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STATALE 106, LA STRADA DELLA VERGOGNA
UN’ALTRA NUOVA INCOMPIUTA IN CALABRIA?

Il III megalotto della SS 106

di FABIO PUGLIESE – «La nostra regione versa in una crisi così grave – anche d’immagine – da apparire senza scampo» scriveva, nei giorni scorsi, Agazio Loiero, già ministro e presidente della Regione Calabria. Parole che pesano come macigni, per una regione, come la nostra, in cui si finisce in televisione o per fatti di cronaca nera, o per malasanità e, ancora peggio, per le grandi incompiute, come lo è il terzo Megalotto della Statale 106 che, come già denunciato dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106”, rischia di diventare «la nuova eterna incompiuta in Calabria».

Ma non è solo la televisione a occuparsi della ‘brutta Calabria’: sabato 29 maggio abbiamo letto l’articolo pubblicato su Domani, il quotidiano nazionale d’informazione edito da Carlo De Benedetti, e diretto da Stefano Feltri, dal titolo La grande opera in versione grillina è già insabbiata, a firma di Daniele Martini. Un articolo che riguarda, purtroppo, il progetto di ammodernamento del Megalotto 3, il tratto di strada Statale 106 compreso tra Sibari e Roseto Capo Spulico.

Nell’articolo si fa riferimento all’occupazione della sede Anas di Trebisacce, avvenuta da parte dei sindaci dell’alto Jonio cosentino, che hanno lamentato sull’opera problematiche evidenti a tutti, e che racconta chi è il “Rup” del progetto: l’ingegnere Silvio Canananella che, oltre ad essere addirittura “Responsabile Nuove Opere” per la Struttura Territoriale di Anas in Calabria è, appunto, anche Responsabile Unico del Procedimento per il Megalotto 3.

Niente male per un Dirigente di prima nomina, che il quotidiano nazionale ci riferisce essere «un tecnico – si legge appunto nell’articolo – che, come si dice in questi casi, ‘ha delle conoscenze’ essendo stato compagno di scuola a Caltanissetta del sottosegretario Cancelleri».

Ancor più inquietante è quanto viene riportato nella parte finale dell’articolo del quotidiano: qui, infatti, viene specificato che la ministra del Partito Democratico, Paola De Micheli, ha erogato in anticipo alla Webuild «il 30% del valore delle costruzioni, cioè 288 milioni di euro», favorendo, di fatto, l’impresa visto e considerato che l’Anas, più sobriamente, aveva previsto nelle fasi propedeutiche alla firma del contratto, l’anticipo del 20 percento…

Eppure, nonostante questo lauto anticipo, ad oggi non è stato neanche progettato un Campo Base, le operazioni propedeutiche all’avvio dei lavori non sono state concluse e, malgrado la propaganda del sottosegretario Giancarlo Cancelleri, unita a quella di qualche suo vicino parlamentare incapace ed incompetente, il re è nudo e sotto questo cielo non si vede niente di concreto…

Bisogna, altresì, ricordare che nella finta inaugurazione del 19 maggio 2020 non furono mai consegnati i lavori al contraente generale, poiché quel verbale fu solo firmato con riserva. Questo implica che, ancora oggi, non abbiamo tempi certi per la realizzazione dell’Opera e, questo, certamente, può determinare un aumento dei costi per la realizzazione del progetto.
La responsabilità è certamente ascrivibile alla sconsiderata gestione del Partito Democratico e del M5S. Quest’ultimo, sul progetto non ha mai dimostrato una posizione favorevole e, ancora oggi, ha nell’alto Jonio diversi suoi rappresentanti che si dicono fortemente contrari alla sua realizzazione.

Nel corso della diretta della trasmissione televisiva L’Aria che Tira, diretta da Myrta Merlino su La7, ha aperto un focus sulla famigerata e tristemente nota “strada della morte” in Calabria. Sulla Statale 106 erano presenti, insieme alla giornalista di La7 Ludovica Ciriello, il sindaco di Cassano all’Ionio, Giovanni Papasso, ed il prof. Antonio Trento, presidente dell’Associazione “Capodanno in Paradiso”, ma anche autorevole esponente dell’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”.

La trasmissione era incentrata sul tema del “decreto semplificazioni” annunciato come un provvedimento che avrebbe fatto ripartire le opere pubbliche in Italia mentre, invece, non ha fatto partire proprio un bel nulla. Compreso il Megalotto 3 della Statale Jonica in Calabria: il più grande cantiere d’Italia – è stato definito – nonostante ancora oggi non vi sia proprio un bel nulla.

La conduttrice Merlino ha chiesto al sindaco Papasso perché i lavori non si fanno, e il primo cittadino di Cassano all’Ionio che ha affermato che da qualche tempo «è cambiato qualcosa. Mentre prima io ed i miei sette colleghi sindaci interessati dall’Opera eravamo coinvolti, oggi non siamo coinvolti più. Abbiamo chiesto un appuntamento con il Commissario, che poi è l’ing. Simonini, l’amministratore delegato di Anas Gruppo FS Italiane proprio per parlare con lui e per cercare di capire cosa sta succedendo».

Dopo il sindaco Papasso, la conduttrice Merlino ha ripreso la parola e, di fronte ai numeri impietosi delle vittime e dei feriti della Statale 106 avvenuti dal ’96 ad oggi, ha riflettuto sull’importanza di quanto la realizzazione di un’opera è determinante per la sicurezza e la vita di una persona e, quindi, sul danno che l’immobilismo delle Istituzioni e degli Enti preposti determina alla collettività cedendo la parola, per un intervento, al prof. Antonio Trento.

«Io voglio dire una cosa – ha affermato Trento – con molta calma perché arrivi. Io sono convinto che tantissimi politici e funzionari calabresi finiranno all’inferno. E finiranno all’inferno non perché hanno ucciso o hanno sparato qualcuno come la mafia ma perché non hanno fatto quello che dovevano fare quando dovevano farlo. Nonostante le popolazioni, i sindaci, i comitati, le famiglie vadano tutti i giorni a ricordargli che prendono uno stipendio per fare delle cose, questi non fanno niente! Questo è il più grande problema che ha l’Italia». (fp)

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