Nuovi ospedali Sibaritide e Gioia, la Santelli sollecita per la nomina dei Commissari

La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e ai ministri dei Trasporti Paola De Micheli e della Salute, Roberto Speranza, per sollecitare la nomina dei Commissari per la realizzazione delle nuove strutture ospedaliere della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro «la cui importanza è stata resa ancora più fondamentale dall’emergenza Covid-19».

«Proprio l’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del virus Covid-19 – si legge nella lettera – rende ancora più urgente intervenire con misure straordinarie per assicurare la celere realizzazione di interventi infrastrutturali di importanza strategica per la salute dei cittadini della regione Calabria. Abbiamo bisogno di regole e poteri speciali per poter realizzare in tempi immediati questi interventi infrastrutturali; la pazienza che i cittadini calabresi hanno dimostrato in tutti questi anni è, infatti, ormai esaurita».

«La nomina di un commissario per ognuna di queste opere – ha rimarcato la presidente Santelli – consentirebbe di procedere, da subito, con i lavori già approvati e finanziati e di cui il territorio calabrese ha grandissimo bisogno, ormai da troppi anni». (rrm)

Unindustria Calabria a sostegno del diritto alla Salute delle donne malate di tumore

Unindustria Calabria, guidata dal presidente Aldo Ferrara, si schiera a sostegno delle donne e del loro diritto alla salute e al fianco di tutte quelle strutture sanitarie private che, attraverso importanti investimenti in personale e strumentazione, garantiscono cure e prestazioni specialistiche rispondendo alle esigenze delle pazienti in tempi brevi, evitando così anche l’emigrazione sanitaria.

Una posizione presa dopo l’allarme lanciato dalle donne calabresi che, nei giorni scorsi, hanno manifestato a Cosenza contro la decisione del commissario ad acta alla Sanità, Saverio Cotticelli, che vieta le prestazioni chirurgiche per il trattamento del tumore della mammella nelle strutture della Rete oncologica regionale, della quale fanno parte anche le aziende private convenzionate.

«La decisione del commissario ad acta alla Sanità deve essere assolutamente rivista. Chiediamo a Cotticelli – ha dichiarato Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria – di ascoltare la voce delle donne calabresi malate di tumore e di accogliere le istanze che provengono dalle aziende sanitarie private, facenti parte della Rete oncologica regionale, che nel quotidiano consentono alle donne di effettuare visite e controlli e di essere prontamente seguite da professionisti del settore evitando di spostarsi dalla loro terra e di lasciare gli affetti in una fase della vita molto delicata».

«Il numero di strutture pubbliche facenti parte della Rete oncologica regionale – ha aggiunto – è decisamente insufficiente a rispondere alla domanda sanitaria per cui auspichiamo che le strutture private accreditate possano continuare ad erogare servizi per il trattamento del tumore alla mammella, a tutela del diritto alla salute di tutte le donne affette da tumore che hanno il diritto di curarsi in Calabria».

«Le strutture pubbliche e private della Rete oncologica regionale – ha dichiarato Alfredo Citrigno, presidente della sezione Sanità di Unindustria Calabria – svolgono un ruolo importantissimo nella fase di cura e di screening del tumore alla mammella. La decisione di Cotticelli sterilizza il ruolo delle strutture private convenzionate con il sistema sanitario impedendo alle stesse di erogare servizi e disincentivando, di fatto, tutti gli imprenditori ad effettuare eventuali ulteriori investimenti per la diagnosi e la cura di molte patologie».

«Il diritto alla salute – ha evidenziato Citrigno – è un diritto costituzionalmente garantito che deve essere salvaguardato. Ci auguriamo che il commissario riveda al più presto la sua posizione anche in considerazione dei dati relativi all’emigrazione sanitaria dei cittadini calabresi, alla crisi economica legata ai mesi di lockdown e all’emergenza coronavirus che riguarda l’ intero territorio nazionale». (rrm)

Enza Bruno Bossio (PD): Fondo Sanità, giusto introdurre indice di deprivazione

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha dichiarato di condividere la proposta del ministro della Salute, Roberto Speranza, «di introdurre l’indice di deprivazione nella ripartizione del Fondo Sanità, per colmare finalmente le diseguaglianze territoriali del Sud nel diritto alla salute».

L’indice di deprivazione è un parametro agganciato alla vita reale che tiene conto degli effettivi livelli di prestazione dei servizi su i territori: «Non più, dunque – ha spiegato la deputata – una distribuzione burocratica e ragionieristica, affidata alla spesa storica, ma un riparto che pone al centro i fabbisogni delle regioni più fragili e riequilibra macroscopiche disuguaglianze nella cruciale difesa del diritto alla salute».

«Da tempo – ha concluso Enza Bruno Bossio – anche nell’ambito del dibattito sull’autonomia differenziata, i deputati meridionali del Pd si battono per una distribuzione dei budget sanitari finalizzata a compensare i territori più deboli, smantellando quel principio per cui chi più ha, più deve avere. Destinare, dunque, una quota del Recovery Fund a questa missione è una battaglia sociale e di giustizia che sosterremo con forza in tutte le sedi istituzionali». (rp)

La Santelli scrive a Conte: Sanità commissariata nega il diritto alla salute

La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha scritto al Premier Giuseppe Conte, in quanto la Regione, sul nuovo piano d’emergenza, non è soggetto attuatore in quanto la Sanità, in Calabria – e come in altre regioni – è presente il commissariamento in acta. Una condizione che lascia l’amaro in bocca alla presidente Santelli, che ha voluto specificare, nella lettera indirizzata a Conte, che scrive «da una Regione in cui i diritti dei cittadini sono troppo spesso calpestati. La Calabria è una terra che ha tante potenzialità ma anche troppi, troppi problemi irrisolti».

È il diritto alla Salute, quello più calpestato, ha scritto la Santelli a Conte, sottolineando che sia «necessario che i calabresi sappiano che il Governo si sta assumendo tutta le responsabilità della gestione sanitaria del Covid in Calabria e che la Regione è stata totalmente esautorata», in quanto «chi decide il commissariamento e di effettuare le scelte, poi deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità che ne conseguono».

«Mi spiace, dopo mesi di leale collaborazione – si legge nella lettera – ne prendo semplicemente atto. La responsabilità verso i calabresi deve essere però chiara, se viene ridisegnata la rete oncologica sul tumore alla mammella e, nonostante le proteste della Regione si va avanti per una strada che, purtroppo, porterà a una nuova e pesante emigrazione sanitaria, se vengono bloccate le radioterapie per esigenze di budget, rendendo impossibile ai calabresi di curarsi a casa propria e costringendoli ad andare fuori regione per terapie salvavita, i calabresi devono sapere che sono scelte effettuate dai commissari di Governo, con la totale contrarietà della Regione».

«Non credo che, Presidente Conte – prosegue la lettera – Lei sia al corrente di queste cose, ma è mio obbligo morale e politico porle in evidenza. Noi calabresi abbiamo diritto ad una sanità da Paese civile, non m’interessa fare guerra contro il Governo nazionale, ma non farò da parafulmine a scelte pesantemente penalizzanti per i miei concittadini. L’emergenza sanitaria ci ha insegnato che esiste un destino di comunità. Nessuno si salva da solo. Non possono esserci divisioni strategiche e strumentali davanti a un diritto fondamentale come la salute. Io sono certa che vorrà ascoltarmi per trovare insieme una strada che faccia onore allo sforzo del Paese tutto di non lasciare indietro nessuno». (rrm)

 

Emergenza Sanità in Calabria, Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il ministro Speranza

La CgilCislUil Calabria hanno incontrato, al Ministero della Salute, il ministro Roberto Speranza per discutere dell’emergenza Sanità in Calabria.

Presenti i Segretari generali regionali, con i Segretari regionali delle categorie dei Medici e della Funzione Pubblica, accompagnati dalle Federazioni nazionali Medici e FP e dalle Confederazioni nazionali. In apertura dell’incontro, le Oo.ss. hanno ringraziato il ministro della Salute per la sensibilità politica ed etica manifestata con la tempestiva convocazione del tavolo.

Al ministro Speranza, Cgil, Cisl e Uil hanno rivolto una serie di richieste, già portate all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica in occasione della manifestazione del luglio scorso sulla drammatica situazione della Sanità calabrese, presso la Cittadella della Regione.

Ribadendo l’urgenza di passare dal Piano di rientro al Piano di rilancio del Sistema Sanitario Regionale, si è discusso della modifica al Decreto Calabria, in particolar modo nella parte riguardante i poteri commissariali.  Nessuna proroga per la vigenza del Capo I del Decreto Calabria (Capo I – Disposizioni urgenti per il Servizio sanitario della Regione Calabria) i cui termini spireranno il prossimo 1° novembre.

«È il caso – si legge in una nota – di individuare i soggetti da destinare alle gestioni commissariali tra professionalità manageriali di comprovata esperienza nei processi di organizzazione e reingegnerizzazione dei sistemi sanitari regionali e territoriali».

Poi, dell’apertura di un confronto con la struttura commissariale e con il Dipartimento alla Salute della Regione su: stabilizzazione e assunzioni di personale sanitari, riqualificazione e formazione del personale, modifica piano operativo rispetto alla riorganizzazione e al miglioramento della rete ospedaliera, del servizio emergenza-urgenza e della medicina del territorio, rapporti tra SSR e Università di Catanzaro per la funzionalità e la coerenza con la programmazione nazionale e regionale dell’Azienda ospedaliera universitaria di riferimento, nternalizzazione servizi in appalto e relativo personale.

E ancora, di sostituire, con effetto immediato,  il Commissario per il Piano di rientro dal debito sanitario della Calabria e il Sub Commissario per l’inadeguatezza dell’azione rispetto al ruolo e al compito loro affidati; la proroga del commissariamento delle Asp sciolte per infiltrazione mafiosa e affiancamento ai Commissari prefettizi di Direttori, Sanitario ed Amministrativo, di comprovata esperienza.

«I poteri conferiti ai Commissari – si legge in una nota – cui vengono affidate le Asp o le Ao sciolte per mafia devono essere finalizzati ad intensificare i controlli e le verifiche sulla gestione degli appalti, sui servizi esternalizzati, sulla politica degli accreditamenti delle strutture private, sui percorsi di carriera e le nomine dei responsabili delle unità operative complesse e semplici. Urgono interventi mirati e risolutivi in relazione al malaffare che continua ad imperare nel SSR della Calabria».

Si è parlato, anche, della necessità «inderogabile dell’adeguamento della struttura commissariale, in quanto «sia la struttura commissariale che il Dipartimento della Salute della Regione Calabria necessitano con urgenza di personale. Entrambe le strutture sono, infatti, sprovviste di personale sia dirigente che impiegatizio»; della sterilizzazione del debito sanitario per un periodo congruo, al fine di non compromettere la possibilità dell’utilizzo di risorse necessarie per un opportuno rilancio delle politiche sanitarie regionali; dell’utilizzo del Mes al fine di un’ulteriore opportunità di rafforzamento e miglioramento del Servizio Sanitario Regionale. I sindacati, infatti, ritengono che sia necessario «aprire un immediato confronto sull’utilizzo e la destinazione di tutte le risorse stanziate dal Decreto Cura Italia, dal Decreto Rilancio e dal Decreto Agosto per rafforzare i sistemi sanitari regionali al fine di fronteggiare e arginare l’emergenza da Covid-19».

«Queste risorse – hanno spiegato – dovranno essere finalizzate a rendere strutturali i processi di adeguamento e di potenziamento dell’intero Sistema Sanitario calabrese. Ad oggi non è stata fornita alle Oo. ss. alcuna informazione sulle iniziative adottate dalla struttura commissariale e dal Dipartimento alla Salute della Regione in relazione alla pandemia. Nessuna risorsa è stata distribuita ai territori, che hanno affrontato l’emergenza con risorse dei propri bilanci o provenienti da donazioni».

Si è discusso, anche, della necessità di «una mappatura chiara e definitiva sui Centri Covid, sulle strutture autorizzate ad eseguire i tamponi e a processarli, sulla fornitura di DPI e sull’individuazione del personale sanitario da destinare all’emergenza Covid», dell’adozione di «protocolli regionali e linee guida per un’uniforme gestione in tutta la regione dell’emergenza da Covid-19» e, infine, di «imbastire un sistema di relazioni sindacali, al momento inesistente, con la struttura commissariale e con il Dipartimento alla Salute della Regione Calabria».

Il ministro Speranza ha manifestato totale apertura e disponibilità verso le richieste proposte da Cgil, Cisl e Uil, sottolineando che a fine ottobre scadrà il Decreto Calabria e, in quella fase, il Ministero procederà ad una valutazione complessiva della situazione, in dialogo con la Regione Calabria, per operare le scelte necessarie.

Una valutazione che riguarderà anche l’Ufficio del Commissario, in relazione al quale i sindacalisti hanno evidenziato l’assurdità del fatto che le organizzazioni dei lavoratori possano avere un confronto costruttivo con il ministro, mentre non riescono ad avere un incontro con il Commissario, che è un delegato del Ministro stesso.

Il risultato di dieci anni di commissariamento, in cui si registrano sprechi e non si riescono a garantire i Lea, hanno sottolineato, è un inasprimento della tassazione per i cittadini e un drammatico allungamento delle liste d’attesa e dell’emigrazione sanitaria.

In merito alla carenza del personale e alla conseguente impossibilità di garantire ai cittadini i servizi necessari, su cui Cgil, Cisl e Uil hanno molto insistito, il Ministro della Salute ha constatato come, in occasione dell’emergenza da Covid-19, le assunzioni in Calabria siano state meno della metà rispetto alla media del resto del Paese. Pur avendo mantenuto i precedenti impegni assunti circa lo scorrimento delle graduatorie e le stabilizzazioni, la situazione attuale non è tale da coprire il fabbisogno di personale. Si potrà intervenire con i fondi in arrivo dall’Unione Europea e con fondi nazionali e su questo il Ministero sta già lavorando.

L’incontro si è concluso con l’impegno da parte del ministro Speranza ad affrontare il nuovo percorso coinvolgendo, già nelle prossime settimane, le organizzazioni dei lavoratori nel dialogo con la Regione sulla riorganizzazione di un settore di importanza fondamentale per la vita delle persone, per le famiglie e per le comunità. (rrm)

Dall’Università Magna Graecia di Catanzaro lo studio sullo smartwatch ‘salva cuore’

Gli smartwatch potrebbero essere utilizzati come Ecg portatili anche per la diagnosi precoce di infarto. È questo il risultato di uno studio condotto dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, che è stato presentato al congresso dell’European Society of Cardiology 2020 (Esc) e pubblicati in contemporanea sulla prestigiosa rivista Jama Cardiology.

Lo studio, coordinato da Carmen Spaccarotella della Divisione di Cardiologia e Centro di Ricerche in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e condotto insieme ad Alberto PolimeniSerena MigliarinoElisa PrincipeAntonio CurcioAnnalisa Mongiardo. Sabato Sorrentino, Salvatore De Rosa e Ciro Indolfi, indica un nuovo utilizzo dello smartwatch, nello specifico sull’Apple Watch: «un elettrocardiogramma a nove derivazioni anche per la diagnosi precoce di infarto mettendolo sul petto del paziente, con una sensibilità che arriva al 94%».

«Lo smartwatch – si legge in una nota – può essere un salvacuore: non permette solo di scoprire le aritmie cardiache, ma può diventare per il medico anche lo strumento d’emergenza per una diagnosi tempestiva di infarto. Togliendolo dal polso e mettendolo in nove posizioni sul torace può riconoscere l’attacco cardiaco con una sensibilità che arriva al 94%.  Lo dimostra per la prima volta al mondo una sperimentazione tutta italiana i cui dati, appena pubblicati sulla prestigiosa rivista Jama Cardiology, sono stati presentati in contemporanea nel corso del congresso dell’European Society of Cardiology2020 (Esc): stando ai risultati, un ‘orologio intelligente’ potrebbe contribuire a ridurre drasticamente i tempi di diagnosi dell’infarto e quindi migliorare la prognosi dei pazienti, che dipende moltissimo dal tempo che intercorre fra l’inizio dei sintomi e la terapia effettuata con l’angioplastica coronarica».

«Un Ecg tempestivo è fondamentale per la diagnosi di infarto – ha spiegato all’Ansa la coordinatrice del progetto, Carmen Spaccarotella – ma non sempre è prontamente disponibile in caso di sintomi sospetti; gli smartwatch, invece, sono al polso di un numero sempre più elevato di persone. Gli smartwatch sono programmati per effettuare una sola derivazione elettrocardiografica e consentono di esplorare l’attività elettrica di una parte soltanto del cuore».

«Il nostro studio – ha aggiunto – ha dimostrato che è possibile spostare l’orologio in diverse posizioni del corpo, effettuando così una misurazione a nove derivazioni analoga a quella di un Ecg standard».

Per l’indagine sono stati analizzati 100 soggetti, di cui l’80% con sintomi di infarto e il 20% di controllo; per tutti sono state effettuate le registrazioni con l’Apple Watch e, in contemporanea, un esame elettrocardiografico standard.

«I risultati mostrano – ha spiegato la coordinatrice Spaccarotella – che nei pazienti colpiti da infarto la sensibilità dell’Apple watch, cioè la proporzione dei casi in cui veniva effettuata la diagnosi corretta, è stata del 94%. La specificità del test, cioè la probabilità che un soggetto sano abbia un Ecg su smartphone negativo, è stata del 92%. Ciò significa che, con l’Apple Watch, è possibile effettuare un Ecg a nove derivazioni con la stessa affidabilità dell’Ecg standard nella diagnosi di infarto miocardico».

«Non esiste ancora un programma – ha aggiunto – che consenta la diagnosi automatica con l’Ecg effettuato con l’Apple Watch, pertanto, a oggi, è indispensabile che i dati vengano valutati da un medico; in futuro tuttavia è probabile che siano resi disponibili software in grado di fare automaticamente la diagnosi di infarto, come già accade per la fibrillazione atriale».

«In caso di dolore toracico, soprattutto se si associa a sudorazione e difficoltà di respirazione, è indispensabile – ha dichiarato sottolinea Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di cardiologia e senior autore della ricerca all’Adnkronos – effettuare subito un Ecg per verificare l’eventualità di un infarto in corso: le linee guida Esc consigliano infatti di eseguire un Ecg entro 10 minuti dal primo contatto col medico. La tempestività è decisiva: i pazienti con infarto miocardico più grave devono essere trasferiti rapidamente in emodinamica per impiantare uno stent, altrimenti si vanifica il beneficio dell’intervento».

«Negli ultimi anni – ha concluso Indolfi – proprio grazie all’angioplastica primaria la mortalità per infarto si è ridotta del 50%, a patto che la procedura venga effettuata entro 90-120 minuti dalla diagnosi con Ecg. Gli smartwatch potrebbero perciò essere d’aiuto per accorciare ulteriormente i tempi di intervento e così salvare la vita a un maggior numero di pazienti». (rrm)

Lo studio pubblicato su Jama Network

In copertina, immagine presa da Jama Network

Cisl Calabria, Russo: sacrosanta battaglia contratto dei lavoratori della Sanità privata

Per il segretario generale della Cisl CalabriaTonino Russo, «è una battaglia sacrosanta quella che si sta conducendo sul contratto dei lavoratori della Sanità privata», in quanto è tempo, per la Calabria, «di recuperare il deficit qualitativo della Sanità con una complessiva ristrutturazione del sistema, riqualificando il pubblico e pretendendo dal privato il pieno rispetto delle convenzioni, per garantire pienezza di diritti ai lavoratori e garanzia nella qualità delle prestazioni per i cittadini».

«È assurdo – ha aggiunto – che, a causa dell’ostinato rifiuto di firmare da parte delle associazioni dei privati Aiop e Aris, si debba manifestare per il rinnovo di un Ccnl scaduto da 14 anni, per il quale è stata già siglata, il 10 giugno scorso, una pre-intesa. È tempo che al personale delle strutture sanitarie private, le quali – ricordiamo – operano in regime di convenzione e con fondi pubblici, siano riconosciuti gli stessi diritti, lo stesso trattamento giuridico ed economico del personale impegnato nelle strutture pubbliche».

«È tempo – ha proseguito il segretario generale della Cisl Calabria – dopo l’enorme sforzo sostenuto dai lavoratori della Sanità nella fase dell’emergenza Covid-19, un’emergenza che si è scaricata, come purtroppo sappiamo bene, anche sulle strutture private, di garantire all’interno di queste realtà gli stessi diritti esistenti in quelle pubbliche. È tempo di riconsiderare gli accreditamenti laddove non siano rispettate le norme contrattuali, laddove non sia garantita l’agibilità delle rappresentanze organizzate dei lavoratori, laddove non sia chiaro quali tipologie contrattuali siano applicate».

«La battaglia per il rinnovo del Ccnl della Sanità privata – ha proseguito Russo – che stiamo conducendo insieme a Cgil e Uil, non si fermerà: in Calabria, il 31 agosto si terranno assemblee e presìdi in tutte le strutture private Aiop e Aris della regione e si avrà a settembre una giornata di sciopero nazionale».

«Tutte le iniziative serie ed efficienti finalizzate alla tutela della salute delle persone – conclude il segretario generale Russo – sono importanti per la comunità, nel quadro di un sistema sanitario integrato: un quadro che deve necessariamente vedere eguaglianza di trattamento per tutti i lavoratori». (rrm)

Il viceministro Sileri a Lamezia: per la fine del commissariamento tutto è possibile

Nei giorni scorsi, il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, è intervenuto, a Lamezia Terme, alla sede di Comunità Progetto Sud, nel corso di un dibattito sulla sanità calabrese.

Come riporta l’Agi – Agenzia Giornalistica Italia – il viceministro Sileri ha dichiarato che «La Calabria merita particolare attenzione come tutte le regioni che hanno avuto un commissariamento e hanno dei problema atavici e cronici», e che, sulla possibile conclusione del commissariamento della sanità calabrese nelle prossime settimane, ha spiegato che «tutto è possibile, è chiaro che dovremmo ora vedere i risultati ottenuti negli ultimi mesi. Abbiamo avuto un’emergenza, l’emergenza Covid, che ha cambiato le carte in tavole».

«Tuttavia – ha aggiunto il viceministro alla Salute – la Calabria ha risposto molto bene, soprattutto durante l’emergenza, anche se è vero che l’onda dell’epidemia non è arrivata nel Centro e nel Sud come purtroppo è avvenuto nelle regioni del Nord. Comunque, una risposta c’è stata, ovviamente diversa da area e area, ma insomma la risposta c’è stata».

Sempre sul commissariamento, l’Agi ha riportato che il viceministro alla Salute abbia aggiunto che «io aspetterei di vedere i risultati, poi incontrerò il commissario per la Sanità in Calabria, Saverio Cottarelli, non questa settimana ma quella successiva». Inoltre, per Sileri, la soluzione non si trova nel commissariamento regionale della sanità: «sono molto più favorevole – ha spiegato – a micro commissariamenti locali per ciò che non funziona, magari con l’affiancamento di Agenas».

«Il governo è presente, i commissari stanno lavorando bene – ha aggiunto Sileri – il fatto che io sia qui a rappresentare il governo significa che non solo siamo pronti ad ascoltare ma che dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare. Questi ultimi mesi hanno visto l’Italia alle prese con uno tsunami, il Covid, e le cose sono cambiate, e purtroppo abbiamo avuto 35mila morti. Ma l’opportunità che deriva dal Covid, i soldi che arriveranno dovranno essere distribuiti sul territorio e far ripartire la sanità che, negli ultimi 10 anni, ha subìto troppi tagli. C’è chi li chiama tagli, chi sotto finanziamento, ma un risultato è certo: la sanità ha ricevuto 30-35 miliardi in meno del necessario negli ultimi 10 anni».

Soddisfatto, dell’incontro, il senatore del Movimento 5 Stelle Giuseppe Auddino, che ha ribadito che «abbiamo diritto a una sanità eccellente!».

«Tante le cose da fare – ha aggiunto – molti gli impegni presi: prevenzione e screening, nuovi ospedali (“gli ospedali si aprono, non si chiudono” cit.), emergenza urgenza, nuove assunzioni e rinnovo di ospedali esistenti nell’ambito di una nuova gestione virtuosa delle risorse!». (rrm)

 

 

Giannetta (FI): medici di famiglia, i tagli del Governo penalizzano la Calabria

Per Domenico Giannetta, consigliere regionale delegato in Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, sul tema della medicina territoriale, «i tagli lineari del Governo penalizzano la Calabria».

Il consigliere, infatti, nel corso della scorsa Commissione salute in relazione al Piano di riparto dei fondi alle regioni per il finanziamento delle borse di studio di Medicina Generale del triennio 2020-2023, ha rilevato come il Piano penalizzi tutte le regioni con un taglio lineare che arriva fino al 30% ma, in Calabria, si arriva addirittura al 52%, lasciando la regione con solo 29 borse di studio a fronte delle 60 del precedente triennio.

«Ho richiesto ed ottenuto – ha spiegato il consigliere forzista – una istanza formale di integrazione del piano di riparto, su cui in via d’urgenza la Commissione ha raggiunto un’intesa, condizionata dalla richiesta al Ministero della Salute di ulteriori fondi, in particolare per la Calabria, irragionevolmente più colpita delle altre regioni».

«Anche su questo fronte – ha concluso Giannetta – non abbasseremo la guardia, in attesa di maggiore equità nella distribuzione delle risorse, non perderemo occasione per incidere con sempre maggiore forza nel percorso di rilancio della sanità in Calabria». (rrm)

Bando direttori generali per le Aziende sanitarie, Santelli: segnale di normalizzazione

Per la presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, il recente bando di selezione dei direttori generali per buona parte delle Aziende sanitarie calabresi, in scadenza l’11 agosto, è «una scelta di selezione che rappresenta un segnale di normalizzazione».

La Santelli, infatti, è consapevole che l’ambito della sanità calabrese sia «sempre più bisognoso di selezionare i suoi dirigenti non in condizioni di continua eccezionalità normativa ma con le modalità utilizzate in tutte le regioni italiane e cioè seguendo le procedure previste dalle specifiche norme per la selezione dei vertici delle Aziende sanitarie» sottolineando come «c’è bisogno  di direttori generali, di direttori sanitari ed amministrativi, che abbiano una prospettiva almeno triennale, che consenta di assegnare loro obiettivi misurabili e raggiungibili nel medio-lungo termine».

«Mi auguro, non i grandi numeri – ha aggiunto – ma la partecipazione di professionisti che, oltre a possedere i requisiti di accesso al bando, documentino, al momento giusto, anche una attitudine ed una capacità a gestire il forte cambiamento richiesto dal nostro contesto regionale che deve essere sempre di più orientato a dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini calabresi, superando la logica emergenziale, che, invece, da oltre dieci anni ci propone una visione spesso parcellizzata e burocratica dei bisogni degli ospedali, del territorio e delle persone che ci vivono. Direttori generali in grado di recepire e di avvicinarsi anche alle esigenze del personale sanitario ed amministrativo, che sappia dialogare con tutti gli attori del sistema, nell’interesse esclusivo dei cittadini calabresi».

L’Avviso, pubblicato sul  sito della Regione Calabria, nella sezione Bandi e Avvisi di gara del Dipartimento tutela della salute, è aperto a chi ha ottenuto l’inserimento negli elenchi nazionali ed è finalizzato alla formazione delle rose dei candidati idonei alla nomina a direttore generale delle seguenti Aziende: Azienda sanitaria provinciale di Cosenza; Azienda sanitaria provinciale di Crotone; Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia; Azienda ospedaliera di Cosenza; Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Azienda ospedaliera grande ospedale metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria; Azienda ospedaliera universitaria “Mater- Domini” di Catanzaro.

Per quanto riguarda l’Azienda ospedaliera universitaria “Mater- Domini” di Catanzaro, si procederà alla nomina previa intesa con il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Magna Graecia, Giovambattista De Sarro.

La rosa dei candidati idonei che si formerà relativamente all’Azienda “Mater-Domini” potrà essere utilizzata anche ai fini della nomina del direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini-Pugliese Ciaccio”, secondo quanto previsto dall’art. 10 della Legge regionale n. 1 del 30 aprile 2020.

L’Avviso si può consultare sul seguente link https://www.regione.calabria.it/website/portaltemplates/view/view.cfm?18606 (rrm)

In copertina, l’Azienda ospedaliera universitaria “Mater- Domini” di Catanzaro