di SANTO STRATI – Da monumento ai ritardi e oggetto di (legittime) prese in giro per l’incapacità di realizzare un ponticello di poche decine di metri, il nuovo Ponte sul Calopinace da domani si avvia a diventare realtà. Lo ha annunciato – con meritata soddisfazione – il sindaco Francesco Cannizzaoro in un’affollatissima conferenza stampa al Comune di Reggio, dando anche la data di inaugurazione: il 9 ottobre. La Città è invitata a festeggiare questo nuovo passo verso la realizzazione di un waterfront (ma chiamiamolo lungomare, è più bello) lungo ben 5 km: e chi ce l’ha in Europa (non solo in Italia) un fronte-mare così ampio e con una panoramica mozzafiato (con l’Etna che fa da sfondo) in un mare azzurro che affascina? Il mare del mito, il mare di una città che vuole diventare “di mare” e non restare “sul mare”, con tutte le ricadute positive in termini di immagine e di attrazione turistica.
Questo piccolo ponticello su cui da ben 7 anni si sono spese più barzellette e battute che sacchi di cemento armato e blocchi in ferro saldato è in realtà l’abbattimento di quel microscopico (ma insuperabile) ostacolo che divide la via Marina di Reggio Calabria dal cosiddetto Parco Lineare Sud. Un’area che non solo porterà a compimento il sogno di un lungomare di ben 5 chilometri (andrà ovviamente aggiornata la frase falsamente attribuita a D’Annunzio sul “più bel chilometro d’Italia”) ma trasformerà radicalmente la zona sud della città. Un’area operosa e attivissima, con un mare stupendo (ma fino a oggi praticamente devastato e brutalizzato da vandali incapaci di avere un cuore urbano) e una passeggiata lungo la costa che tutto il mondo – statene certi – ci invidierà.
Intanto, a Cannizzaro va ascritto un altro record: alle sue conferenze stampa arrivano fin troppi giornalisti, come non se ne vedevano ai tempi della Reggina in serie A. È un ottimo comunicatore il sindaco e riesce a captare l’attenzione della stampa, abituata a sonnecchiose e malinconiche relazioni del primo cittadino o di qualche assessore coinvolto. Anche qui l’aria è cambiata e bisogna darne atto: Francesco “Ciccio” Cannizzaro è un fiume in piena, allegramente felice di poter annunciare fatti e risultati e non soltanto promesse. Questa del Calopinace era una ferita che la Città non poteva più sopportare. E invece in 58 giorni (inclusa la sospensione feriale del Ferragosto) i reggini (e i forestieri) potranno godersi una passeggiata sicuramente suggestiva. È brutto Calopinace – ha chiosato il Sindaco – bisognerà trovargli un nome. Aspettiamo suggerimenti anche dai cittadini. Calabria.Live suggerisce subito Ibico (il poeta reggino quasi misconosciuto ai suoi concittadini, cantore della bellezza di Reggio). E Cannizzaro forse non ricorda che proprio alla foce del Calopinace – secondo la leggenda – venne fondata la Città ed eretto un tempio maestoso (che i marosi hanno distrutto), seguendo l’oracolo di Delfi che indicava dove sfociava il fiume Apsias (oggi il torrente Calopinace, ombra di una fiumara pressoché rinsecchita) il luogo dove far nascere la città voluta da Giocasto (figlio del dio Eolo) e da Eracle. Che riparta proprio dal Calopinace la “rinascita” di Reggio è decisamente molto suggestivo ed è un buon auspicio per la realizzazione del Parco Lineare Sud di cui il ponticello rappresenta il primo concreto tassello.
Cannizzaro ha spiegato come si è arrivati a un vero e proprio sovvertimento del progetto iniziale: «Una importante e ritrovata sinergia ha creato le condizioni per questa accelerazione, senza costi aggiuntivi. Si lavora sulle rampe, finora senza progettazione esecutiva, per arrivare al completamento». È il caso di dire che nella progettazione mancavano le rampe do accesso: sarebbe stato un monumento alla superficialità!
Forse Reggio riuscirà a dimenticare la telenovela del ponte impossibile (sono appena 30 metri): sarà largo 1 2metri, e avrà un’altezza di 2 metri dal letto dell’omonimo torrente: per la cronaca la delibera originaria è del 2026 e i lavori erano stati assegnati nel 2020. In 58 giorni Cannizzaro dimostrerà che, con passione, competenza e amore per la città, tutto è possibile. Adesso e non domani. (s)
