Sila Officinalis 2021, occorre fare filiera e regolamentare il settore delle officinali

di FRANCO BARTUCCI –  Si è svolto a Camigliatello Silano il consueto incontro annuale di Sila Officinalis, un appuntamento ormai consolidato. L’edizione di quest’anno è stata la 20esima edizione, nel panorama delle iniziative volte a promuovere il territorio silano e le risorse da esso espresse.

Nato come mostra micologica, questo evento, ha cambiato pelle nel corso degli anni divenendo, come declina l’acronimo del titolo, Sistema Integrato di Sviluppo Locale per la Natura e l’Ambiente – Officina delle Idee Sostenibili, che si pone come spazio di incontro e riflessione tra professionisti del settore, aziende, parti sociali, referenti politici e ricerca scientifica, al fine di dare risposte alle domande di innovazione e sostegno per lo sviluppo di un territorio, quello silano appunto, che come tutti i territori di montagna soffre di difficoltà a creare impresa e reddito il che genera fenomeni di spopolamento e difficoltà socio-economiche. 

L’edizione di quest’anno è stata dedicata al mondo delle piante officinali, che, tra alimentazione e nutraceutica, rappresentano il futuro dell’agroalimentare in Calabria.

L’ingente patrimonio di biodiversità calabrese, infatti, ad oggi è sottoutilizzato, sia come risorsa alimentare, pensiamo alla ricchezza di specie fitoalimurgiche presente nella flora della nostra regione, ma ancor meno come rimedio salutistico. Eppure il fatturato delle officinali in Italia, ma in tutto il mondo, è aumentato negli ultimi anni, sia in volume che in attenzione da parte dei consumatori, tanto da rendere necessaria la normativa di legge (75/2018) per una riforma epocale dell’intero settore che accomuna le attività di prima trasformazione a quelle agricole.

Questo è quanto è emerso dalla relazione del Dr. Gentile (CIA) che ha oltretutto sottolineato come la prima trasformazione produce una ricaduta sul valore aggiunto che rende ancora più attrattivo il settore per quelle imprese che intendano puntare su questo ambito.

Naturalmente, sia la coltivazione che la eventuale trasformazione per usi non strettamente alimentari, richiede competenza specifica (necessità di corsi di formazione) e ricerca scientifica applicata, che garantisce la “qualità” non soltanto in termini di massa critica, ma in termini di caratteristiche organolettiche e salutistiche espresse da quella componente di phytochemicals che sono strettamente correlabili al territorio di produzione.

Questo permette di presentare le officinali calabresi come materia prima di qualità per applicazioni nutraceutiche, farmaceutiche e cosmetiche, dimostrate scientificamente da ricerche importanti condotte nel settore. Oltre che da Università e Cnr, è la ricerca privata a rendere ragione dell’importanza delle officinali in Calabria. Sono già diversi gli spin off e le start up innovative che a vario titolo supportano con la ricerca scientifica lo sviluppo del settore, è quanto ha affermato Lisa Bilotti, presentando le attività della start up Naturextralab che fa della ricerca nel settore nutraceutico il suo cavallo di battaglia, puntando sulla qualità proprio delle officinali della flora calabrese per la loro specifica composizione. 

Alla rassegna silana sono intervenuti anche Antonio Ricciardi, titolare dei laboratori Rima (una realtà nel panorama della produzione di integratori alimentari in Italia) che ha ben dettagliato l’uso di specie officinali nella produzione di nutraceuticise adeguatamente supportata da una tracciabilità sulla produzione e sulla trasformazione che renda ragione dell’impiego industriale, e la dottoressa Munno, neo eletta vicepresidente dell’ordine provinciale dei dottori agronomi e forestali, che ha presentato interessanti dati sulle coltivazioni in Calabria in relazioni alla disponibilità di suolo e alla predisposizione naturale della regione.

Ecco che allora la particolare composizione geopedologica della Calabria, associata al suo clima tipicamente mediterraneo, diventano habitat ideale per molte coltivazioni di qualità proprio nei terrori più svantaggiati, quelli di montagna, non a caso area di parchi nazionali e riserve naturalistiche. In queste aree tuttavia vivono ed operano aziende che basano il loro reddito su produzioni tipiche del territorio e che vedrebbero le officinali come un elemento di indubbio valore aggiunto alla redditività aziendale. È quanto è emerso nella tavola rotonda che ha chiuso i lavori di “sila officinalis” e alla quale hanno partecipato gli esponenti delle principali associazioni di categoria.

«Tutte le parti convenute hanno concordato – ha dichiarato il prof. Giancarlo Statti, Ordinario di Biologia Farmaceutica del Dipartimento di Farmacia e Scienza della Salute e della Nutrizione  dell’Università della Calabria e relatore della giornata – che a monte dell’impegno aziendale per la produzione agricola o la raccolta e trasformazione dello spontaneo, occorre un piano di filiera che si inserisca all’interno di una normativa di legge che specifichi, a livello regionale, alcune dinamiche che la legge nazionale (75/2018) demanda alle regioni stesse per specificità di interventi».

«Le recenti elezioni regionali – ha spiegato – lasciano ancora in sospeso la nomina del nuovo Assessore regionale per l’agricoltura, ma ciò non toglie che dall’edizione del 2021 di Sila Officinalis è riemersa con chiarezza la necessità di aprire un tavolo tecnico per ottenere anche in Calabria una legge di regolamentazione del settore la cui mancanza (solo 4 regioni in Italia mancano di questa legge) non permette al settore di effettuare un salto di qualità decisivo».

Il servizio giornalistico trova una sua giusta conclusione dando spazio al pensiero della dott.ssa Lina Pecora, agronoma, componente del  Consiglio Nazionale Conaf, con delega all’Innovazione, nonché co-fondatrice del laboratorio territoriale Sila Officinalis (Sistema Integrato di Sviluppo Locale per la Natura e l’Ambiente – Officina delle Idee Sostenibili), che ha raggiunto la sua ventesima edizione con il supporto organizzativo dell’Ordine degli Agronomi cosentino, dell’Università della Calabria, del Parco della Sila e dal Gruppo Naturalistico Micologico Silano. 

«La ventesima edizione di Sila Officinalis – ci ha dichiarato la dott.ssa Lina Pecora – è stata particolarmente innovativa ed istruttiva.  Le relazioni di imprese e start up innovative attive nel campo delle piante officinali ci hanno fatto capire come sia possibile creare reddito e nuove opportunità lavorative anche in questo settore».

«Non è stato facile in questi 20 anni – ha proseguito – ma abbiamo realizzato non solo attività convegnistica di rilievo nazionale ed internazionale, ma abbiamo promosso il mantenimento di una rete di relazioni tra multi actor stakeholder permanenti, che di fatto ha visto nascere: progetti di ricerca innovativi, nuove collaborazioni tra imprenditori calabresi, italiani ed internazionali, creazione di gruppi operativi dell’innovazione (Misura 16.1 del PSR), nuova visione del mondo della ricerca a servizio delle imprese».

«Adesso – ha concluso – dobbiamo puntate maggiormente al dialogo tra istituzioni, professionisti e società civile, facendoci promotori anche dell’approvazione di una legge regionale sulle piante officinali». (fb)

L’Unical ha presentato il progetto che punta all’HR Excellence in Research Award

È stato presentato il percorso Human Resources Strategy for Researchers (HRS4R), con cui l’Università della Calabria si è candidata all’HR Excellence in Research Award, il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Commissione Europea agli Atenei e ai Centri di Ricerca che assicurano uno standard europeo di qualità dell’ambiente di lavoro a ricercatrici e ricercatori.

UniCal longs 4 excellence è il progetto con cui l’Ateneo è in corsa per l’ottenimento del Premio che prevede l’allineamento della condotta ai quaranta principi della Carta Europea dei Ricercatori e del Codice di condotta per l’assunzione dei Ricercatori, principi che riguardano le procedure di reclutamento, gli aspetti etici e professionali, le condizioni di lavoro e previdenza sociale, la formazione.

«L’Unical ha accettato questa sfida. È una sfida difficile perché gli standard di qualità europei sono elevati, ma noi contiamo sulla collaborazione di tutta la comunità accademica. La governance ritiene prioritario l’innalzamento della qualità dell’ambiente di lavoro ed il rispetto di alti principi etici, ed è molto motivata nel voler raggiungere questo obiettivo” – ha affermato il Rettore Nicola Leone, nell’aprire i lavori del workshop che si è tenuto martedì scorso al Teatro Auditorium dell’Ateneo.

«HRS4R – ha aggiunto il Magnifico Rettore – è un tassello del percorso virtuoso intrapreso dall’Unical, la renderà migliore, più accogliente e più competitiva».

A presentare il percorso HR avviato all’Unical, in cosa esso consiste, quali sono le sue fasi, gli obiettivi e le azioni messe in campo è stato il prof. Francesco Valentini, Delegato del Rettore per la Progettazione della Ricerca Unical.

«Scattiamo una foto dell’Ateneo – ha spiegato Valentini – con gli occhi di chi l’Ateneo lo vive per individuare le eventuali criticità che ci allontanano dai principi della Carta Europea dei Ricercatori; dopodiché proporremo delle azioni correttive per un allineamento pieno ai principi e per ottenere, così, l’HR Excellence in Research Award».

«Questo – ha aggiunto – ci permetterà di offrire alle nostre ricercatrici e ai nostri ricercatori un ambiente di lavoro eccellente, capace di attrarre qui, dall’Europa e dal mondo, talenti della scienza».

Tutto questo avrà un forte impatto positivo anche sul territorio che ha già recepito l’importanza dell’iniziativa Unical. Al workshop hanno partecipato, infatti, autorità e rappresentanti delle istituzioni. In platea, insieme agli oltre 200 accademici, erano presenti le assessore Marta Petrusewicz e Lisa Sorrentino del Comune di Rende, il dirigente Gabriele Alitto della Regione Calabria.

Sull’importanza della certificazione europea dello standard di qualità è intervenuta al workshop Monica Gussoni, direttrice Area Risorse Umane dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha sottolineato i vantaggi registrati dalla sua università in seguito all’assegnazione del premio, come ad esempio l’incremento del numero di finanziamenti ottenuti.

Il workshop si è concluso con l’illustrazione e il lancio del questionario destinato a tutto il personale di ricerca Unical, atto a rilevare le percezioni delle ricercatrici e dei ricercatori sull’ambiente di lavoro.

Il prossimo step sarà quello di esaminare le risposte del questionario per definire la migliore strategia da attuare per ottenere l’HR Excellence Award. (rcs)

Partita la petizione per ‘Salvare Piazza De Nava dalla demolizione’

Salviamo Piazza De Nava dalla demolizione. È così che si chiama la petizione lanciata dalla Fondazione Mediterranea e dal Comitato Civico Piazza De Nava, con cui si chiede di «bloccare questo progetto demolitivo della storia cittadina, della memoria collettiva e dell’identità dei luoghi» e indirizzata al sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà e al ministro della Cultura, Dario Franceschini.

«La Soprintendenza ai Beni Architettonici di Reggio Calabria – si legge nel testo della petizione – ha approvato un progetto di completa demolizione della storica e centrale Piazza De Nava, antistante al Museo Nazionale Archeologico della Magna Graecia, edificata nel 1918».

«La Soprintendenza – prosegue il testo – vuole distruggere questo raccolto ed elegante salotto cittadino, altamente identitario e carico di storia, simbolo della ricostruzione post-terremoto 1908, e mutilare il monumento all’on. Giuseppe De Nava, artefice della ricostruzione, per costruirvi un banalissimo “vasto spazio” in cui sarà possibile tenere “mostre, esposizioni ed eventi folkloristici” (testuale dal progetto definitivo)». (rrc)

Link per firmare la petizione.

Al via il Premio “Donna e Uomo dell’Anno 2021” dell’Accademia Fjiord of Rhegium

di ANTONIO ERRIGO – La cronaca locale e la politica d’attualità troppo spesso ci distolgono da alcuni motivi di vanto per questa terra. Per fortuna ogni anno, dal 2004, la Libera Accademia Culturale Fjiord of Rhegium invita la collettività a fermarsi, a limitare la frenesia quotidiana, e omaggiare quei cittadini definiti “Reggini Doc” che si distinguono a livello nazionale ed internazionale in diversi campi della società civile.

L’appuntamento di quest’anno è per Sabato 16 ottobre alle ore 10.30 presso la prestigiosa Aula Magna “Quistelli” dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, lì dove verranno consegnate delle preziose targhe realizzate e donate dal Maestro orafo Gerardo Sacco, alla dr.ssa Amalia Cecilia Bruni, ricercatrice di fama mondiale che ha dedicato la sua vita alla neurologia, alla dr.ssa Mara Panajia, General Manager di Henekel Italia, annoverata da Forbes Italia tra le 100 personalità femminili con riconosciute capacità di leadership e creatività e dr. Salvatore Costarella, medico chirurgo di altissima levatura professionale.

Tre personalità di un’altra Calabria, quella che merita le luci della ribalta, quella che merita l’attenzione dei media, quella che contribuisce, alle volte in modo troppo silenzioso, a far uscire questa terra dalla marginalità economia e sociale facendola splendere agli occhi di chi sa guardarla. E gli occhi attenti non mancano ai componenti della Fjiord of Rhegium: il Presidente Onorario e fondatore dr. Aldo Tripodi, il Presidente dr. Natale Polimeni, il vicepresidente dr. Franco Plastina, il tesoriere Cav. Ettore Errigo, i componenti del comitato direttivo dr. Bruno Logiudice e Francesco Ligato, che hanno unito le loro forze per organizzare in sicurezza, anche in questo anno contraddistinto dai dinieghi e dalle restrizioni, un evento che, al netto dei singoli riconoscimenti rivolti ai tre reggini Doc, mira ancora una volta a valorizzare quella parte di società civile calabrese sana che cerca, riuscendoci, a divincolarsi da cappi e luoghi comuni che troppo spesso trovano terreno fertile.

L’incontro sarà una occasione per riflettere sul valore delle competenze e della cultura che sono alla base del vivere sociale e sono l’unico antidoto contro la massificazione del pensiero. L’auspicio è quello di vedere una partecipazione di tutti quei cittadini che tengono al bene della città e della Calabria tutta. (ae)

COVID-19 – Il Bollettino del 15 ottobre: 94 nuovi casi in Calabria

Il bollettino medico del 15 ottobre 2021

in Calabria + 94 casi

In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 1.237.318 (+3.734).Le persone risultate positive al Coronavirus sono 85.452 (+94) rispetto a ieri.Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: CASI ATTIVI 85 (7 in reparto, 1 in terapia intensiva, 77 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 11.393 (11.237 guariti, 156 deceduti).

– Cosenza: CASI ATTIVI 1.276 (19 in reparto, 4 in terapia intensiva, 1.253 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 26.475 (25.826 guariti, 649 deceduti).

– Crotone: CASI ATTIVI 240 (5 in reparto, 0 in terapia intensiva, 235 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8.119 (8.004 guariti, 115 deceduti).

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 806 (55 in reparto, 7 in terapia intensiva, 744 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 29.140 (28.740 guariti, 400 deceduti).

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 259 (6 in reparto, 0 in terapia intensiva, 253 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 6.319 (6.219 guariti, 100 deceduti).

L’asp di Reggio Calabria comunica 36 nuovi soggetti positivi di cui 1 Fuori Regione.L’asp di Cosenza comunica 26 nuovi soggetti positivi di cui 1 Fuori Regione non più presente in Calabria.

IL REPORT DI OGGI 15 OTTOBRE

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Sia reso obbligatoria la vaccinazione covid-19 con apposita norma

Cgil, CislUil Calabria hanno rinnovato la richiesta al Governo di «rendere obbligatoria la vaccinazione con apposita norma», e invitano «tutti i lavoratori e le lavoratrici in tal senso a completare la campagna di vaccinazione».

Per i sindacati, inoltre, è «opportuno e necessario un incontro con tutte le Associazioni datoriali al fine di mettere in campo tutte le sinergie necessarie per fronteggiare la coda della pandemia e programmare la ripartenza economica, occupazionale e sociale dell’intera regione».

Alle aziende, poi, è stata chiesta «l’applicazione dell’accordo del 29 Aprile – si legge in una nota –, un protocollo sull’estensione della campagna vaccinale anti Covid-19 nei luoghi di lavoro con la Regione Calabria, unitamente a tutte le istituzioni e alle parti sociali che appunto favoriva la vaccinazione, con il coinvolgimento di tutti i Lavoratori».

«Le associazioni datoriali e le istituzioni interessate – hanno ricordato i sindacati – si erano impegnate affinché gli oneri derivanti dall’esecuzione del tampone Covid-19 fossero a carico del datore di Lavoro, rafforzando quanto già contenuto nel T.U. in materia di salute e sicurezza, in ordine all’obbligo organizzativo a carico delle aziende al fine di garantire la salubrità negli ambienti di lavoro e come tale misura di prevenzione rientrante tra quelle per la sicurezza, l’igiene e la salute durante il lavoro che in nessun caso devonocomportare oneri per i lavoratori». (rrm)

Consiglio regionale, Amalia Bruni: Iscritta al Gruppo Misto per coerenza e rispetto agli elettori

Amalia Bruni, in merito alle polemiche nate dalla sua iscrizione al Gruppo Misto in Consiglio regionale, ha spiegato che tale decisione è nata «per coerenza e per rispetto verso chi mi ha sostenuto e verso la gente che mi ha votato».

«Quando mi è stato chiesto di candidarmi, dal Movimento 5 Stelle e dal Pd – ha spiegato la Bruni – ho voluto mantenere il mio ruolo di esponente della società civile per tentare di mettere insieme una coalizione quanto più ampia possibile fatta di partiti e movimenti e per il rispetto di questo ruolo che non aderisco a nessuna formazione politica ma mi iscrivo al gruppo misto. Per rispetto di chi mi ha sostenuto e di chi mi ha votato».

«Lo faccio – ha concluso la Bruni – per coerenza nei confronti di tutti. Non potrei agire in modo diverso». (rrc)

Emesso il francobollo commemorativo dedicato a Jole Santelli

È stato emesso, dal Ministero dello Sviluppo Economico, un francobollo ordinario dedicato a Jole Santelli, presidente della Regione Calabria scomparsa un anno fa.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "JOLE SANTELLI 1968-2020 1968 2020 NECISE REGIONE CALABRIA B c. GIUSTO ITALIA I.P.Z.S. S.p.A. ROMA 2021"

È la prima volta, tra l’altro, che Poste Italiane dedica a un personaggio calabrese un francobollo, che appartiene alla serie tematica Il senso civico, riproduce un ritratto di Jole Santelli, protagonista della politica italiana, in primo piano sul profilo dell’Italia in cui è evidenziata la Calabria, regione in cui è stata la prima donna a ricoprire l’incarico di Presidente.

Completano il francobollo la leggenda “Jole Santelli”, “1968 – 2020” e “Presidente Regione Calabria”, la scritta “Italia” e l’indicazione tariffaria “B”.

Il francobollo, inoltre, è stato presentato in Senato nel corso di un convegno di commemorazione, a cui hanno preso parte le sorelle, Roberta e Paola, l’ex presidente del Senato Marcello Pera, Gianni Letta, il neo presidente della Calabria Roberto Occhiuto, e molti dirigenti di Fi, come Annamaria Bernini, Andrea Mandelli, Giuseppe Moles, Giorgio Mulè, Maurizio Gasparri.

Ad aprire la cerimonia, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, che ha ricordato come «oggi ci ritroviamo in Senato insieme alle tue sorelle, a colleghi, amici ed esponenti del mondo della politica e delle istituzioni per darti il nostro più grande abbraccio».

«Per ricordare – ha aggiunto – quanto sia stata e sia oggi importante la tua testimonianza. Perché, cara Jole, tu per noi sei uno straordinario esempio di coraggio e di servizio alla comunità. Passione, competenza e visione. Queste tre parole sono sempre state il tuo motto, nella carriera professionale come in quella politica».

Commosso il ricordo di Domenico Tallini, coordinatore provinciale di Forza Italia a Catanzaro, nel ricordare Jole Santelli in una nota.

«È passato un anno da quando un destino ingiusto e cattivo ha spezzato il sogno di una Calabria diversa, impersonato da una donna giovane e coraggiosa, leale e capace di sorridere alla vita anche nei momenti di maggiore difficoltà e di sofferenza. E’ durato troppo poco il sogno dell’unica donna che in 50 anni di regionalismo è arrivata a governare la Calabria. Ruolo che era stato sempre degli uomini».

«Ha governato lo spazio di un mattino – ha aggiunto – ma è stato uno spazio fondamentale per l’iniezione di entusiasmo e di novità che ha impresso, per il taglio con il passato che ha dato. Ha affrontato con il sorriso non solo la sua malattia, ma anche la tragedia della pandemia che ha gestito con autorevolezza».

«Quando in futuro verrà scritta la storia politica della Calabria – ha concluso – il nome di Jole Santelli giganteggerà e verrà inciso sul marmo, come merita la persona che aveva avviato una nuova primavera per la sua terra».

«Un anno fa ci lasciava Jole Santelli, donna forte e coraggiosa che si è sempre battuta per le sue idee», ha ricordato la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci.

«La sua improvvisa scomparsa – ha concluso – ha scosso tutti ed è una ferita ancora aperta per la Calabria e le istituzioni. A lei e i suoi cari un pensiero commosso. Che la terra le sia lieve».

Il presidente di Anci CalabriaMarcello Manna, ha dichiarato che è «ancora incolmabile, ad un anno dalla sua dipartita, il vuoto lasciato da Jole Santelli che, sino all’ultimo respiro ha creduto in una Calabria capace di riscrivere la propria storia ribaltandone un destino da subalterna».

«A lei mi legava una profonda amicizia e stima, nate, quando ancora avvocata – ha spiegato – non aveva intrapreso la carriera politica. Sempre generosa, la nostra presidente è stata una donna competente e capace, simbolo di tenacia e impegno. Il suo credere fortemente nelle istituzioni, la sua esperienza parlamentare insieme all’essere legata alla sua terra, ha fatto sì che la questione meridionale ritornasse ad essere tema centrale della politica nazionale ed europea».

«La solidità del suo agire politico – ha proseguito – sempre volto all’innovazione e alla sostenibilità delle idee e alla valorizzazione del nostro patrimonio identitario, delle eccellenze e delle risorse che dobbiamo tutelare, sia monito per le generazioni future».

«Non disperdiamo questo patrimonio – ha concluso – ma il suo lascito sia faro per chi si è sempre speso per il bene collettivo e per costruire un futuro più florido per la nostra terra».

«È ancora una ferita profonda quella che ha lasciato a noi tutti, ai cittadini calabresi come alla politica regionale e nazionale, la prematura scomparsa di Jole Santelli» ha dichiarato Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro.

«La prima governatrice della nostra Regione – ha aggiunto – aveva appena iniziato quella che era la sua rivoluzione, e cioè il processo di trasformazione della Calabria in una regione all’avanguardia, al passo coi tempi, moderna ed europea. Non posso far a meno di ricordare la straordinaria incisività che aveva dimostrato nonostante si fosse ritrovata, appena eletta alla guida della Cittadella, nel bel mezzo di una pandemia».

«La tenacia con cui ha portato avanti le sue battaglie – ha proseguito – e le grandi doti di analisi e leadership politica affinate dal suo proficuo percorso da parlamentare e da esponente del governo. Non posso far a meno di ricordare, soprattutto, il coraggio con cui ha affrontato non solo la malattia che, purtroppo, l’ha portata via, ma anche le tante sfide e i tanti problemi che ha dovuto affrontare fin dal suo insediamento alla Regione».

«Un male ce l’ha portata via – ha concluso – ma non ci toglie il dovere e l’onore di ricordare Jole Santelli come merita». (rrm)

Consegnati gli Oscar Green 2021 della Coldiretti

Si è svolta con successo ed entusiasmo, all’agriturismo Bardari di Curigna, la finale regionale il premio Oscar Green 2021 promosso da Coldiretti Giovani Impresa, che ha visto la partecipazione di 50 aziende under40.

Presente, alla cerimonia, il procuratore Nicola Gratteri, che ha espresso soddisfazione e entusiasmo per l’incontro con i giovani, «proiezione di una Calabria che io amo, che io sogno».

«La potenzialità sfruttata nella nostra Regione – ha spiegato Gratteri – non è che al 50%, perciò c’è ancora da tanto ma tanto da fare. Indica che l’unica via d’uscita per la Calabria è l’agricoltura e il turismo. Incentiviamo i giovani ad iscriversi alla facoltà di Agraria e proponiamo di aprire una facoltà universitaria per creare alte competenze sul turismo con le nostre innumerevoli potenzialità. Da esperto e cultore dell’agricoltura ha affermato con una convinzione straordinaria e contagiosa che “l’agricoltura con i suoi ritmi e la sua bellezza è un attività che mi fa tornare umano».

«Il premio conferma l’indiscutibile appeal dell’agricoltura ed agroalimentare, che non si sono arresi alla pandemia» ha dichiarato Enrico Parisi leader dei giovani Coldiretti, parafrasando il libro scritto dal Procuratore Non chiamateli eroi, afferma che «non ci sentiamo eroi ma determinati e in prima linea si; ci sono idee, ispirazioni e suggestioni che si traduciamo in progetti innovativi e l’intervento del Procuratore è un immenso stimolo a fare di più e meglio. E lo faremo!».

«Ringrazio il dott. Gratteri per tutto quello che ci ha detto non solo con le parole ma con la sua quotidiana testimonianza. Ancora una volta – ha aggiunto Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria – i giovani, che non sono il futuro ma già il presente, hanno messo in mostra il proprio talento innescando un messaggio positivo che punta a rendere praticabili valori e aspirazioni rispettosi dell’ambiente, tecnologicamente equilibrati e all’avanguardia».

«Arriva – ha aggiunto – dai campi la spinta alla ripresa e alla resilienza da parte di chi con lungimiranza ed estro anche nel 2021 ha inventato prodotti e straordinarie innovazioni rigorosamente ‘Made in Calabria”. Realizzazioni e attività che motivano e Coldiretti da anni lavora nello scouting di talenti».

Ecco chi sono i premiati per le sei categorie. Per la categoria sostenibilità, premiato Antonio Lancellotta della Lao GreenhouseSoc.Agr.Arl di Scalea che si occupa di Agrofotovoltaico, con la copertura delle serre dove si coltiva il cedro, con modalità tali da azzerare l’impatto ambientale e il consumo di suolo agricolo proteggendo il frutto dagli eventi atmosferici. Si mixa la produzione agricola con quella di energia pulita solare. Giuseppe Porcelli dell’azienda Livasì di Spilinga (VV) è stato premiato per la categoria “Campagna Amica”. Ha realizzato in collaborazione con un maestro pasticcere “il pandujotto Dark”dove l’ingrediente principe è la ‘nduja. Un Panettone lavorato tradizionalmente con lievito naturale con un sapore autentico e genuino.

Èun dolce salato dove il piccante della ‘Nduja si sposa con il cioccolato fondente. Un contrasto audace, bilanciato e gustoso. Per il segmento “Noi per il sociale” il riconoscimento alla coop.Sociale “Felice da Matti” di Roccella Jonica (RC), rappresentata da  Maria Teresa Nesci. Opera a favore dell’ambiente e delle comunità. Effettua la raccolta di recupero e riciclo di oli esausti e grazie all’aggiunta di oli essenziali di agrumi e materie prime naturali, produce detergenti della linea “Bergolio Eco” e saponi. La coop.

Applica l’economia circolare, promuove l’inserimento per soggetti svantaggiati e persone con disabilità mentale. Nella categoria Impresa Digitale è stato premiato Andrea Patrizio Romano dell’Azienda Agricola Bio Land Romano di Rossano (CS) specializzata in agrumi, olio e biologico. L’idea di far conoscere i prodotti ha favorito la rivoluzione digitale  e la realizzazione, di un sito internet, di un logo personalizzato, di pagine social (Instagram-Facebook) arricchiti dall’e-commerce. Con l’ingresso nell’online, ha offerto i prodotti bio ai consumatori appassionati con un positivo riscontro economico.

Nella categoria Creatività, premiato Antonio Greco dell’azienda elicicola “Chiocciola” di Cosenza. Dalle chiocciole da gastronomia produce, in collaborazione con l’Istituto di Elicicoltura, lo Spray igienizzante “S’Agapò”. L’idea nasce per offrire in questa situazione pandemica un prodotto igienizzante che possa disinfettare e proteggere le mani con gli effetti benevoli della bava delle chiocciole.

Nella tipologia “Fare Rete” emerge il“Passaporto Biologico Circolare”di “Calabria Maceri” di Rende (CS). L’azienda, parte dai principi dell’economia circolare, con il legame tra i diversi attori della filiera e buone pratiche, produce un ammendante compostato dalla trasformazione della frazione organica dei rifiuti, denominato “Terrasana Bio”, destinato all’agricoltura biologica. L’azienda collabora con il Dipartimento di Chimica dell’Università della Calabria, di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e con l’Arsac.

Due “menzioni speciali” assegnate la prima a Martina Aceto di Montalto Uffugo (CS) per il progetto “Kigold: Chips” di kiwi disidratato. Snack che soddisfa il fabbisogno giornaliero di vitamina C, pratico e comodo nell’assunzione. La seconda a Salvatore Friscia dell’ azienda Agricola Friberga di Motta San Giovanni.

Valorizza i prodotti con le colture autoctone come il bergamotto di Reggio Calabria e l’olio delle cultivar Sinopolese e Ottobratica. Da questo connubio nasce“Regginoro” l’olio aromatizzato al bergamotto. È stato annunciato che Antonio Lancellotta della Lao GreenhouseSoc.Agr.Arl di Scalea parteciperà alla finalissima nazionale.

L’OPINIONE/ Fabio Pugliese: Sulla Statale 106 serve un ponte con la nostra coscienza

di FABIO PUGLIESE – Fino ad oggi, il 2021 ci consegna, purtroppo, l’ennesima triste e tragico bollettino sulla Statale 106 “Jonica” in Calabria: 20 vittime. Anna Maria Concetta Cutuli di 64 anni, Kawsu Ceesay di 26 anni, Maria Mammone di 87 anni, Valentino Po’ di 80 anni, Altea Morelli di 17 anni, Raffale Misuraca di 19 anni, Vittorio Paone di 28 anni, Domenico Malacrinò di 55 anni, Ferdinando Marzano di 87 anni, Akrem Ajarì di 18 anni, Eleonora Recchia di 21 anni, Michela Praino di 20 anni, Francesco Cannistrà di 31 anni, Silvestro Romeo di 52 anni e la moglie Giusy Bruzzese di 45 anni, Antonio Costantino di 48 anni e Massimiliano Ceccarelli di 47, Alfredo Fregomeli di 46 anni, Cesarina Antonia Muto di 58 anni e Manuel Laganà di 22 anni.

Queste 20 vittime non sono solo numeri e non serve ricordarli solo per le statistiche.

Sono persone che avevano delle storie, dei sogni e, quindi, delle potenzialità che intendevano concretizzare e, infine, dei legami recisi con altre persone che oggi restano e soffrono per la loro scomparsa. Come possiamo dimenticare il dolore di Rosanna la mamma di Altea Morelli e di Daria la mamma di Raffale Misuraca? Come possiamo dimenticare il dolore di Pierluigi, il fratello di Vittorio Paone?

Come possiamo rimanere insensibili di fronte ai piccoli bambini di Eleonora Recchia che saranno costretti a vivere senza la mamma? Cosa dire di Francesco, 11 anni, che lo scorso 29 agosto ha perso il papà Silvestro Romeo e la mamma Giusy Bruzzese? Come possiamo dimenticare il dolore di Francesco e di Rossella, che oggi avrebbero dovuto festeggiare la laurea del 22enne Manuel Laganà?

A tutte queste storie dobbiamo unire quelle delle 87 persone che sulla Statale 106 hanno perso la vita negli ultimi 5 anni. E poi quelle di tutte le migliaia di persone che hanno lasciato la vita sulla Statale 106 “Jonica” in Calabria prima di loro…

Inoltre, ci sono anche i feriti: di quelli non parla mai nessuno. Pensate, dal 1996 fino ad oggi, sono oltre 25.000 e, di questi, moltissimi hanno riportato danni fisici permanenti mentre molti altri i danni li conservano nella loro mente.

Dietro questi numeri ci sono delle persone: con le loro famiglie, le loro storie, i loro sentimenti, i loro sogni svaniti per sempre ma c’è anche una occasione persa per tutti noi. Perché nessuno di noi può immaginare cosa, ognuna di queste persone, avrebbe potuto dare alla nostra società e, quindi, cosa avrebbe potuto fare di buono per l’interesse generale.

Questi numeri, queste persone, queste possibilità mancate, dovrebbero farci riflettere tutti.

Io, per stimolare tutti ad una riflessione, ho 5 domande.

Quante vittime abbiamo avuto negli ultimi 5 anni sui 3.500 metri di ponte sullo stretto? Grazie al Ponte sullo stretto di Messina quante vite abbiamo risparmiato? E quanti soldi abbiamo speso per realizzare questo ponte? Quante volte noi di Reggio Calabria l’abbiamo percorso pagando il pedaggio per andare al mare in Sicilia evitando le lunghissime code estive sulla jonica per fare un bagno nell’area grecanica… ? Con quello che abbiamo spero per realizzare questi 3.500 metri di ponte quanti chilometri di Statale 106 avremmo potuto ammodernare?

Sia chiaro: io non sono contrario alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Però, non creso sia necessario un luminare per comprendere le ragioni per le quali è prioritario l’ammodernamento a quattro corsie con spartitraffico centrale su un tracciato ex novo della Statale 106 tra Reggio Calabria e Sibari piuttosto che il ponte sullo stretto di Messina…

Ecco perché non smetterò mai di insistere e di scrivere che prima bisogna pensare alle infrastrutture che possono salvare vite umane e poi dopo, solo dopo, a quelle che possono generare benessere economico e turismo (ammesso che i 3.500 metri di ponte sullo stretto riescano a raggiungere questo obiettivo…).

Voglio augurarmi che questa mia riflessione possa far riflettere tutta la comunità calabrese, i parlamentari eletti a Roma ed i loro segretari di partito. Perché continuare a non capire un fatto ovvio quanto importante può metterci tutti in una condizione molto difficile: quella di essere moralmente responsabili delle vittime future, che purtroppo ci saranno sulla Statale 106 e che, a leggere i numeri, rischiano di essere anche di aumentare di anno in anno.

E basta con questa storia che la colpa è di chi guida sulla Statale 106 “Jonica” in Calabria! Perché questa è una infrastruttura inadatta a gestire gli attuali volumi di traffico, presenta centinaia di accessi fuori norma e non autorizzati, ha una manutenzione ordinaria e straordinaria mediocre e poi ha tanti, troppi altri ragini che la rendono di fatto una trappola perfetta… (fp)

[Fabio Pugliese è autore del libro “Chi è Stato?”, il primo libro scritto sulla strada Statale 106 ionica e fondatore d ex presidente dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”]