Nicola Gratteri al corso “Le mafie ai tempi dei social” alla Luiss di Roma

Molto partecipato il corso “Le mafie ai tempi dei social” organizzato a Roma da Fondazione Magna Grecia e ViaCondotti21 con il Gruppo Pubbliemme, Diemmecom, LaC Network e l’Università LUISS, che ha visto protagonista il Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri.

Insieme al Procuratore, Paola Bottero, Direttore strategico del Gruppo Pubbliemme\Diemmecom e di LaC Network, con il Presidente della Fondazione Magna Grecia Nino Foti e lo storico delle mafie della Queen’s University Antonio Nicaso.

Nel suo discorso di apertura, il Procuratore ha evidenziato come «nel suo discorso di insediamento Draghi non ha detto una sola volta la parola mafia. Ha un piano? Una visione? Vorremmo sapere se ha delle proposte per contrastare le mafie, ma credo che la giustizia e la sicurezza non interessino a questo Governo e che Cartabia non sia il Ministro che serviva all’Italia». 

«Appena nominata ha incontrato il Garante dei detenuti e Nessuno tocchi Caino, i magistrati li ha incontrati dopo un mese. Non cambia nulla? Forse. Ma la forma è sostanza. E questo fa capire l’indirizzo di questo Governo», ha spiegato.

«Hanno trovato più di 28 milioni di euro per costruire le Case dell’Amore, un luogo dove i detenuti possono incontrarsi per 24 ore con moglie, marito e amanti. Avete idea – ha proseguito – dei messaggi che possono essere mandati all’esterno grazie a questa idea? Questo abbiamo portato a Palermo nel 30esimo anniversario della strage di Capaci, quando tutta la politica è andata a onorare Falcone, le Case dell’Amore».

«Le mafie, oggi – ha spiegato ancora – sono mimetizzate nel tessuto sociale ed economico, ma non esisterebbe la mafia senza la relazione con le classi dirigenti, sarebbe criminalità comune. La mafia ha bisogno del territorio e del consenso popolare, il boss ha bisogno di pubblicità, è un imprenditore. Così la ‘ndrangheta si è presa la Calabria e un quarto di Milano. Certe cose bisogna dirle. Io mi sono creato una vita da recluso, ma sono libero di dire quello che voglio perché non appartengo a nessuna corrente. Il silenzio è complicità».

Il Generale Pasquale Angelosanto, Comandante dei Carabinieri del ROS ha raccontato come alcuni esponenti del clan degli Scissionisti di Secondigliano siano stati catturati grazie alle loro attività su Facebook e di come, tra le mafie italiane, la Camorra sia la più incline a mostrarsi sui social: «È costruzione del consenso – ha detto – un modo per costruirsi un’immagine vicina alla gente».

Anche Alessandro Barbera, Comandante Scico della Guardia di Finanza, ha parlato dei cambiamenti degli ultimi anni: «Le mafie hanno cambiato volto e si sono mimetizzate, sono silenti e opache. Ma guai a pensare che siano sparite. Ci sono. E noi lo dobbiamo gridare forte».

«La mafia oggi è stata indebolita dai processi e dalla cattura dei grandi latitanti, oggi la ‘ndrangheta è quello che Cosa Nostra era 30 anni fa. È potentissima. La Camorra invece è magmatica, non ha vertice, è più complicato sconfiggerla», ha detto il Prefetto Francesco Messina, Direttore Anticrimine della Polizia di Stato.

«La soluzione è solo una – ha detto ancora – attaccare i patrimoni. Se togli i soldi alle mafie non pagano più gli avvocati, non pagano più gli stipendi. Bisogna colpire i soldi». Marcello Ravveduto, Docente dell’Università di Salerno ha parlato della nuova comunicazione della criminalità organizzata: «Le mafie sono sistemi di comunicazione, i territori virtuali devono essere controllati esattamente come quelli reali». 

«Le mafie cercano di controllare il territorio senza la violenza – ha continuato il Professore Antonio Nicaso –. La violenza si usa solo quando serve, i metodi sono altri, senza il concorso esterno di apparati dello Stato non c’è mafia». Ha chiuso l’evento Nino Foti, Presidente della fondazione Magna Grecia: «Per sconfiggere le mafie dobbiamo unire il controllo del territorio con la formazione. Bisogna ricostruire un nuovo civismo». (rrm)

A Reggio con i Lions focus sui nuovi scenari dell’oncologia pediatrica

Un importante focus sui nuovi scenari dell’oncologia pediatrica si è svolto a Palazzo Alvaro di Reggio Calabria, promosso dai Lions Club RC “Città del Mediterraneo” e Lions Club dell’XI Circoscrizione, in collaborazione con la Città metropolitana di Reggio Calabria.

L’evento ha acceso i riflettori su questioni di stringente attualità nell’ambito del dibattito pubblico in materia di sanità attraverso i qualificati contributi offerti alla discussione da Alberto Garaventa, responsabile UOC Oncologia Ospedale Gaslini Genova, Annalisa Tondo, dirigente medico Oncoematologia Ospedale Meyer Firenze e Rosalba Mandaglio, primario di Oncoematologia Ospedale “Bi-Me-Mo” di Reggio Calabria.

L’oncologia pediatrica ha compiuto grandi passi in avanti negli ultimi anni, è stato evidenziato, ed oggi circa l’80 per cento dei bambini con tumore riesce a guarire e ad avere un’adeguata aspettativa di vita. Ciononostante, occorre rilanciare l’impegno per il miglioramento della qualità delle cure e soprattutto, specie per quanto riguarda la Calabria, per il rafforzamento della rete oncoematologica regionale in collaborazione con la rete nazionale.

Ai lavori, che sono stati introdotti dal presidente della Circoscrizione XI Distretto Lions 108Ya, Massimo Serranò e moderati da Antonio Lopizzo, presidente Comitato Service cancro infantile Distretto Lions 108 Ya, ha preso parte, fra gli altri, anche il Sindaco f.f. della Città metropolitana, Carmelo Versace.

«Quando si parla della salute dei bambini – ha affermato in apertura dei lavori il rappresentante della Metrocity – l’attenzione deve essere massima da parte di tutti, ad ogni livello e in ogni ambito. Ed è preciso dovere delle istituzioni, in modo particolare, essere al servizio della comunità e delle iniziative che il tessuto sociale promuove sul terreno del dialogo e della proposta sui tanti temi della sanità che occorre seguire da vicino».

«Questo momento ne è un chiaro esempio – ha poi evidenziato Versace – e ringrazio tutte le espressioni del mondo Lions che hanno cooperato così efficacemente per mettere in piedi questo qualificato e prestigioso incontro che ha messo di fronte le migliori professionalità a livello nazionale, nell’ambito dell’oncologia pediatrica. È proprio promuovendo la rete e la capacità di interscambio tra i diversi distretti sanitari e contesti ospedalieri, che si rafforzano anche le azioni che le istituzioni sono chiamate a compiere sul piano politico per il miglioramento dei servizi territoriali».

«Alle nostre latitudini, purtroppo, – ha rimarcato l’inquilino di Palazzo “Alvaro” – la sanità non riesce a dare ai cittadini le risposte necessarie e i dati sull’emigrazione sanitaria continuano ad essere emblematici».

Occorre una svolta, netta, profonda e immediata, è stato inoltre rimarcato, «da parte del governo regionale, tanto sul piano della organizzazione territoriale, quanto sui versanti delle strutture sanitarie e soprattutto dell’immissione di nuovo personale. Per una volta, – ha poi concluso Versace – la politica nazionale ha risposto in modo diretto e veloce alla Regione Calabria consentendo al governatore di assumere il ruolo di commissario per la Sanità. Adesso però occorre prendere delle decisioni perché l’arretramento di un settore così importante, che oggi pone la Calabria all’ultimo posto per la qualità dei servizi sanitari, non è più accettabile. E si tratta di una battaglia che riguarda tutti i calabresi e non certo questa o quella parte politica». (rrc)

Lunedì a Gizzeria il congresso di Fenealuil Calabria su “Valorizzare il lavoro, riqualificare il futuro”

Lunedì 30 maggio, a Gizzeria, all’Hotel Marechiaro, dalle 9.30, è in programma l’ottavo congresso regionale di Fenealuil Calabria, sul tema Valorizzare il lavoro, riqualificare il futuro.

I lavori congressuali saranno conclusi da Vito Panzarella, Segretario generale della FenealUil Calabria ed è previsto, fra gli altri, l’intervento di Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria.

L’ottavo congresso regionale della FenealUil Calabria si inserisce nella stagione congressuale della categoria che vivrà il suo momento conclusivo sempre in Calabria, dal 19 al 21 settembre 2022 quando, presso il centro congressi “Tui magic life Calabria” di Pizzo, si terrà il 18esimo congresso della FenealUil.

Hanno risposto, infine, all’invito del Segretario generale della FenealUil Calabria, Maria Elena Senese, anche: Marco Alberto De Benedetto, ricercatore dipartimento Economia statistica e finanza Unical; Marcello Ferraro Restagno, presidente nazionale Federcave; Roberto Cosentino, dirigente generale dipartimento Lavoro e welfare Regione Calabria e Giuseppe Patania, direttore Ispettorato del lavoro di Reggio Calabria e Cosenza. (rcz)

L’OPINIONE / Antonella Postorino: Perché chiudere al traffico Via Orange a Reggio?

di ANTONELLA POSTORINO – Forse chiedo troppo, ma non importa. Per ogni cittadino, farsi domande deve essere la normalità, così come restituire risposte è un obbligo da parte di chi lo rappresenta.

“Perché inibire al traffico, rendendo pedonale un tratto di strada che non necessita di queste restrizioni?”

Questo è il quesito che mi ponevo già un anno fa e, dopo un apparente ritorno alla normalità durato qualche mese, oggi che mi imbatto nuovamente in una delle “incongruenze” più evidenti nella mia Città, mi sento in dovere di rivolgere subito la stessa domanda a chi è in grado di fornirmi prontamente una risposta.

Intanto mi presento, sono una cittadina interessata all’urbanistica e alla logistica della città in cui vivo. Questo interesse nasce esclusivamente dal bisogno di ricevere livelli di qualità della vita adeguati ai bisogni della collettività, che purtroppo non sempre sono fruibili per via di azioni che non trovano riscontro razionale, come nel caso che sto per descrivervi.

Parlo di Piazza Orange e nello specifico nel tratto di strada che la costeggia a monte delle due scalinate, ossia via Orange. 

Come tutti ben sanno, piazza Orange occupa un comparto urbanistico ubicato nel centro storico della città, a poca distanza da piazza Castello, in un’area ricca di attività connesse al settore terziario, pertanto servizi commerciali, culturali, bancari, amministrativi e i relativi collegamenti tra gli stessi. Essa è delimitata oltre che da via Orange, anche da via Filippini, via Crisafi e via Firenze. 

Ebbene il tratto di strada interessato da via Orange, negli ultimi tempi, viene periodicamente chiuso e reso area pedonale, senza comprenderne la reale esigenza.

Il problema è che chiudere al traffico via Orange comporta la “circumnavigazione” della piazza, con i disagi che ne scaturiscono; infatti, quel tratto di strada, di soli venti metri, è l’unico a collegarsi con via Crisafi per poter procedere verso via Possidonea e raggiungere la parte alta della Città verso via Reggio Campi.

Se andassimo a considerare gli orari di apertura e chiusura che riguardano scuole, uffici e attività commerciali, ne deriva che nelle ore di punta il traffico resta paralizzato, basti rilevare che nelle immediate vicinanze si contano ben cinque istituti scolastici (Classico Campanella, Convitto, Pio X, Principe di Piemonte e Galileo Galilei), tutti gli uffici Amministrativi, le Banche e gli altri uffici ministeriali. 

Considerando inoltre che a valle e a monte della piazza, si espande l’area commerciale del centro cittadino, nasce spontaneo chiedersi Che benefici porta un’area pedonale di soli venti metri”?

Si potrebbe ipotizzare che la scelta sia dovuta dalla necessità di venire incontro alle esigenze delle due attività di ristoro che si affacciano sulla via Orange, ma sembrerebbe inverosimile per diversi motivi, infatti, queste sono dotate all’esterno di dignitosi dehors, e pur volendo, il tratto di strada beneficia di un ampio marciapiede libero e facilmente fruibile; oltre al fatto che la piazza, nella sua ragion d’essere, ha già una funzione esclusivamente pedonale da non giustificare la chiusura al traffico di una delle vie che la costeggiano. A questo aggiungi che, se così fosse essendo i locali aperti solo di sera “Perché non limitare il traffico esclusivamente negli orari di apertura degli stessi” ?

Forse sarebbe opportuno per trasparenza chiarire l’utilità di questa scelta e rendere pubbliche le motivazioni in virtù del disagio creato all’intero comparto storico della città e, soprattutto, perché non è stata attuata alcuna modifica alternativa alla viabilità esistente, tale da poter agevolare il transito dei veicoli principalmente negli orari di punta.

Per non apparire come la solita criticona, che pone tante domande, come è facile pensare quando un cittadino chiede risposte in merito a scelte incongruenti rispetto agli interessi della collettività, mi sento di essere propositiva in merito offrendo alla Città un’ipotesi progettuale alternativa a quella che ci viene proposta.

Quindi: “Perché non concedere, ai due esercenti, l’intero marciapiede adiacente la piazza, per posizionare i dehors a servizio dei locali, e magari parte della stessa piazza, in cambio della relativa manutenzione ordinaria” ?

Tale proposta, dovrebbe essere supportata dalla realizzazione di un progetto uniforme, nella scelta di materiali e arredi, con l’intento anche di valorizzare la piazza e le due scalinate, arricchendole con piante e illuminazione, così da restituire alla città un po’ di decoro e dignità, che troppo spesso vengono calpestati per portare avanti personalismi a discapito dell’intera comunità.

Mi sento anche di suggerire un regolamento per la progettazione degli spazi da concedere ai ristoratori; infatti, troppo spesso in città si vedono “cassettoni” osceni, delimitati con blocchi di cemento, realizzati con materiali e forme che “violentano”, più di quanto già non lo sia, il paesaggio urbano. Fermo restando che in tutte le città del mondo i tavolini dei bar e dei ristoranti all’aperto hanno un loro fascino di connotazione altamente turistica dei luoghi: “Perché non chiedere il deposito di un progetto, firmato da un tecnico abilitato, che rispetti tipologie, materiali e forme deliberate in sede di Consiglio Comunale” ?

Ordinariamente per tutti i lavori che modificano lo stato dei luoghi, persino quelli eseguiti in proprietà privata, viene richiesto un progetto “a norma”, proprio per evitare che ognuno si alzi la mattina libero di “interpretare” a proprio piacimento l’estetica di una Città.

Forse chiedo troppo, ma non importa, per ogni cittadino farsi domande deve essere la normalità, così come restituire risposte è un obbligo da parte di chi lo rappresenta. (ap)

La Camera di Commercio di CS sottoporrà alla Banca Europea il progetto Energy Cosenza

La Camera di Commercio di Cosenza sottoporrà alla Banca Europea il progetto Energy Cosenza, che sostiene investimenti nell’efficientamento energetico di edifici pubblici e privati, sia in termini di risparmio sui costi, sia in termini di adeguamento normativo e messa in sicurezza.

Se ne è parlato nel corso dell’incontro svoltosi nella Sala Petraglia dell’Ente, a cui hanno aderito la Provincia di Cosenza, ARSAC e Anci Calabria, e al quale sono intervenuti anche il direttore di Unioncamere Europa, Flavio Burlizzi, e Dintec, società in-house del sistema camerale. Grande apprezzamento all’iniziativa è stato espresso da Anci Calabria, che si farà portavoce presso i Comuni che ancora non hanno aderito al progetto.

Energy Cosenza potrà, quindi, essere oggetto di finanziamento in ambito europeo e copre i costi dell’assistenza tecnica necessaria per preparare, implementare e finanziare i programmi di investimento, sfruttando anche le risorse del Pnrr, di beneficiari pubblici e privati nel settore dell’energia sostenibile e dell’efficienza energetica.

In una fase storica segnata da una profonda crisi, determinata dall’improvvisa ed inaspettata emergenza sanitaria per la quale si denota, secondo alcuni, addirittura una probabile correlazione fra epidemie virali ed ambiente, la Camera di commercio di Cosenza, volendosi rendere parte attiva nello sviluppo socioeconomico locale, intende sostenere la competitività territoriale degli Enti Pubblici e degli Operatori economici privati della provincia.

Dopo una prima fase di raccolta dati e definizione di un primo schema di piano programma, la Camera ha concluso la redazione della pre-candidatura del progetto che, nei mesi scorsi, è stata sottoposta alla valutazione della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e della Commissione europea per procedere, di seguito, alla stesura dell’elaborato finale che potrà essere oggetto di finanziamento comunitario, ma per il quale c’è ancora la possibilità di aderire.

Il programma Elena è uno strumento di assistenza tecnica che finanzia i costi legati all’assistenza legale, amministrativa, finanziaria, ingegneristica, e di tutte quelle professionalità e servizi specialistici, necessari e propedeutici alla realizzazione di gare ad evidenza pubblica o iniziative di project financing o ancora di altre forme di intervento consentite dal Codice degli Appalti, tutte finalizzate a cogliere i citati obiettivi di efficientamento.

Inoltre, il progetto E.CO resterà integrabile e compatibile con tutte le potenziali risorse a fondo perduto previste dalla legislazione nazionale, dai Programmi Operativi Regionali e dal recente Pnrr.

Ci stiamo dirigendo verso una provincia più green e sostenibile. Hanno già aderito al progetto Comuni come Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, Corigliano-Rossano ed Enti come la Provincia di Cosenza e l’ARSAC e sarebbe auspicabile anche l’adesione da parte di tutto il comparto sanitario, che in questo periodo ha un’importanza strategica senza precedenti, e delle imprese della nostra provincia che tanto risentono dell’aumento dei costi dell’energia elettrica.

Con questa iniziativa, la Camera di Commercio intende interpretare al meglio il suo ruolo di impulso al sostegno dell’economia produttiva del territorio facendo rete tra il mondo imprenditoriale e gli Enti pubblici che operano su di esso. Una sfida che insieme è possibile portare a termine.

A tal fine, l’Ente ha costituito uno Staff di supporto ed assistenza tecnica che può essere contattato ai numeri 0984/815258, 0984/815276 oppure all’email progettoelena@cs.camcom.it per avere tutte le informazioni necessarie per partecipare al Progetto. (rcs)

Montuoro (FDU): Buona notizia l’ok al Piano di riequilibrio finanziario della Provincia di Catanzaro

Il consigliere regionale di Fratelli d’ItaliaAntonio Montuoro, ha dichiarato che è una buona notizia «l’approvazione  del piano di riequilibrio finanziario pluriennale dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro da parte della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali».

«Si tratta – ha spiegato – di un obiettivo importante, ottenuto tra l’altro in tempi davvero brevi, che indirizza la Provincia di Catanzaro verso l’uscita dallo stato di crisi in cui versa, nel rispetto delle professionalità e delle grandi qualità umani dei dipendenti che ne hanno fatto un Ente laborioso, esempio di buona amministrazione».

«In pochi mesi – ha proseguito – è stato raggiunto un risultato importante, che si deve anche al grande senso di responsabilità dei consiglieri provinciali in carica, oltre che del presidente Abramo – afferma ancora Montuoro -. Lo si deve prima di tutto ai dipendenti, che grazie anche allo sblocco del fondo di rotazione potranno finalmente percepire due stipendi arretrati. All’intero territorio, che a causa della crisi economica rischia di subire ritardi e disservizi, come ad esempio lo sfalcio dell’erba sulle arterie di competenza provinciale – come già accaduto in passato – dobbiamo un impegno straordinario per superare questa dannosa incertezza istituzionale e finanziaria: i parlamentari, i Partiti e la politica in generale devono farsi carico di recuperare la centralità delle Province nello sviluppo territoriale, assicurando alle autonomie locali una visione prospettica, garantendo spesa di investimento e adeguate risorse ordinarie sulle funzioni fondamentali».

«Un cambio di passo – ha concluso Montuoro – che non può più essere rinviato». (rcz)

Emergenza cinghiali, Coldiretti: Regione renda esecutiva la delibera proposta da noi a luglio scorso

Coldiretti Calabria ha chiesto alla Regione di rendere esecutiva dei contenuti della delibera 314 del 21 luglio 2021 “Determinazioni in ordine alle procedure di controllo dell’emergenza cinghiali”che «consente la semplificazione per il contenimento e controllo dei cinghiali sia in ambito agricolo che urbano».

La delibera, infatti, è stata presentata da Coldiretti alla Giunta Regionale di allora, in occasione della manifestazione dell’8 luglio davanti la cittadella Regionale e, per l’Associazione, la semplificazione per il contenimento e controllo dei cinghiali «sarebbe già  un passo avanti importante nella possibilità di svolgere un’azione tempestiva ed efficace nel controllo della fauna selvatica, in una fase  delicata della campagna agraria».

Intanto, una nutrita delegazione di agricoltori e cittadini calabresi ha partecipato a Roma al blitz di agricoltori, allevatori, pastori e cittadini da diverse regioni contro l’invasione dei cinghiali per chiedere di fermare una calamità che diffonde la peste suina, distrugge i raccolti, aggredisce gli animali, assedia le stalle e causa incidenti stradali con morti e feriti, anche recenti.

«Un pericolo concreto nelle campagne – ha spiegato Coldiretti – ma anche all’interno dei centri urbani per cittadini e turisti con un danno incalcolabile per l’immagine nel mondo proprio alla ripresa della stagione turistica. In Calabria si stima che sono trecentomila i cinghiali che stanno facendo perdere ettari coltivati, mettendo a rischio la nostra capacità produttiva in un momento peraltro delicato a causa della guerra in Ucraina».

«È paradossale – ha stigmatizzato Coldiretti Calabria – che con i costi fuori controllo noi dobbiamo spendere di più per coltivare e il raccolto ci vien distrutto dai selvatici. Ma ci sono anche agricoltori che hanno addirittura perso la vita a causa dei cinghiali e in un Paese normale ciò non dovrebbe essere possibile».

Intanto, Coldiretti ha assicuro che «non molleremo» e che «senza interventi sono già programmate altre azioni». (rrm)

Successo all’Unical per il talk tematico sul mondo del vino

Grande successo per il talk Il vino e i giovani: analisi di una filiera tra comunicazione, lavoro, salute e futuro, organizzato dall’associazione Saturnalia e dalla società Open Space, nella serie di eventi culturali del Concours Mondial de Bruxelles.

Nel corso del dibattito, svoltosi presso il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria, esperti del settore e delle istituzioni si sono confrontati sull’argomento per tracciare un percorso di conoscenze e di opportunità da cogliere nel diffuso patrimonio vitivinicolo calabrese.

Moderato dal giornalista enogastronomico Valerio Caparelli, i lavori hanno registrato l’interessante contributo di: Christian Russo, responsabile di Cosenza Wine District; Paolo Ippolito, ambasciatore di Città del Vino; Luca Alves, responsabile eventi e wine ambassador Consorzio Vino Chianti; Maria Luisa Panno e Francesco Puoci, rispettivamente direttore e docente del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Unical.

Gli stimolanti interventi della conferenza tematica, posti all’assemblea sotto l’ottica di una lettura socioeconomica, della promozione territoriale e dell’apporto salutistico legato al bere responsabilmente nell’ambito di una sana dieta mediterranea, sono stati conclusi dall’Assessore all’Agricoltura e alle Politiche Forestali della Regione Calabria, Gianluca Gallo, che ha posto l’accento sull’importante evento mondiale e sulla programmazione dell’Ente in riferimento al mondo vitivinicolo calabrese e ai settori dell’agroalimentare a esso collegati.

Dall’incontro, che ha congiunto i temi della salute e del valore storico del vino, tanto in senso sociale quanto economico, con quello della formazione e della promozione dei prodotti vitivinicoli di qualità, è emerso come nell’ultimo decennio i giovani siano stati capaci di dare un forte impulso al mondo del vino, imprimendo una svolta innovatrice al settore e progettando e lavorando con una visione green in tutti gli ambiti delle loro attività imprenditoriali: dal vigneto alla cantina, dalla scelta del packaging alle modalità di trasporto, dai servizi di accoglienza offerti in azienda alla commercializzazione dei prodotti proposti all’esterno con forme innovative.

Il trend dei ragazzi che ritornano al lavoro della terra, specie nel settore vitivinicolo, si è dimostrato essere particolarmente dinamico, fatto di tanta passione e di impegno responsabile, come dimostrano le esperienze originali: una nuova generazione di iniziative, che sta assumendo sempre più la forma e la sostanza di una prospettiva sostenibile e di uno sviluppo possibile per gli imprenditori del vino della Calabria, capace di intraprendere azioni concrete e di raggiungere in breve tempo i principali obiettivi prefissati. (rcs)

Napoli (Confapi )incontra Occhiuto: Focus sullo sviluppo del territorio

Un importante incontro si è svolto tra il presidente di Confapi Calabria e vicepresidente nazionale di Confapi, Francesco Napoli, e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

Un incontro costruttivo durante il quale si sono affrontati temi importanti per lo sviluppo del territorio: burocrazia, lavoro, energia, formazione, tracciabilità e legalità, patrimonio forestale. (rcz)

Vaccini, Miozzo: Calabria al penultimo posto per somministrazioni a soggetti fragili

«Tra le regioni italiane, risultiamo essere al penultimo posto insieme al Molise per le vaccinazioni ai soggetti fragili e agli over 80». È quanto ha rilevato Agostino Miozzo, consulente in materia di sanità e Protezione Civile della Regione Calabria, nel corso della web conference organizzata dalla Regione sui vaccini.

Per Miozzo, dunque, «è necessario, quindi, mettere in atto azioni pro attive, andando a recuperare a domicilio i soggetti non vaccinati. Così hanno fatto in Piemonte che ora risulta essere al primo posto per la somministrazione della quarta dose».

Alla riunione – alla quale ha portato il suo saluto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto – hanno partecipato i medici di medicina generale, i commissari straordinari delle Asp e delle Aziende ospedaliere, i direttori dei Dipartimenti di prevenzione, i responsabili della Usca, i Covid manager, le associazioni del settore socio assistenziale e i rappresentanti delle Rsa.

L’obiettivo dell’incontro è quello di programmare azioni comuni per raggiungere il maggior numero di soggetti fragili con la somministrazione della quarte dose.

La webconference è stata introdotta dal coordinatore del Gruppo tecnico emergenza Covid-19 della Regione Calabria, Andrea Bruni, il quale ha spiegato che «i dati di uno studio condotto dall’Università di Catanzaro, in collaborazione con la Regione Calabria, nelle terapie intensive calabresi hanno dimostrato come negli ultimi 4 mesi oltre il 75% dei pazienti ricoverati non era vaccinato o non aveva completato il ciclo vaccinale».

«Inoltre, la restante parte presentava più patologie ed altri elementi di fragilità. Il vaccino – ha rimarcato –protegge dalla malattia grave ed è per questo che i soggetti più fragili e gli over 80 dovrebbero fare la quarta dose».

Alla webconference hanno relazionato Alessandro Russo, professore associato di malattie infettive e tropicali dell’Umg, Luca Gallelli, professore ordinario Farmacologia dell’Ugm, Alba Malara, direttore sanitario della strutture residenziali e presidente della Fondazione Anaste Humanitas.

Si è parlato delle indicazioni relative alla quarta dose, dei profili di sicurezza ed efficacia e dell’importanza di somministrare la quarta dose in particolari setting come quello delle Residenze sanitarie per anziani.

Gli esperti hanno mostrato l’efficacia del booster vaccinale nel prevenire la malattia grave legata al covid 19. Inoltre, attraverso una serie di studi clinici hanno spiegato come la quarta dose, oltre che essere efficace sia anche sicura. E in Calabria non sono stati osservati effetti avversi gravi legati alla somministrazione dei vaccini.

La Regione ha già messo in atto delle strategie per favorire la somministrazione della quarta dose. I pazienti ricoverati, infatti, potranno ricevere la quarta dose nel corso della degenza, qual ora ne presentino l’indicazione.

È stato, inoltre, avviato un rapporto di collaborazione tra il dipartimento Tutela della salute e le associazioni del settore socio assistenziale per organizzare le vaccinazioni all’interno delle Rsa. In tal senso, è stato messo a disposizione per le prenotazioni delle vaccinazioni da parte delle residenze per anziani l’indirizzo mail del Gruppo tecnico Covid-19.

Lunedì prossimo, nella sala oro della Cittadella regionale, è previsto un ulteriore incontro con i direttori delle Unità operative che hanno in cura i pazienti più fragili per discutere della profilassi pre-esposizione. (rcz)