Il seminario “La Calabria nel voto nazionale” dell’Unical

Mercoledì 28 settembre, alle 15.30, nell’Aula SSp1 dell’Università della Calabria, è in programma il seminario La Calabria nel voto nazionale, organizzato dall’Osservatorio Politico-Istituzionale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali.

Il seminario è diventato, da molto tempo, un tradizionale appuntamento per analizzare “a caldo” i risultati, i comportamenti elettorali dei calabresi e le prospettive politiche che il risultato prefigura.

Alle analisi dei professori Domenico Cersosimo, Antonio Costabile, Roberto De Luca e Valeria Tarditi, faranno seguito gli interventi di alcuni dei protagonisti della campagna elettorale: Anna Laura Orrico (Movimento 5 stelle), Fausto Orsomarso (Fratelli d’Italia) e Vittorio Pecoraro (Partito Democratico).

Il seminario sarà introdotto e coordinato dal professore emerito Piero Fantozzi.

Facoltà di Medicina all’Unical, il vicesindaco di Rende Artese: Andare oltre le divisioni e visioni miopi

La vicesindaca di Rende, Annamaria Artese, è intervenuta in merito alla polemica sulla Facoltà di Medicina all’Università della Calabria, ribadendo che «bisogna avere una visione chiara sul futuro: c’è bisogno di un approccio condiviso, di dare risposte concrete ai cittadini, andare oltre le divisioni e le visioni miopi e populiste. Bisogna pensare a costruire il nostro futuro, aldilà dei nostri naturali mandati».

«Porre l’accento sul tema della istruzione e della salute pubblica quali diritti fondamentali e centrali nell’agenda politica regionale – ha spiegato – significa riconoscere all’Unical un ruolo fondamentale nel contribuire ad affrontare i problemi che affliggono la Calabria, in questi anni minata dai continui commissariamenti e dal depotenziamento delle strutture sanitarie esistenti. Il corso di laurea in Medicina e tecnologie digitali è stato pensato come integrato alle nuove tecnologie legate all’ingegneria informatica e alla intelligenza artificiale: un campo questo dalle potenzialità massime. Non comprendere la portata e l‘importanza di tale opportunità significa condannare la nostra regione a rimanere ancorata a fondamentalismi da prima repubblica».

«Come municipalità siamo e saremo sempre pronti a recepire la diffusione della conoscenza come contributo fondamentale al benessere collettivo e allo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità, prodotta nell’Università sul territorio – ha evidenziato –. Soprattutto dinanzi alle impellenti e gravose sfide economiche, sociali e ambientali di questo particolare momento storico, si dovrebbe superare il provincialismo che attanaglia menti troppo avulse al cambiamento e prodigarsi a moltiplicare e sostenere azioni sinergiche per lo sviluppo strategico della nostra regione».

«Valorizzare le eccellenze presenti all’interno dell’ateneo di Arcavacata, così come di ogni università calabrese – ha evidenziato – è fondamentale per avviare una progettazione che determini quel cambio di passo necessario a far crescere la nostra regione e a determinare la costruzione di un futuro più sostenibile».

«Con l’avvio del corso di laurea magistrale a Ciclo unico in Medicina e Chirurgia Td (Tecnologie digitali) all’Università della Calabria – ha detto ancora – si può determinare il cambiamento di rotta necessario a garantire il diritto costituzionale alla salute e di cura e quello all’istruzione, oggi ancor più minati da una crisi pandemica senza precedenti e da una vacatio politica evidente. Migliorare i servizi di assistenza alla cittadinanza significherebbe non solo per la provincia di Cosenza, ma per la Calabria coniugare innovazione e ricerca».

«La medicina si fa sul territorio – ha concluso – è l’organizzazione territoriale a fare la differenza e appare evidente come sia più che mai necessario garantire il diritto alla salute per i nostri cittadini implementando un’offerta sanitaria che trovi nei poli sanitari forza e sostegno. Solo così sarà possibile ridefinire l’offerta formativa, la ricerca, il servizio sanitario regionale: promuovendo il confronto e la cooperazione tra tutti gli attori dei territori, creando una rete in grado di valorizzare le competenze e le conoscenze in relazione ai bisogni dei cittadini, delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni». (rcs)

L’OPINIONE / Filippo Veltri: Il valore dell’Unical e le polemiche da pollaio

di FILIPPO VELTRI – «L’Unical ha laureato più di 100mila giovani calabresi, realizzando così quello che era il sogno dei padri fondatori: diventare fucina della classe dirigente»: così ha detto ieri mattina nel corso della cerimonia per i 50 anni di istituzione dell’ Ateneo di Arcavata il suo attuale Rettore, Nicola Leone. Il quale ha subito aggiunto: «anche il presidente della Regione ed io stesso oggi rettore dell’Unical abbiamo conseguito qui la laurea».

Leone ovviamente per assoluta modestia non ha aggiunto che egli stesso è oggi uno scienziato di valore mondiale. Ma il punto di fondo non è questo e sta invece in quella cifra di 100 mila giovani calabresi laureati in quella struttura. Per gran parte di quei 100 mila non sarebbe stato infatti possibile arrivare alla laurea visto che fuori dalla nostra regione non erano in grado le loro famiglie di sostenere i costi di 5 e più anni di studi. Sono invece arrivati al traguardo finale ragazzi di famiglie poverissime dei paesi più sperduti e lontani di tutta (rpt tutta) la Calabria, che in questi 50 anni hanno avuto la possibilità di farlo e poi di diventare qualcuno, non solo di trovare un lavoro.

Io ne conosco decine e decine di ragazze e ragazzi di Locri, di Isca sullo Jonio, di Mormanno, di Limbadi, di Caraffa del Bianco, di Cotronei e via discorrendo che si sono laureati in Ingegneria, in matematica, in fisica, in chimica, in lettere, in storia e hanno cambiato le sorti loro e delle loro famiglie. Ne conosco decine che oggi lavorano in prestigiose aziende o istituti di ricerca delle principali città europee e che occupano anzi postazioni di prestigio in grandi multinazionali.

Ieri mattina il magnifico rettore ha tracciato un bilancio dei primi tre anni del suo mandato: «Nel solo 2022 l’Unical ha già vinto bandi per più di 100 milioni di risorse del Pnrr. Si tratta di una grande opportunità. Siamo pronti a mettere competenze, progettualità e saperi a disposizione delle altre istituzioni per realizzare progetti ancora più ambiziosi. Siamo un ateneo moderno e abbiamo, tra i nostri obiettivi strategici, anche quello di garantire la copertura del cento per cento delle borse di studio» ed ha pure annunciato l’attivazione di una call aperta a scienziati di tutto il mondo per verificare se ve ne siano alcuni disposti ad assumere incarichi nell’ateneo di Arcavacata. «Ci sono manifestazioni d’interesse – ha aggiunto – molto lusinghiere».

Ovviamente ci sono anche ombre e non solo luci in questi 50 anni di storia di Arcavacata, che il mai dimenticato Beniamino Andreatta volle in quel modo per sprovincializzare una società ferma e abulica come quella calabrese. Ma quello che più colpisce in queste ore è che la scommessa vinta dall’Unical si accoppi da un lato a polemiche incomprensibili sul suo specifico ruolo e dall’altro – cosa più grave – ad una polemica da pollaio che sta agitando parte del mondo politico sulle istituzioni o meno di nuove facoltà nelle tre università calabresi, con toni da guerra municipalistica che ricordano ben altri periodi bui della nostra recente storia e che sono privi di qualsiasi visione d’assieme su come – ad esempio – debba essere il sistema universitario regionale e a quali sfide debba rispondere. Ancora una volta prevale il pennacchio e il campanile, magari per strappare qualche votarello a 5 giorni dalle elezioni agitando il vessillo facile facile della difesa della città.

Ma questa non è classe dirigente, è una classe buona per addomesticare un momento, una rabbia, un desiderio di rivincita ma non per costruire il futuro. Forse tra quei 100 mila giovani calabresi laureatisi in questi 50 anni all’ Unical ci sarà anche qualcuno degli agitatori di oggi della guerra delle Università. Ma non hanno appreso costoro la lezione – caro rettore Leone – di quello che ha significato questo ateneo per la cosa più bella di tutte: tenere cioè assieme, fare crescere, studiare, dormire, mangiare sempre tutti assieme, e magari lavorare ragazze e ragazzi di Reggio e Vibo, di Catanzaro e Cosenza, di Crotone e Castrovillari. Senza pennacchi o campanili. (fv)

L’OPINIONE / Nicola Leone: Quella visione chiamata Unical

di NICOLA LEONE – Vorrei che l’intera società calabrese (…) trovasse nell’Università un ben più profondo significato di quanto non ne abbiano avuto, finora, tutte le altre Università» (Beniamino Andreatta).

L’Università della Calabria nasceva nel 1972 con una missione scientifica e al tempo stesso civile. Un sogno, una visione, una scommessa lanciata da Beniamino Andreatta e dai padri fondatori: realizzare nel sud un ateneo nuovo, con metodi formativi inediti e residenziale, che formasse la nuova classe dirigente e rendesse l’istruzione universitaria in Calabria opportunità per tutti. Una scommessa che oserei dire vinta. Più di 100.000 giovani hanno conseguito il titolo di studio presso l’Università della Calabria finora: tra di loro ci sono gran parte degli insegnanti di oggi, dei dirigenti di oggi e i vertici di diverse istituzioni calabresi. Essi hanno positivamente contribuito all’innovazione e alla crescita socioculturale della Calabria. Numeri che raccontano l’incredibile crescita di questo ateneo, dal 1972 a oggi.

Nel suo primo anno accademico contava tre corsi di laurea: Ingegneria civile e industriale, Fisica e Scienze economiche e sociali. Cinquant’anni dopo i corsi di laurea, tra triennali e magistrali, sono saliti a 78. Il numero di iscritti al primo anno è passato dai 596 del ’72 agli oltre 6mila dell’anno accademico 2021/2022. Negli anni, grande l’apertura è stata anche nei confronti della comunità internazionale che ha mostrato grande interesse, tanto da superare quest’anno le 5000 domande di ammissione da parte di studenti stranieri, attratti dai nostri 10 corsi internazionali e dai 21 dual degree.

L’Unical non è cresciuta solo nella didattica; grandi passi sono stati fatto nel campo della ricerca grazie all’impegno di tanti giovani ricercatori che sono nati nell’Unical e che qui hanno deciso di fermarsi, sentendosi parte di una missione culturale più alta e offrendo il loro talento al servizio del territorio. Cito solo alcuni numeri, che raccontano l’impegno dell’Unical nella ricerca. Le pubblicazioni scientifiche sono oltre 60mila (fonte IRIS) e le citazioni Scopus superano le 300mila (su 15mila 774 prodotti), mentre quelle censite da Web of Science negli ultimi 10 anni sono più di 230mila (su 12.654 prodotti).

Accanto al genio delle menti, la ricerca viene sostenuta da grandi infrastrutture, tra le quali Sila, Agrinfra e Star, sorgente a raggi X ad alta energia, infrastruttura di ricerca di interesse strategico nazionale. Ricerca e infrastrutture ottenute grazie anche alla grande capacità di intercettare finanziamenti, linfa vitale per un’università nata e cresciuta in un tessuto economico modesto. Solo quest’anno, ad esempio, l’ateneo è riuscito a ottenere finanziamenti pari a 75 milioni di euro sul PNRR, 5 milioni sul Piano operativo salute e 4 milioni dal Ministero dell’economia.

Nell’ambito della sua terza missione, inoltre, l’Unical ha dato vita a moltissimi spin-off: oggi sono 48 che danno lavoro a centinaia di giovani laureati.

Certo, le sfide del futuro sono ancora tante e passano anche dal miglioramento di alloggi e servizi, al garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti, per i quali mancano ancora oggi risorse statali sufficienti e si rende necessaria – e non più rinviabile – l’adozione di una legge regionale per il diritto allo studio universitario. Tra le sfide del futuro anche la necessità di animare ancor di più il campus, realizzando in pieno quell’ambiente di studio inedito che Andreatta immaginava per il campus. Tra gli obiettivi, che raggiungeremo a stretto giro, il potenziamento delle strutture sportive con la realizzazione di una vera e propria cittadella dello sport e l’apertura delle sale cinematografiche.

È il momento di tirare le somme, di tracciare un bilancio. Cinquant’anni dopo possiamo – dobbiamo – chiederci se l’ambiziosa missione per cui l’Università della Calabria è nata sia stata compiuta. Certamente l’Unical ha avuto un enorme impatto sulla formazione e sullo sviluppo socio-culturale, ha favorito l’innovazione e la crescita del territorio. Ma per lo sviluppo economico l’università da sola non basta. La politica deve fare la sua parte in ambito di infrastrutture, trasporti e sicurezza. Il Pnrr in questo senso offre una grande opportunità e l’Unical mette a disposizione le proprie competenze per realizzare progetti in sinergia con l’istituzione regionale. Quindi più che rispondere alla prima domanda, a chi nutre dubbi sul positivo impatto dell’Unical sul territorio ne propongo io un’altra. Cosa sarebbe stata la Calabria oggi senza l’Unical? (nl)

A San Lucido la Giornata del Laureato Unical

di Debora CalominoUna serata densa di emozioni quella svoltasi mercoledì 14 settembre a San Lucido. Orgoglio e senso di appartenenza le due parole chiave della manifestazione dedicata ai laureati dell’Università della Calabria, residenti nel borgo tirrenico, promossa dall’Associazione Internazionale Amici dell’Unical, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di San Lucido.  

La Giornata del Laureato Unical, voluta per celebrare il 50° anniversario del primo anno accademico 1972/1973, ha permesso a circa 85 ex studenti dell’ateneo calabrese, su oltre trecento che finora hanno conseguito tale titolo accademico, di ottenere una pergamena ricordo, un attestato di “merito e appartenenza” che ha commosso tutti  i presenti, che man mano si sono presentati per ritirarla.

Dopo San Vincenzo La Costa e Cerisano, dove tale cerimonia si è svolta, è toccato a San Lucido per essere stata negli anni di lavoro del Rettore Beniamino Andreatta al centro dell’attenzione per un possibile insediamento universitario pensato quale occasione di residenza e servizi di accoglienza per convegnistica e attività varie. Prima della consegna delle pergamene, c’è stato un momento di dialogo tra i rappresentati dell’Associazione Amici dell’Unical, la Presidente Silvia Mazzuca, il portavoce Franco Bartucci, il Prorettore professoressa Patrizia Piro, il sindaco di Cerisano Lucio Di Gioia, il sindaco di San Lucido Cosimo De Tommaso, l’assessore alla Cultura Floriana Chiappetta e Giovanna Chiappetta, professore ordinario di diritto privato presso l’Unical. 

Molto intense sono state le testimonianze dei primi laureati Unical di San Lucido, i quali hanno raccontato la loro esperienza, in un ateneo che era agli albori, ma che ha donato a tutti loro le basi per avere successo nella vita.

«Senza l’Unical non avrei mai potuto essere chi sono oggi», hanno dichiarato i laureati, mostrando riconoscenza nei confronti di chi ha fortemente voluto la nascita dell’Ateneo ad Arcavacata. Diverse le storie raccontate, come chi ha ringraziato i genitori per aver permesso di studiare, chi ha conseguito la laurea dopo un periodo difficile e chi ha potuto continuare gli studi grazie alla vicinanza dell’ateneo. 

La consegna delle pergamene è avvenuta con la proiezione delle immagini del giorno della laurea, rinnovando l’emozione e la gioia di quel momento. Una vera e propria festa che ha coinvolto i laureati ma anche le loro famiglie. Durante la manifestazione sono state consegnate anche due pergamene alla memoria, per due giovani sanlucidani scomparsi prematuramente: Maria Francesca Roberti  e Leverino Bruno, entrambe le pergamene sono state ritirate dai familiari.

Un altro appuntamento per celebrare il 50° anniversario del primo anno accademico dell’UniCal 1972/1973 è previsto per domenica prossima 18 settembre, alle ore 18,30, nel chiostro comunale di San Lucido, dove sarà presentato il libro di Franco Bartucci L’Avventura di Andreatta in Calabria – Un Campus per competere nel mondo, pubblicato dalla Pellegrini Editore. Una manifestazione voluta dall’Amministrazione comunale di San Lucido in collaborazione con l’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, con il patrocinio della stessa Università, del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza e dell’Associazione locale “Onda d’Urto”.

Sarà una buona occasione, alla luce del contenuto del libro, di una buona riflessione sul tema: San Lucido ed il suo Borgo antico nella storia dell’Università della Calabria. Un tema che va a recuperare un rapporto che, tra il 1973 e il 1974, ci fu, tra il sindaco di San Lucido, Pietro Berlingieri, ed il Rettore Beniamino Andreatta, per realizzare su quel territorio comunale un complesso residenziale e di servizi utile alla stessa Università quale luogo di residenza per il corpo docente e di convegnistica.

Dopo i saluti del sindaco, Cosimo De Tommaso, e dell’assessore alla cultura Floriana Chiappetta, prima della conversazione tra l’autore del libro e Debora Calomino, dottoranda di ricerca all’UniCal, ci sarà l’intervento di Franco Mollo, vice Presidente del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa”, che porterà un sua testimonianza in qualità di studente eletto nel 1975 quale loro rappresentante nel primo Consiglio di  Amministrazione dell’Università, presieduto dal Rettore Beniamino Andreatta. (dc)

L’Unical protagonista a Genova nella conferenza sull’Intelligenza artificiale

L’Università della Calabria è stata protagonista, a Genova, alla conferenza internazionale Logic Programming and Non-monotonic Reasoning, con il suo Rettore, Nicola Leone, che ha partecipato da Keynote Speaker (oratore principale).

Un evento internazionale, giunto alla sua sedicesima edizione, su intelligenza artificiale, rappresentazione della conoscenza, programmazione logica e ragionamento non-monotono. Il comitato di programma, composto da 40 scienziati del settore provenienti da tutto il mondo, ha selezionato quattro massimi esperti del settore invitandoli a presentare le loro ricerche come Keynote Speaker: oltre al rettore Nicola Leone, sono stati nominati Stefan Woltran (Vienna University of Technology), Sheila McIlraith (University of Toronto) e Alessandra Russo (Imperial College London). Ciascuno dei quattro scienziati ha avuto un’ora per illustrare le ricerche nella sessione plenaria della conferenza.

Un altro riconoscimento, ancora più prestigioso, l’Unical l’ha acquisito al termine della conferenza, quando il comitato scientifico ha premiato Mario Alviano, Carmine Dodaro, Salvatore Fiorentino, Alessandro Previti e Francesco Ricca del Dipartimento di Matematica e informatica con il Best paper award, ovvero il premio per la migliore ricerca della conferenza, per il loro lavoro dal titolo “Enumeration of minima modello and MUSes in WASP”.

Un ulteriore riconoscimento dell’eccellenza del gruppo sull’intelligenza artificiale costituito da Nicola Leone, che va a sommarsi ai numerosi premi italiani ed esteri già conseguiti dal team del dipartimento di Matematica e informatica, oggi diretto da Gianluigi Greco, che solo pochi giorni fa è stato insignito della fellowship dell’Asia-Pacific Artificial Intelligence Association(rrm)

 

Il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi all’Unical per i 50 anni dal primo anno accademico

Quest’anno sono 50 anni che all’Università della Calabria si avvia l’anno accademico. Un traguardo importante, che sarà celebrato il 19 settembre – giorno in cui prenderà il via l’anno accademico, alla presenza del premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

L’inaugurazione dell’anno accademico prenderà il via alle ore 10 e 30, presso l’Aula magna, ospitata all’interno del Centro congressi “Andreatta” (l’ingresso sarà però consentito solo dalle 9 alle 10). Dopo l’ingresso del corteo dei rettori, ospiti della cerimonia, sarà la musica ad aprire l’incontro, con l’esibizione del quartetto d’archi del Conservatorio di Cosenza.

Alle 11 l’intervento del rettore Nicola Leone, cui seguiranno quelli di Marilena Lovoi, la più giovane dipendente Unical, per il personale tecnico amministrativo e di Elizabeth Doria Rosales, studentessa cubana laureata in Fisica e ora iscritta al corso di Informatica, per gli studenti. Prenderanno poi la parola la presidente del Cnr Maria Chiara Carrozza e il presidente dell’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca Antonio Uricchio. Chiuderà l’incontro l’attesa lectio magistralis dal titolo Il valore della scienza del professor Giorgio Parisi, insignito nel 2021 del premio Nobel per la Fisica per i suoi studi sui sistemi complessi.

In serata la festa si sposterà al Teatro auditorium dell’Unical, che ospiterà il concerto di Goran Bregovic: un compositore unico, capace di contaminare insieme le sonorità di una fanfara tzigana, le polifonie tradizionali bulgare, una chitarra elettrica e percussioni tradizionali con delle accentuazioni rock. Per questo atteso ritorno in Italia, a distanza di 3 anni dall’ultimo tour, Goran Bregovic sarà accompagnato dalla sua “Wedding and funeral band”, per un concerto che si preannuncia come una grande festa.

L’ateneo, fondato da Beniamino Andreatta, avviava i corsi nell’autunno del 1972. L’università – il suo cuore storico, il Polifunzionale – era ancora un cantiere e le attività didattiche, per quel primo manipolo di pionieri che furono le prime 600 matricole, erano ospitate presso l’Inapli e l’istituto industriale “Monaco” di Cosenza.

Cinquant’anni dopo, l’Università della Calabria è il campus immaginato da Andreatta, al servizio di oltre 25mila studenti. È il più grande d’Italia – con i suoi 200 ettari immersi nel verde – e ospita, insieme ad aule e a 120 laboratori, oltre 2.500 posti letto, 5 mense, due teatri, due cinema, due anfiteatri, il sistema bibliotecario più grande del Sud Italia, l’orto botanico e i musei, un Centro sportivo, il Centro sanitario, un polo d’infanzia, un incubatore di startup innovative, un Polo tecnologico che si sviluppa intorno a una innovativa sorgente a raggi X. Ed è un’università che, dal profondo Sud Italia, non rinuncia alla sua vocazione internazionale e al suo protagonismo oltre i confini nazionali, come testimoniano le oltre 5000 domande di iscrizione da studenti provenienti dall’estero, i tanti progetti vinti, i risultati eccellenti ottenuti in bandi competitivi, le posizioni di rilievo guadagnate dalle classifiche. (rcs)

Unical, nuovo anno accademico al via: lezioni in presenza e aule fruibili senza restrizioni

All’Università della Calabria il nuovo anno accademico è all’insegna della normalità: Le attività didattiche (lezioni, esami e sedute di lauree) si svolgeranno in presenza e le aule – così come gli altri spazi dell’ateneo (laboratori, teatri, biblioteche, sale convegni, sedi associative, mense, musei) – potranno essere fruite al 100 per cento della loro capienza.

La ripresa delle attività totalmente in presenza è una decisione condivisa anche dal molte altre università italiane, come, ad esempio, la Statale di Milano o La Sapienza di Roma o l’Alma Mater di Bologna.

Non sarà più necessario prenotare il proprio posto a lezione, ma sarà comunque richiesto il check-in all’ingresso (e il check-out all’uscita) utilizzando l’app Smartcampus, così da favorire le attività di tracciamento in caso di contagio.

Resta in vigore, inoltre, l’obbligo di indossare la mascherina in aula e in laboratorio (consigliata la FFP2), durante gli esami e le sedute di laurea, nelle aree comuni in cui si possono formare degli assembramenti, comprese mense, biblioteche e aule studio, durante gli eventi al chiuso. Una misura precauzionale, che l’Unical ha deciso di confermare nell’ambito dell’autonomia riconosciuta alle università e sulla scorta della circolare trasmessa dal ministro della Funzione pubblica che assegna alle amministrazioni il compito di adottare le misure più idonee a tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. L’andamento dei contagi, così come il previsto arrivo di una nuova variante, non consente di abbassare ancora la guardia, tanto più con l’autunno e le stagioni più fredde alle porte. In questo contesto, con la caduta delle restrizioni sulle distanze, gli studi scientifici dimostrano che l’utilizzo della mascherina è un accorgimento che può limitare la circolazione del virus.

Esami e lauree

Gli esami e le sedute di laurea si svolgeranno in presenza, tranne nei casi di positività al Coronavirus. Gli studenti che risultino positivi potranno richiedere la modalità di esame a distanza attivando un ticket on line (clicca qui per il link diretto). La richiesta, corredata dalla documentazione necessaria, va inoltrata, di norma, almeno 48 ore prima dell’esame.

Anche gli studenti impegnati all’estero in programmi di mobilità internazionali potranno sostenere gli esami da remoto, purché in presenza di un docente delegato dall’università ospitante, presentando la richiesta on line.

Solo nel caso di positività, lo studente viene esonerato dall’obbligo di frequenza a lezione e le assenze non avranno ripercussione sull’ammissione all’esame. Anche in questo caso sarà possibile richiedere l’esonero dalla frequenza attivando un ticket on line. Lo studente sarà supportato nello svolgimento del percorso formativo individuando modalità funzionali al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento dei singoli insegnamenti, ad esempio con materiale didattico aggiuntivo, videoregistrazioni delle lezioni o attività di tutoraggio o ricevimenti mirati con i docenti. (rcs)

San Lucido nella storia dell’Università della Calabria

di FRANCO BARTUCCI – San Lucido nella storia dell’Università della Calabria. Un’affermazione che appare visibile attraverso gli oltre trecento laureati dell’UniCal, con residenza in questo Comune, come anche mediante il lavoro prestato nel primo Ateneo calabrese da varie persone, sia  docenti che non docenti, facenti parte della comunità di questo importate paese della fascia tirrenica cosentina; nonché per un episodio storico avvenuto nel periodo tra gli anni 1973/1974, ormai dimenticato dai più, che avrebbe potuto portare, se realizzato, all’insediamento di strutture universitarie residenziali e di servizio sociale e culturale godendo dell’ambiente marino.

Era un progetto che stava a cuore al Presidente del Comitato Ordinatore della Facoltà di Scienze Economiche e Sociali, prof. Paolo Sylos Labini, sostenuto dallo stesso Rettore, prof. Beniamino Andreatta, tanto da portare all’attenzione ed approvazione tale disegno, prima in ambito del Comitato Tecnico Amministrativo e successivamente del Consiglio di Amministrazione, sulla base di un accordo raggiunto con il sindaco di San Lucido dell’epoca, prof. Pietro Berlingieri, che aveva individuato nell’area di “Pullella” del terreno libero da destinare a tale progetto residenziale universitario. 

Nella storia dell’Università della Calabria ci fu a quell’epoca un dibattito aperto per insediamenti residenziali universitari nel centro storico di Cosenza, portato avanti dal sindaco di Cosenza, dott. Fausto Lio, componente prima del Comitato Tecnico Amministrativo in rappresentanza della Città Bruzia, e poi del Consiglio di Amministrazione dell’Università; come sul territorio del Comune di San Lucido, che con l’abbandono prima del Presidente Paolo Sylos Labini e successivamente del Rettore Beniamino Andreatta non trovarono più attenzione realizzativa.

Di ciò ne ho parlato nel mio libro L’Avventura di Andreatta in Calabria – Un Campus per competere nel mondo, pubblicato dalla Pellegrini Editore, che sarà presentato a San Lucido il prossimo 14 settembre, nel chiostro comunale, su iniziativa del sindaco, Cosimo De Tommaso  e dell’assessore alla Cultura, Floriana Chiappetta, per dare lustro in anticipo, come evento del territorio, al 50° anniversario del primo anno accademico 1972/1973, trovando l’adesione dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, con presidente la prof.ssa Silvia Mazzuca.

Grazie alla sensibilità  del Sindaco che dell’Assessore, con l’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria si è pensato di celebrare questo evento, oltre che con la presentazione del libro di cui sopra, con il conferimento di una pergamena di merito ed appartenenza ai laureati UniCal del Comune di San Lucido, quale segno di un legame affettivo e di ricordi costruttivi e professionali vissuti all’interno del Campus universitario, il cui numero, a partire dalla prima seduta di laurea del 1976, si aggira in base ai dati riscontrati ad oltre trecento unità.

Per questo il sindaco Cosimo De Tommaso, ha indirizzato a tutti i laureati dell’UniCal del Comune di San Lucido una lettera invito e  richiesta di adesione a partecipare all’evento e ritirare detta pergamena, invitando gli stessi ad inoltrare entro e non oltre sabato 10 settembre all’indirizzo silvia.mazzuca@unical.it una comunicazione di disponibilità, indicando il tipo di laurea conseguito e l’anno solare di riferimento.

Una ricerca ha portato ad individuare i primi sei laureati UniCal di San Lucido, che nell’ordine di conseguimento del titolo accademico sono: Sessa Rosa, laureata in Scienze Economiche e Sociali; Giordanelli Gerardo in Filosofia; Calomeni Vittorio in Ingegneria Civile; Cassano Mario in Ingegneria Civile; Florio Giovanni in Fisica; Sessa Anna in Scienze Naturali.

Intanto l’Assessorato alla Cultura e l’Associazione “Amici UniCal” sono al lavoro per impostare il programma dell’evento che attende anche l’adesione ed il patrocinio della stessa Università, quale segno di apertura e collegamento con le  diverse realtà territoriali  comunali dell’intera regione su cui gravitano gli innumerevoli laureati licenziati nell’arco degli ultimi 46 anni, visto che la prima seduta di laurea si svolse il 16 luglio 1976 con due giovani studenti lavoratori: Sergio Chiatto e Carmine Luigi Garofalo, in Scienze Economiche e Sociali. (fb)

 

L’Unical protagonista del Pnrr con 18 progetti di innovazione e ricerca

L’Università della Calabria si è aggiudicata 18 progetti di innovazione e ricerca, per un totale di oltre 90 milioni di euro di finanziamenti, cogliendo in pieno la sfida del Pnrr, con ambiziosi progetti che perseguono gli obiettivi della transizione ecologica, dell’innovazione digitale, della ripresa dell’economia e che sono risultati vincitori di bandi altamente competitivi.

«Il Pnrr è l’occasione del rilancio per il Paese e per la Calabria. Una vera e propria “chiamata alle armi”, a cui l’Unical ha risposto da subito, consapevole di poter offrire un patrimonio enorme di competenze, studi, ricerche – ha dichiarato il Rettore Nicola Leone –. I risultati attesi sono importanti. Da un lato, penso ad esempio ai partenariati estesi, c’è l’opportunità, grazie ai fondi messi in campo e alla possibilità di fare rete tra università e centri di ricerca, di raggiungere nuovi traguardi nella ricerca di base e segnare importanti passi avanti nell’innovazione e nella conoscenza».

«Dall’altro, ci sarà un impatto significativo sul territorio – ha aggiunto – grazie ai bandi a cascata e alle assunzioni previste. Senza dimenticare tutta la parte di ricerca applicativa e trasferimento tecnologico: sia nell’ambito dell’ecosistema Tech4you che degli accordi con il Ministero dello Sviluppo Economico è prevista la realizzazione di progetti pilota che, in caso di successo, potranno poi passare alla scala industriale. Per la Calabria e per il Mezzogiorno, insomma, è un’occasione preziosa. L’Università, però, da sola non basta. Per realizzare a pieno sul territorio gli obiettivi di sviluppo del Pnrr, è necessario che anche la politica faccia la sua parte, adottando e finalizzando i risultati dei progetti strategici e garantendo un miglioramento di infrastrutture e servizi pubblici».

I progetti

Tech4You

Contrastare i cambiamenti climatici per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Questo è l’obiettivo del progetto, che mette in rete le migliori competenze ed energie delle università e dei centri di ricerca di Calabria e Basilicata per riscattare due territori fragili e storicamente in ritardo. L’ecosistema svilupperà tecnologie innovative in ambito energetico, ambientale, agro-alimentare, culturale e informatico. Il costo complessivo è di 122 milioni di euro, i fondi Pnrr concessi 119 milioni (quasi il massimo assegnabile). Prevista l’assunzione di 163 ricercatori a tempo determinato e l’attivazione di 113 posti di dottorato industriale. L’Unical, che sarà sede dell’hub, potrà contare su un budget di circa 36 milioni di euro e ne investirà oltre 9 in bandi a cascata, che moltiplicheranno sul territorio il raggio d’azione del finanziamento a beneficio di piccole e medie imprese.

Partenariati estesi 

L’Unical è presente in 6 dei 14 progetti del Paese che sono stati selezionati dal Mur per passare alla fase negoziale del bando sui partenariati. In due di questi – relativi alle aree ‘intelligenza artificiale’ e ‘cybersecurity’ – Unical sarà uno spoke nazionale, con un ruolo primario quindi di organizzazione e coordinamento delle attività di ricerca. L’ateneo è poi coinvolto come partner nel progetto selezionato sulla tematica “Conseguenze e sfide dell’invecchiamento”.

Ad altri tre partenariati, infine, l’Unical partecipa con il coinvolgimento diretto di suoi ricercatori, che opereranno “in convenzione” presso atenei sedi di spoke.

Il budget totale assegnato all’Unical è di quasi 37 milioni di euro.

Ricerca sull’idrogeno

L’Unical è in prima linea nel settore di ricerca sull’idrogeno ed è impegnata in tre progetti finanziati con fondi Pnrr. In uno di questi è capofila nazionale: la proposta, NoMaH (Novel Materials for Hydrogen Storage), è risultata la prima nella sua graduatoria e ha ottenuto un finanziamento complessivo di oltre 3 milioni di euro. L’obiettivo è quello di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche per lo stoccaggio dell’idrogeno e il budget assegnato all’Unical è pari a 850mila euro. Il secondo progetto, Mecca, vede come capofila Messina e l’Unical in ruolo di partner con un finanziamento di 650mila euro. Il terzo, SmartHydrogrid, vede Unical partner con una quota finanziata di circa 750mila euro.

Centro nazionale di supercalcolo

L’Unical è coinvolta nel Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing che, proposto dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, conta 51 membri fondatori distribuiti su tutto il territorio nazionale e gode di un finanziamento complessivo pari a circa 400 milioni di euro. L’Unical opererà come affiliato, con un budget di circa 3 milioni di euro, e siede inoltre nel Consiglio d’Amministrazione con il prorettore Francesco Scarcello.

Accordi innovazione Mise

Approvati e finanziati anche cinque accordi per l’innovazione con il ministero per lo Sviluppo economico, che vedono l’università lavorare in partnership con altrettante imprese. Il budget totale assegnato all’Unical è pari a 6 milioni e mezzo.

L’ateneo è inoltre in corsa al momento con altri quattro progetti, nell’ambito di tematiche ambientali, della medicina innovativa e dell’energia.

Piano operativo salute

In aggiunta alle iniziative più strettamente legate al Pnrr, l’ateneo è risultato anche vincitore in tre progetti presentati nell’ambito del Piano operativo salute (finanziato dal Fondo per lo sviluppo e coesione 2014-2020), in due dei quali funge da capofila. Il primo, denominato “Radioamica”, svilupperà modelli diagnostici sofisticati ed avanzati per la radiogenomica. Il secondo, “Fa.Per.M.E”, si propone di stabilire in Calabria una rete per la medicina di precisione che permetta di fornire una diagnostica personalizzata. Il budget Unical per i due progetti ammonta a circa 3 milioni.

L’ateneo è inoltre partner del progetto Cal.hub.ria (CALabria Hub per Ricerca innovativa ed avanzata), finanziato sempre nell’ambito del Pos. L’Unical potrà contare su un finanziamento di 4 milioni e mezzo di euro.

Edilizia universitaria

Grandi investimenti dell’ateneo calabrese anche in campo di edilizia universitaria: ristrutturazioni ed efficientamenti energetici, residenze degli studenti, moderne aule multimediali per l’apprendimento cooperativo, nuove strutture sportive ed impianti di videosorveglianza. Sono già stati approvati 9 progetti, per un importo di oltre 17 milioni di euro, e presentati ulteriori 11 progetti per 35 milioni. (rcs)