di FRANCESCO AIELLO E MICHELE MERCURI – Il tema è particolarmente rilevante, poiché il turismo internazionale rappresenta il principale motore di crescita dei sistemi turistici nazionali ed europei. In molti territori italiani la domanda estera costituisce ormai la componente prevalente dei flussi turistici e contribuisce in misura decisiva alla destagionalizzazione, all’allungamento della permanenza media e alla crescita della spesa turistica. La Calabria continua, invece, a mostrare una forte dipendenza dalla domanda nazionale.
Alcuni dati consentono di collocare con precisione la Calabria nel panorama turistico italiano. Nel 2024 l’Italia ha registrato oltre 466 milioni di presenze, mentre la Calabria si è fermata a poco più di 8,1 milioni, pari all’1,75% del totale nazionale. Sul fronte del turismo internazionale, il divario appare ancora più marcato: in Italia il 54,5% delle presenze è generato da turisti stranieri, contro appena il 19,7% della Calabria.
Questa differenza emerge con ancora maggiore evidenza confrontando il peso della regione sul turismo complessivo con quello esercitato sul solo turismo internazionale. Pur rappresentando l’1,75% delle presenze turistiche nazionali, la Calabria intercetta appena lo 0,63% delle presenze straniere registrate in Italia. In altre parole, la regione partecipa ai flussi turistici internazionali in misura significativamente inferiore rispetto al suo già modesto peso nel turismo nazionale, segnalando una capacità di attrazione verso i mercati esteri ancora limitata.
La geografia dei turisti stranieri che scelgono la Calabria aiuta a comprendere meglio questa situazione. La Figura mostra come il principale mercato estero sia la Germania, con oltre 500 mila presenze e una quota pari al 32,6% del totale straniero regionale. Seguono Repubblica Ceca (142 mila presenze), Polonia (102 mila), Regno Unito (98 mila), Svizzera (96 mila) e Austria (81 mila). Complessivamente, questi sei paesi generano oltre il 65% delle presenze straniere registrate nella regione.
Si tratta prevalentemente di mercati dell’Europa centrale e centro-orientale, fortemente orientati al turismo balneare e ai soggiorni nei villaggi e resort costieri. La composizione geografica della domanda estera appare quindi molto diversa da quella osservata nelle principali regioni turistiche italiane, dove assumono un ruolo più rilevante i mercati nordamericani, asiatici e dell’Europa occidentale.
Tuttavia, i valori assoluti non sono sufficienti per valutare la reale capacità attrattiva di una destinazione. Un mercato può infatti generare un elevato numero di presenze semplicemente per la sua dimensione. Per questo motivo il rapporto introduce un indicatore particolarmente interessante: l’indice di specializzazione illustrato nella Figura 2 .
La Figura 2 consente di andare oltre i valori assoluti e di valutare la reale capacità della Calabria di attrarre i diversi mercati esteri. L’indice confronta il peso della regione nelle presenze italiane di ciascun paese con il peso medio della Calabria nel turismo nazionale. Valori superiori all’unità indicano una capacità di attrazione relativamente elevata; valori inferiori all’unità segnalano invece una presenza più debole di quanto ci si potrebbe attendere sulla base del peso complessivo della regione nel turismo italiano.
A una prima lettura il risultato appare netto: tra i principali mercati esteri soltanto la Repubblica Ceca presenta un indice superiore all’unità (1,65). Ciò significa che i turisti cechi scelgono la Calabria con una frequenza significativamente maggiore rispetto alla media dei visitatori che arrivano in Italia. Si tratta di un risultato coerente con la consolidata presenza dei flussi provenienti dall’Europa centro-orientale nelle principali località balneari della regione.
La distanza che separa la Repubblica Ceca dagli altri mercati è significativa. Nessun altro paese raggiunge infatti valori prossimi all’unità. Canada (0,68), Polonia (0,62), Ucraina (0,54) e Argentina (0,53) costituiscono il gruppo relativamente più favorevole, ma evidenziano comunque una capacità di attrazione inferiore alla media nazionale. La Calabria appare pertanto sovra-rappresentata in un solo mercato estero e sotto-rappresentata in tutti gli altri principali bacini di provenienza.
Più complessa appare invece la situazione dei grandi mercati europei. La Germania, pur rappresentando il principale mercato estero della Calabria in termini assoluti con oltre 500 mila presenze, registra un indice pari a 0,44. È probabilmente questo il dato più significativo dell’intera analisi. In altre parole, i turisti tedeschi arrivano numerosi in Calabria, ma in misura molto inferiore rispetto a quanto avviene nelle principali destinazioni italiane concorrenti. Una considerazione analoga vale per il Regno Unito (0,38) e soprattutto per la Francia (0,24), che evidenziano una capacità di attrazione relativamente modesta.
È proprio questa apparente contraddizione a rendere interessante la lettura dei dati. La Calabria non è assente dai principali mercati internazionali: tedeschi, britannici, francesi, svizzeri e austriaci sono presenti e contribuiscono in misura significativa ai flussi turistici regionali. Tuttavia, la loro incidenza risulta sistematicamente inferiore a quella osservata nel resto del Paese. Il problema, dunque, non sembra essere l’assenza di relazioni con i mercati internazionali, quanto piuttosto la limitata capacità della regione di intercettarne una quota più consistente.
Nel complesso, la Figura 2 restituisce l’immagine di una destinazione che mostra punti di forza in alcuni mercati specifici, ma che fatica ancora a consolidare una presenza competitiva nei principali bacini turistici internazionali. Più che una debolezza generalizzata, emerge una struttura della domanda estera fortemente selettiva, concentrata in pochi paesi e ancora poco diversificata rispetto a quella delle regioni italiane maggiormente inserite nei circuiti internazionali del turismo.
Questo risultato assume particolare rilevanza se si considera che la ripresa del turismo successiva alla pandemia è stata trainata soprattutto dalla componente internazionale. Mentre molte regioni italiane hanno beneficiato della crescita dei flussi provenienti dall’estero, la Calabria continua a dipendere in larga misura dal mercato nazionale e da un numero relativamente ristretto di paesi europei.
Naturalmente, questi dati non implicano che la regione sia priva di attrattività internazionale. Al contrario, esistono territori che mostrano una significativa capacità di attrazione verso la domanda estera. La provincia di Vibo Valentia, ad esempio, registra una quota di stranieri pari al 37,5%, quasi il doppio della media regionale, grazie soprattutto alla notorietà internazionale della Costa degli Dei. Tropea e Ricadi presentano quote di visitatori stranieri particolarmente elevate. Si tratta però di risultati concentrati in un unico sistema turistico locale, che non sembrano ancora tradursi in una più ampia internazionalizzazione dell’intero comparto regionale.
Se il primo limite strutturale del turismo calabrese è rappresentato dalla sua forte concentrazione territoriale, il secondo riguarda dunque la limitata capacità di attrarre domanda internazionale. La Calabria continua a partecipare solo marginalmente ai grandi flussi esteri diretti verso l’Italia e la sua presenza nei mercati internazionali appare ancora confinata a pochi segmenti specifici.
Comprendere le ragioni di questa debolezza è fondamentale per interpretare le prospettive future del settore. Prima di attribuirla esclusivamente a fattori di competitività, tuttavia, è opportuno distinguere tra diverse tipologie di turismo internazionale. Non tutti gli stranieri che arrivano in Calabria sono infatti turisti nel senso tradizionale del termine. Una parte dei flussi potrebbe essere collegata alla presenza delle comunità di origine calabrese residenti all’estero e ai fenomeni di ritorno nei luoghi delle proprie radici familiari. Comprendere il peso effettivo di questi flussi è essenziale per valutare correttamente il grado di internazionalizzazione del turismo calabrese. Proprio questo tema sarà al centro del prossimo approfondimento. (fa e mm)
