Ai Giganti della Sila le “Sere Fai d’Estate”

Tornano, fino al mese di settembre, le Sere Fai d’Estate, il ricco calendario di appuntamenti nei Beni del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano che resteranno aperti eccezionalmente oltre l’abituale orario e che vedranno protagonisti, in Calabria, i Giganti della Sila.

Tantissimi gli eventi in programma nel maestoso  bosco secolare affidato in concessione al Fai dal Parco Nazionale della Sila nel 2016. Un sito unico nel suo genere, che sopravvive intatto dal Seicento all’ombra dei suoi imponenti “patriarchi” – alberi alti fino a 45 metri, dal tronco largo 2 e dall’età straordinaria di 350 anni, testimoni delle antiche selve silane – dando vita a un grandioso spettacolo della natura.

In particolare, il 9 e 23 luglio, l’11, 12 e 25 agosto e il 3 e 18 settembre, alle ore 18, si potrà partecipare a “Benessere in natura: immersione forestale”, una passeggiata rilassante e gradualmente immersiva all’interno del bosco della riserva.

Accompagnati dalla guida del Parco Nazionale della Sila Tommaso Talerico, il pubblico potrà “connettersi” con la natura attraverso le sensazioni fisiche avvertite: i colori, gli odori, i suoni distensivi del bosco primordiale forniscono alla mente una piacevole pausa, ripristinando così le energie psicofisiche del corpo e aiutando a ridurre ansia, stress e cattivo umore. Il contatto con la vegetazione circostante e il ritmo respiratorio in sintonia con quello della vita nel bosco attivano inoltre molti stimoli sensoriali con ricadute benefiche sulle funzioni vitali.

Biglietti di ingresso: Intero 20 €; Ridotto (ragazzi 6-18 anni), Studenti fino a 25 anni e Residenti 15 €; Iscritti FAI 10 €; Bambini 0-5 anni gratuito.

Il 5 agosto, alle ore 18, sarà la volta di “Benessere in natura: sessione di mindfulness”, una speciale seduta di meditazione immersi nella natura monumentale dei Giganti della Sila. Serena Criscuolo, counselor e life coach dell’Associazione La Presenza che curerà l’iniziativa insieme al FAI, accompagnerà i partecipanti lungo un percorso costituito da 4 momenti principali: quello della “porta”, ovvero il momento di introduzione alla disciplina con i primi 10 minuti di pratica in piedi a occhi chiusi; il secondo costituito da una camminata di 10 minuti in cui si sperimenterà cosa significa avere consapevolezza di se stessi e mantenere alta l’energia; il terzo sarà svolto presso il “cerchio della luce” e consisterà in 10 minuti a occhi chiusi e sdraiati; per ultimo quello del “ritorno”, 10 minuti a occhi aperti al termine dei quali verrà consegnato un piccolo omaggio in ricordo dell’esperienza. Consigliato abbigliamento comodo.

Biglietti di ingresso: Intero 20 €; Ridotto (ragazzi 6-18 anni), Studenti fino a 25 anni e Residenti 15 €; Iscritti FAI 10 €; Bambini 0-5 anni gratuito.

E ancora, attesissimi gli appuntamenti di “Astronomi per una notte”, la rassegna di osservazioni notturne del cielo estivo in programma il 6, 20 e 26 agosto, alle ore 21. Durante le tre serate verrà proposta un’emozionante esperienza guidata dall’esperto astrofilo Francesco Veltri, che illustrerà le meraviglie del cielo attraverso un’osservazione astronomica a occhio nudo: un appassionante viaggio alla scoperta di stelle, costellazioni e miti sotto il cielo dei Giganti della Sila, che faranno da sfondo a una passeggiata in notturna dal grande fascino.

Biglietti di ingresso: Intero 20 €; Ridotto (ragazzi 6-18 anni), Studenti fino a 25 anni e Residenti 15 €; Iscritti FAI 10 €; Bambini 0-5 anni gratuito.

Il 9 e 19 agosto, alle ore 17, da non perdere “Benessere in natura: sessione di yoga”, un evento dedicato al risveglio del corpo e dello spirito, grazie a una sessione di yoga ai piedi dei pini larici più antichi d’Europa, guidata dall’istruttrice Maria Assunta Brogno dell’Associazione Atma Namastè ODV. La disciplina è basata su esercizi e pratiche che hanno l’obiettivo di controllare la mente e dominare il corpo ed è adatta a ogni età. I benefici sono molteplici e si amplificano se lo yoga è praticato all’aperto, a contatto con la natura. 

Ai partecipanti è richiesto di indossare un abbigliamento comodo e portare con sé un tappetino.

Biglietti di ingresso: Intero 20 €; Ridotto (ragazzi 6-18 anni), Studenti fino a 25 anni e Residenti 15 €; Iscritti FAI 10 €; Bambini 0-5 anni gratuito.

Infine, sabato 13 e 27 agosto, l’appuntamento è con “Trekking al tramonto”, un piacevole percorso di 6 chilometri, della durata di circa 4 ore e di difficoltà T (turistica), ideale per le famiglie e per tutti coloro che desiderano conoscere il territorio circostante la Riserva, con partenza alle ore 17. L’itinerario, guidato da Tommaso Talerico e che al calar del sole offre scenari molto pittoreschi, consentirà agli escursionisti di immergersi nella meraviglia dell’altipiano silano riconoscendone peculiarità naturalistiche e paesaggistiche, rappresentative della biodiversità del Parco Nazionale della Sila.

Ma non solo: l’attraversamento della storica “difesa di Fallistro” consentirà ai partecipanti di ripercorrere alcuni episodi chiave della storia della Sila, legati soprattutto alla contesa della proprietà terriera e al tentativo di superamento delle logiche del latifondo. Il racconto spazierà dai fratelli Bandiera fino al secolo scorso quando, dopo la liberazione d’Italia, si diede inizio alla riforma agraria silana e alla nascita dell’Opera di Valorizzazione della Sila (O.V.S.). 

Il trekking si concluderà con la visita guidata all’interno della Riserva I Giganti della Sila. È consigliato abbigliamento a strati e possibilità di rifornimento acqua lungo il percorso.

Biglietti di ingresso: Intero 20 €; Ridotto (ragazzi 6-18 anni), Studenti fino a 25 anni e Residenti. (rcs)

È il Complesso Monastico Basiliano di Corigliano Rossano il ‘Luogo del Cuore’ più votato in Calabria

È il Complesso Monastico Basiliano di Santa Maria del Patire di Corigliano Rossano a essere il Luogo del Cuore più votato in Calabria. È quanto è emerso dal decimo censimento de I Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano.

La decima edizione, partita nel mese di maggio, ha raccolto numeri da record: i voti raccolti fino al 15 dicembre, giorno di chiusura dell’iniziativa, sono stati 2.353.932, il miglior risultato di sempre, con oltre 39.500 luoghi segnalati in 6.504 Comuni d’Italia (l’82,3% del totale).

Nella classifica dei luoghi più votati in Calabria, seguono la Torre Cavallara di Catanzaro, il Castiglione di Paludi, la Fontana Ficarazza di Filadelfia, il Santuario Madonna del Carmelo di Marano Marchesato, il Sentiero del Brigante di Santo Stefano in Aspromonte, l’Ospedale Psichiatrico e Archivio Storico di Girifalco e la Villa Romana di Casignana. (rcs)

Complesso Monastico Basiliano di Santa Maria del Patire, Corigliano Calabro (CS)

Situato su un pianoro tra due vallate e immerso tra i boschi dell’ultimo lembo della Sila Greca, il Complesso si trova a ridosso dell’Oasi Naturalistica dei Giganti di Cozzo del Pesco e si affaccia sulla Piana di Sibari e quindi sul Mar Ionio. Detto anche Pathirion, è un edificio dell’inizio del XII secolo, che presenta i caratteri dell’arte basiliana con decorazioni a tarsie marmoree policrome. Fu eretto grazie all’iniziativa del beato Bartolomeo da Simeri e alle donazioni di alcuni baroni normanni. Era uno dei più importanti monasteri basiliani della regione, ma del complesso primitivo resta ben conservata soltanto la chiesa. Fu per secoli un luogo di preghiera, ma anche un centro culturale tra i più qualificati e rinomati del Sud, con una ricca biblioteca e uno scriptorium in cui i monaci amanuensi trascrivevano, conservavano e trasmettevano la sapienza greco-romana-pagana e quella cristiana. Il comitato “Communia – Rigeneriamo il Patire” ha promosso la raccolta voti per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale del territorio. Il bene rientra nella classifica speciale Italia sopra i 600 metri.

Torre Cavallara di Catanzaro 

Risalente al XVII secolo, la Torre Cavallara è adagiata su una collina a pochi passi dalla costa ionica catanzarese e inserita in un ampio sistema di strutture di avvistamento edificate lungo tutta la costa. Venne eretta a scopo di difesa contro le invasioni saracene, è a base quadrangolare ed è detta “Cavallara” perché ospitava al piano terra i cavalli utilizzati per le comunicazioni veloci in caso di pericolo. L’accesso al piano superiore avveniva tramite scala esterna con ponte levatoio. Il comitato “Amici della Torre Cavallara”, composto da diverse associazioni del territorio, ne auspica la ristrutturazione e una migliore accessibilità. 

Castiglione di Paludi (CS)

Castiglione di Paludi, sito archeologico situato a circa 8 km dal mar Ionio, ha un’estensione di circa quaranta ettari e occupa i pianori di un vasto colle panoramico immerso in una incontaminata macchia mediterranea. Discussa è la sua origine: secondo alcune fonti storiche il sito è un’importante roccaforte brettia, secondo altre una città greca, forse fondata dal re dell’Epiro Alessandro il Molosso. Abitato per un lungo arco cronologico compreso fra il IX e il III sec. A.C., il sito comprende una necropoli dell’età del ferro (IX-VIII secolo a.C.) e un centro fortificato probabilmente fondato dai Brettii nel IV sec. a.C., adottando uno schema urbano che ricalca l’urbanistica delle città ellenistiche.Il “teatro” con sedili scavati nella roccia, l’area pubblica e soprattutto le mura con le torri e la monumentale Porta Est rappresentano un interessante esempio di architettura di età ellenistica della Magna Grecia. Il sito è immerso in una natura mediterranea di straordinaria bellezza, ma risultano necessari interventi di manutenzione di vario tipo. Il parco non è dotato di illuminazione, fatta eccezione per l’area relativa all’antica masseria ristrutturata, oggi punto di riferimento turistico e scientifico. I reperti ritrovati nel sito sono conservati nei depositi del Museo Archeologico di Sibari, ma si cerca di farli tornare nel proprio territorio. Il comitato “Palmino Maierù” che ha a cuore questo luogo, ne auspica un’adeguata valorizzazione.

Fontana Ficarazza, Filadelfia (VV)

La Fontana Ficarazza, costruita intono al 1850, accoglie i visitatori all’ingresso del paese di Filadelfia. Sulla fontana, che anticamente era denominata “Caprifico” per l’esistenza di una pianta di fico selvatico in prossimità della sorgente, sono scolpite tre maschere apotropaiche che rappresentano odio, amore e oblio. Un’epigrafe, attribuita a mons. Giovanni Andrea Serrao (1731-1799), recita: “Tu che allontani le malattie restituisci la salute agli ammalati e sarai linfa salutare e perenne” evocando le presunte proprietà salutari dell’acqua che sgorga dalla fontana. Il comitato “Amici della Ficarazza” ha promosso la raccolta voti per questo luogo al fine di restaurarlo e promuoverne la conoscenza. Il bene rientra nella classifica speciale Luoghi storici della salute.

Santuario Madonna Del Carmelo, Marano Marchesato (CZ)

La chiesa di Maria Santissima del Monte del Carmelo risale al 1135 come conferma l’iscrizione posta nella navata centrale, che segnala le tormentate vicissitudini di questo luogo di culto ricostruito una volta nel 1608 e restaurato nel 1900. La lapide è estremamente sintetica, se si tiene conto dei molteplici interventi documentati, in conseguenza di frane e di terremoti, che hanno fatto temere più di una volta la completa distruzione della Chiesa. All’interno è suddivisa in tre navate, con cappelle laterali. L’intitolazione a Santa Maria di Monte Carmelo, riconducibile almeno al Seicento, collega la devozione locale all’immagine della Madonna Bruna, icona orientale giunta con i frati carmelitani dalla Palestina, e conservata, sin dal Medioevo, nella Chiesa del Carmine Maggiore a Napoli. Il bene rientra nella classifica speciale Italia sopra i 600 metri.

Sentiero del Brigante, Santo Stefano in Aspromonte (RC)

Grazie all’attivazione del “GEA – Gruppo Escursionisti dell’Aspromonte”, che ne cura la manutenzione e per il quale desidera una maggiore conservazione e promozione turistica, il sentiero del Brigante è il luogo più votato in provincia di Reggio Calabria. Inserito nell’Atlante Digitale dei Cammini d’Italia del Mibact, il percorso si sviluppa per circa 130 km tra il Parco Nazionale dell’Aspromonte e il Parco Naturale Regionale delle Serre. Partendo da Gambarie, si snoda lungo la linea di crinale fino alle Serre Calabre, consentendo all’escursionista di concludere il suo cammino nella medievale Stilo, dove si trova la Cattolica, valorizzata da un innovativo sistema di illuminazione grazie al finanziamento “I Luoghi del Cuore” a seguito di un passato censimento.

La sua denominazione è chiaramente evocativa e legata alle vicende che hanno caratterizzato la storia dell’estrema montagna meridionale, tant’è che lungo il sentiero si susseguono designazioni toponomastiche che richiamano storie di briganti e rivoltosi, come quella dello schiavo ribelle Spartaco, che tentò di risalire la penisola per conquistare Roma, del celebre Nino Martino, che nel XVI secolo soggiornò a lungo in Aspromonte, feroce ma generoso con i deboli, e di Giuseppe Musolino, l’ultimo dei briganti, detto “U’ re i l’Asprumunti”. Il sentiero rientra nella classifica speciale Italia sopra i 600 metri.

Ospedale psichiatrico e archivio storico, Girifalco (CZ)

Il manicomio provinciale di Girifalco sorse il 18 settembre del 1878, quando il Consiglio della Calabria Ultra Seconda deliberò l’“Istituzione di un Manicomio Provinciale”. Per i primi ventitré ‘folli’ le porte del manicomio si aprirono il 22 luglio del 1881 e la struttura registrò fino al 15 maggio del 1978, giorno della sua chiusura, un totale di 15.794 cartelle cliniche, storie di vita e malattia di persone provenienti da tutta la Calabria e non solo, condizionando la storia sociale ed economica del territorio.

I pazienti facevano parte della comunità: l’ospedale fu tra i primi a sperimentare il metodo dell’open door, che permetteva ai pazienti meno pericolosi di uscire dalle mura della struttura. Dalla musica alla letteratura al cinema, diversi autori hanno raccontato i fatti accaduti tra le mura dell’Ospedale. Amalia Bruni, neurologa di fama internazionale, nel consultare le cartelle dei ricoverati ha scoperto che in diversi casi, a partire dal 1904, la descrizione dei sintomi dei pazienti era perfettamente in linea con quella dell’Alzheimer, almeno quattro anni prima che la malattia venisse rivelata al mondo. L’obiettivo comune dei membri del comitato “La memoria dei folli…in una rosa” è la digitalizzazione delle cartelle cliniche storiche al fine di garantire l’accesso alla memoria storica anche ai posteri. Il bene rientra nella classifica speciale Luoghi storici della salute.

Villa Romana, Casignana (RC)

L’area archeologica della Villa Romana di Contrada Palazzi di Casignana si estende per circa 15 ettari. La sua scoperta è avvenuta solo nel 1963 in seguito a lavori per la costruzione di un acquedotto la cui conduttura attraversa proprio quest’area. Il suo nucleo centrale è rappresentato da una grande villa extraurbana, con ambienti termali e residenziali. Sorta nel corso del I sec. d.C. in un’area con tracce di frequentazione già greca, la villa raggiunse il suo massimo splendore nel IV sec. d.C. quando copriva una superficie di circa 5000 mq ed era costituita di numerosi ambienti, disposti attorno a un grande cortile. A oggi sono oltre 50 gli ambienti riportanti alla luce dagli scavi e fra questi, oltre alle sale per i bagni freddi, vi sono ben otto ambienti riscaldati e altrettante vasche, tutti in ottimo stato di conservazione. Le realizzazioni più ricche ed eleganti sono presenti nel frigidarium. Sul pavimento della Sala delle Nereidi è raffigurato un thiasos marino con quattro Nereidi sedute su una tigre, un leone, un toro e un cavallo. Tra i meravigliosi pavimenti a mosaico, l’ultimo portato alla luce è il tondo con la raffigurazione del Trionfo Indiano di Dioniso, che rappresenta un unicum: il dio è vittorioso, da solo su un carro trainato da una coppia di tigri colte in atteggiamento di riposo; accanto a loro un solo pastorello che tiene nella mano sinistra il bastone del viaggiatore, il pedum. Il luogo è aperto al pubblico. (rrm)

Tornano le Giornate Fai d’Autunno: tante le aperture in Calabria

Anche quest’anno tornano le Giornate Fai d’Autunno, promosso dal Fondo Ambiente Italiano, ma con una novità: per la prima volta sono organizzate in due fine settimana, nella precisione questo weekend, il 17 e 18 ottobre, e il 24 e 25 ottobre.

Un’edizione speciale quella in programma, dedicata a Giulia Maria Crespi,  fondatrice e presidente onorario del Fai scomparsa lo scorso luglio, con mille aperture a contributo libero in 400 città in tutta Italia, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, alla scoperta di luoghi normalmente inaccessibili, poco noti o poco valorizzati in tutte le regioni.

Storiche dimore signorili, castelli, giardini, sedi istituzionali, chiese, complessi conventuali e tante altre “chicche” come borghi, collezioni private, parchi, luoghi della produzione e del commercio solitamente riservati agli addetti ai lavori si sveleranno attraverso punti di vista insoliti e racconti che meraviglieranno i visitatori, soddisfacendo e, insieme, accrescendo il loro desiderio di sapere, la loro curiosità.

In Calabria, si potrà visitare la Chiesa di Sant’Adriano a San Demetrio Coronesituata nel centro culturale più importante della comunità Albanese Italiana, dove l’identità etnica arbëreshë è ancora viva e dominante; a Cessaniti, sarà aperto il Sito palentologico, una  grande cava di sabbia bianca ricca di fossili anche visibili con un meraviglioso panorama sullo sfondo: la visita a questo sito paleontologico, un unicum nel contesto delle risorse geologiche calabresi, accompagnerà il pubblico sul fondo di un antico mare, alla ricerca degli animali che lo popolavano, nascosti e ancora intrappolati nella sabbia che li ha custoditi per anni. Sempre a Cessaniti, si può visitare il Collegio dei Gesuiti, Palazzo Cefalà e la Chiesa di San Basilio Magno.

E ancora, a Portigliola, si potrà ammirare il Palatium di Quote San Francesco, mai aperto al pubblico prima d’ora. Si tratta di un complesso eccezionalmente conservato di cui facevano parte un edificio termale e un nucleo residenziale, forse articolato originariamente su due piani, un tempo creduto una chiesa paleocristiana. Il palatium era la residenza fortificata di un potente dominus, forse al centro di un’ampia proprietà terriera, sviluppatosi in un momento storico in cui la società si trasformava e assumeva l’aspetto che sarà caratteristico dell’età medievale.  La vita del palatium di Quote S. Francesco si protrasse fino al VII secolo d.C. quando le incursioni arabe e il diffondersi della malaria provocarono il definitivo abbandono dell’area e portarono allo sviluppo di Gerace; il borgo antico di Tiriolo, ubicato nel punto più stretto della penisola calabrese ed è l’unico luogo in Italia in cui la vista abbraccia i due Mari: lo Ionio e il Tirreno.

E ancora, a Spezzano della Sila si potranno ammirare i Giganti della Sila, mentre a Cirò si potranno scoprire le meraviglie della città che ha dato i natali a Luigi Lilio, ideatore della riforma del calendario gregoriano.

Infine, si potrà ammirare la straordinaria bellezza du Castiglione di Paludi, sito archeologico situato a circa 8 km dal mar Ionio, che custodisce una delle più importanti e meglio conservate testimonianze di architettura ellenistica dell’Italia Meridionale. (rrm)

In copertina, Castiglione di Paludi (CS), foto del FAI

Francesco Pitaro ricorda la Crespi (Fai): con lei è nato l’ambientalismo in Calabria

Il consigliere regionale del Gruppo Misto, Francesco Pitaro,  ha voluto ricordare Giulia Maria Crespi, la fondatrice del Fondo Ambiente Italiano scomparsa di recente, che «ha insegnato agli italiani a mettere al primo posto la cura e la salute della terra come fondamento della salute per l’uomo».

Il consigliere Pitaro – dopo aver posto le condoglianze alla presidente regionale Anna Lia Paravati ed a tutti i protagonisti, soci e amici del Fai – ha sottolineato come la Crespi, «prezioso riferimento per la salvaguardia e la tutela dell’ambiente», abbia «lasciato un’eredità importante anche nell’ambientalismo calabrese e un messaggio di bellezza che rimarrà indelebile nel tempo».

«Come non ricordare, infatti – ha aggiunto il consigliere del Gruppo Misto – che Crespi ha dato avvio al Fai e all’ambientalismo in Calabria grazie ad Anna Gastel e Anna Lia Paravati. Anche nella nostra regione, il Fondo Ambiente Italiano continua a svolgere una costante e significativa attività di valorizzazione del prezioso patrimonio che la Calabria custodisce, ed ha una sua radicata ed efficace presenza, penso ad esempio, alla gestione della Riserva dei Giganti di Fallistro a Camigliatello».

«Nel solco di un impegno ispirato dal senso autentico del servizio – ha concluso Francesco Pitaro – il Fai proseguirà il suo lavoro di tutela e valorizzazione dell’ambiente, all’insegna di quella frase della decana degli ambientalisti che campeggia sul sito del Fai: ‘Sogni? Sì sogni! A furia di sognare, si riesce a portare nel concreto ciò che si sogna». 

Commosso, il ricordo commosso di Anna Lia Paravati, che piange, insieme al Fai Calabria, la scomparsa della fondatrice: «l’ultima volta che l’ho vista – si legge in una nota della presidente regionale – è stata durante il consueto incontro dei Presidenti Regionali del Fai, provata nel fisico e nell’animo per la recente morte del figlio, non volle però mancare all’incontro, ci teneva sempre molto».

«Era il suo modo per celebrare il lavoro dei volontari – prosegue la nota – insieme al tradizionale invito natalizio nello splendido palazzo di Corso Venezia, per dare atto di quanto fosse importante per lei questo ruolo nel Fai. Da parte nostra, attendevamo, consci del privilegio che avevamo, le sue comunicazioni che avevano sempre più il sapore di un testamento spirituale, di accorati appelli che spesso anticipavano, con lucida capacità visionaria, temi che sarebbero diventati di grande attualità. Aveva stretto un legame profondissimo con la natura e nel parlare dei temi a lei cari, era diventata essenziale, quasi rude, come se non volesse perdere tempo, e aveva contribuito profondamente a segnare l’approccio della Fondazione ai temi dell’ambiente, preoccupata per il suo delicatissimo equilibrio e del rapporto con l’uomo».

«Era stata contenta – continua la nota di Anna Lia Paravati – quando il Fai aveva firmato la convenzione per la valorizzazione dei Giganti di Fallistro, in Sila, convinta che in Calabria fosse indispensabile diffondere un maggiore rispetto per l’ambiente. La ricordo ancora quando, nel giardino di Villa Necchi Campigli, nel presentare il progetto del Fai per la ristrutturazione del Casino Mollo, ebbe parole bellissime e commoventi per la nostra terra».

«Mancherà a tutti noi Giulia Maria Crespi – conclude la nota – è questa la consapevolezza che ha immediatamente unito idealmente i volontari del Fai di tutta Italia nell’apprendere la notizia della sua morte. Era un passo avanti e i suoi insegnamenti costituiscono una strada già segnata per il Fai del futuro, il Fai senza di lei, che saprà proseguire nel solco da lei indicato. Mancheranno anche a noi, volontari calabresi, i suoi discorsi, le sue lettere, i suoi appelli, capaci di infondere forza e passione, ma sapremo coltivarne la memoria e ci lasceremo guidare ancora dalla lucidità del suo pensiero». (rrm)

SPEZZANO DELLA SILA (CS) – Tornano le “Sere Fai” ai Giganti della Sila

Con l’arrivo dell’estate, sono arrivate anche le Sere Fai, la serie di appuntamenti estivi promossi dal Fondo Ambiente Italiano in programma, per la Calabria, ai Giganti della Sila.

Nei mesi di luglio e agosto, infatti, il Fai allungherà fino a tarda serata l’orario di apertura dei suoi beni, non solo per diluire l’afflusso di pubblico garantendo totale sicurezza, ma soprattutto per offrire un’inedita esperienza di visita, arricchita da una eterogenea proposta di eventi appositamente pensati per le sere d’estate.

Ai Giganti della Sila, si parte il 25 luglio dalle 21.30, con l’evento Astronomi per una nottw: star trekking, con l’esperto astrofilo Francesco Veltri. Una passeggiata in notturna dal grande fascino sarà l’occasione unica di fare un appassionante viaggio alla scoperta di costellazioni, pianeti e mitilegati alle stelle: qui gli amanti della volta celeste troveranno una poltrona in prima fila per ammirare l’universo.

Si prosegue, poi, il 2 agosto con le sessioni di Yoga nella natura monumentale della Sila, con l’istruttore Maria Assunta Brogno, alle 18.00 e alle 19.00. Gli appuntamenti si chiudono il 16 agosto, con l’evento incentrato sulla “Mindfulness”: un “viaggio energetico”tra gli imponenti pini larici della Riserva, guidato dall’esperta counselore life coach Serena Criscuolo.

Per partecipare alle Sere Fai d’Estate è obbligatoria la prenotazione online. (rcs)

TORNANO LE GIORNATE FAI, È L’OCCASIONE
PER SCOPRIRE I “TESORI” DELLA CALABRIA

Il ritorno delle Giornate Fai all’Aperto segna, sicuramente, un nuovo inizio, o, meglio, una ripartenza di tutte le iniziative culturali e ambientali che, in Italia, sono state bloccate fino a qualche settimana fa. E le due Giornate, in programma questo weekend, arrivano come una ventata d’aria fresca che per troppo tempo era mancata, invitando a riscoprire quei parchi, giardini, riserve naturali e monumenti che rappresentano la parte più affascinante e, a volte, poco conosciuta dell’Italia. Oggi e domani si può dunque tornare a godere delle meraviglie che ci circondano, soprattutto per far scoprire ai bambini itinerari di grande suggestione che insegnano ad amare e preservare l’ambiente. Nove gli appuntamenti calabresi che il Fai propone di non mancare.

Una due giorni speciale, dunque, che ha già registrato il tutto esaurito, promossa dal Fondo Ambiente Italiano – con il patrocinio del Mibact e di tutte le Regioni e le Province Autonome – incentrata sul rapporto tra Cultura e Natura che si può approfondire visitando gli oltre 200 luoghi in più di 150 località in Italia perché «tornare a visitare i luoghi straordinari del nostro Paese significa tornare a valorizzarli e a proteggerli» si legge in una nota del Fai.

Monastero di Sant'Elia vecchio, ILPLATANO DI VRISI E IL MONASTERO DI SANT'ELIA VECCHIO, CURINGA (CZ )
Il Monastero di Sant’Elia Vecchio

Di luoghi straordinari di cui, d’altronde, è ricca la Calabria, queste Giornate Fai, indicano nove i luoghi incantevoli. A cominciare da Curinga, ad esempio, dove c’è il Platano di Vrisi, un albero millenario alto 20 metri con tronco di 18 metri di circonferenza. Su un lato è situata un’apertura, alta più di 3 metri, da cui si accede alla cavità del tronco. Le radici, alcune delle quali visibili, si piantano nel terreno come le dita delle mani e i rami, spogli in inverno, sembrano delle lunghe braccia. Antiche leggende raccontano che fu piantato dai monaci del vicino Monastero di Sant’Elia vecchio, dove si conservano i resti del “Sancta Sanctorum”. Il Monastero, infatti, è un vano a pianta quadrata chiuso da una cupola in buono stato di conservazione; la navata e l’antico cenobio. Il monastero, prima Basiliano, passò ai Carmelitani nel 1632, si configura come un unicum per i resti della chiesa munita di una notevole abside sormontata da una cupola in pietra, con evidenti richiami all’architettura armena.

Da Curinga si passa a Lamezia Terme dove c’è l’Abbazia di Sant’Eufemia Vetere, fondata da Roberto il Guiscardo nell’ XI secolo nell’area di un precedente monastero bizantino.

Si conservano i resti della chiesa e dell’area del chiostro dove furono ritrovate le monete con la raffigurazione delle vicine Terme di Caronte, luogo dove, nel 1056, il condottiero Roberto il Guiscardo si fermò, insieme ai suoi uomini, per risollevarsi dalle fatiche di una battaglia. Sempre a Lamezia, si possono visitare le Terme di Caronte, da cui sgorgano le acque salutari che hanno, con l’efficacia delle loro proprietà terapeutiche, curato Bruzi, Greci, Romani, e Normanni. 

viale della villa di palazzo Barracco, VILLA DI PALAZZO BARRACCO, SANTA SEVERINA (KR )
Villa di Palazzo Barracco a Santa Severina (KR)

A Corigliano Rossano, c’è il Complesso monastico basiliano di Santa Maria del Patire.Un vero gioiello dell’arte bizantina e basiliana, collocato a 602 metri d’altitudine in una posizione strategica e di grande fascino, tra castagni secolari e boschi dell’ultimo lembo della Sila Greca, da cui si apre uno spettacolare panorama sul mar Ionio e la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (San Giuseppe) a Castrovillari. Il titolo originario di questa chiesa era quello di S. Maria di Costantinopoli e prendeva il nome da un affresco raffigurante questa tipologia di Madonna che ancora vi si può osservare, anche se rovinato da molte ridipinture. Il nuovo nome comparve nel secolo scorso, allorché la confraternita di San Giuseppe spostò la sua sede da una cappella che era affiancata alla Madonna del Castello a questa chiesa. E ancora, a Santa Severina (KR), la Villa di Palazzo Barracco, disposta a terrazzo su sei piani paralleli intersecati da gradinate.L’elemento più caratteristico del giardino sono i numerosi alberi di pinus pinea che raggiungono anche i trenta metri di altezza con circonferenze che superano anche i duecentocinquanta centimetri.

Monumento ai cinque martiri, UN PERCORSO DI FEDE E DI SPERANZA, GERACE (RC ) A Gerace (RC), imperdibile Un percorso di fede e di speranza, per scoprire la storia del Monumento ai cinque Martiri di Gerace – inaugurato il 7 giugno del 1931 e sito nella splendida pineta naturale – per ricordare la fucilazione avvenuta il 2 ottobre 1847 dei cinque rivoluzionari. Si proseguirà poi verso la seicentesca Fontana della Piana: fontana con l’acquedotto ad arcate annesso; e al Santuario della Madonna di Prestarona a Canolo. La chiesa semplice, un tempo munita di dipinti e di preziosi suppellettili, è dedicata alla Madonna della Pace: il titolo “di Prestarona” deriva dal greco e letteralmente significa delle colombe, quindi la Madonna delle colombe (dal momento che la colomba ha sempre simboleggiato la pace.)

Tempio, TEMPIO LOC.COFINO, VIBO VALENTIA (VV ) A Vibo Valentia il Tempio nella località Cofino, che si trova nella parte più alta della città, vicino al Castello. Il grande tempio, scoperto nel 1921 da Paolo Orsi, era dedicato a Kore-Persefone e in seguito anche alla madre Demetra, sorella di Zeus e madre della terra, dea del grano e dell’agricoltura, artefice del ciclo delle stagioni. 

Infine, tra i Beni del Fai, ci sono i Giganti della Sila a Spezzano della Sila (CS), 5 ettari della storica “silva” silana dove giganteggiano 60 esemplari di pino laricio alti fino a 45 m, con tronchi larghi fino a 2 m e un’età media di 350 anni.

Riserva dei Giganti della Sila, I GIGANTI DELLA SILA, SPEZZANO DELLA SILA, COSENZAPer l’occasione, sono in programma visite in compagnia di ornitologi che, nel primo e nell’ultimo turno di visita, proporranno l’osservazione e l’ascolto dell’avifauna presente nell’area, mentre naturalisti botanici ed etnobotanici, nei turni di visita intermedi, condurranno alla scoperta dei più significativi aspetti non solo degli ultracentenari monumentali pini larici, ma anche di tutte le altre piante esistenti nella riserva.  (ams)

In copertina, il millenario Platano di Vrisi, a Curinga

BADOLATO (CZ) – La Chiesa dell’Immacolata candidata al censimento del Fai

La Chiesa dell’Immacolata di Badolato si è candidata al censimento del Fai – Luoghi del cuore 2020.

La candidatura del luogo, partita online 2 anni fa dal confratello Vincenzo Varano, è stata oggi rilanciata grazie al coordinamento e all’importante contributo dell’Associazione “La Radice”, con il notevole e pregiatissimo lavoro di ricerca del prof. Vincenzo Squillacioti, dell’Associazione Turistica “Pro Loco Badolato”, del Polo di Badolato dell’A.Op.T. “Riviera e Borghi degli Angeli”, del Comune di Badolato e della stessa Confraternita dell’Immacolata e soprattutto da un fruttuoso coordinamento da parte di Guerino Nisticò a seguito di un proficuo scambio di opinioni con gli amici del Fai.

Una iniziativa, che è nata a seguito del successo delle straordinarie e partecipate “Giornate Fai di Primavera” del Marzo 2019, – che hanno registrato a Badolato borgo la presenza, in due giorni, di circa 5000 visitatori e che ha visto collaborare in rete un comitato organizzativo composto da associazioni, confraternite ed Enti/Istituzioni locali assieme alle delegazioni del FAI di Catanzaro – la Confraternita dell’Immacolata ha deciso di candidare la Real Chiesa dell’Immacolata al censimento nazionale “FAI – I Luoghi del Cuore 2020.

«Vi chiediamo, ora – si legge in una nota – di sostenerci in questa importante iniziativa. Condividete, fate passaparola, votate e fate votare on line. Il Vostro voto è oggi importante per salvare la lanterna della cupola, dallo stile architettonico bizantineggiante, della nostra amata e suggestiva Chiesa dell’Immacolata di Badolato (CZ), mirabile esempio dell’arte secentesca calabrese».

Per votare, basta seguire il link https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-dell-immacolata-badolato?ldc . (rcz)

 

BOVA MARINA – La Villa Liberty Malgeri candidata al FAI

La Villa Liberty Malgeri di Bova Marina è candidata al Fondo Ambiente Italiano, la fondazione che tutela e valorizza il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.

A renderlo noto, Giuseppe Livoti, presidente de Le Muse di Reggio Calabria, che spiega come  Villa Malgieri sia stata «la prima dimora storica che è rientrata nel Progetto Casa Reale in partenariato con Melito tv, grazie a una vera e propria catalogazione televisiva, mostrandone bellezze e difficoltà nel mantenimento dei beni».

«Il merito – ha proseguito Livoti – grazie all’interessamento, attenzione e volontà di una delle due proprietarie la signora Marinella Malgeri, imprenditrice e docente che si è dedicata nel tempo, alla valorizzazione del bene che ha subito importanti restauri nella sua facciata con gli eclettici decori, così come sono ritornati a nuova vita gli interni che riportano a nuova vita anche, per gli oggetti conservati e riorganizzati, la storia imprenditoriale della famiglia che tra l’altro si distingue per la copiosa produzione di essenza del bergamotto dell’area ionica reggina». 

«La scorsa estate – ha proseguito il presidente de Le Muse – presso il sontuoso Giardino del Palazzo alla presenza del sindaco di Bova Marina, Saverio Zavettieri, della vice presidente Muse, Francesca d’Agostino e dei soci Muse,  era avvenuta la consegna di una targa informativa, oggi posta sulla facciata, nell’ambito di un evento che rientrava nel progetto di lettura storico-artistica sulle Dimore storiche calabresi. Una pannellonistica dal valore turistico per un percorso, che vuole essere un invito alla conoscenza di aspetti architettonici e decorativi che diano un’identità ritrovata sui territori e sulle principali realtà che riconducono all’identificazione di stili e andamento di gusto dal 1700 alla prima metà del 1900».

Marinella Malgeri parte attiva  di tale progetto di valorizzazione, ricorda come tale idea sia nata per tramandare alle nuove generazioni l’andamento di gusto e la sensibilità di edifici importanti non storicamente riconosciuti e di avere aderito sin da subito a questa prima vera e propria mappatura fatta con un primo step nell’ambito di Casa Reale, documentario realizzato in 12 puntate, grazie all’impegno dell’ing. Bruno Taverna.

Livoti, inoltre, ribadisce come «Palazzo Malgeri si trova ubicato su Corso Umberto 1, via importante nel centro di Bova Marina. Fu costruito, quale residenza di Antonino Malgeri su sua idea progettuale e, oggi, abitata dalle eredi», ma su richiesta visitabile dal pubblico proprio per mostrarne raffinatezza e gusto eclettico. 

«Occorre dunque – si legge in una nota – aiutare questo luogo del cuore a scalare la classifica: invitando reggini e non solo, amici e conoscenti a votarlo, perché solo così, il FAI riuscirà a portare questo luogo all’attenzione locale e nazionale». (rrc)