Cordoglio, a Reggio, per la scomparsa di Franco Arillotta, storico e studioso reggino e presidente dell’Associazione Amici del Museo.
«Con la scomparsa di Franco Arillotta – scrive Stefano Iorfida, Presidente dell’Associazione Anassilaos – muore l’ultimo grande storico di Reggio Calabria e si conclude una stagione ricca di ricerche e approfondimenti dedicati alla Città che lo hanno visto protagonista insieme ad altri (penso ad Agazio Trombetta) sia pure nei diversi periodi storici esaminati da entrambi. Lettore attento degli antichi storici reggini e di quel che resta di essi, acuto ricercatore dei documenti custoditi negli archivi cittadini, documenti inerti che soltanto l’acume dello storico illumina, interpreta e trae dall’oblio, nel corso degli anni ha approfondito, analizzato e discusso fatti ed eventi piccoli e grandi che hanno interessato la Città dall’antichità all’era moderna e contemporanea, dalla toponomastica alla Reggio spagnola, dalle ricerche su San Giorgio a quelle dedicate a taluni palazzi reggini (Provincia)».
«Il frutto copioso di queste ricerche – continua Iorfida – è confluito in opere che restano e costituiscono a loro volta documenti imprescindibili per tutti coloro che, reggini e non reggini, vogliano conoscere la storia di Reggio Calabria. Accanto all’impegno dello storico da sottolineare anche il suo lavoro all’interno di talune prestigiose associazioni (Gli Amici del Museo di cui era tuttora Presidente) e la disponibilità, fino agli ultimi giorni, di collaborare con altre associazioni in un’opera sinergica volta sempre a favorire, soprattutto tra le più giovani generazioni, la conoscenza del passato della propria Comunità».
«Egli lascia un vuoto incolmabile – e lo diciamo con dolore – perché intorno a noi non riusciamo a “cogliere” nelle più giovani generazioni di ricercatori il medesimo impegno unito al desiderio di spendersi per la Comunità», ha concluso Iorfida.
«Franco Arillotta era il decano degli storici reggini: della storia della nostra città si è occupato da oltre mezzo secolo mediante saggi e monografie che hanno rappresentato fondamentali contributi storiografici», ha ricordato Giuseppe Caridi, presidente di Deputazione di Storia Patria della Calabria.
«Ho conosciuto Franco 45 anni fa – ha ricordato Caridi – quando ha pubblicato per l’editore reggino Gangemi il ponderoso volume”Reggio nel Seicento. Storia di una città scomparsa”, frutto di anni di appassionata e accurata ricerca presso il locale Archivio di Stato, lavoro che mi è stato molto utile per gli studi storici che ho cominciato a intraprendere proprio in quegli anni. Alla città calabrese dello Stretto ha poi dedicato altri saggi, sempre efficacemente documentati. Ha partecipato a innumerevoli convegni recando sempre apporti originali».
«Il suo più recente volume, edito pochi mesi fa – ha proseguito – ha avuto per oggetto i momenti salienti della storia di Reggio, prosecuzione di un volume precedente del quale, su sua richiesta, avevo scritto una breve prefazione».
«Franco era uno studioso serio e preparato – ha concluso – un esponente di primo piano della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, che ha onorato con i suoi scritti e con il comportamento signorile che lo contraddistingueva».
«La morte del professore Franco Arillotta mi rattrista profondamente ed addolora l’intera comunità che perde una risorsa inestimabile nel panorama culturale cittadino. Troveremo il modo per ricordarlo ad imperitura memoria perché lo merita. Adesso è il tempo del dolore». Lo ha detto il sindaco Giuseppe Falcomatà che, in una nota stampa, esprime «il cordoglio personale e quello dell’amministrazione comunale per la scomparsa di uno dei più grandi conoscitori della storia di Reggio Calabria e dei suoi cittadini».
«Storico appassionato, intellettuale raffinato e instancabile studioso – ha detto il sindaco – Franco Arillotta è stato un Professore, con la P maiuscola, che ha dedicato la sua vita alla conoscenza, alla valorizzazione e alla divulgazione della storia trimillenaria della nostra città. Le sue ricerche, le sue opere e il suo costante impegno civile hanno rappresentato, per generazioni di reggini, un punto di riferimento imprescindibile per comprendere le radici e l’identità della nostra comunità».
«La sua perdita – ha proseguito Falcomatà – lascia un vuoto incolmabile nel mondo della cultura e nella vita pubblica locale che lo ha sempre e costantemente riconosciuto come una voce lucida, critica e indiscutibilmente innamorata del nostro territorio».
«Giungano – ha concluso il sindaco – le più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici, a quanti lo hanno conosciuto e stimato e che, per sempre, manterranno vivo il lascito di un’esistenza passata con la mente ed il cuore rigonfio d’amore per Reggio Calabria».
