L’OPINIONE/ Francesco Cannizzaro: Reggio in declino grazie a un’Amministrazione fallimentare

di FRANCESCO CANNIZZARO – Tra un viaggio e l’altro tra Calabria e Parlamento, torno ad analizzare la Città dopo un po’ di tempo. E non mi pare che, nel lasso che ci separa dalle precedenti considerazioni, l’Amministrazione comunale e la Città metropolitana abbiano fatto nulla per migliorare Reggio e Provincia. Anzi, stessi problemi di sempre, aggravati per giunta, e nessun cambiamento positivo.

Qualcuno, faziosamente, ha provato a far passare i dehors nel novero dei miglioramenti. Questo ci dà l’idea di quanto siamo messi male a Reggio Calabria, considerato che non mi risulta abbiano portato nulla di buono, né alla Città né ai commercianti. Al contrario, leggo dalle statistiche di Confesercenti che il fatturato è in netto calo per tutti.

Sinceramente, ritengo siano stati una “promessa” fatta in campagna elettorale che il sindaco ha dovuto mantenere anche a costo di non crederci veramente. A dirla tutta, l’idea di base non è neanche cattiva, ma andava gestita in modo decisamente diverso. Dehors a parte, neanche questa estate ho incontrato turisti per le vie di Reggio; eppure, mi muovo molto sul territorio, chiedo, mi informo e vengo informato. Ma non c’è da meravigliarsi: con le vie piene di spazzatura, topi e blatte, strade groviera, il tapis roulant chiuso a marcire, senza alcuna attrazione al di là del Museo, del Castello e del Lungomare, cosa verrebbero a fare i turisti? 

Turismo a parte, il problema numero uno dei cittadini è diventata la spazzatura; inutile pensare a far star bene la gente di fuori se già è sofferente quella del posto. Per risolvere l’ormai cronico problema rifiuti servono idee, capacità e soprattutto volontà. Io credo manchi anzitutto la terza. Per esempio, non mi risulta che il Sindaco abbia attivato l’Ato (ambito territoriale ottimale): qui con carte alla mano possiamo dimostrare la totale responsabilità del Sindaco e della sua Amministrazione. Cosa ha fatto Giuseppe Falcomatà nei sei anni in cui ha amministrato la Città col compagno di Partito Mario Oliverio al vertice della Regione? Avrebbero potuto, altro esempio, riattivare le linee di scarico già esistenti nel nostro ambito territoriale. Ma non hanno fatto neanche questo. Hanno provato però a scaricare le responsabilità. Uno scarica barile che è una farsa per non ammettere le gravi colpe di Falcomatà e seguaci.

Si sono fatte solo chiacchiere, mentre le discariche a cielo aperto sono reali, così come il sudiciume sotto ogni palazzo e la Tari che arriva puntuale come un orologio svizzero. E, sinceramente, sono convinto che la tanto pubblicizzata discarica di Melicuccà non si farà mai. Anche perché il Sindaco metropolitano ormai ha anche gli amministratori locali contro, pure quelli della sua stessa fazione politica.

La storia non cambia, se affrontiamo altri temi. Dopo i rifiuti, per esempio, l’altro cruccio storico dei reggini è l’acqua. Oliverio e Falcomatà, nel 2018, recitavano testualmente: «impegno rispettato, dopo oltre 30 anni l’acqua dalla diga del Menta arriva nelle case dei reggini». Forse. è arrivata a casa loro, non nelle case dei reggini, dove arriva un filo d’acqua e ad orario. Poi politiche sociali a zero, disabili senza nessuna attenzione, assistenti sociali in perenne difficoltà. Vigili urbani tremendamente sotto organico, così come i lavoratori di Castore, che protestano per i ritardi nei pagamenti e per la scarsezza di strumenti e mezzi. Strade colabrodo, nonostante annunci e comunicati in pompa magna solo per aver asfaltato qualche stradina. Lavori pubblici totalmente fermi: palazzo di Giustizia, scavi di piazza Garibaldi, Parco Lineare Sud, impiantistica sportiva… devo continuare?

L’unico vero cantiere pubblico, di cui questa Amministrazione si è interessata, è la Gallico–Gambarie. Attenzione: non perché se ne siano realmente occupati, ma perché ultimamente hanno capito l’importanza e la grandezza dell’opera e, quindi, tentano in tutti i modi di accaparrarsi un po’ di merito mandando in visita qualche delegato per comparsa. La cosa mi fa sorridere, perché tutti sanno che l’origine e l’evoluzione del progetto sono di CentroDestra. E vi dico quale sarà la fine: la Ga-Ga verrà inaugurata entro il 2022 dal futuro Governatore Occhiuto, e mi auguro anche da un nuovo sindaco.

Se apriamo l’argomento aeroporto ci sarebbe da parlare per giorni. Mi limito semplicemente a dire che dopo quasi 7 di amministrazione solo adesso il primo cittadino si è risvegliato. Il CentroSinistra ha avuto in mano Città, Provincia e Regione fino a 1 anni fa. Ma ad oggi l’unica certezza per sviluppare il “Tito Minniti” sono i 25 milioni previsti dall’emendamento Cannizzaro, che presto verranno messi a frutto dagli organi competenti.

Non certo da me (non è il mio compito) né tanto meno da qualche finto assessore comunale nominato che vuole prendersi la scena. Al Comune hanno solo creato una task-force inutile, vuota, artatamente messa in piedi. A Roma non li conosce nessuno. Ad Enac non sanno neppure chi è il Sindaco di Reggio Calabria. Il nostro obiettivo principale è abbattere le cosiddette limitazioni che persistono da 40 anni e ristrutturare da cima a fondo il “Minniti”. Tra l’altro, nei prossimi giorni incontrerò una delegazione di imprenditori reggini per quanto concerne l’indotto dell’aeroporto. E sono certo verranno fuori interessanti proposte.

Capitolo porto: anche qui soltanto dopo 7 anni hanno iniziato a fare finta di occuparsene, in seguito all’annuncio dell’altro mio emendamento che porta in dote 15 milioni di euro. Come dissi quel giorno alla presentazione sulla banchina, Reggio avrà finalmente il suo Porto turistico, e non certo grazie al CentroSinistra. Un porto appetibile, vivo, logisticamente organizzato e soprattutto accogliente. Motivo quest’ultimo per cui anche qui bisogna coinvolgere imprenditori e commercianti.

Se lasciamo le infrastrutture e parliamo di cosa sta più a cuore ai reggini, dobbiamo sicuramente parlare di Hospice. Cosa che possiamo fare solo noi, perché gli altri è meglio che stiano in silenzio per non ledere la loro stessa dignità. Falcomatà & Company non hanno mai speso una parola, figuriamoci un euro. Anzi, mi risulta che il Comune di Reggio Calabria dovrebbe delle cifre alla Fondazione, ovviamente mai percepite.

Tra l’altro, il Comune di Reggio Calabria dovrebbe stare nel Consiglio d’amministrazione… e non c’è. Che vergogna! Qualche settimana fa, si è creata un po’ di confusione dovuta all’accreditamento dell’Hospice (il cui iter si concluderà nei prossimi giorni), e mi fa sorridere che qualche consiglierucolo abbia pensato di mettere zizzania pensando che i reggini ed i dipendenti della splendida struttura di Via delle Stelle non sapessero la verità. Ma le chiacchiere stanno a zero. L’Hospice è salvo! Salvato un anno fa da un’attività incessante e determinata, non dalla Regione di Oliverio o dall’Amministrazione comunale di Falcomatà. 

Da ultimo, ma non ultimo, il caso brogli elettorali. Io mi auguro che questa Amministrazione vada a casa il prima possibile. Intanto, per palese incapacità. E, poi, perché è giusto che venga ripristinata la legalità e la legittimità del voto, che è messa in dubbio. La democrazia non può arrendersi. Non per politica, ma per orgoglio cittadino, per necessità di verità, per migliorare la qualità di vita della propria città. Quanto accaduto alle scorse elezioni è inquietante e torbido. Resto, tuttavia, fiducioso nella magistratura e negli investigatori. E non è detto che le regionali saranno le uniche elezioni per cui ci prepareremo prossimamente. (fc)

[Francesco Cannizzaro è deputato di Forza Italia]

Mario Oliverio contesta a Enrico Letta le primarie “negate” in Calabria

L’ex presidente della Regione Mario Oliverio non ha aspettato a replicare alle dichiarazioni del segretario dem Enrico Letta che durante la conferenza stampa di avvio della campagna elettorale ha detto che le primarie non sono state fatte perché si «è stabilito che fosse più giusto e utile un percorso di ascolto dei gruppi dirigenti».

«Ascoltando Enrico Letta – ha detto Oliverio – nel corso della conferenza stampa di questa mattina a Lamezia Terme sorge spontanea la domanda se il segretario nazionale del Pd fosse correttamente informato sulla situazione calabrese ed in particolare sul percorso seguito per la scelta dei candidati (numerosi) sottoposti a casting per la proposta a Presidente della Regione. Conoscendo la correttezza di Letta devo desumere che non sia così.
Alla domanda sul perché in Calabria, a differenza di Roma, Torino, Bologna, non sia stato consentito lo svolgimento delle primarie per la scelta del candidato Presidente, Letta ha infatti risposto che “le primarie potessero essere uno strumento anche qui in Calabria” ma “qui i gruppi dirigenti locali hanno deciso che fosse più giusto e utile un percorso di ascolto…”
Caro Enrico devi sapere che in Calabria non sono state consentite le primarie e non vi è stato nessun percorso di ascolto.
Ciò nonostante le nostre reiterate richieste, purtroppo, incomprensibilmente rimaste inascoltate. La verità che qui, a differenza di Roma, Bologna, Torino ed il resto del Paese, è stata cancellata ogni forma di partecipazione democratica e le candidature sono state calate di imperio sulla testa della comunità dei democratici calabresi e delle forze del centrosinistra. Un metodo che non solo contraddice la volontà politica da te anche oggi riproposta sul valore delle primarie ma costituisce un grave elemento di rottura con il popolo del centrosinistra e con le istanze di partecipazione e di autogoverno a cui hanno diritto anche i calabresi.
Un metodo che ha generato una profonda sofferenza nel nostro campo e che costituisce un fattore di oggettiva divaricazione, divisione, allontanamento e lacerazione.
Un contesto grave con precise e ben individuate responsabilità politiche a cui, come ben si può comprendere, non è sufficiente il semplice richiamo “al pericolo delle destre” come dimostrato anche nelle ultime elezioni regionali calabresi.
Proprio questa linea, figlia dell’assenza di un progetto politico sostenuto da una larga partecipazione e da una vera coalizione, costituisce anzi il viatico per riconsegnare la Regione al centrodestra di Salvini-Occhiuto-Spirlì. Sarebbe stato auspicabile che la presenza in Calabria di Letta venisse utilizzata per ascoltare tutti a partire dai Sindaci e dagli amministratori locali, dai circoli e dalle diverse espressioni partecipate di cui è ricco il territorio calabrese, al fine di operare le necessarie correzioni e per riconnettere il Pd con il suo popolo e la società calabrese». (rp)

Letta in Calabria: la Bruni unica che garantisce la vittoria e la svolta

Incontro con la stampa e avvio della campagna elettorale per il centro-sinistra in Calabria: con la ricercatrice e scienziata Amalia Bruni, candidata a governatore, ci sono Enrico Letta, segretario dem, venuto appositamente in Calabria, e il commissario regionale Stefano Graziano. Coordina e modera la giornalista di Repubblica Giovanna Vitale. Solita location ormai diventata “storica” per il centrosinistra, ovvero l’Hotel Marechiaro di Gizzeria Lido.

Nessun incontro con la base o il pubblico, una conferenza stampa riservata appunto solo ai giornalisti. Apre Graziano per introdurre la moderatrice, poi la parola passa alla Bruni, che ci tiene subito a specificare di essere candidata di una coalizione di centrosinistra «che ho fortissimamente voluto: perché le difficoltà di questa terra sono tante e dobbiamo metterci tutti nello stesso lato. La mia scelta è però anche nel metodo, la scelta di avere accettato nella mia coalizione i partiti Pd, M5S che sono al momento al governo ci consentirà un legame forte con il centro e questo può aiutare la Calabria a uscire dall’attuale situazione, perché le cose si cambiano da dentro le istituzioni. Bisogna avere metodo, pazienza coraggio e determinazione, guardare alto e lungo, puntare sulla qualità degli interventi e avere persone capaci. C’è da fare un lavoro immenso, però il mio senso di impegno è sempre sociale, per questa collettività che ho sempre curato come medico. Mi sono occupata di 13.500 pazienti affetti, io oggi voglio prendermi cura di 1,9 milioni che soffrono perché hanno una qualità bassissima di vita. Voglio essere una scommessa per il futuro, per i giovani, per il futuro. il mio impegno è servizio, perché la politica è servizio, quindi se lo faccio come candidato civico insieme a persone che hanno scelto di essere in un partito non mi sconvolge anzi mi rafforza perché il senso di stare tutti insieme dalla stessa parte».

Una dichiarazione d’intenti su cui c’è poco da opporre: le intenzioni sono buone, anzi ottime, semmai la perplessità riguarda la cosiddetta compattezza della coalizione che non mostra segni di grande solidità. È Graziano a spiegare, in apertura, che la Bruni è «l’unica opportunità di cambiamento per la Calabria, un cambiamento strutturale e culturale e non semplicisticamente di nomenclatura. Il Pd della Calabria apre oggi insieme al segretario Enrico Letta una campagna elettorale incentrata sui temi e sulle questioni che interessano la vita quotidiana del calabresi. Faremo presto, insieme al segretario nazionale che tornerà, una grande assemblea con i circoli e i militanti per coinvolgere tutti i territori e rilanciare il partito oltre le regionali. Siamo in cammino, per battere le destre e il duo Spirlì-Occhiuto chiediamo a tutti di sostenere la coalizione di centrosinistra con Amalia Bruni presidente».

Enrico Letta è diplomatico e possibilista: «Siamo disponibili a discutere con tutti» (incluso Oliverio che, però,attacca sulle primarie negate) ma non cita alcuno dei candidati della stessa area e rinvia genericamente a dopo il voto il lungamente atteso congresso del partito in Calabria (da tre anni commissariato). «Oggi – dice il segretario dem – il centro della scena è Amalia, un candidato di altissimi profilo che ci aiuterà a fare della vicenda calabrese una questione nazionale». Solo la Bruni – secondo Letta – può portare la vittoria e contribuire alla svolta: «Si può lavorare per questa svolta in tanti modi: essere direttamente candidati o aiutarci a costruire il campo. Il Pd non è un partito che rottama i vecchi (stoccatina per Renzi?), è fatto di generazioni diverse che si tengono per mano. Il percorso non si interromperà, il rinnovamento continua».

Chiarito che «conosco bene la regione, l’ho frequentata nelle mie precedenti incarnazioni», Letta specifica il suoi obiettivo: «l’impegno che io metto è a far sì che la regione esca dalla straordinarietà, che si superi il commissariamento della sanità anche con una nostra proposta per gestire la situazione che tenga conto delle differenti responsabilità regionali e nazionali. Ci deve essere corresponsabilità tra Stato e Calabria. È l’impegno che prendo insieme ad Amalia, difficile trovare una persona migliore per affrontare questo tema». Per Letta la vicenda calabrese non è «una vicenda marginale, come una campagna elettorale qualunque. Ho accettato la richiesta dei democratici di Siena e Arezzo e sarò anch’io candidato in una sfida tutt’altro che scontata: sarò impegnato moltissimo in tutti e 35 i Comuni di quel collegio, ma mi vedrete spesso in Calabria perché considero questa regione importante. Vogliamo dare un senso nazionale a questa candidatura. Aiuteremo questa regione anche nel dopo elezioni, vogliamo dare un messaggio a tutto il Mezzogiorno».

Sul tema delle primarie, Letta scivola in una gaffe che offre il destro a Mario Oliverio per un attacco frontale: «Le primarie sono andate tutte molto bene a Roma, Bologna e Torino. Ho considerato che potessero essere uno strumento anche qui ma si è stabilito che, come in altre parti, fosse più giusto e utile un percorso di ascolto dei gruppi dirigenti, che ha portato un’ottima soluzione. Sono contento del metodo e guardo avanti». Il problema è il percorso di ascolto  che, come sanno tutti i dem calabresi, non c’è stato proprio. Qualcuno dovrebbe farlo presente al segretario dem che glissa sull’argomento chiudendo su argomentazioni “di sistema”: «Trovo che ci sia una generale disattenzione dell’opinione pubblica nazionale rispetto a questa importantissima sfida calabrese. Aver scelto Amalia vuol dire profondere un impegno fortissimo per rendere la vicenda calabrese una questione nazionale. Mi colpisce vedere che la vicenda calabrese sia finita nelle pagine interne dei media nazionali. Per noi sarà una questione di riscatto nazionale. Da questa fase di ricostruzione noi ne usciremo con il rilancio del Mezzogiorno e della Calabria».

La chiusura è scontata: «Siamo disponibili discutere con chiunque, se vogliono evitare la continuità dell’amministrazione Spirlì. Non si può dare continuità al salvinismo in Calabria, è il momento di una svolta». (rp)

COVID-19 – Il Bollettino del 24 luglio: 136 nuovi casi in Calabria

Il bollettino medico del 24 luglio 2021

in Calabria + 136 casi

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 977741 (+2.251).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 70106 (+136) rispetto a ieri.

Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 80 (1 in reparto, 0 in terapia intensiva, 79 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 10248 (10104 guariti, 144 deceduti);

– Cosenza: CASI ATTIVI 1440 (34 in reparto, 3 in terapia intensiva, 1403 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 22049 (21483 guariti, 566 deceduti);

– Crotone: CASI ATTIVI 83 (1 in reparto, 0 in terapia intensiva, 82 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6595 (6494 guariti, 101 deceduti);

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 375 (13 in reparto, 1 in terapia intensiva, 361 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 23090 (22751 guariti, 339 deceduti);

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 24 (3 in reparto, 0 in terapia intensiva, 21 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 5570 (5478 guariti, 92 deceduti).

L’ASP di Catanzaro comunica che dei 35 positivi di oggi due sono soggetti residenti fuori regione.

L’ ASP di Crotone comunica che dei 12 positivi di oggi due sono migranti.

L’ ASP di Reggio Calabria comunica che dei 48 soggetti positivi di oggi uno è migrante sbarcato a Rocella Ionica. L’Asp di Vibo comunica un guarito nel setting fuori regione.

IL REPORT DI OGGI 24 LUGLIO

Vertenza Sacal, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, e Ugl T.A.: pessimo stato delle relazioni sindacali

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, e Ugl T.A., hanno espresso «chiara e netta preoccupazione per il pessimo stato delle relazioni sindacali con Sacal, ritenendo tale atteggiamento inaccettabile, non solo nel merito, ma anche nel metodo perché avvenuto dopo una discussione relativa all’azzeramento della Cigd nel settore specifico per consentire, appunto, l’assunzione dei lavoratori stagionali precari ormai da anni anche in virtù degli accordi precedentemente assunti che prevedono l’utilizzo del personale inserito nelle rispettive graduatorie».

In seguito alla riunione svolta nei giorni scorsi alla Sacal, a seguito della richiesta dei sindacati di discutere della stabilizzazione del personale adibito al servizio Prm e sulla garanzia occupazionale dei lavoratori stagionali, le organizzazioni sindacali hanno scritto al presidente della società aeroportuale che «ha ritenuto necessario, nonostante i sindacati avessero già comunicato la fattibilità di quanto chiesto, approfondire l’argomento sottoponendo un quesito all’Inl regionale sulla possibilità di assumere personale a tempo determinato in costanza di ammortizzatori sociali con causale Covid».

«Nonostante la trattativa sia ancora in corso – si legge in una lettera inviata da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, e Ugl T.A. – la Sacal ha provveduto, invece, unilateralmente ad esternalizzare in parte la gestione del servizio PRM adibito all’assistenza e sicurezza alle persone a ridotta mobilità».

«È ancor meno accettabile il tentativo di giustificazione della Sacal di non poter attendere l’esito del quesito posto a causa della necessità impellente di impiegare risorse in tale servizio – si legge ancora –. Ma questa discussione era stata già affrontata nella riunione del 5 luglio scorso e Sacal, dopo ben 16 giorni, non è stata in grado di dissipare i propri dubbi ciò anche a significare che la Società aveva già scelto quale linea adottare trattando i sindacati non come strumenti rappresentativi dei lavoratori ma come soggetti fastidiosi».

«Alla Sacal non si può esternalizzare il lavoro – scrivono ancora  Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti  e Ugl T.A. –. Per questo, chiediamo nell’immediatezza di annullare l’esternalizzazione del servizio, diversamente senza indugio alcuno denunceremo all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’Inps, ed a tutti gli altri soggetti competenti questo atteggiamento aziendale teso a sostituire manodopera intentando anche una azione risarcitoria nei confronti dei lavoratori stagionali non assunti. Questa vicenda è ancora più grave anche perché durante la riunione presso Confindustria a Catanzaro le Organizzazioni sindacali e l’Azienda avevano condiviso la necessità di sottoporre al competente Ispettorato del lavoro le interpretazioni legislative”. Infine, le Organizzazioni sindacali “non condividono l’atteggiamento della Sacal a ritardare la presentazione del Piano industriale approvato dal mese di marzo fino “al momento opportuno” che coinciderà con la campagna elettorale. Sacal cambi presto atteggiamento nell’interesse degli scali calabresi, dei passeggeri e dei lavoratori che sono i più colpiti da questo assurdo comportamento».

Intanto, Nino Costantino, segretario regionale Filt Cgil Calabria, chiede all’azienda la trasformazione dei part time in full time nella Sacal Gh e nel PRM: «L’azienda è obbligata a trasformarli, sta prendendo solo tempo. Noi questa battaglia l’abbiamo cominciata e la porteremo fino in fondo». (rcz)

Sanità, lunedì sopralluogo del presidente Spirlì con il sottosegretario alla Salute Costa

Lunedì 26 luglio, arriva in Calabria il sottosegretario alla Salute Andrea Costa che, insieme al presidente f.f. Nino Spirlì, effettuerà dei sopralluoghi nell’hub vaccinale di Catanzaro e all’Ospedale Mater Domini.

Alle ore 10, il presidente Spirlì accoglierà il sottosegretario Costa nella Cittadella regionale “Jole Santelli” di Catanzaro per i saluti istituzionali. Saranno presenti il commissario della Sanità, Guido Longo, e il direttore generale del dipartimento Tutela della salute, Giacomino Brancati.

Dopo i sopralluoghi, è in programma una conferenza stampa. (rcz)

Il viceministro Morelli: 3° Megalotto SS. 106 collegamento strategico per tutto il Sud Italia

«Ringrazio tutti coloro che si stanno impegnando per aggiungere un tassello in più alla realizzazione di un collegamento strategico non solo per la Calabria ma per l’intero Sud Italia» ha dichiarato il viceministro alle Infrastrutture, Alessandro Morelli, nel corso del sopralluogo ai cantieri del Terzo Megalotto della SS106 ‘Jonica’ tra Villapiana e Roseto Capo Spulico in provincia di Cosenza.

Nell’occasione, l’amministratore delegato di Anas (Gruppo Fs Italiane), Massimo Simonini, ha illustrato i lavori in corso lungo i 38 km e le varie attività di realizzazione delle nuove opere che procedono nel pieno rispetto del cronoprogramma.
Al sopralluogo hanno preso parte, tra gli altri, il Prefetto di Cosenza, Cinzia Guercio, il presidente della Provincia di Cosenza Francesco Antonio Iacucci, il direttore Anas Progettazione e Realizzazione, Lavori, Eutimio Mucilli, il Responsabile Anas della Struttura Territoriale Calabria, Francesco Caporaso, il responsabile Anas Coordinamento Progettazione, Antonio Scalamandrè, il Rup del Terzo Megalotto della SS 106 “Jonica” Silvio Canalella, l’Ad di Sirio (Contraente generale) Salvatore Lieto.

In merito al Piano presentato dal Commissario Straordinario sulle ulteriori opere previste per il potenziamento e la riqualificazione del tracciato calabrese della 106 Jonica, il Viceministro ha dichiarato che: «Si tratta di un intervento complesso, che tocca più livelli progettuali e che, grazie ad Anas e al funzionamento della struttura commissariale, si è riusciti a imprimere la giusta accelerazione, ad ulteriore conferma di come il Paese abbia ingranato la marcia giusta».

«“Come da cronoprogramma – ha annunciato Simonini – le attività sul Terzo Megalotto della 106 Jonica hanno raggiunto una produzione pari ad oltre 178 milioni di euro, corrispondente al 18,17 %».

In particolare, i lavori del terzo Megalotto della 106 Jonica riguardano la realizzazione di nuova viabilità – in variante al tracciato esistente – tra la SS 534 ‘Di Cammarata e Degli Stombi’ e Roseto Capo Spulico, dove si ricollegherà alla statale già ammodernata a due corsie per senso di marcia. Sono in corso di esecuzione le sottofondazioni dei viadotti Laghi, Raganello, Ponte Castiglione Satanasso, Saraceno, Caldana, Ferro, le opere d’imbocco Nord della galleria Trebisacce e le opere d’imbocco della finestra intermedia della stessa galleria, la paratia dell’imbocco sud della Galleria Roseto 1, il consolidamento della frana nel comune di Roseto C. Spulico e operazioni di scotico e bonifica per la realizzazione del rilevato stradale nella I tratta. (rrc)

 

È nato in Calabria il coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo

È nato, in Calabria, il Coordinamento unitario pensionati lavoro autonomo (Cupla), il cui organismo sarà costituito dalle associazioni nazionali dei pensionati: Anap Confartigianato, Federpensionati Coldiretti, Fipac Confesercenti, Cna Pensionati, alle quali fanno riferimento i pensionati e le persone anziane.

Le finalità del Cupla sono, in linea generale, quelle di dare più forza e più incisività all’azione delle singole organizzazioni che lo compongono, attraverso iniziative comuni, per il perseguimento dei seguenti obiettivi: favorire il riconoscimento pieno del ruolo dell’anziano nella società moderna; promuovere gli interessi e le istanze dei pensionati e degli anziani, realizzando una comune linea di azione verso le Istituzioni europee, nazionali, regionali e locali, con particolare attenzione alle specifiche e peculiari problematiche delle categorie rappresentate; attivare politiche sinergiche per la migliore tutela della condizione degli anziani ed un invecchiamento attivo e dignitoso per una società per tutte le età.

Regolamento e finalità del Cupla saranno presentati martedì 27 luglio alle 11.30 nel corso di una conferenza stampa nella sede di Confartigianato Imprese Calabria, in via Lucrezia della Valle, alla presenza dei presidenti regionali delle quattro organizzazioni aderenti, del coordinatore nazionale del Cupla e membro dell’ufficio di Presidenza Anap Confartigianato, Gian Lauro Rossi, e del presidente nazionale di Federpensionati Coldiretti, Giorgio Grenzi(rcz)

Sentenza Corte, Sainato (FI): Modificare impostazioni commissariamento sanità

Il consigliere regionale Raffaele Sainato, in merito alla sentenza della Corte Costituzionale, ha fatto suo e rilanciato l’appello della Corte, «affinché, in tempi brevissimi, venga posto in essere un intervento che comporti una incisiva sostituzione della struttura inefficiente con personale altamente qualificato».

«”lo Stato non può limitarsi a un mero avvicendamento del vertice, senza considerare l’inefficienza dell’intera struttura sulla quale tale vertice è chiamato a operare in nome dello Stato”. Queste parole, nette – si legge in una nota – contenute nella sentenza 168/2021, con la quale la Corte Costituzionale ha parzialmente bocciato l’ultimo intervento legislativo, voluto dal governo giallo-rosso, sul commissariamento della sanità in Calabria, confermano, qualora ce ne fosse stato bisogno, le ragioni di quanti, da tempo, contestano l’impostazione scelta, da oltre un decennio, per risolvere le criticità del sistema sanitario regionale. Le censure mosse dalla Consulta sono chiare e dovrebbero portare a superare, rapidamente e in profondità, l’attuale impostazione commissariale, che come abbiamo più volte denunciato, non sta risolvendo alcun problema, ma tanti ne sta aggravando».

«È gravissimo – ha detto Sainato – e dovrebbe far riflettere, conducendo a soluzioni immediate quello che esprimono i giudici costituzionali, laddove affermano, in modo perentorio, che il commissariamento della sanità in Calabria sta generando “un effetto moltiplicatore di diseguaglianze e privazioni in una Regione che già sconta condizioni di sanità diseguale”». (rrc)

Riparte da San Luca il tour del docufilm “Terra Mia, non è un paese per Santi”

Martedì 27 luglio, a San Luca, alle 21, a Piazza della Resistenza, il regista Ambrogio Crespi presenta il suo docufilm Terra mia, non è un paese per santi,  un viaggio per raccontare il riscatto di un territorio che non si piega e non abbassa la testa, ma che anzi, grazie al coraggio di uomini e donne di grande valore riesce a riportare la legalità al centro della vita sociale, combattendo contro una delle più feroci organizzazioni criminali del mondo.

Presenti, all’evento, Klaus Davi, giornalista, Don Luigi Merola, parroco anticamorra fondatore de “A voce d’e creature”, Benedetto Zoccola, testimone di Giustizia, Cosimo Sframeli, tenente dell’Arma dei Carabinieri, Mimma Cacciatore, Preside coraggio, Michele Inserra, giornalista, Augusto Di Meo, testimone di Giustizia e di personalità quali Vincenzo Chindamo, fratello di Maria Chindamo, uccisa dalla Ndrangheta nel 2015, Deborah Cartisano, referente “Libera” per la Locride figlia di vittima della ‘Ndrangheta, Gennaro Migliore, deputato Italia Viva già sottosegretario della Giustizia e membro della commissione antimafia, Francesco Storace, vicedirettore de Il Tempo, Gian Marco Chiocci, direttore dell’Adnkronos, Sandro Gozi, europarlamentare, Andrea Nicolosi, avvocato, Luigi Crespi, autore del film ed il sindaco Bruno Bartolo, che ha patrocinato l’evento.

«Attraverso le testimonianze dirette di chi vive e combatte in prima linea questa battaglia – ha detto Crespi – Terra Mia diventa un manifesto di come con coraggio si possa riuscire a sconfiggere la vigliaccheria della mafia, della camorra e dell‘ndrangheta, che trovano nella violenza, nell’ignoranza e nella paura il terreno fertile per costruire il loro impero del male». (rrc)