Gerardo e Viviana Sacco illuminano la Mediterranea tra tradizione e innovazione

di ELIANA GODINO – Nell’incantevole scenario dell’Aula Magna “Ludovico Quaroni”, Plesso di Architettura  dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il 29 febbraio si è dipinta una mattinata destinata a lasciare un’impronta profonda nell’animo di coloro che hanno avuto il privilegio di  farne parte. L’evento, intitolato Gerardo Sacco Designer e organizzato con cura dalla  professoressa Aurora Pisano insieme ai professori Francesco Armato e Nino Sulfaro, ha inaugurato  il secondo semestre dei corsi triennali e magistrali in Design per le culture mediterranee dell’Ateneo reggino.

Sotto lo sguardo attento degli studenti e dei presenti, si sono delineate due  figure straordinarie, simboli di passione per il proprio mestiere, di creatività inesauribile e di un  legame familiare indissolubile: il Maestro Gerardo Sacco e sua figlia, Viviana Sacco,  amministratrice dell’Azienda Gerardo Sacco. 

Siamo stati testimoni di un viaggio attraverso il passato, guidati dalla voce autorevole e ispirata del  Maestro Sacco, che ha dipinto con maestria il percorso creativo intitolato Dalla Magna Grecia al terzo millennio. In ogni parola, nelle sfumature dei suoi racconti, c’era la testimonianza di una vita dedicata all’arte, alla ricerca della bellezza e alla valorizzazione delle radici profonde della  nostra storia mediterranea. Nonostante le sfide e le difficoltà che hanno segnato il suo cammino, iniziato nella povertà, Gerardo Sacco è stato in grado di rialzarsi e trasformare la sua passione per l’arte in una vita piena di successi e realizzazioni. Il suo percorso è stato un viaggio di rinascita,  un’opera d’arte in sé, che ha dimostrato la straordinaria forza dell’animo umano nel superare gli  ostacoli e perseguire i propri sogni. 

Durante il suo intervento, il Maestro Sacco ha toccato le corde più profonde dell’anima, rivelando  come il mondo arbëreshe abbia rappresentato per lui un’immensa fonte di ispirazione artistica.  Attraverso le sue parole, abbiamo potuto percepire la sua profonda connessione con le radici  culturali e storiche della Calabria, e come queste abbiano plasmato il suo spirito creativo e la sua  visione del mondo. E poi c’era Viviana, una figura radiosa che ha portato con sé non solo  l’esperienza ereditata da suo padre, ma anche un’anima vibrante di determinazione e innovazione. 

Nel suo intervento intitolato Capacità di innovare per coniugare abilità tecnologiche a tecniche  artigianali, ha saputo incantare l’uditorio con la sua visione audace e il suo impegno a preservare  l’eredità familiare, mentre abbracciava il futuro con fiducia e creatività. 

Ma dietro il brillare dei riflettori e l’applauso caloroso, si celava un legame prezioso e profondo che  ha reso questo evento ancora più straordinario: l’amore e il rispetto reciproco tra padre e figlia. In  ogni gesto, in ogni sguardo scambiato tra di loro, si poteva percepire la complicità di una relazione  

che va al di là dei confini del tempo e dello spazio. Gerardo, con la saggezza degli anni e  l’entusiasmo di un giovane, e Viviana, con la sua determinazione e la sua voglia di innovazione, si  completano a vicenda, creando un equilibrio armonioso che permea l’intero ambiente circostante. Senza dimenticare gli altri due figli, Antonio e Andrea, i quali con il loro impegno e la dedizione  svolgono ruoli altrettanto vitali all’interno dell’azienda. Insieme, costituiscono una squadra coesa e  appassionata, determinata a portare avanti il lavoro e il sacrificio compiuti dal loro padre Gerardo,  con la stessa passione e dedizione che li ha contraddistinti fin dall’inizio.

Infine, nell’abbraccio caloroso dei docenti e degli studenti, si è potuto percepire un momento di  vera gratitudine. Gerardo Sacco, amante della sua terra e dei suoi tesori, ha condiviso con umiltà e  passione il suo straordinario percorso di vita e di arte. Senza ergersi a modello, ma piuttosto come  custode di una ricchezza culturale senza tempo, ha trasportato gli animi presenti in un viaggio  attraverso la bellezza senza confini. Le sue opere, come gemme scintillanti di creatività e  dedizione, continueranno a risplendere nel cuore di coloro che hanno avuto la fortuna di  incrociare il loro cammino con quello di questo grande maestro. Con tale abbraccio, si è scritto un  altro capitolo, carico di emozione e di profonda riconoscenza, che chiude idealmente il cerchio di  questa straordinaria giornata all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. (eg)

“Terra viva ascolta” incontra le aziende agricole di Lamezia Terme e Rocca di Neto

Ha fatto tappa a Lamezia Terme e a Rocca di Neto “Terra viva ascolta”, campagna promossa per confrontarsi con le aziende associate sulle problematiche e opportunità nel settore agricolo.

Gli incontri si sono svolti alla presenza del presidente nazionale Claudio Risso e del presidente regionale Francesco Fortunato.

Ampia la partecipazione, con aziende, dirigenti ed operatori della Fai Cisl e Terra viva regionali e dei territori, ma anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Rocca di Neto, Alfonso Dattolo, e il presidente del consiglio comunale Franco Pugliano.

Ad apertura delle iniziative, il presidente di Terra viva Calabria Francesco Fortunato ha dichiarato: «Le numerose e corpose manifestazioni degli agricoltori che in questo ultimo periodo hanno interessato anche il settore agricolo calabrese, meritano risposte immediate ed interventi urgenti. La difficoltà, soprattutto per le medie e piccole imprese agricole di accedere a credito e finanziamenti, il caro gasolio, il difficile inserimento dei giovani nel mercato del lavoro agricolo, la siccità, gli incedi e i fenomeni atmosferici dovuti al cambiamento climatico, i cinghiali che devastano le coltivazioni, la concorrenza sleale cui sono sottoposte le aziende agricole della nostra regione, hanno bisogno di misure e correttivi da predisporre in fase di programmazione».

«La costante crescita dell’export delle produzioni agroalimentari calabresi – ha continuato – dimostra però che abbiamo davanti tante opportunità, ma occorre esercitare un ruolo più incisivo, dare una vera progettualità e protagonismo ad enti regionali come Arcea e al Consorzio Unico della Calabria, valorizzando eccellenze, vocazioni territoriali, patrimonio agroalimentare e buona imprenditoria agricola, anche giovanile, tradizione e innovazione, di una normativa più adatta a carpire risorse europee, nazionali e regionali».

Il presidente nazionale Claudio Risso ha invece sottolineato come sia necessario valorizzare le produzioni accorciando le filiere. «Occorre coniugare un’agricoltura sostenibile – ha dichiarato Risso – che abbia la capacità di produrre reddito e contrastare invece quelle pratiche speculative che stanno danneggiando gli agricoltori. Come Terra Viva stiamo promuovendo in questo senso la campagna “Buono, Giusto, Equo”, principi etici ma anche economici per ribadire che occorre una giusta remunerazione degli attori della filiera».

«Con “Terra viva Ascolta” vogliamo confrontarci con chi protesta e rilanciare le nostre proposte – continua Risso – Non possiamo però affossare i principi della Pac, specie sulla sostenibilità ambientale, bisogna invece puntare ad una revisione di medio periodo con correttivi, anche a livello regionale per specificità e diversità, più attenta a realtà e tessuto produttivo dei territori. Servono, a nostro avviso, accordi di filiera integrata, capaci di coniugare qualità delle produzioni, giusto reddito per i produttori, rispetto delle leggi e dei contratti, incentivare l’occupazione».

Tanti gli interventi anche degli agricoltori, che hanno evidenziato le criticità e difficoltà di condurre un’impresa agricola in Calabria, sull’urgenza di ridurre una burocrazia che blocca lo sviluppo dell’imprenditoria, ma anche aspetti legati alla diffusione di malattie infettive che colpiscono allevamenti e colture e la presenza sempre più forte di cinghiali. (rcz)

L’OPINIONE / Franco Cimino: Catanzaro e Cosenza, le belle città separate da 100 km e da una partita di pallone

di FRANCO CIMINO – Mancano esattamente, mentre scrivo, quattro giorni meno due ore. Lo sapete pure voi, vero? Sì che lo sapete! Novantasei ore! Ma che state pensando, alle due notizie, opposte tra loro, che stanno tenendo il mondo con il fiato sospeso, e cioè all’attacco finale che Benjamin Netanyahu ha programmato e promesso di muovere contro Rafah, l’unica città ancora rimasta, quasi per intero, in piedi sulla tragica Striscia di Gaza? Oppure, alla dichiarazione congiunta di pace, finalmente, dopo più di cinquant’anni, tra israeliani e palestinesi, che metterà fine davvero alla lunga guerra, e all’odio incrociato che la muove, nell’unico modo che la renderà possibile? E quale, il modo, se non la più vecchia negoziazione quasi riuscita a Rabin e Arafat nel lontano 1999, auspice lo statunitense Clinton?

È sempre quella, a ciascuno il proprio Stato nel territorio che lo comprenda e nella piena libertà e sicurezza dei due popoli che se ancora non si volessero amare sicuramente si riconosceranno vicendevolmente e parimenti si rispetteranno. No, non è questo. E chi vuoi che se ne importi con tutti i problemi ben più seri che abbiamo! L’attesa, invece, scorre lungo i cento chilometri di “autostrada”, che separano Cosenza e Catanzaro, due città tra le più importanti per il futuro della Calabria. La partita in questione, è quella di calcio.

Una semplice partita, di un semplice campionato, tra due squadre che stanno facendo assai bene per onorarlo con le proprie imprese sportive. Sono il Cosenza e il Catanzaro. I rossoblu e i giallorossi. Colori così marcatamente differenti, ma ben forti, che renderanno più bello il verde del campo di giuoco. Due squadre belle. Anche a vedersi. Anche a vederle giocare in un modulo (così si dice?) l’uno diverso dall’altro. Quaranta calciatori tutti di buon livello, con qualche campione che ben figurerebbe nella serie superiore. Squadre, le nostre, ben dirette da due allenatori molto bravi. Soprattutto, seri e volenterosi, leali e onesti.

Due società dell’antico prestigio, ben guidate da due dirigenti di alto valore, con due presidenti pure belli e simpatici, che tengono alla loro squadra, ai risultati e ai compiti di correttezza, educazione, signorilità, ad esse affidati. Sarà una partita bellissima. Spettacolare e con tanti goal. Delle due compagini, io, lo si sa, ne amo una, come amo, anzi molto di più, la Città cui appartiene e della quale ne condivide i colori. E l’aquila reale che su di essi, e sopra i tre colli, campeggia come simbolo. E sovrana ne regge la storia antica e del suo spirito la rinnova. Per scaramanzia, pur se ad essa non credo, non dico a vantaggio di quali colori saranno le reti in più. Desidero solo che sia una gara sportiva. Bella, pulita, corretta.

Una gara che esalti lo sport e l’onore delle due città, che se stimolate e orientate politicamente dai rappresentati delle rispettive istituzioni e di quella regionale, dovranno, abbandonando campanilismi e maledìche invidie e gelosie, affratellarsi, unitamente alle altre consorelle. E operare, strettamente vicini, per fare uscire la Calabria dalla crisi in cui, nonostante non sottovalutabili risultati, ancora si trova, per avviarsi all’ultimo appuntamento per lo sviluppo e la crescita della Democrazia. Nell’ultima primavera che le resta. Le tifoserie, che vantano una buona reputazione di educazione sportiva, si impegnino a lanciarsi, da una curva all’altra, nient’altro che cori d’ironia e battute sarcastiche, affinché chi “non salti” simpatico sempre sia. Io conosco da vicino i tifosi della mia città.

Li conosco per la generosità della loro ospitalità e per l’educazione che hanno manifestato in tutte le trasferte in cui, da ogni punto della penisola, hanno raggiunto gli stadi in cui giocato la nostra squadra. Sono sicuro che al San Vito si confermeranno, grati della cortese ospitalità dei cosentini. Chi da quelle parti, usando impropriamente importanti ruoli istituzionali, carica un certo sentimento come se la squadra avversaria dovesse “restituire” un maltolto che non corrisponderebbe affatto ai meriti di una vittoria, invece, netta conseguita sul campo dell’andata, rischia di alimentare un clima di tensione interna nociva alla nobile città bruzia. Da romantico quale sono e sognatore quale vengo da taluni considerato, mi piacerebbe, visto che la partita inizierà alle sedici e trenta, che i due sindaci, che avranno pranzato insieme, si diano appuntamento nello stesso spazio con le rispettive tifoserie e insieme si rechino allo stadio ciascuna con le proprie bandiere.

Ché domenica si giocherà solo una partita di pallone. Nella quale in palio ci sono solo uno o tre punti. Nulla di più è. Nulla di più dovrebbe essere. E, allora, anticipiamolo questo grido, con unica voce; «Viva il Cosenza. Viva il Catanzaro. Viva la Calabria anche sportiva. E gloria, gloria, allo sport» (fc)

Alecci (PD) presenta interrogazione per mancata istituzione della Consulta dei Calabresi nel mondo

Il consigliere regionale del Pd, Ernesto Alecci, ha presentato una interrogazione a risposta scritta, al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in merito alla mancata istituzione della Consulta dei Calabresi nel mondo.

Ma non solo: il dem vuole sapere, anche, «quali iniziative si intendono assumere per programmare una politica organica in un settore che, oltre a rinsaldare i legami tra i calabresi residenti e quelli emigrati, rappresenta un importante volano economico per la nostra regione».

Nell’interrogazione, il consigliere Alecci ha ricordato come «l’art. 13 c. 1 della legge regionale 26 aprile 2018, n. 8 (Legge organica in materia di relazioni tra la Regione Calabria i calabresi nel mondo e le loro comunità) prevede che “Il Presidente della Giunta regionale, entro trenta giorni dal suo insediamento, costituisce, con decreto, la Consulta, che dura in carica fino alla nomina della nuova Consulta» e che, nonostante «il Presidente Occhiuto si sia insediato il 29/10/2021 e, solamente dopo un anno dall’assunzione della carica; con Dpgr. n. 93 del 20/10/2022 provvedeva a costituire formalmente la Consulta dei calabresi nel mondo, la stessa veniva insediata il 07/02/2023 e, a tutt’oggi, non risultano eletti il Vicepresidente e il Comitato direttivo di cui all’art. 16 della stessa legge».

Alecci, poi, ha evidenziato come «lo stanziamento di bilancio per il corrente anno ammonta a € 50.000,00, notevolmente in diminuzione rispetto alla somma già deficitaria di € 300.000,00, originariamente prevista per il finanziamento delle molteplici finalità di cui alla legge».

«Il rapporto tra la Regione e le centinaia di migliaia di calabresi sparsi per il mondo è sempre stato caratterizzato da luci e ombre– ha ricordato Alecci nell’interrogazione – basti pensare all’annosa vicenda della liquidazione della “Fondazione Calabresi nel mondo”; coinvolta anche in inchieste della magistratura».

«Nel corso degli ultimi anni – ha proseguito – i fondi sono stati spesi male a causa del deficit di visione e della confusione generata dalla mancata operatività della Consulta, organo deputato ad esprimersi, tra l’altro, sul piano annuale degli interventi; non sembrano essersi colti risultati rilevanti nemmeno dalla realizzazione del tanto propagandato progetto “Calabria terra dei padri”, conclusosi lo scorso 31 dicembre così come è tangibile lo stallo rispetto al progetto “Turismo delle radici” previsto per l’anno in corso».

Per il dem, dunque, «è evidente il distacco creatosi tra l’ente regione e i rappresentanti dei nostri corregionali all’estero che stanno perdendo fiducia nell’istituzione». (rcz)

Arpacal: Cresce la raccolta differenziata in Calabria

In Calabria si differenzia sempre di più. È quanto emerso dal Report Rifiuti 2023 dell’Arpacal, in cui è emerso che nella nostra regione la percentuale di raccolta differenziata è del 54,4%, con un incremento del 2,40% rispetto all’anno precedente.

Un risultato molto importante che evidenzia come, in tutta la Calabria, si sia compresa l’importanza di differenziare: La provincia di Catanzaro ha raggiunto il 65% di Raccolta Differenziata. A seguire, grazie ad un incremento del 2,44% è la provincia di Vibo Valentia con il 61,03%. La provincia di Cosenza resta stabile con il 60,73%. Le province di Reggio Calabria e Crotone, con un incremento, rispettivamente del 5,22% e del 3,52%, raggiungono il 41,40 ed il 39,42 %. Per quanto riguarda la situazione della percentuale di Raccolta Differenziata dei capoluoghi di provincia, Vibo Valentia si colloca al primo posto con il 69,89%, avendo registrato un incremento del 2,98%, e Catanzaro segue a breve distanza con il 69,23%. Entrambi i Capoluoghi superano l’obiettivo del 65% indicato dalla normativa. Reggio Calabria registra il maggior incremento percentuale (10,20%), che per Crotone risulta essere del 4,39%.

E, tra questi, ci sono cinque Comuni a essere i più virtuosi della Calabria: Soveria Simeri (CZ) (88,45 %), seguito da Frascineto (CS) (86,82%) e poi, in ordine, Tiriolo (86,60%), Jacurso (85,57%) e Curinga (84,92%) (CZ).

per Arpacal, dunque, «esistono rilevanti margini di miglioramento che devono vedere un costante e maggior impegno ambientale allo scopo di mantenere un trend che risulta indubbiamente positivo»: ogni cittadini calabrese differenzia, mediamente, su base provinciale, in un anno, 270,49 Kg (CZ), 244,90 Kg (CS), 387,12 Kg (VV), 174,97 Kg (KR) e 154,70 Kg (RC).

«Dal confronto con le altre regioni del Sud e con la media italiana – si legge – sommando la produzione di Raccolta differenziata ed indifferenziata, emerge che, mediamente, ogni abitante della Regione Calabria produce, ogni anno, quasi 400 Kg di rifiuti: 53 Kg in meno della media che si registra in Sud Italia (453,80 Kg) e ben 93 Kg in meno rispetto alla media italiana (493,60 Kg) (Fonte Ispra)».

Per quanto riguarda la composizione delle frazioni merceologiche su base regionale avviate a raccolta differenziata, la macrocategoria calcolata sul totale della Raccolta Differenziata, che risulta avere maggiore peso, è quella “forsu+verde”, con 510.000 tonnellate annue.

Le altre frazioni merceologiche che hanno una maggiore consistenza sono rappresentate, in ordine, dalla carta e cartone, dal multimateriale e dal vetro. (rcz)

Alla Camera presentato libro “I Rapporti tra Cina e Francia” del lametino Antonello Torchia

Si è parlato tanto di Calabria ieri alla Camera dei Deputati in occasione del lancio ufficiale del libro del giornalista lametino Antonello Torchia sui I rapporti tra Cina e Francia dal 1949 alla fine del bipolarismo (Santelli Editore), saggio di politica internazionale che analizza i rapporti tra Cina e Francia, dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese, avvenuta nel 1949, alla fine del bipolarismo. 

Un saggio – ha spiegato l’on. Domenico Furgiuele, vice capo gruppo Lega Salvini Premier e Segretario della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni – che chiama in causa prepotentemente l’Europa e il ruolo degli Stati Europei sullo scacchiere internazionale, e che in un’ottica generale di cooperazione e di collaborazione pacifica potrebbe produrre effetti positivi a cascata sull’economia del Sud del Paese, e quindi della Calabria. 

Per il parlamentare della Lega – che ha di fatto tenuto a battesimo questo libro – solo un’Europa più forte e più radicata sui territori potrà assicurare al sud lo sviluppo necessario per la crescita futura e la storia dei rapporti diplomatici ed economici tra Francia e Cina sono per tutto il mondo moderno un esempio da ricordare, da conoscere e semmai da approfondire. 

Non a caso alla cerimonia che si è tenuta a Montecitorio, insieme ad una folta delegazione di politici ed analisti internazionali, c’era anche una delegazione ufficiale della Repubblica Popolare Cinese guidata da Huang Ruikai, Capo dell’Ufficio degli Affari Politici dell’ambasciata cinese in Italia.

A moderare il dibattito è stato il giornalista Pino Nano che in apertura del dibattito ha letto un messaggio ufficiale dello storico Saverio Di bella, in passato anche Senatore della Repubblica, ed in cui l’illustre accademico sottolinea come in questo saggio del giornalista Antonello Torchia ci siano «Storie importanti diverse, significative ed esemplari, e che costituiscono un patrimonio di esperienze e di valori per tutta l’umanità». Ma non a caso forse, il passaggio dal bipolarismo al multipolarismo è in questo libro oggetto di analisi attraverso un’intervista che l’Autore realizza allo stesso storico Saverio Di Bella con «Cina e Francia destinate a ricoprire, nel nuovo assetto mondiale, un ruolo significativo nel panorama politico internazionale». 

La cerimonia si è conclusa con un appello corale dei presenti contro ogni forma di violenza, contro ogni manifestazione di guerra, in favore invece della pace «come scelta strategica – sottolinea il prof. Saverio Di bella – di tutti coloro i quali hanno il compito di governare i vari Paesi del mondo». (rrm)

Falcomatà incontra il sindaco di Messina Basile per la promozione territoriale dello Stretto

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, ha incontrato il sindaco di Messina, Federico Basile, per discutere delle linee guide di un piano strategico di promozione territoriale dell’Area dello Stretto.

L’incontro, svoltosi a Palazzo Zanca, sede del Comune di Messina, ha visto la partecipazione del vicesindaco di Messina Salvatore Mondello, gli assessori Massimo Finocchiaro e Enzo Caruso, il direttore generale Salvo Puccio ed il Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Francesco Dattola.

È emersa, nel corso del confronto, la volontà congiunta di restituire allo Stretto lo storico ruolo di baricentro del Mediterraneo per una nuova e più avanzata dimensione internazionale, e a tal fine, l’idea è quella di sviluppare un Piano strategico di comunicazione e sviluppo per la creazione dell’Area Turistica dello Stretto, ritenuto strumento fondamentale di marketing per promuovere in sinergia eventi musicali, culturali, turistici e sportivi per favorire un processo di cambiamento quantitative e qualitativo dell’Area dello Stretto.

Un incontro, dunque, che è stato «uno scambio reciproco e cordiale di idee e opinioni riguardanti il futuro per la costruzione di una visione più ampia di Area metropolitana dello Stretto al fine di promuovere lo sviluppo condiviso e favorire la conurbazione delle Città metropolitane di Messina e Reggio Calabria – ha spiegato il sindaco Basile – attraverso le rispettive potenzialità strategiche per una rinascita raggiungibile attraverso la valorizzazione e l’integrazione tra le due sponde delle rispettive risorse economiche, ambientali e culturali, elementi essenziali per rendere lo Stretto polo attrattivo per i flussi turistici».

Il sindaco Falcomatà ha evidenziato l’importanza del rapporto tra le città di Reggio e Messina, caratterizzate cultura e tante tradizioni comuni, «unite da un brevissimo tratto di mare, rappresentano entrambe un’unica area dello Stretto che condivide progettualità per la continuità territoriale», ha detto Falcomatà.

«L’incontro di oggi è andato oltre il semplice saluto istituzionale – ha aggiunto il sindaco di Reggio Calabria – ed è servito a mettere insieme alcuni punti sui quali ragionare rispetto alle prospettive di sviluppo comune dell’area dello Stretto. Dalla promozione del territorio, alla cultura, alla ricettività turistica».

«Naturalmente uno degli snodi fondamentali – ha concluso – è quello della mobilità e dei collegamenti tra le due sponde dello Stretto. Ma al netto delle attività programmatiche credo sia molto importante sottolineare il messaggio che lanciano due realtà importanti come le nostre, due città metropolitane sorelle, con territori limitrofi uniti dal mare, che sono in grado dialogare individuando tratti comuni che danno forza all’intera comunità dello Stretto anche in ottica nazionale». (rrm)

L’Associazione Calabresi in Europa a Bruxelles: Approvata programmazione 24-25

L’Associazione Calabriesi in Europa Bruxelles ha reso noto che, nel corso dell’Assemblea, svoltosi a Bruxelles, è stata approvata la programmazione 2024-2025 e l’avvio delle attività della sezione Young per i giovani studenti e laureati calabresi.

La riunione, presieduta dalla presidente Berenice Franca Vilardo, già v. Console di Bruxelles e Charleroi, ha visto la partecipazione dei membri del direttivo, dei soci iscritti e dei simpatizzanti della Calabria sempre più motivati e numerosi nell’offrire un contributo alla promozione della Calabria all’estero.

Dopo la relazione introduttiva della Presidente Vilardo e gli interventi del segretario tesoriere, dr. Carlo Maria Irlando, il coordinatore scientifico dell’Associazione prof. Peppino De Rose ha illustrato la nuova programmazione dell’associazione. L’Associazione, tra l’altro, continuerà ad essere ente ospitante del programma Erasmus dell’Università della Calabria, che ogni anno offre la possibilità a giovani calabresi di effettuare tirocini formativi in diversi settori, dalla progettazione europea al turismo ma anche attività di studio e ricerca per la stesura di tesi di Laurea. 

L’assemblea ha anche deliberato su proposta della Presidente l’investitura come V. Presidente dell’attuale coordinatore scientifico dell’associazione prof. Peppino De Rose, ed ha dato il via alle attività preparatorie per l’avvio della sezione giovani affidando il ruolo di delegata alla dott.ssa Daria Malavenda, laureata dell’Università della Calabria ed in assoluto la prima tirocinante Erasmus dell’Associazione con il compito anche di coadiuvare il coordinatore scientifico. 

L’associazione infatti rispondendo a varie sollecitazioni da parte dei giovani calabresi, in linea alla strategia dell’Ue per la gioventù, desidera che i giovani calabresi si impegnino ad esercitare il diritto alla cittadinanza europea, ad approfondire le tematiche sociali e culturali che possano contribuire allo sviluppo di nuove conoscenze e spirito europeista. L’Associazione infatti intende sostenere i giovani armonizzando le attività con una serie di eventi e incontri mirati. Alla riunione ha partecipato anche Benedetta Dentamaro, V. presidente del Comites Belgio insieme ad altri membri del direttivo.

L’Associazione “Calabresi in Europa Bruxelles fondata nel 2006 e registrata presso il Consolato d’Italia a Bruxelles e nell’Albo della Regione Calabria, è oramai attiva da anni per il desiderio della collettività calabrese che vive e lavora a Bruxelles, tra cui diplomatici calabresi, funzionari europei, medici, professionisti ed operatori di vari settori economici e sociali, di dar vita ad una serie di attività attraverso le quali far conoscere la Calabria al resto d’Europa, diventando il riferimento dei calabresi a Bruxelles e nel Belgio. 

L’Associazione promuove da anni la Calabria con eventi culturali, musicali, letterari, presentazione di giovani imprenditori, eventi internazionali nella capitale d’Europa in cui c’è la possibilità di interagire direttamente con tutti i Paesi europei e non solo. Un impegno che ha suscitato negli anni grande curiosità e interesse, che ha migliorato la reputazione della Calabria grazie ad una serie di eventi importanti organizzati dall’Associazione presso l’istituto Italiano di Cultura e l’Istituto del Commercio Estero Ice Agenzia, inducendo anche persone non calabresi ad acquistare case ed appartamenti in Calabria e perfino ad andare a celebrare dei matrimoni e diversi buyers internazionali nell’istaurare rapporti commerciali con aziende calabresi. (rrm)

Lo Spi avvia interlocuzioni per una sanità a misura di anziani

Lo Spi Cgil Calabria «avvierà, da subito, interlocuzioni unitarie e istituzionali, non solo con i sindaci degli ambiti, ma anche con gli altri primi cittadini per capire e agire, per la realizzazione di quanto programmato per il 2024 ed iniziare un percorso di confronto che porti ad un’adeguata programmazione per il 2025» per una sanità a misura di anziano. È quanto ha reso noto Carmelo Gullì, segretario generale di Spi Cgil Calabria, nel corso dell’iniziativa Una sanità a misura di anziano. Dall’analisi sociosanitaria in Calabria alle nuove opportunità, svoltasi a Lamezia.

Presenti, anche,  la segretaria Spi Cgil Calabria Rossella Napolano e il segretario Cgil Calabria Luigi Veraldi. A concludere il Segretario Spi Cgil Nazionale, Stefano Cecconi.

Dalla rete ospedaliera insufficiente, ad una medicina territoriale svuotata fino ai ritardi nella nascita delle Case della Salute e ai fondi del Pnrr, si è discusso a più voci, con il contributo dei Segretari territoriali.

Negativo il giudizio sul Pnrr che provvede a finanziare gli investimenti e solo in piccola parte le spese gestionali relative al personale, non riuscendo a ribaltare il paradigma della sanità basata sulle strutture rispetto ad un sistema fatto per le persone e dalle persone,  mentre per combattere la desertificazione della medicina territoriale si sarebbe potuto dare un po’ d’acqua con investimenti sulla telemedicina e teleassistenza, sulle ambulanze medicalizzate, con l’incremento di elisoccorso in attesa di tutti questi cambiamenti.

Intorno all’importante partita del riassetto della medicina di prossimità e non solo, bisogna segnalare la crescita di processi virtuosi di interessi collettivi a tutela della salute dei cittadini e delle cittadine calabresi. Si tratta di una fitta trama di soggetti sociali che contribuisce in maniera collettiva alla costruzione di un più equo sistema sanitario regionale su diversi fronti (quello della partecipazione, della salute mentale, delle dipendenze e della riabilitazione, ecc.).

Rispetto alle aree interne lo Spi denuncia la mancata attuazione della Dgr 215/2018, completamente disattesa nel suo intento di incentivare una maggiore integrazione socio-sanitaria e la continuità dei percorsi assistenziali integrati ed invita ad attuare in tutta la regione Aggregazioni funzionali territoriali h12 e Unità Complesse di Cure Primarie h24.

Tra le proposte del sindacato l’istituzione di un Osservatorio epidemiologico regionale in grado di garantire una conoscenza delle condizioni di salute nelle aree interne e del territorio regionale per orientare una programmazione sociosanitaria davvero rispondente ai diversi bisogni esistenti in Calabria; l’estensione di una maggiore partecipazione non solo ai sindaci ma anche alle associazioni di volontariato che rappresentano i pazienti e i loro familiari ai fini di una più estesa co-progettazione e co-programmazione con e per il territorio.

Dettagliata e minuziosa la relazione della Segretaria Spi Cgil Rossella Napolano, sottolineando quanto sia «grave e democraticamente preoccupante che ciò che è avvenuto negli ultimi anni di importante nel campo sociosanitario in Calabria, dal piano di rientro, ai piani ospedalieri e territoriali, sia avvenuto senza il confronto con le forze sindacali».

Il Segretario Cgil Calabria Luigi Veraldi, ha annunciato una stagione di vertenze promuovendo, in particolare, quelle territoriali e invitando le categorie a parlare “tutte lo stesso idioma”.

Il Segretario Nazionale Cecconi ha concluso invitando a tenere alta la mobilitazione sia a livello nazionale che nei territori e annunciando proposte di legge di iniziativa popolare a sostegno del sistema sanitario pubblico universale. (rcz)

L’OPINIONE / Aldo Ferrara: Rendere operative le procedure per Zes Unica

di ALDO FERRARA – Non c’è più tempo, bisogna immediatamente rendere operative le procedure perché il nuovo modello della Zes Unica per il Mezzogiorno vada a regime.

Ci sono degli elementi importanti da tenere in considerazione perché, mai come adesso, in Calabria, ma direi in tutto il Mezzogiorno, c’è bisogno di investimenti. Siamo in una fase in cui c’è un rallentamento dell’economia ed è proprio qui e ora che si deve sostenere la volontà degli imprenditori di scommettere sul futuro. Ecco, quindi, che lo stallo in cui versa la Zes Unica e la contemporanea eliminazione del credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno pongono un doppio limite alle intenzioni di investimenti al Sud. E un altro serio limite all’attrattività della Zes è l’impossibilità di cumulare i vantaggi Zes con quelli del credito d’imposta introdotto nel Piano Transizione 5.0.

A pagare in quanto a capacità attrattiva degli investimenti sono e saranno sempre le regioni del Mezzogiorno, aumentando i divari socio-economici con il resto del Paese e dell’Europa. Ci sono imprenditori che aspettano ormai da diversi mesi una risposta alla domanda inoltrata per avviare un investimento in area Zes e il rischio che molti di essi rinuncino all’idea spostando l’investimento altrove è enorme: aver sospeso fino a fine marzo la valutazione delle domande pone un serio limite alla possibilità di sviluppo delle attività economiche e quindi dei territori. 

Continuiamo a ribadire come sia necessario eliminare il limite minimo di 200mila euro agli investimenti in area Zes: si tratta di una misura che tiene fuori una grandissima parte di imprese. Inoltre, affinché le scelte gestionali relative alla Zes siano efficaci perché realmente rispondenti alle necessità dei territori e delle imprese che intendono operarvi, è strettamente necessario coinvolgere nella cabina di regia della Zes Unica il sistema confindustriale e le parti sociali: insomma, si acceleri definitivamente sul nuovo modello di Zes, il tempo dell’attesa è finito, ora bisogna correre per recuperare i seri ritardi accumulati. (af)

[Aldo Ferrara è presidente di Unindustria Calabria]