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VERSO IL CONTE TER? ATTENTA, CALABRIA
E DE MAGISTRIS SI CANDIDA A PRESIDENTE

Giuseppe Conte

di SANTO STRATI – La secca legge dei numeri dice che il Governo Conte 2 ha ottenuto la fiducia, superando questa crisi anomala voluta da Renzi e dallo stesso risolta con la decisione di astenersi dal voto: i 16 voti renziani risulteranno comunque una discriminante che non si potrà ignorare nelle prossime settimane. È evidente che 156 voti a favore se da un lato fanno tirare un respiro di sollievo al presidente Conte, dall’altro indicano chiaramente che si tratta di una maggioranza raccogliticcia che non potrà offrire garanzie di un futuro tranquillo. La via d’uscita potrebbe essere quella di un Conte 3 con un nuovo esecutivo, con una maggioranza che farà a meno di Italia Viva, e tenterà di traghettare ad oltre l’elezione del Presidente della Repubblica questa legislatura, ovvero fino alla sua naturale conclusione. Ma sappiamo tutti che non sarà una passeggiata e che il quarto d’ora di celebrità vissuto in Aula dal sen. Lello Ciampolillo, ex impiegato di Bari, celibe e proprietario di una Opel Tigra del 2005, di cui sarà facile dimenticarsi presto, non lascerà tracce di alcun genere se non per un’impietosa quanto avvilente rappresentazione della nostra attuale classe politica. Non si tratta di avere 156 voti (con 140 contrari e 16 astenuti), ovvero una maggioranza numerica (pressoché fittizia) quando politicamente il Governo è in pratica “bollito”. Le prossime settimane saranno decisive per capire se ci sono le condizioni per una nuova maggioranza che possa garantire quella stabilità fondamentale per affrontare la pandemia, la crisi economica e i progetti del futuro. La Calabria apra gli occhi e stia attenta. Ovvero, i suoi parlamentari dovranno metterci un bel po’ d’impegno perché le sviste o, meglio, le colpevoli dimenticanze del Governo sulla nostra regione, non abbiano a ripetersi. L’esperienza del Recovery Plan che ha cancellato qualsiasi programma calabrese nell’ambito delle infrastrutture, non può trovare un bis. Qualcosa forse sarà ancora possibile rimediare quando il documento andrà in Parlamento, ma non c’è da stare allegri, visto che il tempo rema contro e l’Europa sta già dando segni di insofferenza per la mancata presentazione dei progetti per il Piano di Ripresa e Resilienza. progetti che – parliamoci chiaro – sono fumosi e vaghi e probabilmente non troveranno accoglienza in Europa che ci ha offerto sì 223 miliardi (più di qualsiasi altro Paese europeo) ma vuole piani d’investimento reali e concreti.

E mentre in Italia si consumava la sceneggiata tragicomica della fiducia a Conte, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha rotto gli indugi e dichiarato la sua discesa in campo per la conquista di Germaneto. Ieri era in Calabria, prima di dare ufficialità al suo impegno, e ne ha approfittato per annusare l’aria che tira, andando a trovare il geologo Carlo Tansi, al momento unico vero punto di rottura con la politica tradizionale. E lo stesso Tansi ha accolto a braccia aperte De Magistris immaginando di avviare insieme «un programma di governo virtuoso». Con quali ipotesi d’accordo non è ancora stato spiegato, ma è facile immaginare che Tansi abbia capito che non c’è posto per due galli nello stesso pollaio e che solo una mediazione può portare un risultato concreto. In altri termini si può tranquillamente ipotizzare una coalizione De Magistris-Tansi con l’appoggio di buona parte del Pd, la quasi totalità dei Cinque Stelle  (per quel poco che valgono, ad oggi, in Calabria) e i movimenti civici che vedono due attivi e ruspanti personaggi politici in continua ascesa: il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia, e il consigliere comunale di Reggio Saverio Pazzano (già in corsa come sindaco nelle ultime elezioni reggine). La Calabria si tingerà d’arancione, nel senso demagistriano del termine (o non di quella del colore del rischio contagi)? È presto per dirlo, ma un ticket De Magistris presidente con Tansi vice e un assessorato (Ambiente?) a Tesoro di Calabria potrebbe essere un accettabile punto d’intesa. Anche perché se Tansi dovesse decidere di correre da solo ha la sconfitta garantita: accetterà di fare il secondo, quando fino all’altro ieri insisteva sulla sua insostituibile e unica candidatura?

Sarebbe interessante capire cosa pensano a questo proposito le varie anime della sinistra calabrese, dove il Pd, ancora divisivo e con un elettorato più incazzato che confuso, non mostra di avere idee chiare. Dall’altra parte il centrodestra mantiene un irrazionale silenzio disperdendo malamente l’eredità della povera Jole Santelli, compianta a parole ma politicamente già dimenticata. Ci sono pochi nomi e spesi con irriverente parsimonia. Ma il problema, ancora non l’hanno capito i nostri politici locali, non sono i nomi, ma il programma. La gente, gli elettori vogliono sentire, avere, leggere progetti che diano una visione di futuro. Ma, probabilmente, è chiedere troppo a una classe politica che non esiste. (s)

vedi anche l’altro articolo su De Magistris

 

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