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CANNIZZARO FRANCESCO (FI)

Cannizzaro
  1. Proposte di Legge presentate come primo firmatario
  2. Proposte di Legge presentate come cofirmatario
  3. Proposte di Inchiesta parlamentare
  4. Interventi in Assemblea
  5. Attività in Commissione
  6. Interrogazioni e interpellanze
  7. Ordini del giorno
  8. Altre attività

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1. PROPOSTE DI LEGGE PRESENTATE COME PRIMO FIRMATARIO

(nessuna)

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2. PROPOSTE DI LEGGE PRESENTATE COME COFIRMATARIO

27 febbraio 2019 – SANTELLI ed altri: “Introduzione dell’articolo 143-bis del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di computo dei termini di durata in carica dei consigli comunali e provinciali in caso di annullamento del provvedimento di scioglimento” (1630)
(presentata il 26 febbraio 2019, annunziata il 27 febbraio 2019)

30 dicembre 2018 – GELMINI ed altri: “Riduzione dell’imposta sul reddito delle società per gli enti senza scopo di lucro e gli istituti autonomi per le case popolari” (1482)
(presentata il 29 dicembre 2018, annunziata il 30 dicembre 2018)

30 dicembre 2018 – ROSSELLO ed altri: “Modifiche agli articoli 147-ter e 148 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di equilibrio tra i sessi negli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati” (1481)
(presentata il 29 dicembre 2018, annunziata il 30 dicembre 2018)

4 ottobre 2018 – GERMANÀ ed altri: “Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, concernenti il divieto dell’uso dei telefoni mobili e di altri strumenti tecnologici nelle scuole e durante l’attività scolastica” (1231)
(presentata il 3 ottobre 2018, annunziata il 4 ottobre 2018)

21 settembre 2018 – D’ETTORE ed altri: “Modifiche all’articolo 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e al decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 giugno 2016, n. 119, in materia di estensione dell’accesso al Fondo di solidarietà in favore degli investitori in banche in liquidazione ai possessori di strumenti finanziari emessi dagli istituti di credito Banca popolare di Vicenza Spa e Veneto Banca Spa, nonché istituzione di un fondo per l’anticipazione integrale dei ristori spettanti ai possessori di strumenti finanziari emessi dalle banche in liquidazione” (1183)
(presentata il 20 settembre 2018, annunziata il 21 settembre 2018)

7 agosto 2018 – PAOLO RUSSO ed altri: “Introduzione dell’obbligo di indicare, nella lista delle vivande, l’origine delle materie prime impiegate negli esercizi pubblici di somministrazione di cibi e bevande” (1073)
(presentata il 6 agosto 2018, annunziata il 7 agosto 2018)

31 luglio 2018 – OCCHIUTO ed altri: “Disposizioni per la definizione agevolata dei crediti non riscossi degli enti locali e per la cancellazione dei residui attivi di dubbia esigibilità dai loro bilanci” (1021)
(presentata il 30 luglio 2018, annunziata il 31 luglio 2018)

30 luglio 2018 – BARTOLOZZI ed altri: “Modifiche al codice di procedura penale in materia di tutela e informazione delle vittime di reati violenti” (1003)
(presentata il 25 luglio 2018, annunziata il 30 luglio 2018)

24 luglio 2018 – PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE PELLA ed altri: “Modifica all’articolo 117 della Costituzione, concernente l’esercizio della competenza concorrente in materia di tutela della salute” (975)
(presentata il 23 luglio 2018, annunziata il 24 luglio 2018)

24 luglio 2018 – BRUNETTA ed altri: “Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di riforma della struttura generale dell’imposta sul reddito delle persone fisiche con introduzione dell’aliquota unica (flat tax), nonché disposizioni per la definizione agevolata di imposte, atti di accertamento e riscossione e contenzioso tributario” (969)
(presentata il 20 luglio 2018, annunziata il 24 luglio 2018)

4 luglio 2018 – SANTELLI ed altri: “Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere” (805)
(presentata il 28 giugno 2018, annunziata il 4 luglio 2018)
Legge 7 agosto 2018, n. 99
Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20 agosto 2018

5 giugno 2018 – FIORINI ed altri: “Istituzione del Ministero per la tutela, la promozione e il commercio internazionale dei prodotti italiani” (672)
(presentata il 30 maggio 2018, annunziata il 5 giugno 2018)

5 giugno 2018 – VERSACE ed altri: “Introduzione degli ausili e delle protesi destinati a persone disabili per lo svolgimento dell’attività sportiva tra i dispositivi erogati dal Servizio sanitario nazionale” (665)
(presentata il 24 maggio 2018, annunziata il 5 giugno 2018)

5 giugno 2018 – BARTOLOZZI ed altri: “Delega al Governo per l’istituzione del Tribunale superiore dei conflitti presso la Corte di cassazione” (649)
(presentata il 22 maggio 2018, annunziata il 5 giugno 2018)

11 maggio 2018 – GELMINI ed altri: “Modifica dell’articolo 52 del codice penale, in materia di diritto di difesa” (580)
(presentata l’8 maggio 2018, annunziata l’11 maggio 2018)

7 maggio 2018 – SIRACUSANO ed altri: “Modifiche alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, concernenti l’istituzione dell’Autorità portuale dello Stretto di Messina” (566)
(presentata il 27 aprile 2018, annunziata il 7 maggio 2018)

18 aprile 2018 – MARIN ed altri: “Disposizioni per la promozione dell’attività fisica e dell’educazione motoria nella scuola primaria” (523)
(presentata il 17 aprile 2018, annunziata il 18 aprile 2018)

10 aprile 2018 – RAVETTO: “Modifica all’articolo 44 della legge 4 maggio 1983, n. 184, concernente l’adozione in casi particolari” (468)
(presentata il 4 aprile 2018, annunziata il 10 aprile 2018)

10 aprile 2018 – RAVETTO: “Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di adozione da parte di persone singole” (467)
(presentata il 4 aprile 2018, annunziata il 10 aprile 2018)

29 marzo 2018 – PAOLO RUSSO ed altri: “Disposizioni concernenti la disciplina dell’attività di tatuatore e piercer professionista e la formazione universitaria per il suo esercizio” (401)
(presentata il 27 marzo 2018, annunziata il 29 marzo 2018)

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3. PROPOSTE DI INCHIESTA PARLAMENTARE PRESENTATE COME COFIRMATARIO

14 giugno 2018 – MANDELLI ed altri: “Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e sull’efficienza del Servizio sanitario nazionale, sulla sicurezza delle cure prestate e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali” (Doc XXII, n. 22) (Doc. XXII, n.22) [ PDF ] (presentata il 14 giugno 2018)

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4. INTERVENTI IN ASSEMBLEA

Disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (A.C.1334-B); Note di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021

30 dicembre 2018 – FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Presidente, volevamo rivolgere una richiesta alla Presidenza, se fosse possibile concedere l’ampliamento del tempo già a disposizione del gruppo di Forza Italia.

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Disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021 (A.C.1334-A)

6 dicembre 2018 – FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, da sempre ho sostenuto che la cosa più semplice in politica è fare opposizione, ma devo constatare che questa attività, per quanto ci riguarda, diviene ancora più difficoltosa con voi al Governo. E questa teoria viene confermata nel leggere appunto questa manovra, questa falsa manovra, questa finta manovra, questa bozza di manovra. Sì, finta e falsa manovra, bozza di manovra perché di bozza di manovra si tratta. Avete tenuto in ostaggio per tantissimi giorni un’intera Commissione bilancio, per poi essere liberata dall’arrivo del Ministro Tria, che ha offerto uno spettacolo comico gratuito, bravissimo nel superare addirittura anche l’artista nazionale Crozza.

L’esempio della approssimazione di questa manovra di bilancio lo si registra in quelli che voi ritenete i capisaldi della legge di bilancio, ossia il reddito di cittadinanza, dove, però – peccato – non ci spiegate come volete attuarlo, non spiegate ai cittadini, ancora ad oggi, come volete mettere in atto questa misura, che, in maniera anche presuntuosa e in maniera anche arrogante, insistete per attuare nel nostro Paese. Non vi sono i dettagli in quella che è la norma che voi state adesso mettendo in previsione. Chi sarà il destinatario di questo reddito di cittadinanza? Chi saranno coloro i quali andranno a beneficiare di questo reddito di cittadinanza? Non ce lo spiegate, non riuscite a farlo. O meglio, lo avete fatto attraverso i vostri blog; e tra l’altro, vi comunico che l’avete fatto anche male, lo avete fatto in maniera anche disarticolata e confusa, generando una confusione pazzesca nel Paese.

La platea, che voi sostenete e continuate a sostenere, anche fino a poc’anzi, con gli interventi dai banchi del MoVimento 5 Stelle: confermate che sono 5 milioni i poveri certificati in Italia. Ebbene, se è vero come è vero che sono 5 milioni i poveri in Italia, vi do un’altra comunicazione: voi avete previsto 9 miliardi per aggredire questa povertà, e persino io, che in matematica non sono mai stato un genio – ho raggiunto a malapena la sufficienza al liceo in matematica –, ho fatto i conti. E se è vero come è vero che la matematica non è un’opinione – e vi do una notizia, cari colleghi del 5 Stelle, la matematica non è un’opinione –, i conti non tornano.

E, allora, voi pensate, con questa misura, forse di abbassare la disoccupazione? La risposta è: no. Forse voi, con questa misura, pensate di favorire il processo di ingresso nel mondo del lavoro? La risposta è semplicemente: no. Forse voi pensate – e lo pensate, perché lo sostenete anche fuori da quest’Aula – che regalando una sorta di “mancina”… E lo fate pensando, in modo particolare, ai giovani del Sud e lo fate perché lo sostenete fuori da quest’Aula, nelle stanze di Montecitorio, nel Transatlantico.

Lo fate nelle piazze, perché io, con le mie orecchie, ho ascoltato, ho sentito deputati, soprattutto del MoVimento 5 Stelle, sostenere che il reddito di cittadinanza serve per ripagare i giovani, ma non solo i giovani del Sud, che hanno regalato una valanga di voti al MoVimento 5 Stelle, questa è una vergogna, è una vergogna (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)!

Allora, un termine che a voi sta molto a cuore, ossia la dignità: voi, con questa misura, state calpestando la dignità degli italiani, in modo particolare degli italiani del Sud. Il Sud: in questa manovra non avete proposto nulla per il Sud, se non quelli che sono i tagli previsti ai tanti comuni, alle città metropolitane. Voi sapete che le città metropolitane hanno per competenza quella che è la manutenzione straordinaria, ma soprattutto ordinaria della viabilità? Vi do un’altra comunicazione: non avete previsto nulla per le città metropolitane che si troveranno in seria difficoltà per mantenere l’ordinaria manutenzione rispetto alla viabilità. Quando stavate all’opposizione dei vari Governi, avete infuocato le piazze, aizzato le piazze e non solo, stando accanto e indossando magliette dei precari dei vigili del fuoco, ma, qualche settimana fa, i discontinui dei vigili del fuoco sono venuti proprio qui a protestare e non vi siete nemmeno degnati di andare a salutarli. Ma non è questo il problema, il problema è che in questa manovra avreste potuto avere la possibilità di mantenere fede a quelle promesse fatte durante la campagna elettorale, ma non esiste una voce, non esiste una parola che parla dei vigili del fuoco, dei precari dei vigili del fuoco. Credo che questo sia noto a tutti, lo sanno bene anche loro, statene certi.

Non c’è una sola associazione di categoria in Italia che, oggi, sostiene questa manovra. Non c’è un’associazione italiana che dice che questa manovra va nella direzione giusta.

Avete fatto e state facendo perdere quella che è la speranza dei nostri giovani del nostro Paese. D’altronde, cosa ci si può aspettare da un Governo che presenta una doppia manovra – perché comunque è una doppia manovra – proposta da due partiti, attraverso un contratto? A proposito di contratto, questo è un Governo innaturale (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente), perché questa doppia manovra altro non è che il frutto di una nascita innaturale. Voi non siete nati secondo natura, bensì secondo contratto, quindi contro natura, e come tutte le cose innaturali siete destinati ovviamente a fallire (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

Disegno di legge: Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici (A.C.1189-A); e dell’abbinata proposta di legge: Colletti ed altri (A.C.765)

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21 novembre 2018 – FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Presidente, vorrei sommessamente chiederle perché, ogniqualvolta presiede lei, puntualmente deve richiamare il collega D’Ettore. Non vorrei che ci fosse un pregiudizio prettamente personale, anche perché mi pare…

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Orientamenti del Ministro dell’Interno in merito a iniziative a favore dei vigili del fuoco cosiddetti discontinui n. 2-00166 Cannizzaro ed altri (Urgente)

9 novembre 2018 – PRESIDENTE. Passiamo all’interpellanza urgente Cannizzaro ed altri n. 2-00166 (Vedi l’allegato A). Chiedo al deputato Francesco Cannizzaro se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.

FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, io non leggerò l’interpellanza che richiederebbe anche un po’ una lettura articolata, vista un po’ tutta la cronistoria che riguarda i discontinui dei vigili del fuoco, ma insomma l’interpellanza offerta al Governo è abbastanza puntuale e precisa su quella che è l’interrogazione che oggi noi poniamo al Governo, al Ministro dell’Interno, rispetto alla situazione drammatica che stanno vivendo i vigili del fuoco nella loro interezza; tuttavia, essendo un comparto molto particolare, all’interno dello stesso Corpo credo che un ruolo fondamentale lo abbiano i discontinui dei vigili del fuoco che, personalmente, ritengo essere indispensabili, funzionali, preparati, professionalmente parlando, quanto i vigili del fuoco in pianta stabile.

Allora, questa è l’occasione per evidenziare il ruolo dei discontinui, di tutte quelle donne e uomini che, quotidianamente, sono impegnati nelle nostre comunità, nei nostri territori, da ultimo in queste situazioni drammatiche che si sono registrate soprattutto al Sud Italia, dove abbiamo visto i vigili del fuoco salvare delle vite umane. Purtroppo, anche in passato, questo Corpo ha fatto registrare la perdita di uomini e di donne per salvare altre vite.

Allora, io credo che oggi l’interrogazione posta al Governo meriti un’attenta riflessione per dare una risposta a questi 7 mila e più uomini e donne che quotidianamente sono impegnati e che vivono in uno stato di precarietà assoluta oramai da troppo tempo.

Credo, sottosegretario Sibilia, che il Governo rispetto a questo debba dare delle risposte; tra le altre cose voi lo avete scritto in maniera anche importante in quello che è il vostro contratto di Governo. Ieri, il Ministro Salvini, al Senato, ha parlato anche dell’attività in atto che il Governo ha avviato, un po’ di attività legislativa, per affrontare e aggredire questa problematica; ha anche invitato i senatori ad onorare i vigili del fuoco attraverso un applauso. Ecco, io ho scelto di onorarli, oggi, in quest’Aula, mettendo anche una cravatta rossa, facendo riferimento al colore dei vigili del fuoco e portando anche con me la maglietta dell’Associazione nazionale dei discontinui (Il Deputato Cannizzaro mostra una maglietta dell’Associazione nazionale dei discontinui).

PRESIDENTE. Collega, collega, non può esporre magliette.

FRANCESCO CANNIZZARO (FI). È una bella maglietta, Presidente.

PRESIDENTE. Collega non la può esporre.

FRANCESCO CANNIZZARO (FI). La poso subito, era semplicemente per onorare, anche noi, in quest’Aula come nell’altro ramo del Parlamento, i tanti giovani e le tante donne che sono, lo ripeto, quotidianamente impegnati e che oggi, però, purtroppo, lo ribadisco, vivono in una condizione di assoluta precarietà.

Allora, semplicemente, oggi, noi ci aspettiamo dal Governo una risposta chiara e, magari, anche definitiva rispetto a questa idea perché la storia si ripete: una volta, voi, del MoVimento 5 Stelle eravate accanto a loro a gridare con loro, con i megafoni e con i microfoni nelle piazze, mentre oggi, che siete al Governo, avete la possibilità di dare loro delle risposte concrete. Se così non sarà, saremo noi, questa volta, a stare accanto a loro nelle piazze – e non solo nelle piazze – per rivendicare questo sacrosanto diritto, ma l’auspicio e l’augurio è che il Governo, oggi, attraverso la risposta dell’autorevole sottosegretario Sibilia, possa darci finalmente una risposta, che sia una risposta concreta, alimentando sempre di più quella speranza che poi, chiaramente, si trasferisce in passione e in impegno in tutte le donne e gli uomini del Corpo dei Vigili del Fuoco – lo ribadisco – nella sua interezza, in modo particolare – perché l’oggetto dell’interpellanza è questo – in questo grande Corpo, che è appunto quello dei “discontinui” dei Vigili del Fuoco italiani.

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Iniziative volte a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali e delle prestazioni sociali svolte dai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, con particolare riferimento alla Calabria n. 2-00170 Cannizzaro ed altri (Urgente)

9 novembre 2018 – PRESIDENTE. Passiamo all’interpellanza urgente Cannizzaro ed altri n. 2-00170 (Vedi l’allegato A).

Chiedo al deputato Francesco Cannizzaro se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.

FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Presidente. volevo capire: non vedo presente il sottosegretario Crippa, quindi io chi dovrei interpellare?

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, Claudio Cominardi.

FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Benissimo. Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, questo è un atto che mira ad interpellare il Governo, nella fattispecie il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, su quelle che sono le gravi criticità del percorso di stabilizzazione dei lavoratori ex LSU-LPU. Come è noto, nel 1997, con il decreto legislativo n. 468, è stato istituito il lavoro socialmente utile, passando da un modello squisitamente assistenzialista ad un modello di tutela sociale. I lavoratori LSU in Calabria sono 4.500; in questi 22 anni questi lavoratori hanno lavorato, hanno consolidato la loro attività lavorativa all’interno dell’amministrazione pubblica, negli apparati amministrativi, hanno consolidato un rapporto con l’apparato burocratico-amministrativo ma anche politico, divenendo chiaramente punti di riferimento per le stesse comunità, per gli stessi amministratori, per gli stessi comuni. Oggi il loro lavoro continua ad essere fondamentale all’interno delle amministrazioni: sono diventati addirittura le colonne portanti dell’attività amministrativa, perché questi lavoratori si occupano delle attività anagrafiche, delle attività tributarie, delle attività di ragioneria, di economia, anche di aspetti economici. Questi sono i lavoratori che operano all’interno delle strutture e degli apparati amministrativi; ma ci sono anche, chiaramente, lavoratori che si occupano di lavori socialmente utili all’esterno delle strutture amministrative.

Vorrei ricordare che sono ventidue, sottosegretario, gli anni che ci portiamo dietro con questa sorta di precarietà; chiaramente succede in tante altre regioni, guarda caso, in modo particolare in quelle del Sud, ma io qui sono per interpellare il Governo sulla situazione drammatica della Calabria, che vorrei ricordare essere una delle regioni con il maggior numero dei lavoratori socialmente utili, ossia, ribadisco, 4.500. La sopravvenienza di normative, compreso anche, per ultimo, il decreto legislativo “Madia”, che, come lei ben sa e come sappiamo tutti, prevede anche un po’ quello che è il processo di stabilizzazione, ha ingenerato in questi anni un affidamento non solo giuridico, anzi soprattutto morale negli stessi lavoratori.

Lo Stato in questi anni ha promesso, ha creato, ha avviato dei percorsi di stabilizzazione, creando anche delle aspettative notevoli, non solo ai lavoratori, ma anche ai comuni che, come sappiamo e come è noto, sono sempre e comunque in carenza d’organico, in grosse difficoltà; e faccio riferimento in modo particolare a quelle piccole comunità, ai piccoli comuni che realmente oggi quotidianamente hanno difficoltà nel mandare avanti quello che è l’apparato amministrativo, la normalità dei servizi essenziali e non.

E, allora, sottosegretario, io credo oggi qui, in maniera molto responsabile, di dover evidenziare la situazione della Calabria, dove in particolar modo, ribadisco, ve ne è un numero molto importante, per questo lo ripeto: vi sono 4.500 lavoratori; i quali forse lei non sa, o meglio sa, che il 31 dicembre 2018, che è il termine appunto prorogato dalla legge di bilancio per il 2018, non potranno essere più rinnovati, scadranno praticamente i contratti delle 4.500 unità lavorative. Credo che qui bisogna fare una seria riflessione e prendere dei provvedimenti immediati, perché, nel momento in cui i comuni, i sindaci non saranno più nelle condizioni di rinnovare, il 31 dicembre 2018, quindi tra poco più di un mese, i contratti, ci sarà una interruzione lavorativa da parte di questi lavoratori che ovviamente si troveranno, dall’oggi al domani, in mezzo alla strada, e non solo interromperanno quella che è l’attività – ribadisco, importante – in seno a tutte le amministrazioni locali, cosa credo fondamentale, ma ovviamente si ritroveranno senza un lavoro. Ci sono lavoratori che, in questi anni, hanno avviato dei mutui, hanno creato famiglie, hanno creato una stabilità familiare e una condizione di vita ideale per poter mandare avanti una famiglia: immaginiamo questi lavoratori che da qui a poco più di un mese, qualora il Governo non intervenga, si troveranno in serie difficoltà.

Cosa fare? Ecco, intanto il Governo deve assolutamente immaginare di mettere in atto quelle che sono delle deroghe, delle deroghe normative ai fini del superamento delle norme dettate dall’ordinamento degli enti degli enti locali: queste deroghe dovrebbero superare gli obblighi dell’ordinamento degli enti locali, dando la possibilità ai comuni di poter contrattualizzare per il 2019. Questo chiaramente non basta: non basta perché servono anche i fondi. Bisognerebbe che il Governo mettesse in atto una spesa, e quindi consentisse la persecuzione dell’attività lavorativa, e quindi storicizzasse veramente quella che sarà la spesa per dare continuità lavorativa. La storicizzazione delle risorse è una cosa assolutamente importante, in atto: lei ben sa che ci sono 21 milioni destinati alla regione Calabria, che equivalgono praticamente alla stabilizzazione di solo il 10 per cento dei 4.500 lavoratori; questo io credo sia assolutamente un fatto ridicolo, perché non ci sono nemmeno i criteri eventualmente di chi poi dovrà essere stabilizzato o meno. Immaginiamo un’amministrazione che ha 20-25 lavoratori, e la parte politica, ma non solo politica, si dovrà trovare a fare delle scelte senza nessun criterio sulla stabilizzazione. Che cosa fa il sindaco, che cosa fa il direttore generale: sceglie il lavoratore più bello, meno bello, più interessante, più bravo, meno bravo? Ecco, anche rispetto a questo bisognerebbe, credo, fare una riflessione.

Avviandomi un po’ alla conclusione, invito allora il Governo ad effettuare una riflessione, perché in questo momento serve, più che una riflessione, un intervento: servirebbero altri 29 milioni di euro, che consentirebbero intanto di avviare la contrattualizzazione rispetto al 2019, e coprendo chiaramente un po’ tutto il bacino, che vorrei ricordare essere di 4.500 unità. Se questo non dovesse accadere, mi pare chiaro ed evidente che scoppierà una sorta di bomba sociale, e sarete responsabili di un massacro sociale che ovviamente segnerà una brutta pagina di storia.

Capisco e mi rendo conto che questa è una situazione che arriva da lontano, ma tutti i Governi, che comunque si sono succeduti, hanno dato, seppure in maniera forse anche disarticolata, continuità a questa attività lavorativa: io credo che, in maniera responsabile, questo Governo – che si propone anche come Governo del cambiamento, che in tante occasioni ribadisce l’idea di abolire lo stato di precarietà dei tanti lavoratori in Italia, in modo particolare al Sud – oggi abbia una buona occasione; domani avrà una buona occasione di intervenire su una problematica così importante e così atavica che la regione Calabria – ma ribadisco: non solo la regione Calabria ma anche tante altre regioni del sud – oggi è chiamata ad affrontare. E il mio pensiero, anche da questi scranni, va a tutti i sindaci che in questo momento si sono trovati in una situazione veramente drammatica e che sono in piazza a protestare e si ritrovano attraverso l’ANCI. Ci sono delle missive, mandate anche al Governo, dove richiamano un’attenzione da parte di questo Governo.

Oggi con questa interpellanza miriamo a riaccendere un’attenzione e a sollecitare il Governo, nell’auspicio e nella speranza che la risposta che il sottosegretario ci darà sarà assolutamente positiva. Se così sarà, noi siamo assolutamente contenti di poter dire che questo Governo comunque ha fatto fronte ad una seria problematica; se così non sarà, è chiaro che avremo il dovere, credo in maniera anche responsabile, di comunicare ai nostri sindaci, a tutti i sindaci della Calabria, che il Governo su questa cosa non intende intervenire e, allora, io credo che veramente possa forse per la prima volta scoppiare una sorta di bomba sociale che avrà delle conseguenze molto serie (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

(risponde il sottosegretario per il Lavoro e le politiche sociali Claudio Cominardi)

FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Grazie, Presidente. Com’è ovvio, non posso assolutamente essere soddisfatto per la risposta da parte del Governo, nella lettura del sottosegretario Cominardi, che ovviamente ringrazio per il garbo con cui ha letto ed esposto il compitino preparato dai funzionari del Ministero, ma con lo stesso garbo lo invito a piegare di nuovo praticamente il fogliettino, con il quale ha voluto leggere la risposta alla nostra interpellanza, metterlo in tasca e restituirlo al mittente. Non possiamo assolutamente essere soddisfatti, sottosegretario, perché lei in questa lettura di questo documento non ha fatto altro che raccontarci tutto ciò che noi sappiamo o, meglio, la cronistoria della storia, appunto, dei lavoratori socialmente utili. Non l’ho sentita – e credo che non mi sarà sfuggito perché sono stato molto attento – parlare di deroghe alla normativa che impedisce ai sindaci ad avviare la stabilizzazione o almeno le procedure per il 2019; non ho assolutamente ascoltato né ho sentito quelli che sono gli impegni, appunto, che il Governo dovrebbe assumere rispetto alla spesa non solo per il 2019 ma anche per storicizzare, appunto, le risorse rispetto all’attività dei nostri lavoratori.

Io potrei parlare ancora per diversi minuti ma concludo, dicendo che non sono assolutamente soddisfatto e che riferirò sul territorio calabrese, all’ANCI e ai nostri sindaci e andrò chiaramente a diramare quella che è stata la risposta da parte del Governo. Vorrei anche evidenziare, in questa occasione, che ci sono anche autorevolissimi deputati della Calabria del suo movimento e che, comunque, fanno parte della maggioranza di questo Governo che si erano anche un po’ proposti a trovare delle soluzioni rispetto a questa bomba sociale. Ecco, dalla risposta del Governo non mi pare che siamo sulla strada giusta, anzi tutt’altro. Io credo che il Governo debba seriamente, da domani mattina, riaffrontare la questione e cambiare assolutamente rotta e cambiare assolutamente strada, perché non è questa la strada che serve ai nostri lavoratori che rischiamo veramente di mandare a casa e di mandare soprattutto in tilt tutte le amministrazioni che di questi lavoratori fanno veramente tesoro.

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Iniziative di competenza volte a potenziare lo scalo aeroportuale di Reggio Calabria, salvaguardando i connessi profili occupazionali – n. 2-00065 Cannizzaro e Occhiuto (Urgente).

21 settembre 2018 – FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, trovo veramente assurdo nel 2018 essere qui, da deputato della Repubblica, a dover domandare al Governo, interrogare il Governo, confrontarmi con il Governo su ciò che per la mia regione, per la mia città, Reggio Calabria, dovrebbe essere un diritto, un diritto sancito dalla Costituzione, ossia il diritto alla mobilità.

Onorevole sottosegretario Siri, la mia interpellanza, come lei ben sa, ha come oggetto l’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria. Un aeroporto che negli ultimi anni ha subito un declino importante, portandolo quasi alla totale chiusura, che pare, però, essere stata scongiurata in queste ore grazie al ripristino di quei pochi voli che Alitalia ha voluto riattivare, per dare quindi continuità ad un servizio che ingiustamente qualche anno fa era stato interrotto.

Diciamo un ripristino, un ritorno alla normalità, perché di ritorno alla normalità si tratta, per il quale certamente, senza esaltazione alcuna, ma sommessamente, anch’io esprimo viva soddisfazione.

Certo, rimango basito, stupito, nel vedere Mario Oliverio e Giuseppe Falcomatà, rispettivamente governatore della Calabria e sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria, con toni trionfalistici organizzare addirittura delle conferenze stampa per tentare di incassare un risultato che certamente non appartiene a loro.

Ecco, questo ritorno alla normalità certamente è frutto e figlio anche di un lavoro silente, e va dato assolutamente merito a chi comunque in maniera magistrale è riuscito a condurlo, ossia il presidente della società aeroportuale della Calabria, il dottor Arturo De Felice, al quale certamente va il ringraziamento per questo lavoro, ribadisco, silente e determinato. Lui, anche grazie alla storia personale da uomo delle istituzioni, da uomo dello Stato, quindi avendo anche una certa credibilità nel mondo delle istituzioni, è riuscito a riportare un minimo di normalità per lo scalo reggino.

Chiaramente i meriti vanno anche, secondo me, attribuiti a tutti coloro i quali, a vario titolo, hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione rispetto a questa problematica, in primis i lavoratori di Alitalia di Reggio Calabria, che, con grande sofferenza, ma con grande pazienza, hanno condotto una battaglia civile, intelligente, ponendo sempre al centro quello che è il loro lavoro del servizio primario che sono stati chiamati a fare. E anche da questi banchi non posso, in questa occasione, che rivolgere un saluto e un ringraziamento per la pazienza che hanno avuto e dimostrato in questi ultimi anni.

Chiaramente il Ministro Toninelli, anche attraverso un po’ le trasmissioni nazionali, come è successo qualche giorno addietro, durante la trasmissione Porta a Porta diretta dal direttore Vespa, ha citato come grande risultato questo ripristino dei voli.

Certo, onorevole sottosegretario Siri, noi dobbiamo dare atto al Ministro Toninelli di aver fatto certamente meglio rispetto a chi, comunque, lo ha preceduto, e mi riferisco al Ministro Delrio o al Premier Renzi che tante volte sono venuti nella mia città, Reggio Calabria, a passeggiare anche sul chilometro più bello d’Italia, promettendo e chiaramente facendo annunciazioni rispetto allo scalo aeroportuale e, quindi, anche al ripristino immediato dei voli, tentando di incalzare Alitalia. Questo non è mai accaduto, non è stato mai fatto, nonostante il presidente della regione fosse del Partito Democratico, quindi del loro partito, nonostante il sindaco della mia città fosse ancora, insomma, del Partito Democratico e quindi ci fosse anche un rapporto politico chiaramente legato al precedente Governo. Quindi, va dato atto certamente al Ministro Toninelli, non di aver determinato questo risultato, ma di sicuro di aver fatto molto meglio di chi, comunque, lo ha preceduto.

Allora, grazie anche per aver attenzionato questa mia interpellanza; so, un po’ dagli uffici del Ministero, ma anche dalla parte politica del Ministero, che questa mia interpellanza è stata presa in debita considerazione e di questo chiaramente prendo assolutamente atto. Io credo che questo Governo che si pone, appunto, come il Governo del cambiamento e che ha come centralità del suo programma il Sud abbia una grande occasione per dimostrare concretamente quanta attenzione ha nei confronti del Sud, in questo caso della Calabria, della mia città, Reggio Calabria, e lo può fare nelle prossime settimane nel momento in cui accoglierà quella che sarà una mia formale richiesta che, da qui ai prossimi giorni, depositerò nelle Commissioni competenti, nei Ministeri competenti, ossia l’istituzione di un capitolo ad hoc, lo ripeto, ad hoc per l’aeroporto di Reggio Calabria.

Vede, onorevole sottosegretario, l’aeroporto di Reggio Calabria ha una vocazione naturale strategica, perché è ubicato in centro alla città, perché è un aeroporto che serve un’utenza importante come quella della Piana di Gioia Tauro, ricordiamo anche il porto di Gioia Tauro, tema che poi affronteremo nelle prossime settimane e che merita, anch’esso una grande attenzione, così come anche quell’area ionica dove il suo Ministro, il Ministro del suo partito, il leader del suo partito, Matteo Salvini, è stato il 15 di agosto, a San Luca, riservando una grande attenzione a quel territorio; ecco, anche San Luca, anche la parte ionica è un’utenza che viene accolta dall’aeroporto di Reggio Calabria. Un aeroporto che certamente è ubicato logisticamente a poco più di due chilometri dallo stesso porto turistico e commerciale della stessa città, a poco più di due chilometri dalla stazione centrale; un aeroporto che guarda con grande interesse all’utenza siciliana, che accoglie con grandi numeri, con numeri importanti, e se vi fosse un intervento strutturale, grazie alla richiesta, che voi mi auguro potrete accogliere, di istituire un capitolo, lo ribadisco, ad hoc economico per intervenire sul piano strutturale di questa infrastruttura, all’interno della quale, lo ribadisco, vi è anche un pontile, una banchina marittima, un attracco marittimo…Perché è un aeroporto, lei lo saprà bene, onorevole sottosegretario, adagiato sul mare e questa banchina, questo pontile, se riattivato, se ripristinato, potrebbe certamente favorire ancora di più quell’utenza siciliana che, lo ribadisco ancora una volta, in questo momento lo stesso aeroporto accoglie con grandi numeri.

Allora, io credo che il Governo, se vorrà concretamente dare attenzione a questo aeroporto e, quindi, alla stessa Calabria, se seriamente e concretamente volete dimostrare ciò con atti concreti, ecco, io credo che questa richiesta possa essere accolta. E sono quasi certo che tutti i colleghi, anche degli altri partiti, del MoVimento 5 Stelle, della Lega e anche dello stesso Partito Democratico, agevoleranno questa nostra richiesta, perché, rispetto a queste tematiche, credo che bisogna superare assolutamente anche quelle che sono le barricate e le appartenenze politiche. Allora, io credo, e mi avvio a concludere, onorevole sottosegretario, che voi avete una grande occasione, anche perché parliamo di un aeroporto che, lo ribadisco, è strategico, già collaudato.

Infatti, vorrei ricordare, anche in questa occasione, che, quando il centrodestra governava la regione Calabria, quando il centrodestra governava il comune di Reggio Calabria, ecco, Reggio Calabria volava per le migliori capitali d’Europa, diveniva punto di riferimento come scalo aeroportuale per un’intera Europa. Quindi, vi è già un collaudo rispetto a questo. Non credo che altre città d’Italia, a differenza di Reggio Calabria, che hanno un servizio eccellente, rappresentino l’ombelico del mondo e la mia città, Reggio Calabria, lo ribadisco, è una città che ha necessità di avere una grande attenzione, soprattutto in questo momento deve necessariamente avere attenzione da parte di questo Governo.

Quindi, mi auguro, insomma, e le consegno anche questo elemento, questa ennesima riflessione su questa problematica, che il Governo possa, nei prossimi giorni, accogliere questa richiesta. Semmai questo dovesse avvenire, personalmente, sarò il primo a dover plaudire al primo atto che questo Governo ha riservato nei confronti della mia Calabria e nei confronti della mia città.

(risponde il sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e trasporti, Armando Siri)

FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Grazie, Presidente. Mi ritengo parzialmente soddisfatto, perché la risposta del sottosegretario è una risposta istituzionale, ci racconta praticamente ciò che tutto il mondo sa, che tutta la Calabria conosce; io mi sarei aspettato anche dal sottosegretario un minimo di pensiero rispetto a quella che è stata la mia richiesta, ma sono ottimista e vorrei, insomma, che questo argomento possa essere anche preso in considerazioni nelle sedi opportune, magari, poi, nei giorni a venire.

Ecco, rilancio un po’ quella che è la mia proposta, onorevole sottosegretario, perché, vede, nel momento in cui il Governo dovesse realmente e concretamente intervenire sul piano economico, lo ribadisco, tentando di inserire un apposito fondo per l’aeroporto di Reggio Calabria, destinato e vincolato per la ristrutturazione dello stesso aeroporto – e, quindi, la riqualificazione dello stesso, l’ampliamento dello stesso -, rendendolo chiaramente più apprezzabile, più appetibile e più attraente, dal momento che ha già una collocazione di natura strategica, credo che anche le compagnie che attualmente, come sappiamo bene, stanno dialogando con la società di gestione, saranno certamente più motivate a definire e immaginare un rapporto prima con Sacal e, quindi, anche con l’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria.

Ritengo che qui adesso sia necessario immaginare un percorso comune, unire le forze ognuno per la parte che ci compete e chiaramente non mollare la presa, non distrarci un attimo perché non vorrei che passasse il messaggio che l’aeroporto di Reggio Calabria è salvo e siamo tutti contenti e felici.

Sono moralmente e intellettualmente onesto e riconosco il merito al Ministro Toninelli di aver fatto molto meglio di chi lo ha preceduto. Di certo, tuttavia, dobbiamo anche ribadire che non ha determinato questa scelta, perché non esiste alcun atto da parte del Governo. Certamente, il Ministro Toninelli ha sollecitato Alitalia, è riuscito a mantenere un’attenzione su Alitalia dal momento che anche Alitalia stessa dovrà potenziare gli stessi voli, perché, come lei ricordava poc’anzi, saranno riattivati nelle prossime settimane i voli per Roma.

Le dico che c’è anche Milano che è un’utenza che la Calabria e, in modo particolare, Reggio quotidianamente utilizzeranno, come chi oggi non ha la possibilità di partire la mattina – mi riferisco al professionista o a chi parte anche purtroppo per motivi di salute – e non ha la possibilità di rientrare la sera. Ritengo che questo sia l’unico caso italiano da porre oggi al Governo e all’attenzione del Ministero competente.

Quindi, mi auguro che si ci si possa ritrovare nelle prossime settimane o nei prossimi giorni negli uffici del Ministero per poter tutti insieme immaginare un percorso comune affinché veramente si chiuda la brutta pagina che ha segnato in maniera forte la mia città e la mia regione (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

 

Disegno di legge: S. 717 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (Approvato dal Senato) (A.C.1117-A)

 

13 settembre 2018 . FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, Ministro Fraccaro, membri del Governo, io intervengo, seppure in maniera telegrafica, per esprimere anzitutto alle due di notte la solidarietà a tutti i miei amici, ai nostri amici amministratori e sindaci d’Italia e della mia amata Calabria. Parlo, appunto, sull’ordine del giorno Pella n. 9/1117-A/148 sul piano delle periferie. Devo necessariamente da questi banchi esprimere la solidarietà a tutti coloro i quali, amministratori, in questo piano hanno affidato la speranza dei propri territori, a tutti quei sindaci che hanno creduto che i loro territori potessero, attraverso questa misura, avere una riqualificazione, un impulso, uno sviluppo, un’azione certamente concreta, a tutti quei sindaci che, in maniera puntuale e responsabile, hanno affidato addirittura incarichi professionali, hanno messo in campo progetti esecutivi, hanno buttato e stanno per buttare praticamente due anni di lavoro da loro effettuati sui territori grazie a cosa? Ad un vostro colpo di mano, ad una scelta scellerata che la maggioranza di questo Governo sta mettendo in atto. È veramente vergognoso che la maggioranza oggi deliberi in capigruppo quella che è la prima la prima – la prima! – “seduta fiume” di questa legislatura, che certamente non verrà ricordata, appunto, perché è la prima “seduta fiume” di questa legislatura ma verrà ricordata, caro Presidente Fico, come la prima “seduta fiume” di questa legislatura con l’assenza totale dei deputati della maggioranza (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente e Partito Democratico) e guardare i banchi del MoVimento 5 Stelle è veramente vergognoso.

E saluto certamente anche una parte della Lega e anche in questa occasione si nota la differenza di questa maggioranza, perché c’è una parte dei colleghi della Lega (e anche Forza Italia è qui ben rappresentata da un numero importante nonostante l’orario). Guardo a destra e chiaramente vedere i banchi vuoti del MoVimento 5 Stelle è veramente indegno e vergognoso. E sa perché, Presidente Fico? Perché qualche collega del Partito Democratico pensava – lo ha ricordato – che i deputati, forse stanchi, sono andati a dormire. No, cara collega, perché qui mentre noi siamo a lavorare – ribadisco: alle due di notte – mi arrivano foto, dai miei collaboratori, di deputati del MoVimento 5 Stelle, alcuni almeno, dai locali notturni di Roma, ed è vergognoso che vengano immortalati all’interno dei locali notturni romani (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente, Partito Democratico e Fratelli d’Italia – Una voce dai banchi del Partito Democratico: Vergogna!). È uno vergogna, Presidente Fico, è una vergogna.

E, allora, io non posso da questi banchi a quest’ora non salutare ed esprimere la totale solidarietà – ribadisco – a tutti i sindaci della mia regione, la Calabria, che chiaramente hanno un po’ affidato a quelle che sono anche le nostre competenze di deputati dell’opposizione le speranze dei loro territori, ma anche ricordare loro, da questi microfoni e da questi banchi, che noi oltre ad alzare la voce e a richiamare l’attenzione, con la consapevolezza che questi nostri interventi sono interventi chiaramente vuoti e sono parole buttate al vento perché, come si suol dire, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e questa maggioranza è una maggioranza sorda e, oserei dire, anche cieca.

E allora mi avvio a concludere ringraziando – me lo consentirà – certamente tutti i colleghi parlamentari di Forza Italia, un numero cospicuo e importante che nonostante l’orario e nonostante abbiano votato contro – contro! – l’avvio, appunto, nel procedere a questa “seduta fiume” tuttavia, in maniera responsabile, con senso dello Stato e con senso istituzionale, sono qui chiaramente a fare il loro dovere (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia-Berlusconi Presidente, Partito Democratico e Fratelli d’Italia).

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Disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese (A.C.924-A)

2 agosto 2018 – FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Presidente, Ministro Di Maio, pagina 52, esattamente nel corpo dell’emendamento lei può leggere: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, cioè un agglomerato di popolazione che l’ha fatta sedere al Governo, a lei e ai suoi compagni di partito, e oggi ha l’occasione per dimostrare che non sta tradendo il Sud. Ha una grande opportunità, ha una grande occasione, quella di dare il primo forte segnale al Sud, ma dobbiamo forse pensare che per un capriccio nei confronti di Forza Italia, che in maniera saggia e puntuale sta pensando alle sorti dei nostri giovani, questo emendamento doveva essere accantonato e quindi bocciato? Allora posi un attimo il cellulare, metta la mano destra sulla sua coscienza, rifletta un attimino, convinca, da capo politico del suo movimento, i suoi colleghi e voti questo emendamento, per amore dei calabresi…

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Intendimenti in ordine alla sostituzione del commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della regione Calabria e alla previsione di una verifica al termine del primo anno dell’attività commissariale – n. 2-00034 Cannizzaro e Occhiuto (Urgente)

13 luglio 2018FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, dovrei essere emozionato, perché è il mio primo intervento in Aula da quando sono membro di questa autorevole Camera, ma confesso, non lo sono. Sono però rammaricato, triste, un po’ anche arrabbiato, perché argomentare su una tematica come quella della sanità, della sanità calabrese, chiaramente è una questione che ci fa molto riflettere.

Correva l’anno 2009 quando la mia regione, la regione Calabria, si è ritrovata in regime di commissariamento. È proprio allora che il presidente della giunta regionale appunto di allora veniva nominato commissario della sanità, coadiuvato da altri due subcommissari sempre di nomina ministeriale, e in quel contesto ereditarono un disavanzo di oltre 1 miliardo di euro. Nonostante ciò avviarono un percorso abbastanza virtuoso, certificato dal Ministero della salute, dall’allora Ministro. Quel percorso però fu poi interrotto per altre ragioni: si tornò al voto in Calabria. Ed è proprio nel 2014 che vince il Partito Democratico, l’attuale Governatore Mario Oliverio oggi in carica.

Ecco, una volta vinte le elezioni era lì desideroso ad attendere anche quello che rappresentava un momento importante, non solo per il presidente Oliverio ma anche per lo stesso Partito Democratico, ossia la nomina a commissario ad acta appunto della sanità calabrese. Renzi deluse le aspettative del presidente: nominò immediatamente tale ingegnere Massimo Scura attuale commissario della sanità calabrese. Ed è proprio in quel momento che inizia un contrasto forte, un conflitto tra il presidente della regione Calabria e l’attuale commissario: un conflitto e un contrasto che sono ancora in atto, e come è ovvio e come è noto oggi a pagarne le conseguenze sono sempre e comunque i calabresi e tutti i cittadini della nostra regione.

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE MARIA ROSARIA CARFAGNA (ore 11,25)

FRANCESCO CANNIZZARO (FI). Oggi ci ritroviamo una situazione in Calabria veramente drammatica, dove vi è una questione sulla politica sanitaria attuata dal presidente della giunta regionale assolutamente fallimentare: mi pare che siano abbastanza note le vicende che insistono all’interno delle ASP, dove il presidente della regione ha nominato i vari dirigenti e i direttori generali. Vorrei anche ricordare in quest’Aula che il nostro presidente di regione è stato inibito dall’Anticorruzione proprio per scelte inopportune e sbagliate. Noi ci ritroviamo oggi all’interno delle ASP regionali ad avere direttori generali che si autoliquidano fior di quattrini per obiettivi raggiunti, obiettivi raggiunti che ci lasciano veramente sbalorditi oltre che farci veramente sorridere; senza poi passare nemmeno da quelli che dovrebbero essere i giudizi del “tavolo Adduce”.

Tante sono state le vicende anche giudiziarie all’interno delle nostre ASP in questi anni. Addirittura in alcune ASP le fatture vengono pagate due volte, a volte anche tre, scandalo dopo scandalo. I conti della regione Calabria – e vorrei ricordare, riportano oltre il 70 per cento del bilancio regionale della Calabria al comparto sanitario – sono sempre e comunque in rosso. E allora questo continuo e costante contrasto tra l’ingegnere Scura, commissario della sanità, e il presidente della regione Calabria Mario Oliverio, porta a che cosa? Ad avere oggi un quadro della sanità calabrese veramente, veramente drammatico.

Oggi ci ritroviamo ad avere le strutture sanitarie in Calabria all’interno delle quali vi sono delle professionalità, dei medici, gli operatori anche sanitari, gli infermieri che, con grande abnegazione, con grande sacrificio, con grande impegno, tentano di mandarle avanti, queste strutture, ma operano assolutamente in condizioni disumane. E allora chiaramente tutto poi si ripercuote inevitabilmente sui pazienti, su ogni singolo cittadino della mia splendida regione, perché questo è un tema assolutamente delicato, perché la sanità riguarda personalmente e individualmente ogni singolo cittadino della nostra regione.

Onorevole sottosegretario Fugatti, lei deve sapere che, in Calabria, per effettuare una TAC si impiegano oltre sei mesi, per una risonanza si va anche oltre e, in alcuni casi – mi consenta di dirlo e non è assolutamente una battuta -, i CUP, cioè i centri di prenotazione, hanno chiamato anche a casa il paziente, non trovandolo, ma non perché il paziente fosse uscito a fare una passeggiata, ma perché era già passato a miglior vita, perché non ha avuto il tempo di curarsi; e non è successo soltanto una volta; sono tanti i casi che, purtroppo, anche negli ultimi anni, abbiamo registrato.

Allora, la situazione diventa ancora più complicata nei nosocomi periferici; proprio in questa occasione voglio ricordare la situazione dell’ospedale di Locri, un ospedale che dovrebbe accogliere un’utenza sicuramente importante; l’ospedale di Locri potrebbe, per le potenzialità che offre, rappresentare anche un baluardo, così come tutti gli altri nosocomi, Polistena, l’ospedale di Melito Porto Salvo. Invece, non è così – lo ripeto, non è così -, perché la situazione è ancora più drammatica di quanto si possa pensare. Tant’è vero che chi vi ha preceduto, su sollecitazione, appunto, di una mobilitazione da parte dei sindaci del territorio della Locride, ha immaginato e poi immediatamente inviato gli ispettori ministeriali. Sette furono gli ispettori che andarono, proprio poco meno di un anno fa, all’ospedale di Locri per ispezionarlo.

Ecco, si tratta di una relazione di cui, certamente, ancora non si ha contezza, ma ho fatto formale richiesta di accesso agli atti e nelle prossime ore renderemo pubbliche, anche attraverso i sindaci e il territorio, le condizioni registrate dagli ispettori ministeriali.

Citavo Polistena, citavo Melito Porto Salvo, che potrebbero rappresentare, veramente, punti di riferimento per l’utenza reggina. In questo momento, sto parlando della mia provincia, la provincia di Reggio Calabria, ma potrei citare serenamente anche le altre provincie, vedi Cosenza, vedi anche Tropea, quindi, Vibo Valentia, Crotone e Catanzaro, ma per ragioni di tempo non cito i nosocomi.

Allora, è chiaro e inevitabile che nel momento in cui questi nosocomi periferici non funzionano, perché all’interno degli stessi mancano le attrezzature, i medici – ai quali va certamente un ringraziamento per il grande lavoro che fanno – sono costretti a fare i doppi turni, ma, non solo, addirittura, a rinunciare a quelle che devono essere, per legge, le loro pause, e perché? Perché anche le assunzioni all’interno della sanità calabrese sono bloccate a causa di questo contrasto tra l’ingegnere Scura, ribadisco, commissario della sanità, e il presidente della regione e, quindi, anche degli uffici regionali, che dovrebbero, in sinergia e in piena sintonia, operare nell’interesse della sanità calabrese e dei cittadini calabresi. Invece, hanno creato questa condizione da terzo mondo, mi permetto di dire, e lo dico veramente con tristezza e con rammarico.

Proprio mentre salivo stamattina in aereo ho incontrato dei pazienti reggini, che per semplici cure, non parliamo di fatti straordinari, si stavano per recare a Milano; che poi arrivare a Milano da Reggio Calabria diventa veramente una missione.

Allora, chiaramente, qui, fino ad oggi, è intervenuta la sanità privata; noi abbiamo delle strutture private che, veramente, potrebbero rappresentare l’eccellenza della sanità, anche, italiana. Oggi, insomma, ci ritroviamo in una condizione sicuramente non positiva in quanto, per la prima volta nella storia del regionalismo calabrese, anche gli stessi privati, i dipendenti delle strutture private sono stati costretti a scendere in piazza – lo ripeto, in piazza – per ribellarsi rispetto a dei provvedimenti che recentemente il commissario Scura ha preso, aggredendo, appunto, le stesse aziende.

Onorevole sottosegretario Fugatti, lei deve sapere che sono undici, undici mesi che queste aziende non vengono pagate; i fondi destinati alle aziende private non sono erogati da undici mesi, mandandole quasi al collasso. Il budget del 2018 è già esaurito e mancano ancora sei mesi per la fine dell’anno. Allora, è chiaro che le aziende private hanno difficoltà, oggi, a garantire le visite specialistiche ambulatoriali che ad ogni cittadino calabrese spetterebbero di diritto.

Tutto questo cosa causa? Causa, ovviamente, una emigrazione sanitaria, che, oggi, registriamo ai massimi storici. Ecco, non vi è stato, assolutamente, nessun intervento per frenare questo fenomeno, anzi, è in totale aumento e ribadisco questo concetto in quanto lo reputo assolutamente importante. Oggi siamo ai massimi storici come emigrazione sanitaria e la Calabria non se lo può permettere, perché ha problemi di trasporto, perché non tutti i cittadini calabresi hanno la possibilità di andare a curarsi a spese proprie al Nord; inoltre, questo crea anche un altro effetto, ossia che la regione Calabria, che già è in disavanzo, che già è in fase di rientro, deve poi ritrovarsi a pagare fior di quattrini alle altre regioni, che certamente sono molto più virtuose di noi, si confrontino il Veneto e la Calabria. E, allora, io credo, insomma, che l’intervento da parte del Governo deve essere necessariamente immediato.

L’articolo 32 della Costituzione, non sto qui a ricordarlo, sancisce il diritto alla salute. Onorevole sottosegretario, in Calabria questo diritto non c’è – glielo posso assicurare – per responsabilità del passato, per responsabilità certamente e soprattutto di questi anni e di questa politica, che, sicuramente, ha guardato ad altro piuttosto che agli interessi dei nostri calabresi.

E, allora, quando questo principio, questo articolo della nostra Costituzione viene violato in Calabria, io credo che l’attenzione del Governo debba essere assolutamente massima e mi auguro, visto che vi proponete di essere il Governo del cambiamento, che possiate intervenire in Calabria sulla sanità nel più breve tempo possibile, così che non passi nemmeno l’estate.

Io sono convinto che, insomma, visti anche i buoni propositi di tutte le forze politiche – lei è un sottosegretario della Lega, noi siamo alleati con la Lega, mi auguro di poter essere alleati già alle prossime elezioni regionali -, Lega, MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico, che, insomma, di responsabilità ne ha e ne ha anche da vendere, rispetto a questo, tutte le forze politiche hanno un po’, come dire, trovato l’unanimità rispetto all’idea che, oggi, la prima cosa da fare è rimuovere il commissario Scura, perché è inadeguato al ruolo, perché non è all’altezza, chiaramente, del compito. Questo atto è di competenza vostra, è di competenza del Governo.

Chiaramente, rispetto alla parte politica che competerà ai calabresi, ci penseremo noi, ci penseremo noi di Forza Italia, ci penseremo noi del centrodestra, ci penserà soprattutto la maggioranza dei calabresi, che da qui a un anno ci daranno una mano a spazzare via il Partito Democratico e le scelte scellerate di un Partito Democratico e di un presidente di regione che in questi anni non ha fatto altro che desiderare di essere presidente o, meglio, di essere commissario della sanità calabrese. Di fatto, per la parte che gli compete e compete alla giunta regionale, le loro scelte scellerate e sbagliate sono sotto gli occhi di tutti.

Mi auguro – e sono ottimista – che voi possiate, nell’immediatezza, intervenire in una situazione che – come in breve tempo ho raccontato, ma che lei, certamente, avrà studiato – è veramente drammatica (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

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5. ATTIVITÀ IN COMMISSIONE

V COMMISSIONE (BILANCIO, TESORO E PROGRAMMAZIONE)

Sede referente
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021. C.1334 Governo

3 dicembre 2018 – Francesco CANNIZZARO (FI) si associa ai ringraziamenti rivolti al Governo, rilevando come la richiesta di sottoscrizione dell’articolo aggiuntivo da parte del MoVimento 5 Stelle dimostri che le opere strategiche della Calabria rivestono un’importanza non solo di carattere locale, ma nazionale.

Francesco CANNIZZARO (FI) chiede che venga preso in considerazione l’accantonamento del suo articolo aggiuntivo 32.07, come avvenuto per analoghi emendamenti in materia di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Al riguardo ne sottolinea il ruolo fondamentale all’interno di molte amministrazioni comunali che rischiano di ritrovarsi senza il personale necessario alla data del 31 dicembre prossimo. Ricorda che tutti i Governi precedenti sono intervenuti, attraverso ripetute proroghe delle apposite convenzioni, per assicurare la loro attività. Raccomanda quindi l’approvazione del suo emendamento volto ad assicurare continuità lavorativa al personale interessato e certezza di funzionamento ai sindaci che si avvalgono della loro collaborazione.

Francesco CANNIZZARO (FI), in qualità di primo firmatario dell’articolo aggiuntivo 32.07, definisce l’attuale momento come storico, in considerazione del fatto che il Governo ha preannunciato che a breve renderà note le misure che porteranno alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili.
Dopo aver ringraziato la sottosegretaria Castelli per la sua sensibilità e la sua competenza, la invita a confermare quanto precedentemente affermato in relazione alla volontà del Governo di intervenire in tempi rapidi su tale questione.
Auspica, quindi, che dalle parole della sottosegretaria si possa trarre conferma della volontà del Governo di mettere fine ad una piaga che dura da ventidue anni. In tal caso, dichiara che sarebbe il primo a riconoscere tale importante merito all’attuale Esecutivo.

– . –

30 novembre 2018Francesco CANNIZZARO (FI) esprime apprezzamento per l’interesse che il Governo ha manifestato per questo articolo aggiuntivo e si augura che la Commissione prenda in considerazione l’intervento proposto.

– . –

29 novembre 2018 – Francesco CANNIZZARO (FI) chiede l’accantonamento del proprio articolo aggiuntivo 31.08.

Francesco CANNIZZARO (FI), nel ricordare che la richiesta di chiarimento sul mandato per la stampa delle tessere per l’erogazione del reddito di cittadinanza proviene da tutti i gruppi di opposizione, propone di sospendere i lavori della Commissione affinché il Governo possa svolgere un approfondimento su questo argomento e rispondere in modo adeguato.

Francesco CANNIZZARO (FI) sottoscrive l’articolo aggiuntivo Meloni 37.03.

– . –

 

Sede consultiva
Decreto-legge n. 113 del 2018: Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Delega al Governo in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate. C.1346 Governo, approvato dal Senato (Parere alla I Commissione)

22 novembre 2018 –Francesco CANNIZZARO (FI) dichiara il proprio voto favorevole sulla proposta di parere del relatore.

—————————————— § ——————————————

6. INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

26 febbraio 2019 – Interpellanza urgente 2-00288

presentata da CANNIZZARO Francesco
testo presentato Martedì 26 febbraio 2019
modificato Venerdì 1 marzo 2019, seduta n. 135

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
il sito portuale di Gioia Tauro rappresenta il più grande porto in Italia per il throughput container, il nono in Europa ed il sesto nel Mediterraneo, è strategicamente limitrofo alla rotta oriente-occidente che va dallo Stretto di Gibilterra al Canale di Suez ed è uno dei maggiori siti di trasbordo, risultando punto funzionale di collegamento fra le reti globali e regionali che interessano le principali rotte del Mediterraneo;
il porto ha una banchina lunga 3,4 chilometri; sono presenti 22 gru di banchina in grado di raggiungere fino a 23 file di container, i dipendenti sono oltre 1.300 e la struttura ha una capacità massima di 4 mega portacontainer;
l’attività portuale ha raggiunto i 3.467.772 di teu nel 2008, per poi scendere costantemente dal 2009 al 2011, riprendersi dal 2011 al 2013 ma poi scendere di nuovo tra il 2013 e il 2015, a causa delle condizioni difficili del mercato del trasbordo nel Mediterraneo e della concorrenza di altri importanti centri di trasbordo presenti in Grecia, Egitto e Malta;
il porto di Gioia Tauro è presente fra i porti italiani inclusi nella rete « core» transeuropea di trasporto Ten-T secondo i criteri del regolamento (UE) n. 1315 del 2013, articolo 20, paragrafo 2, redatto sulla base dei dati relativi ai volumi di traffico operanti e, quindi, di competenza nazionale sugli assetti finanziari e decisionali;
il Governo nazionale, direttamente e per mezzo dell’autorità portuale, governa la concessione delle banchine del porto di Gioia Tauro, che risultano essere affidate per il 50 per cento alla società MedCenter, partecipata da Contship Italia, e per l’altro 50 per cento dalla società Til, che è controllata da Msc holding, e che attualmente sono in conflitto per strategie di investimento divergenti proprio nell’area portuale calabrese;
tale assenza di univoca direzione progettuale industriale delle società Mct e Msc ha causato l’avviso di prelicenziamento di circa cinquecento dipendenti del comparto portuale di Gioia Tauro, senza indicarne modi e procedure, innescando una reazione drammatica dai risvolti sociali imprevedibili;
l’intervento del prefetto di Reggio Calabria ha consentito la rapida istituzione del tavolo tecnico ministeriale e la convocazione delle parti interessate alla risoluzione della problematica che minaccia i livelli occupazionali presenti nel porto di Gioia Tauro e la concomitante ripresa delle operazioni portuali di Gioia Tauro sospese dai dipendenti giustamente preoccupati;
l’assenza irresponsabile ed ingiustificata di Mct al tavolo ministeriale ed il reiterarsi di analoghi episodi precedenti, accaduti nel 2017 e scongiurati solo attraverso l’intervento dell’autorità giudiziaria competente in materia lavoro, lasciano come unico interlocutore ministeriale credibile e disponibile Msc;
l’articolo 4 della Costituzione prevede che «la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto (…)»;
è necessario preservare i livelli occupazionali presenti e la piena operatività portuale –:
se il Ministro interpellato intenda avviare immediatamente l’iter di valutazione circa la sussistenza dei presupposti per il mantenimento della concessione senza esitazione alcuna o perdita di tempo, che risulterebbe deleteria rispetto al mantenimento dei livelli occupazionali, minacciati da un comportamento a parere degli interpellanti poco responsabile manifestato dalla MedCenter, ed all’attività operativa dello stesso sito portuale;
se intenda considerare gli impegni manifestati dalla Msc al tavolo ministeriale e adottare opportune iniziative per concretizzare immediatamente gli accordi di investimento prospettati, al fine di realizzare l’incremento necessario del volume di traffico per un’azione di rilancio nazionale ed internazionale del porto di Gioia Tauro; ovvero se, in alternativa, si intenda valutare un eventuale ritiro della concessione alla società di gestione del porto e predisporre una fase transitoria che consenta lo svincolo e l’utilizzo dei fondi del programma finanziario europeo per il piano di investimenti delle aree logistiche integrate del Paese, avviando lo studio per una celere eventuale riassegnazione della concessione ad altra società italiana;
se e quali iniziative intenda adottare per effettuare una valutazione degli effetti della legge n. 136 del 2018 (che ha, da ultimo, modificato la legge n. 84 del 1994 relativa al riordino della legislazione in materia portuale), in termini di utilità per l’attività di sviluppo e crescita di cui necessita il porto calabrese di Gioia Tauro.
(2-00288) «Cannizzaro, Bartolozzi, Carfagna, Casciello, D’Attis, D’Ettore, Fasano, Fiorini, Gagliardi, Giacometto, Marrocco, Martino, Mazzetti, Mugnai, Musella, Nevi, Orsini, Pella, Polverini, Prestigiacomo, Ravetto, Paolo Russo, Scoma, Siracusano, Sisto, Sozzani, Squeri, Maria Tripodi, Vietina, Zanella, Zangrillo, Elvira Savino».

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5 febbraio 2019 – Interpellanza urgente 2-00257

presentata da CANNIZZARO Francesco

Martedì 5 febbraio 2019, seduta n. 120

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:

la giovane agente di polizia penitenziaria recentemente scomparsa Sissy Trovato Mazza, veniva ferita gravemente il 1° novembre 2016 da un colpo di pistola nell’ascensore del reparto di pediatria dell’Ospedale civile di Venezia, dove si trovava per servizio, iniziando così un calvario durato ben due anni;

di quel tragico episodio, incautamente catalogato inizialmente come suicidio, le indagini condotte sino ad oggi non sono ancora riuscite a chiarire chi le abbia sparato, né quale fosse il movente;

le ultime rivelazioni trapelate dagli organi di stampa ed il clima teso di una vicenda che getta scredito e sfiducia su alcune componenti dello Stato, che avrebbero dovuto conoscere fatti a circostanze denunciate dalla vittima, impongono urgenti riflessioni ed azioni immediate;

lo sconforto ed il dolore dei familiari dell’agente Sissy Trovato Mazza, che dall’accadimento delittuoso hanno incessantemente cercato interlocutori istituzionali a cui affidare sospetti e preoccupazioni del caso, meritano oggi il dovuto rispetto e la conoscenza della verità sui tristi eventi di cui l’adorata figlia è rimasta vittima;

l’accertamento dei reali fatti risulta essere maggiormente doveroso nell’interesse proprio delle istituzioni coinvolte che, nell’agire quotidiano a difesa dei diritti e della sicurezza dei cittadini, non possono privarsi della fiducia, o parte della stessa, che il Paese in essi deve riporre;

è necessario quindi fare piena luce su un episodio che ha colpito un rappresentante dello Stato, coraggioso ed integerrimo, la cui sofferenza ed agonia patita nei due anni di incessanti cure ed attenzioni mediche, rappresenta il più alto dei sacrifici compiuti verso il proprio Paese;

appare poi necessario secondo gli interpellanti chiarire se vi siano stati profili di incompatibilità nella conduzione delle indagini da parte della procura di Venezia –:

quali iniziative di competenza si intendano assumere, affinché sia fatta piena luce sugli inquietanti episodi esposti in premessa, anche attraverso l’attivazione di iniziative ispettive, presso la procura di Venezia, e affinché la stessa procura possa disporre delle risorse necessarie, al fine di giungere alla verità e determinare con assoluta certezza i fatti accaduti alla vittima.
(2-00257)

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25 gennaio 2019 – Interpellanza 2-00243

presentata da CANNIZZARO Francesco

Venerdì 25 gennaio 2019, seduta n. 114

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, per sapere – premesso che:

gli agrumicoltori della piana di Rosarno-Gioia Tauro non riescono a vendere il loro prodotto pregiato, le clementine, a causa di una gravissima crisi che si è abbattuta sul comparto e che ha portato sul lastrico migliaia di famiglie: i prezzi delle clementine sulla pianta oscillano tra i 12-18 centesimi al chilogrammo, cifre quest’ultime, che, oltre a non consentire alcuna remunerazione ai produttori, non sono nemmeno sufficienti a compensare le spese annuali di coltivazione;

i commercianti locali non vogliono la merce neanche gratis, perché non sono in grado di venderla, per cui gli agrumicoltori sono costretti a far marcire il prodotto sulle piante. La causa principale di questo stato di cose è da addebitare alla sleale concorrenza di alcuni Paesi dell’Africa settentrionale principali competitor della filiera agrumicola, e della Spagna, che immette sul mercato clementine provenienti dai Paesi del Maghreb a costi stracciati e di bassa qualità;

a causa dei bassi costi di produzione, per gli agrumi coltivati in Africa spuntano prezzi di mercato notevolmente più bassi rispetto a quelli calabresi e, più in generale, a quelli italiani;

ciò è possibile in forza dell’uso indiscriminato di pesticidi illegali in tutta l’Unione europea e del costo di manodopera che è assolutamente inferiore a quello sostenuto dagli agricoltori italiani. Per fare un esempio, un operaio dedito alla raccolta degli agrumi in Italia costa circa 50 euro al giorno, in Marocco è di soli 8 euro al giorno;

il territorio della Piana è già afflitto da problemi rilevantissimi quali: presenza asfissiante della criminalità; crisi totale del commercio e dell’artigianato per evidente crollo di moneta in circolazione; rilevante numero di migranti in atto disoccupati per assenza di lavoro; mancati investimenti industriali nelle 3 zone del Porto di Gioia Tauro; ambiente compromesso da impianti energetici e di depurazione, nonché da sversamenti non controllati;

il sindaco della città di Rosarno e presidente dell’assemblea dei sindaci «Città degli Ulivi», avvocato Giuseppe Idà, ha indirizzato al Ministro interpellato, nei giorni scorsi, un accorato appello affinché si intervenga a sostegno del reddito degli agrumicoltori, appello che risulta essere rimasto inascoltato;

la crisi del comparto agrumicolo investe tutte le regioni meridionali vocate a queste produzioni: nel settembre 2018, rispondendo all’interrogazione n. 5-00451 presentata dal deputato Nevi il sottosegretario di Stato alle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo aveva dichiarato che «…dal luglio 2018, con un’attività articolata e congiunta di vari organi ispettivi si sta operando nei punti di entrata nel territorio, quali porti, aeroporti, valichi di frontiera, sino ai silos e ai magazzini di insilamento di risi e granaglie provenienti da Paesi Terzi… al fine di tutelare il comparto produttivo nazionale, evitando l’ingresso di prodotti di scarsa qualità o contenenti residui di sostanze pericolose per la salute umana…»;

già ad ottobre 2018 era stato segnalato al Ministero dalle associazioni agricole la preoccupazione derivante dalla richiesta sui mercati agricoli di grandi quantità di arance bionde spagnole effettuata da parte di commercianti italiani. In passato, le stesse associazioni avevano più volte segnalato il fenomeno della vendita fraudolenta di agrumi esteri spacciati per italiani –:

se il Ministro interpellato non ritenga opportuno convocare, con urgenza, un tavolo di confronto presso il Ministero, aperto alle delegazioni dei sindaci, dei sindacati, degli operatori di settore, per discutere della questione e assumere tutte le iniziative a difesa del comparto agrumicolo, attivando e incrementando le risorse del fondo agrumicolo previsto dalla legge di bilancio 2018;

quali ulteriori iniziative di competenza intenda adottare, con particolare riferimento all’attività dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), per incrementare controlli e verifiche capillari volte ad evitare frodi e false denominazioni di provenienza, nonché per testare l’aderenza degli agrumi in ingresso sul territorio nazionale ai criteri di qualità richiesti dall’Unione europea;

se trovi conferma l’informazione giunta all’interrogante che nel porto di Gioia Tauro, che è uno dei più importanti del Mediterraneo, il personale addetto a questo tipo di controlli è costituito da pochissime unità e, forse, da una sola unità;

se non ritenga opportuno, secondo le modalità già sperimentate nel gennaio 2018 dal precedente Governo, avviare una campagna di ritiro e distribuzione nelle mense scolastiche o agli indigenti delle eccedenze di produzione e degli agrumi rimasti invenduti a causa delle avverse condizioni di mercato, promuovendo anche azioni coordinate con la grande distribuzione organizzata per superare la crisi del settore agrumicolo italiano.
(2-00243) «Cannizzaro».

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6 novembre 2018 – Interpellanza urgente 2-00170

presentata da CANNIZZARO Francesco

testo presentato Martedì 6 novembre 2018

modificato Venerdì 9 novembre 2018, seduta n. 80

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro per la pubblica amministrazione, per sapere – premesso che:
con decreto legislativo n. 468 del 1997 veniva istituito il lavoro socialmente utile, passando in tal modo da un modello squisitamente assistenziale ad un modello di tutela sociale e valorizzazione del soggetto disoccupato che, a fronte di un contributo economico e di assistenza previdenziale, è reimpiegato dalle pubbliche amministrazioni in una prestazione lavorativa fuori mercato per attività utili alla collettività, attraverso il ricorso a contratti di lavoro a termine;
nel corso degli anni, a causa della crisi incipiente e della depressione economica di taluni territori, in particolare nel Sud del Paese, tali prestazioni lavorative hanno finito per rappresentare l’unico mezzo di sostentamento e di attivazione di quanti erano in disoccupazione o mobilità. Cionondimeno tali lavoratori sono da anni impegnati in attività pubbliche e sociali per mezzo di contratti a termine;
il decreto-legge n. 185 del 2008 istituiva, all’articolo 18, comma 1, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il fondo sociale per l’occupazione e la formazione, successivamente rifinanziato ad opera di numerose disposizioni. Tra le finalità del fondo vi sono la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, nonché l’attivazione di misure di politiche attive del lavoro in favore di regioni rientranti nell’obiettivo convergenza dei fondi strutturali europei;
il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, cosiddetto decreto Madia, nel quadro della più ampia delega in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, si pone come obiettivo primario la riduzione del precariato nella pubblica amministrazione;
i limiti normativi posti dall’articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001, come sostituito dall’articolo 49 del decreto-legge n. 112 del 2008, ad oggi non risultano essere superati dall’approvazione di altro specifico supporto legislativo; ai fini della stabilizzazione è stato individuato un importo annuo pro capite di riferimento, di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto legislativo n. 81 del 2000, pari a 9.296,22 euro. Le risorse necessarie per incentivarne l’assunzione a tempo indeterminato sono pertanto calcolate su un periodo di quattro anni, a decorrere dal momento dell’assunzione;
all’articolo 1, commi 223-225, della legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205 del 2017), come introdotti durante l’esame parlamentare alla Camera dei deputati, al fine del superamento del precariato dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità è stata disposta la proroga dei termini entro i quali le amministrazioni locali possono ricorrere alle prestazioni lavorative socialmente utili fino al 31 dicembre 2018;
con decreto ministeriale 7 agosto 2018, n. 234, venivano ripartite le risorse tra le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia per complessivi 298.501.111,12 euro, per le annualità 2010 e 2012-2017, finalizzati a incentivare l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità;
lo stesso decreto ministeriale, all’articolo 1, individua per la regione Calabria un numero totale di lavoratori impegnati pari a 2.316 euro per un ammontare di 86.120.182,08 euro e, all’articolo 2, dispone la sottoscrizione tra Ministero e regione affinché venissero assegnate le quote di finanziamento previste;
la convenzione sottoscritta dispone, altresì, all’articolo 2, comma 2, che le somme richieste dalla regione siano trasferite dal Ministero per un campione di almeno il 10 per cento dei lavoratori riportati in ogni domanda e, comunque, a partire dal 1o gennaio 2019;
il 31 dicembre 2018, termine prorogato dalla legge di bilancio per il 2018, scadranno i contratti a tempo determinato delle 4.500 unità lavorative di ex lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità che operano all’interno delle amministrazioni locali della Calabria;
in considerazione della richiamata imminente scadenza, nell’impossibilità materiale di portare a termine entro la medesima data le previste stabilizzazioni, gli enti locali calabresi rischiano di dover interrompere improvvisamente i servizi di utilità pubblica e sociale con gravi ripercussioni su quanti sul proprio territorio ne beneficiano e, non di meno, i precari rischiano di non veder rinnovati i contratti di lavoro per il 2019 – poiché non permessi a norma di legge – e di veder pregiudicata anche la stabilizzazione futura, come peraltro denunciato da tempo e ripetutamente dall’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) –:
se i Ministri interpellati non ritengano di adottare iniziative urgenti al fine di garantire alle amministrazioni locali calabresi condizioni adeguate per il mantenimento dei livelli occupazionali e delle prestazioni sociali svolte dai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, nelle more del pieno ed effettivo completamento dei percorsi di stabilizzazione previsti dalla normativa vigente;
se i Ministri interpellati non intendano intervenire con la massima urgenza al fine di garantire che le criticità illustrate non compromettano i percorsi già avviati di stabilizzazione e contrattualizzazione del personale socialmente utile e di pubblica utilità operante a livello locale, riconducendo la posizione normativa nel rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione e dal «decreto Madia»;
se i Ministri interpellati non ritengano di assumere le necessarie iniziative di competenza volte ad evitare il tracollo amministrativo che la sensibile riduzione delle capacità funzionali comporterebbe nelle amministrazioni comunali di cui tale personale è parte integrante;
se i Ministri interpellati non intendano, per quanto di competenza, assumere iniziative volte ad assistere minuziosamente i comuni al fine di impedire il concretizzarsi di atti e procedure avverse alle stesse amministrazioni locali, con il reale rischio di aggravare situazioni finanziarie già particolarmente difficili.
(2-00170) «Cannizzaro, Occhiuto, Santelli, Maria Tripodi».

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6 novembre 2018 – Interpellanza urgente 2-00166

presentata da CANNIZZARO Francesco

testo presentato Martedì 6 novembre 2018

modificato Venerdì 9 novembre 2018, seduta n. 80

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’interno, per sapere – premesso che:
il Corpo nazionale dei vigili del fuoco costituisce una delle realtà più importanti per la sicurezza dei cittadini, svolgendo quotidianamente attività di prevenzione, vigilanza e soccorso a sostegno di soggetti pubblici e privati grazie al proficuo impegno del proprio personale;
negli ultimi anni il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha realizzato uno sforzo straordinario per sopperire, nonostante le decrescenti risorse finanziarie e le carenze di organico, alle numerose richieste di intervento per piccole e grandi emergenze e per fronteggiare situazioni di estrema complessità, mettendo a serio rischio la propria incolumità;
il Corpo nazionale dei vigili del fuoco soffre, da sempre, la presenza di una forte componente di personale precario, costituito dai vigili del fuoco cosiddetti discontinui, figure strategiche del comparto, pur essendo prive di contratto a tempo indeterminato e potendo essere richiamate in servizio per non più di 14 giorni consecutivi e per un massimo di 160 giorni l’anno;
i discontinui rappresentano una risorsa fondamentale e indispensabile per consentire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco di svolgere al meglio le funzioni che la legge ad esso attribuisce nell’ambito del soccorso pubblico. Questi ultimi, infatti, sono vigili del fuoco a tutti gli effetti, che, al pari dei propri colleghi assunti in pianta stabile nel Corpo, hanno svolto il loro stesso addestramento e intervengono nelle medesime operazioni di soccorso;
l’articolo 10, comma 1, lettera c-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, ribadisce che i richiami in servizio del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, non costituiscono rapporti di impiego con l’amministrazione;
l’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, opera la distinzione tra il personale di ruolo e volontario, stabilendo altresì che il solo personale volontario iscritto nell’elenco istituito per le necessità delle strutture centrali e periferiche può essere oggetto di eventuali assunzioni in deroga, con conseguente trasformazione del rapporto di servizio in rapporto di impiego con l’amministrazione;
a ciò si aggiunge che il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 97, all’articolo 8, comma 1, ha introdotto delle modifiche al comma 2 dell’articolo 5 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, prevedendo che la riserva di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 1o ottobre 1996, n. 512, è elevata al 35 per cento e opera in favore del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che, alla data di scadenza del bando di concorso, sia iscritto negli appositi elenchi da almeno tre anni e abbia effettuato non meno di centoventi giorni di servizio;
nella legge di bilancio per il 2018 sono state inserite, tra le altre, norme in materia di stabilizzazione per il personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ma con alcune limitazioni molto stringenti;
in particolare, l’articolo 1, comma 295, della legge di bilancio per il 2018 per le assunzioni straordinarie, di cui ai commi 287, 288, 289 e 299 del medesimo articolo 1, ha stabilito una riserva di posti a favore del personale volontario, di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, i cosiddetti «precari discontinui», iscritti all’interno dell’elenco istituito per le necessità delle strutture centrali e periferiche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in possesso dei requisiti sanciti dallo stesso comma 295;
all’articolo 1, comma 295, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è stabilito che per il personale volontario, con età ricompresa tra i 40 e i 45 anni, il requisito relativo ai giorni di servizio è elevato a 250 giorni, ad eccezione del personale volontario femminile per cui lo stesso requisito è elevato a 150 giorni; tale personale volontario, di sesso sia maschile che femminile, deve avere altresì effettuato complessivamente non meno di un richiamo di 14 giorni nell’ultimo quadriennio. Per il personale con età superiore ai 46 anni il requisito relativo ai giorni di servizio è elevato a 400 giorni, ad eccezione del personale volontario femminile per cui lo stesso requisito è elevato a 200 giorni; tale personale volontario, di sesso sia maschile che femminile, deve avere altresì effettuato complessivamente non meno di due richiami di 14 giorni nell’ultimo quadriennio;
tra l’altro, la clausola 5 della direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 ha specificato che, per prevenire gli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, gli Stati membri dovranno introdurre una o più misure volte a prevenire l’abuso di continue proroghe dei contratti a termine;
le forze politiche che sostengono il Governo Conte si sono espresse favorevolmente, attraverso il «Contratto per il Governo del cambiamento», in materia di stabilizzazione del personale precario, proponendo per l’intero Corpo nazionale «misure per garantire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, il potenziamento della formazione e l’adeguamento delle retribuzioni ai livelli previsti per le forze dell’ordine»;
ad avviso degli interpellanti, la stabilizzazione del personale precario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco è tuttora lettera morta, nonostante le istanze rappresentate più volte dall’Associazione nazionale discontinui e l’esigenza ormai impellente di assicurare incrementi di personale qualificato in grado di garantire, per la sicurezza dei cittadini, interventi tempestivi e adeguati standard di efficienza –:
se, con quali tempistiche e con quali modalità il Ministro interpellato intenda intraprendere le opportune iniziative al fine di ottemperare alle disposizioni che prevedono procedure straordinarie per l’assunzione di contingenti di personale nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con particolare riferimento al personale volontario, di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, iscritto all’interno dell’elenco istituito per le necessità delle strutture centrali e periferiche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
se il Ministro interpellato intenda far fronte al precariato nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco, così come espresso nel «contratto di Governo», modificando i requisiti di cui alla legge 27 dicembre 2017, n. 205;
quali siano gli orientamenti del Ministro interpellato circa i contratti dei «discontinui» del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche in riferimento alla clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato che obbliga gli Stati membri ad adottare misure per prevenire l’abuso di continue proroghe dei contratti a termine.
(2-00166) «Cannizzaro, Gelmini, Occhiuto, Santelli, Maria Tripodi, Germanà, Siracusano, Bartolozzi, Mugnai, D’Ettore, Carrara, Fiorini, Ripani, Sarr, Paolo Russo, Casciello, Martino, Zanella, Mandelli, D’Attis, Sisto, Calabria, Prestigiacomo, Minardo, Scoma, Casino, Zangrillo, Pella, Sozzani, Marrocco, Vietina, Cattaneo, Silli».

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31 luglio 2018 – Interpellanza urgente 2-00065

presentata da CANNIZZARO Francesco

testo presentato Martedì 31 luglio 2018

modificato Venerdì 21 settembre 2018, seduta n. 48

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere – premesso che:
le recenti dichiarazioni del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con cui viene manifestata l’intenzione del Governo di mantenere il 51 per cento del controllo di Alitalia, offrono la possibilità di porre in evidenza l’inderogabile necessità di potenziare lo scalo della città metropolitana di Reggio Calabria che, fin dalla sua apertura, ha sempre visto operare la compagnia aerea di bandiera;
allo stato attuale sono operativi dallo scalo reggino solamente un collegamento giornaliero con Roma ed uno con Milano, tra l’altro in orari assolutamente non confacenti alle necessità della numerosa utenza – si ricorda l’immenso bacino che comprende anche la città di Messina – e che obbligano alla permanenza di oltre 24 ore fuori sede, non essendoci alcuna possibilità di rientrare in sede nella stessa giornata;
nonostante le continue richieste provenienti da enti locali ed associazioni di cittadini ed i numerosi contatti giunti alla Sacal, società di gestione che ha rilevato lo scalo con bando regionale e che è subentrata successivamente al fallimento della Sogas, non si riesce ad ottenere alcun incremento di voli, pur garantendo ogni possibile supporto logistico e tecnico e la massima disponibilità possibile nei confronti di Alitalia;
è critica la condizione dei lavoratori Alitalia posti in cassa integrazione e la cui forza lavoro ha subito un taglio riduttivo di circa il 50 per cento, in tutte le categorie presenti, operai, impiegati e capiscalo, con una riduzione delle giornate lavorative di oltre la metà spettante;
drammatica, inoltre, appare in questo contesto la situazione lavorativa delle decine di lavoratori ex-Sogas che, penalizzati dalle scelte aziendali degli anni scorsi e dalla politica di riduzione voli attuata dalla compagnia nazionale, oggi rappresentano una risorsa professionale fondamentale per la rinascita dell’aeroporto stesso, ma completamente inutilizzata, anzi, abbandonata al proprio tragico destino –:
se si intenda intervenire con la massima urgenza, per quanto di competenza, affinché Alitalia non penalizzi ulteriormente questa parte della Calabria, già notoriamente colpita da ataviche criticità di isolamento infrastrutturale e di trasporti, adoperandosi per il ripristino dei diversi voli giornalieri di collegamento su Roma e Milano che già erano operativi in passato, per garantire il collegamento nelle diverse ore dell’intera giornata e per consentire il rientro nello stesso arco diurno;
quali iniziative di competenza si intendano adottare per consentire il reinserimento professionale di tutte quelle unità lavorative che, dopo il fallimento della società di gestione Sogas ed il ridimensionamento strategico dell’«Aeroporto dello Stretto» da parte di Alitalia, sono state licenziate dalla gestione commissariale incaricata del presunto risanamento, creando una situazione di forte disagio sociale nell’intera area metropolitana;
quali iniziative si intendano intraprendere per evitare che, in una zona della regione che storicamente ha sempre sofferto scelte deleterie in ambito di offerta lavorativa, ci sia dispersione di alte professionalità già ampiamente formate e con una consolidata esperienza nel settore aeroportuale, come sta avvenendo con i lavoratori Alitalia in cassa integrazione che, allo stato attuale, vedono la sorte propria e delle loro famiglie legata alle scelte aziendali della compagnia nazionale e per ristabilire la regolare mobilità dell’utenza dell’area metropolitana che oggi rivendica a gran voce un servizio di qualità.
(2-00065)

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13 luglio 2018 – Interpellanza urgente 2-00034

presentata da CANNIZZARO Francesco

testo presentato Martedì 26 giugno 2018

modificato Venerdì 13 luglio 2018, seduta n. 26

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della salute, per sapere – premesso che:
il servizio sanitario nazionale, istituito con la legge n. 833 del 1978, deve garantire ai cittadini l’universalità delle prestazioni in attuazione dell’articolo 32 della Costituzione, laddove si afferma che «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti»;
in realtà, soprattutto in questi ultimi anni, si assiste ad una sempre maggiore difficoltà nell’accesso alle prestazioni sanitarie e nell’erogazione degli stessi livelli essenziali di assistenza, con un progressivo aumento delle prestazioni a carico dei pazienti;
vi sono purtroppo regioni, e tra queste la Calabria, dove il servizio sanitario pubblico è ormai incapace di rispondere in modo adeguato ed efficace al bisogno e al diritto di salute dei cittadini;
il servizio sanitario nella regione Calabria non ha mai mostrato particolare efficienza e lo hanno dimostrato ampiamente sia la migrazione in altre regioni dei pazienti calabresi per accedere a prestazioni sanitarie migliori, sia la situazione di bilancio della spesa sanitaria di questa regione;
in Calabria, così come in altre regioni italiane con deficit di bilancio sanitario, si è provveduto alla nomina di un commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario, incarico ricoperto dall’ingegner Massimo Scura;
mentre in altre regioni, con diligenza e professionalità, i commissari si sono comunque rapportati inevitabilmente con il governo regionale determinando spesso proficue attività congiunte, in Calabria si è instaurata una situazione di conflitto e scontro, producendo effetti dannosi per il servizio sanitario;
la negligenza della politica di governo regionale, nell’offrire valide soluzioni e progettualità a lungo termine condivise con il commissario ad acta per il piano di rientro del debito sanitario, ha impedito che si ricreasse quella sinergia che aveva contraddistinto i positivi risultati conseguiti fino al 2014;
la mancanza di condivisione e dialogo fra il commissario, Massimo Scura, e gli uffici regionali per le politiche sanitarie e gli scontri, anche di carattere giuridico, che si sono protratti fino ad oggi, hanno impedito quella necessaria sinergia ad affrontare le criticità di un sistema sanitario ormai in evidente difficoltà;
i provvedimenti presi di recente dal commissario Scura sulla quantificazione della spesa sanitaria privata e pubblica hanno causato molteplici problemi al servizio regionale e soprattutto ai servizi resi ai cittadini: da 11 mesi non vengono pagate le strutture di specialistica ambulatoriale per le prestazioni effettuate, il budget assegnato alle strutture di specialistica ambulatoriale per il 2018 è stato già esaurito dalle medesime; ne consegue che le strutture di specialistica ambulatoriale sono state messe nelle condizioni di non poter più erogare prestazioni per il servizio sanitario nazionale e, quindi, possono effettuare solamente prestazioni a pagamento; a seguito dei mancati pagamenti degli arretrati quantificabili in 11 mesi, queste strutture presto dovranno ridurre il personale dipendente, con evidenti ripercussioni sull’occupazione;
in realtà, l’aumento di patologie croniche necessiterebbe di un profondo riordino organizzativo e normativo che potenzi l’offerta sanitaria pubblica sul territorio attraverso le strutture poliambulatoriali che offrono l’assistenza domiciliare alle persone affette da malattie inguaribili e bisognose di cure specialistiche continuative, in continuità ed in sinergia con le cure ospedaliere e di reparto;
l’aumento delle persone che non sono più in grado di pagarsi i farmaci, le carenze organizzative e gestionali che condizionano il buon funzionamento di servizi e strutture, l’esiguità delle risorse umane e finanziarie a causa del cattivo funzionamento del piano di rientro dal debito sanitario, il limitato uso del privato accreditato e il malfunzionamento del pubblico rappresentano il baratro del sistema sanitario pubblico calabrese, con la conseguente diminuzione dell’attività di prevenzione minima e l’incremento dell’emigrazione sanitaria verso altre regioni;
le diseguaglianze nell’erogazione delle prestazioni sanitarie tra il Nord e il Sud del Paese offrono dati drammatici, vedendo i pazienti del Meridione quelli più svantaggiati;
le strutture pubbliche restano deficitarie di servizi sanitari all’utenza calabrese, pur essendo state autorizzate assunzioni per primari, medici, sanitari, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari per alcune migliaia di unità da parte del commissario ad acta e pur avendo acquistato tecnologie di avanguardia;
la regione Calabria ha manifestato più volte, anche con il precedente Ministro della salute ma senza ottenere esito alcuno, il proprio dissenso e malessere contro questa situazione conseguente al mancato collegamento fra il commissario Scura e gli uffici regionali del dipartimento tutela della salute, politiche sanitarie –:
se non si ritenga necessario provvedere, alla luce delle evidenti e forti criticità esposte in premessa, alla sostituzione del commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della regione Calabria e, conseguentemente, alla nomina di un commissario e due sub-commissari con specifiche e adeguate caratteristiche professionali;
se non si intenda prevedere una verifica al termine del primo anno dell’attività svolta dai nuovi commissari, ai fini della prosecuzione o meno dell’attività commissariale.
(2-00034) «Cannizzaro, Occhiuto».

Intendimenti in ordine alla sostituzione del commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario della regione Calabria e alla previsione di una verifica al termine del primo anno dell’attività commissariale – n. 2-00034 Cannizzaro e Occhiuto (Urgente)

 

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ORDINI DEL GIORNO

Ordine del Giorno 9/01334-B/167

presentato da

CANNIZZARO Francesco

testo presentato Sabato 29 dicembre 2018

modificato

Domenica 30 dicembre 2018, seduta n. 106

La Camera,
premesso che:
l’aeroporto di Reggio Calabria, con una movimentazione di circa 500 mila passeggeri annui, rappresenta uno snodo fondamentale e strategico per lo sviluppo, turistico e commerciale, di tutta l’area metropolitana di Reggio e di Messina;
attualmente il comma 2 dell’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 2015, n. 201 che elenca gli aeroporti di carattere strategico del Sud Italia, contempla solo, per la regione Calabria quello di Lamezia Terme e non quello di Reggio Calabria;
sarebbe opportuno avviare un’intesa tra il Ministero dei trasporti ed infrastrutture e la Conferenza Stato Regioni per ricomprendere anche l’Aeroporto di Reggio Calabria tra quelli di carattere «strategico»,

impegna il Governo

ad avviare un percorso di confronto con la conferenza Stato Regioni per addivenire quanto prima ad un accordo che contempli anche l’Aeroporto di Reggio Calabria tra quelli ritenuti di carattere «strategico», anche al fine dello stanziamento di adeguate risorse finanziarie.
9/1334-B/167. Cannizzaro, Tripodi.

 

Ordine del Giorno 9/01334-AR/253

presentato da

CANNIZZARO Francesco

Sabato 8 dicembre 2018, seduta n. 97

La Camera,
in sede di esame del disegno di legge n. 1334, recante Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021;
premesso che:
il provvedimento è in primo luogo riconducibile alle materie «sistema tributario e contabile dello Stato e tutela della concorrenza», rimesse alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione;
il disegno di legge investe altresì, in via prevalente, le materie «armonizzazione dei bilanci pubblici», anch’essa spettante alla competenza legislativa esclusiva dello Stato (articolo 117, secondo comma, lettera e), Cost., come modificato dalla legge costituzionale n. 1/2012, che ha introdotto in Costituzione il principio del pareggio di bilancio) e «coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario», di competenza legislativa concorrente tra Stato e regioni;
la prima sezione (Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici) – disciplinata dai nuovi commi da 1-bis a 1-quinquies dell’articolo 21 della legge n. 196 del 2009 – contiene le disposizioni in materia di entrata e di spesa aventi ad oggetto misure quantitative destinate a realizzare gli obiettivi programmatici, con effetti finanziari aventi decorrenza nel triennio considerato dal bilancio;
il Ministero dell’Ambiente ha dato parere favorevole allo spostamento dell’approdo delle navi che trasportano i tir, e quindi tutto il trasporto gommato, da Villa San Giovanni a Reggio Calabria;
si tratta di un parere incomprensibile poiché oltre alla forte opposizione espressa dai cittadini vi è quella dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria e del consiglio comunale di Villa San Giovanni che indica come sede, la più idonea possibile, la spiaggia di Bolano situata immediatamente a sud di Villa San Giovanni e libera da qualunque tipo di impedimento;
se i due comuni interessati sono totalmente contrari alla decisione citata ed indicano una soluzione, appunto quella di Bolano, che è assolutamente praticabile, non si comprende perché si debba insistere su Reggio sfidando apertamente la volontà dei cittadini;
a ciò si aggiunge la nota pericolosità del ponte che collega l’autostrada al porto di Reggio e che è stato già oggetto di forti polemiche,

impegna il Governo

nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, a valutare le opportune iniziative al fine di scongiurare lo spostamento dell’approdo delle navi che trasportano i tir, e quindi l’intero trasporto gommato, da Villa San Giovanni a Reggio Calabria considerando come sede più idonea, la spiaggia di Bolano, situata immediatamente a sud di Villa San Giovanni e libera da qualunque tipo di impedimento, salvaguardando in questo modo i cittadini e l’assetto urbanistico della città di Reggio Calabria in cui si riscontrano evidenti criticità soprattutto nell’area antistante al porto e in riferimento al ponte che collega l’autostrada al porto di Reggio.
9/1334-AR/253. (Testo modificato nel corso della seduta)  Cannizzaro, Sozzani, Mulè, Occhiuto, D’Ettore.

 

 

Ordine del Giorno 9/00764/148

presentato da

CANNIZZARO Francesco

Giovedì 12 luglio 2018, seduta n. 25

La Camera,
considerato che:
la relazione illustrativa del disegno di legge precisa che le disposizioni contenute nel decreto-legge coprono «un arco temporale limitato, necessario a consentire che l’amministrazione porti a termine le iniziative già in corso per la individuazione e la effettiva utilizzazione di uno o più immobili da adibire a sede degli uffici giudiziari che attualmente ne sono sprovvisti»;
il Tribunale di Bari da tempo soffre una situazione di degrado,

impegna il Governo

a relazionare al Parlamento i motivi per i quali l’attività di ricerca di nuovi spazi non sia stata posta in essere per tempo.
9/764/148. Cannizzaro.

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