Saccomanno (Lega): Consegnato il terreno su cui nascerà l’Ospedale della Piana

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, ha reso noto che è stato consegnato il terreno all’impresa per l’inizio del lavori per la costruzione del nuovo Ospedale della Piana, che dovrà sorgere nella città di Palmi.

«Non importa perché è accaduto – ha spiegato – importa invece che sia accaduto. Un ringraziamento, quindi, al presidente Roberto Occhiuto che sta cercando di iniziare un iter fermo da oltre 14 anni e che ha privato la Piana di una struttura all’altezza delle esistenti ed improrogabili necessità. La Lega sarà sempre vigile affinché si evitino ulteriori ritardi e, quindi, controllerà ogni passo dell’impresa appaltatrice non potendosi perdere altro tempo».

«La situazione sanitaria della Piana è intollerabile per un paese civile – ha concluso – e non si comprendono, veramente, i tanti anni passati inutilmente. Ora, però, tutti assieme per sostenere l’azione incessante del Presidente Occhiuto per cercare di recuperarli e di dare alla Calabria un sistema sanitario efficace ed efficiente». (rrc)

L’appello degli Oss di Vibo a Occhiuto: Fateci rientrare per lavorare nella nostra terra

È un appello per «essere una realtà imminente e non la solita cattedrale nel deserto» nella sanità, quello che gli Oss di Vibo Valentia, idonei in graduatoria, hanno rivolto al presidente della Regione e commissario ad acta Roberto Occhiuto.

«Ormai – si legge nella nota – è di dominio pubblico lo scorrimento di questa graduatoria. È più di un anno che cerchiamo di fare leva con la politica e i dirigenti di turno a far si che chi ha superato un concorso o meglio ancora con questo stato attuale della sanità Calabrese messo ancor più in ginocchio dalla pandemia durata ben 2 anni si procedesse con l’assunzione di personale sanitario a tempo indeterminato».

«Qualche mese addietro – continua la nota – il Commissario alla Sanità Calabrese nonché presidente della regione Occhiuto ha fatto visita ai vari presidi di tutta la  regione, riscontrando molteplici criticità, specialmente nella carenza ormai cronica di personale,  si è espresso chiaramente dando mandato  ai vari commissari e direttori di attingere dalle graduatorie esistenti, il fabbisogno per operatori socio sanitari non è  da meno pensando  che con 5 province partendo da Cosenza e arrivando su Reggio Calabria tra Asp e Ao – aziende sanitarie provinciali e aziende ospedaliere – il numero è alto e considerevole, precisando che la graduatoria di Vibo Valentia è la più vecchia cronologicamente parlando essendo stata deliberata il 5 settembre 2019».

«Una parte è già attiva – viene spiegato – lavorando in diversi nosocomi altri però attendono con ansia una convocazione a tempo indeterminato, non vorremmo mai passare in secondo piano dato che ognuno di noi in qualche modo ha lavorato in quest’ultimo periodo per il quale è stato sottoposto a uno stress psicofisico che non ha precedenti, la volontà ferma è solo una, sarà retorica ma di primaria importanza, chi lavora fuori regione ancor peggio».

«Ora – conclude la nota – la politica non ci deve deludere dato che la sanità è priorità assoluta. Vogliamo rientrare dai propri cari, poter dire vale la pena lottare per qualcosa di buono, bisogna invertire tendenza le condizioni ci sono e le potenzialità pure, ora serve attuarle». (rvv)

Sanità, Occhiuto: Vicini all’ok definitivo al Programma Operativo

Sono due importanti risultati, quelli che il Governatore e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha portato a casa dalla riunione con i tecnici del Ministero dell’Economia e delle finanze e del Ministero della Salute, sotto il profilo economico e con riguardo alla programmazione e all’organizzazione del nuovo modello di sistema sanitario regionale.

«Relativamente al primo risultato, il ‘Tavolo Adduce’ ha sancito la chiusura dei conti dell’anno 2021, certificando un risultato positivo per la sanità calabrese di oltre 145 milioni di euro»,  ha spiegato il Governatore, che all’incontro negli uffici del Mef era accompagnato dal sub commissario alla sanità, Ernesto Esposito, al direttore generale del Dipartimento Salute della Regione, Iole Fantozzi, e dal professor Giovanni Profiti.

«Un traguardo che porta con sé – oltre allo sblocco di liquidità per il sistema per circa 97 milioni di euro – due ulteriori effetti positivi: il ripiano dei disavanzi degli anni 2018 e 2019, per un totale di 77 milioni di euro, e la possibilità di incrementare, con i 68 milioni di euro residui, la dotazione finanziaria con la quale alimentare gli interventi del Programma operativo 2022-2025», ha aggiunto.

«Le risorse della gestione del 2021 – ha proseguito – infatti, andranno ad affiancare quelle per gli investimenti strutturali e tecnologici previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dagli altri programmi nazionali, con il compito di garantire la copertura del finanziamento per il reclutamento delle figure professionali mediche, sanitarie e amministrative, indispensabili a raggiungere i target di produzione e gli standard qualitativi che il Programma operativo si pone per il 2022 e per il prossimo triennio».

«E proprio il Programma operativo – ha spiegato ancora – rappresenta il secondo risultato, avendo raggiunto nella riunione di oggi la chiusura sostanziale del percorso istruttorio. Ci è stato assicurato che i Ministeri vigilanti procederanno all’approvazione del documento in tempi brevi, dando così il via all’attuazione degli interventi strutturali previsti già a partire dal secondo semestre di quest’anno. Dopo l’ok definitivo del Programma operativo si sbloccheranno anche i 60 milioni previsti dal decreto Calabria».

«Sono molto soddisfatto per l’incontro odierno – ha rilevato –. Abbiamo ottenuto ottimi risultati, e se oggi abbiamo a disposizione ulteriori risorse per la nostra sanità, lo dobbiamo a due importanti fatti. Abbiamo risposto in modo puntuale alle sollecitazioni fatte dal ‘Tavolo Adduce’ negli ultimi anni, alle quali nessuno aveva dato riposta; abbiamo cominciato a mettere ordine nei conti delle aziende sanitarie provinciali e nei bilanci del sistema sanitario regionale».

«Resta ancora da accertare il debito sanitario – ha concluso –. Ma anche su questa partita abbiamo già cominciato ad operare, costruendo i gruppi di lavoro che, in collaborazione con la Guardia di Finanza, faranno la ricognizione entro il 31 dicembre di quest’anno».

Soddisfazione, per i risultati di Occhiuto, è stata espressa da Luciana De Francesco, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Presidente della prima commissione consiliare regionale.

«Sono stati recuperati fondi importanti per la sanità pubblica – ha detto De Francesco – ed è stato di fatto certificato l’ottimo lavoro del commissario straordinario. La Calabria sta vivendo un periodo di trasformazione che porterà nel breve medio termine al miglioramento complessivo dei servizi sanitari, dopo lunghi anni di stallo. È importante che su questo tema si registrino convergenze nell’interesse supremo dei cittadini calabresi».

Simona Loizzo, capogruppo della Lega in consiglio regionale, ha evidenziato come «le ottime risultanze del tavolo Adduce confermano che è iniziato un nuovo corso per la sanità calabrese».

«È stato certificato un attivo di 145 milioni di euro – ha spiegato Loizzo – a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dal presidente Occhiuto, con lo sblocco dei 60 milioni previsti dal decreto ministeriale. Questo risultato ci dà l’idea di una Regione in fase di rilancio concreto nel settore più importante da amministrare e ci proietta verso una nuova dimensione».

«Con le nuove assunzioni si andrà a regime – ha proseguito l’esponente leghista – e si potrà avere finalmente una sanità pubblica all’altezza delle aspettative dei cittadini. Si quantificherà il debito storico che in alcune Asp è davvero pesante, ed è opportuno e positivo che di questo si interessi la guardia di finanza».
«Mi auguro che cresca una condivisione tra maggioranza e opposizione – ha concluso Loizzo – su un tema che non può essere divisivo ma che deve incontrare un’ampia convergenza».
Raffaele Mammoliti, consigliere regionale del Partito Democratico, ha evidenziato come «ci sono dei miglioramenti sul piano delle disponibilità di risorse, ma in questo momento la sanità non è un problema di risorse ma di mancanza cronica di personale e di bassi livelli di assistenza. Le risorse che si rendono disponibili sono importanti ma speriamo che siano utilizzate per eliminare queste criticità».
Ernesto Alecci, invece, ha rilevato come «il presidente Occhiuto è un bravo comunicatore e non si può dire che non stia lavorando, è iperattivo tra la Cittadella regionale e i ministeri a Roma. Da calabrese mi auguro che questi risultati e questi annunci si trasformino in fatti concreti. In Consiglio regionale ho spesso detto che è giusto aspettare qualche mese prima di giudicare questo governo regionale, non sarebbe onesto intellettualmente, ma ora sono passati 8 mesi e ci aspettiamo che qualcosa di concreto si incominci a vedere sui territori e non solo attraverso i comunicati stampa». (rrm)

Misiti (M5S) presenta proposta di legge per riformare l’emergenza/urgenza

La proposta di legge presentata dal deputato del Movimento 5 StelleMassimo Misiti, sulla riforma dell’emergenza/urgenza, è stata pubblicata alla Camera dei Deputati.

Lo ha reso noto il deputato stesso, spiegando che con questa proposta di legge si intende «riformare l’emergenza Urgenza con il riconoscimento del dipartimento dell’Emergenza/Urgenza, del sistema integrato tra ospedale e territorio e che riconosce ruoli e premialità per il personale. Una soluzione che è possibile tradurre subito in azione concreta».

«Il percorso dell’Emergenza Urgenza sanitaria – ha spiegato – è stato ed è un problema importante, è il primo dei problemi con i quali i cittadini nel momento improvviso del bisogno si confrontano quando entrano in contatto con il pianeta sanitario. Per anni è stato dibattuto e affrontato in modo superficiale dalla politica e dagli amministratori prestati a questo pianeta, colpiti ed entusiasti solo dalla loro “capacità” di ridurre i costi e tagliare le spese. In molti hanno proposto soluzioni più o meno volte a creare un percorso virtuoso ed anche risolutivo, secondo alcuni punti di vista, ma nessuno ha, di fatto, cercato di risolvere il problema con l’obbiettivo di offrire un servizio a tutela della salute di chi sta male all’improvviso, ma anche di chi ci lavora tutti i giorni e si spende per la salute dei cittadini».

«La presunzione – ha proseguito – non mi appartiene, e per questo da più tempo ho cercato di arricchire le mie conoscenze, grazie al contributo dei colleghi medici, e non solo di tutta Italia, e dopo svariati confronti e consigli, sono riuscito a presentare un Pdl sulla riforma dell’emergenza urgenza. Da tempo sono cronaca quotidiana, con pagine e pagine di giornali, le grandi difficoltà che esistono nei pronto soccorso italiani, per non parlare di quelli calabresi, con gravi carenze di medici e di infermieri. Così com’è noto lo scarica barile tra chi amministra nell’ormai strutturato ping pong Stato-Regione».

«Ma il quotidiano – ha spiegato ancora – registra sempre meno personale disposto a lavorare nell’emergenza/urgenza, posti di formazione nella specializzazione di medicina di emergenza che vanno deserti, medici e infermieri quotidianamente malmenati e percossi nei pronto soccorso, alcuni studi legali che fomentano il contenzioso e fanno aumentare le spese delle Aziende sanitarie costrette a difendersi in cause intentate, talvolta, anche con dolo. Mi sono ritrovato a dare suggerimenti, sul territorio calabrese, come nel caso della gestione del momento emergenziale legato al Covid 19, suggerimenti che hanno contribuito a mantenere circoscritto il numero dei contagi; ho più volte indicato possibili soluzioni sulla gestione delle strutture ospedaliere calabresi e su come poter agire in modo trasparente e legale per favorire aperture di ospedali chiusi, (una delle soluzioni anni fa proposta è stata adottata ieri dal presidente Occhiuto e permetterà di inserire l’ospedale di Praia a Mare nel circuito degli ospedali), e sarà mia cura, appena possibile, informare i cittadini calabresi di quanto ho potuto fare». (rrm)

Occhiuto nomina i nuovi commissari delle Asp e delle Ao calabresi

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha nominato i nuovi commissari delle Asp e delle Ao calabresi, che avranno efficacia fino alla scadenza del decreto Calabria (novembre 2022).

Lucia Di Furia è il nuovo commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, Antonio Graziano commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Gianfranco Filippelli commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza.

Gianluigi Scaffidi, fino ad oggi responsabile dell’Asp di Reggio Calabria, è il nuovo commissario straordinario del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Vincenzo La Regina, fino ad oggi responsabile dell’Asp di Cosenza, è il nuovo commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero universitaria “Mater Domini” di Catanzaro.

La struttura commissariale ringrazia Isabella Mastrobuono, che si è dimessa dalla guida dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, e le augura buon lavoro per gli importanti incarichi che, in ragione della sua esperienza, sicuramente assumerà in futuro. Sono confermati i commissari straordinari delle Aziende sanitarie provinciali di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, e il commissario straordinario dell’Azienza ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.

Entro martedì della prossima settimana il presidente Occhiuto procederà con la nomina del commissario straordinario di Azienda Zero. (rcz)

Guccione (PD): Mancata adozione Programma operativo blocca il Piano straordinario di assunzioni

Il responsabile Pd Salute per il Mezzogiorno, Carlo Guccione, ha rilevato come «senza l’adozione del Programma operativo 2022-2023 non è possibile attivare il Piano straordinario Calabria per l’assunzione di personale medico, sanitario e sociosanitario anche nel settore dell’emergenza-urgenza, in deroga ai tetti di spesa, né utilizzare le risorse del Contributo di solidarietà stanziate, in base al decreto-legge 150/2020 (Decreto Calabria».

Tale Piano, infatti, serve a «supportare gli interventi – ha spiegato Guccione – di potenziamento del servizio sanitario regionale stante la grave situazione economico finanziaria e sanitaria presente nella Regione. In particolare, sessanta milioni è la cifra accantonata per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023 per il contributo di solidarietà a favore della Calabria».

Il responsabile PD Salute per il Mezzogiorno, infatti, ha rilevato come «la Calabria, dopo 13 anni di commissariamento, continua ad essere sottoposta al Piano di rientro che prosegue attraverso l’adozione di un nuovo Programma operativo 2022-2023. La struttura commissariale, con protocollo 169 del 4 agosto 2021, ha trasmesso la bozza del Programma operativo ai Ministeri della Salute, dell’Economia e delle Finanze per la valutazione ma nonostante le riunioni del Tavolo Adduce, tenutesi a dicembre 2021 e aprile 2022, non è stato approvato. Anzi sono state riscontrate diverse criticità».

Il paradosso – ha sostenuto Carlo Guccione – è tutto calabrese. La nostra è l’unica regione in cui diminuisce la spesa per il personale: “In merito al costo del personale sull’intero SSR e per singolo ente del SSR si rileva – viene riportato nel verbale del Tavolo Adduce – la gravità della circostanza che durante l’anno 2020, anno caratterizzato dalla pandemia, vi è stata una diminuzione del costo del personale pur essendo state preordinate risorse aggiuntive straordinarie per la pandemia”».

«La ricognizione del debito della sanità calabrese è dirimente a qualsiasi tentativo di uscire dal Piano di rientro. In Calabria il problema non sono le risorse, anzi ne abbiamo fin troppe. Quello che rischia di portare a un punto di non ritorno la sanità calabrese – ha proseguito Guccione – sono i ritardi che scaturiscono da una incapacità gestionale e da una pubblica amministrazione non all’altezza».

«Come si può pretendere – ha concluso – di risanare il debito sanitario, sicuramente superiore a quello che nel 2009 ha portato la Calabria al commissariamento, se non riusciamo neanche a quantificarlo o a bloccare il meccanismo che continua a produrre ulteriore debito? Una cosa è certa: lo Stato è in debito con i calabresi. Ecco perché – ha ribadito Carlo Guccione nel corso di “Agorà Democratiche” a Vibo – lo Stato dovrà farsi carico del debito che ha maturato in questi 13 anni di commissariamento della sanità calabrese attraverso interventi e procedure che portino all’azzeramento dello stesso».

Successo per il web meeting organizzato dalla Regione su cura e prevenzione

Grande successo per il web meeting organizzato dal dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria con il supporto del Gruppo tecnico per l’emergenza Covid–19, dedicato alla gestione dei pazienti più fragili affetti dal Covid-19.

L’evento ha visto il coinvolgimento dei medici che hanno in cura i pazienti più fragili ed immuno-compromessi in modo da poter elaborare le più idonee strategie di trattamento e di prevenzione.

Il professore Carlo Torti, che ha relazionato all’evento, ha evidenziato come sia importante conoscere in anticipo questa categoria di pazienti, che andrebbero visitati nei centri appositamente individuati dalla Regione Calabria por poter individuare precocemente la strategia di trattamento più idonea.

Particolare rilievo è stato posto sulla profilassi pre-esposizione. Si tratta di anticorpi a lunga durata d’azione che vanno somministrati ai pazienti che hanno disturbi del sistema immunitario per proteggersi dal Covid.

La dottoressa Simona Mirarchi, Responsabile dell’ufficio distribuzione per conto regionale, in rappresentanza del Gruppo tecnico per l’emergenza Covid-19, ha dettagliato gli aspetti normativi e i modelli organizzativi adottati in Regione per l’erogazione delle risorse terapeutiche attualmente disponibili per la profilassi ed il trattamento dell’infezione da Sars-Cov 2, soffermandosi in particolare sul nuovo percorso di prescrizione da parte dei medici di medicina generale e dispensazione nel canale della distribuzione per conto dell’antivirale orale Paxlovid e sulla prescrizione dell’anticorpo monoclonale Evusheld per la profilassi dell’infezione nei soggetti immunocompromessi che richiedono una profilassi pre-esposizione al virus.

Nel corso della riunione sono stati evidenziati i dati relativi all’erogazione del paxlovid che risultano essere in costante aumento in termini di dispensazioni grazie all’impegno dei medici di medicina generale e della filiera distributiva.

Il confronto è stato costruttivo e si auspica nei prossimi giorni di rimuovere gli ostacoli che ad oggi hanno impedito la somministrazione di questo farmaco cosi importante per la protezione contro l’infezione da Covid-19 dei pazienti più fragili.

A tal riguardo, ulteriori iniziative saranno intraprese dal gruppo tecnico regionale. (rcz)

Giuseppe Profiti è il nuovo superconsulente per la Sanità di Occhiuto

Giuseppe Profiti, ex numero uno del Bambin Gesù di Roma e docente universitario, è il nuovo superconsulente per la Sanità del presidente della Regione e commissario ad acta Roberto Occhiuto.

È quanto rende noto Il Secolo XIX, in un articolo a firma di Guido Filippi, in cui viene spiegato che il suo nome è stato suggerito dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Nei prossimi giorni sarà ufficializzato il suo nuovo e prestigioso incarico ma, fino al 30 giugno, proseguirà nel suo lavoro di riorganizzazione e rilancio della sanità in Liguria, su richiesta del Governatore Giovanni Toti(rrm)

 

Sanità, Occhiuto: La Calabria può assumere 2.500 operatori

Il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha spiegato che in Calabria «senza sfondare il tetto delle assunzioni, potremmo già assumere 2.500 figure sanitarie, tra medici e infermieri» e che «sul personale stiamo facendo delle valutazioni insieme al Governo».

Il Governatore, poi, ha spiegato che ciò «non si fa per due ragioni: da un lato manca la capacità amministrativa all’interno delle aziende sanitarie che spesso non riescono a fare i concorsi come dovrebbero, selezionando magari il più delle volte personale amministrativo; l’altra ragione è che la Calabria purtroppo non è abbastanza attrattiva per i medici stessi».

«Un giovane professionista specializzato – ha spiegato – potendo scegliere e avendo ampia scelta in tutta Italia, preferisce andare a lavorare in una struttura più qualificata e all’avanguardia, piuttosto che nei nostri presidi che presentano un maggiore livello di difficoltà lavorativa e di organizzazione. Per cui dobbiamo lavorare e creare un sistema di incentivi per assumere più medici, con concorsi a tempo indeterminato. Ci stiamo muovendo per fare tutto questo, ma al governo abbiamo chiesto di starci vicino per cambiare dove è possibile le regole e rendere più veloci le assunzioni».

«Ad esempio – ha proseguito – ho chiesto di avere la possibilità di procedere alle assunzioni in materia sanitaria attraverso una struttura centralizzata, in capo al Dipartimento della Funzione pubblica, che è Formez, proprio per ovviare al deficit organizzativo dei concorsi da parte delle nostre strutture sanitarie. L’importante è che i calabresi abbiano i medici che servono a curarli. Le strutture sono fondamentali ma vanno riempite di professionalità».

Occhiuto, poi, si è detto soddisfatto di come stanno procedendo i lavorio per il nuovo ospedale della Sibaritide, un’opera che dovrebbe essere pronta per dicembre 2023.

«Sono soddisfatto – ha spiegato – perché ho visto che i lavori stanno procedendo molto bene, ancor più velocemente in questi ultimi mesi. La maggior parte dei corpi sono dei prefabbricati, ed entro fine anno ci sarà la struttura principale realizzata anche con complesse lavorazioni e sistemi di impiantistica».

«Credo che la conclusione dell’opera giunga a dicembre 2023 – ha proseguito – poi andranno trasferite le attrezzature dal vecchio al nuovo ospedale, ma avremo finalmente una struttura ospedaliera con 376 posti letto, fatta con tecnologie all’avanguardia, anche riguardo agli aspetti antisismici. Per cui, sono davvero soddisfatto della qualità dei lavori e anche del lavoro compiuto dalle strutture burocratiche della Regione che, soprattutto negli ultimi mesi, hanno accelerato con per dare impulso a quest’opera, e con grande qualità».

«Purtroppo – ha concluso – in questo settore della sanità siamo stati costretti a ripartire dalle fondamenta. Io spero che questo ospedale rappresenti il simbolo di una sanità che si può costruire proprio come questo edificio, in linea con il diritto alla cura che i calabresi devono pretendere, perché il diritto alla cura è il diritto alla vita, e dove non è garantito lì non è un posto civile». (rcs)

GAP DELLA SPESA STORICA, QUANTO PESA
SUL DIRITTO ALLA SANITÀ DEI CALABRESI

di ENZO MAIORANAPer essere cittadini di uno stesso Stato non è sufficiente il solo abitare lo stesso territorio ma bisogna anche avere gli stessi diritti, le stesse opportunità e una uniformità sociale e economica.

Voi ritenete che i Meridionali e, quindi, i Calabresi, sotto questo profilo possano considerarsi cittadini italiani? Anche per il più superficiali degli osservatori la risposta non può che essere negativa. Rispetto al resto d’Italia, infatti, questi hanno un reddito pro capite del 50% inferiore, povertà assoluta e relativa doppia disoccupazione generale, femminile e giovanile, del 100% in più. Al quale si aggiunge quella totale carenza di infrastrutture, dalla mobilità ad internet, per non parlare dei servizi primari ed essenziali, come la sanità e la scuola.

Lo Stato pro capite dà ogni anno ai cittadini della: Liguria euro 2054; Valle d’Aosta euro 2015; Emilia Romagna euro 1909; Lombardia euro 1904; Campania euro 1723; Calabria euro 1748; Sicilia euro 1765. 

Il quadro è, quindi, chiarissimo! Basta fare la differenza tra la Calabria e un’altra regione, moltiplicarla per il numero di abitanti e si vede quanto i calabresi ricevano in meno ogni anno. Ad esempio, 581 milioni e 400 mila euro l’anno in meno rispetto ai liguri.

La domanda, allora, è quella iniziale: “Questo significa essere cittadini dello stesso Stato?”

Come conseguenza delle carenze di infrastrutture e di servizi la Calabria e le regioni del Sud non sono competitive per la nascita e lo sviluppo delle attività imprenditoriali, da qui l’alta disoccupazione e l’alta emigrazione. Ogni anno decine di migliaia di giovani sono costretti ad abbandonare luoghi e persone care, nella speranza di una vita e di un lavoro dignitoso. “Questo significa essere cittadini dello stesso Stato?” 

Lo schiaffo più grande arriva da poi dalla famigerata Legge 42 del 2009 sul federalismo fiscale, nota come legge sulla ‘Spesa Storica’, approvata dal Parlamento. La quale ha stabilito che le risorse dello Stato fossero distribuite ai cittadini delle varie regioni non secondo la percentuale di popolazione, che avrebbe rispettato i dettami costituzionali, ma sulla base proprio di questo criterio. Molto sinteticamente: le regioni che negli anni precedenti avessero speso di più, avrebbero ricevuto di più e di meno chi avesse speso meno. L’inganno è dunque svelato. 

In pratica lo Stato ha stabilito per legge che i cittadini delle regioni povere dovessero essere sempre più povere e al contrario i cittadini delle regioni del Nord sempre più ricchi. Questo ha permesso che ogni anno venissero dati al Sud 61 miliardi di euro in meno ogni anno dal 2009. Al 34,3% della popolazione (Sud) arriva il 28,3% della spesa pubblica e al 65,7% della popolazione (Nord) il 71,7 per cento della spesa pubblica.

Il presidente della Svimez Giannola, qualche mese ha ufficialmente ammesso che ai cittadini del Sud rispetto alla percentuale di popolazione dal 2000 al 2019 sono stati dati 840 miliardi di euro in meno rispetto a quella del centro-nord.

La verità è questa! Il popolo meridionale è da sempre considerato ‘suddito’, in questo tradito anche e prevalentemente dai propri parlamentari e da una classe politica inadatta, se non compiacente.

Da qui nasce l’esigenza e l’obbligo morale di mettere fine a questo sistema di cose e di riportare il Meridione nell’agenda politica del governo nazionale. L’Italia del Meridione, da una prospettiva auspicabile, negli anni, si è concretizzata in un progetto politico vero e reale e oggi è una realtà politica che si pone e si propone come valida alternativa al potere di una classe politica fallimentare e allarga il suo orizzonte d’azione travalicando anche i confini nazionali. Già nell’identificazione del proprio nome ha inteso promuovere e si fa portavoce dell’Unione del Meridione, un’inversione non soltanto di termini ma di prospettive, dove non si parla o si scrive sul Meridione ma si agisce per esso e significa soprattutto rimarcare l’appartenenza e il ruolo di un programma che rilanci l’Unione del Paese fin qui negata. Senza separatismi e federalismi secessionisti, di bossiana memoria, negati dai principi stessi della nostra Costituzione, che esalta invece l’Unione delle Autonomie, dove si esprima l’esigenza imprescindibile delle soggettività territoriali autonome. Si tratta di pensare un modello istituzionale partecipativo, per una confederazione democratica delle autonomie, senza confini, senza esclusioni. “L’Unione è ormai la cifra di una politica nuova in corso di storia”, questo il messaggio e il progetto racchiuso in IdM e che si presenterà e opporrà a qualsiasi altra forma di gestione centralista e lobbista, di quella politica calata dall’alto e di chi intende “usare” il Sud come emblema di farse e falsi proclami. La partita, in questo momento, è decisiva. O si guarda al sud nell’interesse nazionale o questo Paese è destinato ad implodere su stesso!. (em)