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Il coraggio di governare: nel suo libro il progetto politico liberal-riformista di Roberto Occhiuto

Roberto Occhiuto e David Parenzo a Roma

Una grande folla per la prima presentazione a Roma, alla Galleria Sordi, presso la libreria Mondadori del libro di Roberto Occhiuto Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle (Piemme, 208 pagg. €18,90). Sembrava quasi un mini congresso di Forza Italia per la massiccia presenza di parlamentari ed esponenti del mondo politico non solo calabrese: l’ex presidente del Senato oggi ministra per le Riforme Istituzionali, Elisabetta Casellati, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, la capogruppo azzurra al Senato Stefania Craxi, tanti deputati  (Giorgio Mulè, Debora Bergamini, Giovanni Arruzzolo, Alessandro Cattaneo, tra gli altri), il neo deputato Fabio Roscioli fresco di  elezione alle suppletive di Reggio Calabria, la sottosegretaria Matilde Siracusano, il sen. Claudio Lotito, nonché il Presidente del Consiglio regionale della Calabria Salvatore Cirillo e i presidenti di Confindustria Calabria (Aldo Ferrara) e Confindustria Reggio (Domenico Vecchio), e corposa anche la presenza femminile (con Lella Golfo nelle prime file, Francesca Pascale, etc) ma l’elenco sarebbe lunghissimo.

Il Presidente Occhiuto non ha scritto solo una biografia (con una bella prosa, godibile, leggera) ma ha lanciato allo stesso tempo il suo manifesto liberal-riformista: pragmatismo e il coraggio di andare controvento.

Intervistato da David Parenzo, Roberto Occhiuto ha tracciato attraverso i capitoli del suo libro, le linee guida della sua visione della politica e di come vede l’Italia: un Paese in cui il punto di partenza non decida quello di arrivo. Una scuola di vita che ha fatto maturare idee riformiste ispirate a un grande senso di libertà che non è un privilegio di partenza, ma una conquista da garantire a tutti. Attraverso il racconto di sfide complesse – dalla gestione della sanità pubblica alle battaglie europee sull’energia, dal confronto con gli alleati al nodo delle migrazioni –, Il coraggio di governare offre una testimonianza schietta e lucida su cosa significhi amministrare con pragmatismo. Un manifesto riformista, garantista e proiettato al futuro, rivolto a chi cerca una politica che non ha paura del nuovo e sa coniugare la tenuta dei conti con la tutela della libertà e dei diritti individuali.

Non sono mancate frecciate avvelenate contro Vannacci: «Il populismo è una scorciatoia. La via liberale è una salita. È più difficile, ma è l’unica strada che, alla lunga, paga. Perché è l’unica che produce risultati che durano nel tempo. Per andare in quella direzione serve coraggio. Coraggio di affrontare temi che il centrodestra ha evitato troppo a lungo. Coraggio di trovare bandiere riconoscibili, e di portarle alte. Coraggio, soprattutto, di andare controvento quando serve». (rrm)

 

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