Sanità a Siderno e Locri, i Comitati e Corsecom hanno incontrato il commissario Asp RC

Il Comitato Difendiamo l’Ospedale di Locri, il Comitato “Casa della Salute” di Siderno, il Corsecom e Comunità Competente hanno incontrato il Commissario dell’Asp do Reggio Calabria, Lucia Di Furia.

All’incontro che segue l’assemblea cittadina svoltasi lo scorso 29 gennaio al Comune, si è parlato di diverse problematiche, a cui il commissario Di Furia si è impegnata a rispondere in breve tempo.

Nello specifico, si è parlato delle difficoltà trovate per quanto riguarda le tematiche relative all’Ufficio Tecnico, rimpolpato di ingegneri e tecnici per velocizzare i lavori, per evitare che la mancanza di personale adatto rischi di bloccare all’infinito le pratiche relative all’Ufficio Tecnico.
Risposte positive ci sono state fornite sui seguenti punti: comunicazione di imminente apertura del servizio di elettroencefalografia a Locri per la presenza di 3 figure specializzate che sarebbero state assunte; impegno a risolvere quanto prima la mancanza di personale per il controllo dei Pace Maker a Locri, una possibilità ipotizzata sarebbe quella di chiedere collaborazione ad altri specialisti ospedalieri; impegno a risolvere la carenza di pediatri tramite la piattaforma di negoziazione on-line MEPA per contratti meno onerosi di quelli attualmente chiesti dai dottori a “gettone”; a Siderno arriverà un mammografo da installare su camper, in attesa di completare i lavori per la Casa di Comunità (Salute), ma che eventualmente potrebbe essere in seguito utilizzato sul territorio, con l’acquisto di un altro mammografo da installare all’interno della struttura.

E, ancora, completamento acquisto di sette ecotomografi per Locri; impegno per concorsi per medici a Locri sfruttando intanto le graduatorie di concorsi già fatti per il Gom; richiesta rivolta anche a noi di pubblicità per lo screening del colon retto
9) impegno a ripubblicare un bando per le Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali ) per medici di base nel nostro territorio (al momento a Siderno e Locri non ci sono state domande da parte dei Medici di Famiglia per partecipare alle Aft).

Per quanto riguarda la Casa della Salute di Siderno, il commissario Di Furia incontrerà il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il prossimo martedì, per discutere quale dei due progetti presentati dai progettisti verrà adottato per la Casa della Comunità di Siderno.
Ci sono due ipotesi, la prima basata sui fondi attualmente disponibili e che interesserebbe la parte di edificio lato Piazza Sorace; la seconda invece dovrebbe coinvolgere l’intera struttura, se la regione dovesse decidere di immettere nuovi fondi.

Sulla questione di spostare l’edificio, durante i lavori vi è stata una discussione che rimane aperta, se spostare tutto in un nuovo edificio, oppure se è possibile utilizzare gli ambulatori e gli uffici, accorpando i dottori con la stessa specialità in un’unica stanza. Martedì, all’incontro con Occhiuto, la dott.ssa Furia affronterà anche le problematiche relative al Padiglione Greca dell’Ospedale di Locri.

È stato consegnato un documento su altre questioni importanti come il servizio di teleconsulto, le attrezzature obsolete o mancanti nel caso degli specialisti che lavorano nella struttura di Siderno, sportello prenotazioni, Cup e pagamento ticket, accesso visitatori per visita parenti, volontari Avo, assunzione specializzandi.

«In attesa di risposte concrete – continua la nota – i Comitati continueranno a mantenere alta l’attenzione sulle varie problematiche e, così come concordato con i gruppi e le altre associazioni del territorio lo scorso 29 gennaio, a breve cercheranno di avviare un confronto con i Sindaci per concordare assieme modalità condivise ed efficaci di azione». (rrc)

All’Ospedale di San Giovanni in Fiore inaugurato il nuovo mammografo

All’Ospedale di San Giovanni in Fiore è stato inaugurato un nuovo mammografo digitale, indispensabile per prevenire i tumori del seno, all’ospedale di San Giovanni in Fiore.

Presenti, all’inaugurazione, il presidente e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, Pasqualina Straface, presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria, l’assessore regionale Gianluca Gallo e il commissario dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano.

«La presenza del presidente tra di noi è l’ennesima conferma dell’affetto e dell’attenzione che egli ha per la comunità sangiovannese», ha detto la sindaca Rosaria Succurro, ricordando che Occhiuto «ha già ottenuto l’approvazione del Programma operativo di aggiornamento del Piano di rientro e quantificato il debito delle aziende del Servizio sanitario regionale».

«Dopo anni di ritardi, errori e compressione di servizi e speranze, adesso – ha sottolineato Succurro – ci sono tutte le condizioni per costruire una sanità in grado di dare risposte efficaci nel territorio, valorizzando le professionalità esistenti, potenziando gli organici e migliorando la qualità della prevenzione e dell’assistenza. Sarà un lavoro impegnativo e non semplice, ma il clima politico è cambiato profondamente».

«Continuiamo a collaborare con il presidente Occhiuto e con il l’operativo commissario Graziano, con la certezza che è iniziata una fase costruttiva, di concretezza, progettualità e tutela reale del diritto alla salute. Grazie all’associazione Donne e Diritti – ha concluso la sindaca Succurro – e alla comunità di San Giovanni in Fiore per il loro contributo fattivo in favore della sanità locale». (rcs)

Senese (FenalUil): La Calabria non può più attendere per i nuovi ospedali

La segretaria generale di FenealUil CalabriaMaria Elena Senese, ha ribadito che la Calabria non può più attendere per i nuovi ospedali. Il rischio – ha denunciato Senese – è che «quando verranno consegnati alla cittadinanza questi nuovi nosocomi rischiano già di essere vecchi e non più all’avanguardia come si diceva quindici anni addietro».

Sono «quindici anni – ha spiegato – quelli passati da quando venne sottoscritto l’accordo di programma integrativo che avrebbe dovuto portare in dote alla Calabria tre ospedali nuovi di zecca:  uno Vibo Valentia, uno nella Sibaritide e un altro nella Piana di Gioia Tauro».

«Oggi, dopo quindici anni e diversi commissari ad acta, quella di assistere all’apertura dei tre presidi ospedalieri rimane una speranza» ha detto, spiegando che tra «cavilli, ritardi, problemi di varia natura, ancora oggi, impediscono di vedere realizzati gli obiettivi prefissati nell’accordo di programma. Il settore delle costruzioni e tutto il suo indotto potrebbe godere dei benefici, diretti e indiretti, di cantieri vivi ed operativi».

«Nel programma operativo, come è naturale che fosse – ha continuato – trova spazio un capitolo dedicato ai nuovi ospedali e, nonostante siano passati quindici anni da quando si è iniziato a parlare di queste importanti opere infrastrutturali, le azioni definite sono quelle della progettazione definitiva ed esecutiva dei nuovi ospedali; della realizzazione delle nuove strutture ospedaliere e delle opere connesse e complementari e dell’impatto economico che sfiora i 500 milioni di euro fra risorse statali, risorse regionali e private».

«Una mole rilevante di denaro – ha detto ancora – di cui non si vede all’orizzonte la concreta messa a terra. È la Regione stessa a fissare le scadenze temporali per la realizzazione dei nuovi ospedali, che difficilmente potranno essere rispettate guardando allo stato dell’arte dei cantieri, stabilendo nell’ottobre del 2024 l’entrata in esercizio del nuovo ospedale della Sibaritide (il cui cantiere, per la verità, pare essere in buono stato di avanzamento anche se pare manchi la copertura finanziaria di opere determinanti all’apertura dell’ospedale); nel dicembre del 2025 l’avanzamento al 70% della spesa per quello della Piana di Gioia Tauro e, infine, nel dicembre del 2025 l’avanzamento al 95% della spesa per la costruzione del nuovo nosocomio di Vibo Valentia». (rcz)

Tavolo Adduce, Tavernise (M5S): Certificato il disastro della sanità calabrese

Il consigliere regionale e capogruppo del M5SDavide Tavernise, ha evidenziato come «le risultanze del Tavolo Adduce non sono altro che la fotografia puntuale del disastro della sanità calabrese».

«Manca il personale sanitario – ha aggiunto – carente la strumentazione tecnologica adibita a prevenzione e diagnosi, per cui si è costretti a ricorrere al privato; edilizia fatiscente; ambulanze in ritardo e senza medico; assenza di medici di famiglia e di guardia medica. Quelli che sono i problemi vissuti dai cittadini, oggi trovano drammatica conferma nei tavoli ministeriali, che senza appello ci restituiscono una “realtà tecnica” drammatica: la sanità calabrese continua ad essere un problema che non trova soluzioni efficaci».

«È un disastro su tutti i fronti –  ha proseguito –. E risulta inconcepibile il fatto che i soldi ci sono ma non vengono spesi per erogare servizi. Alla mancanza cronica di personale sanitario fa da paio la fuga dei medici dal servizio pubblico. Eppure i fondi per le assunzioni, per rendere meno gravosa l’attività in corsia, ci sono. Dal Tavolo Adduce persiste la ricetta, frequentemente evocata: concorsi ed assunzioni a tempo indeterminato. Concorsi incredibilmente fermi al palo, però, per ragioni spesso burocratiche».

«Ci è stato detto – ha ricordato il consigliere regionale – che Azienda Zero avrebbe rappresentato la soluzione di ogni problema, mentre oggi si presenta come un ulteriore problema. Per cui mentre siamo alle prese con le criticità di Azienda Zero, ci ritroviamo ancora a fare i conti con ritardi, rispetto ai tempi previsti e richiesti, nei pagamenti della fatture».

«Assistiamo, poi, ad un silenzio generale e imbarazzante sui medici imboscati – ha concluso – che pur non risolvendo il problema dell’organico rappresenterebbero una boccata d’ossigeno. E su questo nei prossimi giorni terrò una conferenza stampa per snocciolare i primi dati». (rrc)

 

La sindaca di Cariati Greco: entro il 2025 la Casa della Salute

Entro il 2025 «dovrebbe essere realizzata una Casa della Salute a Cariati». È quanto ha reso noto la sindaca della città, Filomena Greco, a seguito delle comunicazioni da parte dell’Asp di Cosenza in merito alla richiesta di chiarimenti sulla riapertura dell’Ospedale Vittorio Cosentino.

«Si sta procedendo – ha spiegato la sindaca – all’installazione della Tac; nell’ambito dei fondi Pnrr (Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero) sono stati destinati al presidio ospedaliero due ecografi multidisciplinari di alta gamma, all’interno del Piano di Sviluppo e Coesione, Cariati è stato individuato quale sede di Ospedale di Comunità con la possibilità di ospitare da 20 a 40 posti letto».

La Sindaca ha colto l’occasione per ringraziare il Presidente Roberto Occhiuto dell’attenzione costante riservata alla garanzia del fondamentale diritto alla salute anche e soprattutto di questo territorio, esprimendo altresì l’auspicio che il Governatore possa fare massima chiarezza sui tempi di modifica al Dca 64 con il reinserimento dell’ospedale di Cariati nella rete ospedaliera, sui tempi per la riapertura dell’ospedale con tutti i reparti pre chiusura e in merito alle paventate interferenze ed agli eventuali ostruzionismi che da questo territorio starebbero tentando di frenare la riapertura dell’Ospedale pubblico.

«Tutti gli altri obiettivi che pur danno una risposta per la sanità territoriale – ha sottolineato la sindaca Greco – non corrisponderebbero all’esigenza che da ormai un decennio questa comunità conferma senza distinzioni, senza se e senza ma: riaprire l’Ospedale di Cariati con tutti i reparti pre 2010».

«Siamo fiduciosi – ha aggiunto – del fatto che la Giunta Regionale stia lavorando bene e stia andando nella giusta direzione per garantire ai cittadini di questo territorio servizi assistenziali di qualità, mettendo fine a tutti questi anni di disagi e viaggi della speranza. Fin quando, tuttavia, non leggeremo a chiari lettere che c’è conferma sulla riapertura dell’Ospedale di Cariati così come era prima della sua chiusura la preoccupazione ed anche l’ansia di questa terra resteranno immutate». (rcs)

Occhiuto: Emergenza sanità si supera con assunzioni

Il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha annunciato che «oggi prendono servizio, negli ospedali di Polistena, Gioia Tauro, Locri e Melito Porto Salvo, i 51 medici cubani che lo scorso 28 dicembre sono arrivati in Calabria».

«In queste settimane – ha spiegato il presidente – hanno seguito un corso intensivo di italiano presso l’Università di Cosenza, e adesso sono pronti ad iniziare la loro avventura nelle corsie ospedaliere della nostra Regione. Per farli arrivare in Italia abbiamo superato polemiche e tanti intoppi burocratici. Evidentemente a qualcuno ha dato fastidio questa iniziativa, che invece ha l’unico scopo di tenere aperti – nonostante la carenza di camici bianchi e ad esclusivo vantaggio dei pazienti – tutti i reparti e tutti gli ospedali».

«Come ho detto più volte – ha continuato – i medici cubani non toglieranno alcun posto di lavoro a medici italiani o calabresi, e questa vicenda non è una scorciatoia per non affrontare di petto i problemi che ci sono. Per superare l’emergenza in modo strutturale l’unica strada che abbiamo è quella dei concorsi, che continueremo a bandire su tutto il territorio regionale per assumere medici a tempo indeterminato. Costruiremo concorsi più attrattivi, coinvolgendo anche gli specializzandi, per far in modo che anche ospedali periferici possano essere presi in considerazione da medici specializzati alla ricerca di un’occupazione».

«E per farlo chiederemo – ha proseguito – la compartecipazione del governo nazionale: se ad un carabiniere o ad un magistrato che prestano servizio in Calabria viene riconosciuto qualcosa in più – in termini economici e di carriera – perché la nostra Regione viene considerata zona disagiata, questo criterio deve valere ancor di più per la sanità, settore in macerie e commissariato da oltre 12 anni. E su questi punti ho aperto un proficuo confronto con il ministro Orazio Schillaci».

«I medici cubani, dunque – ha detto ancora – non rappresentano la soluzione, ma il loro contributo sarà, in questo frangente, fondamentale e di vitale importanza per tante comunità regionali. Sono felice di come le cittadine coinvolte in questa prima fase della nostra iniziativa hanno accolto i camici bianchi caraibici: con calore, con affetto, e con senso di riconoscenza. Allo stesso tempo i cubani hanno portato entusiasmo, spirito di servizio, voglia di mettersi a nostra disposizione per aiutare concretamente la sanità calabrese. Una storia di collaborazione, di dialogo tra diverse culture, di mutuo soccorso. Un’opportunità per noi e per loro. Ed oggi inizia ufficialmente questa bella pagina di storia». (rcz)

I medici cubani sono arrivati a Locri, Calabrese: «Grazie per il vostro lavoro»

I medici cubani sono arrivati a Locri. I 16 medici, che presteranno servizio all’Ospedale di Locri per i prossimi due mesi, sono stati accolti dall’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, portando i saluti del presidente della Regione, Roberto Occhiuto.

Insieme all’assessore Calabrese, l’Amministrazione comunale di Locri, oggi guidata da Giuseppe Fontana, accompagnato dall’assessore alle politiche sociali Domenica Bumbaca, e il neo assessore Marco Cavaleri. Presenti anche i consiglieri regionali Giacomo Crinò e Salvatore Cirillo e rappresentanti istituzionali che hanno salutato i medici mostrando disponibilità e supporto, ribadendo la carenza dei medici nei nostri ospedali e esprimendo condivisione per tale azione che può solo potenziare e creare cooperazione.

I medici, infatti, lavoreranno a supporto della sanità calabrese, grazie all’accordo stipulato da Occhiuto col sistema sanitario internazionale. Grazie ad esso la sanità calabrese potrà avvalersi di validi medici che già hanno operato in molte Nazioni e su più fronti, a supporto dei qualificati medici che lavorano sul territorio.

Dopo l’intervento dei vari esponenti, l’assessore Calabrese ha rimarcato  «la valenza di questo accordo che, su decisione del presidente Occhiuto, oggi costituisce un modello alternativo, e ricordato, quanto già precisato dal presidente, che si può iniziare a rispondere alla distorsione del mercato delle professioni sanitarie, che sta creando profonde difficoltà al sistema della sanità pubblica, tra tutti i medici a gettoni inseriti nelle cooperative. La medicina cubana è di eccellenza ed è riconosciuta in tutto il mondo. La Regione ha utilizzato le opportunità offerte da un accordo di cooperazione fatto dal Governo cubano e dalla Commissione europea».

«La priorità – ha proseguito Calabrese, che già da primo cittadino della città locrese per dieci anni ha lottato duramente per ridare dignità alla sanità e ha rivendicato più volte il diritto alla salute,  è quella di espletare le procedure concorsuali finalizzate all’assunzione stabile di medici e personale sanitario e si sta lavorando per impiegare tutte le risorse finanziate per la programmazione e riqualificazione del nosocomio. Questo intervento non è risolutivo, non vuole penalizzare o sottovalutare i nostri professionisti, ma è la fase di una nuova sanità, un nuovo inizio».

«Il presidente Occhiuto – ha evidenziato infine l’assessore – ci ha creduto con determinazione e convinzione senza arrendersi, superando ostacoli burocratici, pregiudizi e falsi allarmismi. Oggi è un giorno importante per tutto il territorio. Abbiamo lottato per anni perché la sanità è la priorità per il benessere fisico e sociale di una comunità. Abbiamo e stiamo soffrendo la carenza di medici e oggi possiamo solo gioire per questa importante entrate dei medici che daranno il loro apporto. Una azione di cooperazione internazionale e di alta valenza sociale».

I sedici professionisti inizieranno a lavorare lunedì prossimo e saranno ospitati all’ostello della Gioventù, gestito dal consorzio Goel, guidato da Vincenzo Linarello, presente all’evento. Un luogo di riscatto sociale da dove può partire una nuova fase di rinascita. (rrc)

Sanità, Tavernise (M5S): La cefalea sia inserita tra i Lea

Il consigliere regionale del M5SDavide Tavernise, ha depositato una mozione in Consiglio regionale sollecitando la Regione per adottare dei provvedimenti che riconoscano la Cefalea cronica tra i Livelli Essenziali di Assistenza.

«La giunta regionale – ha rimarcato Tavernise nella mozione – solleciti il Governo all’emanazione del decreto di cui alla l. 81/2020; promuova l’inserimento dello psicologo presso i centri regionali di cura e diagnosi delle cefalee; promuova la formazione di gruppi di auto mutuo aiuto; favorisca la formazione, e l’aggiornamento sulle cefalee, dei medici di medicina generale e dei pediatri, e la conoscenza di tale patologia presso le scuole».

«“La legge 14 luglio 2020, n. 81 – ha proseguito – riconosce l’emicrania e la cefalea come patologie sociali invalidanti, rinviando, a un decreto ministeriale, l’individuazione di progetti  finalizzati   a   sperimentare   metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea, nonché i criteri e le modalità, con cui  le regioni attuano i medesimi progetti. Tuttavia, ad oggi, il decreto attuativo non è stato emanato».

«Eppure – ha detto ancora – la cefalea è la patologia neurologica più diffusa nel mondo. Una malattia estremamente invalidante, tanto da essere inserita dall’Oms tra le patologie con massima disabilità. Anche in considerazione del fatto, che essa si manifesta prevalentemente nel periodo più produttivo della vita di una persona. Il dolore rende difficoltoso svolgere anche le più semplici attività quotidiane».

«Al momento in Italia – ha concluso – esistono centri di terzo livello specializzati nel trattamento dell’emicrania. Però non sempre è agevole raggiungerli, tanto a causa del ritardo informativo, che esiste rispetto a questa patologia, tanto a causa dell’autogestione della malattia da parte del paziente, che spesso assume autonomamente farmaci da banco o si rivolge allo specialista sbagliato, affrontando esami e visite inappropriate che ritardano la corretta diagnosi». (rrc)

Specializzandi, Assomed Nazionale e Anaao Assomed Calabria: No al monopolio dell’Università in Calabria

L’Anaao Assomed Nazionale e Anaao Assomed Regione Calabria hanno chiesto ai ministri dell’Università e della Salute e all’Osservatorio nazionale un intervento in merito alla situazione denunciata dagli specializzandi calabresi, che vedono ostacolate le loro prospettive di lavoro in Ospedale.

«Mentre i giovani medici – ha commentato l’Anaao – si sono mostrati molto interessati a fornire un contributo al dramma del personale medico nella coraggiosa Regione che ha deciso di premiare e incentivare, più e prima di altre, nonostante in piano di rientro, i medici e i dirigenti sanitari che decidessero di restare o tornare in Calabria, l’Università continua a tenerli in ostaggio rifiutandosi di comprendere il vero senso della formazione e del lavoro del medico».

«Ricordiamo ancora una volta al Rettore della Umg di Catanzaro – continua la nota – che permettere agli specializzandi vincitori di concorso di poter entrare in ospedale è un diritto del medico in formazione oltre che un dovere etico del formatore, e ricordiamo al rettore che l’Università non è proprietaria indiscussa dei medici in formazione, patrimonio invece del sistema sanitario italiano pubblico».

«Perseverando con atteggiamenti baronali e ottusi – ha concluso  l’Anaao – sarà difficile salvare il nostro sistema di cure pubblico». (rcz)

CORIGLIANO ROSSANO – Sapia (Pop): Assumere medici per l’unità di Nefrologia e Dialisi

Il responsabile del settore Sanità del Comitato Popolari in Rete della Calabria, Francesco Sapia, ha chiesto ai vertici dell’Asp di Cosenza di assumere nuovi medici al Reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Rossano.

Un appello affinché «considerino prioritari il funzionamento e l’esistenza del reparto in questione, l’unico con posti letto in tutta la provincia di Cosenza».

«Da ex dializzato – ha concluso Sapia – so quanto sia importante mantenere questa unità operativa e dotarla al più presto del personale medico occorrente con l’assunzione di specialisti a tempo indeterminato, per adesso purtroppo saltata. Assicuro la mia collaborazione e quella della parte politica che rappresento, nell’interesse dei pazienti e dell’intera comunità locale». (rcs)