“La Calabria che vogliamo” correrà alle Regionali col suo leader Giuseppe Nucera

C’è spazio per una formazione politica alternativa, non legata direttamente ai partiti, per le prossime elezioni regionali in Calabria? A guardare i numeri la risposta è positiva. Per questo motivo, in un’accaldata domenica settembrina, in una Reggio in piena “Festa di Madonna” l’ex presidente degli industriali reggini Giuseppe Nucera, sfidando l’abituale perplessità degli appuntamenti politici di domenica, ha presentato ufficialmente il movimento La Calabria che vogliamo e ha lanciato la sua candidatura a governatore. Alle elezioni regionali del 23 novembre 2014 votò soltanto il 44,07 % dei calabresi aventi diritto al voto: questo significa che se solo si riesce a intercettare la metà degli astenuti si arriva alle percentuali che portarono alla vittoria Mario Oliverio, ovvero il 61,41% del 44,07 dei votanti, ovvero il 27,06 % effettivo dei suffragi disponibili.

La Calabria che vogliamo – che aveva esordito in una interessante due giorni di dibattiti a Reggio lo scorso giugno e con una giornata in Senato dedicata alla reputazione della Calabria – si affaccia come movimento con l’idea di riunire i delusi della politica, gli imprenditori, gli uomini e le donne del fare, stanchi della partitocrazia imperante e desiderosi di mettersi al servizio della regione, con un’idea centrale che merita la massima attenzione: occorre spendere ogni sforzo per “ricostruire” la cosiddetta reputation. La reputazione che la Calabria tiene alta a livello di turismo e di luogo da preferire come meta di viaggio, precipita nell’ambito degli investimenti e del lavoro.

«Come si fa ad attrarre investimenti – ha detto Nucera a Calabria.Live – se non  si offre un’immagine di legalità, di “pulizia”, di affidabilità della nostra terra? Possiamo offrire capannoni chiavi in mano a zero costi, gli industriali del Nord non vengono, sono scettici, hanno paura, hanno soprattutto pregiudizi e riserve che derivano dalla scarsa reputazione che la Calabria attualmente offre agli investitori. Serve lavorare moltissimo su questo piano, ma si può riuscire a far superare i pregiudizi: basta mostrare la capacità, l’onestà, la voglia di intraprendere, di tantissimi calabresi che sono uomini e donne di successo in ogni parte del mondo, nelle istituzioni, nell’impresa, nella cultura, nella scienza. L’orgoglio dei calabresi è il migliore testimonial per dare un’immagine positiva della Calabria e della sua gente».

Per questa ragione l’ex presidente degli industriali reggini ha deciso di scendere in campo mettendosi alla guida di un nuovo movimento e di una classe dirigente che nulla ha a che fare con i disastri del passato e che «pretende di prendere parte alla guida della Regione. A inizio ottobre – ha detto Nucera all’incontro presso l’Università Mediterranea – presenteremo il nostro programma e la nostra squadra, con i quali, cari calabresi, vi chiediamo fiducia per un vero cambiamento. Abbiamo messo in piedi questa piattaforma perché intendiamo da imprenditori contribuire in un modo diverso a fare uscire la nostra regione dalla grave crisi in cui si trova».

Nella sua prolusione Nucera ha rivelato il suo rammarico di calabrese: «Il nostro territorio è abbandonato. Noi non ci identifichiamo con nessun schieramento, siamo uomini del fare e pensiamo che la Calabria abbia le risorse in sé necessarie per rinascere ma per farlo serve una classe dirigente nuova. Ci sono troppi politicanti e pochi politici. Oltre il 55% dei calabresi non è andato a votare nelle ultime elezioni, per questo serve gente onesta e capace per recuperare la loro fiducia – ha affermato Nucera –. Io da presidente di Confindustria ho parlato ai giovani nelle università per dire: formatevi, ma tornate a casa. Voi siete la linfa che potrà dare futuro alla nostra regione. La prima cosa che faremo se saremo alla guida di questa regione è un assessorato alla reputazione perché sono preoccupato del futuro della mia terra».

Tra i diversi interventi, da segnalare l’acuta analisi dell’economista Maurizio Nicolai: «La dicotomia Nord e Sud è sempre esistita, ma non si supera pensando solo alle infrastrutture, come ha detto qualche giorno fa il presidente Conte, perché manca la domanda, vorrei capire per esempio cosa si vorrà fare sulle aree interne dove manca la manutenzione. Abbiamo l’occasione per reagire con civiltà, con democrazia, con il voto. Non possiamo più sentirci i figli poveri di un mondo che cammina. È ora di dire basta, interrompendo la finta meritocrazia dei soliti noti in nome di una assoluta trasparenza. È questa che serve per rinnovare davvero la classe dirigente della Regione e per potersi occupare seriamente della gente di Calabria, delle sue aspettative, delle sue esigenze.

Un contributo è venuto anche dall’ex senatore Renato Meduri: «Non aderisco, ma seguo con attenzione l’impegno di questo movimento. Sono qui per ascoltare con grande interesse, in appoggio ad un amico con il quale ho condiviso tante battaglie, sempre al servizio della gente e delle città. Il progetto che Nucera porta avanti è un generoso tentativo di rivolta a logiche antiche di dipendenza ai più potenti, che non hanno giovato alla nostra regione».

Dal canto suo, Antonino Gioffrè, sindaco di Cosoleto (Rc), in veste di amministratore locale, ha evidenziato che «In questa terra si ragiona a compartimenti stagni. C’è tanto da fare, ma la Calabria è una scatola vuota, manca un interlocutore politico in Regione. C’è bisogno di una reazione, quindi ben venga questo movimento, affinché sia un contributo o, ancora meglio, una guida per il nostro territorio».

A chiudere, l’intervento di Mauro Alvisi, presidente Medita Hub e Registro europeo reputazione: «Questa politica non guarda in faccia la gente per questo serve un nuovo paradigma che io ho chiamato “concuranza”, una conoscenza territoriale diretta, ma soprattutto occorre intelligenza collettiva, che è figlia della concuranza. La reputazione è invece figlia di una narrazione che continuiamo a dare di noi al mondo, per questo dobbiamo ribellarci al racconto negativo che fanno della nostra terra».

Tanti gli interventi di calabresi di successo, imprenditori all’estero, esempi di crescita e di un messaggio positivo che hanno voluto lasciare ai presenti. Tra questi Michelangelo La Luna, docente d’italiano alla University of Rhode Island negli Usa. (rrc)

Fortunato Amarelli alla guida degli industriali cosentini, l’incontro con Boccia

Col tema “Voglia di futuro. Legalità, occupazione, sviluppo” si è svolta a Cosenza l’Assemblea 2019 di Confindustria Cosenza che ha visto la partecipazione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Gli interventi sono stati coordinati dal direttore di Confindustria Cosenza Rosario Branda, con la partecipazione del presidente di Unindustria Calabria Natale Mazzuca e di Fortunato Amarelli, che è stato poi eletto presidente degli industriali cosentini.

Fortunato Amarelli, 47 anni, è l’amministratore delegato dell’omonima azienda famosa nel mondo per la lavorazione della liquirizia e rappresenta la dodicesima generazione di una famiglia di imprenditori che opera sin dal 1731 nella produzione in Calabria. Succede a Natale Mazzuca, che rimane presidente di Unindustria Calabria e resterà in carica per il quadriennio 2019-2022.

Il neo presidente ha voluto ringraziare Mazzuca: «È stato ed è per me una guida. Con il suo carico di visione organizzativa e di politica associativa, ho avuto modo di poterne apprezzare anche le qualità di leader capace di coinvolgerti nei progetti al punto di farli diventare i miei».

Apprezzato l’intervento del presidente di Confindustria Boccia: «Il Paese – ha dichiarato – ha bisogno di reagire perché, tra l’altro, i dati della recessione in Germania, la recessione nel nostro Mezzogiorno e il calo degli ordini per l’industria del Nord, ci dicono che i dati previsionali non sono positivi, tant’è che il governatore Draghi ha realizzato una nuova politica monetaria espansiva proprio per questi aspetti a cui andrebbe compensata una politica per la crescita italiana ed europea».

Alla convention ha preso parte anche il governatore Mario Oliverio. «Oggi – ha dichiarato – è una giornata particolarmente importante per Confindustria. Nel corso di questi anni in cui ho avuto la responsabilità di guidare la Regione ho potuto constatare come la funzione di questa organizzazione abbia avuto un ruolo importante nella definizione dei programmi e anche degli strumenti che ci hanno consentito di utilizzare le risorse comunitarie facendo un grande passo in avanti su questo terreno».

Oliverio ha tenuto a ringraziare il presidente Boccia grazie al cui apporto «si è contrastata una deriva ancora, non completamente messa fuori campo, che ha teso a riproporre una marginalità del Sud», e il presidente Mazzuca per «il ruolo propositivo e di  grande equilibrio nelle relazioni sociali ed istituzionali».

Parlando del neo presidente di Confindustria Cosenza Oliverio ha rimarcato la bontà della scelta: «Amarelli, un giovane imprenditore, rappresenta una eccellenza nel panorama imprenditoriale della Calabria, a testimonianza che una lettura tutta negativa anche nel Sud e del Sud è sbagliata. A testimonianza del fatto che bisogna cogliere quelli che sono i fermenti che anche nel Mezzogiorno in. Calabria sono in atto».

«Voglia di futuro – ha detto Oliverio riferendosi al tema che ha guidato i lavori  dell’assemblea – è lo slogan che sintetizza un grande e profondo sentimento che non è solo quello degli imprenditori, ma che pervade in modo trasversale e diffuso la società meridionale, anche quella  italiana. Per declinare questo slogan però bisogna affrontare nodi che sono stati di ostacolo. Uno, storico, è il dualismo, il gap tra una parte del paese e l’altra, tra Nord e Sud. Per scioglierlo si ha bisogno di un salto culturale, di un’operazione che non è mai stata fatta in questi 150 anni: il nostro paese ha bisogno di scrollarsi la tara degli egoismi che fanno perdere di vista gli interessi generali. La discussione che è stata riaperta nel corso di questi anni, ma che non si è mai chiusa dall’inizio degli anni ‘90 in avanti, sul portare il potere più vicino ai cittadini, sull’autonomia territoriale, sull’efficienza della pubblica amministrazione è un dato che merita una riflessione attenta. Personalmente sono perché l’autonomia non si rimuova, che l’autonomia si affermi. Tuttavia, – ha detto –  l’autonomia per essere un fattore di crescita deve essere realizzata con pari condizioni e opportunità di partenza, mentre abbiamo un Paese che vede allargare il suo gap. In una Europa che invece ha affermato, sia pure con grandi limiti, difficoltà e distorsioni, una dimensione più larga dal punto di vista economico e del sistema della competitività, infrastrutturale e altro, paradossalmente abbiamo un intervento da parte della comunità europea per recuperare le aree a ritardato sviluppo e nel momento in cui questo intervento si realizza, e spesso è sostitutivo dell’intervento ordinario, si allarga il divario nell’utilizzo delle risorse interne, quelle ordinarie».

«È un nodo – ha sottolineato Oliverio – che va affrontato e mi auguro che il governo a cui si è data vita possa cimentarsi in primo luogo su questo terreno, considerando anche le risorse, del Sud, come della Calabria, su queste investire, per accendere i motori non del Mezzogiorno soltanto, per accendere i motori del paese».

Oliverio ha citato, tra l’altro l’infrastruttura di Gioia Tauro, quella più proiettata nel Mediterraneo, in grado di intercettare i traffici che si allargano e si intensificano, in una prospettiva di crescita. «Altro punto da affrontare – ha rimarcato inoltre – è quello delle procedure, della lentezza della pubblica amministrazione. Uno Stato che ancora continua con una normativa farraginosa, con procedure che aggiungono passaggi a livello nelle procedure è un paese che ingessa la stessa volontà che esprime. La voglia di futuro deve rimuovere questi ostacoli e deve farlo in fretta, perché una riforma in tal senso è fondamentale».

«Abbiamo messo in campo risorse importanti, abbiamo recuperato un trend che era negativo storicamente nella spesa delle risorse stesse. – ha poi ribadito il presidente della Regione – Questo però deve consentire a tutto il sistema,  alle imprese, agli enti locali, a tutti i soggetti che sono gli attuatori di questo percorso, di andare avanti, nel rispetto della legalità, celermente, perché anche i segni positivi che negli ultimi anni avevano iniziato ad affermarsi nel Sud e che nell’ultimo anno hanno subito una compressione,  possono essere rimessi in campo se c’è un intervento forte e se c’è una pubblica amministrazione capace di essere un fattore di sostegno e non un ostacolo. Credo che il Sud, anzi il Paese, abbia bisogno di un piano Marshall che ponga al centro il Mezzogiorno, attraverso un grande progetto per le infrastrutture, di sostegno all’occupazione e all’impresa con un sistema di automatismo che sia anche in grado di liberare la società meridionale dalle grinfie di un sistema che spesso spinge verso la distorsione nell’utilizzazione delle risorse».

Nel corso dell’Assemblea di Confindustria Cosenza, che ha visto anche la presenza dell’assessore regionale Maria Francesca Corigliano, il presidente Oliverio ha consegnato alcuni riconoscimenti conferiti, per l’attività svolta,  dall’Associazione ad imprese che operano nel territorio da molto tempo.

Un solo sottosegretario alla Calabria: la Cultura alla grillina Annalaura Orrico

Un solo sottosegretario alla Calabria: nell’elenco dei 42 tra viceministri e sottosegretari nominati dal presidente del Consiglio Conte con la ratifica del Presidente Mattarella c’è solo la grillina Annalaura Orrico cui è stata assegnata la Cultura. Laureata in Scienze Politiche all’Unical, la Orrico ha esperienze di organizzazione di eventi e di progetti innovativi. La nomina a sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali (in passato toccato a un’altra “calabrese”, Dorina Bianchi) premia l’impegno politico e, certamente, rappresenta una nuova sfida che Annalaura Orrico affronterà con passione ed entusiasmo. La cultura con la “C” maiuscola può svolgere un ruolo fondamentale nel processo di rinnovamento e di crescita della regione. Auguri.

Il sen. Marco Siclari, dall’opposizione, ha postato un ruvido commento sulla nomina. «Nel nuovo governo #Conte – scrive Siclari si ostenta interesse per il #Sud, ma si contraddice da solo con le ultime nomine. All’ultima regione di “Europa”, la #Calabria, questo nuovo governo, lascia soltanto #1posto su 64 ministri, vice ministri e sottosegretari».

«I partiti de PD, M5S e LEU hanno assegnato alla deputata calabrese del #M5S, un posto da sottosegretario alla #CULTURA! Probabilmente si sono convinti che con questo “sottosegretario alla Cultura” (sicuramente abbiamo bisogno anche di “cultura”) saranno in grado di creare #occupazione in Calabria sviluppando l’enorme potenziale #turistico (investendo nei trasporti, nelle attività ricettive ecc), #agroalimentare, #ittico, #portuale, #sanitario ecc ecc. La Calabria è la regione che cresce meno in “#Europa” e tutti conosciamo l’urgenza e la necessità di creare #occupazione sana dando possibilità di “#vivere” nella nostra regione. Continuerò a fare un’opposizione attenta e dura su tutti i temi che riguardano il #Sud e la Calabria soprattutto dopo l’incredibile “#DecretoCalabria” che ha “ingessato la sanita”». (rp)

E il presidente Conte accoglie il Manifesto per l’Italia: il Governo s’impegna per il Sud

Continua a raccogliere consensi il “Manifesto per l’Italia” lanciato dal Quotidiano del Sud-L’AltraVoce dell’Italia diretto da Roberto Napoletano. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha immediatamente risposto all’appello di economisti, intelettuali e studiosi di legislazione e Mezzogiorno. Conte concorda sulla necessità di attuare «quegli strumenti di intervento, come i Contratti istituzionali di sviluppo, le Zes e i Contratti di Rete, idonei a perseguire obiettivi mirati e finanziariamente sostenibili, in grado, al contempo, di capitalizzare le risorse, in particolare quelle europee, che spesso non sono spese o non vengono adeguatamente impiegate». Conte fa proprie le preoccupazioni per l’emorragia di risorse capaci, in costante fuga dal Sud: «C’è un capitale umano da motivare e accrescere: sono i giovani, le uniche eccellenze che non vorremmo più “esportare”. Le scelte politiche dei prossimi mesi devono mettere le nostre ragazze e i nostri ragazzi nella condizione di poter restare».

Il Quotidiano del Sud/L'AltraVoce dell'ItaliaUna lettera che mostra una rinnovata sensibilità del Governo nei confronti dei problemi del Mezzogiorno, che conferma la necessità di far partire il Sud per far ripartire il Paese. La lettera appare sul Quotidiano del Sud-L’AltraVoce dell’Italia di stamattina ed è stata diffusa a mezzo facebook dal presidente del Consiglio sul suo profilo personale.

«Gentile Direttore, – ha scritto il presidente del Consiglio al direttore Napoletano – la lettura del Manifesto per l’Italia, pubblicato ieri sul Suo giornale, mi ha offerto l’opportunità di arricchire la riflessione sull’urgenza di una proposta qualificante per il nostro Sud. Proprio nella giornata di ieri ho avuto modo di condividere con la neopresidente della Commissione europea Ursula von der Leyen i contenuti più significativi dell’agenda riformatrice alla quale il nuovo governo sta lavorando, a partire proprio dall’avvio di un piano strutturale di rilancio del Mezzogiorno, che sarà parte integrante del “patto con l’Europa” che ho proposto ieri a Bruxelles. Voglio essere estremamente chiaro. Si tratta di una sfida decisiva».

«Per affrontarla – si legge nella lettera di Conte pubblicata oggi dal Quotidiano del Sud – è necessario il concorso delle migliori risorse, in una prospettiva di crescita socio-economico e culturale, che deve riguardare l’intero Paese. A tale proposito, ho accolto con favore la dichiarazione d’intenti, contenuta nel Manifesto, orientata – come si legge – ad affiancare all’inchiesta e alla denuncia documentata una fase nuova per avviare progetti, azioni costruttive di proposta, tese a ricucire l’Italia, dentro “un disegno non assistenziale di sviluppo”. La crescita dell’Italia, da Sud a Nord, è fra i punti più qualificanti dell’azione del Governo, a partire dall’ineludibile principio dell’equità sociale e territoriale. Si tratta di una priorità che gli italiani avvertono da decenni, al pari di tematiche forse più spesso evocate a livello mediatico, ma non per questo più urgenti».

«Allo stesso modo, posso garantirLe che si tratta di un’evidenza avvertita anche dalle Istituzioni europee, come dimostrato, proprio pochi giorni fa, dalla Direzione generale per la Politica regionale e urbana della Commissione Ue, secondo la quale negli ultimi anni gli investimenti pubblici nel Sud-Italia sono diminuiti in maniera consistente. A tale proposito è inaccettabile che nello stesso Paese, come emerge dal rapporto del Comitato europeo delle Regioni, coesistano la provincia a più basso tasso di povertà (Bolzano) e tre delle Regioni a più alto rischio d’indigenza, tutte del Sud. È un trend che dobbiamo invertire con urgenza, lavorando alacremente al rilancio del Meridione. Vogliamo realizzare un piano straordinario di intervento, approntare una cintura di protezione per le aree che soffrono di maggiori disagi dal punto di vista economico e sociale. Dedicheremo il nostro impegno a questo obiettivo e ne faremo un autentico pilastro della nostra azione politica, in Italia e in Europa».

«L’azione riformatrice del Governo, a partire dai progetti di autonomia differenziata, mira a promuovere e a riconoscere, nel rispetto della Costituzione, le legittime pretese dei territori, senza perdere di vista però gli obiettivi della coesione e della solidarietà nazionale. La nostra prospettiva mira a contrastare il divario fra Nord e Sud, le logiche di contrapposizione fra aree di un Paese che corre a velocità diverse. Lavoriamo affinché i nostri figli non conoscano un’Italia di serie A e una di serie B. Lavoriamo, al contrario, per un Paese che, compatto, deve mettere in campo tutti gli strumenti per vincere le sue sfide nel mutevole contesto internazionale. Per farlo c’è bisogno di lasciare alle spalle quei sentimenti di rassegnazione che finiscono per deprimere anche i migliori slanci. È inutile nasconderlo: spesso i modelli di governo, a livello locale, si sono piegati a logiche più vicine alla gestione del potere che al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Credo che le classi politiche nei territori abbiano oggi una grande occasione di riscatto».

«C’è un Governo pronto a mettere in campo tutti gli strumenti di coordinamento e di sostegno. Le priorità sono una Banca pubblica per gli investimenti a supporto delle imprese e tutti quegli strumenti di intervento, come i Contratti istituzionali di sviluppo, le Zes e i Contratti di Rete, idonei a perseguire obiettivi mirati e finanziariamente sostenibili, in grado, al contempo, di capitalizzare le risorse, in particolare quelle europee, che spesso non sono spese o non vengono adeguatamente impiegate. E poi ancora, l’aumento di fondi dedicati alle infrastrutture di tutto il Paese, con una quota destinata al Sud maggiore rispetto al passato e realmente calibrata sulla popolazione e sui suoi bisogni».

«Non è tollerabile – è solo un esempio fra i tanti – che Matera, la Capitale europea della cultura, rimanga isolata dal resto del Continente a causa di una rete ferroviaria inadeguata. Una politica che propone soluzioni concrete e rapide contribuisce ad alimentare il “serbatoio della fiducia”, garantendo il carburante necessario per il riscatto del Sud. C’è un capitale umano da motivare e accrescere: sono i giovani, le uniche eccellenze che non vorremmo più “esportare”».

«Le scelte politiche dei prossimi mesi devono mettere le nostre ragazze e i nostri ragazzi nella condizione di poter restare. Per questo è necessario rafforzare la rete della ricerca e dell’innovazione, sostenere i percorsi di autoimprenditorialità, rendere attrattivi i territori per le loro aspettative economiche e sociali, per i loro progetti di vita. Vi è poi un capitale naturale da valorizzare e mettere al servizio di una visione di ampio respiro in materia di turismo, cultura e rispetto dell’ambiente, sempre nel segno di uno sviluppo sostenibile. La transizione energetica e un Green new deal sono gli alleati dello sviluppo nel Mezzogiorno, poiché sono capaci di coniugare nuova occupazione, innovazione e tutela dell’ambiente».

«Parlare del Sud e lavorare ad una maggiore coesione dell’intero sistema-Paese significa promuovere il bene comune di tutti gli italiani. Significa scongiurare i rischi di una società frammentata e arroccata su dannosi egoismi. Significa mettere a disposizione competenze, volontà e – soprattutto – entusiasmo e fiducia. È un impegno collettivo al quale non possiamo sottrarci». (rrm)

‘Le ultime ore di Gesù’ di Demetrio Casile conquista Mosca e insegue l’Oscar

È una sceneggiatura originale che porta la sua firma The Last 12 Hours of Jesus e sta raccogliendo premi in ogni parte del mondo, inseguendo l’Oscar: Demetrio Casile è un apprezzato regista e sceneggiatore calabrese (suo lo script di Un ragazzo di Calabria girato da Luigi Comencini col grande Gian Maria Volontè) che vive e insegna arte a Bologna. L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo viene oggi da Mosca dall’European Film Festival dove su 350 sceneggiature provenienti da 25 Paesi ha vinto la sua, quella su Gesù. Un film-kolossal suggestivo che richiede l’impegno di un’importante Casa di produzione. Demetrio Casile è umile, come sanno esserlo i grandi creativi: «mai una grande produzione affiderebbe a un piccolo regista italiano come me un simile colossale film e mai un attore del calibro di Bradlye Cooper – il protagonista perfetto secondo me – ovviamente si farebbe dirigere da uno come me… In Italia Pupi Avati è rimasto letteralmente colpito da questa storia e mi ha anche scritto che se avesse la forza e l’età lo dirigerebbe lui e nello stesso tempo è d’accordo  nel dire che nessuna produzione italiana sarebbe in grado di realizzarlo».

Premi da tutto il mondo per Demetrio Casile
Premi e riconoscimenti da tutto il mondo per il “Gesù” di Demetrio Casile

Il regista e sceneggiatore calabrese sta ultimando la post-produzione di Shocking Marriage (Il matrimonio più sconvolgente della storia), un film realizzato con una azzeccata formula di fundraising, ovvero di micro-finanziamento diffuso, ma intanto si gode il successo della sua sceneggiatura, che fa incetta di premi. Il film è incentrato sulla figura di Cristo: «Racconto – dice Casile – un Gesù così come la storia ce lo ha consegnato: saio bianco, croce in spalla e corona di spine in testa  che improvvisamente appare nella strada principale di una qualsiasi città del mondo. Ma la caratteristica più importante di questo personaggio è quella di rimanere muto per tutto il film. Immaginiamo, quindi, su cosa si deve basare l’interpretazione di questo attore. Deve parlare solo con gli occhi, con la mimica, con l’espressione coinvolgente, con la sua affascinante  personalità, e un Bradlye Cooper sarebbe perfetto».

Tanti premi all’estero e nessuno in Italia si è ancora fatto avanti per realizzare il film? «È un film di respiro mondiale, difficilmente realizzabile in Italia, in quanto necessita di tre elementi fondamentali. Ovvero una produzione di almeno 50 milioni di euro, un regista prestigioso (non certo io) e un attore protagonista di fama mondiale che miri al premio Oscar come migliore attore protagonista. Per questo ho fatto in modo che la sceneggiatura finisse nelle mani dell’agente di Bradlye Cooper, per me il protagonista ideale. E sono convinto che se lui leggesse la storia se ne innamorerebbe subito e farebbe pazzie per interpretare questo Gesù. Solo che per arrivare a questi personaggi ci vogliono conoscenze stratosferiche difficili per me, anche se sto muovendo tutta Hollywood per farglielo leggere. Alcune produzioni californiane stanno comunque leggendo la sceneggiatura, e il mio traduttore californiano, lo sceneggiatore di origini italiane Riccardo Angelini, sta preparando tutta la documentazione da loro richiesta e magari questo inverno, con l’uscita del film Il matrimonio più sconvolgente della storia, possiamo festeggiare anche quest’altra avventura». (rs)

Non più a Polsi, domenica a Reggio l’incontro della “Calabria che vogliamo”

Annullato l’incontro di domenica a Polsi promosso dall’associazione politica “La Calabria che vogliamo” che invece si farà sempre domenica 15 a Reggio, alle 10, presso l’Aula Magna Quistelli dell’Università Mediterranea. Con lo slogan “Nuova, Pura, Forte, la nuova formazione politica che ha già all’attivo diversi convegni che hanno messo a fuoco i tanti problemi irrisolti della Calabria, si presenta alla Città Metropolitana di Reggio con l’obiettivo di recuperare il valore reputazionale della regione.

«Basta con i luoghi comuni» – dice Giuseppe Nucera imprenditore ed ex presidente di Confindustria, promotore dell’Associazione – «Basta con i danni economici, e non solo, derivanti da una reputazione negativa che non ha motivo di esistere. Anzi, la Calabria ha tutte le carte in regole per svolgere un ruolo di traino per lo sviluppo dell’intero Mezzogiorno, l’importante è concentrarsi su azioni politiche concrete ed efficaci, non certo di facciata, come avvenuto finora».
Nucera insiste sulle potenzialità della regione, e dei suoi abitanti, annunciando che “La Calabria che vogliamo” verrà lanciata ufficialmente nel corso di un incontro all’UniMediterranea.
Reputazione negativa da ribaltare e potenzialità da sviluppare, dunque. Un passaggio chiave, nel programma politico che Nucera ha in mente di portare avanti, qualora si concretizzasse la sua candidatura a presidente della Regione, di cui si parla in questi giorni in molti ambienti della Città Metropolitana e di Cosenza.
Un’azione su un doppio fronte, che si potrebbe già applicare a Gioia Tauro. Dice Nucera: «Anche i dati della DIA indicano che la cocaina, l’eroina, ad esempio, sbarcano altrove. Gioia Tauro – sia chiaro a tutti – non è il porto della ‘Ndrangheta – puntualizza Nucera – perché opera prevalentemente nel porto di Genova. Oggi è purtroppo sinonimo anche di capannoni vuoti, ma bisogna cambiare prospettiva e intervenire in maniera decisa, rendendo il distretto zona a tassazione agevolata per le imprese. Il commissariamento nell’area del porto non ha portato alcun contributo allo sviluppo. Sono convinto che un’area di infrastrutture e servizi a tassazione agevolata potrebbe rappresentare un distretto incubatore per le start-up, collegato tra l’altro all’Università Mediterranea».
Altra piaga da depennare secondo Nucera il reddito di cittadinanza: «I cinquestelle portano avanti la logica dell’assistenzialismo perché produce voti, ma non produce ricchezza per il Paese. Il reddito di cittadinanza ha distrutto la cultura del lavoro, inteso come impegno e sacrificio, sottraendo dal mercato mano d’opera che crea Pil e fornisce alle aziende personale. A soffrirne maggiormente le attività stagionali che hanno subito forti contrazioni di lavoratori. Mentre la disoccupazione dilaga – dice Nucera – il Mezzogiorno negli ultimi 16 anni ha perso oltre due milioni di giovani, la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, risorsa su cui bisognerebbe puntare la nostra Regione per un vero sviluppo». (rrc)

A Papa Francesco consegnato sull’aereo dall’Africa il Premio Simpatia della Calabria

La consegna in aereo del Premio Speciale Simpatia della Calabria a Papa Francesco, durante il viaggio di ritorno dall’Africa, è un avvenimento straordinario che segna in modo preciso quest’iniziativa di Incontriamoci Sempre, ormai diventata, dopo 13 edizioni, un tradizionale e imperdibile appuntamento per tutti i calabresi, ovunque essi si trovino.

Il giornalista Enzo Romeo, inviato e vaticanista del TG2, sull'aereo con Papa Francesco
Il giornalista Enzo Romeo, inviato e vaticanista del TG2, sull’aereo con Papa Francesco

Complice il premiato Enzo Romeo, caporedattore del TG2 inviato al seguito di Papa Francesco nel suo ultimo viaggio pastorale in Africa, il Premio ha superato i confini di Reggio ed è finito direttamente nelle mani del pontefice, con la consegna della pergamena direttamente sull’aereo. Enzo Romeo, d’accordo con Pino Strati ha portato con sé la pergamena e il tradizionale orologio Perseo, che rappresenta in un certo senso la gente delle ferrovie (lo usavano i capostazione), che contraddistingue il Premio. Papa Francesco ha molto gradito ed apprezzato e ha fatto presente che il Perseo gli fa ricordare il padre ferroviere. Una cerimonia in alta quota, un fuori programma apprezzatissimo, che ha reso la Calabria protagonista nell’aereo papale.

È stata, dunque, una grandissima sorpresa per tutti i presenti alla cerimonia, al foyer del Teatro Comunale di Reggio, questo riconoscimento “a distanza” che è stato ritirato per conto del papa e di Enzo Romeo direttamente dal presidente dell’Associazione Incontriamoci Sempre Pino Strati dalle mani del sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà. Sei i premiati di quest’anno con un’edizione che, ancora una volta, non ha deluso le aspettative, ma anzi ha mostrato la vitalità del Premio che intende segnalare i calabresi che si sono distinti nel mondo e, da oggi, anche gli amici della Calabria, come Papa Francesco. I premi ai calabresi, al di là del valore simbolico, rappresentano sempre un momento di grande coesione e di riconoscimento a quanti, pur lontani, conservano la Calabria nel cuore, mantenendo viva la “calabresità” (come dice il poeta Corrado Calabrò) che ci contraddistingue. Il Premio è l’occasione per ritrovare e far ritrovare ai calabresi di successo (e sono tantissimi, in ogni parte del mondo) la fierezza e l’orgoglio delle proprie origini.

Hanno condotto la serata con brio e simpatia Marco Mauro e Francesca Laurendi. Tra gli ospiti il Sindaco Falcomatà, il Vicesindaco Armando Neri, l’assessore Irene Calabró, l’imprenditore Giacinto Callipo, lo storico Daniele Castrizio, l’imprenditore Santo Frascati e lo chef Filippo Cogliandro, anche in veste di presidente del Bocale Calcio. I premi sono andati al prof Pierfilippo Crucitti affermato chirurgo, figlio dell’indimenticabile Francesco il medico che operò Giovanni Paolo II dopo l’attentato in piazza San Pietro, l’imprenditrice Stefania Rota del Salumificio San Vincenzo, il prof Pietro Cozzupoli, l’artigiano dolciario Fabio Taverna, lo chef Filippo Cogliandro.

Premio Simpatia della Calabria 2019

Testimonial della kermesse, e grande amico di Incontriamoci Sempre, il maestro orafo ormai di livello internazionale Michele Affidato, reduce da una stagione ricchissima di eventi di successo, tra i quali il Taormina Film Festival, di cui la platea dello splendido foyer ha potuto ammirare la sua ultima collezione di gioielli, indossati per l’occasione da splendide modelle in passerella. Un momento, quello della sfilata, di altissima classe ed eleganza. Un grazie va esteso all’artista Natino Chirico, apprezzato pittore internazionale, che, com’e’ noto, ha realizzato il logo del Premio Simpatia della Calabria, con il simbolo “La Calabria nel Cuore”.

La serata si è conclusa con un magnifico ed interminabile buffet, grazie alle tante aziende che hanno contribuito con prodotti del territorio, e con la dolcezza, grazie alle prelibatezze dei maestri Pasticcieri dell’Apar, capitanati da Angelo Musolino, Lillo Giordano, Santoro, Pino e Melina Sarica, Pirello, Davide De Stefano, Antonello Fragomeni e l’instancabile Mariuccia Buonsanti. L’appuntamento è per il prossimo anno. (rrc)

La Calabria dalla A alla Z: nasce il dizionario online dei calabresi contemporanei

È sulla rete, con trentatrè autori, tutti studiosi calabresi, conosciuti e non, il Dizionario biografico della Calabria contemporanea a cura di Pantaleone Sergi.

«Si tratta – ha spiegato il curatore Sergi – la più importante che sia stata fatta in Calabria. Altre 35 biografie sono in lavorazione. È un cantiere aperto a cui tutti gli studiosi possono collaborare».

Il dizionario è stato realizzato nell’ambito del progetto Politica e politici in Calabria dal 1861 a oggi, è in parte finanziato dalla Regione con i fondi del Pac Calabria, progetto che prevede anche la pubblicazione di un volume sui 25 Costituenti calabresi.

L’iniziativa è stata presentata nella Biblioteca Tarantelli dell’Università della Calabria, e ha visto la presenza di Damiano Silipo, presidente della Biblioteca, Paolo Palma, presidente dell’Istituto Calabrese per la storia dell’antifascimo e dell’Italia contemporanea e Vittorio Cappelli, presidente dello stesso Istituto.

«Con queste due importanti iniziative – ha dichiarato il presidente Palma – l’Icsaic darà un importante contributo alla cultura calabrese. Il primo blocco di biografie è già’ in rete e su altre si sta lavorando. Il volume sui Costituenti conterrà le biografie dei deputati eletti all’Assemblea costituente e i relativi atti parlamentare, per i quali ci avvaliamo dell’alta professionalità della Biblioteca della Camera dei Deputati».

I due focus – Dizionario e Costituenti -, secondo il direttore dell’Icsaic Vittorio Cappelli, «intendono dare energia e visibilità alle forze sane della regione e alla storia politica e culturale della Calabria».

«Ci soffermeremo – ha proseguito il direttore Cappelli – sul contributo della Calabria alla nascita della Costituzione repubblicana e, col dizionario, faremo conoscere al mondo i calabresi illustri’ nella politica, nella cultura, nelle arti, nell’imprenditoria e altro. Faremo, insomma, una nuova e vera narrazione della Calabria che non si nasconde i drammi sociali e politici».

Parlando del progetto Dizionario, infine, Sergi ha spiegato che delle 100 voci già online, 28 sono di uomini politici (di epoca liberale, fascista e repubblicana), 10 di scultori e pittori, 7 di intellettuali e storici, 7 di giornalisti, 6 di imprenditori, 5 di religiosi, 5 di musicisti, 5 di uomini della Resistenza, le altre avvocati, pedagogisti, medici, prefetti, cantanti, attori, stilisti, scienziati.

«Ogni voce – ha spiegato il curatore dell’opera – inizia con le informazioni basilari su luogo e data di nascita e di morte, origini familiari e relativo contesto. Il testo costituisce un continuum narrativo, in linea di massima a base cronologica. In esso, oltre alle informazioni biografiche, formazione, studi, percorso politico-istituzionale e culturale del biografato, sono riportati riferimenti alle sue opere ecc. È importante la nota bibliografica e l’elenco delle Opere e, quando c’è, anche una nota archivistica». (rcs)

Diamante da mercoledì capitale mondiale del peperoncino: è tempo di Festival

Da domani, 11  fino al 15 settembre, Diamante torna ad essere, come ogni anno, la capitale mondiale del peperoncino con il suo straordinario Festival “piccante”. Madrina di quest’anno Eva Henger. La Riviera dei Cedri è la cornice ideale per questo Festival, ma l’Accademia del Peperoncino presieduta dal prof. Enzo Monaco ha una sede anche a Roma, diretta da Antonio Bartalotta. Calabria.Live lo ha intervistato.

Anche i francesi parlano del cimitero internazionale dei migranti di Tarsia

Il libro L’Impasse, scritto da Pierre FreyburgerEric Chabauty e da Luc Georges, appena uscito in Francia, dedica un capitolo all’opera calabrese che sta nascendo vicino all’ex campo di internamento Ferramonti di Tarsia.

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Il libro appena uscito in Francia

A renderlo noto, il leader del Movimento Diritti CiviliFranco Corbelli, che sottolinea come sia «questo il volto vero, solidale e accogliente della Calabria, motivo di orgoglio nel mondo, non certo il deplorevole episodio di aggressione e calci ad un poverom innocente bambino marocchino, avvenuto ieri sera nella civilissima e ospitale città di Cosenza».

L’opera umanitaria che sta nascendo a Tarsia, «è il simbolo di un’idea del mondo fondata sul rispetto», che sarà destinata ad accogliere le spoglie delle vittime degli attraversamenti del Mediterraneo.

Una iniziativa voluta dal Comune di Tarsia e dalla Regione Calabria, e fortemente sostenuta dal Movimento Diritti Civili, guidato da Franco Corbelli,, e che nascerà su una collina di circa 28 mila metri quadrati, immersa tra gli ulivi e vicina al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, a poca distante dall’ex campo di concentramenti Ferramonti, dove vennero internati circa tremila persone durante il fascismo, e dove nessuno subì, mai, atti di violenza. (rcs)