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Bevacqua, Tavernise e Lo Schiavo: Occhiuto faccia chiarezza su gestione risorse sanità

Bevacqua, Tavernise e Lo Schiavo: Occhiuto faccia chiarezza su gestione risorse sanità

I consiglieri regionali Mimmo Bevacqua (PD), Davide Tavernise (M5S) e Antonio Lo Schiavo (Misto), hanno chiesto al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di fare chiarezza sulla gestione dei fondi per la sanità.

«Lo scontro tra Inail e la Protezione Civile – di cui abbiamo appreso dalla stampa e fin qui mai smentito – in merito alla gestione dei 600 milioni di euro destinati alla costruzione di cinque ospedali in Calabria, che fanno parte del progetto complessivo dei nove ospedali previsti, evidenzia gravi criticità e desta profonda preoccupazione», hanno detto i consiglieri di opposizione, sottolineando come «il consiglio di amministrazione dell’Inail avrebbe contestato il fatto di essere stato scavalcato nella gestione delle risorse, che, pur essendo di sua competenza, sono state rimesse al controllo diretto di Roberto Occhiuto, presidente della Giunta regionale».

«La questione – hanno proseguito – non riguarda solo un conflitto tra Enti, ma espone al rischio concreto che possa essere vanificata la stessa nomina di Occhiuto a commissario straordinario per la costruzione degli ospedali. La gestione diretta delle risorse senza una chiara collaborazione con l’Inail, rischia di compromettere la realizzazione dell’intera operazione sulla quale avevamo già fortissimi dubbi”»

«È necessario fare immediata chiarezza su come verranno gestiti i fondi e quale sia al momento la reale interlocuzione con l’Inail che avrà un ruolo fondamentale per l’esito positivo dell’intera operazione. La Calabria – hanno ribadito i capigruppo di minoranza – ha bisogno di una pianificazione trasparente, che coinvolga tutti gli attori istituzionali in modo armonioso e rispettoso delle competenze. Solo con una gestione condivisa e senza sovrapposizioni di poteri si potrà garantire l’efficacia degli interventi e una reale risposta alle esigenze sanitarie dei calabresi».

«La strada dei commissariamenti non ha portato a nulla fin qui – hanno concluso – e non lo farà di certo con contrapposizioni istituzionali sull’allocazione delle risorse». (rrc)

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