Profiti (Azienda Zero): Dieci anni di Commissariamento sono innaturali

«Dieci anni di commissariamento sono qualcosa di innaturale, avrebbero annichilito qualunque sistema sanitario, a maggior ragione un sistema tra i non più robusti d’Italia». È quanto ha dichiarato Giuseppe Profiti, commissario di Azienda Zero nel corso di un’iniziativa organizzata dall’Aned di Catanzaro.

«Il commissariamento – ha spiegato il commissario di Azienda Zero – nasce per il rientro dal disavanzo, un disavanzo che ormai da due anni non c’è più. La Calabria ha fatto i conti con il passato, ha ripianato i suoi disavanzi, adesso ha un avanzo nel 2021: si tratta ora di decidere come impiegarlo per restituire servizi sanitari ai calabresi che ne sono stati privati in questi anni».

«Gli addetti ai lavori hanno il sospetto che in realtà questo gigantesco debito non sia come è stato narrato ma possa essere ben diverso. Non so fino a che punto sia un sospetto e valutazioni tecniche o un desiderio, certo questo significherebbe liberare tante risorse per il sistema. Anche in questo caso aspettiamo ancora qualche mese», ha detto Profiti in merito al debito.

Sul tema della carenza di personale, il commissario ha riferito che ci sarà un «pacchetto che costituirà la manovra di autunno».

«Diciamo che per la prima decade di ottobre – ha spiegato ancora – si possa dare al presidente la possibilità di presentare un pacchetto organico di misure che inserisca i cubani all’interno di una manovra un po’ più complessiva, fatta di interventi strutturali, quindi destinati a risolvere i problemi anche nel medio lungo periodo – come i concorsi, concorsi a tempo indeterminato e stabilizzazioni – e una serie di misure estemporanee che ci devono consentire di far fronte a situazioni contingenti in Calabria come nel resto d’Italia legate all’improvvisa carenza di medici di cui ci siano accorti nel post covid, in Calabria come in tutte le altre regioni». (rcz)

 

 

Sanità, dalla Regione 10 mln per riqualificare servizi di radioterapia

Sono 10 mln la somma stanziata per gli interventi di riqualificazione dei servizi di radioterapia oncologica, messi in campo dalla Regione Calabria grazie all’accordo firmato tra il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto con Invitalia.

Di questo finanziamento, 9 milioni e 400 mila euro a carico dello Stato, e 600 mila euro a carico della Regione Calabria, ed ha l’obiettivo di garantire attività sanitarie radioterapiche più appropriate e di ridurre i tempi di attesa per l’erogazione delle corrispondenti prestazioni. Il commissario si avvarrà di Invitalia, quale centrale di committenza per lo svolgimento delle gare d’appalto per la fornitura di acceleratori lineari e servizi accessori presso l’Azienda Ospedaliera “Annunziata” di Cosenza, l’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, e il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria.

L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa seguirà anche la realizzazione del nuovo bunker per l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, attraverso servizi tecnici di progettazione definitiva/esecutiva, indagini, direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione; servizi di verifica della progettazione; esecuzioni dei lavori; servizi di collaudo. (rcz)

Sanità, Fantozzi: Via libera ai primi due decreti per indennità covid a personale sanitario

Iole Fantozzi, direttore generale del Dipartimento Salute della Regione Calabria, ha reso noto che sono stati adottati i primi due decreti di trasferimento delle somme per il pagamento degli incentivi Covid al personale del servizio sanitario regionale.

«In particolare – viene spiegato nella nota – si è proceduto al trasferimento di euro 1.048.829 all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini e al trasferimento di euro 1.837.503 all’Azienda ospedaliera provinciale di Cosenza. I provvedimenti, che concludono un complesso iter procedurale e ai quali faranno seguito nei prossimi giorni gli ulteriori decreti di trasferimento per le altre aziende del servizio sanitario regionale, consentiranno di corrispondere al personale l’indennità una tantum per il lavoro svolto nel periodo dell’emergenza Covid». (rcz)

 

Greco (Unimpresa): Aiuti sanità solo ad aziende di Treno e Bolzano

Giancarlo Greco, vicepresidente nazionale di Unimpresa Sanità, ha denunciato come nel Decreto Aiuti Ter è presente un «contributo ‘una tantum’ per la sanità privata accreditata, ma soltanto per le province autonome di Trento e Bolzano».  

«Bene per loro, siamo contenti. Ma il resto del Paese? Che fa il governo per tutte le altre aziende che agiscono nell’universo fondamentale della sanità privata accreditata? Ospedali e cliniche private convenzionate sono destinate solo a chiudere?», ha chiesto Greco, sottolineando come «nel disastro annunciato del caro energia ora ci mancavano le sofferenze di ‘serie A’ e quelle di serie inferiore. Le discriminazioni, le assurde e ingiustificate preferenze».

«È sconcertante che il Governo abbia deciso di sostenere solo le imprese sanitarie che insistono nelle Province autonome di Trento e Bolzano – ha evidenziato –. Un ‘contributo una tantum a valere sulle nuove risorse stanziate, in proporzione al costo complessivo sostenuto nel 2022 per utenze di energia elettrica e gas, a fronte di apposita rendicontazione da parte della struttura interessata e ferma restando la garanzia dell’equilibrio economico del Servizio sanitario regionale’. Tradotto, le Province autonome di Trento e Bolzano possono riconoscere un contributo alle imprese sanitarie sulle spese energetiche del 2022, spesa coperta dal governo con il dl Aiuti Ter e che tiene conto dell’equilibrio dei conti della Regione. Ma perché non si è previsto lo stesso intervento anche per le altre aree del Paese?».

«Chi vive in regioni con disequilibri economici del sistema sanitario – ha proseguito – deve subire anche il rischio che le imprese private accreditate possano chiudere da un giorno all’altro? È solo il caso di ricordare che il sistema sanitario privato accreditato eroga servizi essenziali per il sistema sanitario nazionale. L’insostenibile rincaro delle bollette, fino a 4 o 5 volte più del passato, è un costo che le imprese non possono far ricadere sull’utenza per la semplice ragione che le prestazioni sono comprate dallo Stato, dalle Asp a costo fisso. Chi paga quindi questi rincari folli? Gli imprenditori del settore, che ormai sono allo stremo?».

«Chiediamo, quindi, ancora una volta a Mario Draghi di intervenire prontamente – ha concluso – riconoscendo almeno come credito d’imposta l’aumento dell’energia che le imprese, tanto più quelle essenziali per la società come quelle sanitarie private accreditate, sostengono già da inizio anno. Stendiamo invece un ‘velo’ sul silenzio assordante che in materia esibisce l’intero arco della politica impegnata in una surreale campagna elettorale». (rrm)

L’Associazione Petizione Popolare di Cimino scrive a Mattarella: Le consegniamo le tessere elettorali

«Oggi consegniamo a Lei le nostre tessere elettorali. Schede di donne ed uomini, di intere famiglie che decidono di rassegnare le proprie dimissioni da cittadini». È quanto si legge nella lettera inviata dal direttivo dell’Associazione Petizione Popolare di Cimino al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Una lettera di denuncia di una situazione sanitaria che vede i cittadini di Cimino, Comune della Valle dell’Esaro, allo stremo: «avevamo, qualche tempo fa – si legge nella lettera – un ospedale di riferimento che era quello di San Marco Argentano. Era importante per il nostro territorio perché permetteva ai cittadini di curarsi ed era in linea con quanto disposto dall’articolo 32 della nostra amata Carta Costituzionale. Ma è stato chiuso».

«All’inizio della Pandemia, infatti – viene spiegato nella nota – abbiamo raccolto tremila firme affinché il nostro Ospedale fosse riaperto, ma soprattutto che fosse garantita la riapertura del locale Pronto Soccorso, punto di riferimento per 50.000 cittadini di 15 comuni diversi. In Calabria le strade non sono buone ed anche distanze relativamente brevi sembrano incolmabili, ambulanze non ce ne sono, figurarsi se ne esistono con il medico a bordo. Nell’ospedale di San Marco è rimasto poco. Pochi servizi ambulatoriali, per una popolazione la cui età media è in inesorabile crescita».

«Chiediamo la attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza e che il cittadino possa riavvicinarsi alla sanità pubblica con la necessaria serenità – viene chiesto –. Serenità di avere un servizio degno di tale nome, serenità di non dover temere un banale infarto come accade in questi posti dove i soccorsi non arrivano e nel 2022 si muore per strada».

«Nel rassegnare le nostre tessere elettorali – conclude la lettera – la invitiamo a farci visita, ci troverà qui…a combattere per quel che resta del nostro Ospedale, quel che resta della nostra speranza, quel che resta del nostro futuro». (rrm)

L’OPINIONE / Rubens Curia: Sanità, due passi avanti, uno indietro

di RUBENS CURIA – Finalmente, dopo oltre due anni dal Decreto Conte del 9 marzo 2020, la Regione approva il Dca 113 del 6 settembre 2022, richiedendo alle Aziende Sanitarie, entro dieci giorni, la definizione dei loro Piani dei fabbisogni del Personale e relativi Piani delle Assunzioni.

Perché finalmente? Perché Comunità Competente, sin da marzo 2020, aveva chiesto al commissario ad acta l’elaborazione del “Piano” come decretava Conte: «Le Regioni procedono alla rideterminazione dei Piani del fabbisogno del personale», tenuto conto della pandemia che si era diffusa drammaticamente in Italia, ma tutto era rimasto immobile!

Prendo atto, positivamente, del Cda. Adesso, attendiamo il Programma Operativo 2022-2025 la cui approvazione sbloccherà notevoli finanziamenti per le assunzioni. Ma, come diceva Lenin, con i Dca abbiamo fatto due passi in avanti e uno indietro, perché la burocrazia ministeriale e il Ministero dell’Economia ci mettono lo zampone! Infatti i Piani dovranno essere elaborati tenendo conto del corso del personale fissato al IV trimestre 2021 e dei costi di produzione 2019, 2020 e 2021. La burocrazia ministeriale non si rende conto che la Calabria, regione in Piano di Rientro, nel 2021 era in forte carenza di personale? Lo stesso Tavolo Adduce ha segnalato, più volte, che in Calabria vi era una forte carenza di personale e che la spesa del personale strutturato era fortemente diminuita, mentre nelle altre regioni era cresciuta.

Credo sia importante valutare, da parte del Presidente, una richiesta di deroga ai Ministeri affiancanti, tenuto conto della legge Calabria.

Apprezzo il Dca, ma l’azione positiva è timida rispetto ai fabbisogni drammatici di personale. Rimango sempre dell’idea che, se avessimo fatto questo Dca nel marzo 2020, avremmo trovato una maggiore disponibilità di medici.

La tempestività, nella governance, è fondamentale. (rc)

L’OPINIONE / Santo Gioffrè: Occhiuto e quelle parole molto, ma molto in libertà

di SANTO GIOFFRÈ – Parole, molto, ma molto in libertà. Come le furiose acque  che dal ciel abbondano, per allagare, di ogni detrito, le arse terre, simili alle ingenue teste della calabra gente alla quale tutto si può dar da bere!Avevo chiuso con Facebook. 

Se non per le cose che hanno a che fare col prossimo, terrificante, devastante (per il potere e pe’cazzuni) film in uscita “C’era una volta in italia. Giakarta sta arrivando” poi, mi indicano tal articolo…

Io non capisco se l’affermare cose cosi gravi, sia frutto di ingenuità o di eccessiva furbizia. 

Di che parliamo? Sicuramente, non di fichi secchi do casciunu, come i nostri prossimi antenati facevano per superare la fame invernale. No! Stiamo parlando dello smantellamento della sanità regionale e della fine del diritto costituzionale, in ogni parte del territorio nazionale,  alla equale assistenza sanitaria. 

Parliamo di anni di morti per mala-sanita e di drammi sociali. Intanto,  quantificare un debito, risalente, almeno, al 2005, non si fa in 5 mesi. Perchè se così è, allora, siamo difronte al più grande scandalo-truffa, della storia della repubblica. 

La calabria è dal 2009 dentro il piano di rientro. Occhiuto, poichè c’era, sa di cosa parlo. Lui si! Chi riporta, senza chiedere, le sue affermazioni, no. Non sanno! Altrimenti, avrebbero il dovere di chiedere… E no, per Zeus saettante! Se si è potuto ricostruire un debito immenso in 5 mesi, quale potente forza ha impedito, negli ultimi 13  anni,  a farlo, così da portare la Calabria fuori dai rigori del piano di rientro, come è successo, da molti anni, ormai, alle altre 9 regioni, entrate, con la Calabria, in quel sistema di macelleria sociale? 

Dai, prendete in giro chi volete. Non chi sa! Seconda cosa…Se i debiti non ci sono perchè le fatture sono state pagate 2, 3 volte, come io, da 7 anni, vado gridando, chi si è fregato i soldi? E perchè dire, con tal leggerezza, cose tanto gravi che sono, prima di uscire dalla bocca, già notizie di reato? Di che parliamo, dei pignoramenti non regolarizzati, dei trucchi insiti nei  pignoramenti in estensione, dei pagamenti fatti dalla dbe, fino al 2014,  dei commissari ad acta? Di che? C’è un impegno, assoluto, totale, di occhiuto, a denunciare chi, come e quando, si è fatto pagare più volte? Quali depistaggi ci sono stati e quali complicità? Perchè, per poter rubare sistematicamente e impunemente, per decine di anni, pagando più volte la stessa cosa, per forza dovevano contare su un potente sistema di protezione. Le parole, quando si pronunciano, sono pietre. Almeno, che non stiamo parlando d’altro… (sg)

Occhiuto: Entro dicembre la ricognizione del debito

Entro dicembre la ricognizione del debito». È quanto ha annunciato il commissario ad acta Roberto Occhiuto, a margine di un’iniziativa al Teatro Politeama di Catanzaro.

Occhiuto, infatti, ha sottolineato che «stiamo lavorando alacremente nell’attività di ricognizione del debito. Finalmente la guardia di Finanza ci ha restituito la bozza di convenzione che avevamo preparato, perché abbiamo costituito dei gruppi di lavoro, uno all’interno del Dipartimento e uno per azienda».

«Questi gruppi di lavoro– ha spiegato –  saranno coadiuvati da personale della guardia di finanza, entro fine anno accerteremo l’entità del debito sanitario, una cosa che i commissari in passato non sono mai riusciti a fare. Questo è un obiettivo strutturale che stiamo cercando o di conseguire nei tempi più brevi possibili».

«E, poi – ha proseguito – stiamo facendo questo pacchetto di reclutamento anche con percorsi e strumenti innovativi, lo presenteremo nei prossimi giorni ai sindacati, agli Ordini dei medici- stiamo intervenendo anche nella costruzione dei nuovi ospedali:  quello della Sibaritide sta andando molto velocemente, l’ospedale di  Vibo che si era arenato perché non erano cominciato nemmeno i lavori si farà, perché i lavori cominceranno non più a gennaio come avevamo previsto ma il 24 novembre». 

«Stiamo lavorando sul Pnrr per gli ospedali di comunità e le case di comunità. Il tema è che in questi ospedali e case di comunità ci vuole personale sanitario – ha spiegato ancora – quindi il problema vero è quello del reclutamento e su questo stiamo rivolgendo la maggior parte degli sforzi». 

«Entro  dicembre – ha concluso – avremo la ricognizione debito e sono convinto che alla fine di questa attività si vedrà che questo debito monstre in Calabria nemmeno c’è perché quando riconcilieremo i conti del tesoriere, della banca, con i pagamenti effettivamente realizzati alle cliniche private e agli operatori che dicono di avere crediti si verificherà che in molti casi i crediti sono stati pagati non una volta ma due o tre volte e quindi invece di avere creditori scopriremo di avere dei debitori». (rcz)

Sanità, Guccione (PD): Si faccia sul serio sulla ricognizione del debito

Carlo Guccione, responsabile PD Sanità per il Mezzogiorno, ha auspicato che il commissario ad acta, Roberto Occhiuto, abbia ragione in merito alla ricognizione del debito che, a detta di Occhiuto, dovrebbe avvenire «entro dicembre, e sono convinto che alla fine di questa attività si vedrà che questo debito monstre in Calabria nemmeno c’è».

Per Occhiuto, infatti, non ci sarebbe «perché quando riconcilieremo i conti del tesoriere, della banca, con i pagamenti effettivamente realizzati alle cliniche private e agli operatori che dicono di avere crediti si verificherà che in molti casi i crediti sono stati pagati non una volta ma due o tre volte e quindi invece di avere creditori scopriremo di avere dei debitori».

Guccione, infatti, ha detto che «finalmente anche lui (Occhiuto ndr) si è reso conto che troppo spesso una stessa fattura è stata pagata due o addirittura tre volte per centinaia di milioni di euro. È quello che abbiamo sostenuto con insistenza in questi anni, denunciando anche il fatto che da anni molte Asp e Aziende ospedaliere non approvano bilanci, alcune addirittura dal 2013».

«Ricordo che l’ultimo commissario, Guido Longo, ha bocciato 15 bilanci su 18 approvando solo quelli dell’Azienda ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria (Bilancio d’esercizio 2017 e il Consuntivo 2018) e dell’Azienda ospedaliera di Cosenza (Bilancio d’esercizio 2018)», ha aggiunto Guccione.

«Non si può commettere l’errore di pensare – ha proseguito – che il debito sia solo frutto di doppie e triple fatturazioni o pensare di mettere in atto, come è già accaduto in passato, una politica di ricognizione del debito che cerca di nasconderne l’ammontare mettendo la polvere sotto il tappeto. Ci auguriamo che questa volta si faccia sul serio visto che la quantificazione del debito era uno degli obiettivi che i commissari, nominati dal Governo, dovevano raggiungere. Ma nessuno l’ha fatto o ha voluto farlo in questi dodici anni di commissariamento della sanità calabrese».

«Vorrei solo ricordare – ha detto ancora – che nell’audizione della Commissione speciale di Vigilanza della Regione Calabria, tenutasi a settembre 2020, è emerso che l’Asp di Reggio Calabria aveva un debito di 920 milioni e non approva Bilanci dal 2013, mentre all’Asp di Cosenza, al 31 dicembre 2019, non risultavano approvati i Bilanci consuntivi 2018 e 2019. Bisogna poi aggiungere la mancata approvazione dei Bilanci consuntivi 2020 e 2021».

«Inoltre – ha detto ancora – non dimentichiamo che già nel 2019 la terna commissariale dell’Azienda sanitaria dello Stretto – guidata dal prefetto Giovanni Meloni, aveva avanzato una proposta di dissesto. Dunque, dove sta la verità?»

«Invece, per quanto riguarda il decreto con cui il commissario dà un ultimatum per la redazione dei Piani dei fabbisogni di personale e del Piano delle assunzioni nel sistema sanitario regionale – ha aggiunto – sarebbe stato opportuno conoscere, come ho già chiesto più volte, quante assunzioni sono state effettuate rispetto a quelle previste nei Piani assunzionali 2019-2021. Perché questo report non è mai stato reso pubblico? Forse sarebbe emerso che molte Aziende sanitarie e ospedaliere non hanno provveduto, come rilevato anche dal Tavolo Adduce, a bandire i concorsi visto che “le assunzioni risulterebbero in grave ritardo o non effettuate”».

«L’adozione del nuovo Piano operativo 2022/2024 – ha concluso – è stata più volte annunciata dal commissario Occhiuto ma tarda ad arrivare, causando gravi ripercussioni sull’intera organizzazione sanitaria regionale. Senza questo Piano non è possibile attivare il Piano straordinario delle assunzioni per la Regione Calabria, né utilizzare le risorse del Contributo di solidarietà stanziate, in base al decreto-legge 150/2020 (Decreto Calabria), al fine di supportare gli interventi di potenziamento del servizio sanitario regionale. In particolare, sessanta milioni è la cifra accantonata per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023. Ci aspettiamo, dunque, parole chiare e concrete che vadano al di là degli annunci». (rrm)

L’Ordine dei Medici RC: Occhiuto approfondisca perché colleghi rinunciano all’incarico ed emigrano

L’Ordine dei Medici di Reggio Calabria e Provincia, ha ribadito che «non è certo compito dell’Ordine dei medici, che per altro ha sempre evidenziato agli organi competenti le criticità esistenti nei nostri ospedali, accertare i motivi per i quali molti colleghi, e non ultimo il dottore Furci, hanno deciso di rinunciare all’incarico».

Perciò, si sono rivolti al presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, invitandolo a «svolgere eventuali approfondimenti per scoprire i reali motivi per cui tanti colleghi rinunciano all’incarico e soprattutto perché tanti giovani medici emigrano in altri luoghi piuttosto che restare nella nostra regione».

«Si evidenzia ancora una volta che – si legge nella nota dell’Ordine – nel corso del recente incontro svoltosi con lo stesso Presidente della Regione Calabria, abbiamo depositato ufficialmente una serie di proposte e riflessioni, peraltro scaturite da chi opera quotidianamente sul territorio e vive sulla propria pelle, assieme agli utenti, tutte le gravi carenze e criticità del settore, per dare un serio contributo alla risoluzione dei problemi che affliggono da tempo la sanità calabrese». 

«Proposte e riflessioni che, partendo da una miope programmazione del Ministero della Salute che circa 10 anni addietro – continua la nota – non ha tenuto conto dei campanelli d’allarme che già prevedevano una gobba previdenziale che avrebbe reso impossibile il turnover, invitano gli organi regionali, prima di prendere decisioni insolite e “speciali”, di verificare direttamente ed in maniera rigorosa e seria, la disponibilità del personale dipendente dei vari ospedali di effettuare prestazioni aggiuntive secondo le norme ed i vari contratti vigenti, sia nella propria azienda che nelle altre».

«Una volta effettuata tale verifica, occorrerebbe privilegiare le forme contrattuali – viene evidenziato –e quindi i concorsi ma con delle modalità speciali. Così come il presidente Occhiuto sta mettendo in atto una procedura “speciale” per il reclutamento di medici cubani o il coinvolgimento di cooperative, sarebbe opportuno che il Ministero o la Regione autorizzasse delle forme contrattuali, anch’esse particolari, per tutte le specialità e che consentisse di variare, quindi, nella componente che si può modificare, gli stessi contratti prevedendo anche forme di contratti libero professionali. Inoltre, la tendenza nazionale a fare entrare le cooperative negli ospedali, di fronte alla quale questo Ordine si pone in maniera estremamente critica, risolve il problema della carenza di personale ma snatura gli ospedali, togliendo l’anima agli stessi. Bisogna privilegiare le assunzioni in qualunque forma, garantendo il principio delle opportunità di carriera e vantaggio economico».

«L’Ordine chiede, quindi, dopo una seria ricognizione dei bisogni – si legge ancora – di mettere le amministrazioni delle varie aziende nelle condizioni di poter gestire in maniera più libera la questione della carenza di personale». 

«Basterebbe soltanto – conclude la nota – prendere in seria considerazione, anziché perdersi in inutili polemiche, tutti gli elementi di criticità posti da tempo all’attenzione della politica da tutti gli Ordini dei medici della Calabria per avviare una seria riforma della Sanità e per abbracciare modelli organizzativi improntati all’efficienza ed in grado di dare risposte certe e vantaggiose nei confronti di tutta l’utenza calabrese»(rrc)