All’Ospedale San Giovanni di Dio di KR donata una vasca per il parto in acqua

Il Comitato di avvocati “Note fuori udienza” ha donato, al reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, una vasca per il parto in acqua, che sarà inaugurata martedì 11 giugno, alle 11.30.

 Gli avvocati crotonesi, Roberto Stricagnoli, Serafina Cavaliere, Marzia Lucente, Francesco Licari, Caterina Marano e Pina Notarianni, già nello scorso mese di dicembre, in occasione del concerto di beneficienza “Note fuori udienza”, avevano annunciato di voler devolvere 13mila euro al reparto di Ginecologia ed Ostetricia, con l’intento di lanciare un messaggio positivo e di speranza e di celebrare la figura della donna, oltre che il diritto alla vita e alla salute. 

Un gesto concreto di grande generosità e sensibilità nei confronti della sanità pubblica e dell’intera comunità, per il quale il reparto di Ginecologia del nosocomio cittadino, diretto da Domenico Galea e la direzione dell’Asp, guidata dal commissario straordinario Antonio Brambilla, intendono ringraziare sentitamente gli avvocati crotonesi e tutti coloro che hanno partecipato alla raccolta fondi. 

Per il reparto di Ginecologia ed Ostetricia del San Giovanni di Dio si tratta di un’acquisizione molto importante, in quanto la vasca per il parto in acqua di regola favorisce nella gestante una sensazione di benessere, accelerando i processi ed attenuando i dolori delle contrazioni. Eseguendo circa 1200 parti all’anno, l’Unità operativa complessa di Ginecologia ed Ostetricia, il cui staff è costituito da sette medici strutturati, due medici cubani e, secondo calendario, due medici in formazione specialistica dell’Università di Catanzaro, è diventata un punto nascita di riferimento e di rilievo, sia per la città di Crotone che per il vasto circondario. Il tasso di tagli cesarei nel 2023 è risultato pari a 11,2 % per i primi cesarei e a 21,8% % per il totale dei cesarei: una percentuale nettamente al di sotto della media nazionale (19,9% i primi tagli cesarei e 36,35 il totale), nonché il tasso più basso in Calabria (la cui media è pari al 34,7%). 

L’acquisizione di uno strumento quale la vasca per travaglio e parto, offrendo a tante partorienti la possibilità di sperimentare l’immersione in acqua, potrebbe incentivare sia il numero di pazienti che si rivolgeranno all’ospedale pitagorico, sia l’ulteriore riduzione del tasso di cesarei. Un obbiettivo fortemente auspicato dall’Oms e dalla comunità medica internazionale, al fine di fornire il taglio cesareo solo alle donne che ne abbiano effettiva necessità. A questo scopo e per promuovere un processo di umanizzazione del travaglio e del parto, l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone sta lavorando affinché in futuro sia possibile offrire anche la parto analgesia, tecnica utilizzata non solo per annullare i dolori del travaglio e del parto naturale, ma indicata in situazioni ostetriche particolari, come il travaglio prematuro, il travaglio prolungato, il parto indotto, il travaglio di prova per taglio cesareo pregresso, o anche quando la gestante è affetta da determinate patologie. (rkr)

L’appello di Comunità Competente: Fare presto per usare le graduatori degli psicologi e degli assistenti sociali

Fare presto per utilizzare le graduatorie degli psicologi e degli assistenti sociali nell’interesse dei calabresi. È l’appello che Comunità Competente, assieme a 43 personalità, ha rivolto al presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, al direttore dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano, al commissario straordinario dell’Asp di Crotone, Antonio Brambilla, al commissario straordinario dell’Asp di Vibo, Antonio Battistini e al direttore generale dell’Asp di Reggio, Lucia Di Furia.

«I Consultori Familiari, i Servizi di salute Mentale, i SerD. ed altri Servizi – viene spiegato – stanno vivendo una  drammatica carenza di medici, psicologi, assistenti sociali ed ostetriche che riducono notevolmente  le prestazioni assistenziali che questi importanti Servizi svolgono mettendo in crisi il Progetto  Obiettivo Materno-Infantile (Pomi), la tutela della Salute Mentale nei giovani (Disturbi del  Comportamento Alimentare) e negli adulti, la cura della ” Comorbilità”, la cura dell’Alzheimer che  in Italia ed in Calabria è divenuta una epidemia, la Prevenzione e molto altro».

«Conosciamo le difficoltà nel reperire le professionalità suindicate – prosegue la lettera – ma abbiamo l’opportunità di  assumere a tempo indeterminato gli psicologi, grazie alla graduatoria del concorso espletato dall’ex  Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio che scadrà ad inizio 2025 e gli assistenti sociali tenuto conto  della graduatoria del concorso espletato dal Grande Ospedale Metropolitano (Gom) di Reggio  Calabria». 

«Con spirito di collaborazione nell’interesse supremo dei pazienti calabresi Vi invitiamo – conclude la nota – qualora non  Vi foste già attivati, ad utilizzare le predette graduatorie». (rcz)

Rubens Curia Comunità Competente Calabria;  

Giacomo Panizza Comunità Progetto Sud Lamezia Terme; 

Nunzia Coppedè FISH Calabria; 

Piero Piersante G.Dossetti ” Per una nuova etica pubblica” Cosenza; 

Rita Ciciarello CASM Calabria; 

Marina Galati CNCA ODV; 

Francesco Martino Comitato Casa della Salute Siderno; 

Santina Procopio Associazione Regionale ” Dall’Ostetrica”, 

Celeste Giovannini Accademia del Tempo Libero Reggio Calabria.; 

Isolina Mantelli Centro Calabrese di Solidarietà Catanzaro; 

Maglia Antonino Ordine Provinciale dei Medici Vibo Valentia; 

Fiore Maria ” Se non ora Quando” Marzi ( CS); 

Salvatore Miceli ” Reggio Non Tace” Reggio Calabria; 

Raffaella Dattolo Associazione ” Uniti per la nostra salute” Crotone; 

Mario Diano Corsecom Sanità della Locride; 

Maria Francesca Amendola Arcat Calabria;

Oscar Branca Coordinamento Sanità 19 Marzo Lamezia Terme; 

Daniela Diano Associazione S.IN.A.PSI. Calabria; 

Santo Vazzano Consorzio Jobel Crotone; 

Domenica Mollica Associazione Altea Reggio Calabria; 

Roberto Gatto CREA Calabria APS; 

Nicoletta Rossi Associazione San Giorgio Soccorso; 

Sandra Polimeno Associazione “5 D” Bovalino ( RC) ; 

Maria Francesca Amendola Società Italiana di Alcologia Calabria;  

Antonella Occhiuto Unione Donne Italiane ( UDI) Reggio Calabria; 

Celeste Giovannini Conoscere il Diabete Onlus ( CID) Calabria; 

Maria Teresa Roto ” Comitato Amici dei Malati Cronici” ( DAC) Reggio Calabria; Francesca Panuccio APS Arcigay Comitato Reggio Calabria;  

Antonio Laganà Associazione ” Per la ricerca neurogenetica” Lamezia Terme; Stefania Marino Associazione ” ProSalus” Palmi ( RC); 

Luciano Squillaci Forum Terzo Settore Calabria; 

Antonia Romano Comitato “Per la difesa e la promozione della sanità pubblica del Pollino”; Danilo Ferrara Ordine Regione Calabria degli Assistenti Sociali ; 

Alessandra Baldari FPCGIL Calabria; 

Lina Lizzio Associazione “Alzheimer Reggio Calabria Romana Messineo” ODV; Adriana De Luca Associazione ” Gli Altri siamo Noi ” ODV Cosenza; 

Elena Hoo “Università popolare della libera età- Auser” Rende; 

Giorgio Marcello Associazione San Pancrazio Cosenza; 

Giacomina Durante Associazione Nazionale persone con malattie reumatologiche e rare ( APMARR)  Marina Simonetti ” AttivaRende”; 

Santo Cambareri ” AltraPsicologia Calabria”; 

Ciccone Cristina Demetra cooperativa Sociale Reggio Calabria; 

Sissy Facciolà Associazione Nazionale Sclerosi Multipla ( AISM) Reggio Calabria.

  

L’OPINIONE / Franz Caruso: Occhiuto rinnovi convenzione per volontari del 118

di FRANZ CARUSO – Sono al fianco delle associazioni di volontariato che in queste ore stanno protestando presso la Cittadella regionale chiedendo il rinnovo delle convenzioni per il supporto al 118 e per il trasporto dei pazienti dializzati.

Il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto scongiuri il blocco del servizio da parte delle associazioni di volontariato che risulta essere di fondamentale importanza. Ritengo, infatti, straordinario il contributo che il mondo del Volontariato offre nei servizi di emergenza 118, che con impegno, serietà ed abnegazione  interviene come vero e proprio presidio di assistenza e soccorso, salvando vite umane. Questo ruolo cruciale deve essere prioritariamente riconosciuto e poi anche premiato, attese le annose carenze presenti nel più generale sistema di emergenza-urgenza.

“La riorganizzazione dell’emergenza urgenza 118 nella nostra regione per stessa ammissione del governatore e commissario alla sanità Roberto Occhiuto, che diceva di voler far attecchire in Calabria il cosiddetto “modello Lombardo”, non può certo prescindere dall’impiego dei soccorritori volontari che in tanti anni di servizio, ancor di più durante il periodo pandemico, hanno dimostrato di esserne parte integrante ed indispensabile. Ecco perché non comprendo, né possono essere giustificati, i ritardi fatti registrare dalla Regione Calabria nel rinnovo delle convenzioni, indispensabili alle associazioni per proseguire ad operare a beneficio delle comunità.

Non si gioca con la salute e la vita dei cittadini e, quindi, si deve serietà e rispetto a quanti lavorano per tutelarla e salvaguardarla – conclude il sindaco Franz Caruso – Mi auguro, pertanto, che il presidente e commissario ad acta Roberto Occhiuto operi con estrema responsabilità provvedendo a recuperare i ritardi registrati e rinnovando le convenzioni alle associazioni di volontariato per il supporto al 118 e per il trasporto dei pazienti dializzati. La sanità calabrese continua a registrare disfunzioni in più settori e questo non va bene. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

LE STRUTTURE DI MEDICINA TERRITORIALE
NON DIVENTINO CATTEDRALI NEL DESERTO

di SANTO BIONDO –  Con la pandemia da Covid 19 sono emerse, in tutta la loro gravità, le carenze strutturali della medicina del territorio.

Questi ritardi stanno provocando, come riflesso immediato e più importante, l’aumento esponenziale dei carichi di lavoro per il personale infermieristico e medico che, dopo anni di grave stress lavorativo, stanno scegliendo di lasciare il Servizio sanitario nazionale per la sanità privata o per trasferirsi all’estero, dove gli stipendi sono più alti e i carichi di lavoro meglio gestiti, determinando così l’ulteriore depotenziamento della sanità pubblica italiana.

Dall’evidenza di tali criticità, è nata la scelta di destinare una quota importante sia di finanziamenti europei, attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, sia di investimenti pubblici al potenziamento della sanità in Italia e, in particolare, della medicina del territorio. Stiamo parlando di un investimento totale che sfiora i 19 miliardi di euro: risorse, comunque, a debito che graveranno sulle spalle delle italiane e degli italiani.

Il nostro lavoro di analisi e approfondimento, vuole mettere in risalto i rischi che ne deriverebbero per la sanità pubblica, se questo progetto non andasse in porto e se non si potenziasse la medicina del territorio con l’effettivo funzionamento degli ospedali di comunità, delle case di comunità e delle centrali operative.

Il primo elemento di criticità emerge dalle piattaforme online (Regis; Portale Italia Domani; Ministeri competenti per materia; Sigeco; Agenas; OpenPnrr e Regioni) che dovrebbero consentire un’azione di controllo sociale sull’avanzamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza nella fattispecie legata alla sanità e, in particolare, alla medicina del territorio. Molte di queste non sono aggiornate costantemente, forniscono pochi e frammentati dati e, in alcuni casi, persino in evidente contrasto tra loro.
Vengono meno così sia il dovere di trasparenza amministrativa sia la possibilità di valutare l’operato delle Istituzioni in materia.

C’è, inoltre, un grande rischio per il futuro delle strutture sanitarie della medicina del territorio. Se anche il piano venisse attuato, dal punto di vista infrastrutturale, gli ospedali di comunità, le case di comunità e le centrali operative territoriali difficilmente potrebbero funzionare, a causa della forte carenza di personale, per il cui pagamento, è bene ricordarlo, le risorse non possono provenire dal Pnrr, ma dai bilanci nazionali.

Incrociando i dati relativi agli standard del personale del Dm77 con il costo unitario medio annuo indicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, infatti, si evince che per far funzionare le 1038 Case di comunità, indicate dal piano, servirebbe un investimento in personale stimabile in circa 1 miliardo di euro annui. Mentre per i 307 Ospedali di comunità previsti sarebbero necessari oltre 218 milioni euro. Infine, per coprire le spese per il personale delle 480 Centrali operative territoriali servirebbero 163 milioni di euro.

Il fabbisogno totale stimato, dunque, è pari a 1 miliardo e 366 milioni di euro per circa 30.000 professionisti. Quantità, a nostro avviso, comunque sottostimata per un giusto equilibrio dei carichi di lavoro.

A fronte di questi numeri, invece, l’impegno totale previsto dello Stato è di soli 250 milioni per il 2025 e 250 milioni per il 2026.

Quindi, a meno che non si intenda spostare personale sanitario dagli ospedali, svuotandoli di professionalità necessarie all’erogazione di un servizio sanitario pubblico efficiente e moderno, le strutture della medicina del territorio previste dal Pnrr, una volta costruite o reperite, rischierebbero di diventare delle cattedrali nel deserto.

Il Governo, purtroppo, sta investendo poco in sanità (le stime nazionali parlano del 6% del Pil) e non rimuove il tetto di spesa per l’assunzione di nuovo personale, paralizzando di fatto l’operatività delle strutture dedicate alla medicina del territorio. Se non si realizzasse questo obiettivo, sarebbe il crollo del Servizio sanitario nazionale: non solo il Sud, ma anche il Nord del Paese rischierebbe di arretrare in Europa.

Gli indirizzi da assumere per attuare la Missione 6 prevista dal Pnrr e salvare quindi anche il Sistema Salute del Paese devono essere incastonati all’interno di un SSN che sia effettivamente universale, pubblico e diffuso in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale.

Un Sistema Salute la cui realizzazione passa attraverso una riforma fiscale improntata a principi di equità e progressività, che realizzi una redistribuzione della ricchezza funzionale a costruire uno Stato Sociale a misura della persona. (sb)

[Santo Biondo è segretario confederale della Uil]

Pd Calabria: Inesistenti le 101 nuove strutture di assistenza territoriale

Il Pd Calabria ha denunciato come «in Calabria ancora non esistono, a parte un’eccezione, le 101 nuove strutture di assistenza territoriale da realizzare entro il 2026 con i quasi 150 milioni del Pnrr destinati all’obiettivo».

«A un anno e mezzo dalla scadenza del termine, si profila il fallimento del centrodestra regionale e nazionale rispetto al necessario rilancio della sanità del territorio», sottolineando come «negli oltre due anni di gestione dell’importantissimo dossier, l’amministrazione Occhiuto non ha prodotto alcunché. Davanti all’evidenza dei fatti, non c’è più spazio per la propaganda civettuola del presidente della Regione Calabria e commissario governativo alla Sanità, sempre più indaffarato nella campagna per le elezioni europee».

«Servono più di 75 milioni – hanno osservato i dem calabresi – per le spese del personale da impiegare nelle nuove strutture di assistenza territoriale, ammesso che si realizzino. Come agirà il governo Meloni, preleverà le risorse occorrenti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, proprio come ha già fatto per finanziare il ponte sullo Stretto? Il presidente Occhiuto ci dirà che, se passerà l’autonomia differenziata, questi 75 milioni e passa si troveranno sotto l’albero della cuccagna innaffiato dai ministri Calderoli e Salvini? La Regione Calabria giocherà con il governo un sistemone al Superenalotto?».

«Siamo costretti ad alzare i toni – conclude la nota del Partito democratico della Calabria – perché sappiamo che i calabresi sono stati ingannati e temiamo che, ancora una volta, una grande occasione di rilancio della sanità pubblica venga sprecata per sempre». (rcz)

Positivo incontro tra Comunità Competente e Occhiuto per la sanità

È stato proficuo l’incontro svoltosi, nei giorni scorsi in Cittadella regionale, tra il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, e una delegazione di Comunità Competente, coordinata da Rubens Curia.

All’incontro erano presenti i Subcommissari Esposito e Fantozzi, il Commissario dell’Azienda Zero Miserendino e il Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute Calabrò. Durante la riunione sono intervenuti, anche, Marina Galati, Rosaria Brancati, Rita Ciciarello, Fausto Sposato, Isa Mantelli, Stefania Marino, Giacomina Durante, Maria Teresa Napoli, Giovanni Marino e Franco Epifanio.

Accogliendo alcune proposte emerse dal dibattito, Occhiuto si è impegnato su diversi punti chiave: Pubblicazione del Dca per il riparto alle Aziende Sanitarie Provinciali dei finanziamenti relativi al Piano per la prevenzione del Gioco d’azzardo patologico; pubblicazione del Dca per la “Riorganizzazione della Rete dei Consultori Familiari” con l’obiettivo di potenziarli; riattivazione della “Cabina di Regia” per il Nuovo Ospedale della Piana; convocazione dei rappresentanti della Specialistica Ambulatoriale Interna per la rideterminazione del Tetto di spesa previsto dal Dca 82/2015 e l’attuazione del Nuovo Accordo Contrattuale, promuovendo un nuovo protagonismo dello specialista ambulatoriale nella sanità.

E, ancora: assunzione degli psicologi nei Servizi di Salute Mentale, nei Consultori Familiari e nei Serd, utilizzando la graduatoria concorsuale dell’ex Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio; attuazione, in via sperimentale, del budget di salute; valorizzazione dell’infermiere professionale nella sanità territoriale; velocizzazione degli acquisti delle apparecchiature medicali finanziate dalla Delibera Cipe del luglio 2019.

Riduzione delle Liste d’attesa; attuazione del “Programma Nazionale Equità nella salute”, con particolare attenzione agli Screening oncologici, alla Medicina di genere e alla Salute Mentale e, infine, l’istituzione del Tavolo Regionale sull’Autismo.

«La delegazione di Comunità Competente ha ringraziato il Presidente Occhiuto e la Struttura Commissariale per il positivo confronto. Il Presidente ha ribadito che solo una convinta collaborazione fra le Istituzioni, il Volontariato e gli Operatori Sanitari potrà rispondere ai bisogni di salute dei calabresi», ha detto Curia. (rcz)

La consigliera Bruni (PD): Interventi insufficienti per il Servizio Sanitario Regionale con Dca 102

Per la consigliera regionale del Pd, Amalia Bruni, ha evidenziato come con «il dca 102 del 20 maggio 2024, si dà avvio ai piani del fabbisogno e ai piani assunzionali delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale per l’anno 2024. Finalmente si mette mano a un processo strategico e assai delicato, ma ci sono ancora molti interrogativi a cui bisogna dare una risposta».

«Il primo interrogativo – ha spiegato – riguarda la natura stessa dei piani del fabbisogno. Essi dovrebbero contenere una visione complessiva dei bisogni in materia di assunzioni per l’intero servizio sanitario regionale. Da decenni, in sanità non si assume a piè di lista, ma all’interno di vincoli stringenti di compatibilità economica e di produzione. Pertanto, disporre di una visione complessiva dei fabbisogni è fondamentale».

«Il Dca 102, invece – ha proseguito – affronta solo due comparti: emergenza urgenza e operatori socio-sanitari. Questi interventi, per quanto utili, sono assolutamente insufficienti rispetto al panorama complessivo dei fabbisogni della sanità calabrese. Nel decreto si preannunciano interventi su altri profili, ma quando saranno effettivamente realizzati? Siamo ormai quasi a metà dell’anno, e ci chiediamo se nella mente del presidente/commissario ci sia un ordine di priorità e di equa distribuzione dei fabbisogni. L’assunzione di medici è una priorità? Per noi sì, ma non sembra che ci sia tale consapevolezza nel Dca 102».

Un ulteriore elemento di preoccupazione della consigliera Bruni riguarda il metodo di calcolo del fabbisogno, basato sui posti letto “attivi” e sulla produzione del 2023.

«Questi vincoli, derivanti dalla normativa nazionale – ha spiegato ancora – cristallizzano l’esistente. In Calabria, si sono determinati tre livelli: i posti letto attivi, quelli programmati e quelli assegnati. Vincolare il fabbisogno di personale ai soli posti letto attivi significa condannarci all’esistente in perpetuo. Lo stesso vale per il vincolo della produzione: con unità operative ovunque incomplete, non riusciremo mai a ottenere unità operative complete», ha spiegato ancora la vice presidente della Commissione Sanità.

«Stare dentro questi vincoli significa soddisfare la nostra domanda di salute? – ha concluso Bruni –. Nonostante interventi legislativi straordinari, a volte neanche utilizzati o insufficienti, permangono domande strategiche a cui bisogna dare una risposta. Senza una visione unitaria del servizio sanitario regionale, non usciremo mai dall’emergenza». (rrc)

Scalese (Cgil Area Vasta): Mettere in rete tutte le risorse disponibili per sanità

«È fondamentale mettere in rete tutte le risorse disponibili, a partire dalla riorganizzazione della rete ospedaliera». È quanto ha ribadito Enzo Scalese, segretario generale di Cgil Area Vasta Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia, nel corso del presidio, a Catanzaro , finalizzata sostenere le misure necessarie e urgenti per difendere e rilanciare la Sanità pubblica e il diritto alla Salute.

«Questo presidio, come quelli svolti nel resto dell’area centrale, rappresentano un’occasione per riflettere sul ruolo della sanità pubblica e nel caso di Catanzaro, sull’importanza dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Dulbecco” in un contesto regionale», ha affermato il segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese, affiancato dai componenti della segreteria, sottolineando come «questo è cruciale, soprattutto considerando l’apertura del pronto soccorso a Germaneto, uno dei temi principali per alleggerire le strutture esistenti».

«Questo percorso – ha spiegato ancora – deve essere coordinato con il tavolo regionale, analizzando il territorio azienda per azienda e Asp per Asp, per capire le necessità del personale per una organizzazione efficace ed efficiente. È essenziale integrare l’intero sistema sanitario per far sì che la “Dulbecco” diventi un polo sanitario regionale di riferimento».

Per raggiungere questo obiettivo in tempi brevi, dobbiamo stabilire una direzione stabile non attraverso commissari, ma con la nomina di un direttore generale. Questo ci permetterà di costruire un percorso solido e coerente», ha concluso.

La tappa di Catanzaro ha concluso il tour della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, con Spi Cgil e Fp Cgil, che ha toccato anche Lamezia, Vibo e Crotone.

Attraverso i presidi nei pressi delle più importanti strutture sanitarie e ospedaliere dell’area centrale, la Cgil ha incontrato i cittadini, raccolto preoccupazioni e istanze, avviato un confronto sulla piattaforma rivendicativa prospettata sul tema della sanità ma anche per raccogliere le firme per la presentazione dei quesiti referendari promossi dal sindacato. La Cgil chiede di investire sul personale sanitario con un piano straordinario pluriennale di assunzioni e formazione; rilanciare e riadeguare la rete ospedaliera per favorire accessibilità, sicurezza e qualità; ridurre i tempi d’attesa e implementare la Riforma dell’Assistenza Territoriale; potenziare i consultori pubblici, migliorare il sistema di residenzialità e rendere più accessibili e sostenibili le strutture, fermare l’esternalizzazione e la privatizzazione nel settore sanitario. (rcz)

A Catanzaro il presidio di Cgil Area Vasta per difendere la sanità pubblica

Domani mattina, alle 9.30, all’ingresso dell’ospedale Pugliese Ciaccio, si terrà il presidio organizzato da Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, lo Spi Cgil Area vasta e la Funzione Pubblica Area Vasta per sensibilizzare alle misure necessarie e urgenti per difendere e rilanciare la Sanità pubblica e il diritto alla Salute.

Una occasione per informare i cittadini sulla piattaforma rivendicativa prospettata sul tema della sanità ma anche per raccogliere le firme per la presentazione dei quesiti referendari promossi dalla Cgil.

Il segretario generale della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese, ha ricordato che le principali rivendicazione alla base della piattaforma programmatica: investire sul personale sanitario con un piano straordinario pluriennale di assunzioni e formazione; rilanciare e riadeguare la rete ospedaliera per favorire accessibilità, sicurezza e qualità; ridurre i tempi d’attesa e implementare la Riforma dell’Assistenza Territoriale; potenziare i consultori pubblici, migliorare il sistema di residenzialità e rendere più accessibili e sostenibili le strutture, fermare l’esternalizzazione e la privatizzazione nel settore sanitario. (rcz)

La Casa di Comunità di Squillace sarà presto realtà: La consegna è per il 31 dicembre

Da pochi giorni hanno preso il via i lavori per la realizzazione della casa di Comunità di Squillace, la cui consegna è prevista per il 31 dicembre 2024.

Il finanziamento approvato dall’Asp di Catanzaro, per la realizzazione della Casa della comunità di Squillace, con delibera n. 988 del 11/08/2023, ammonta a € 2.272.472,15, L’impresa incaricata allo svolgimento dei lavori, la cui conclusione è stata fissata entro il 31 dicembre 2024, è il Consorzio Stabile Valore Assoluto con sede a Roma.  Le case della comunità rientrano nella nuova tipologia di servizi socio-sanitari territoriali, individuati dal Pnrr- Missione 6 Salute, come centrali dopo le criticità vissute dalle popolazioni mondiali durante il Covid.

La nuova ed importante struttura costituirà un vero punto di forza per la tutela della salute dei cittadini squillacesi e dei paesi del comprensorio. Nella nuova sede verranno infatti concentrati tutti i servizi erogati dal polo sanitario, finora ubicato in un’angusta sede sita in via Damiano Assanti, a cui si aggiungeranno altre tipologie di servizi quali gli studi dei medici di medicina generale dei pediatri, nonché tutti gli specialisti ambulatoriali ed i servizi di riabilitazione, oggi ubicati in una struttura fuori dal centro abitato. Nella casa di comunità troveranno, altresì, spazio anche i servizi sociali pubblici e le associazioni del territorio impegnate nel settore della salute, in modo da offrire ai cittadini, in un’unica struttura, tutto ciò di cui necessitano per la loro salute e per quella dei loro familiari.

«Quello del potenziamento dei servizi di cura della salute dei cittadini – ha precisato l’assessore alla programmazione e turismo, il sociologo Franco Caccia, impegnato a curare i rapporti inter-istituzionali inerenti la nascita di questa struttura polifunzionale – ha rappresentato un obiettivo perseguito con costanza e determinazione da parte dell’amministrazione comunale. Grazie alla disponibilità manifestata dal management dell’Asp d Catanzaro, in particolare del commissario straordinario generale Antonio Battistini e dal responsabile dell’ufficio tecnico, ing. Maurizio Benvenuto, Squillace sarà centro pilota del processo di riorganizzazione dei servizi territoriali e ciò avverrà utilizzando uno stabile pubblico, da decenni inutilizzato, collocato in una posizione particolarmente agevole per l’accesso dei cittadini, anche dei paesi limitrofi».

La struttura, al contrario di quella dove è attualmente ubicato il polo sanitario territoriale, è dotata di una vasta area parcheggio, di stanze ampie e luminose ed in cui sarà possibile programmare anche futuri ampliamenti dell’offerta dei servizi per la salute.

«Con la Casa di Comunità – ha concluso l’assessore Franco Caccia – Squillace avrà un ruolo di primo piano nel processo di riorganizzazione ed innovazione dei servizi territoriali in Calabria, chiamati a mettere in atto politiche di salute in cui si investe sull’umanizzazione delle cure, sulla prevenzione delle malattie, sul potenziamento della domiciliarietà e si riducono gli accessi impropri al pronto soccorso. La salute è un bene comune primario e da questo bene, tutti, possiamo trarre benefici per una vita sana e serena all’interno della nostra comunità».(rcz)