Regionali – Dalila Nesci (M5S) contro i giochi di Palazzo insiste a candidarsi

Nella grande confusione che regna all’interno del Movimento Cinque Stelle (è previsto lunedì un incontro decisivo dei parlamentari calabresi con Luigi Di Maio), la deputata Dalila Nesci (vedi intervista a Calabria.Live del 21 ottobre scorso) ha fatto conoscere attraverso il suo portale le ragioni per le quali ancora crede nella validità della sua candidatura alle prossime regionali.

«La Calabria – scrive sul suo blog la deputata di Tropea – per molti è una terra irrecuperabile. Lontana dall’Europa e persino dall’Italia. In Calabria si nasce con il senso di colpa di dover dimostrare di essere più onesti e più capaci degli altri. In Calabria, sembra ripetersi il destino degli sconfitti fra i giochi di palazzo romani e gli interessi più ambigui. La classe dirigente più compromessa in Calabria è stata storicamente utilizzata, per far fare incetta di voti ai partiti di riferimento. Mentre dalle sedi di partito che contano si propugna legalità e rinnovamento, sui territori in Calabria si lascia beatamente spazio al condizionamento del voto, in alcuni casi allo scambio politico-mafioso oppure al compiacimento della mafia “trasparente” della massoneria deviata. Sì perché in Calabria sono molte le logge massoniche infiltrate da soggetti -appunto deviati- che sono anche riferimento della ‘ndrangheta. E così arriviamo ad una dura realtà: ‘ndrangheta e massoneria deviata condizionano di fatto il consenso, l’economia del territorio e quindi la fruizione di diritti e servizi. Insomma, in Calabria la vivibilità dei nostri territori è compromessa da un perenne stato di bisogno e di necessità: che si tratti di ottenere un prestito bancario, un documento da rintracciare nei meandri della burocrazia oppure una visita medica.

ANCORA CAMBIAMENTO: CONTO ALLA ROVESCIA 

Il conto alla rovescia circa le elezioni regionali sta mettendo spalle al muro tutti i partiti politici compreso il MoVimento 5 Stelle: perché il sentire della gente di Calabria è di sconforto generale, ma allo stesso tempo di consapevolezza che dare consenso ai soliti schemi non cambierà il corso delle cose. Per questo è ancora forte l’esigenza di cambiamento. Ma quale cambiamento?

La Calabria è meravigliosa, incorniciata da 780 Km di costa che sembrano, a guardarla dall’alto, custodire come uno scrigno le alture delle sue montagne: il Pollino, la Sila, le Serre e l’Aspromonte. Ma quanto noi Calabresi siamo stati bravi a custodire tali bellezze? Non sempre visto che, come ha sapientemente raccontato l’antropologo e scrittore Mauro Minervino nel suo libro “Statale 18”, tante brutture o strutture abusive sono state costruite proprio dall’uomo. Quasi forse per dissacrare nel tempo tanta bellezza, la Calabria secondo l’ultimo rapporto di Legambiente ha il 46,5% di abusivismo edilizio. Investimenti in viabilità, trasporti, infrastrutture strategiche, sistema idrico integrato e messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico, così come il rilancio dei piccoli borghi dovrebbe essere il chiodo fisso di ogni governo regionale per aumentare la qualità della vita di chi vive il bellissimo territorio calabrese. Per questo servirebbe una task force interna alla Regione di esperti, anche esterni se servissero, in grado di elaborare un uso strategico e massiccio dei Fondi europei.

Una volta in Calabria, come in tutto il Sud, erano diffuse le famiglie numerose, oggi invece l’Italia è diventato un Paese chimera. Non si fanno figli e nella mia regione, troppo spesso, nascere può significare morire. La sanità Calabrese non garantisce i livelli essenziali di assistenza (LEA) come previsto dalla Costituzione e questo abisso in cui siamo caduti non può essere ricondotto solo a singole responsabilità penali, che certamente vanno perseguite. Da più di un decennio arrivano in Calabria e in tutto il Sud, meno risorse dallo Stato centrale rispetto al resto del Paese: da anni, in particolare, mi batto per la modifica dei criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale alle Regioni. Se gli attuali 320 milioni di euro che la Calabria spende per l’emigrazione sanitaria a favore di strutture pubbliche e private accreditate del nord si investissero per per gli ospedali della regione anziché altrove, molti medici, professionisti e pazienti non scapperebbero. La politica regionale e nazionale, nel tempo, ha avallato queste scellerate politiche economiche, dando potere a figure dirigenziali della sanità ciniche e cialtrone che non hanno fatto altro che allungare la spirale degli orrori che ancora oggi porta alla morte giovani madri e cittadini calabresi perché magari soccorsi con troppo ritardo. Quando, infatti venne scritto il D.M.70 del 2015 e iniziarono i tagli orizzontali ai posti letto negli ospedali -da sacrificare sull’altare della spending review-, nessuno prima aveva pensato di fare i conti con l’orografia del territorio italiano per cui i tempi di percorrenza sono differenti se pensiamo a certe regioni, come la Calabria, in cui il diritto alla mobilità è praticamente negato. E poi, ci chiediamo perché i nostri giovani migliori partono e perché chi rimane troppo spesso perde le speranze o si allinea infelicemente.

Quante imprese, quanti artigiani e quanti professionisti maledicono la politica ma poi vanno a braccetto con quella più sporca o intimano ai propri dipendenti chi votare? Se in Sicilia il “sistema Montante” ha smascherato il c.d. apostolo dell’antimafia, in Calabria pensate siamo immuni da certe logiche malate di potere? Segui i soldi e troverai le mafie diceva Falcone e allora questo monito un Politico non può mai dimenticarselo! Nei grandi profitti illeciti pare che la ‘ndrangheta fatturi più del McDonald’s ed un pò meno della Fiat per un giro d’affari di 24 mld di euro; e così come pure nell’economia legale che può servire al controllo militarizzato del territorio da parte delle ‘ndrine, loro ci sono. Inutile negarlo!

I Calabresi puliti, però, sono ancora la maggioranza: lavoratori infaticabili, menti formidabili ed intuito imbattibile. Una maggioranza che è spesso silenziosa solo perché stanca o disillusa.

LA SPERANZA DEL M5S

Credo che il M5S abbia ancora l’opportunità di dimostrare di essere una speranza lavorando ad una candidatura limpida e politicamente forte. Aggiungo che ne ha il dovere. Se non vogliamo farlo per ragionamenti contorti, ingiustificabili all’opinione pubblica, credo che il giudizio  della storia non sarà clemente con noi.

Che siamo in colpevole ritardo è vero. Ma chi fra noi conferma la teoria del disimpegno e cioè che è meglio non presentarsi al cospetto degli elettori, dopo 10 anni di MoVimento, sta candidamente affermando che il nostro progetto politico in Calabria è fallito.

A che serve acclamare la giovane svedese Greta Thumberg, se poi ci disinteressiamo delle attuali e future generazioni proprio in Calabria dove c’è un alto tasso di dispersione scolastica che va oltre il 20%, mentre il 43% dei bambini calabresi vive in condizione di povertà relativa e la spesa pro-capite per interventi di spesa sociale media annua da parte dei comuni calabresi si attesta a 26 euro, a fronte dei 316 euro dell’Emilia Romagna?

Se pensiamo di avere fatto tanto sforzo in Parlamento sui reati di corruzione e contro la pubblica amministrazione con la legge “spazzacorrotti”, adesso per la Calabria dobbiamo andare oltre. Come pensate che si stia in “trincea” alla Procura di Catanzaro oppure nei piccoli paesi dove giornalisti coraggiosi denunciano il malaffare con tutti rischi che ne derivano? Il magistrato Nicola Gratteri ricorda sempre che quando si fa giustizia e si arrestano i delinquenti, quel vuoto nel sistema criminale viene rimpiazzato. Ecco, dovrebbe essere la politica altrettanto organizzata a colmare quei vuoti con la presenza delle istituzioni e attraverso l’aggregazione civica. Abbiamo il dovere, con la nostra attività politica di indicare esempi da seguire come gli imprenditori che hanno denunciato le mafie, penso per esempio ad Antonino De Masi o a Rocco Mangiardi che ci continuano a regalare esempi coraggiosi di sobrietà e gentilezza, nonostante la rabbia avrebbe potuto pervaderli. C’è chi come Mario Congiusta, ha lasciato questa vita terrena, non avendo ottenuto piena giustizia per la morte del suo adorato Gianluca vittima di mafia e chi come la famiglia Ceravolo coraggiosamente insiste affinché chi ha ucciso il giovanissimo Filippo, vittima innocente di un agguato ‘ndranghetista, parli. E ci sono ancora altri genitori, che tutt’oggi continuano a lottare per una Calabria libera dalle logiche mortifere della ‘ndrangheta: mi riferisco alle mamme coraggiose che, anche grazie alla sensibilità e alla professionalità del Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, stanno facendo di tutto per dissociarsi dall’ambiente familiare mafioso e per evitare ai loro figli un destino di turbe psicologiche, sofferenze, carcere e morte.

Serve coraggio e cuore aperto per affrontare questa tornata elettorale per non condannare altre generazioni di calabresi all’emigrazione, per non contribuire alla desertificazione economica e culturale dei nostri territori, per non uccidere la speranza.

Parte da questa lunga premessa la mia proposta di candidatura di servizio dentro il M5s per la Presidenza della Regione Calabria. La politica non può tirarsi indietro rispetto alle sue responsabilità antiche ed attuali, non può arretrare arruolando all’ultima ora personalità alle quali far sventolare il vessillo di partito o addirittura evitando che sia espressione di un percorso politico ben definito.

FOCUS NESCI 

Alcuni cittadini, per lo più colleghi e addetti ai lavori, si sono chiesti cosa mi abbia spinto a fare questo passo che in prima battuta mette in luce la diversità di vedute con il capo politico del M5S Luigi Di Maio. C’è chi dice che voglio assicurarmi altri 5 anni da consigliere regionale e chi per semplice velleità personale o per spirito di protagonismo. Questi sono legittimi retropensieri di chi non mi conosce e di chi evidentemente al mio posto non farebbe una scelta tanto azzardata. Sì, perché oggi la Calabria, più di ieri, è un azzardo per tutti i partiti politici anche per il M5S che è stato in grado di impegnare un intero governo, il Conte 1, con un decreto emergenziale ad hoc sulla sanità calabrese. Bene adesso chiedo, ai rappresentanti di governo di allora che ancora ricoprono tali ruoli e che sono miei colleghi parlamentari del M5S da ben due legislature: pensate forse che quella condizione di emergenza sanitaria sia finita? E tutti i rapporti delle forze dell’ordine, della magistratura e persino i moniti delle istituzioni ecclesiastiche li leggete circa le infiltrazioni della criminalità organizzata e le persone che in Calabria rinunciano alle cure? Pensate che queste condizioni emergenziali del tessuto sociale ed economico calabrese potranno mai giustificare la scelta del disimpegno elettorale o di un candidato presidente “tanto per partecipare”? So bene che queste mie uscite hanno fatto storcere il naso a molti, ma per la mia terra ed in nome delle istituzioni che rappresento non posso voltarmi dall’altra parte. Non accetto i giochi di palazzo a Roma sulla pelle dei Calabresi.

In mancanza di un progetto serio e costruito nel tempo ho sentito il dovere di metterci la faccia, perché non è mio costume scappare o nascondermi dietro un dito. C’è da rispondere al grido di dolore e voglia di rinascita della mia regione. Credo che il percorso politico da Portavoce del M5S mi dia la forza di rappresentare la faccia limpida e dignitosa di quei tanti calabresi che sono sempre stati maggioranza rispetto ai delinquenti e che in molte competizioni elettorali hanno espresso la loro voglia di cambiamento.

Non mi sto candidando per millantare potenza o rivendere risultati elettorali, io mi candido a rappresentare i Calabresi nella regione in cui sono nata e mi sono laureata e dove sono stata già eletta Parlamentare, consapevole che c’è un rischio serio di non presentazione della lista da parte del M5s.

Chi mi conosce bene o magari ha intenzione di conoscermi dovrebbe sapere che da Parlamentare della Repubblica e Portavoce del M5S eletta in Calabria dal 2013, come capolista all’età di 26 anni, mi sono occupata: di tutela del risparmio privato, lotta contro l’usura bancaria, scorrimento delle graduatorie delle Forze dell’Ordine, gestione dei rifiuti in Calabria, protezione dei cittadini che aiutano la magistratura, iniziative antimafia e autonomia dell’informazione molto spesso manipolata e soprattutto di diritto alla Salute.

Ho denunciato i favori della mala-politica ad amici e compari, ho fatto annullare nomine dirigenziali illegittime, ne ho segnalato una montagna e ho studiato tanto: carte, atti e documenti occultati, che ho divulgato tramite web.

Ho contribuito a difendere le associazioni sul territorio, anche minacciate dalla criminalità, e alla salvaguardia dell’ambiente insieme alle tante espressioni della società civile calabrese.

Ho denunciato centinaia di imbrogli spaventosi nella sanità, smascherando la truffa del commissariamento e del piano di rientro. Ho ispezionato personalmente il 90% degli ospedali calabresi, annotando ogni volta, disservizi, scandali e abusi di gruppi di potere per cui ho chiesto ed indicato soluzioni.

Nell’assenza di nostri Consiglieri in Regione, ho depositato, una proposta di legge di iniziativa popolare per riordinare il SSR. Oggi dopo il fallimento dei commissari nominati attraverso il Decreto Calabria abbiamo il dovere di attuare quel Decreto rispondendo ai reali e gravissimi motivi che l’hanno generato. In mezzo c’è stato un cambio di governo e la rete imbrigliata delle dinamiche del Dipartimento Regionale della salute a guida Oliverio. Ai cittadini questo lo spiegheremo, ma nel frattempo abbiamo il dovere di agire!

In questi anni ho percorso in Calabria oltre 200 mila chilometri con la mia auto, ho restituito oltre 160 mila euro del mio stipendio (e sto continuando a rendicontare), ho scritto più di 3 mila atti tra interrogazioni, esposti, emendamenti, diffide e note formali. Non amo le analisi quantitative ma, queste cifre danno quanto meno una vaga idea della mole di lavoro portata avanti in questi anni con l’aiuto di pochi attivisti, professionisti e volontari sognatori che ringrazio uno ad uno.  Ma sono state migliaia le persone che in questi anni sul territorio italiano hanno fatto attivismo civico e che -credendo sentitamente nel progetto di rivoluzione culturale- hanno contribuito con soldi di tasca propria per spostarsi e stampare volantini, mettendo a disposizione del M5S il proprio tempo ed idee. Attivisti consapevoli che l’unica rivoluzione possibile è quella democratica attraverso le istituzioni, permanente che non si ferma davanti ai tentativi di delegittimazione, pacifica ma non per questo meno tenace.

Per anni ho organizzato centinaia di incontri pubblici ed eventi di piazza su temi importanti per rappresentare degnamente le Istituzioni e far capire che se ciascuno fa il proprio dovere pian piano le cose cambieranno e stanno già cambiando. E indietro non possiamo tornare.

Se la buona volontà di molti di noi e di tante istituzioni e autorità (politiche, civili, militari, religiose, delle ff.oo. e della magistratura) non sia ancora abbastanza. Allora dobbiamo fare tutti di più, perchè in questi dieci anni abbiamo visto troppi amici e conoscenti abbandonare i nostri amati luoghi d’origine per l’assenza di alternative di realizzazione personale ed economica dignitosa.  

CHIEDO IL SIMBOLO M5S

Per quanto già dimostrato con il mio lavoro e quello di tutti i Portavoce, sia come forza di opposizione che di maggioranza, in nome del M5S sento che non possiamo cedere il passo.

Sono a disposizione del M5S per rappresentare la mia terra, perchè non potrei mai permettere di lasciare campo libero al solito sistema ben oliato di prebende e di interessi particolari a danno della collettività. La Calabria deve alzare la testa e con il M5S a garanzia può farlo.

Chiedo pubblicamente a Di Maio e Beppe Grillo -che detengono il simbolo del M5S- questa possibilità. Oggi dire sì alla mia candidatura significherebbe sostenere una giovane donna (come anche già auspicato da un recente appello pubblico), in un percorso politico che sia: responsabile, pragmatico e trasparente, di aggregazione civica trasversale, aperto a tutti: sia ai militanti di destra o di sinistra, che a tutti quelli che non si ritrovano in alcuna delle attuali sigle di partito. Dobbiamo premiare chi, fino ad oggi, nel territorio calabrese ha resistito fieramente alle ingiustizie e alle vessazioni.

CONCLUSIONI

Possiamo battere la storica e nefasta logica dell’alternanza calabrese che oggi vede favorito (non certo per meriti) il classico carrozzone del centro-destra con in testa la Lega.

L’attuale legge elettorale premia oltremodo il primo ed il secondo più votato. Con una candidatura dell’ultima ora o di sola testimonianza, rischiamo senz’appello il “terzo posto” e quindi l’irrilevanza. Saremmo fuori dal Consiglio Regionale. Mancare questa opportunità – come a gran voce ci chiedono tanti Calabresi – senza nemmeno provarci sarebbe politicamente imperdonabile per noi, per il M5S intero. Invito, ancora una volta, a riflettere su quanto dico.

Con la mia candidatura politica per il M5S, aperta ad una coalizione di liste civiche, capace di aggregare le energie buone della Calabria, possiamo chiedere il consenso elettorale dei calabresi e far virare il timone della Regione verso il riscatto!» (rp)

A Montecitorio 27 cuochi calabresi ricevono i “Collari Collegium Cocorum”

Una prestigiosa onoroficenza al Merito Professionale è stata consegnata a 27 cuochi calabresi nell’Auletta dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati di Montecitorio.

Si tratta del Collare Collegium Cocorum, che viene rilasciata ogni due anni dalla Federazione Italiana Cuochi agli chef che hanno operato o operano da oltre venticinque anni nell’arte culinaria, onorando sempre e ovunque la tradizione e il prestigio della millenaria cucina italiana.

«Questa onorificenza – ha dichiarato Carmelo Fabbricatore, presidente dell’Unione Regionale Cuochi Calabria – ispirata al riconoscimento anticamente tributato dalla Roma imperiale alla professione del cuoco, rende merito ai sacrifici quotidiani, all’amore e alla passione che ogni giorno i cuochi trasmettono con il proprio lavoro. Esprimo grande soddisfazione da parte della delegazione calabrese e i miei complimenti ai 27 cuochi della nostra regione, tra cui 4 lady chef, che si uniscono ai tanti già premiati e celebrati sin qui».

Per la delegazione di Catanzaro, hanno ricevuto l’onorificenza Domenico Cerullo, Giuseppe Melina, Lidia Cipriani, Luciano Tolomeo, Massimiliano Riccelli, Luciano Procopio, Gregorio Mantegna; per Cosenza Giovanni De Luca, Maria Teresa Sposato, Antonio Girolamo, Giuseppe Campolongo, Antonio Schella, Salvatore Bianco, Pierluigi Vacca, Vincenzo Grisolia, Pierfrancesco Antonuccio, Maria Colonnese, Valerio Montalto, Rosario Taranto, Francesco Camera, Gaetano Alia.

Per la delegazione di Reggio Calabria, Giuseppe Pisano e Annunziato Pisano; per quella di San Giovanni in Fiore, Vincenzo D’Oppido, Salvatore Vona, Roberto Minniti. Per quella di Vibo Valentia, Maria Domenica Grillo e Cristian Parisi.

«Anche in questa edizione – la voce del presidente nazionale di Federcuochi, Rocco Pozzulo – abbiamo voluto evidenziare l’importante capacità evocativa della cucina professionale e il prestigio di cui godono i veri professionisti del settore, oltre la versatilità di un ambito che oggi è considerato a pieno titolo un’importante espressione culturale del nostro tessuto socio-economico. Per questo abbiamo voluto conferire il collare ‘Amici dei cuochi’ anche a istituzioni e personalità vicine alla Federcuochi». (rrm)

La Fondazione Agnelli premia come migliori scuole due licei di Oppido Mamertina

Uno studio della Fondazione Agnelli sulla formazione scolastica ha indicato, nel comprensorio del Tirreno e della Piana di Gioia Tauro, come migliori scuole, per l’indirizzo scientifico il Liceo Gemelli Careri di Oppido Mamertina (53.02) – preceduto dal Liceo Guerrisi di Cittanova – e, per l’indirizzo Classico, il Liceo “San Paolo” con 60.04 punti, che primeggia nella classifica. È quanto si evince dallo studio Eduscopio della emerita fondazione torinese.

Un risultato importante, che ha dato grande soddisfazione ad Antonietta Bonarrigo, dirigente scolastico del Liceo San Paolo.

«La nostra è una piccola grande realtà, – ha dichiarato il dirigente scolastico, prof.ssa Antonietta Bonarrigo – piccola nei numeri ma grande per la funzione educativa che svolge nel territorio della Piana».

Il Liceo è una scuola paritaria abbinata al Seminario diocesano di Oppido Mamertina, accoglie quindi i seminaristi, ma anche ragazzi che provengono dai vari paesi, da Delianuova, Gioia Tauro, Varapodio, Molochio, S. Cristina d’Aspromonte, Castellace, Messignadi, Taurianova e naturalmente da Oppido.

«Diversi – si legge in una nota del Liceo – sono i progetti avviati nel corso degli anni e ancora attivi, quali l’alternanza scuola-lavoro, progetto archeologia, turismo culturale, scrittura e giornalismo, il caffè filosofico, il teatro, attività coreutiche e musicali, le certificazioni internazionali e attività di fisiologia clinica, cui sono da aggiungere, da questo anno, seminari bioetici, biomedici e seminari giuridici». (rrm)

La cittadinanza onoraria di Cittanova al regista e attore Antonio Salines

Il regista-attore Antonio Salines, un grande dello spettacolo (premiato tra l’altro come miglior attore del 2019 qualche mese fa a Napoli), direttore del Teatro gentile di Cittanova, da oggi è cittadino onorario della Città della Piana. La consegna dell’attestato – meritatissimo, visto il grande risultato raggiunto in così poco tempo dal Teatro Gentile sotto la sua direzione – è avvenuta proprio in teatro, al termine della commedia di Dario Fo Chi ruba un piede è fortunato in amore, portato in scena dallo stesso Salines con Francesca Bianco, in una produzione del Teatro Belli di Roma.

La decisione di conferire la cittadinanza onoraria ad Antonio Salines è stata presa dal Consiglio comunale all’unanimità, con il sindaco Francesco Cosentino, il quale nel consegnare la pergamena a Salines ha messo in evidenza «la personalità culturale dell’artista capace di riunire il segno di testimonianza e documentazione, la coscienza sociale, la sensibilità e il senso etico. Il Maestro, per il suo impegno, merita la gratitudine della nostra comunità».

Girolamo De Maria e Antonio Salines
Girolamo De Maria e Antonio Salines

Girolamo De Maria, presidente dell’Associazione culturale Kalomena, che gestisce il Teatro Gentile, ha espresso la grande soddisfazione degli associati per il riconoscimento a Salines che costituisce una testimonianza del legame creatosi tra l’artista e la città e e che premia l’apporto prezioso del Maestro che ha fatto proiettare la stagione teatrale di Cittanova nel panorama regionale e nazionale, portando grande smalto alla città e al Teatro stesso.

Salines, commosso e ancora in abiti di scena, ha ringraziato con emozione per il riconoscimento che ha mostrato di gradire molto: «Adesso, sono uno di voi», ha detto abbracciando idealmente tutto il teatro gremito in ogni ordine di posti. (mp)

 

Il Polo Museale della Calabria a Paestum per la Borsa del Turismo Archeologico

Per due giorni, giovedì 14 e venerdì 15 novembre, il Polo Museale della Calabria parteciperà alla 22esima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum.

Previste nella prestigiosa rassegna le seguenti iniziative che vedranno relatori, fra gli altri, Rossella Agostino, Gregorio Aversa e Laura Delfino, direttori di importanti Sedi afferenti al Polo museale
della Calabria.

Giovedì 14 novembre, alle 17.10, l’incontro lungo le coste della Calabria. Templi, fari e torri costiere tra archeologia e paesaggio. Intervengono Rossella Agostino, direttore Museo e Parco Archeologico nazionale dell’antica Kaulon, Gregorio Aversa, direttore Museo e Parco Archeologico nazionale di Capo Colonna e Ivan Comi, autore fotobook e docufilm.

L’incontro si propone di illustrare la singolare presenza di fari, realizzati nella seconda metà dell’Ottocento sui promontori di Punta Stilo e di Capo Colonna, entrambi oggi parte di parchi archeologici: quello di Capo Colonna e quello dell’antica Kaulon.

Realtà di estremo interesse nel panorama archeologico della Magna Grecia, il primo custodisce i ruderi del santuario della dea greca Hera Lacinia, uno fra i principali del Sud Italia, mentre al secondo appartengono le vestigia di una insigne città appartenente al novero delle poleis di origine achea. Il tema è trattato all’interno di un’opera curata da un fotografo professionista che, su concessione della Marina Militare, racconta tutti i fari presenti in Calabria attraverso un book fotografico ed un docufilm.

Venerdì 15 novembre, alle 17.00, l’incontro Abbattimento barriere sensoriali. Un percorso archeologico tra area magno-greca e area grecanica. Intervengono Rossella Agostino, Laura Delfino e Rosanna Pesce, responsabile DigiArt.

Saranno presentati i progetti dei musei archeologici di Locri “Museo del Territorio” e del Parco Archeologico “Archeoderi” di Bova Marina, che si sono dotati di supporti multimediali quali Videoguida Lis e pianta Braille per rendere accessibile il percorso espositivo di entrambi ai non vedenti e ai sordi.

Tali progetti hanno visto la collaborazione della società Digi Art di Reggio Calabria con la quale si è elaborato un percorso illustrativo anche di taglio didattico/ludico per i visitatori in età scolare.

A seguire, la presentazione della guida Kroton e Scolacium. Musei e Parchi Archeologici: da giacimento culturale a patrimonio da valorizzare. Intervengono Maurizio Paoletti, prof. di Archeologia Classica dall’Università della Calabria e Gregorio Aversa.

Il volume sintetizza le problematiche storiche e fornisce brevi approfondimenti per la visita del Museo archeologico nazionale di Crotone e dei Musei e Parchi Archeologici di Capo Colonna e Scolacium, che costituiscono tre realtà storicamente interrelate tra loro: dall’antica polis di Kroton, famosa per i suoi atleti e medici oltre che per la presenza della scuola pitagorica, alla città romana erede della colonia crotoniate di Skylletion, da sempre centro nodale di collegamento tra le sponde del mar Jonio e del mar Tirreno. (rrm)

In copertina, La Cattolica di Stilo, che fa parte del Polo Museale della Calabria.

Quasi 600 gli studenti calabresi impegnati nella salvaguardia dell’ambiente

Un progetto, quello promosso dall’azienda tedesca Varta con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che vuole informare ed educare i bambini e ragazzi sulla raccolta differenziata e sul corretto smaltimento delle pile.

In Calabria, sono quasi 600 gli studenti delle classi classi 4^ e 5^ delle Scuole Primarie e alle classi 1^ delle Scuole Secondarie di Primo Grado per l’anno scolastico 2019-2020, ad aver aderito all’iniziativa, e sono dell’Istituto Magistrale “Santa Caterina da Siena” di Paola, degli Istituti Comprensivi: “Manzoni” di Catanzaro; “T. Cornelio” di Rovito; “Guglielmo Sabatini” di Borgia; “Carducci – V. da Feltre” di Reggio Calabria; “I Circolo” di Vibo Valentia e degli Istituti Comprensivi di Briatico e Montello Ionico.

Ogni classe partecipante riceverà un kit contenente 25 libretti didattici, una locandina da appendere nella bacheca della classe o dell’istituto e un flyer informativo.

I libretti spiegano in modo chiaro e semplice la composizione della pila, la sua storia, le sue funzioni e il corretto smaltimento al termine dell’utilizzo, ma soprattutto, riescono a coinvolgere e ad appassionare i più giovani grazie alle vignette di Vartaboy e Vartagirl, i due supereroi creati da Gabriele Barsotti, studente della Scuola del Fumetto.

Entro aprile 2020, gli studenti sono invitati a realizzare, con il supporto del docente, un elaborato artistico di classe sulle tematiche affrontate, scegliendo tra due tracce: Crea con diversi materiali la Pila del Futuro per la tua classe per ricordare a tutti quelli che la incontrano i segreti del riciclo responsabile! oppure Crea un fumetto dell’avventura dei protagonisti del libretto in giro per il mondo alla salvaguardia dell’ambiente (fino ad un massimo di 8 vignette).

I lavori saranno esaminati da una commissione, che, entro l’11 maggio 2020, decreterà le tre classi vincitrici premiandole con un buono del valore di 1.500 euro per l’acquisto di apparecchi utili per la didattica (computer, tablet, stampante ecc.). (rrm)

Un team calabrese rappresenterà l’Italia nell’Hackathon in Norvegia

Sarà un team calabrese a rappresentare l’Italia in Norvegia ai campionati di cultura informatica (Hackathon). Una gran bella soddisfazione per i giovani calabresi che hanno saputo imporsi nelle eliminatorie italiane.

«Faccio i complimenti alla nostra Elisa, best hacker, che avrà la responsabilità di rappresentare, insieme al suo eccellente team, il nostro Paese in un importante contesto internazionale» ha dichiarato Antonio Iacoianni, dirigente scolastico del Liceo Classico “Telesio” di Cosenza.

Elisa Vitale, della 5B, ha vinto, infatti, l’Hackathon di Matera, svoltosi nei giorni scorsi, e rappresenterà l’Italia in Norvegia per le prossime fasi della competizione a livello internazionale.

l’#HackCultura2019 –  l’hackathon degli studenti per la “titolarità culturale” è una iniziativa volta allo sviluppo di progetti digitali da parte degli studenti delle scuole italiane, per favorire nei giovani, in un’ottica di ‘titolarità culturale’, la conoscenza e la ‘presa in carico’ del patrimonio culturale nazionale.

Una tre giorni volta alla riflessione sulla Cultura e sulle connessioni tra reale e virtuale con dibattiti su innovazione, esperienza, laboratori e spettacoli sulla Scuola Digitale.

L’importante risultato, conseguito dalla studentessa cosentina, è stato possibile grazie anche alla studentessa Assunta De Francesca, «che ha avuto l’importante ruolo di mentor all’interno della manifestazione di Matera».

«Crediamo nei successi! – ha proseguito il dirigente scolastico Iacoianni – Questo è il nuovo slogan che mi piacerebbe coniare da oggi, nato dopo una riunione con i miei stretti collaboratori».

«Questa – ha proseguito il dirigente scolastico Iacoianni – è, forse, la nostra forza, la forza di questo straordinario Progetto Telesio, che si sta imponendo con autorevolezza a livello nazionale: credere nei sogni e trasformarli in successi! In successi formativi».

«La forza del progetto – ha proseguito Iacoianni – è una visione condivisa, una leadership che trova consensi non celati ma concreti. L’impegno di tanti che dietro le quinte lavorano per fare di un’idea, di ogni sogno, un successo». (rcs)

 

Elezioni regionali / Il punto di vista del Movimento 10 idee per la Calabria

Il Movimento 10 Idee per la Calabria, coordinato dal prof. Domenico Gattuso ha inviato una nota che puntualizza la propria posizione politica in vista delle elezioni regionali. È un documento che invita al confronto e può costituire una interessante base di discussione sul ruolo dell’imprenditore Pippo Callipo, che ha dato la propria disponibilità a candidarsi come Governatore su un programma comune che veda insieme grillini, Partito Democratico e liste civiche.

Calabria.Live, come i nostri lettori possono verificare ogni giorno, mantiene la sua posizione di totale indipendenza nei confronti di tutti i candidati e gli aspiranti governatori, avendo il solo obiettivo di informare – come ha sempre fatto – con correttezza e terzietà sulle iniziative e i programmi di chi vuole contribuire a un vero e serio rinnovamento della nostra terra. Questo giornale, quindi, è lieto di offrire spazio a tutte le forze democratiche che rispettano l’ordinamento costituzionale e vogliono instaurare un rapporto dialettico con gli elettori e i nostri lettori, per il bene della Calabria. Rispetteremo posizioni e punti di vista senza partigianerie né finalità nascoste, con la serietà e l’autorevolezza che ci contraddistingue e che ci vede premiati con migliaia di nuovi contatti che ogni giorno di più mostrano di apprezzare questo quotidiano on line e ci incoraggiano a continuare nel nostro impegno per la crescita e lo sviluppo della Calabria. (s)

Ecco il documento di 10 Idee per la Calabria:

«Il nostro movimento – si legge nel documento inviato a Calabria.Live – è da tempo impegnato in un progetto di innovazione politico-amministrativa e di rinnovo della classe dirigente per dare un futuro alla Calabria. Il rischio di andare alla deriva per la nostra regione è molto serio, non possiamo stare con le mani in mano.

«Il nostro contributo non vuole essere di testimonianza, ma si propone in termini di azioni concrete per  voltare pagina rispetto alle pratiche disastrose delle forze politiche che hanno gestito il governo della Regione negli ultimi 25 anni. In questo senso abbiamo raccolto energie sane dal territorio, aggregato personalità credibili, competenti, con storie limpide e socialmente attive, suggerendo un approccio nuovo alla politica. Abbiamo costruito dal basso e con la partecipazione di gruppi di lavoro qualificati un Programma di riforme serio e fattibile, abbiamo costituito un pacchetto di progetti per tradurre l’iniziativa programmatica in fatti concreti. Abbiamo una squadra di persone di comprovata capacità ed esperienza, in grado di assumere ruoli amministrativi di primo livello e di contribuire a tirare fuori la Calabria dalle sabbie mobili in cui da troppo tempo è arenata.

«Ed abbiamo suggerito un percorso di resistenza e di progresso, consapevoli che non possiamo lasciare la guida della Regione nelle mani di chi ha contribuito a determinare il disastro, di chi ha conti in sospeso con la giustizia, di chi persegue interessi personali, di chi coltiva i privilegi del Nord in un’ottica marcatamente antimeridionalista come le lobby fascio-leghiste, di chi non possiede i requisiti fondamentali per rappresentare al meglio la storia, la cultura, l’economia, l’identità della Calabria, di chi vuole inibire l’opportunità di riscatto della nostra comunità. Abbiamo bisogno di una squadra operosa di persone, non di leader parolai avvezzi a vuoti spot televisivi. Servono figure nuove disposte a metterci la faccia, le competenze e la fatica, non dilettanti e menzogneri alla ricerca di poltrone, carriere e vitalizi personali.

«Fra le prime riforme che abbiamo in mente c’è il riassetto in chiave democratica e funzionale della macchina amministrativa: non più un governatore padrone, ma un assetto che ridia dignità e valore al consiglio degli eletti; una reale apertura alla componente femminile oggi impedita attraverso subdole azioni maschiliste; la fine dei vitalizi di casta trasversale assumendo le buone pratiche della politica responsabile vigenti nelle regioni migliori.

«In questo ottica, l’ipotesi di una coalizione fra tre componenti politiche rilevanti, come PD, M5S, Movimento civico 10 Idee per la Calabria e un Movimento di ispirazione cattolica, è praticabile purchè si considerino alcuni presupposti che abbiamo già avanzato in diverse occasioni: un PD rinnovato con protagonisti avulsi da vecchie pratiche e liberi da condizionamenti di correnti e personaggi non più credibili, un M5S che dia spazio alle persone più qualificate che militano nelle sue fila sul modello del nostro movimento, una figura di Presidente di prestigio riconosciuto a scala regionale e sovra-regionale, competente per il suo profilo professionale e credibile per la risalente partecipazione politica, non certo un alto funzionario dello Stato in pensione con prolungamento di carriera che connoti ancora di più la Calabria come una regione da gestire con approcci commissariali. La storia dell’imprenditore Pippo Callipo parla chiaro e sarebbe un peccato mortale non avvalersi, oggi, della sua disponibilità. Un candidato di ben altra caratura rispetto al caso dell’Umbria, sostenuto da una forza civica di spessore come la nostra, che in Umbria non era presente. L’Umbria non poteva rappresentare un test elettorale valido, d’altra parte: la Regione era già in mano alle destre. E la coalizione potrebbe essere allargata ad altre componenti costruttive e progressiste.

«Ma si propone qui un ulteriore elemento di confronto. Atteso che si è disponibili ad una composizione dialettica di programma (il nostro è quasi integralmente disponibile sul sito web www.10idee.it), sarebbe opportuno un confronto sin da ora anche sulla composizione delle liste elettorali. Ciascuna forza della coalizione individui un proprio Garante che “certifichi” la qualità dei propri candidati dal punto di vista delle competenze, del carisma, del potenziale elettorale, dell’integrità sul piano giudiziario in particolare, dell’esperienza in termini di capacità amministrativa e cooperativa. Si dia vita quindi ad un Comitato dei Garanti che definisca in modo rapido ed univoco i criteri di candidabilità dei singoli, sulla base anche delle esperienze nazionali. Si accetti una valutazione incrociata e serena dei curricula e del valore delle candidature. Si giunga alla composizione di una coalizione di liste quanto più possibile coesa, determinata, affidabile, battagliera.

«In Calabria si può vincere. Ma non c’è più tempo per sciocchi tatticismi. Non convergere sull’ipotesi di coalizione di cui sopra significa condannare la Calabria ad una nuova stagione scopellitiana, con l’aggravante leghista. Al M5S si chiede anche uno scatto di orgoglio: la gente di Calabria che ha creduto nella spinta al cambiamento alle elezioni parlamentari del 2018, dando un consenso straordinario a questa forza politica, non capirebbe il senso di una latitanza elettorale, e neppure il senso di una tendenza al suicidio politico, atteso che la sconfitta senza combattere in Calabria ed Emilia Romagna, potrebbe portare ad elezioni politiche anticipate, con elevate probabilità di chiudere l’esperienza del M5S alla dimensione di una meteora senza luce».   (rrm)

La UE sblocca i pagamenti del Por Calabria 2014/2020: arrivano 131 milioni di euro

Una buona notizia per la Calabria: la Commissione Europea ha revocato il blocco dei pagamenti sul POR Calabria FESR/FSE 2014-2020 (131 milioni), che stato deciso a seguito delle indagini sull’irregolarità di alcuni progetti presentati (vedi Calabria.Live del 4 ottobre scorso).

È un risultato atteso ma che oggi fa chiarezza e conferma la trasparenza delle procedure attuate dalla Regione Calabria nelle spesa dei finanziamenti europei. Un risultato di estrema importanza per la Calabria, non solo per la possibilità di veder onorate le richieste di pagamento intermedio degli ultimi 12 mesi, ma anche perché, come si afferma nella nota della UE, si dà anche atto alla Regione Calabria di aver posto in essere tutte quelle misure necessarie per poter assolvere in modo soddisfacente tutte le condizioni avanzate dalla Commissione al fine di procedere alla revoca dell’interruzione.

Nel corso di questi mesi, l’Autorità di Gestione del Programma ha avviato una serie di misure per migliorare e prevenire carenze ed irregolarità nei sistemi di gestione esistenti. Particolare attenzione, come richiesto dalla Commissione, è stata riservata al rafforzamento dei sistemi di gestione e controllo nonché alla ripetizione delle verifiche su 152 progetti, per i quali si è proceduto a ricontrollare sia la documentazione amministrativa che l’effettiva realizzazione delle opere attraverso verifiche in loco sul 100% dei progetti presi in esame. Tali interventi sono stati anche oggetto di apposite verifiche da parte dell’Autorità di Audit, che ha profuso uno sforzo significativo al fine di espletare le attività nei tempi previsti.Si è proceduto inoltre al rafforzamento amministrativo del Dipartimento Infrastrutture, Lavori Pubblici e Mobilità, con l’incremento delle risorse umane dedicate all’attuazione dei progetti, al potenziamento delle strutture deputate al controllo di I livello con l’incremento delle risorse professionali e l’identificazione di profili mirati alla prevenzione delle irregolarità.I risultati e le evidenze del lavoro svolto, oltre che apprezzati dagli organi di Bruxelles, sono stati rielaborati per alcuni ambiti, in schede informative a livello di singolo intervento oggi rese accessibili a tutti i cittadini sul portale CalabriaEuropa.

La Regione, nelle prossime settimane, completerà gli ulteriori adempimenti richiesti. E tuttavia, la decisione assunta dalla Commissione Europea è  la conferma sulla validità del lavoro svolto e la riprova che la Regione Calabria sta percorrendo una giusta direzione. «Esprimo la mia piena soddisfazione – ha commentato il Presidente Mario Oliverio –  per la piena conferma della correttezza e efficacia nella gestione dei finanziamenti e dei progetti del POR. D’altronde la regione Calabria in questi anni ha dimostrato di riuscire ad ottenere importanti risultati sulla gestione dei fondi strutturali, essendo in grado di raggiungere con anticipo i target di spesa e, da ultimo, riuscendo a conseguire, come indicato nella decisione della Commissione C(2019) 6200  del 20 agosto 2019, la riserva di una premialità grazie alle ottime performance del programma. Una premialità che vale per la Regione Calabria ben 142,7 milioni di euro.Questo importante risultato si tradurrà in ulteriori benefici  nei settori di intervento più sensibili per la comunità calabrese: il sostegno alle imprese, la trasformazione digitale, la mobilità sostenibile, la prevenzione dei rischi, le politiche per il lavoro, l’istruzione e la ricerca». (rrm)

Contro l’odio razziale: la sen. a vita Liliana Segre diventa cittadina onoraria di Reggio

Un bel gesto della Città di Reggio, un monito contro l’odio razziale e la stupidità da cui esso deriva: la senatrice a vita Liliana Segre, fatta oggetto di insulti razziali e di minacce, diventerà cittadina onoraria della Città dello Stretto. Lo ha annunciato il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà.

«Reggio Calabria vuole riconoscere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, vittima del nazismo, del fascismo, dell’ignoranza di ieri e di oggi. –  ha detto Giuseppe Falcomatà – Non servono i legami fisici con la città. La senatrice a vita Liliana Segre è storicamente ed umanamente unita alla vita del nostro Paese, dei nostri territori, di ogni piccolo paesino che ha pagato un prezzo altissimo subendo l’aberrazione fascista e nazista. L’unione che c’è fra Reggio Calabria e la senatrice Liliana Segre si fonda sul fatto che il nostro Comune segue i principi fondamentali della Carta Costituzionale, dichiarandosi marcatamente antifascista, ed in lei riconosciamo l’idea di città che stiamo costruendo».

«Ecco – ha detto ancora il sindaco di Reggio – quell’aberrazione, la senatrice Segre l’ha patita sulla propria pelle dove porta, indelebile, il marchio nazista che ne ricorda i trascorsi nel campo di concentramento di Auschwitz e la viva testimonianza della catastrofe che fu la Shoah. Faccio mie le parole di Ruben Della Rocca, vicepresidente della Comunità ebraica di Roma, quando, nel ricordare che tutti i vertici della loro associazione sono scortati, denuncia il fallimento di un intero Paese. Come dargli torto? Che Italia è quella che si trova costretta a mettere sotto scorta una signora di 90 anni perché ebrea? Che Italia è quella che deve istituire, alle soglie del 2020, una commissione parlamentare per studiare i fenomeni del razzismo, dell’odio, dell’esclusione sociale? E’ un’Italia, evidentemente, che ancora non ha fatto i conti col proprio passato nefasto».

«Giungano, dunque, alla senatrice a vita Liliana Segre – ha concluso il sindaco Falcomatà – i nostri sentimenti di vicinanza, sostegno e solidarietà oltre, ovviamente, l’invito ad incontrarla presto nella nostra Reggio Calabria che è città impegnata, quotidianamente, nella lotta contro le ingiustizie, le disuguaglianze, la violenza ed il razzismo. A lei diciamo di andare avanti, pur nelle difficoltà e nell’insensatezza di chi ha voluto dividere il Parlamento su principi cardine e universali fomentando odio nel Paese e armando le dita dei “leoni da tastiera” ed il bullismo di haters intellettualmente disonesti e vigliacchi. Chi si macchia di reati a sfondo razzista ed antisemita, chi subissa di offese la senatrice Segre, chi tentenna di fronte alla condanna di tali comportamenti scellerati, chi vorrebbe riscrivere la storia a proprio piacimento, va, invece, censurato e severamente punito». (rrc)