Site icon Calabria.Live

A Crotone il Pitagora ritrovato tra storia, numismatica e identità

Museo di Pitagora

Il Museo Pitagora di Crotone ha ospitato un incontro di altissimo profilo scientifico, didattico e culturale, dedicato alla figura di Pitagora e alla straordinaria eredità della Scuola Pitagorica nel territorio crotonese.

L’appuntamento è stato aperto dall’introduzione di Santo Vazzano, Presidente del Consorzio Jobel, e dai saluti di Domenico Monizzi, Presidente della Schola Italika. A condurre e moderare i lavori è stata la Prof.ssa Rosanna Frandina, docente del Polo Tecnologico “Donegani-Ciliberto” di Crotone. Tra le autorità presenti in sala anche Simona Ferraina, Assessore al Turismo del Comune di Crotone.

Relatore d’eccezione dell’incontro è stato Paolo Nereo Morelli, già Ispettore Onorario per la Tutela Archeologica del Territorio di Crotone, studioso riconosciuto per il suo significativo contributo allo studio della Sezione Aurea e all’applicazione degli archetipi matematico-geometrici nelle architetture templari e sacre dell’antichità.

Un percorso di ricerca rigoroso, maturato attraverso una lunga esperienza nelle discipline topografiche e architettoniche e documentato da un’ampia produzione editoriale, oltre che dalla partecipazione a importanti contesti congressuali nazionali e internazionali.

Il nucleo centrale della conferenza si è sviluppato attorno al suggestivo intervento di Morelli, dal titolo “Il Pitagora ritrovato: contributo per una rilettura di un raro esemplare numismatico di età romana con l’effige di Pitagora filosofo”.

Al centro della riflessione, un reperto di grande rilevanza storica e numismatica: un contorniato quasi dimenticato dalla memoria collettiva, inizialmente classificato, all’interno di una pubblica collezione francese, come “moneta di Crotone”. L’esemplare è riconducibile alla celebrazione iconografica del filosofo di Samo nella Crotone di età imperiale, intorno alla metà del III secolo d.C.

La raffigurazione di Pitagora assume, in questa prospettiva, un valore che va ben oltre il semplice dato numismatico. Diventa infatti un gesto di riaffermazione identitaria e culturale del fondatore ideale della tradizione pitagorica crotonese, in un periodo storico nel quale la colonia, ormai denominata Croto, conserva una fievole ma significativa vitalità e continua a rivendicare la propria identità magnogreca attraverso la memoria dei grandi protagonisti del proprio passato.

La diffusione “in effige” del filosofo testimonia come, per i Crotoniati, per la residuale aristocrazia locale e, soprattutto, per i neopitagorici della cosiddetta seconda corrente, il patrimonio della tradizione rappresentasse ancora un riferimento forte, vivo e culturalmente attivo.

Attraverso l’analisi dettagliata ed erudita di questa rara emissione celebrativa raffigurante il profilo del maestro, Morelli ha guidato la platea in un affascinante viaggio storico capace di travalicare i confini della Magna Grecia classica.

La tesi sviluppata nel corso dell’intervento ha evidenziato come il mito, il pensiero e la figura etico-filosofica di Pitagora non si siano esauriti con la fine dell’età greca, ma abbiano continuato a viaggiare nel tempo, esercitando fascino e influenza anche sulle classi dirigenti e sulla cultura dell’Impero romano, già a partire dall’età dei Severi.

Lo sviluppo della lezione si è caratterizzato per un efficace equilibrio tra il dato strettamente numismatico e il rigore della ricostruzione storiografica. Il reperto è stato così presentato non soltanto come un oggetto da studiare, ma come una vera e propria “chiave di lettura” della memoria storica e dello genius loci della Crotone antica.

È proprio in questa prospettiva che la numismatica assume una straordinaria valenza pedagogica. Una moneta, o un contorniato, può diventare infatti il punto di partenza per interrogare la storia di un territorio, ricostruirne le stratificazioni culturali, comprendere la persistenza dei miti e delle idee e stabilire un rapporto diretto tra patrimonio materiale e patrimonio immateriale.

L’incontro ha quindi proposto una concezione innovativa del turismo culturale e scolastico: il territorio crotonese non deve essere semplicemente visitato, ma vissuto, studiato e interpretato come un autentico laboratorio didattico a cielo aperto.

Un messaggio particolarmente significativo nell’ambito di KULTUS 2026, manifestazione dedicata alla valorizzazione del turismo scolastico ed educativo, perché pone al centro la capacità del patrimonio culturale di diventare esperienza formativa e strumento concreto di conoscenza.

In questo quadro, la Scuola Pitagorica e la sua eredità scientifica, filosofica e culturale assumono un ruolo centrale. Il pensiero di Pitagora continua infatti a offrire una straordinaria occasione per mettere in dialogo matematica, filosofia, architettura, astronomia, storia e territorio, restituendo alla città di Crotone una parte fondamentale della propria identità e della propria vocazione culturale. (rkr)

Exit mobile version