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Francesco Pitaro ricorda la Crespi (Fai): con lei è nato l’ambientalismo in Calabria

Crespi

Il consigliere regionale del Gruppo MistoFrancesco Pitaro,  ha voluto ricordare Giulia Maria Crespi, la fondatrice del Fondo Ambiente Italiano scomparsa di recente, che «ha insegnato agli italiani a mettere al primo posto la cura e la salute della terra come fondamento della salute per l’uomo».

Il consigliere Pitaro – dopo aver posto le condoglianze alla presidente regionale Anna Lia Paravati ed a tutti i protagonisti, soci e amici del Fai – ha sottolineato come la Crespi, «prezioso riferimento per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente», abbia «lasciato un’eredità importante anche nell’ambientalismo calabrese e un messaggio di bellezza che rimarrà indelebile nel tempo».

«Come non ricordare, infatti – ha aggiunto il consigliere del Gruppo Misto – che Crespi ha dato avvio al Fai e all’ambientalismo in Calabria grazie ad Anna Gastel e Anna Lia Paravati. Anche nella nostra regione, il Fondo Ambiente Italiano continua a svolgere una costante e significativa attività di valorizzazione del prezioso patrimonio che la Calabria custodisce, ed ha una sua radicata ed efficace presenza, penso ad esempio, alla gestione della Riserva dei Giganti di Fallistro a Camigliatello».

«Nel solco di un impegno ispirato dal senso autentico del servizio – ha concluso Francesco Pitaro – il Fai proseguirà il suo lavoro di tutela e valorizzazione dell’ambiente, all’insegna di quella frase della decana degli ambientalisti che campeggia sul sito del Fai: ‘Sogni? Sì sogni! A furia di sognare, si riesce a portare nel concreto ciò che si sogna». 

Commosso, il ricordo commosso di Anna Lia Paravati, che piange, insieme al Fai Calabria, la scomparsa della fondatrice: «l’ultima volta che l’ho vista – si legge in una nota della presidente regionale – è stata durante il consueto incontro dei Presidenti Regionali del Fai, provata nel fisico e nell’animo per la recente morte del figlio, non volle però mancare all’incontro, ci teneva sempre molto».

«Era il suo modo per celebrare il lavoro dei volontari – prosegue la nota – insieme al tradizionale invito natalizio nello splendido palazzo di Corso Venezia, per dare atto di quanto fosse importante per lei questo ruolo nel Fai. Da parte nostra, attendevamo, consci del privilegio che avevamo, le sue comunicazioni che avevano sempre più il sapore di un testamento spirituale, di accorati appelli che spesso anticipavano, con lucida capacità visionaria, temi che sarebbero diventati di grande attualità. Aveva stretto un legame profondissimo con la natura e nel parlare dei temi a lei cari, era diventata essenziale, quasi rude, come se non volesse perdere tempo, e aveva contribuito profondamente a segnare l’approccio della Fondazione ai temi dell’ambiente, preoccupata per il suo delicatissimo equilibrio e del rapporto con l’uomo».

«Era stata contenta – continua la nota di Anna Lia Paravati – quando il Fai aveva firmato la convenzione per la valorizzazione dei Giganti di Fallistro, in Sila, convinta che in Calabria fosse indispensabile diffondere un maggiore rispetto per l’ambiente. La ricordo ancora quando, nel giardino di Villa Necchi Campigli, nel presentare il progetto del Fai per la ristrutturazione del Casino Mollo, ebbe parole bellissime e commoventi per la nostra terra».

«Mancherà a tutti noi Giulia Maria Crespi – conclude la nota – è questa la consapevolezza che ha immediatamente unito idealmente i volontari del Fai di tutta Italia nell’apprendere la notizia della sua morte. Era un passo avanti e i suoi insegnamenti costituiscono una strada già segnata per il Fai del futuro, il Fai senza di lei, che saprà proseguire nel solco da lei indicato. Mancheranno anche a noi, volontari calabresi, i suoi discorsi, le sue lettere, i suoi appelli, capaci di infondere forza e passione, ma sapremo coltivarne la memoria e ci lasceremo guidare ancora dalla lucidità del suo pensiero». (rrm)

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