di MARILINA INTRIERI – L’iniziativa promossa dall’assessora alla Cultura Dalila Venneri merita attenzione e apprezzamento. Per diversi giorni , in agosto, sul lungomare di Crotone , si è svolto lo Street Book Festival, la rassegna del libro inserita nel programma estivo 2026 di Antica Kroton.
Diverse giornate di incontri con autori, presentazioni, storia, archeologia, musica, cinema, nuovi linguaggi della comunicazione e attività rivolte anche ai bambini. Non una manifestazione chiusa per addetti ai lavori, ma uno spazio culturale aperto, nel cuore della città, fruibile da tutti.
Il significato di portare in strada i libri e’ quello di voler avvicinare la cultura alle persone, raggiungere chi abitualmente non frequenta biblioteche, librerie o sale convegni, favorire incontri. Significa costruire la comunità attraverso idee e restituirle luoghi di discussione, ascolto e confronto.
Fuori luogo l’idea di qualcuno che vorrebbe una manifestazione culturale riservata a una sorta di graduatoria municipale.
La cultura non puo’ e non deve conoscere confini comunali, non c’e’ “primato identitario” da rivendicare rispetto a chi e ‘ di fuori. Pitagora per tutti. Esiste, invece, la necessità di occasioni d’incontro in cui le voci crotonesi incontrino altre voci calabresi, italiane e internazionali, serve il confronto con esperienze diverse per migliorarsi.
Un autore del territorio cresce se può misurarsi con altri e con idee che giungono da realtà diverse. Crotone non cresce rinchiudendosi nei propri confini, ma aprendosi, dialogando e mettendo in relazione il suo straordinario patrimonio storico con il mondo contemporaneo.
I dati sulla lettura inducono a sostenere iniziative del genere volute dall’assessora Venneri e dall’amministrazione comunale. Secondo l’Istat, nel 2024 solo il 57 % delle ha letto almeno un libro nell’anno, nel Mezzogiorno il dato scende al 47% e in Calabria si ferma al 43%, ultima regione Italiana. E una parte consistente di chi legge lo fa solo occasionalmente.
Questi dati raccontano un divario culturale serio, legato a disuguaglianze sociali, economiche, territoriali e ogni occasione che porti i libri tra la gente, stimoli interesse e crei partecipazione e’ un vero investimento civile.
Occorre proseguire per ampliare spazi, coinvolgere di piu’ scuole, associazioni librerie, biblioteche, programmare incontri durante tutto l’anno, rafforzare il rapporto con il territorio.
Buon lavoro all’assessora Dalila Venneri e a quanti hanno contribuito alla realizzazione dello Street Book Festival. Portare libri, autori e spazi di confronto sul lungomare vuol dire seminare cultura in un luogo quotidiano e popolare.
Perché una città che legge, ascolta e si confronta è una città più libera, consapevole e aperta al futuro. (mi)
CROTONE / Con lo Street Book (programma Antica Kroton) la cultura è uscita dai recinti
