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CASALI DEL MANCO (CS) – Giovanni Paolo II è il patrono della città

Papa

Oggi è una giornata storica per la città di Casali del Manco: Papa Giovanni Paolo II è il patrono della città.

La massima Assise consiliare, infatti, ha approvato la proposta presentata dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Stanislao Martire, e dalla Consulta dei Parroci Casalini, che ha espresso, nella persona di San Giovanni Paolo II, la figura patronale alla quale la Chiesa affida la protezione e l’accompagnamento dei cittadini Casalini, nonché le chiavi dell’intera cittadina presilana.

Alla presenza dell’Arcivescovo Metropolita della diocesi di Cosenza-Bisignano, S.e.r. Mons. Francesco Nolè, del Vicario Generale, Mons. Gianni Citrigno e di tutti i parroci che prestano e che hanno prestato il loro servizio pastorale nel territorio comunale, grande emozione e soddisfazione sono state espresse dal sindaco Martire e dal presidente del Consiglio comunale Luca Covelli, «con l’auspicio che il territorio comunale casalino, sull’esempio del suo Santo Patrono Giovanni Paolo II, sia più propenso a costruire ponti, anziché alzare muri, abbandonando i vecchi campanili».

«Le dimensioni del “fenomeno Wojtyla”, da oggi in poi – si legge in una nota del sindaco Martire e del presidente del Consiglio comunale Covelli – devono essere per Casali del Manco qualcosa di poli-direzionale, proprio come fu il suo magistero in vita: primo Papa ad entrare in una sinagoga (1986), innumerevoli colloqui ed incontri con diversi capi di stato e vari presidenti degli Stati Uniti, segretari del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, nonché Fidel Castro; ha pregato presso il Muro del Pianto di Gerusalemme (2000), ha passeggiato insieme a Helmut Kohl alla porta di Brandeburgo, l’allora confine tra l’Europa democratica e il mondo sovietico, ha assistito (1989) al crollo del muro di Berlino, guidando la “barca di Pietro” attraverso la prima vera unione dell’Europa e globalizzazione del mondo, ha pronunciato la scomunica dei mafiosi in risposta alle stragi di Cosa Nostra, con parole ferme e pesanti come macigni (1993)».

«104 viaggi in totale in tutto il mondo – hanno aggiunto – e 463 visite pastorali in tutt’Italia: in tali occasioni, folle mai riunite per eventi religiosi, a testimonianza del ponte costruito tra nazioni e religioni diverse. Notevole, persino, la mole dei documenti prodotti: 14 encicliche e 71 tra esortazioni, costituzioni e lettere apostoliche. Ma dove Wojtyla ha superato tutti i Papi precedenti messi assieme, è stato nel promuovere eroi dello spirito agli altari, proclamando 1338 nuovi beati e canonizzando 482 santi».

«Una grandezza spirituale senza precedenti – hanno proseguito Martire e Covelli – sancita dalle sue predicazioni per l’uomo e per la libertà, dal suo sostegno morale e concreto verso intere generazioni segnate da guerre, violenze, soprusi. Giovanni Paolo II non ha cambiato la storia, l’ha fatta, incarnando ciò che predicava. È stato il Papa che è andato da tutti e che ha avuto il coraggio di mostrarsi al mondo con la sua sofferenza, con la sua espressione netta e colma di fede, pronunciando le parole “sarò papa finché Dio vorrà”».

«E, in questo tempo di pandemia – hanno concluso – il suo “non abbiate paura” suona come l’invito, più nitido e disperso che si possa avere nel mare della fede per essere di conforto all’umanità, affinché raggiunga il primo tratto di mare fuori dalla burrasca». (rcs)

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