Armonie d’Arte, gli appuntamenti a Cosenza con la danza contemporanea e la multimedialità

È in corso, a Cosenza, la piccola ma accurata sezione dedicata alla città di Armonie d’Arte Festival.

“Young & Senior – Confronti Musicali e di Danza”, dal 15 al 23 settembre 2026, per dare voce alle più vive energie musicali e coreutiche della Calabria, soprattutto di nuove generazioni, ma accogliendo al contempo autorevoli presenze performative di respiro nazionale; un fecondo ponte artistico generazionale tra giovani, giovanissimi e professionisti di consolidato percorso, occasione concreta per favorire un incontro che coniuga l’entusiasmo e l’audacia dei giovani talenti con la maturità espressiva di artisti in carriera .

In coerenza con la filosofia di Armonie d’Arte i luoghi non sono casuali ma scelti in  ragione della loro valenza culturale, rivisitati in veste “unconventional” e funzionali ad accrescere la suggestione dello spettacolo dal vivo: la grazia poetica del Museo dei Brettii e degli Enotri ma anche l’avanguardia tecnologica del Museo Multimediale, per performance immersive e sorprendenti esperienze di fruizione.  

E sabato 19 settembre è proprio la giornata dedicata alla danza in una dimensione particolarissima, alle ore 20.00 con una prova generale aperta e alle 21.00 con lo spettacolo: “Simple love. Come back home”, un cantiere di emozioni che esplora con delicatezza i sentimenti intimi, una prima nazionale della Compagnia Equilibrio Dinamico, pugliese e tra le più accreditate della scena nazionale, con le intense coreografie di Roberta Ferrara, artista raffinata tra le più interessanti della sua generazione. A seguire saranno i danzatori più giovani ma già professionisti della Compagnia Create Danza a presentare la prima assoluta di “Terra Incisa. Il corpo e il paesaggio come superfici attraversate dalla memoria.”, firmata dal talentuoso coreografo Filippo Stabile – calabrese ma con una solida esperienza internazionale – un’opera fisica e vivacissima, radicata nella storia e nelle suggestioni dell’identità territoriale, con echi arbëreshë. Ma alla forza della danza si aggiungerà qualcosa che farà di questo appuntamento una serata veramente speciale: lo spettatore sarà avvolto a 360°, nella sala grande del Museo da immagini dinamiche, poetiche, emozionanti, curate proprio dal team creativo e tecnico del museo, e che restituiranno tutta la percezione di una dimensione totale e incantante. Insomma uno spettacolo che non si fa fatica ad immaginare indimenticabile.  

Questa serata, d’altronde, segna anche la prima di una collaborazione tra il Museo multimendiale di Cosenza e Armonie d’Arte, e che già si annuncia densa di belle sorprese all’insegna di una multidisciplinarietà in grado di fondere arte e tecnologia in una visione della cultura che sia al contempo di profilo alto ma anche per target ampi e trasversali.

La felice sinergia tra le 2 istituzioni trova, infatti, una sintesi perfetta nelle parole di Renato Nuzzolo, direttore gestionale e coordinatore del Museo Multimediale di Cosenza, il quale ha espresso grande entusiasmo nell’accogliere Armonie d’Arte  dichiarando di voler “ringraziare Chiara Giordano per l’opportunità di prendere parte a un appuntamento così significativo, inserito nel programma di un brand internazionale, di lunga vita, come Armonie d’Arte”, sottolineando quanto la struttura sia “felice di accogliere nei propri spazi un’iniziativa che mette al centro la musica, la danza e il confronto tra giovani talenti e artisti di esperienza”, e confermando come “il Museo Multimediale continui ad aprire i propri spazi ad eventi e iniziative culturali con l’obiettivo di diventare sempre più un luogo di incontro, condivisione e valorizzazione delle diverse espressioni artistiche”.  

Dal canto suo il direttore artistico Chiara Giordano tiene ad evidenziare che “Armonie d’arte ormai è un brand storico che non rappresenta più solamente un Festival, quanto un eco sistema culturale e un network territoriale, contemplando sia programmazioni di più alto profilo nazionale ed internazionale, e sia sezioni dedicate a valorizzare i territori, i giovani talenti artistici e la creatività contemporanea con grande attenzione alle nuove tecnologie e agli spazi unconventional. In tal senso è oggi, e sarà altresì in futuro, assai preziosa la collaborazione con il Museo Multimediale di Cosenza che ringraziamo dell’accoglienza, di nuova generazione”.  (rcs)

Ad Aiello Calabro il Festival della Dieta Mediterranea

Domani e domenica 20 settembre il centro storico di Aiello Calabro torna ad accogliere la manifestazione promossa dall’Associazione Biologi Nutrizionisti Calabresi – ABNC, che dopo l’ultima edizione del 2018 riprende il proprio percorso con un progetto profondamente rinnovato e un programma che mette insieme ricerca scientifica, prevenzione, alimentazione, biodiversità, gastronomia, cultura e valorizzazione del territorio.

Due giornate durante le quali Aiello Calabro diventerà un vero e proprio laboratorio diffuso della Dieta Mediterranea, coinvolgendo scienziati e ricercatori, professionisti sanitari, associazioni, produttori, chef e cittadini attorno al tema scelto per l’edizione 2026: “Longevità cognitiva: cosa ci insegnano i borghi”. Un filo conduttore che parte dall’alimentazione ma va molto oltre il cibo, mettendo in relazione salute del cervello, qualità dell’invecchiamento, stili di vita, ambiente, relazioni sociali e quella dimensione comunitaria che nei piccoli centri continua a rappresentare un elemento fondamentale della qualità della vita.

Il cuore scientifico della manifestazione sarà il convegno nazionale “Dieta Mediterranea, invecchiamento e longevità – Nutrire la mente, vivere a lungo”, in programma sabato 19 settembre al Teatro Comunale dalle 8.30 alle 17.30. L’evento prevede il riconoscimento di 9 crediti ECM gratuiti ed è rivolto a biologi, medici, farmacisti, psicologi, fisioterapisti e infermieri.

Il programma scientifico affronterà alcuni dei temi centrali della ricerca sull’invecchiamento e sulla prevenzione: neurobiologia dell’invecchiamento sano, prevenzione delle demenze, genetica ed epigenetica, riserva cognitiva, microbiota intestinale, nutrizione applicata, geriatria e gestione della fragilità.

Ad Aiello Calabro arriveranno studiosi, ricercatori e professionisti provenienti dal mondo universitario e sanitario. Tra gli interventi previsti quelli di Francesco Rossi, Amalia Cecilia Bruni, Ludovico Abenavoli, Andrea Corsonello, Livia Galletti, Antonino De Lorenzo, Luigi Citrigno, Stefano F. Cappa, Valentina Garritano e Daniele Basta. L’introduzione dei lavori e il razionale scientifico saranno affidati a Saverio Bruni, nutrizionista e coordinatore della Commissione Alimentazione e Nutrizione OBC.

Conclusa la parte congressuale, dalle 17.30 il Festival si sposterà nel cuore del paese. Palazzo Cybo-Malaspina aprirà straordinariamente le proprie sale alle visite guidate, mentre Piazza Plebiscito e il centro storico diventeranno gli spazi nei quali incontrare biodiversità agroalimentare, produzioni locali, filiera corta ed educazione nutrizionale.

Uno dei punti centrali della manifestazione sarà l’Area Food, con gli show cooking funzionali sotto la direzione scientifica e nutrizionale di Domenicantonio Galatà, presidente dell’Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina – AINC, e con il coinvolgimento dei maestri chef dell’Unione Regionale Cuochi Calabria. L’obiettivo è portare direttamente nel piatto il dialogo tra scienza e tradizione, mostrando come le ricette e le materie prime della cultura mediterranea possano conservare gusto e identità ed essere, nello stesso tempo, interpretate attraverso le moderne conoscenze nutrizionali.

Il Festival proseguirà tra teatro, musica, animazione culturale e percorsi nel centro storico, fino a una delle esperienze più particolari del programma: “Ascoltare i sapori”, degustazione e cena al buio curata dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione Territoriale di Cosenza. Un viaggio sensoriale pensato per riscoprire il rapporto con il cibo attraverso profumi, consistenze e sapori, affidandosi agli altri sensi e rinunciando temporaneamente alla percezione visiva.

Domenica 20 settembre il Festival entrerà ancora più direttamente nella dimensione della prevenzione e della partecipazione. Dalle ore 18 Piazza Plebiscito e il centro storico ospiteranno il Villaggio della Salute, articolato in cinque hub open-air dedicati ad adulti, famiglie e bambini, con attività sulla composizione corporea, sull’aderenza agli stili alimentari, sulle spezie, sul mindful eating, sull’erboristeria e sulle tisane.

Accanto alla prevenzione troveranno spazio, dalle 18.30, le masterclass dei sensi, dedicate a quattro prodotti simbolo della cultura mediterranea – pane, olio, vino e miele – con il coinvolgimento di professionisti e realtà specializzate, insieme a un laboratorio immersivo in realtà virtuale dedicato al rapporto tra percezione, territorio ed esperienza.

A chiudere le due giornate, domenica alle 19.30, sarà uno degli appuntamenti più suggestivi dell’intero Festival: la facciata di Palazzo Cybo-Malaspina diventerà lo scenario di un grande evento multimediale che unirà Video Mapping 3D, Arpa Laser, recitazione dal vivo, voci fuori campo e musica, trasformando uno dei luoghi simbolo di Aiello Calabro in uno spazio narrativo e spettacolare.

Intorno al Festival si è costruita una rete di oltre venti associazioni, enti e organizzazioni, mettendo in relazione università, professioni sanitarie, associazionismo, volontariato, mondo agricolo e sistema produttivo. È proprio questa dimensione corale a rappresentare uno degli elementi distintivi dell’edizione 2026: la Dieta Mediterranea viene raccontata non come una semplice prescrizione alimentare, ma come un patrimonio nel quale salute, prevenzione, convivialità, ambiente, produzioni locali e identità delle comunità fanno parte dello stesso modello.

Il 19 e 20 settembre Aiello Calabro sarà così il punto d’incontro tra scienza e territorio, ricerca e tradizione, salute e gastronomia. Un borgo trasformato per due giorni in un laboratorio a cielo aperto per interrogarsi su una delle grandi sfide del nostro tempo: non soltanto vivere più a lungo, ma comprendere quali condizioni possano consentire di invecchiare preservando salute, autonomia, relazioni e qualità della vita. (rcs)

A Cosenza celebrata la Festa dell’Unità del PD

Il Direttivo del circolo cittadino del Partito Democratico di Cosenza si è riunito per tracciare le linee guida alla ripresa dell’attività autunnale. La riunione è stata introdotta dalla segretaria cittadina,Rosi Caligiuri. È stato unanimemente deliberato di organizzare la festa dell’ unità in città, promossa dal circolo e dal gruppo consiliare comunale “PD Cosenza”. La festa si terrà il 16 e 17 ottobre.
​L’iniziativa, che consolida il percorso di presenza radicata sul territorio riavviato con forza nelle precedenti edizioni, rappresenterà un momento cruciale di dibattito, ascolto e confronto politico. Al centro della due giorni ci saranno focus specifici su temi inerenti la città. L’attenzione sarà rivolta anche al confronto che richiede oggi il necessario rilancio del PD e del centrosinistra a Cosenza e in Calabria.
​La Festa dell’Unità non è soltanto un appuntamento strategico per la nostra comunità politica, ma un laboratorio aperto a cittadine e cittadini – dichiara la segreteria cittadina – Insieme ai nostri consiglieri comunali vogliamo mettere al centro i bisogni e le domande reali che provengono dalla società e tracciare una visione chiara per il rilancio dell’azione politica del Partito Democratico a seguito delle tante sconfitte degli ultimi quattro anni nella nostra regione.
​Nelle prossime settimane verranno resi noti il programma dettagliato, gli ospiti dei dibattiti e le iniziative culturali e sociali. (rcs)

Intesa tra Comune di Cosenza e Lipu per la protezione dei rondoni maggiori

È stato sottoscritto, tra il Sindaco di Cosenza, Franz Caruso e il Responsabile provinciale della LIPU di Rende, Roberto Santopaolo, un protocollo d’intesa finalizzato a promuovere la tutela, la conservazione e la protezione delle popolazioni di rondini, balestrucci e rondoni presenti nel territorio del Comune di Cosenza, favorendo la convivenza tra attività antropiche e fauna selvatica.

Presenti anche l’Assessore al Benessere e ai diritti degli animali Veronica Buffone, che ha voluto fortemente la convenzione con la LIPU, il dirigente del Settore Ambiente Giovanni Ramundo e la Presidente dell’Associazione “Liberi di Volare” Calabria, Amanda Alajmo. La firma di questa mattina segue di qualche mese l’adozione in Giunta di una deliberazione con la quale era stato approvato lo schema  di convenzione. “Siamo particolarmente lieti di dar seguito alla delibera adottata a luglio della Giunta e di aver instaurato questa sinergia collaborativa con la LIPU che avrà effetti estremamente significativi per la salvaguardia degli equilibri ambientali urbani e, nella fattispecie, per la tutela soprattutto del Rondone maggiore, specie molto diffusa nella nostra città”. Il protocollo d’intesa sottoscritto disciplina gli impegni che il Comune di Cosenza e la LIPU assumono reciprocamente ai fini della tutela, della conservazione e della protezione delle specie presenti sul territorio. In particolare, con la sottoscrizione dell’accordo, viene avviato un percorso di coprogettazione tra Comune e LIPU, attraverso anche l’insediamento di un tavolo stabile di coprogrammazione, finalizzato alla definizione condivisa degli obiettivi e alla pianificazione degli interventi. Il Comune, nell’ambito della convenzione, potrà integrare criteri di tutela di rondini e rondoni nei regolamenti edilizi comunali; promuovere pratiche edilizie compatibili con la conservazione dei siti di nidificazione; sensibilizzare cittadini, imprese e professionisti del settore edilizio sull’importanza della tutela delle specie oggetto del protocollo. Inoltre, collaborerà con la LIPU per l’individuazione e la protezione dei siti di nidificazione, favorirà l’installazione di nidi artificiali e/o altre opere utili in edifici pubblici e, ove possibile, privati. Previsti in convenzione anche controlli durante i lavori edilizi per evitare la distruzione dei nidi, soprattutto nel periodo riproduttivo. La Lipu fornirà il suo supporto tecnico-scientifico al Comune per la tutela di rondini e rondoni, così come effettuerà attività di monitoraggio delle colonie presenti sul territorio. Inoltre, promuoverà attività di educazione ambientale nelle scuole e tra la cittadinanza; segnalerà eventuali criticità o interventi a rischio per le specie oggetto dell’accordo e supporterà la realizzazione e il posizionamento di nidi artificiali e/o altre opere utili. A margine della firma della convenzione è stato evidenziato, sia da parte del Sindaco Franz Caruso che dal Responsabile provinciale della LIPU, Roberto Santopaolo, come il Comune di Cosenza sia una delle poche città italiane ad ospitare un alto numero di rondini, in particolare la specie del “Rondone maggiore”, detenendo il record a livello nazionale, forse anche europeo, con una popolazione di particolare rilevanza. Il Rondone maggiore – è stato, inoltre ricordato – è una specie molto utile e indispensabile per il mantenimento dell’equilibrio ambientale urbano, in quanto si nutre quasi esclusivamente di mosche e zanzare. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che un singolo rondone può catturare dai 10.000 ai 15.000 insetti alati al giorno. Ma le buone notizie non finiscono qui, perché questa mattina è stata annunciata anche la prossima realizzazione a Cosenza, con l’intervento dell’imprenditore-mecenate Federico Morabito, presente nel salone di rappresentanza dove è avvenuta la firma del protocollo d’intesa, di una “Swift Tower”, una moderna torre rondonaia – sarebbe la prima in Italia – da collocare in città per la protezione del Rondone maggiore. Un intervento che consentirebbe di limitare notevolmente le numerose perdite di nidiacei (400 unità ad ogni stagione riproduttiva). La “Swift Tower” di Cosenza sarà realizzata sul modello di quella realizzata dallo scultore e artista britannico Will Nash a Shalford, nel sud-est dell’Inghilterra. Si tratta di una struttura moderna alta 10 metri che, nella parte superiore, ospita 45 alloggi (cassette nido) per rondoni. Per la sua forma e originalità, l’opera si configura come un esempio di arte pubblica funzionale, ovvero una scultura abitabile. Combina una forma organica con una funzione ecologica, offrendo un ambiente idoneo alla nidificazione del Rondone maggiore svolgendo, al contempo, un ruolo di “placemaking” per la comunità, diventando un punto di incontro e di sensibilizzazione sulla specie. (rcs)

Ospedale Sibaritide, Madeo (PD) chiede verità sui tempi di trasferimento

La consigliera regionale del PD, Rosellina Madeo, tramite una interrogazione su cronoprogramma, viabilità e servizi dell’ospedale della Sibaritide.

«Il tempo delle rassicurazioni e delle promesse deve lasciare il passo alla concretezza. Ho appreso dalla stampa, dove evidentemente questa Maggioranza preferisce comunicare più che nelle sedi istituzionali, che ad ottobre inizierà il trasferimento degli ambulatori presso il Nuovo Ospedale della Sibaritide».
«Quindi, implicitamente, ci stanno dicendo che il tema dell’acqua e dei sotto servizi è finalmente una questione risolta»?
«Dando per assodato questo, difficile ipotizzare qualunque trasferimento altrimenti, ho depositato un’interrogazione per sapere, e soprattutto per far sapere ai cittadini, quale sia il cronoprogramma ufficiale e aggiornato del Nuovo Ospedale della Sibaritide, indicando la data prevista per l’ultimazione dei lavori, per i collaudi e per l’agibilità e, soprattutto, le date stabilite per l’effettiva entrata in funzione delle diverse attività sanitarie, con particolare riferimento agli ambulatori, ai reparti di degenza, al Pronto Soccorso, alle sale operatorie e alle terapie intensive».
«Necessario anche fare chiarezza sul piano di trasferimento delle attività sanitarie attualmente presenti nei presidi “Giannettasio” e “Compagna”, specificando quali servizi saranno trasferiti per primi, quali successivamente e entro quale data si preveda di completare l’intera migrazione, nonché se siano già stati definiti i relativi piani organizzativi, assistenziali e logistici».
«Ma l’ospedale non può essere una cattedrale nel deserto. La Regione deve fare luce su quale sia lo stato di realizzazione e di effettiva disponibilità delle opere e dei servizi necessari al funzionamento del nuovo presidio, con particolare riferimento alla viabilità di accesso e alla SP 195, all’approvvigionamento idrico, alla rete fognaria e al sistema di depurazione, all’alimentazione elettrica, alle reti dati e agli altri sotto servizi, specificando se tutti tali collegamenti saranno pienamente operativi e collaudati prima dell’avvio delle attività sanitarie».
«Il bisogno di salute della Sibaritide non si colma a colpi di agenzie stampa e annunci. Il tempo delle promesse è scaduto».

A Laino Borgo si chiude il Festival internazionale delle Bande Musicale

È con la musica del Mediterraneo che si chiude, domani venerdì 18 settembre, il Festival Internazionale delle Bande Musicali 2026 di Laino Borgo. Alle ore 21.00, in Piazza Navarro, protagonista dell’ultimo appuntamento della manifestazione sarà la Banda Filarmonica “La Stella” di Victoria, Gozo – Malta, una delle più antiche e prestigiose realtà musicali dell’arcipelago maltese.

Dopo le esibizioni della Banda Musicale dell’Aeronautica Militare, della Banda Musicale della Guardia di Finanza e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Festival completa così il proprio percorso aprendosi alla dimensione internazionale e riportando al centro uno dei temi che hanno caratterizzato l’intera edizione 2026: il Mediterraneo come spazio di incontro, dialogo e scambio tra culture.

Un finale che rappresenta pienamente l’identità che il Festival ha voluto costruire: partire da Laino Borgo e dalla sua lunga tradizione bandistica per creare relazioni con altre comunità musicali, mettendo insieme territori, generazioni e differenti esperienze artistiche.

DA GOZO A LAINO BORGO: UNA STORIA MUSICALE LUNGA OLTRE UN SECOLO

Le origini della Banda Filarmonica “La Stella” risalgono al 1863. La società venne ufficialmente costituita nel 1881 ed è considerata la prima società musicale di Gozo. Nel corso della sua lunga storia ha rappresentato un importante punto di riferimento culturale per Victoria e per l’intera isola maltese.

La società ha sede nel complesso che comprende il Teatro Astra, inaugurato nel 1968 e ancora oggi uno dei principali luoghi della vita culturale di Malta. La formazione è inoltre storicamente legata ai festeggiamenti esterni della festa di San Giorgio e nel corso degli anni ha partecipato a festival e concerti in diversi Paesi europei.

A dirigere la Banda Filarmonica “La Stella” sarà il maestro John Galea, direttore musicale della formazione dal 2018, compositore, musicologo e docente, con una consolidata esperienza nella direzione e nella composizione musicale.

UN PROGRAMMA TRA TRADIZIONE EUROPEA E IDENTITÀ MEDITERRANEA

Il concerto proporrà un programma ampio, capace di attraversare repertori, epoche e linguaggi differenti.

Si partirà da “African Symphony” di Van McCoy, per proseguire con il “Pezzo Sinfonico” di Joseph Vella, “Free World Fantasy” di Jacob de Haan e “Processional da Ġgantija” di John Galea, composizione che richiama direttamente uno dei luoghi simbolo della storia millenaria di Gozo.

Spazio anche al virtuosismo con “Gypsy Airs” di Pablo de Sarasate, che vedrà protagonista come solista all’eufonio George Camilleri.

Nel programma figurano inoltre alcune grandi pagine della tradizione musicale italiana: il Coro dei mattadori da “La traviata” di Giuseppe Verdi, l’Intermezzo da “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni e “Poet and Peasant” di Franz von Suppé. La serata si concluderà con pagine di Giuseppe Giardini-Vella, tra cui l’Inno La Stella, l’Inno di Mameli e l’Inno maltese.

“VINCENT”, IL FILO MUSICALE CHE UNISCE TUTTO IL FESTIVAL

Anche la formazione maltese eseguirà “Vincent”, la marcia sinfonica composta dal direttore artistico del Festival Raffaele Longo e scelta come filo conduttore musicale dell’intera edizione.

Presentata in prima assoluta il 12 settembre dalla Banda Musicale dell’Aeronautica Militare, “Vincent” è stata affidata alle diverse formazioni ospiti proprio per costruire, attraverso una stessa composizione, un ideale passaggio di testimone musicale tra le bande partecipanti.

Nel concerto conclusivo questa scelta assume un valore ancora più significativo: un brano nato nel Sud Italia viene interpretato da una formazione proveniente da Malta, costruendo attraverso la musica un ponte tra due sponde del Mediterraneo.

È proprio questa la visione che il direttore artistico Raffaele Longo ha voluto affidare all’edizione 2026 del Festival: «Quest’anno abbiamo voluto un taglio internazionale partendo dal Mediterraneo, perché crediamo che la Calabria possa offrire un modello da seguire e non debba essere seconda a nessuno. Ce n’è bisogno in questo momento, con la musica come vettore, perché sia un piccolo tassello che possa servire a costruire un Mediterraneo di pace, stabilità e prosperità per tutti».

LAINO BORGO AL CENTRO DI UNA RETE MUSICALE INTERNAZIONALE

Con l’arrivo della Banda “La Stella”, il Festival compie dunque l’ultimo passaggio di un percorso che ha portato a Laino Borgo quattro grandi formazioni musicali, trasformando per alcuni giorni Piazza Navarro in un luogo d’incontro tra esperienze, tradizioni e culture diverse.

Una scelta che rafforza la vocazione di Laino Borgo a utilizzare la propria storia musicale non soltanto come patrimonio da custodire, ma come strumento di promozione culturale e territoriale.

La banda, in questa prospettiva, diventa una rappresentazione concreta della comunità: strumenti diversi, timbri differenti e sensibilità diverse che, attraverso l’ascolto reciproco, riescono a costruire una voce comune.

Ed è proprio con questa immagine che il Festival Internazionale delle Bande Musicali si prepara a salutare l’edizione 2026: dalla Calabria a Malta, da Laino Borgo al Mediterraneo, la musica come linguaggio capace di unire ciò che geografia, storia e confini sembrano separare.

Società Dante Alighieri e Fondazione Giuliani presentano “Riabitare i classici” di Mariella Arcuri

A Villa Rendano di Cosenza nei giorni scorsi l’antica dimora si è trasformata nell’ambientazione di un dialogo a più voci attorno al volume «Riabitare i classici – Levia itinera tra letteratura e vita» (Jonia Editrice), firmato da Alessandra Mazzei e impreziosito dai bozzetti di Mariella Arcuri.

L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la Società Dante Alighieri — guidata dalla professoressa Maria Cristina Parise Martirano — e la Fondazione Elena e Attilio Giuliani, si è confermata un sodalizio culturale di qualità. Un incontro durato circa due ore che ha saputo evidenziare quanto la lezione dei classici mantenga inalterata la propria urgenza formativa e orientativa di fronte al disordine della contemporaneità.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del vicesindaco di Cosenza, Maria Locanto, e la prolusione della presidente Maria Cristina Parise Martirano, che ha delineato le traiettorie dell’appuntamento. La conversazione, condotta e coordinata dall’avvocata ed esperta letteraria Sofia Vetere, ha visto la partecipazione del professor Giuseppe Trebisacce, docente di Storia della pedagogia e direttore della casa editrice Jonia, il quale, proponendo un suggestivo parallelismo tra le dimore storiche e le opere classiche, ha sottolineato l’ importanza di varcarne la soglia per abitarli e tenerli vivi nella quotidianità perché possano entrare in dialogo con la vita. Molto efficace, in tal senso, il fascino e il valore pedagogico dell’opera della Mazzei, che si rivolge ad un ampio pubblico. 

Particolarmente significativo e articolato è stato l’intervento di Alessandra Mazzei, che ha voluto rendere omaggio alla Società Dante Alighieri dedicando una discesa analitica e appassionata tra i cinque capitoli del testo incentrati su Dante, affrontando, attraverso l’opera del vate fiorentino, temi fortemente attuali come la fragilità universale e la salvezza riletta come scelta individuale e percorso interiore che passa anche dal diritto all’oblio e dal sentirsi meritevoli della felicità; il valore della diversità e la necessità sociale che ciascuno si autorealizzi; la cultura da intendere come responsabilità nel voler offrire testimonianza e contribuire al bene comune. La considerazione che colui che nei secoli è diventato padre della nostra letteratura fosse al suo tempo un pluricondannato, espulso dalla patria, privato di ogni bene, migrante senza sostanze, ha guidato le considerazioni conclusive dell’autrice, vibranti e attualissime, sulla nostra visione dello straniero e sul bisogno urgente che le società superino lo sguardo pregiudiziale per coglierne, invece, l’opportunità e il valore. 

Ad alternare la trama delle varie riflessioni sono state le incisive interpretazioni dell’attrice Rossana Micciulli, la cui lettura scenica ha dato poeticamente voce alle pagine del pamphlet, calibrando ritmi e registri tra pagine intense su come intendere un classico, un immaginario dialogo tra Seneca e Alfieri o la presentazione del Decameron come manifesto dei giovani e dichiarato bisogno del raccontare e del raccontarsi.

La sintesi dei lavori è spettata a Loredana Giannicola, alla guida dell’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria. Il suo intervento si è configurato come un accorato manifesto educativo: un invito ad affrancarsi dagli steccati di una didattica meramente nozionistica per restituire al docente la sua vocazione originaria, quella di catalizzatore d’immaginazione e fecondo maestro di vita. (rcs)

A Cosenza inaugurata Cardiochirurgia e si pregia del valore di eccellenza per merito dell’UniCal

di FRANCO BARTUCCIIl nuovo reparto, atteso da anni, rappresenta un punto di svolta per il sistema sanitario territoriale. Il progetto punta anche all’apertura di una Scuola di specializzazione per formare e trattenere i futuri cardiochirurghi in Calabria. La guida del reparto è stata affidata a Luca Paolo Weltert, recentemente selezionato dall’UniCal come direttore della cattedra di Chirurgia cardiaca. Si tratta di una figura di rilievo internazionale, in grado di coniugare una vasta esperienza chirurgica e una spiccata vocazione alla ricerca con un profondo spessore umano, maturato operando in delicati contesti internazionali di emergenza.

L’attivazione della Cardiochirurgia colma una lacuna storica per la provincia. Il nuovo reparto, che può contare su 16 posti letto dedicati e sull’ausilio di tre moderne sale operatorie all’interno del blocco cardio-toraco-vascolare, va a inserirsi in un innovativo dipartimento multidisciplinare.

«Oggi non stiamo semplicemente celebrando l’apertura di un nuovo reparto all’avanguardia, che colma un vuoto avvertito da troppo tempo dalla nostra comunità, ma stiamo gettando le basi per una scuola medica capace di unire l’eccellenza della ricerca universitaria all’assistenza territoriale di altissimo livello». Con queste parole il Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, ha commentato l’inaugurazione della nuova Cardiochirurgia dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza.

Con una conferenza stampa, è stata illustrata la piena operatività del nuovo blocco cardio-toraco-vascolare. Nei giorni scorsi, infatti, l’équipe ha già eseguito con pieno successo le prime tre operazioni chirurgiche: la sostituzione di una valvola aortica unicuspide, un triplice bypass aortocoronarico e un intervento combinato su aorta ascendente, valvola aortica e bypass coronarico. Il progetto aveva già iniziato a prendere forma nei mesi scorsi con l’ingaggio come professore straordinario presso l’UniCal del prof. Daniele Maselli, indiscussa autorità nazionale della cardiochirurgia. Il Prof. Weltert si unisce al prof. Maselli e a una task force di altissimo spessore internazionale composta da specialisti universitari e clinici già operativi in corsia. Tra questi spiccano Matteo Orrico, esperto in tecniche mininvasive per la chirurgia aortica complessa e Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, e Franca Melfi, figura di caratura internazionale nel campo della Chirurgia toracica e Direttrice del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare. 

Si tratta di un progetto che guarda non solo al presente, ma alla formazione delle future generazioni, come ha sottolineato ancora il Rettore Greco nel corso del suo intervento: «L’UniCal, la Regione Calabria e l’Azienda Ospedaliera lavorano in profonda sinergia per far crescere il capitale umano, investendo prima di tutto sulla qualità delle persone. Abbiamo puntato su docenti giovani, brillanti e di comprovata esperienza clinica e scientifica. Il nostro orizzonte strategico guarda al futuro: grazie al contributo del prof. Maselli e del prof. Weltert, l’obiettivo è arrivare presto all’apertura di una Scuola di specializzazione dedicata, capace di formare i futuri cardiochirurghi calabresi affinché possano finalmente crescere e operare nella loro terra, invertendo la rotta dell’emigrazione sanitaria».

Parole di grande soddisfazione sono state espresse dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera: «L’apertura della Cardiochirurgia all’Ospedale Annunziata è un risultato atteso da circa vent’anni dalla popolazione e che oggi, finalmente, diventa realtà. Non inauguriamo soltanto un nuovo reparto, ma una struttura destinata a cambiare concretamente la capacità di risposta del nostro sistema sanitario alle patologie cardiovascolari più complesse. Quello di oggi è un traguardo che ha richiesto visione, programmazione e un grande lavoro di squadra. L’Azienda Ospedaliera ha investito nella realizzazione di un moderno blocco cardio-toraco-vascolare e nella costruzione di un percorso assistenziale capace di mettere in rete competenze e professionalità diverse. Le prime tre operazioni eseguite nei giorni scorsi rappresentano la conferma più concreta che oggi questo progetto è pienamente operativo». «La Cardiochirurgia – ha aggiunto De Salazar – nasce, dunque, con una responsabilità importante: offrire ai cittadini cure di alta specialità senza costringerli a lasciare il proprio territorio. Ma nasce anche con una prospettiva ancora più ambiziosa, quella di costruire insieme all’Università della Calabria un polo di eccellenza clinica, scientifica e formativa, capace di attrarre professionalità, formare nuovi specialisti e contribuire a ridurre la mobilità sanitaria».

«Questa Cardiochirurgia – ha sottolineato il prof. Weltert – nasce con una chiara vocazione all’eccellenza e con un profondo spirito di servizio verso un territorio che attendeva da tempo cure avanzate per le patologie cardiache tempo-dipendenti. Questo traguardo, però, è il frutto di uno sforzo congiunto e di un rigoroso lavoro di squadra: una stretta collaborazione trasversale che coinvolge tutto il dipartimento chirurgico cardio-toraco-vascolare, la direzione, i laboratori, la radiologia e la cardiologia clinica. Solo unendo le forze, e valorizzando le diverse professionalità, possiamo dare una risposta concreta ai bisogni dei pazienti».

Il profilo di Luca Paolo WeltertNato a Torino nel 1976, il Professor Weltert unisce all’altissima specializzazione chirurgica una forte sensibilità maturata sul campo in missioni internazionali con l’organizzazione umanitaria Emergency. Prima di arrivare a Cosenza, ha prestato servizio come dirigente medico allo European Hospital di Roma dal 2007 ad oggi, affiancando all’impegno clinico l’attività accademica come professore associato presso la Saint Camillus International University of Health Sciences.

Nella sua carriera ha eseguito circa 3.000 interventi cardiochirurgici, di cui 1.300 come primo operatore. Tra questi figurano 500 casi di bypass aortocoronarico, 350 procedure di sostituzione o riparazione valvolare, complessi interventi sull’aorta e 180 impianti valvolari transcatetere (TAVI). All’attività in sala operatoria affianca la ricerca: è autore di 114 pubblicazioni scientifiche, con un H-index di 20 e 1.600 citazioni. Ha ricoperto il ruolo di Principal Investigator in diversi trial clinici multicentrici (partecipando tra gli altri ai trial internazionali ROMA, RHEIA e REST-ART) e, nel 2023, ha ricevuto il premio Best Abstract and Presentation all’EACTS Aortic Forum di Bruxelles. È inoltre inventore e titolare di due brevetti (uno italiano e uno statunitense) legati allo sviluppo di un innovativo dispositivo di supporto ventricolare d’emergenza, un vero e proprio “cuore artificiale” per supportare i pazienti colpiti da scompenso cardiaco acuto. (fb)

A Rende incontro istituzionale tra il presidente della Pro Loco di San Vincenzo la Costa e il presidente della BCC Mediocrati

di ROSINA MADOTTASi è tenuto presso la sede centrale della BCC Mediocrati di Rende un incontro istituzionale tra il Presidente della Pro Loco di San Vincenzo la Costa, Giovanni Terzo Pirri, e il Presidente dell’istituto bancario, Nicola Paldino. L’occasione è servita per la consegna ufficiale dell’Antologia di poesie legata al “Premio Letterario Nazionale Giuseppe Mirandola”. Il volume donato rappresenta il coronamento della terza edizione del premio e raccoglie l’intera produzione poetica presentata dai partecipanti, offrendo una vetrina corale che da un lato preserva la memoria storica e la sensibilità artistica degli autori, e dall’altro promuove la poesia e la scrittura come strumenti di coesione sociale e promozione culturale per l’intera comunità nel panorama letterario nazionale.

L’incontro tra Pirri e Paldino ha rinnovato il profondo legame tra l’Istituto di Credito Cooperativo e la Pro Loco di San Vincenzo la Costa quale realtà associativa, culturale e di promozione del territorio locale. La costante vicinanza e il fondamentale sostegno che la BCC Mediocrati assicura alle iniziative dell’ente ne vedono il frutto tangibile nei locali che sono sede dell’associazione stessa e della Biblioteca Pubblica Pro Loco, confermando l’impegno comune per la valorizzazione del patrimonio umano, culturale e artistico locale.

La realizzazione dell’antologia e il sostegno al premio, curato e organizzato dalla Pro Loco di San Vincenzo la Costa, sono stati possibili grazie al fondamentale contributo erogato dal Dipartimento Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali del Ministero della Cultura (MiC) a testimonianza del valore formativo e culturale del progetto.

A rendere il volume unico nel suo genere è anche la sua veste grafica: l’esclusiva illustrazione in copertina è stata, infatti, donata dal celebre pittore e scultore Maestro Maurizio Carnevali. Nel volume troviamo importanti contributi: oltre all’introduzione di Giovanni Terzo Pirri, Presidente della Pro Loco, la prefazione è stata curata da Alfredo Mirandola, mentre la presidente di giuria Concetta Bevilacqua ha redatto la nota conclusiva.  La terza edizione ha visto una straordinaria partecipazione di poeti e studenti. A trionfare in questa edizione del concorso è stato Alberto Morganti, poeta di Castagneto Carducci, che ha saputo conquistare la giuria con un componimento di rara intensità emotiva e formale, dal titolo “Il sorriso di Dio”. (rm)

A Cosenza ai nastri di partenza la XXVII stagione concertistica dell’Autunno Musicale

Dal 26 settembre, al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza prende il via la 27esima edizione dell’Autunno Musicale, la Stagione Concertistica Internazionale di musica da camera promossa dall’Associazione “The Brass Collection” e patrocinata dal Comune di Cosenza, e che si aprirà ufficialmente sabato 26 settembre, alle ore 18,00, nella consueta cornice del Museo dei Brettii e degli Enotri, nel centro storico della città.

A tenere saldamente in mano il timone dell’Autunno Musicale è ancora una volta il maestro Luigi Santo che ne è direttore artistico e che anche quest’anno offre, al pubblico fidelizzato della manifestazione e a chi vi si accosterà per la prima volta, un ampio e diversificato panorama musicale di altissima qualità, caratterizzato da artisti di livello internazionale che si esibiranno in un contesto spaziale particolarmente indicato destinato ad una fruizione ulteriore, oltre quella abituale.

“Il Comune di Cosenza – sottolinea il Sindaco Franz Caruso – rinnova anche quest’anno il suo patrocinio all’Autunno Musicale, sulla scorta di un’esperienza e di un format oramai consolidati. La manifestazione, ben diretta dal maestro Luigi Santo, si appresta a tagliare il traguardo dei suoi 27 anni di attività nel corso dei quali si è ritagliata uno spazio sempre più importante divenendo appuntamento irrinunciabile e puntuale della stagione autunnale. A questo si aggiunga – ha detto ancora Franz Caruso – la possibilità, per il pubblico cosentino, di assistere a concerti di assoluta qualità, di respiro internazionale e, grazie ai quali il pubblico potrà entrare in contatto con artisti particolarmente apprezzati e che diversamente non si avrebbe l’occasione di poter ascoltare”.

Il primo appuntamento della nuova stagione dell’Autunno Musicale è fissato per sabato 26 settembre, alle ore 18,00, al Museo dei Brettii e degli Enotri.

Di scena, il duo DIF, formato dal chitarrista e compositore Maurizio Di Fulvo e dalla cantante e chitarrista Stefania Di Fulvo. Il loro repertorio spazia dal Latin-jazz al pop, alla musica classica. Eleganza formale, equilibrio tecnico-interpretativo e sound inconfondibile sono le caratteristiche predominanti nel duo DIF, ospite delle più importanti manifestazioni musicali. “Versatile ed eclettico, dal temperamento caldo e spontaneo, abile improvvisatore e raffinato arrangiatore”. Così la critica ha definito Maurizio Di Fulvo cui viene anche riconosciuta la capacità di leggere e restituire con la medesima forza ed intensità linguaggi assolutamente diversi. Nonostante la sua giovane età, Stefania Di Fulvio ha già tenuto numerosi concerti esibendosi, da solista ed in diverse formazioni, in Italia, Spagna, Polonia, Norvegia, Repubblica Ceca, Romania e Stati Uniti d’America, compresa la Carnegie Hall di New York