Criminalità organizzata, Cgil Calabria: Le Istituzioni attivino strumenti utili presenti nel nuovo codice antimafia

La Cgil Calabria, in merito alla criminalità organizzata, ha sottolineato che bisogna «costruire una riflessione che parta innanzitutto dal mondo del Lavoro, dal sistema delle Imprese, dall’associazionismo e che determini dentro le nostre comunità una presa di coscienza con l’obiettivo di rafforzare e proteggere le attività sane, che rispettano i diritti ed i contratti, che denunciano la criminalità ed il Pizzo, anziché finanziare la ‘Ndrangheta».

Inoltre, il sindacato sollecita «le Istituzioni ad attivare quegli strumenti utili, presenti anche nel nuovo codice antimafia (seppur di fatto indeboliti dalle modifiche apportate dell’ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini) a partire dalla costituzione dei tavoli provinciali su aziende sequestrate e confiscate (previsione presente nell’art. 41-ter del D Lgs 159/2011) per come richiesto a maggio scorso dalle Segreterie Regionali di Cgil Cisl Uil a tutte le Prefetture calabresi».

«L’operazione Geolja – si legge in una nota di Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria, Celeste Logiacco, segretaria Cgil Piana di Gioia Tauro, Giuseppe Valentino, segretario generale Filcams Cgil Calabria e Samantha Caridi, coordinatrice Filcams Cgil RC – parla ai lavoratori ed alle lavoratrici di questa nostra Calabria. Ci si chiede di prendere coscienza che dietro ogni sopruso, ingiustizia, ricatto subito dentro un luogo di lavoro spesso ci sono logiche ed azioni criminali che condizionano la nostra vita e la nostra società. La ‘ndrangheta, soprattutto nei settori del Turismo, del Commercio e dei servizi in Calabria ruba il futuro a migliaia di lavoratrici e lavoratori ed ai loro familiari. Ogni volta che viene applicato un contratto pirata, ogni volta che l’azienda non rispetta i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, ogni soldo di paga rubato e sottratto ad un dipendente per poi finire nelle mani dei Mammasantissima è un furto alle nostre vite, alla possibilità di riscatto della Calabria».

«Ci sono – prosegue la nota – alcuni particolari emersi dall’inchiesta che dovrebbero portare ad un sussulto, ad una riflessione indignata e possibilmente ad una reazione concreta coloro i quali si pregiano di rappresentare il sistema delle Imprese, le Istituzioni, gli Enti Locali, lo Stato».

«Il fatto che – dice ancora la nota – dopo anni di battaglie, lotte, movimenti, formazione, azioni culturali e di sensibilizzazione, arresti, denunce, di fronte ad un attentato alla propria attività commerciale non ci si rivolga alle forze dell’ordine ma alla ‘Ndrangheta per chiedere protezione è devastante dal punto di vista culturale perché significa che viviamo in una società dove lo Stato è più debole delle forze occulte e criminali. La cosa grottesca è che mentre lo Stato spesso si piega alle logiche del mercato, in Calabria il mercato viene gestito, organizzato e governato alla luce del sole dall’anti-Stato che impone regole di concorrenza, orari di lavoro, e salari; praticamente un diritto del lavoro alternativo a quello che dovrebbe essere garantito da leggi ed Istituzioni Pubbliche».

«Invece – si legge ancora – la totale inadeguatezza ed inconsistenza dei servizi ispettivi, le lungaggini processuali, l’impunità garantita alle imprese che violano i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ha portato gradualmente ad un senso di rassegnazione e di assoggettamento per cui si preferisce non denunciare e non far rispettare i propri diritti sul luogo di lavoro. Quando il lavoro è debole e senza diritti lo Stato perde. Ma il vero interrogativo è se davvero c’è una reazione strutturata e coerente contro la ‘Ndrangheta o se spesso anche chi dovrebbe operare a tutela della Repubblica, attraverso sottovalutazioni, omissioni e inadempienze non favorisca la sopravvivenza di questo virus distruttivo».

«La Filcams Cgil Calabria – conclude la nota – è impegnata ad aprire un’interlocuzione con le associazioni datoriali, al fine di costruire azioni che tendano a favorire la parte sana dell’economia e della società con l’obiettivo di isolare il marcio presente nel mercato del lavoro e nelle Istituzioni». (rcz)

 

Intesa tra Regione e sindacati per l’indennità Covid ai lavoratori del comparto sanitario

Una importantissima intesa è stata siglata, tra il commissario della Sanità, Guido Longo, il dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Giacomino Brancati, e una delegazione delle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) per l’erogazione dell’indennità Covid ai lavoratori del comparto sanitario.

Secondo lo schema concordato con i sindacati, si prende atto che «è stata attivata, ed è tuttora in corso, la verifica puntuale presso ogni azienda sull’effettivo utilizzo delle somme, attività già programmata e che presumibilmente portata a termine entro il 10 luglio 2021, mediante confronto operativo con gli uffici contabili».

«Una volta rese disponibili le risultanze di rendicontazione – si specifica – saranno date indicazioni alle aziende per l’erogazione delle somme stabilite nell’accordo».In merito a questa vertenza, il dg Brancati ha anche evidenziato che «è già presente un preciso riferimento all’accordo sottoscritto in materia il 6 luglio 2020 negli atti regionali».

Durante il confronto, infine, sono stati affrontati anche altri temi del comparto: programmazione sanitaria, piano dei fabbisogni e assunzioni, precariato, sanità privata e accreditamento. (rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Si trovino soluzioni per precariato sia per il pubblico che per privato

I segretari generali regionali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno sottolineato che «sul precariato la politica smetta di fare populismo: attraverso il lavoro, alle persone sia riconosciuta e restituita dignità. No al tentativo di creare e perpetuare sudditanze. Le persone non possono essere carne da macello elettorale».

«Da troppo tempo – hanno proseguito i tre sindacalisti – stiamo chiedendo un tavolo di confronto per affrontare le complesse problematiche relative alle diverse situazioni del precariato calabrese sedimentatesi nel tempo e per cercare, nel rispetto delle regole e non attraverso scorciatoie pasticciate che aggravano i problemi, le soluzioni più idonee per ognuna di esse. Soluzioni che devono essere trovate per il pubblico e per il privato. La dignità delle persone non può essere calpestata in un rimpallo di responsabilità che ha come unico risultato quello di mantenere i lavoratori nel limbo di una dipendenza alla quale coscienze consapevoli dei diritti non possono che dire basta».

«Siamo, ormai – hanno proseguito Sposato, Russo e Biondo – alla vigilia delle elezioni regionali. Ai candidati designati per la Presidenza della Giunta faremo pervenire il testo della piattaforma da noi diffusa il Primo Maggio scorso, La Calabria si cura con il lavoro, che costituisce per Cgil, Cisl e Uil il punto di partenza per qualsiasi dialogo anche sul precariato. Il problema del precariato si risolve con un piano vero per il lavoro. A partire dall’ambiente, da politiche industriali che includono la Calabria, dalla necessità di promuovere iniziative con investimenti pubblici attraverso le partecipate nazionali e con un ufficio unico del piano che metta insieme Calabria Verde, la Protezione civile, i consorzi riformati, per una grande pianificazione della manutenzione del territorio, della depurazione delle acque e del ciclo integrato dei rifiuti. Utilizzare al meglio i fondi europei, il Pnrr, è la sfida che lanciamo alla politica regionale, se ancora esiste».

«Se si vuole, sul serio – hanno concluso – dare una svolta a questa drammatica vicenda bisogna andare verso scelte perseguibili e risolutive. Il sindacato confederale è da sempre disponibile a un confronto vero e costruttivo per individuare, nel rispetto delle leggi e senza approssimazioni o espedienti populistici, le vie d’uscita verso un lavoro dignitoso e sicuro. Sia chiaro, una volta per tutte, che non si possono più accettare risposte vaghe a chi attende da anni un giusto riconoscimento per il proprio lavoro. Su questi temi non arretreremo di un millimetro, e non faremo sconti a nessuno». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Previste tante manifestazioni per vertenze irrisolte

I segretari generali regionali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno reso noto che «gli ultimi giorni del giugno 2021  sono segnati in Calabria da una serie di manifestazioni relative ad alcuni gravi problemi irrisolti e che si aggiungono alla grande mobilitazione nazionale, articolata per territori, del 26 di questo mese».

I sindacati, infatti, hanno spiegato che a Bari, a Firenze e Torino saranno in piazza per «il lavoro, per la proroga del blocco dei licenziamenti, per la giustizia e la coesione sociale, per la salute e la sicurezza, per il confronto con le parti sociali nelle scelte che riguardano il PNRR e la ripartenza del Paese, per la concertazione come metodo che garantisce condivisione. Per Bari dalla nostra regione partiranno 500 persone, in una rappresentanza unitaria delle nostre organizzazioni, necessariamente molto limitata a causa delle precauzioni anti contagio da Covid-19», mentre i Calabria, «nel piazzale della Cittadella della Regione, con i lavoratori per sostenere i loro diritti nelle manifestazioni, assemblee e sit-in organizzati dalle federazioni di categoria: il 22 giugno per il comparto idraulico-forestale, il 23 giugno per la vertenza Corap, il 30 giugno per la sanità e per l’adesione allo sciopero nazionale dei lavoratori del settore elettrico, gas e acqua».

«Si tratta di vertenze, in alcuni casi davvero incancrenite e di grandissima rilevanza – hanno spiegato i sindacalisti – non solo per i lavoratori coinvolti, per la tutela dei loro diritti e per il loro futuro occupazionale, ma anche per tutti i cittadini. Basti pensare, solo per fare qualche esempio, alla tutela del territorio e del bosco, al servizio anti incendio e al gravissimo taglio nelle risorse per la forestazione; alla depurazione, alla sostenibilità ambientale e alla transizione ecologica; al diritto di tutti a fruire dei Livelli Essenziali di assistenza nella sanità in una regione in cui siamo addirittura al di sotto dei livelli minimi e non si investono risorse per riconoscere il lavoro dei medici e degli altri operatori sanitari, per stabilizzare il personale precario e per nuove assunzioni fondamentali alla riorganizzazione dei servizi».

«Saremo in piazza unitariamente, dunque – hanno concluso i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil – per difendere e sostenere diritti quotidianamente calpestati, per tutelare i lavoratori, le loro famiglie, tutti i cittadini di questa regione. Non ci rassegneremo mai in Calabria, soprattutto in una fase che deve essere di ripartenza per tutto il Paese, ad una deriva ingiusta e irragionevole alla quale intendiamo opporre la forza e la qualità del confronto vero e costruttivo sui problemi reali». (rcz)

Cgil, Cisl, Uil Calabria e Conferenza Episcopale Calabra: Preoccupazione per problemi della Calabria

I segretari generali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, e la Conferenza Episcopale Calabra, hanno espresso preoccupazione «dal fatto che si stia discutendo poco dei problemi della Calabria e dei programmi utili a rilanciare le speranze produttive ed occupazionali di questa terra, ma soprattutto siamo seriamente preoccupati dal fatto che tutto sia assorbito dal solito tira e molla sulle candidature. Il rischio sotteso a questo stato di cose, poi, è quello di disabituare definitivamente i calabresi al confronto e alla discussione su ciò che gli tocca da vicino: il futuro della Calabria».

Tale preoccupazione è stata espressa nel corso di un incontro, avvenuto a Lamezia Terme, dove i segretari generali hanno presentato alla Cec la Piattaforma Programmatica, «che, lo ribadiamo, rappresenta per noi solo la base di confronto con le forze sane di questa regione, con gli interlocutori pronti a confrontarsi per il futuro di questa terra» hanno spiegato Sposato, Russo e Biondo, aggiungendo  che la «piattaforma infatti, non rappresenta un monolite intangibile ma vuole essere il punto di partenza di una rinnovata azione di dialogo sociale utile a programmare al meglio il domani della Calabria, un domani che – alla luce dei tanti finanziamenti messi a disposizione da un’Europa meno austera – potrebbe cambiare finalmente in meglio il volto di questa terra martoriata».

Insieme ai vescovi calabresi, infatti, «abbiamo affrontato con i Vescovi calabresi le tante problematiche ancora aperte sul territorio, confrontando le nostre idee con quelle di chi rappresenta il clero ed il popolo calabrese. Ricordando che il 22 giugno del 2019 siamo scesi in piazza unitariamente a Reggio Calabria con l’obiettivo di trasformare le tante vertenze calabresi in un’unica vertenza nazionale».

«Riconosciamo, pienamente — hanno spiegato – il ruolo importante che la Chiesa calabrese sta svolgendo in una terra difficile, praticando una pastorale che ha fatto del contrasto alle diseguaglianze, della lotta alla criminalità organizzata e all’illegalità diffusa la stella polare del suo agire, guardando senza timore ai tanti problemi che ne assillano il presente e lavorando senza sosta per stimolare una loro conversione produttiva».

«Sul tavolo della discussione – hanno spiegato – che è stata ampia ed approfondita, abbiamo messo i temi della sanità, del lavoro, della scuola e della formazione delle giovani generazioni, dei trasporti, delle infrastrutture, della lotta alla diseguaglianze e delle povertà educative, trovando nei nostri interlocutori un’attenta e informata partecipazione al dialogo sociale. Dal tavolo della discussione è emersa la corale preoccupazione per la fase delicata che sta attraversando la Calabria. Questa regione, che sta facendo ancora i conti con la violenza pandemica del Covid-19 e si appresta ad aprire una fase politica delicata che la porterà al rinnovo del Consiglio regionale, sta attraversando questo periodo mettendo in evidenza una pericolosa assenza di discussione sui temi che potrebbero rappresentare la chiave di volta economica e sociale per tutti i calabresi».

«Siamo fortemente preoccupati, infatti – hanno detto – dal fatto che si stia discutendo poco dei problemi della Calabria e dei programmi utili a rilanciare le speranze produttive ed occupazionali di questa terra, ma soprattutto siamo seriamente preoccupati dal fatto che tutto sia assorbito dal solito tira e molla sulle candidature. Il rischio sotteso a questo stato di cose, poi, è quello di disabituare definitivamente i calabresi al confronto e alla discussione su ciò che gli tocca da vicino: il futuro della Calabria».

«Quella che si potrebbe aprire, alla luce dell’ingente mole di finanziamenti messi a disposizione dall’Europa – hanno detto ancora i segretari generali – è una stagione nuova per la nostra regione, una stagione importante per costruire la nuova identità della Calabria. Disperdere questa opportunità, per colpa di biechi giochi di potere, sarebbe un peccato mortale che peserebbe sulle spalle della classe dirigente calabrese. Siamo fortemente preoccupati dal dilagare della povertà, dall’allargamento del gap fra la Calabria ed il resto del Paese, ed anche per questo abbiamo auspicato la coagulazione attorno ai temi esposti nella Piattaforma programmatica del Primo maggio di un’alleanza larga e virtuosa che sappia spingere con convinzione sul pedale del cambiamento».

«Anche per questo, infine – hanno concluso – si è convenuto di mantenere con la Cec un appuntamento permanente al fine di affrontare le problematiche ed offrire spunti di orientamento delle scelte politiche locali e, allo stesso tempo, rivendicare più attenzione dal Governo verso le istanze promosse dal territorio». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria organizzano banchetti per raccolta firme per “Nessun profitto sulla pandemia”

Si intitola Tutti hanno diritto alla protezione da Covid: Nessun profitto sulla pandemia l’iniziativa dei Cittadini Europei e a cui hanno aderito CgilCislUil Calabria, che hanno organizzato, in tutte e cinque le Province calabresi, dei banchetti per la raccolta firme.

L’obiettivo delle cento associazioni in campo, tra cui Cgil Cisl e Uil, e raggiungere il traguardo del milione di firme.

«Il covid-19 si diffonde a macchia d’olio – si legge sul sito –. Le soluzioni devono diffondersi ancora più velocemente. Nessuno è al sicuro fino a che tutti non avranno accesso a cure e vaccini sicuri ed efficaci. Abbiamo tutti diritto a una cura. Firma questa iniziativa dei cittadini europei per essere sicuri che la Commissione europea faccia tutto quanto in suo potere per rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti e tutte».

In Calabria, si potrà firmare a Cosenza, a Piazza Kennedy dalle ore 11,00 alle ore 13,00; a Reggio Calabria, a Piazza San Giorgio dalle ore 09,00 alle ore 13,00; a Catanzaro a Piazza Rossi (adiacente Prefettura) dalle ore 10,00 alle ore 12,30; a Crotone, sul Lungomare (altezza Bar Columbus) dalle ore 10,00 alle ore 12,30 e a Vibo Valebtia a Piazza Municipio, dalle 10 alle 12.30.

Con questa iniziativa, dunque, si vuole chiedere: Salute per tutti: «abbiamo tutti diritto alla salute. In una pandemia, la ricerca e le tecnologie dovrebbero essere condivise ampiamente, velocemente, in tutto il mondo. Un’azienda privata non dovrebbe avere il potere di decidere chi ha accesso a cure o vaccini e a quale prezzo. I brevetti forniscono ad una singola azienda il controllo monopolistico sui prodotti farmaceutici essenziali. Questo limita la loro disponibilità e aumenta il loro costo per chi ne ha bisogno»; trasparenza sui «dati sui costi di produzione, i contributi pubblici, l’efficacia e la sicurezza dei vaccini e dei farmaci dovrebbero essere pubblici. I contratti tra autorità pubbliche e aziende farmaceutiche devono essere resi pubblici»; denaro pubblico, controllo pubblico, in quanto «i contribuenti hanno pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e trattamenti. Ciò che è stato pagato dal popolo dovrebbe rimanere nelle mani delle persone. Non possiamo permettere alle grandi aziende farmaceutiche di privatizzare tecnologie sanitarie fondamentali che sono state sviluppate con risorse pubbliche» e nessun profitto sulla pandemia: «le grandi aziende farmaceutiche non dovrebbero trarre profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone. Una minaccia collettiva richiede solidarietà, non profitti privati. L’erogazione di fondi pubblici per la ricerca dovrebbe sempre essere accompagnata da garanzie sulla disponibilità e su prezzi controllati ed economici  . Non deve essere consentito a Big Pharma di depredare i sistemi di assistenza sociale». (rrm)

Cgil Calabria: Su Servizio Idrico aprire tavolo in Regione

Angelo Sposato, segretario generale della Cgil Calabria e Francesco Gatto, segretario generale della Filctem Cgil Calabria, hanno ribadito, in merito alla questione del Servizio idrico integrato in Calabria, hanno chiesto alla Regione Calabria l’avvio da parte della Regione e dall’Assessorato di riferimento di un tavolo regionale permanente sul Sii che coinvolga tutti i soggetti interessati».

Tale tavolo, per i sindacalisti, deve avere «il compito di costruire un cronoprogramma di interventi certi e condivisi al fine di cogliere le straordinarie opportunità economiche e riformatrici contenute nel Pnrr relative al Settore idrico al Sud da impegnare su tutti i segmenti del Servizio ovvero: acquedotti, reti di distribuzione e depurazione in una visione di ammodernamento digitale e tecnologico che punti ad un riordino e all’efficientamento dell’intero sistema».

«Crediamo che – hanno aggiunto – l’aver assunto, con delibera di Giunta, l’avvio di un percorso esplorativo circa la pubblicizzazione della Sorical, l’uscita dallo stato di liquidazione volontaria e il rilancio della stessa sotto il profilo industriale, è un fatto di per sè nuovo che per noi dovrà essere accompagnato da atti precisi e concreti sin dalle prossime settimane in quanto troppe volte abbiamo ascoltato e letto notizie che indicavano la svolta. Nel merito, la Cgil e la Filctem Calabria, negli anni, hanno elaborato sul tema Sorical e Sii tutta una serie di proposte ed iniziative rivolte ai vari Governi della Calabria nelle quali abbiamo indicato una via d’uscita rispetto alla frammentazione nella gestione dentro una logica di sistema integrato, i necessari investimenti economici e di valorizzazione delle competenze presenti con l’esclusivo interesse di garantire ai cittadini calabresi un servizio di qualità con tariffe sostenibili e alle migliaia di lavoratori coinvolti un futuro lavorativo e stabile».

«Per tali ragioni – hanno aggiunto – siamo convinti, che, riforme e percorsi di questa natura non possono essere affrontati con il profilo dell’autosufficienza da parte di questo Governo regionale, sarebbe un errore madornale, ma bensì con il coinvolgimento preventivo, inclusivo e partecipativo delle parti sociali quali soggetti non solo di rappresentanza ma portatori sani di una visione complessiva e di sistema rispetto al tema. A tal proposito, ci preme ricordare che questo sindacato unitario attende ancora riscontro alla nostra richiesta di incontro di qualche mese fa che, ad oggi, rimane ancora disattesa da parte del presidente f.f. Nino Spirlì e del presidente dell’Autorità Idrica Calabrese, Marcello Manna».

Sul tema della Sorical, sono intervenuti anche Tonino Russo, segretario generale della Cisl CalabriaPompeo Greco, segretario generale Femca Cisl: «La Società Sorical è proiettata a diventare il soggetto unico gestore del SII calabrese dopo la sua pubblicizzazione con l’assenso della Regione e dei Comuni, con molti dei quali spesso e volentieri i rapporti non sono stati improntati a reciproco rispetto e collaborazione» e, sempre la Sorical, viene individuata come idonea, stante “la sussistenza delle condizioni a soddisfare il perseguimento delle finalità istituzionali di produzione di un servizio di interesse generale quale quello del ciclo idrico integrato calabrese».

«Il tutto – hanno spiegato – avverrebbe con la sua pubblicizzazione mediante l’acquisizione delle quote del socio privato e la contestuale revoca della sua liquidazione. Un percorso che dovrebbe completarsi con l’individuazione della stessa Sorical quale Soggetto Unico Gestore con relativo affidamento, che dovrebbe avvenire entro settembre 2021: ciò al fine di poter usufruire dei fondi del Pnrr destinati agli interventi nel settore idrico, il cui 70% sarà assegnato prioritariamente a quelle regioni in cui entro tale data sarà intervenuto l’affidamento del servizio».

«Si tratta, indubbiamente – hanno proseguito Russo e Greco – di un cronoprogramma altamente ottimistico, considerando da quel che emergerebbe che non sia stato del tutto condiviso con l’Autorità Idrica Calabrese, ente di governo d’ambito, e il suo Presidente. Aggiungere a tutto ciò anche l’eventualità prospettata dall’Assessore alla Tutela dell’Ambiente, Sergio De Caprio, di ipotizzare nel prossimo futuro una sorta di Sorical Multiutility, che dovrebbe svolgere un ruolo importante anche nel ciclo integrato dei rifiuti, non può evidentemente non farci pensare alle solite strategie meramente politico-elettorali, perché si tratta di un cammino difficilmente realizzabile nell’immediato, considerando, tra l’altro, che nello specifico caso dei rifiuti, i pochi impianti sono privati e sarebbe non semplice la loro pubblicizzazione».

«Siamo dell’idea – hanno spiegato ancora – che questi percorsi andrebbero preventivamente condivisi e discussi anche attraverso il coinvolgimento delle parti sociali che, è bene ricordarlo, da anni non vengono convocate per un confronto sulla materia. L’ultima richiesta di incontro formulata da Cgil, Cisl e Uil qualche mese fa per discutere delle prospettive del futuro SII calabrese e dell’utilizzo dei fondi europei per l’ammodernamento delle reti vetuste e di tutte le infrastrutture idriche necessarie, è stata ignorata dall’attuale classe politica. Nel merito, crediamo che alle visioni di lungo periodo, più o meno demagogiche, debba contrapporsi una pragmatica, concreta e attuabile strategia di breve termine che sia coerente con i tempi di chiusura di questa legislatura regionale. Occorre, pertanto, concentrarsi sul riordino del Sii consentendo alla Calabria di utilizzare quelle risorse finanziarie necessarie per l’ammodernamento delle infrastrutture acquedottistiche i cui costi, qualora anche questa ennesima occasione venga persa, dovranno essere ripianati dalla fiscalità generale».

«Bene, quindi – hanno concluso – l’approvazione della delibera della Giunta regionale, ma un indirizzo che non delinei un percorso anche temporalmente definito rischia di essere l’ennesimo specchietto per le allodole, buono solo per rinviare un problema che rimarrebbe sostanzialmente irrisolto». (rcz)

 

La conferenza su sicurezza, tutela, salute e prevenzione rischi nelle scuole della Cgil, Cisl e Uil Calabria

Domani mattina, alle 10.30, a Lamezia Terme, all’Istituto Superiore “Carlo Rimbaldi”, è in programma la conferenza stampa Per una cultura della sicurezza, della tutela, della salute e della prevenzione dai rischi nelle scuole, organizzata da CgilCisl Uil Calabria.

Alla conferenza stampa prenderanno parte: Angelo Sposato e Mimmo Denaro, rispettivamente Segretario generale della Cgil Calabria e Segretario generale della Flc Cgil Calabria; Tonino Russo e Arcangelo Carbone, rispettivamente Segretario generale della Cisl calabrese e della Fsur Cisl Calabria e, infine, Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria e Andrea Codispoti, Segretario generale della Uil scuola Rua Calabria.

La conferenza stampa potrà essere seguita anche in diretta Facebook sulla pagina: https://www.facebook.com/flccgilcalabria. (rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria consegnano documento “La Calabria si cura con il Lavoro” alla Conferenza Episcopale Calabra

Angelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, segretari generali di CgilCislUil Calabria, hanno incontrato mons. Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza Episcopale Calabra, consegnandogli il documento La Calabria si cura con il lavoro.

L’incontro si è svolto in un clima di cordialità, partendo dal ricordo delle vittime sul lavoro, aumentate in maniera drammatica, al punto da rendere urgente e non più differibile un impegno anche da parte del mondo delle Imprese, chiamate sempre più ad un ruolo di responsabilità sociale per garantire la sicurezza dei lavoratori, al pari delle Istituzioni, dal canto loro tenute ad assicurare una maggiore prevenzione e controllo sui luoghi di lavoro. Inoltre, ci si è soffermati sulla necessità che il Governo assuma come prioritaria la questione della povertà e del lavoro e ponga in essere strategie e soluzioni, con il coinvolgimento delle associazioni, dei sindacati, dei cittadini. 

Sposato, Russo e Biondo hanno ribadito il bisogno di promuovere iniziative comuni per sollevare la Calabria da una crisi economica e sociale grave. Temi come la legalità, il lavoro, la salute, l’ambiente, l’inclusione sociale, si è affermato, devono trovare momenti di confronto ed una proposta comune per mobilitare le coscienze addormentate e costruire insieme una Nuova Calabria.

Per fare ciò, hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil dopo essersi soffermate sulla necessità di prorogare il blocco dei licenziamenti previsto per fine giugno, è utile ed opportuno l’avvio di un confronto vero – anche nei territori – in ordine al Piano nazionale di ripresa e resilienza, da abbinare ad una svolta culturale, ad un rinnovamento delle idee e delle azioni, ad un grande processo di riforme ancorate ai valori della comunità, dell’uguaglianza, della giustizia sociale.

 Nel corso del colloquio, infine, si è anche affrontato il tema legato alla elaborazione di un piano di sviluppo economico che possa creare opportunità lavorative e sostenere le famiglie, contrastando il rischio povertà.  (rcz)

Tirocinanti calabresi, Cgil, Cisl e Uil Calabria: La proposta di legge è parziale e pasticciata

È stata definita «parziale e pasticciata», dai segretari generali di CgilCisl e Uil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, la proposta di legge per risolvere la vertenza dei tirocinanti calabresi, sottolineando che ciò «potrebbe provocare un nuovo vulnus per una platea di lavoratori che, sino ad oggi, sono stati ingannati dalla politica».

«Nella proposta di legge, infatti – hanno proseguito i segretari generali – manca una visione organica non solo del futuro professionale dei tirocinanti calabresi ma la stessa è anche carente di un’idea di riforma delle politiche attive regionali. Manca anche la copertura finanziaria che è postuma, rimandando ad impegni futuri del Governo i costi del provvedimento che sarebbe del tutto inefficace. Una presa in giro per i tirocinanti Per questo, riteniamo opportuno che il Consiglio regionale si riunisca per discutere sulle tematiche del lavoro e trovi la via condivisa per varare una progetto di riforma che sia in grado di rinnovare l’offerta delle politiche attive nel nostro territorio».

«Sulla vertenza dei tirocinanti calabresi, poi – hanno detto ancora Sposato, Russo e Biondo – riteniamo sia opportuno affrontare una discussione allargata ed approfondita, al fine di individuare i migliori percorsi individuali di valorizzazione professionale. È giunto il momento di mettere da parte le liturgie del passato, soprattutto in questa fase di avvicinamento al voto per il rinnovo del Consiglio regionale, che hanno provocato solo danni e si proceda in maniera sinergia lungo un percorso di rinnovamento, riorganizzazione e riforma della pubblica amministrazione regione, anche attraverso il corretto utilizzo dei fondi comunitari e delle provvidenze previste dal Pnrr».

«Alla Regione Calabria, per l’ennesima volta – hanno concluso – ribadiamo la necessità di dare vita ad un confronto franco su queste tematiche, questo al fine di ricercare la migliore soluzione possibile per il futuro occupazionale di questo grande bacino professionale senza alimentare false aspettative». (rcz)