Site icon Calabria.Live

Talerico (Noi Moderati): Intervenire con soluzioni per salvare Fondazione Terina

Talerico (Noi Moderati): Intervenire con soluzioni per salvare Fondazione Terina

Il consigliere regionale di Noi Moderati, Antonello Talerico, ha chiesto di intervenire con soluzioni per salvare la Fondazione Terina di Lamezia Terme, «vittima di sciatteria burocratica».

«Il disastro della vicenda Fondazione Terina – ha spiegato – rischia di esporla ad una procedura di liquidazione, con ripercussioni non soltanto sui dipendenti, ma anche sull’economia e sulle attività di sviluppo e ricerca del territorio calabrese.

«L’esposizione debitoria di Fondazione Terina parte da lontano e – ha proseguito – segnatamente da quel progetto a carico del Fesr che era diretto a finanziare il potenziamento strutturale ed infrastrutturale delle Università e degli enti pubblici di ricerca per un importo iniziale di circa 14,6 milioni di euro, poi parzialmente revocato all’esito delle verifiche dell’Unità di Controllo di primo livello del Miur, che con D.D. n. 962 del 19.04.2018, disponeva il recupero di circa 1 milione di euro e rideterminava, riducendolo, il finanziamento in circa 11 milioni di euro (rispetto ai circa 14,6 milioni di euro originari)».

«Successivamente – ha proseguito il coordinatore regionale di Noi Moderati – venne iscritto a ruolo un debito di circa 11 milioni di euro da parte del Miur, che costringeva Fondazione Terina a proporre nel 2022 una procedura d’urgenza dinnanzi al Tribunale di Roma con cui veniva richiesta la sospensione della riscossione dei circa 11 milioni di euro. Le sorti di tale giudizio (l’ultima udienza per la precisazione delle conclusioni è prevista per l’ 8 maggio 2024) non lasciano ben sperare, in quanto il tribunale romano non solo ha rigettato tutte le richiesta di prova di Fondazione Terina, ma ha anche nella sostanza escluso il fumus (i.d. l’astratta ipotesi di accoglimento delle teorie difensive), travolgendo anche la questione dell’archiviazione del procedimento penale per talune posizioni e, rilevando piuttosto che sussistano tutte quelle gravi irregolarità accertate dalla Guardia di finanza e, che rendono legittimo il provvedimento di riscossione opposto». 

«Orbene – ha detto ancora Talerico – il progetto originario che avrebbe dovuto consentire alla Calabria un potenziamento strutturale ed infrastrutturale delle Università e degli enti di ricerca si è trasformato in un totale fallimento a causa della cattiva gestione esecutiva del progetto già finanziato con 11 milioni di euro».

«Difatti, le ragioni del disastro di Fondazione Terina – ha ricordato – risalgono all’anno 2012, data in cui per l’appunto il progetto già ammesso a finanziamento veniva gestito da un apparato dirigenziale, burocratico e politico non è stato in grado né di governare il progetto, né il finanziamento, producendo negli anni piuttosto gestioni irregolari, viziate e tecnicamente errate, trasformando una originaria opportunità economica e di sviluppo per la Calabria in un debito per tutti i cittadini calabresi!»

«Da ultimo – ha aggiunto – la proposta transattiva formulata da Fondazione Terina, da parte di alcuni apparati dirigenziali che probabilmente non hanno letto attentamente le carte, è stata ritenuta del tutto errata in quanto è stata formulata una proposta confondendo le questioni legate al D.D. n. 962 del 19.04.2018 (di rideterminazione del finanziamento originario) con quanto forma oggetto invece del contenzioso civile pendente dinnanzi il Tribunale di Roma (avente ad oggetto la richiesta di sospensione del provvedimento di riscossione)».

Talerico ha sottolineato che «tale erronea gestione amministrativa ed i soliti errori degli apparati burocratici che non supportano adeguatamente l’azione dell’esecutivo e della politica, ha determinato allo stato l’impossibilità di una definizione transattiva, con il rischio per Fondazione Terina di incorrere in una procedura di liquidazione dopo l’esito del giudizio pendente dinnanzi al tribunale romano».

«La vicenda di Fondazione Terina – ha sottolineato – dimostra ancora una volta che ci sono sacche di apparati dirigenziali, che dovrebbero supportare l’esecutivo regionale, ma che purtroppo, non studiando le problematiche, non riescono a risolverle. Nonostante ciò nessuno ha mai pagato per questo, per i tanti errori, per le gravi irregolarità. Se i competenti uffici avessero preso a cuore la vicenda senza invece sottovalutarla per lunghi anni, oggi avremmo  una struttura di ricerca pienamente funzionante e non una serie di costosissimi laboratori pagati milioni di euro e rimasti inutilizzati. E questo è gravissimo perché i suoi laboratori sono una straordinaria risorsa per una terra che punti all’agroalimentare di qualità».

La tecnologia di Terina è unica nella sicurezza dei prodotti alimentari, nella innovazione tecnologica che può dare ad un intero comparto, ma stranamente da anni non viene fatta funzionare, in Regione c’è qualcuno che addirittura non la conosce, uno scandalo nello scandalo.

«Ecco perché – ha spiegato ancora il consigliere regionale – Fondazione Terina è vittima di sciatteria burocratica ed è per questo che si impone un azzeramento totale ed una verifica sulle responsabilità pregresse ed attuali! I dirigenti e tutti coloro che hanno competenze devono assumersi ogni responsabilità (per cui vengono remunerati abbondantemente) ed individuare soluzioni tecniche ed indicazioni per salvare Fondazione Terina».

«Per esempio – ha suggerito – come mai  in tutti questi anni  nessuno si è premurato di attuare  quanto disposto dall’art. 13 della legge di riorganizzazione del sottogoverno approvata nel lontano 2013? Un testo che parla proprio della riforma della Fondazione di ricerca nel pieno rispetto dei suoi livelli occupazionali. Esso contiene due norme che, se qualcuno avesse almeno letto (e magari studiato) avrebbe contribuito a realizzare le potenzialità che l’ente di ricerca si era prefissato».

Per non parlare poi di quelle disposizioni che prevedono la facoltà di destinare una aliquota di personale agli enti della regione che, a vario titolo, andranno ad acquisire asset immobiliari della medesima, come per esempio potrebbe essere l’utilizzo da parte della Film Commission di parte del complesso convegnistico e formativo che la fondazione regionale gestisce sulla base di un comodato stipulato tra la regione e il vecchio cda di Terina ai tempi della giunta Loiero.

«Le soluzioni – ha detto ancora il consigliere Antonello Talerico – quindi ci sono e si possono trovare nelle leggi, ovvero in una normazione emergenziale che superi anche il commissariamento. Si aggiunga che davanti al Tribunale di Lamezia pende giudizio nei confronti dell’ex Presidente di Terina rimosso per una contestatissima incompatibilità con la carica di segretario Cittadino del Partito Democratico. Ecco sul punto mi piacerebbe conoscere anche il parere del centrosinistra, che nonostante le gravissime responsabilità provenienti dal loro interno sono “spariti”».

«Ma questa è un’altra storia… – ha concluso –. Ad ogni modo sono certo che il Presidente Occhiuto saprà intervenire per fare chiarezza, per far sanzionare i responsabili di questo disastro e per salvare Fondazione Terina». (rcz)

 

Exit mobile version