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Cgil Calabria: Servono scelte coraggiose per riforme, lavoro, sviluppo, sanità

Cgil Calabria

La segreteria della Cgil Calabria ha ribadito che «in Calabria sono indispensabili scelte coraggiose e innovative su riforme, lavoro, sviluppo, sanità, etica», e che bisogna andare al voto l’11 aprile.

«La Calabria – si legge in una nota – vive una fase ancora più complicata, determinata dai ritardi strutturali da anni di politiche disastrose ed acutizzati dalla fase pandemica e dall’assenza di una giunta regionale e di un Consiglio regionale decaduti. Il saldo demografico tra emigrazioni e indice di natalità ci dicono che tra vent’anni la Calabria può perdere oltre mezzo milione di abitanti, in prevalenza giovani».

«Necessita, pertanto – continua la nota – una grande stagione di riforme, a partire da quelle istituzionali (la Calabria ha più comuni di Lazio, Emilia Romagna, Toscana)  del modello sociale e del welfare, con un piano di sviluppo e lavoro sostenibile. A questo proposito, è necessario utilizzare al meglio i capisaldi del piano di ripresa e resilienza e puntare su alcune priorità strategiche, a partire da un piano sulle aree interne, il rilancio della Zes e di tutta portualità calabrese, un piano strategico per la mobilità sostenibile che punti al completamento dell’alta velocità, del completamento dell’intero tracciato della SS106 e della ferrovia Jonica, della missione specifica del Porto di Gioia Tauro per cui occorre superare il commissariamento e nominare un nuovo Presidente dell’autorità portuale, un piano di sviluppo che punti alla transizione energetica, all’economia verde, alla innovazione digitale, all’inclusione sociale ed all’istruzione».

«Per fare questo – continua ancora la nota – serve una nuova politica, che superi la gestione straordinaria di questa attuale giunta regionale che sta producendo atti ed iniziative in piena pandemia elargendo enormi risorse economiche senza criteri oggettivi e con discutibili scelte di matrice elettorale che sarebbe utile attenzionare alla magistratura contabile».

«Per queste ragioni – conclude la nota – riteniamo che il voto dell’11 di aprile, se l’emergenza pandemica lo consentirà, non può essere rinviato oltremodo». (rrm)

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