezione Civile. I guariti in totale sono 21815. I casi attualmente positivi sono 91246, le persone in isolamento domiciliare sono 58320, i pazienti ricoverati sono 28949 (-61). In calo (-17) anche il numero delle persone in terapia intensiva (3977). I dati dell'emergenza in Italia "Si interrompe il trasferimento di pazienti dalla Lombardia, perché la situazione degli ospedali della Regione è tale per cui non c'è più bisogno di un alleggerimento delle terapie intensive", dice Angelo Borrelli, capo dipartimento, comunicando una delle "buone notizie" della giornata. "Voglio ricordare che le buone notizie non ci devono portare ad abbassare la guardia, è fondamentale continuare a stare a casa e uscire solo per comprovate esigenze e necessità", aggiunge, spiegando che "oggi registriamo il numero più basso di deceduti dal 19 marzo". Borrelli chiarisce il senso delle dichiarazioni rilasciate ieri dopo l'ordinanza con cui la Lombardia ha disposto l'obbligo di coprire naso e bocca quando si esce di casa. "Ho detto che non indosso la mascherina perché negli ambienti in cui mi trovo posso rispettare le misure di distanziamento sociale. L'ordinanza della Lombardia va rispettata. E' importantissimo l'uso della mascherina negli ambienti in cui non si riesce a rispettare la distanza in modo rigoroso, nella metropolitana o nei supermercati. Le mascherine evitano la diffusione del contagio, io sono qui dentro tutto il giorno e non porto la mascherina perché non posso trovarmi esposto al rischio con più persone nello stesso ambiente", afferma. "Nel nostro Paese si è avviata una fiorente attività di produzione di mascherine ad uso della popolazione, l'Iss per quanto riguarda le mascherine chirurgiche ha ricevuto una serie di richieste che vanno autorizzate, per le mascherine ad uso della popolazione non ci sono particolari formalità, quindi credo che le produzioni che si sono avviate consentiranno di rendere possibile la fornitura di mascherine a tutta la popolazione" conclude.   

  • Coronavirus, in Toscana più guariti che deceduti in un giorno: è la prima volta 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 15:13

    Sono 175 i nuovi casi positivi al coronavirus registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino, analizzati nei laboratori toscani; e 18 i nuovi decessi. Rimane pressoché stazionario il trend dei nuovi casi positivi e dei decessi rispetto a ieri. Continua, invece a diminuire di 28 unità il numero dei ricoveri complessivi rispetto a ieri; nelle terapie intensive si registra una diminuzione di 10 unità.  E' la prima volta che il numero totale (337) dei guariti (101 guarigioni virali e 236 pazienti clinicamente guariti) supera il numero complessivo dei decessi (325). Continuano, infatti, ad aumentare, rispetto a ieri, i pazienti clinicamente guariti +13 (da 223 a 236), e anche quelle virali +14 (da 87 a 101). Ad oggi sono dunque 5.847 i contagiati dall'inizio dell'emergenza. 101 sono finora le guarigioni virali (i cosiddetti "negativizzati", risultati negativi al test ripetuto per due volte a distanza di 24 ore), 236 le guarigioni cliniche (senza più sintomi ma non ancora negativizzati) e 325 i decessi. I casi attualmente positivi in cura rimangono dunque 5.185.  Premettendo che spetterà in ogni caso all’'istituto superiore di sanità attribuire le morti al coronavirus (nella quasi totalità dei casi, si tratta di persone che avevano patologie concomitanti), il decesso di un uomo di 72 anni di Lucca, comunicato ieri, è risultato nella giornata stessa di ieri non attribuibile al coronavirus. Per quanto riguarda i ricoveri, a oggi sono in totale 1387 (ieri erano 1.415), di cui 276 in terapia intensiva. Dal monitoraggio giornaliero sono invece 15.306 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 7.343 nella Asl centro, 6.555 nella Asl nord ovest, 1.408 nella Asl sud est. 

  • Coronavirus, Conte: "Non possiamo dire quando finirà lockdown" 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 14:45

    "Il messaggio più importante da dare ai nostri cittadini è: 'state a casa il più possibile'. E se c'è la necessità di uscire, per lavoro o per fare la spesa, rispettate le regole di sicurezza". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, in un'intervista all'emittente televisiva statunitense Nbc a proposito dell'emergenza coronavirus, rispondendo al conduttore che gli chiede un consiglio anche per i cittadini statunitensi."Stiamo chiedendo alla nostra gente un grande sacrificio, ne sono consapevole, ma questa è l'unica strada per batteria la pandemia insieme. Più rispetteremo le regole, più presto usciremo dall'emergenza".  "In questo momento non possiamo dire quando il lockdown finirà. Noi stiamo seguendo le indicazioni del comitato tecnico scientifico". "L'Italia è stata la prima nazione ad affrontare l'emergenza. La nostra risposta forse non è stata perfetta, ma noi abbiamo agito al meglio sulla base della nostra conoscenza e il modello Italia ora è stato preso a riferimento da altri Paesi e riconosciuto anche dall'Oms", ha detto il premier, dicendosi "orgoglioso di servire il mio Paese, straordinario e unico".  ITALIA E AMERICA - "Noi stiamo soffrendo molto. Più di quindicimila italiani hanno perso i loro cari, una sofferenza indescrivibile, un dolore devastante e in questo momento di difficoltà io dico chiaramente che gli Usa e il presidente Trump hanno dimostrato ancora una volta di essere nostri stretti alleati e amici e posso ringraziare il presidente Trump per il suo supporto e la sua presenza", nonché "tutti i cittadini americani".   LA COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE - L'Italia del futuro vedrà tornare a lavoro solo chi, dopo essersi sottoposto al test, dimostra di aver sviluppato gli anticorpo al Covid-19? "Stiamo lavorando per quello, ma in questo momento dobbiamo mantenere le misure, noi tutti stiamo combattendo contro questo potente nemico invisibile. Tutte le nazioni al mondo stanno lottando e noi siamo tutti in trincea". "Per questo - rimarca il presidente del Consiglio - è cruciale che ci sia una cooperazione tra le nostre democrazie, è strategico che ci sia una collaborazione internazionale". "E' strategico che tutti i conflitti nel mondo si fermino - sottolinea -. L'Italia sostiene in maniera convinta l'appello arrivato dal segretario generale dell'Onu per un cessate il fuoco globale. E' tempo che le tutte parti in conflitto fermino i combattimenti e lottino insieme contro il nemico" Covid-19.  

  • Coronavirus, D'Amato: "Continua frenata trend nel Lazio" 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 14:04

    “Oggi registriamo un dato di 123 casi di positività, continua la frenata del trend che per la prima volta è al 3%. Ora è il momento di non mollare e mantenere alta l’attenzione anche in vista delle festività di Pasqua e Pasquetta. Da lunedì partono le prime RSA COVID con i primi 100 posti a disposizione sul territorio". Così l'assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato nell’odierna videoconferenza della task-force regionale per il COVID-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù. "Sono in continua crescita i guariti che salgono di 36 unità nelle ultime 24h arrivando a 475 totali. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 9.921 e i decessi nelle ultime 24h sono stati 7”, fa sapere ancora D’Amato. La situazione nelle Asl e A.O:  Asl Roma 1 – 18 nuovi casi positivi. 1.416 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare; Asl Roma 2 – 7 nuovi casi positivi. 36 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Continuano i controlli nelle case di cura e RSA del territorio. Attivato accordo con albergo Urban per i pazienti positivi in isolamento domiciliare; Asl Roma 3 – 11 nuovi casi positivi. 3 i pazienti che sono guariti. 1.457 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Domani verranno attivati 4 posti di terapia intensiva all’Ospedale Grassi; Asl Roma 4 – 15 nuovi casi positivi. 1.469 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare; Asl Roma 5 – 24 nuovi casi positivi. 4 i pazienti che sono guariti. Deceduto un uomo di 90 anni con precedenti patologie. 1.517 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Al COVID Hospital Palestrina ricoverati 38 pazienti. Avviati i tamponi alla casa di riposo abusiva di Fonte Nuova; Asl Roma 6 – 3 nuovi casi positivi. 10 pazienti sono guariti. 79 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. A Genzano da oggi operativo il laboratorio per il test COVID. Continuano i controlli nelle case di riposo e RSA del territorio; Asl di Latina – 18 nuovi casi positivi. 2 i pazienti che sono guariti; Asl di Frosinone – 18 nuovi casi positivi. 2 i pazienti che sono guariti. 3 decessi: 1 frate di 74 anni, una donna di 89 anni e una donna di 84 anni, tutti con patologie preesistenti. 301 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Sanificato il Pronto Soccorso di Alatri da parte dei Vigili del Fuoco; Asl di Viterbo - 7 nuovi casi positivi. 2 i pazienti che sono guariti. 2.170 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare. Continuano le verifiche nelle case di riposo del territorio, a Villa Immacolata tutti i tamponi sono negativi. Celleno: intera famiglia positiva dopo una […]

  • L'appello: "Creare filiera protezioni hi-tech lavabili e italiane"  
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 13:59

    "Attivando le opportune sinergie è possibile immediatamente, nel giro di pochissimi giorni, mettere in piedi una filiera per produrre dispositivi di protezione made in Italy, realizzati con materiali hi-tech di qualità riconosciuta in tutto il mondo, lavabili e quindi riutilizzabili con efficacia intatta" anche cento volte, in vista della battaglia ancora lunga che attende il Paese contro la pandemia di Covid-19. Una soluzione 'chiavi in mano' che rappresenterebbe "per tante aziende una questione di vita o di morte", per lo Stato "l'occasione di evitare un enorme spreco di denaro pubblico" legato alle importazioni dall'estero, e per i cittadini e gli operatori che potrebbero beneficiarne l'opportunità di tutelare la salute propria e quella altrui con strumenti 'doc'.  A lanciare attraverso l'AdnKronos Salute il suo appello ai gestori dell'emergenza coronavirus è l'avvocato Lorenzo Pagnacco, studio legale a Padova. "Seguo una serie di aziende che si occupano di questo settore manifatturiero", ma "non cerco nessuna forma di pubblicità né per me né per i miei assistiti - tiene a premettere, chiedendo di non fare i nomi delle imprese che cura - Parlo come professionista, come cittadino e come padre di famiglia, sulla base di informazioni che ho potuto verificare e documentare. Ho avuto modo di parlare con persone che amano il loro territorio, e che implorano di mettere a frutto le loro conoscenze e di fare qualcosa per contribuire alla sopravvivenza della nostra manifattura".  In Italia, spiega Pagnacco, "ci sono aziende che hanno brevetti o distribuiscono materiali unici al mondo nel settore sanitario, realtà imprenditoriali che costituiscono un patrimonio del nostro Paese, sono in parte sconosciute e stanno già producendo prodotti lavabili. Mascherine, ma non solo: qualsiasi forma di protezione, da quelle per i carrelli della spesa ai guanti. E' già da oggi possibile mettere pienamente al servizio di tutti noi e della popolazione mondiale le loro capacità".  "Una normativa d'urgenza, e anche una prassi burocratica, possono facilitare all'istante una sinergia virtuosa con pochissime e chiarissime disposizioni", propone il legale. "La soluzione è semplicissima", assicura: questi "tessuti tecnici possono essere tagliati giornalmente attraverso macchinari in centinaia di migliaia di pezzi. Ed è sufficiente fornire questi semilavorati alle aziende di confezionamento" per realizzare un''alleanza tricolore' a vantaggio del Paese.  Mai come in questo momento "pensare solo ai prodotti finiti e all'usa e getta è un errore", sottolinea Pagnacco, evidenziando come alcuni materiali lavabili hi-tech siano "prodotti con caratteristiche anche superiore a quelli monouso", oltre all'essere per definizione amici dell'ambiente. Percorrere questa 'strada interna' consentirebbe inoltre di "evitare l'acquisto di prodotti dall'estero, di qualità […]

  • Coronavirus, Palù: "Test anticorpi mirati, utili anche per diagnosi" 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 13:55

    "Più che test di massa", i test sierologici per la ricerca degli anticorpi sono test che si fanno su "strati significativi della popolazione", campioni mirati. Lo ha chiarito Giorgio Palù, past president della Società europea di virologia e professore emerito di Microbiologia dell'università di Padova, in merito all'utilità di questo strumento nell'emergenza coronavirus.  "Il Veneto ha iniziato già da 2 settimane a fare esami soprattutto al personale sanitario, ai dipendenti e ai residenti delle case ricovero - ha ricordato il virologo, ospite di 'Mezz'ora in più' su Rai3 - e adesso da sabato è partita un'indagine più estesa".  "Quello di misurare gli anticorpi specifici contro il virus, quindi in grado di riconoscere Sars-CoV-2 dal virus della Mers, da quello della Sars e dai 4 virus del raffreddore che sono coronavirus umani con noi da migliaia di anni, è uno dei modi di fare la diagnosi", ha aggiunto. "La diagnosi in virologia si fa in modo diretto, cercando e isolando il virus e poi sequenziandolo, o i suoi antigeni - ha precisato - o misurando la presenza di anticorpi specifici". "Non ci sono tanti test che siano validati - ha detto ancora Palù - anzi ce ne sono pochi, pochissimi". In Veneto "noi ne abbiamo scelti un paio che hanno il marchio europeo", con "criteri di sensibilità, specificità e valore predittivo positivo e negativo assolutamente affidabili, ovviamente con i limiti che hanno tutti i test diagnostici". Quindi quello sierologico "è un test che si può affiancare al prelievo diretto con tampone per diagnostica molecolare - ha sottolineato lo specialista - ma è un test molto più adattabile per gli studi di sieroprevalenza" e cioè "per dirci quale sia la diffusione del virus nella popolazione". 

  • Coronavirus, Ippolito: "Meno pazienti in terapia intensiva? Non cantiamo vittoria" 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 13:27

    In queste ultime ore abbiamo registrato per la prima volta un calo nel numero dei pazienti in terapia intensiva e dei decessi. "Sono buone notizie ma dobbiamo pensare che questi sono numeri relativi a persone che si sono infettate nelle precedenti due settimane. Quello che bisogna fare è mantenere questo trend". Invita a non cantare vittoria troppo presto, e soprattutto ad abbassare la guardia, il direttore scientifico dell'Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, intervenuto a 'Mezz'ora in più' su Raitre. "Quello che abbiamo ottenuto finora va continuato, i medici hanno fatto un buon lavoro, hanno messo la loro faccia e i rischi quotidiani - sottolinea Ippolito - ma non dobbiamo pensare che se per due giorni scendono i casi e i ricoveri in terapia intensiva possiamo gridare 'Tutto bene Madama la Marchesa' e fare come ci pare". "La nostra Pasqua sarà ancora più tranquilla dentro casa", ha detto allora l'esperto rispondendo a una domanda su come sarà la Pasqua degli italiani, citando il governatore della Campania Vincenzo De Luca che in dialetto ha detto "stai tranquillo che passerai la Pasqua a casa", a sottintendere che non si andrà fuori.  "La scienza in questa emergenza si è evoluta con grande rapidità, con grande attenzione e con posizioni non sempre omogenee", ha sottolineato poi Ippolito il quale ha però riconosciuto che "la conoscenza è aumentata moltissimo in questo periodo, sono stati fatti grandi passi avanti, si è arrivati ad avere avanzamenti in termini di patogenesi, di conoscenza, sono stati messi a punto sistemi di monitoraggio, test diagnostici, anche se non è andata così bene con i farmaci, perché molte situazioni che sembravano risolutive non lo sono, ma ciò è servito a a creare un nuovo modello per valutare i farmaci e essere più rapidi nelle valutazioni e autorizzazioni da parte dell'Aifa".  In questa emergenza coronavirus "forse la comunità scientifica non ha funzionato perché talora ha avuto un eccesso di protagonismo mediatico, anche dovuto al tipo di epidemia davanti alla quale ci troviamo" e "troppo spesso ci troviamo di fronte a un retropensiero e un protagonismo che non sempre sono positivi", ha detto ancora Ippolito per il quale "ci vuole un modello di sanità centralistica e condivisa per gestire le malattie infettive. Senza un modello di questo genere non se ne verrà fuori". "Il servizio sanitario nazionale negli anni è stato fortemente depotenziato per motivi economici - ha sottolineato poi parlando di alcuni ritardi che si sono verificati in questa cirsi sanitaria- Depotenziare il Ssn, centrarsi su ospedali e privilegiare le eccellenze senza una rete del territorio è uno dei problemi".   

  • Coronavirus, "6 lettere diverse fra ceppo italiano e cinese" 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 10:42

    "Il nuovo coronavirus possiede 29mila lettere che caratterizzano la sua sequenza genetica. Per un confronto, l'uomo ne possiede 3,3 miliardi, i batteri qualche milione. Sono proprio come lettere messe in sequenza dalla prima all'ultima, che abbiamo potuto 'contare' e studiare per schedarne ogni caratteristica, in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità. E' il suo codice genetico, attraverso il quale il virus si replica. E abbiamo scoperto che il ceppo di provenienza è unico, ma in Italia si sono registrate alcune variazioni. Sono informazioni importanti soprattutto per studiare un vaccino efficace". A spiegarlo all'Adnkronos Salute è il direttore del dipartimento scientifico del Policlinico Militare del Celio, il Colonnello dell'Esercito Florigio Lista, in campo dall'inizio dell'emergenza Covid-19 in stretta sinergia con l'Istituto superiore della sanità. L'Iss, in particolare, ha isolato in laboratorio il coronavirus e poi il dipartimento scientifico lo ha sequenziato e analizzato. Lo studio del Sars-Cov-2, pubblicato su 'Eurosurvelliance' insieme a una serie di altri autori da varie istituzioni sanitarie italiane, è avvenuto attraverso "l'analisi di tamponi positivi - evidenzia Lista - dai quali si estrae l'Rna e si sequenzia. In questo caso abbiamo confrontato i campioni del paziente 1 di Codogno e della coppia di coniugi cinesi provenienti da Wuhan, ricoverati all'ospedale Spallanzani di Roma. In entrambi i casi, nella sequenza genetica virale, ci sono delle variazioni: 4 variazioni che differenziano il ceppo di Codogno da quello di riferimento cinese e 6 variazioni fra il ceppo di Codogno e quello del turista cinese. Abbiamo dunque osservato una variazione del genoma del virus 'italiano' sia rispetto al virus rilevato in Cina, sia a quello del paziente cinese a Roma. E' come se ci fossero quattro mattoncini diversi all'interno dei 29mila totali. Ed è come se il virus avesse fatto 'scalo' in Europa e abbia metaforicamente indossato delle "collane speciali". Così si traccia il viaggio del coronavirus e da qui si comprende anche che abbia fatto una tappa in Germania prima di arrivare da noi".  oratorio"Il dipartimento scientifico - spiega il direttore - da circa 10 anni è inserito in una rete dei più avanzati laboratori europei che si occupano di biodifesa (tracciamento genetico degli aggressivi biologici e dei virus rari). Il dipartimento del Policlinico Militare dipende dal Comando Logistico dell'Esercito ed è costituito da circa 40 unità (tra medici, biologi, ricercatori e tecnici) di tutte le Forze Armate e alla sue dipendenze vi è anche il neocostituito Centro Veterani della Difesa".  Sono oltre 220 tra medici e infermieri della sanità militare impiegati su disposizione del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini nei vari ospedali civili (in particolare in Lombardia) e in alcuni degli ospedali da campo costruiti […]

  • Coronavirus, Spallanzani: "Più dimessi che positivi ricoverati, è la prima volta" 
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 9:37

    "Per la prima volta si inverte il rapporto pazienti ricoverati Covid-19 positivi/pazienti dimessi, più numerosi". Lo riferisce il bollettino odierno dell'Istituto Spallanzani di Roma che sottolinea: "I pazienti Covid-19 positivi sono 185. Di questi, 19 pazienti necessitano di supporto respiratorio".  "I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali sono a questa mattina 207", riferisce ancora l'Istituto. "In giornata - aggiungono dall'Istituto nazionale malattie infettive - sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomaticpallanzanispai". 

  • Sala: "Seguiamo ordinanza mascherine, ma Borrelli disorienta"  
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 8:59

    "Da oggi per uscire per strada a Milano dobbiamo indossare una mascherina o al limite un foulard o una sciarpa. Lasciatemi dire che è un po' disorientante ricevere una disposizione così dalla Regione Lombardia e dall'altra sentire Angelo Borrelli, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, una persona che stimo, dire io non metto mascherina ma mi terrò distanza. Però come ho detto sempre le ordinanze vanno applicate e non discusse". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala in un video pubblicato su 'Facebook', sull'ordinanza della regione Lombardia che obbliga chi esce a coprire naso e bocca. "Chi è responsabile della Sanità ai fari livelli deve fornire le mascherine che oggi non arrivano" ed anche "il momento di regolamentare il prezzo delle mascherine nelle farmacie. Non è un cosa normale ma non stiamo vivendo un periodo normale. Va fatto", ha aggiunto.  Quindi, rivolgendosi al leader della Lega Matteo Salvini, afferma: "Se tu vuoi veramente arrivare a fare riaprire le chiese come dici e se lo dici non solo per fare un titolo su un giornale allora devi fare una cosa molto chiara: chiedere alla Lombardia o al Veneto che governi di fare un'ordinanza in questo senso. Altrimenti siamo sempre alle parole e non ai fatti". Comunque Sala "non si dice d'accordo" con la proposta di Salvini. "In questi momenti credo che la fede possa e deve essere un fatto personale e privato", aggiunge.  

  • Coronavirus, medici Crotone: "Moriamo a mani nude"  
    by webinfo@adnkronos.com on 5 Aprile 2020 at 7:52

    Operatori sanitari mandati a morte a mani nude nella guerra contro il coronavirus, mentre chi avrebbe il compito di proteggerli viene assolto a priori dai decisori politici. L'Ordine dei medici di Crotone prende una dura posizione contro "alcuni emendamenti presentati nella discussione al Senato sulla conversione del decreto legge Cura Italia, che prevedono una sostanziale immunità per le strutture sanitarie e per i soggetti preposti alla gestione della crisi sanitaria, scagionando le condotte dei datori di lavoro da responsabilità penale, civile ed erariale in relazione agli eventi avversi accaduti durante la pandemia da Covid-19 e in particolare 'in caso di danni agli operatori'".  Il presidente dell'Ordine e il Consiglio direttivo chiedono "che i proponenti tali emendamenti li ritirino immediatamente, riconoscendoci la dignità e il rispetto che ci sono dovuti, chiedendoci scusa per aver pensato di assolvere a priori le istituzioni che avevano, invece, la responsabilità e il dovere di tutelarci". I camici bianchi definiscono gli emendamenti in questione "crudeli, sprezzanti e offensivi per una categoria che, nel combattere e lavorare a mani nude, soccombe giorno per giorno in obbedienza ai propri dettami deontologici e al proprio senso di responsabilità professionale". "Nel piangere i pazienti - ammoniscono i medici calabresi - piangiamo anche tutti i sanitari deceduti e ammalati, non si sa ancora con quali conseguenze permanenti sullo stato di salute, durante l'esercizio delle proprie funzioni. Non vogliamo essere quegli eroi chiamati a lavorare con abnegazione e spirito di servizio, e tanto basta, ma vogliamo che non ci vengano negati i diritti che uno Stato di diritto deve garantire a tutti i cittadini e lavoratori".  I vertici dell'Ordine dei medici di Crotone avanzano la loro richiesta "seppur consapevoli - precisano - che non è questo il momento più opportuno per puntare il dito su eventuali responsabilità circa le diverse inefficienze emerse nel corso della gestione della pandemia Covid-19", e "per quanto certi che un'eventualità di tale portata, dai risvolti unici per la gravità degli eventi, ha colto, ove più e ove meno, impreparati tutti i governi, ivi compresi quelli riconosciuti come tra i più evoluti in termini di standard organizzativi, livelli socio-sanitari e risorse disponibili". Governi "colpevoli comunque - sottolineano i camici bianchi - di non aver adeguato i piani per fronteggiare le epidemie, ingannevolmente convinti che i propri livelli socio-economici avrebbero di per sé potuto esorcizzare eventi di tale portata, in quanto fin troppo impegnati in politiche improntate prevalentemente sui temi dell'economia a discapito degli standard sanitari (37 miliardi di euro tagliati sul Fondo sanitario negli ultimi 10 anni in Italia e un decennio di un disastroso austero Piano di rientro in Calabria)".  L'Ordine […]