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Il ruolo del ministro Riccardo Misasi nella nascita dell’Università della Calabria

Riccardo Misasi

di FRANCO BARTUCCI – Ancora una tappa importante per la nascita dell’Università della Calabria nel suo cinquantesimo anniversario, iniziato il 16 febbraio 1971 con il provvedimento adottato dal Governo, presieduto dall’on. Emilio Colombo, nell’ambito del così detto Pacchetto Colombo, ratificato il 16 aprile 1971 dal Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, con il quale si individuava nell’area del cosentino l’insediamento della prima università statale calabrese.

A seguito di questo importante Decreto Presidenziale, il ministro della Pubblica Istruzione, on. Riccardo Misasi, emanava il 28 aprile 1971 alcuni decreti ministeriali, con i quali costituiva il Comitato Tecnico Amministrativo della nascente Università, prevista dalla legge 12 marzo 1968, n.442, insieme ai Comitati Ordinatori delle 4 Facoltà previste: Ingegneria, Scienze Economiche e Sociali, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Lettere e Filosofia.

Nella loro composizione venivano individuate delle figure accademiche di grande rilevanza nazionale, dirigenti  ministeriali ed esperti cultori del mondo universitario, cosicché il Comitato Tecnico Amministrativo risultava così composto: Ugo Carputi (Straordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università di Napoli), Gaetano Liccardo ( Straordinario di Diritto Tributario presso Università di Napoli), Renato Sparacio (Straordinario di Scienza delle Costruzioni presso Università di Napoli), Gaetano Greco Naccarato (professionista esperto), Lucio D’Angiolini (designato dal Ministero dei Lavori Pubblici), Roberto Guiducci (designato dal Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica), Enrico Calamita (designato dal Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, componente del Comitato dei Ministri per il Mezzogiorno e per le aree depresse), Luigi Giangrossi ( Provveditore regionale alle Opere Pubbliche della Calabria), Guido Guidotti (rappresentante Ragioneria Generale dello Stato, designato dal Ministero del Tesoro), Fausto Lio ( Sindaco del Comune di Cosenza), Francesco De Munno (Presidente Provincia di Cosenza), Fabrizio Sgrelli (direttore Divisione Ministero Pubblica Istruzione, con le funzioni di segretario del Comitato Tecnico Amministrativo e capo degli uffici di segreteria della nascente università).

La composizione dei Comitati Ordinatori delle quattro Facoltà che saranno chiamati a predisporre gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea, all’ impostazione dello Statuto ed alla gestione didattica, scientifica ed amministrativa  delle nascenti Facoltà, viene così individuata con figure note ed apprezzate del sistema universitario italiano:

Lettere e Filosofia: prof. Paolo Prodi (Presidente), prof. Gianvito Resta, prof. Gianfranco Folena, prof. Boris Ulianich; Scienze Economiche e Sociali: prof. Beniamino Andreatta (Presidente), prof. Paolo Sylos Labini, prof. Adriano Vanzetti; Ingegneria: prof. Elio Giangreco (Presidente), prof. Ferdinando Gasperini, prof. Ugo Carputi; Scienze Matematiche Fisiche e Naturali: prof. Gianfranco Ghiara (Presidente), prof. Carlofelice Manara, prof. Alessandro Quaranta Alberici, prof. Rolando Cultrera;

In parole povere sarebbe il terzo evento in ordine di tempo nella programmazione del cinquantesimo anniversario della nascita dell’Università degli Studi della Calabria, con il quale si distingueva  la figura dell’on. Riccardo Misasi, in quei momenti ministro  della Pubblica Istruzione, in cui le città di Cosenza e Rende si avvantaggiavano pure della presenza nel Governo Colombo dell’on. Dario Antoniozzi, quale sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri; nonché dell’on. Francesco Principe, sottosegretario di Stato alle Partecipazioni Statali.

Li vedremo più avanti autori di altri importanti azioni, che contribuiranno a soddisfare il clima di attesa per la nascente università calabrese. Intanto è bene raccogliere e ricordare il pensiero del ministro Riccardo Misasi che a proposito, attraverso le pagine della Gazzetta del Sud, dichiarava: «Vorremmo che istituita la nuova Università, alla sua concreta attuazione dovrebbero essere invitate a partecipare, per organizzarla in senso veramente funzionale e produttivo, quelle stesse grandi imprese più direttamente interessate ai suoi risultati. L’essenziale è far sì che la scelta fatta dal Governo, si concreti per l’impegno successivo ti tutte le forze vive e responsabili della nazione, in uno strumento formativo nuovo, modernamente impostato ed utilizzato, inserito dinamicamente nei problemi reali dello sviluppo e del progresso del Paese. E’ necessario che ciò che è contenuto nella scelta di una Università residenziale e orientata prevalentemente verso certi tipi di specializzazione, venga sviluppato e potenziato nella pratica attuazione del nuovo centro di formazione mobilitando intorno ad esso l’attenzione di tutte le forze che possono essere interessate al nuovo esperimento. Ciò solo potrà evitare che la presenza di alcune facoltà tradizionali possa finire per prevalere, assorbendo a poco a poco la novità della scelta governativa e riducendola, in pratica, ancora alla creazione di una semplice succursale del tipo di Università tradizionale che finirebbe, tra l’altro, con il trovarsi rapidamente ai margini dello stesso ambiente accademico nazionale».

In quei giorni la notizia della nomina, da parte del ministero della Pubblica Istruzione, del Comitato Tecnico Amministrativo dell’Università e dei Comitati ordinatori delle quattro Facoltà, fu commentata dai giornali con questi titoli: “Costituito il Comitato per l’Ateneo Calabrese” (Il Tempo), “È urgente per la Regione l’inizio dei corsi universitari” (Il Tempo), “L’Università in Calabria. Bisogna redigere un piano regolatore, onde non snaturare il contenuto della legge istitutiva e consentire l’acquisizione delle aree necessarie per la capienza massima. Evidentemente l’Università è nata con un brutto destino” (Cor Bonum), “Discorso di Principe in un convegno socialista: l’Università a Cosenza” (Gazzetta del Sud).

Articoli nei quali emergevano pensieri e testimonianze di apprezzamento, guardando già al possibile insediamento del nuovo Ateneo se a sud o a nord di Cosenza; come anche delle sue specificità a tutto vantaggio del mondo giovanile e delle sue funzioni in un contesto regionale alla ricerca di una sua collocazione di sviluppo nel Paese e nell’Europa.

«Poiché l’Università della Calabria ha caratteristiche tutte particolari ed in un certo senso rivoluzionarie, non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa continentale, non vorremmo – riporta il giornale Cor Bonum – che venisse snaturata o svuotata del suo contenuto meraviglioso dalla ignoranza o peggio dal campanilismo gretto e cieco di chicchesia. L’Università di tipo residenziale, com’è quella calabrese, è nuova non solo in Italia, ma anche in Europa salvo la Gran Bretagna, e sul modello dei “colleges” inglesi, appunto è stata creata. Per ciò lo stesso deve essere, come questi, autonoma, vivente di vita propria e lontana da centri di qualsiasi genere che potrebbe influenzarne a vita interna e condizionarne lo sviluppo».

Insomma, da ciò emerge che in città sulla nascente università c’è molta attesa e si discute tanto, curiosi di aspettare gli insediamenti di detti organi gestionali ed amministrativi, le cui prime riunioni cominceranno a svolgersi nel mese di maggio 1971, assumendo importanti decisioni nella scelta del luogo fisico dove dovrà sorgere l’Ateneo ed anche i regolamenti didattici ed amministrativi che confluiranno nella scrittura dello Statuto dell’Università, che verrà approvato sempre dal ministro Riccardo Misasi con Dpr 1° dicembre 1971 n° 1329.

Ma, prima, ci sarà la cerimonia del loro insediamento nella città di Cosenza e l’elezione del primo Rettore tra i componenti dei quattro Comitati Ordinatori delle Facoltà. (fb)

                                                           

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