Mare Sicuro 2020, il bilancio positivo per la Direzione Marittima di Reggio Calabria

La Direzione Marittima di Reggio Calabria, al termine della stagione estiva, ha fatto il bilancio delle attività svolte nell’ambito di Mare Sicuro, che ha visto impegnati 250 militari lungo gli 847 km di costa, di giurisdizione della Direzione Marittima della Calabria e della Basilicata Tirrenica, che hanno operato da terra e da mare, con 40 mezzi navali, per la salvaguardia della vita umana e la tutela delle risorse ambientali, marine e costiere.

A illustrare i risultati dell’operazione, il capitano di vascello Antonio Ranieri, direttore Marittimo di Reggio Calabria, che li ha comparati con quelli del 2019.

Quest’anno, l’operazione, a seguito dell’emergenza epidemiologica globale che ha colpito anche il nostro Paese, è stata caratterizzata dall’applicazione dalle misure di prevenzione e protezione, disposte a livello nazionale, per il contenimento del contagio da Covid-19.

La Guardia Costiera è scesa in campo non solo con l’attività operativa, ma anche con una forte attività di sensibilizzazione verso tutti coloro che vivono a contatto con il mare. Particolare attenzione è stata dedicata, durante la fase preparatoria, alle attività preventive e di sensibilizzazione dei concessionari degli stabilimenti balneari, sulla presenza del servizio di salvamento e sulle necessarie e previste dotazioni di sicurezza e pronto soccorso.

A causa dell’emergenza da Covid-19, quest’anno non sono stati organizzati i consueti incontri con gli studenti delle scuole della regione, finalizzati ad educare i più giovani al rispetto dell’ambiente e alla conoscenza delle regole per una sicura e consapevole fruizione delle spiagge e del mare, ma si è cercato di promuovere tali attività attraverso i social ed internet in generale.

Con riguardo ai controlli sulle unità da diporto, anche quest’anno è proseguita la campagna Bollino blu, iniziativa finalizzata ad ottimizzare i controlli in mare da parte di tutte le forze di polizia operanti in mare, che prevede il rilascio del bollino dell’esito positivo della verifica. Nel corso di questa stagione estiva sono stati rilasciati 150 bollini blu.

Il fenomeno delle condotte pericolose in mare e in particolare della navigazione sotto costa, che spesso può causare pregiudizio e pericolo ai bagnanti, ha determinato l’elevazione di 300 verbali amministrativi a piccole unità da diporto poiché navigavano nella zona di mare destinata alla balneazione.

Le attività di soccorso in mare, condotte con mezzi navali ed aerei della Guardia Costiera hanno permesso di trarre in salvo 52 unità da diporto e ben 131 bagnanti in difficoltà. Nel corso della stagione 5 persone hanno perso la vita in mare e lungo le spiagge, di cui 4 deceduti per malore e 1 per annegamento.

All’interno dell’operazione Mare Sicuro 2020 si sono inoltre inserite le attività di polizia giudiziaria Spiagge libere ed Acque libere condotte dagli uomini e le donne della Guardia Costiera, sulle coste di tutto il territorio nazionale, per prevenire e contrastare l’occupazione abusiva di tratti di costa e di mare destinati all’uso pubblico.

La Direzione Marittima della Calabria e della Basilicata tirrenica ha, complessivamente, liberato 506 mq di specchio acqueo e 9.925 mq di spiagge restituendo, di fatto, tali aree alla pubblica e gratuita fruizione per tutti i cittadini. (rrm)

COVID-19 – Il Bollettino del 26 settembre
Dati ufficiali della Regione Calabria

20Il bollettino medico del 26 settembre, ore 17

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 193.439 tamponi.

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.921 (+15 rispetto a ieri), quelle negative sono 191.518.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: 10 in reparto; 2 in terapia intensiva; 67 in isolamento domiciliare; 198 guariti; 33 deceduti.

– Cosenza: 11 in reparto; 0 in terapia intensiva; 119 in isolamento domiciliare; 482 guariti; 34 deceduti.

– Reggio Calabria: 7 in reparto; 98 in isolamento domiciliare; 330 guariti; 19 deceduti.

– Crotone: 0 in reparto; 0 in terapia intensiva; 22 in isolamento domiciliare; 117 guariti; 6 deceduti.

– Vibo Valentia: 2 in reparto, 0 in rianimazione, 21 in isolamento domiciliare; 85 guariti; 5 deceduti.

Altra Regione o Stato Estero: 251 (nel totale è compresa anche la persona deceduta al reparto di rianimazione di Cosenza che era residente fuori regione).

I ricoverati del setting “Fuori regione” e dei migranti sono stati inseriti nei conteggi dei rispettivi reparti di degenza.

Complessivamente i ricoveri presso l’Ospedale di Catanzaro sono 10 di cui 5 sono riferiti a persone non residenti.

I ricoverati presso l’AO di Cosenza sono 11; di questi tre sono “non residenti”, mentre la paziente dimessa a Cosenza è stata inserita nel setting “fuori regione”.

A Cosenza oggi si registrano sette nuovi casi, quattro con indagine epidemiologica in corso, un contatto di caso noto, due positivi al test sierologico, di cui un’insegnante.

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 398.

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

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Successo per “Tyrrenico Tour”, il viaggio del gusto del Gal Batir

Da Capo Vaticano a Crotone, tutti hanno apprezzato il viaggio del gusto proposto dal Gal Batir, dal titolo Tyrrenico Tour.

Un format di successo, ideato e coordinato dall’agronomo Rosario Previtera e dal direttore del Gal Batir, Fortunato Cozzupoli, che ha visto la positiva contaminazione dei tanti prodotti del territorio reggino portati nei cinque villaggi turistici protagonisti dell’iniziativa, dove chef resident e produttori hanno raccontato la propria storia, la peculiarità dei prodotti agricoli, alimentari e artigianali. Un tour che è stato valorizzato dagli show cooking dello chef Enzo Cannatà e dagli show eat di Anna Aloi, e impreziosito con pubblicazioni, materiale illustrativo, e fotografico che è stato regalato ai turisti appassionati dalla Calabria.

«Tyrrenico – ha dichiarato il presidente del Gal Batir, Antonio Alvaro – è un paniere di qualità completo, destinato ad arricchirsi, che ha ricevuto apprezzamenti e grande interesse anche in termini di richiesta di acquisto da parte dei turisti e dei buyer e distributori presenti durante il tour».

«Il Gruppo di Azione Locale, in qualità di agenzia di sviluppo, – ha aggiunto – ha proprio il compito di valorizzare, concretamente e promuovere il sistema prodotto-territorio con azioni come queste, che si collocano nell’ambito del progetto di cooperazione dei Gal calabresi a valere sul Psr».

«È stato bello incontrare dialetti italiani e lingue europee in Calabria – ha concluso il presidente Alvaro – grazie alla presenza di turisti che vogliono godere del clima mite, dei paesaggi e dell’ospitalità delle strutture ricettive, attratti dalla nostra gastronomia, ricercata come fattore culturale oltre che culinario. È stato dimostrato che vi sono tutti i presupposti per l’istituzione dei Distretti del Cibo calabresi». (rrm)

Reggio: Angela Marcianò analisi di un fenomeno mancato. E il suo messaggio ai reggini

Angela Marcianò entra in Consiglio comunale a Reggio per appena 270 voti: effetto della ricerca esasperata del voto disgiunto. Ecco l’analisi di Calabria.Live di un fenomeno mancato.

La chiave di lettura sta tutta in un post pubblicato da Angela Marcianò sulla sua pagina facebook mercoledì 16 settembre alle 12,47, dal titolo “Il voto disgiunto”, accompagnato da un video di 52” che spiegava come votare una lista di uno schieramento avverso e nello stesso tempo votare come sindaco la “professoressa terribile”.

Con quel post, la Marcianò ha lanciato un messaggio ambiguo a coloro che la seguono su fb, nei fatti ha mollato le proprie liste e puntato esclusivamente su un consenso personale che è puntualmente arrivato, anche se non nelle proporzioni che il suo staff si aspettava, tanto da favoleggiare addirittura un’entrata al  ballottaggio.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Angela Marcianò è stata votata da 13.165 reggini, quasi il 14%, una percentuale enorme per una candidata che ha sciolto le riserve solo poche settimane prima della presentazione delle liste. Il problema è che le sue quattro liste si sono fermate ad un deludente 6,51%, qualcosa come più di 7.000 voti in meno della candidata a sindaco. Solo per un soffio, appena 270 voti, una delle liste collegata alla Marcianò ha superato lo sbarramento del 3%, consentendo alla candidata sindaco non eletta di entrare in Consiglio comunale.

Con quel post ambiguo – e certamente non gradito ai suoi stessi candidati – la “prof” ha rischiato seriamente di non entrare in Consiglio comunale, dilapidando il consenso e l’entusiasmo che pure è riuscita a suscitare attorno alla sua persona.

Anche un candidato alle prime armi non avrebbe commesso questo grossolano errore. Avrebbe semmai dovuto chiedere un voto per le sue liste e per i suoi candidati, dando il senso della squadra, del “noi” anziché dell’”io”.

La Marcianò, alla quale dobbiamo dare atto di avere intercettato la delusione e l’insofferenza dei reggini rispetto al sistema politico locale, non solo non ha preso atto di tale errore, ma lo ha addirittura aggravato con il post di ringraziamento pubblicato nella mattinata del 26 settembre (che riportiamo di seguito), nel passaggio in cui si lamenta che il video sul voto disgiunto non è stato sufficientemente divulgato dalle televisioni locali. Ammette in un certo senso che la ricerca del voto disgiunto è stata una precisa strategia e non frutto di ingenuità o scarsa esperienza politica.

Alla “prof” non mancano coraggio e passione politica. Ha sfidato tutti ed ha subito anche inaccettabili offese e oltraggi durante questa brutta campagna elettorale. Rischia però di essere un fenomeno politico passeggero. Con questi presupposti sarà difficile per la Marcianò costruire l’annunciato movimento per dare un seguito alla sua esperienza elettorale. Il sacrificio dei suoi candidati l’ha portata in Consiglio dove, evidentemente, farà valere le sue indiscusse qualità di docente e di politica. Ma per essere leader davvero c’è bisogno di altro. Il fenomeno, almeno per il momento, sembra evaporato. La sua giovane età le permetterà quasi certamente di avere un’altra occasione. Provaci ancora prof, come recita la fiction Rai. Ma sostituisca all’”io”, il “noi”. (dr)

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«Siamo noi il primo partito»

Ecco il messaggio ai reggini diffuso da Angela Marcianò sui social questa mattina (sabato 26 settembre).

Mia cara REGGIO è stato bellissimo battersi per Te !

L’ho fatto per i Tuoi figli migliori, per le mamme, per i bambini, per gli anziani, per quelli che, pur amandoTi, hanno dovuto lasciarti.

La nostra campagna elettorale per la Città ha profumato di fierezza e di orgoglio all’insegna della vera identità Reggina.

Ma, come ho sempre fatto, oggi più che mai devo ribadire quanto ho affermato in tutte le sedi pubbliche, senza arretrare di un passo davanti a niente e nessuno, anche quando il mio scomodo impegno mi ha comportato lo scotto di pesanti e ingiuste conseguenze personali.

‘Ndrangheta e Massoneria deviata continuano a determinare le sorti della Città, ma stavolta, come mai prima è successo nella storia di Reggio, noi da soli, con il nostro solitario coraggio di persone isolate, le abbiamo svilite e umiliate, anche se ci è mancata la forza per sconfiggerle.

Abbiamo ridicolizzato tutti coloro che hanno cercato di sminuire la forza dirompente del nostro messaggio di libertà e di indipendenza.

Adesso, a campagna elettorale finita, non posso che “ ringraziare” tutti coloro che hanno censurato ogni singola quotidiana iniziativa volta a far emergere un’alternativa per il bene della Città.

Siamo stati circondati dall’ostilità e dall’ostracismo, non è stato pubblicato né mandato in onda nulla che ci riguardasse e divulgasse le nostre idee, se non e soltanto le offese volgari e gratuite che altri strumentalmente ci hanno rivolto!

Non una parola è stata spesa o scritta sul nostro programma, sulle nostre iniziative nulla è stato reso noto alla collettività, la strategia del silenzio è stata lo scenario utilizzato per vanificare a nostra eroica battaglia !

Non nascondo la mia delusione nei confronti di chi si è prestato (e ringrazio i pochissimi che non lo hanno fatto) a certe bassezze elettorali, rendendo un pessimo servizio alla Città, e se non li scuso perché hanno tradito la loro deontologia, comprendo senza poterla giustificare, la loro condizione di sudditanza ai “poteri” politici forti che non li rende liberi.

Rispondo poi con un sorriso di compatimento ai tentativi di vario tipo di sminuire la mia credibilità, assegnandomi, secondo la convenienza, etichette improbabili, di volta in volta, da parte della coalizione di centrodestra, di comunista organica al PD e, da parte della coalizione di centrosinistra, di fascista. Per il ballottaggio invece andrei benissimo ad entrambe le coalizioni !

Come dimenticare le persone che hanno fatto battaglie per me, e poi si sono prostituite e messe al servizio dell’attuale Sindaco, impinguandone la rozza brigata, per la promessa di qualche briciola di pane, poveri mendicanti inginocchiati al tavolo di Epulone.

Comprendo pure che, non potendo scontentare i padroncini di turno, sedicenti femministe e pseudocomitati per le pari opportunità (con esclusione di qualche voce singola) hanno “dimenticato” di porgermi doverosa solidarietà, anche in un semplice comunicato, dopo l’attacco pornografico alla mia persona.

Allo stesso modo in cui garanti dei minori, tali diventati senza nemmeno sapere di esserlo, ovviamente appena nominati, sono stati utilizzati per dire che la Marcianò sfrutta il suo bambino in campagna elettorale, e tanto perchè era raffigurato in una foto, sorridente tra le mie braccia, quando indossava una maglietta reclamizzata, che era il dono spiritoso di miei parenti!

Miserie morali di gente senza dignità che si illude o meglio finge di avere vinto !

I manifesti che pubblicizzavano le mie iniziative sono stati puntualmente staccati appena affissi, sono state strappate centinaia di locandine per impedire che la gente venisse ad ascoltarmi, perché nessuno spazio doveva esserci per la Marcianò, “qui non vi dovete presentare” hanno detto o lasciato detto gli amici degli amici.

Pure il video sul voto disgiunto è stato ignorato dai mezzi di informazione telematici locali e ciò ha portato alla conseguenza che migliaia di schede sono state annullate ed altrettanti voti alla mia persona non mi sono stati attribuiti per presunte irregolarità solo formali, in seggi elettorali composti da nuclei familiari indicati dagli attuali consiglieri comunali.

Il risultato che gli avversari ostentano con orgogliosa sicurezza è stato soltanto il report di una solenne pessima figura di una accozzaglia malassortita di gente impaurita da una giovane donna che le ha riso in faccia con eleganza in ogni occasione e che l’ ha ammutolita in ogni confronto.

I leaders politici nazionali, tali solo per caso, che sono arrivati a Reggio a spese dei partiti per sostenerli e sponsorizzarli sono gli stessi che, a buona ragione, prima hanno sparlato di loro in mia presenza, anche in sedi pubbliche, sottolineandone le conclamate incapacità.

I capetti locali dei partiti sia di destra che di sinistra, quelli che adesso dichiarano coram populo di essere soddisfatti e contano sul pallottoliere il loro “pacchetto” di voti, dicono di credere o meglio vogliono far credere alla gente di essere stati confermati dal consenso popolare, pur confessando implicitamente di essere gregge senza pastore, e non risparmiano il loro disprezzo al loro candidato a Sindaco.

Ma, se non ci è mancato il coraggio, purtroppo non abbiamo avuto il tempo e le risorse umane ed economiche per far pervenire a tutti il nostro messaggio. Se solo tanta gente fosse stata affrancata dalla necessità di un posto di lavoro, che ancora i neo eletti promettono senza provarne vergogna, tutto il vecchio establishment sarebbe stato polverizzato. Basta leggere i nomi dei candidati per constatare quanti di questi sono stati assunti o sono in attesa di assunzione o di qualche altro beneficio.

Una voce girava in tutti gli ambienti, che cioè votare Marcianò era inutile perché al massimo sarebbe arrivata al 3 per cento dei voti; la Città ha risposto ben diversamente, assegnandomi oltre 13.000 preferenze, quando concorrevo con quattro liste di supporto che nell’insieme, erano composte da appena un centinaio di candidati, ossia un sesto delle altre truppe cammellate, che schieravano più di seicento candidati.

Ed allora è facile rilevare che il partito, che non era neanche tale, che ha ottenuto più voti non è ne Forza Italia ne il PD, ma è il movimento ideale, senza ideologie, alla cui guida c’è una donna libera che si chiama Angela Marcianò.

Ora che è finito il primo turno, memore delle esperienze passate, non cadrò di nuovo in errore, e resisterò ad ogni lusinga, rifiutando deleghe o assessorati, perché l’esperienza mi insegna che non mi verrebbe garantita la necessaria autonomia per poter cambiare questo apparato corrotto ed inefficiente. Da Sindaco eletto avrei rivoluzionato il “ sistema“ incancrenito, in qualunque altra veste credo che la mia battaglia verrebbe vanificata. Non mi fido e non voglio perciò espormi ad una nuova estromissione in corso di mandato, come è già successo ad opera del Sindaco Falcomatà, solo perché ero animata da reale volontà di cambiamento e di ripristino della legalità.

Per queste ragioni rifiuto ogni possibilità di apparentamento, a qualunque condizione.

Confermo con questa scelta, se mai qualcuno ancora ne dubitasse, che non ho mai cercato benefici personali durante la mia passata esperienza di amministratrice. Volevo invece il riscatto della mia Città, che la passata gestione ha già dimostrato ampiamente di non volere né potere garantire.

Un disastro amministrativo e sociale assoluto durato ben sei anni, caratterizzato solo da inefficienze e da un favoritismo impudente che non ha precedenti. Dall’altra parte politica era necessaria una scelta coraggiosa e dirompente per risanare il tessuto così brutalmente lacerato. Prevale ancora il trasformismo e l’ipocrisia, che emergono dal dato inoppugnabile della evidente discrasìa numerica tra le preferenze date ai candidati consiglieri e quelle più basse per la designazione del Sindaco, in entrambi gli schieramenti.

Per chiarezza, in questi ultimi giorni pur avendo ricevuto diverse richieste in tal senso, non ho volutamente incontrato nessuno per qualsivoglia trattativa o accordo di nessun tipo ! Se ho ritardato a scrivere è solo ed esclusivamente perché ho ripreso a lavorare immediatamente ed i miei studenti mi aspettavano per fare esami.

Per comprendere fino in fondo il sentimento che mi sta pervadendo nello scrivere queste parole, Vi invito per un solo istante a guardare il video del mio comizio finale a Piazza Duomo, una piazza affollata di gente meravigliosa e autenticamente libera e non truppe richiamate perentoriamente all’adunata come anonimi soldati senza dignità.

Da noi e tra noi c’era solo gente felice, che ha pianto di commozione e di orgoglio, che ha pregato perché si realizzasse il sogno della rinascita della Città e non per pietire un’opportunità per il proprio portafogli !

Su quel palco sono arrivata di corsa, quasi volando, perché mi sono sentita libera, leggera e felice di aver potuto dare un volto, un motivo e una speranza a tantissime persone per bene che hanno con convinzione dato la loro preferenza sul mio nome.

13.165 volte grazie e grazie anche alle migliaia di elettori che hanno sbagliato, per inesperienza, il voto disgiunto; quel voto per me vale comunque, perché é un voto per Reggio .

I voti a me dati sono voti di stima, di cuore, senza clientela, senza voto di scambio, senza ricatti, senza sponsor, con la censura di quasi tutti gli organi di stampa e soprattutto senza massondrangheta a fare da regia.

Noi abbiamo già vinto e ringrazio affettuosamente la mia squadra e il mio gruppo di lavoro, perché solo grazie a noi la Città per la prima volta nella sua storia recente ha avuto ed ha scelto un’ alternativa, e almeno al primo turno ha fermato il “sistema”, mettendolo decisamente in crisi.

Si è conclusa un’esperienza elettorale ma si apre un’avventura politica

con un Impegno per Reggio di cui annuncio la nascita e che, in queste settimane, ha trovato la culla sicura in una comunità palpitante all’unisono e desiderosa di null’altro se non di intraprendere un percorso aperto e sciolto da sconvenienti compagni di viaggio. Resta adesso l’impegno consiliare, e su questo assumo l’obbligo di essere una sentinella vigile ed instancabile in consiglio comunale. Il nostro progetto politico andrà avanti principalmente fuori dalle mura di Palazzo San Giorgio, forte del Potere della Libertà e dell’ Audacia dell’Indipendenza. (Angela Marcianò)

Il 30 settembre il Consiglio regionale si riunisce per il rendiconto finanziario 2019

Mercoledì 30 settembre, il Consiglio regionale della Calabria si riunisce su convocazione del presidente Domenico Tallini, per affrontare un ordine del giorno articolato in tre punti, tra cui l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2019 e della relazione sulla gestione.

Gli altri punti sono la proposta di Provvedimento amministrativo n. 53/11^, di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: «Modifiche alla Deliberazione n. 16 del 26 giugno 2020 recante: “Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2019 e della relazione sulla gestione”» – (Relatore: il Consigliere Filippo Mancuso) e lo svolgimento interrogazioni (32 atti di sindacato ispettivo) ex art. 121 e 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale.

La seduta, infine, si terrà a porte chiuse e, pertanto, è consentito l’accesso al Palazzo e alle relative pertinenze solo ai Consiglieri, agli Assessori regionali e al personale espressamente autorizzato. (rrc)

L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale in visita al Santuario di S. Francesco di Paola

Una giornata storica a Paola, con la visita dell’Ufficio di presidente del Consiglio regionale della Calabria, al Santuario Regionale di San Francesco di Paola.

La delegazione regionale, composta dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini e dal consigliere regionale Graziano Di Natale, insieme al sindaco di Paola, Roberto Perrotta, sono stati accolti da Padre Francesco M. Trebisonda, che ha ribadito che «la giornata odierna porta in seno uno speciale primato:  non credo, infatti, che in un passato recente o remoto della vita di questo Santuario Regionale i membri dell’Ufficio di Presidenza della Regione Calabria si siano mai ritrovati insieme da s. Francesco».

Dopo il saluto, i citati si sono recati presso la cappella del Santo per una preghiera comunitaria. I convenuti hanno poi potuto ammirare la Biblioteca antica del Santuario dove si sono susseguiti gli interventi in un dibattito cordiale e proficuo.

Il Padre Provinciale Trebisonda ha informato la delegazione del fatto che i Frati Minimi sono sempre presenti sul luogo da oltre 600 anni «come prolungamento delle braccia di s. Francesco.

«Infatti, nello spirito del “più calabrese dei Santi”, la nostra missione – ha detto – è quella di prestare un servizio umile e disinteressato non solo alla gente di Calabria ma anche a migliaia di turisti e pellegrini provenienti sia dal territorio nazionale ma anche dall’estero».

Il Padre Provinciale ha poi ringraziato l’on. Graziano di Natale, promotore dell’iniziativa, facendo riferimento alla passata legislatura che tanto aveva dato nei riguardi del Santuario.

«A nome mio e dei Frati – ha sottolineato Padre Trebisonda – vorrei rivolgere un ringraziamento speciale all’on. Graziano Di Natale che tanto si è prodigato per l’ottima riuscita del nostro evento che si mette in continuità con il passato politico di questa Regione e soprattutto con i Governi Regionali precedenti che hanno sempre guardato S. Francesco e il Santuario di Paola con particolari occhi di predilezione».

«In collaborazione con la Regione Calabria – ha aggiunto – tanto in passato è stato fatto qui in Santuario e tanto ancora bisogna fare, per potenziare questa eccellenza calabrese a cui inevitabilmente guarda tutto il mondo».

Il Padre Provinciale, sempre attento al sociale, ha tenuto ad evidenziare le diverse povertà del nostro territorio appellandosi alla delegazione di “mettersi in ascolto” dei più bisognosi, di eliminare le forme di assistenzialismo sterile e di “prendere a cuore la dignità dei poveri”.

«In questo momento – ne sono sicuro – tutta la regione – ha dichiarato il Correttore Provinciale dei Minini – guarda al Santuario di Paola.  Da diversi giorni, i mass media, internet e i giornali, hanno dato notizia del nostro incontro. Tutti attendono una parola che sia risolutiva ad un adeguato rilancio turistico ed  economico della Calabria: penso per es. all’opera da realizzare sullo Stretto di Messina, le  strade sicure, le strutture ricettive, gli ospedali. Ma tutti attendono anche un “umanesimo più solidale” per questa terra, investita spesso da luci e da ombre e per la quale si sono spesi tanti uomini di buona volontà. Non posso non ricordare uomini e luoghi legati  inscindibilmente a questo Santuario: in primis, la mamma di S. Francesco, Vienna da  Fuscaldo; poi a seguire, s. Nicola Saggio da Longobardi, la Beata Elena Aiello e il ven. P.  Bernardo Clausi di s. Sisto dei Valdesi».

«Chi viene al Santuario di Paola, carissimi amici – ha proseguito – rimane sempre sorpreso perché  oltre allo spirito di Francesco che aleggia ancora in mezzo a noi trova anche una “Calabria  in miniatura”: arte e natura, fede e devozione, tradizioni e storia, cultura e leggende.  Assieme a voi, dal luogo più sacro della Regione intendo lanciare un messaggio di  speranza perché la Calabria di Francesco – che è pure la nostra – non è solo corruzione ma è  anche l’acqua limpida del suo torrente che lava e disseta; la nostra terra non è solo  ‘ndrangheta ma è anche la charitas di Francesco che purifica e rinnova».

«La nostra Calabria – ha aggiunto – non è solo degrado e povertà ma è rappresentata anche dai monti di Francesco che ci  avvolgono e ci lusingano; la nostra terra non è solo disoccupazione e assistenzialismo ma è  anche il silenzio mistico di una grotta, da cui Francesco ogni giorno ci interroga; non siamo solo disagio giovanile ma anche il mare azzurro di Francesco che alimenta in noi il desiderio  di Dio».

«Il Santuario Regionale di Paola – ha concluso Padre Trebisonda – vuole continuare a promuovere il vero volto della Calabria ed essere degna immagine dell’indole bella di tutti  i calabresi. L’emergenza sanitaria legata al covid-19 sta aprendo dinanzi a noi una nuova  epoca fatta di tanti scenari: progredendo di bene in meglio e con l’aiuto di s. Francesco, aiutateci a dare un volto nuovo alla nostra terra, madre feconda di santi e di uomini nuovi».  

Il Presidente Tallini ha riferito che la strada dell’Ufficio di Presidenza è sempre attento alle dinamiche sociali della Regione Calabria e che per quanto riguarda il Santuario continuerà ad impegnarsi per promuovere e valorizzare il luogo «quale sito di straordinaria bellezza culturale e architettonica, fonte di spiritualità per tutti i calabresi e non solo».

Si sono susseguiti, poi, altri interventi, tra cui quello del consigliere Di Natale, che ha sottolineato «l’importanza culturale del nostro Santuario, quale patrimonio universale artistico-culturale e fonte di spiritualità per chi ricerca fede e risposte divine».

La delegazione ha poi visitato i luoghi sacri del Santuario e vissuto un momento di pranzo conviviale. (rrm)

 

 

 

Obbligo delle mascherine anche all’aperto: la nuova ordinanza della Santelli

Da ieri, su ordinanza della presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, per la prevenzione e gestione dell’emergenza Covid-19, è obbligatorio utilizzare le mascherine anche all’aperto per tutti i cittadini, esclusi i bambini  al di sotto dei 6 anni e le persone con disabilità non compatibile con l’uso del dispositivo di protezione.

Si tratta dell’Ordinanza n. 68 la quale, ferme restando le misure statali e regionali di contenimento del rischio di diffusione del virus già vigenti, nel territorio regionale, fino a tutto il 7 ottobre 2020, prevede tra l’altro: l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare correttamente la mascherina o altra idonea protezione a copertura di naso e bocca, oltre che in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico e sui mezzi di trasporto pubblico, anche in tutti i luoghi all’aperto, per tutto l’arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le deroghe previste dalle norme vigenti.

Possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso. Sono comunque esentati dall’obbligo di usare protezioni delle vie respiratorie, i bambini sotto i sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina, ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti e le persone durante l’esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva.

Sono confermati il divieto assoluto di assembramento, il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale e delle misure igieniche di prevenzione; è disposto, a modifica di quanto previsto in allegato A all’Ordinanza n. 55/2020 come integrato dall’Ordinanza n. 58/2020, per tutte le attività economiche, produttive e ricreative e per gli uffici pubblici ed aperti al pubblico, l’obbligo di rilevazione della temperatura corporea per dipendenti ed utenti, impedendo l’accesso nei casi in cui venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 C° e comunicando la circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’ASP territorialmente competente per gli adempimenti di consequenziali.

Resta in capo alle Autorità Competenti, attraverso i propri Organi di controllo, anche in coordinamento, la verifica del rispetto delle disposizioni previste nella presente Ordinanza e delle altre misure di prevenzione e contenimento del contagio vigenti, applicando le sanzioni da € 400,00 a € 1000,00.

Rimangono inoltre efficaci e vigenti le ulteriori misure del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 agosto 2020, prorogate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e le misure previste nelle precedenti Ordinanze del Presidente della Regione emanate per l’emergenza Covid-19, ove non in contrasto con la presente, o da questa modificate. (rrm)

Cala il sipario sul Premio letterario Caccuri, un’edizione dedicata alla ‘Bellezza’

di DANIELA RABIA – È con la vittoria di Atlantide. Viaggio alla ricerca della bellezza di Carlo Renzo Piano, che si è chiusa, con una serata straordinaria, la nona edizione del Premio Letterario Caccuri, organizzato dall’Accademia dei Cuccariani  presieduta da Adolfo Barone, vicepresidenti Olimpio Talarico e Roberto De Candia.

I quattro finalisti dell’importante premio di saggistica sono stati intervistati a turno, cominciando da Bianca Berlinguer con il suo libro Storia di Marcella che fu Marcello (La nave di Teseo editore), che ha dialogato con Cataldo Calabretta, per poi proseguire con Carlo Piano – e in collegamento da Parigi il padre Renzo – con Atlantide. Viaggio alla ricerca della bellezza (Feltrinelli), che hanno conversato con Emanuela Gemelli.

Walter Veltroni con Odiare l’odio (Rizzoli), si è intrattenuto con Neri Marcorè, mentre Alan Friedman con Questa non è l’Italia (Newton Compton) che ha parlato con Paolo Di Giannanatonio.

La serata, condotta brillantemente da Gianluigi Nuzzi e Francesca Lagoteta, ha visto vincitrice l’opera Atlantide. A salire sul palco per ricevere il premio realizzato dal Maestro orafo crotonese Michele Affidato, è stato Carlo Piano che ha, ironicamente, raccontato come il libro sia stata una sorta di ‘vendetta’ riuscita bene contro il padre che portava lui, da bambino e i fratelli, in viaggio in mare nel mese di agosto privandoli del contatto con la terra ferma e con gli amici.

Nel corso della cerimonia sono stati altresì consegnati il riconoscimento speciale FonCarical – Alessandro Salem a Mimmo Lucano, ex  sindaco di Riace, e il Premio per la Musica a Ron, che si è esibito in concerto. Lucano, invece, ha presentato il suo libro Il fuorilegge, edito da Feltrinelli.

La sera precedente, il Maestro Affidato e il Procuratore Nicola Gratteri avevano ricevuto la cittadinanza onoraria di Caccuri. Per l’occasione, il Procuratore Gratteri ha dichiarato che «sono convinto che un’altra Calabria sia possibile, questo è il messaggio che cerchiamo di dare anche attraverso il nostro lavoro. Stiamo facendo un percorso  positivo, che ci sta facendo crescere, tutti insieme».

In quest’edizione, come le precedenti, è stato consegnato il Premio alla Storia, mentre a Lia Levi è stato consegnato il Premio per la Narrativa con il libro L’anima ciliegia (HarperCollins).

Tre uomini straordinari, con la loro passione, hanno reso Caccuri, nel cuore della Calabria, un luogo in cui ogni anno personalità di spessore  e fama internazionale vengono per ammirare la bellezza dei luoghi e far circolare la bellezza delle idee.

Anche quest’anno una giuria illustre composta da esperti e lettori, presieduta da Giordano Bruno Guerri, ha lavorato alacremente al compito difficilissimo di scegliere il più meritevole tra i saggi in gara.

E si può dire che con Atlantide, che ha nel titolo la parola bellezza, abbia trionfato proprio il bello. (rd)

Approvato l’Avviso ‘Identità Culturali’, che valorizza le identità linguistico-culturali

È stato approvato Identità Culturali, l’Avviso Pubblico che vuole sostenere iniziative volte a rafforzare il legame Cultura ed Identità per come programmato nel Piano annuale delle attività previste per il Fondo unico per la Cultura.

«Questo Avviso – ha spiegato il vicepresidente della Regione Calabria e assessore alla Cultura, Nino Spirlì – mira a creare di fatto una nuova letteratura audiovisiva, figlia della tradizione orale trasmessa dagli anziani ai più giovani, che diventerà strumento di alfabetizzazione linguistico culturale delle nuove generazioni».

«I tempi troppo veloci e disattenti di questo nostro presente – ha aggiunto – infatti, tendono a cancellare, per pigrizia, la presenza delle Identità calabresi. Essere calabrese significa essere tante cose, tante storie, tante culture, tante differenze, tutte in una».

«Oggi più che mai – ha evidenziato Spirlì – abbiamo l’obbligo morale, istituzionale e culturale di recuperare, preservare, tutelare le ricchezze infinite della diversità identitaria calabrese. Colgo l’occasione per invitare le Istituzioni locali e il ricchissimo mondo delle Associazioni a partecipare al bando con progetti collegati fra loro, che abbiano in oggetto l’alfabetizzazione e che formino il primo volume di una corposa enciclopedia delle lingue calabresi, con la loro potente storia».

L’avviso ha una dotazione finanziaria 300 mila euro; ogni progetto potrà avere un contributo massimo di 20 mila euro. Le iniziative ammissibili saranno quelle realizzate dal giorno della presentazione della domanda e fino al 28 Febbraio 2021.

È possibile produrre domanda di partecipazione entro le ore 12.00 del 20 Ottobre 2020. (rrm)

https://portale.regione.calabria.it/website/portaltemplates/view/view.cfm?19176

La Catanzaro del dopo-Covid di Thomas Ciampa: una città 2.0 giovane e dinamica

È con l’intervento del calabrese Thomas J. Ciampa, senior vice presidente Theatrical distribution e local productions Warner Bros Entertainment Italia, che si chiude La Catanzaro del dopo Covid – Le idee dei catanzaresi di successo, l’iniziativa promossa dall’assessore alla Cultura, Ivan Cardamone, finalizzato a ridisegnare la città e a rilanciarne l’immagine e la funzione nell’Italia dell’emergenza sanitaria.

«Per la sua vasta esperienza di manager della Warner Bros e la sua particolare sensibilità verso le grandi novità della tecnologia – ha spiegato l’assessore Cardamone – ci è sembrato la personalità più adatta a chiudere un forum di altissimo livello che ha registrato interventi di notevole spessore da parte di uomini delle istituzioni, dell’impresa, della cultura, dell’intrattenimento, dello sport, del volontariato sociale».

«Sento il dovere – ha aggiunto – di ringraziare Thomas per il sincero interesse dimostrato, prova tangibile del profondo attaccamento alle proprie radici, come tanti altri che hanno aderito al forum. Dal mondo della cultura, dello spettacolo, delle arti e delle professioni in genere sono arrivati stimoli importanti per immaginare nuove opportunità».

«Thomas Ciampa – ha proseguito Cardamone – è sempre rimasto legato alla propria terra d’origine, alla sua Amaroni, dove ritorna ogni estate per trascorrere le vacanze. Il suo cognome è conosciuto al grande pubblico dei personaggio di Hollywood, in tanti ricorderanno infatti la sorella e nota attrice Jo Champa».

Infrastrutture (fisiche e digitali), turismo e cultura. Sono questi i tre pilastri che, secondo Ciampa, una città come Catanzaro, che è capoluogo di Regione, deve applicare per far «fronte ad un rilancio e ad un calo della popolazione, in particolare giovane».

«Per le infrastrutture fisiche – ha spiegato nel suo intervento – è necessario un consolidamento dei trasporti, che permetterebbe di raggiungere la città senza impedimenti. Non bisogna tralasciare l’importanza dei collegamenti con l’aeroporto di Lamezia Terme, ormai fulcro dei transiti per l’intera regione. Internamente alla città, invece, bisogna educare al rispetto ambientale promuovendo mezzi di trasporti sostenibili e piste ciclabili».

«Le infrastrutture digitali – ha aggiunto – offrono una grande opportunità poiché non concedono un vantaggio competitivo ai grandi centri: l’accessibilità permette ai cittadini, soprattutto più giovani, di rimanere sul proprio territorio, sfruttando anche il potenziale dello smart working. Ciò significa costruire una finestra sul mercato del lavoro e incentivare la crescita di aziende informatiche, che potrebbero trovare spazio negli edifici storici in disuso.

«Per sviluppare una città 2.0, giovane e dinamica – ha proseguito il manager – è necessario guardare anche al mondo universitario: rafforzare e ampliare l’offerta formativa -che dovrebbe trovare spazio nel centro storico- puntando sulle attività digitali. In questo modo è possibile immaginare scenari evolutivi per liberare l’energia giovane che la città possiede. Per coltivare il turismo, invece, è necessario puntare sulle possibilità paesaggistiche e culturali del nostro territorio; crescere ragazzi con competenze turistiche e rivolgersi ad aziende specializzate nel settore del turismo, che ne indirizzino lo sviluppo».

«Non bisogna tralasciare – ha concluso Thomas Ciampa – le potenzialità dei beni culturali, tesori della nostra terra: istituire le facoltà umanistiche significa formare e trattenere ragazzi, consapevoli del valore culturale dei nostri luoghi».

L’assessore Cardamone, a chiusura di questa iniziativa, ha tirato le somme: «tutti gli interventi sono stati di altissimo spessore, preziosi ed utili, a dimostrazione dell’amore che lega i catanzaresi alla nostra città. Le idee che sono state proposte rappresentano un grande patrimonio che non dovrà essere disperso, ma sintetizzato e messo a confronto con il vasto mondo della cultura e del sociale che opera in città».

«I catanzaresi di successo – ha proseguito Cardamone – che vivono in Italia e all’estero e che hanno deciso di rimanere nella nostra Città, possono costruire una “grande alleanza” per fare compiere un grande salto di qualità al Capoluogo».

«Un grazie a tutti. Ora si tratta di sintetizzare questo interessante materiale – ha concluso – e, soprattutto, di non disperdere la “rete” che è stata creata. Ognuno di loro ha espresso il desiderio di continuare il dialogo e si sono detti pronti a dare una mano alla città che amiamo». (rrm)