RENDE (CS) – Aperto il bando del IV ciclo di UniCalab alla ricerca

L’Università della Calabria ha lanciato il bando per la selezione dei partecipanti al IV ciclo di UniCaLab, il percorso di formazione che mira a promuovere l’attitudine imprenditoriale attraverso l’osmosi dei talenti oltre a fornire life e business skill che ampliano e potenziano il curriculum.

L’opportunità è rivolta a studenti delle lauree triennali, magistrali e a ciclo unico e a laureati da non più di 12 mesi.

UniCaLab, oltre a dare la possibilità ai partecipanti di imparare a sviluppare un’idea trasformandola in progetto di impresa, favorisce l’arricchimento del curriculum con attività formative aggiuntive rispetto all’offerta didattica del proprio corso di studio. Inoltre può essere inserito nel piano di studi come corso a scelta da 6 Cfu.

Il bando selezionerà 100 partecipanti che accederanno, innanzitutto, al programma formativo, denominato Academy, che si svolgerà in coincidenza con il calendario accademico del secondo semestre 2020/2021 e durante cui saranno tenute lezioni frontali, laboratori ed effettuate challenge con il coinvolgimento di importanti aziende del territorio.

A supporto dell’azione formativa saranno organizzati: incontri con esperti; iniziative come talk con ospiti di eccezione, party meeting, partecipazione a eventi attinenti al percorso UniCaLab; testimonianze di startup e aziende di successo; community project; giornate di team building fuori dalle aule per consolidare le relazioni fra i gruppi di UniCaLab, incrementare il livello di fiducia nei compagni di avventura e stimolare la creatività.

Dopo l’Academy, le idee progettuali con maggiori potenzialità di sviluppo imprenditoriale accederanno alla fase di Pre-Acceleration, che si configura come un percorso basato sul lavoro di gruppo, fortemente orientato a rafforzare il processo di sviluppo dei progetti definiti. E, infine, avrà luogo una pitch session durante la quale verranno presentate le idee progettuali, maturate durante le fasi precedenti, a una platea di soggetti interni ed esterni (potenziali investitori come business angel, acceleratori, istituzioni), al fine di premiare i tre gruppi che accederanno alle attività di accelerazione.

Le 3 idee vincitrici si aggiudicheranno servizi di incubazione gratuita nello spazio di co-working di TechNest dell’Unical, di mentorship e stage presso i partner di progetto. 

La domanda di partecipazione deve essere presentata online compilando il Modulo Google raggiungibile all’indirizzo https://forms.gle/Wx7rhaSpuEQUMvZXA, a cui è possibile accedere esclusivamente autenticandosi con un account Google, entro e non oltre il 15 febbraio 2021.  

Il bando IV ciclo di UniCalab

 

RENDE (CS) – Su Instagram la mostra “Fotosgrammi”

Domani sera, su Instagram, alle 20.21, s’inaugura la mostra Fotosgrammi del Laboratorio di Fotografia del corso di Laurea in Dams Cinema, Fotografia, Performance dell’Università della Calabria.

Gli studenti, guidati dal professore Marcello Walter Bruno, si sono cimentati nella realizzazione di 100 scatti volutamente sbagliati, ispirandosi a L’errore fotografico di Clément Chéroux.

Fotosgrammi è il tentativo di tradurre il titolo originale del saggio dello studioso francese, Fautographie – gioco di parole che mette insieme i termini errore e fotografia – con un adattamento che in questo caso unisce i termini fotografia e sgrammaticatura.
L’obiettivo del progetto non è quello di mostrare le capacità tecniche dei partecipanti, ma cercare di aprire uno spazio di riflessione su alcuni tipi di errori ricorrenti in fotografia.

La mostra è stata pensata da subito come un evento che doveva essere fruibile digitalmente per far fronte agli impedimenti dettati dall’emergenza sanitaria, che hanno inevitabilmente penalizzato anche il settore artistico.

Il profilo Instagram verrà reso pubblico in maniera permanente a partire dall’orario di apertura della mostra e potrà essere visitato digitando @fotosgrammi2020. (rcs)

Il sindaco Marcello Manna scrive a Spirlì: Valorizzare eccellenze dei nostri Atenei per aiutare a fronteggiare emergenza Covid

Il sindaco di Rende, Marcello Manna, ha inviato una lettera al presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì – e per conoscenza al commissario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina – in cui chiede di «valorizzare le eccellenze presenti all’interno dei nostri atenei, che, attraverso le proprie specifiche competenze, potranno supportare le realtà territoriali impegnate nel fronteggiare quotidianamente la diffusione del virus».

È dei giorni scorsi, infatti, l’incontro del primo cittadino con il professore Unical, Sebastiano Andò, responsabile del laboratorio di biologia molecolare del centro sanitario d’ateneo: «che ha manifestato la volontà dell’Ateneo di voler collaborare attivamente alle prossime fase di intervento poste a tutela della salute dei cittadini, mettendo a disposizione le competenze del laboratorio di chimica clinica e tossicologia, centro all’avanguardia a livello nazionale, le cui strumentazioni possono supportare e limitare quel gap nella processazione dei tamponi che, ad oggi, ha inciso in maniera peggiorativa sulla diffusione del virus».

«Per questo – ha spiegato il primo cittadino – avvieremo da questa settimana, con la collaborazione dell’Università della Calabria, una campagna di screening all’interno degli istituti scolastici rendesi che coinvolgerà, in maniera esclusivamente volontaria, il corpo docente, gli amministrativi e i collaboratori. L’esecuzione dei tamponi rapidi può, infatti, consentire il monitoraggio dell’epidemia e la rapidità di risposta offerta dai tamponi rapidi risulta fondamentale per le operazioni di tracciamento. In questa ottica, il laboratorio di biologia molecolare del centro sanitario dell’Unical, attualmente in attesa del via libera per l’accreditamento da parte della Regione, potrà processare, a pieno regime, fino a 400 tamponi al giorno, offrendo pertanto un valido contributo ai laboratori dell’ospedalità pubblica attivamente operanti sul territorio».

Il sindaco, partendo proprio dalle strategie integrative messe a punto dalla propria amministrazione, ha dunque proposto a Spirlì di: «creare una rete territoriale e un tavolo permanente, in cui ogni componente del sistema pubblico è chiamato ad operare per un cambiamento di rotta necessario a garantire il diritto costituzionalmente garantito alla salute e all’istruzione. É indispensabile in tal senso anche l’intervento e la collaborazione del nuovo commissario alla sanità dell’Asp di Cosenza, dei dipartimenti di prevenzione, della medicina legale, delle Usca e della Protezione civile in supporto alla nostra regione. Solo attraverso un lavoro sinergico e costante sarà possibile garantire tutte le attività necessarie come: il contact tracing, le indagini epidemiologiche, la sorveglianza sanitaria per i casi positivi e per i loro contatti, l’informazione costante ai cittadini, le richieste di tamponi, la gestione di una piattaforma informatica per la raccolta dei dati, le comunicazioni con i medici di medicina generale (Mmg) e con le amministrazioni locali».

«Complementare – cha concluso il sindaco Manna – al fine di conseguire una migliore gestione dell’emergenza Covid è il potenziamento della cosiddetta medicina di prossimità o del Territorio, in collaborazione con l’assistenza domiciliare integrata (Adi) le Usca (Unità speciali di continuità assistenziali) e il 118. Potrebbe essere questa la chiave di volta per un efficace tracciamento e contenimento del Covid». (rcs)

Il Comune di Rende e Unical insieme per creare rete territoriale per il bene comune

L’Amministrazione comunale di Rende, guidata dal sindaco Marcello Manna e l’Università della Calabria si sono incontrate per discutere dell’emergenza covid.

«Da Rende – ha dichiarato il sindaco Manna, a margine dell’incontro in Municipio con il prof. emerito di Patologia Generale, Sebastiano Andò – l’amministrazione comunale e l’Università della Calabria possono indicare il cambiamento di rotta necessario a garantire il diritto costituzionale alla salute e di cura e quello all’istruzione, oggi ancor più minati da una crisi pandemica senza precedenti e da una vacatio politica evidente».

Alla presenza dell’assessore Lisa Sorrentino, del dottore Pasquale Verre, a capo della task-force voluta dal primo cittadino per monitorare l’emergenza Covid, delle consigliere di maggioranza Lolli e Fanello, del dottore Mario Bartucci e del professore Unical Agostino, si è inteso: «Dare seguito al percorso di collaborazione intrapreso con l’Università della Calabria – ha dichiarato Manna – che è eccellenza territoriale, valorizzando  e rafforzando le indiscusse competenze attraverso azioni di sinergia che vadano a migliorare i servizi di assistenza alla cittadinanza».

Dal colloquio preliminare è, infatti, emersa la volontà, da parte delle istituzioni presenti al tavolo, di creare una rete territoriale nella direzione del bene comune: «un tavolo permanente  – ha spiegato Manna – che sia in grado di supportare l’Usca, ente di rifermento per la filiera assistenziale, nel garantire uno screening accurato nelle scuole. La medicina si fa sul territorio: è l’organizzazione territoriale pubblica a fare la differenza. Per questo riteniamo che sia necessario istituire una concertazione con i nuovi vertici Asp e la Regione».

«Il laboratorio di chimica clinica e tossicologia dell’Unical – ha detto ancora il primo cittadino – è centro all’avanguardia e con il suo supporto riusciremmo a limitare quel gap nella processazione dei risultati dei tamponi che ad oggi hanno inciso in maniera peggiorativa sulla diffusione del virus. La rapidità di risposta è fondamentale per garantire il ritorno alla sicurezza nelle scuole».

Già dall’inizio della prossima settimana sarà convocato il tavolo «al quale chiameremo – ha spiegato il sindaco Manna – ad intervenire il nuovo commissario alla sanità, i dipartimenti di prevenzione, medicina legale ed emergenza Asp e l’Usca territoriale. Bisogna dare risposte concrete non solo ai nostri cittadini, am all’intero comprensorio territoriale»

RENDE (CS) – Il master di I livello in ‘Revisione Aziendale’ dell’Unical

È online il bando del Master di I livello in Revisione Aziendale offerto dall’Università della Calabria – Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridice.

Il Master – il cui direttore è il prof. Franco Rubino è un percorso di formazione di primo livello della durata di 12 mesi, che si rivolge a laureati nelle aree economiche, giuridiche, sociali, a laureandi (la cui sessione di laurea deve essere comunicata con data certa entro 30 giorni della data di scadenza del bando), a tirocinanti nelle professioni, già in possesso almeno di laurea triennale, che intendono elevare ulteriormente il proprio standard conoscitivo in materia di revisione aziendale.

«Le sfide poste da scenari competitivi – ha spiegato il prof. Rubino – sempre più turbolenti e gli scandali finanziari degli ultimi anni, hanno posto in luce l’assoluta necessità di un rafforzamento delle professionalità contabili, amministrative e di revisione all’interno delle imprese. Ed è proprio in relazione a questi bisogni che il Master è stato istituito e progettato, ossia per rispondere alla domanda delle imprese che sono alla ricerca di personale esperto a ricoprire diversi ruoli nelle principali funzioni aziendali (amministrazione, contabilità e auditing), personale che deve operare in un contesto competitivo, gestionale e organizzativo sempre più complesso ed esposto a notevoli mutamenti». 

«In particolare – ha aggiunto – il Master è progettato per offrire ai partecipanti un complesso articolato di conoscenze ed esperienze che riguardano, ad esempio, la gestione aziendale, la contabilità, il bilancio d’esercizio, la verifica dell’applicazione dei principi contabili, la revisione legale dei conti annuali e consolidati, l’impostazione delle procedure di revisione e delle carte di lavoro, le procedure concorsuali, le operazioni straordinarie».

«Il percorso formativo – ha proseguito il direttore Rubino – fatto dalla combinazione di attività di studio, didattica d’aula, discussione di casi, lavori di gruppo, testimonianze aziendali e attività di stage, offre un profilo completo che servirà a migliorare le relazioni comportamentali, ad acquisire e ampliare le conoscenze e sviluppare le competenze e le capacità operative necessarie al fine di assumere posizioni di responsabilità all’interno dell’impresa, nonché di poter operare con successo in società di revisione e, non per ultimo, nel proprio studio di consulenza aziendale e amministrativa. Ed è proprio in relazione a quest’ultimo punto che il Master, considerando la specificità delle materie oggetto del percorso formativo, si propone di essere anche un valido strumento di preparazione per i praticanti che intendono sostenere e superare l’esame di abilitazione professionale per l’iscrizione all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili o al registro dei revisori legali. Si tratta di esami di abilitazione fortemente selettivi ed il Master si propone di dare una preparazione interdisciplinare che sarà rafforzata e completata attraverso le competenze acquisite durante lo stage».

Il Master si avvale di un corpo docente composito e di alto profilo che comprende Professori dell’Università della Calabria e di altre Università italiane, oltre a Professionisti ed Esperti di comprovata esperienza.

Consentire un adeguato inserimento lavorativo agli allievi che frequenteranno il Master è un obiettivo fondamentale. L’esperienza di stage, da svolgersi per un periodo di almeno tre mesi presso società di revisione o studi di consulenza aziendale, preferibilmente al termine del percorso formativo in aula, rappresenta non solo l’opportunità per applicare le competenze professionali acquisite e per completare la propria formazione, ma, soprattutto, l’occasione per una concreta esperienza lavorativa. Alcuni di questi stage saranno effettuati presso aziende e studi professionali di primaria importanza operanti nel campo della revisione legale e della consulenza aziendale; nel caso in cui lo stage sia effettuato fuori Regione sarà previsto un rimborso spese che sarà erogato dalle società che ospiteranno gli stagisti. Gli stage fuori Regione verranno prioritariamente assegnati ai corsisti che conseguiranno la votazione media più alta nei moduli oggetto del master.

«Il Master, come anticipato – ha detto ancora – fornisce prioritarmente tutte le competenze necessarie per poter esercitare la Professione di Revisore Legale. Il Revisore Legale, come molti sanno, è un professionista esterno all’impresa, incaricato di controllare la regolare tenuta della contabilità e dei bilanci di aziende private e di enti pubblici. Il percorso necessario per diventare Revisore Legale è articolato».

Occorre, innanzitutto, essere in possesso almeno di una laurea triennale in Scienze dell’Economia e della Gestione Aziendale o in Scienze Economiche, oppure una laurea Magistrale in Economia, Economia Aziendale, Scienze Economiche Aziendali, Finanza, Scienze della Politica, Scienze Economiche per l’Ambiente e la Cultura, Scienze delle Pubbliche Amministrazioni, Giurisprudenza, Scienze Statistiche, Attuariali e Finanziarie.

Vanno bene anche le lauree conseguite con il vecchio ordinamento, cioè quelle in Economia e Commercio, Statistica, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Scienze delle Pubbliche Amministrazioni ed equipollenti, oppure un altro diploma di laurea equiparato ad una di esse, anche se conseguito all’estero, purché sia riconosciuto in Italia secondo le vigenti disposizioni.

Successivamente alla laurea, bisogna effettuare un periodo di tirocinio. Il tirocinio è un periodo di addestramento presso un Revisore Legale già in esercizio, che serve a far acquisire all’aspirante le capacità necessarie per poter esercitare la futura professione. Dura tre anni e deve essere svolto o presso un revisore legale o anche presso una società di revisione legale. Se si è in possesso della laurea triennale, ma si sta proseguendo gli studi per conseguire anche la laurea specialistica o magistrale, si potrà iniziare comunque il periodo di tirocinio, in modo da svolgerlo contemporaneamente allo studio e risparmiare tempo: in cambio, ovviamente, di un maggior dispendio di energie per seguire sia i corsi universitari che la pratica di revisore legale. Al completamento del tirocinio, che sarà attestato dal revisore presso il quale si è svolta la pratica, si dovrà sostenere un esame di idoneità, finalizzato all’abilitazione all’esercizio della professione di revisore legale. Sono esentati da una parte di questo esame coloro che sono già avvocati o dottori commercialisti. Superato l’esame, si può richiedere l’iscrizione al Registro Nazionale dei Revisori Legali, tenuto presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).

Avere i conti ed il bilancio revisionati da un revisore legale, garantisce che essi non presentano errori significativi. Questo aiuta la società o l’ente a garantire trasparenza ai suoi soci ed azionisti e a promuovere la sua immagine sul mercato verso il pubblico dei consumatori e clienti. Per le società quotate o di grandi dimensioni e per le aziende pubbliche, la revisione periodica è un obbligo di legge. La carriera del Revisore Legale si può sviluppare sia come libero professionista autonomo che all’interno di una società di revisione, come lavoratore dipendente o partner. 

Con l’entrata in vigore del nuovo codice della crisi di impresa, inoltre, la professione del Revisore Legale avrà ancora maggior rilievo, perché tale figura e le sue funzioni saranno ancora più marcatamente distinte da quelle del Dottore Commercialista. Si consideri, ancora, che, sempre nel nuovo codice della crisi di impresa, l’obbligatorietà della nomina del Revisore è estesa a società per le quali prima era facoltativa. Ultimo, ma non ultimo, è in corso anche una armonizzazione a livello internazionale delle professioni contabili, per cui le possibilità di lavoro non devono essere guardate limitatamente al mercato italiano, ma in un’ottica di più ampio respiro a livello globale.

Le opportunità di guadagno, specialmente tra i revisori più esperti e qualificati, già attualmente molto interessanti, lo saranno, per i motivi sopra esplicitati. ancor di più in futuro. (rcs)

Il bando

Approvato dal Coruc il progetto istitutivo del corso di laurea magistrale a ciclo unico in “Medicina e Tecnologie digitali”

di FRANCO BARTUCCI – Dopo l’approvazione dei Senati Accademici dell’Università della Calabria e dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, anche il Comitato regionale di coordinamento delle università calabresi (Coruc) ha approvato, all’unanimità, l’attivazione del corso innovativo di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Tecnologie digitali.

Il corso appartiene alla classe delle lauree magistrali LM-41 (Medicina e Chirurgia), ma consente allo studente, con il superamento di pochi esami aggiuntivi, di ottenere un doppio titolo al termine del ciclo di studi di 6 anni: una laurea magistrale in ‘Medicina e Chirurgia’ (LM-41) e la   laurea triennale in ‘Ingegneria informatica’ – curriculum Bioinformatico (L-8)

Come è stato già sottolineato in precedenti servizi, si tratta di un percorso formativo unico nel Sud d’Italia e che, rispetto alle altre poche esperienze simili presenti nel Paese, si caratterizza per la Bioinformatica e soprattutto per il focus su Intelligenza artificiale e Data science.

L’obiettivo è quello di formare i medici del futuro: professionisti che, alla preparazione in campo sanitario, uniranno forti competenze in Intelligenza artificiale, Robotica, Data science, Ingegneria bioinformatica, Data mining.

Si tratta di settori che stanno conquistando un ruolo sempre più importante in medicina, con applicazioni che riguardano la prevenzione, la diagnostica, la chirurgia e l’oncologia di precisione, la riabilitazione, lo sviluppo di farmaci e di terapie personalizzate, ma anche la gestione delle emergenze e la programmazione.

I due corsi di laurea di base – ‘Medicina e Chirurgia’ e ‘Ingegneria informatica’ – hanno già ordinamenti ministeriali che consentono di prevedere discipline comuni. Nel piano di studi del nuovo corso di laurea proposto da Università della Calabria e dalla ‘Magna Graecia’, il programma dell’indirizzo Bioinformatica della laurea triennale in Ingegneria Informatica è parte integrante del percorso formativo complessivo, fatta eccezione per 5 insegnamenti (27 crediti formativi totali) che diventano aggiuntivi rispetto al tradizionale curriculum medico.

Il piano di studi comprende 387 crediti formativi (Cfu), così organizzati: 60 Cfu Area di Base: lo studente acquisirà le conoscenze di base per capire la struttura e la funzione dell’organismo umano (anatomia, genetica, biologia) e comprendere le tecnologie su cui si fondano le applicazioni biomediche e bioinformatiche in campo sanitario (chimica, fisica, matematica, informatica);  122 Cfu Area Preclinica: lo studente si soffermerà sui processi fisiopatologici e sui meccanismi che ne sono alla base e acquisirà i principi della medicina di laboratorio e le competenze utili all’applicazione delle nuove tecnologie in campo sanitario (farmacogenomica, machine learning, elettronica, automatica e strumentazione biomedica, analisi dei segnali e delle bioimmagini); 110 Cfu Area Clinica e delle Scienze Umane: gli studenti si avvieranno alla pratica medica clinica negli ambiti della patologia sistematica e integrata medico chirurgica, della farmacologia e tossicologia, della clinica medica e chirurgica, delle scienze neurologiche, della pediatria generale e specialistica, della ginecologia ed ostetricia, della diagnostica per immagini e della radioterapia, delle emergenze medico chirurgiche, della medicina e sanità pubblica. Acquisiranno inoltre le competenze necessarie nell’ambito delle tecnologie ingegneristiche per la moderna pratica clinica: telemedicina, imaging, data-mining etc….

60 Cfu Tirocini Formativi: saranno effettuati nei reparti di strutture cliniche già convenzionate con l’ateneo Magna Graecia e in altre strutture qualificate che saranno convenzionate nei prossimi mesi, ma anche in laboratori informatici e centri di ricerca; 8 Cfu Tesi di laurea: allo studente sarà richiesto lo sviluppo di un progetto, in cui utilizzerà le competenze multidisciplinari acquisite nel corso del sessennio nell’ambito di un tema a sua scelta. La tesi potrà essere realizzata anche presso strutture ospedaliere, centri di ricerca e aziende del settore biomedico e farmaceutico;  27 Cfu (5 insegnamenti) aggiuntivi per il conseguimento del doppio titolo: insegnamenti altamente professionalizzanti e orientati alla pratica medica più evoluta che impiega risultati di avanguardia dell’ingegneria informatica; tecniche di Intelligenza artificiale e Robotica, Elettronica e sensoristica

Adesso spetterà al Ministero dell’Università con il Consiglio Universitario Nazionale (Cun) e con l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) approvarne l’istituzione a partire dall’anno accademico 2021/2022.

I posti previsti, che andranno a concorso per il primo anno, saranno sessanta per come è stato già annunciato. Dal momento che i primi tre anni di studio avverranno presso la sede dell’Università della Calabria e gli ultimi tre anni di cliniche avverranno nella sede della “Magna Grecia” di Catanzaro, è importante stabilire che i criteri di ammissione a detto corso di laurea dovranno essere simili a quelli stabiliti per tutti gli altri corsi di laurea dell’Università della Calabria, per come tradizione prevista dalla stessa legge istitutiva.

Da quasi cinquant’anni vige, per tutti i corsi di laurea dell’Università della Calabria, il numero chiuso o programmato con l’obbligo di riservare l’80% dei posti a studenti calabresi o figli di emigrati calabresi residenti all’estero, il 15% a studenti extraregionali ed il 5% a studenti stranieri. Lo stesso dovrà accadere per il corso in “Medicina e Tecnologie digitali”.

Può essere l’inizio per costituire quella classe medica calabrese che nasce, si forma e si afferma in questa Regione per come da più parti è stato auspicato.

Per l’Università della Calabria, inoltre, sarà una felice occasione, con l’apertura del primo anno accademico di questo nuovo corso di laurea, per celebrare degnamente il 50° anniversario della sua nascita pensando alla nomina, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione con l’on. Riccardo Misasi Ministro, del Comitato Tecnico Amministrativo, dei Comitati Ordinatori delle quattro Facoltà (Ingegneria, Scienze Economiche e Sociali, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Lettere e Filosofia), dell’elezione del suo primo Rettore nella persona del prof. Beniamino Andreatta, della scelta del territorio del Comune di Rende per l’insediamento del campus universitario e l’avvio del cantiere per la realizzazione dei primi edifici in contrada Arcavacata, ed in ultimo per l’approvazione e pubblicazione da parte del Ministero del suo primo Statuto.

Tutto questo avvenne, appunto, nel 1971, con Rettore il prof. Beniamino Andreatta, ed è l’inizio, per la Calabria, di una nuova era che affascinò in primo luogo migliaia di giovani calabresi. (rcs)

Dissesto idrogeologico, Savaglio: Si educhino i ragazzi alla tutela del territorio

Si è chiuso, con successo, il primo webinar informativo dedicato ai rischi naturali, organizzati dal docente dell’Università della Calabria Vincenza Calabrò, sotto la responsabilità scientifica del prof. Pasquale Versace, che hanno l’obiettivo di creare sinergia tra i diversi enti territoriali e porre le basi per un’azione complessiva e duratura nel tempo.

A questo primo webinar – che è il primo di cinque – dal titolo Sotto l’acqua e nel fango: il dissesto idrogeologico in Calabria, è intervenuto l’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, che ha sottolineato che «bisogna sollevare le coscienze, ed educare i ragazzi alla tutela del territorio. Sono tante le difficoltà causate spesso da un apparato amministrativo pesantissimo. Ma gli ostacoli che si incontrano non possono sbarrare l’unica strada percorribile per il bene delle persone e dell’ambiente, quella della collaborazione. Le competenze della ricerca universitaria devono mettersi a servizio e in sinergia con i tecnici degli enti preposti alla salvaguardia del territorio».

Il seminario, coordinato proprio dai professori Versace e Calabrò, è stato incentrato sui diversi aspetti del rischio idrogeologico: il monitoraggio delle frane, le allerte meteo, le piene fluviali e l’impatto sulle infrastrutture. I diversi esperti intervenuti hanno illustrato alcuni casi di studio e i risultati dei lavori di ricerca condotti negli ultimi anni.

Tanti i momenti di riflessione e confronto sulla gestione del territorio, e la possibilità di mettere a sistema i laboratori finanziati dalla Regione Calabria come centro di eccellenza a sostegno dei sindaci, attori protagonisti nella loro funzione di governo locale.

Al primo dei cinque webinar hanno preso parte anche il presidente dell’Anci CalabriaFranco Candia, e il presidente della Commissione grandi rischi, Gabriele Scarascia Mugnozza.

Nei loro interventi hanno esposto le difficolta che ogni giorno incontrano amministratori e tecnici e messo in risalto le diverse esigenze per la tutela dei territori.

«I sindaci non devono essere lasciati soli» ha detto Candia, mentre per Scarascia Mugnozza «non può esserci uno sviluppo futuro se non c’è la messa in sicurezza del territorio».

«Diffondere e acquisire la cultura della prevenzione – ha aggiunto il presidente della Grandi rischi – diventa l’auspicio per una progettazione del territorio sostenibile. Inoltre, è anche necessario il rafforzamento della collaborazione tra gli organismi di ricerca, i decisori politici e i cittadini, attori fondamentali per lo sviluppo futuro».

Il prossimo incontro, sul tema dell’erosione costiera e dell’inquinamento marino, è previsto per il 14 gennaio 2021. (rcz)

Al via la due giorni dedicata al ‘Turismo delle Radici’

Al via oggi, in modalità online, la conferenza dedicata al Turismo delle radici, organizzata da Unicart in collaborazione con l’International Academic Research Center (Iarc) di Tirana, la Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina, il Ministero della cultura dell’Albania e  l’Università della Calabria – Centro di Ricerca e Studi sul Turismo (CReST) del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche.

Il primo UnicarTourism analizzerà la situazione del turismo in questo particolare momento della nostra attualità, che vede, appunto, il turismo come il grande “sospeso”, come se il mondo che abbiamo conosciuto avesse cessato di essere grazie alla crisi della pandemia Covid-19. Da ciò, nasce l’esigenza di  approcciare il turismo in modi nuovi e diversi e soprattutto dobbiamo dare ai turisti una sensazione di “ritorno a casa” per sostenerlo e tutelarlo meglio.

Unicart, che raggruppa alcuni atenei italiani (Unical e Uuniversità “Aldo Moro” di Napoli) e stranieri (Università Sancti Cyrilli di Tirana), nel corso della sua attività ha manifestato la propria natura di Think Tank, nonché la necessità di dar la situazione attuale del settore del risalto a tematiche specifiche. Ferma la volontà di organizzare due convegni multidisciplinari con cadenza annuale, si è concordato di avviare un ciclo di convegni monotematici che partirà, da dicembre 2020, sul tema del turismo, coinvolgendo le più qualificate istituzioni italiane ed estere, con l’obiettivo di stimolare un confronto attraverso la ricerca e l’analisi per costruire un futuro condiviso.

In Italia, come in tutti i paesi del mondo, vi sono fenomeni sociali che, per la loro diffusione e le loro ricadute sul territorio e sulle persone, hanno caratteristiche molto rilevanti, ai quali, a volte, non si presta adeguata attenzione, perché non pienamente compresi (o almeno intesi nella loro effettiva rilevanza) né dai decisori pubblici né dal mondo della ricerca scientifica. Uno di questi fenomeni, è quello che ci si propone di approfondire con questo convegno scientifico internazionale, il “turismo delle radici”, ovvero il fenomeno generato da persone che tornano temporaneamente nei luoghi che avevano lasciato, o che i loro parenti e / o trisavoli avevano dovuto lasciare.

Il 1° UnicartTourism vuole studiare e sviluppare gli aspetti potenziali degli argomenti di seguito specificati e condividerli con tutti i colleghi dei paesi che hanno vissuto o vivono ancora oggi la stessa esperienza.

I lavori, il cui inizio è previsto per le ore 9.30,  saranno introdotti  e coordinati dal prof. Tullio Romita, dell’Università della Calabria. Interverranno, poi, i professori  Nicola Leone (Rettore Università della Calabria) e Alfio Cariola (direttore Dipartimento Scienze Aziendali e Giuridiche Unical).

Seguiranno gli interventi dei rettori: prof. Alfred Josef Baldacchino (Universitas Sancti Cyrilli); prof Arben Gjata (Medicine University Tirana); prof. Roland Zisi (University Ismail  Qemali).

Intervengono, anche, i diplomatici Roberto Galanti, console Onorario Repubblica della Moldova A.P; Riccardo Milici, Ambassador at Large Repubblica della Liberia. A seguire, la sessione plenaria con la relazione introduttiva sul tema “La governance pubblica del turismo delle radici: il ruolo del Maeci” a cura del consigliere Giovanni Maria De Vita (Dgit – Maeci).

Vi sarà poi una sessione, coordinata sempre da Giovanni De Vita, sul tema Ricerca e formazione, con la presentazione del libro di A. Perri dal titolo Il turismo delle radici edito da Aracne, e l’intervento di Antonella Perri (Università della Calabria).

Si terrà poi la presentazione del libro di L. Carrera, A. Perri, T. Romita (a cura di): Riflessioni intorno al viaggio turistico delle radici. Esperienze, territori, strategie e scenari post COVID-19 edito da Iarc, con l’intervento di Letizia Carrera (Università di Bari).

Prevista, anche, la presentazione del Master di I livello Esperto in organizzazione e gestione del turismo delle radici, dell’Università della Calabria, 2020, con gli interventi di Tullio Romita (Università della Calabria) e  Giovanni Maria De Vita (Maeci– Dgit).

Infine, la Prima mattinata sarà  conclusa dal dibattito coordinato da Giovanni Tocci (Università della Calabria).

Al termine del convegno,  nel pomeriggio del 19 dicembre, sarà consegnato il premio “Viaggio delle radici” a cura dell’Universitas Sancti Cryilli A.d. 1669 di Malta e dell’International Academic Research Center d’Albania.

Il programma completo è disponibile al link Program | UNICART. Il convegno potrà essere seguito direttamente dal sito www.unicart.org(rcs)

Il Turismo delle Radici: è online il questionario per gli italiani nel mondo

di DEBORA CALOMINO – Una volta che l’emergenza sanitaria sarà finita, ci sarà un segmento turistico che avrà senza dubbio una ripresa rapida: si tratta del turismo delle radici, il viaggio alla scoperta dei luoghi legati alle proprie origini familiari.

Sono viaggi emozionali che hanno alla base una forte motivazione. Dal 2017 questo fenomeno viene analizzato dalla professoressa Sonia Ferrari e dalla dottoressa Tiziana Nicotera dell’Università della Calabria. Oggi, la loro ricerca ha l’appoggio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

All’iniziativa partecipano anche prestigiosi atenei, come l’Universidad Nacional de Mar del Plata in Argentina e l’Università degli Studi di Torino. Ma come viene realizzata questa ricerca e quali sono le sue finalità? Abbiamo rivolto qualche domanda alla professoressa Sonia Ferrari e alla dottoressa Tiziana Nicotera, che, in maniera chiara e puntuale, ci hanno spiegato lo scopo del lavoro di ricerca e i punti chiave su cui si basa. 

Finora la ricerca da voi effettuata, che risultati ha portato?

La ricerca ha previsto, nella prima fase, una ricerca di tipo qualitativo con interviste in profondità effettuate ad emigrati calabresi e loro discendenti, ma anche ad altri stakeholders come tour operator ed agenzie di viaggi, guide ed accompagnatori turistici, amministratori pubblici. Il fine è stato quello di indagare e conoscere il fenomeno, vista l’assenza di studi di questo tipo, specie sul piano del marketing turistico. I risultati di questa prima indagine hanno fornito gli elementi per implementare l’attuale fase di ricerca quantitativa, attraverso un questionario strutturato, a risposta per lo più multipla chiusa, solo in parte a risposta aperta al fine di raccogliere ulteriori informazioni utili.

Quali sono gli aspetti che va a indagare il questionario che state somministrando?

La finalità è quella di giungere ad una conoscenza approfondita delle caratteristiche dei turisti delle radici, dei loro bisogni, del tipo di esperienza che vogliono vivere, in modo da progettare un’offerta di servizi e prodotti mirati. Sono quattro le principali domande che vengono esplorate: determinare l’intensità e il legame con la terra natale; conoscere la tipologia di soggiorno effettuato da chi ha intrapreso almeno un viaggio e vuole ritornare e/o consigliare l’Italia e in particolare la propria regione di appartenenza come meta di vacanza; analizzare l’interesse a ritornare nei luoghi di origine propri o della propria famiglia da parte di chi ancora non ha fatto questa esperienza; valutare la visione dei rispondenti e dei loro conoscenti sulla terra d’origine.

Dove si può compilare il questionario?

Il questionario è compilabile online all’indirizzo http://is.gd/Raices. Già, in poco tempo, ha ottenuto un ottimo riscontro, segno che c’è molto desiderio da parte di chi ha dovuto abbandonare la Calabria, e più in generale l’Italia, di dare il proprio contributo ad uno studio che metterà in luce le effettive esigenze di chi viaggia per ritrovare o riscoprire le proprie radici, consentendo ai soggetti istituzionali e non, che a vario titolo operano nel comparto turistico, di offrire tutto ciò che queste persone si aspettano di trovare dalla fase del pre-viaggio a quella della visita in loco, fino ad arrivare al rientro nel Paese di attuale residenza.

I risultati saranno oggetto di un volume ad hoc, che verrà pubblicato a giugno 2021, in collaborazione con la Farnesina e dei vari partner che sostengono la ricerca accademica.  (rcs)

In copertina, Sonia Ferrari e Tiziana Nicotera

L’Università della Calabria tra i candidati a diventare Polo Europeo di Innovazione Digitale

L’Università della Calabria, grazie al bando LaiCy InnCal è tra i candidati a diventare il Polo Europeo d’innovazione digitale, che l’Unione Europea sta costruendo per favorire la transizione digitale di imprese e pubblica amministrazione.

Il progetto, coordinato dal professor Gianluigi Greco, direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’ateneo , è stato infatti inserito tra le 45 proposte che rappresenteranno l’Italia nella call ristretta europea. La fase di selezione nazionale, a cura del Ministero dello Sviluppo economico, del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, ha premiato l’idea di istituire in Calabria un Polo per l’innovazione che possa guidare e accelerare lo sviluppo del tessuto economico e produttivo, sostenendo le piccole e medie imprese e la pubblica amministrazione attraverso la promozione e l’adozione delle tecnologie dell’Intelligenza Artificiale e della Cybersecurity.

«LAiCy InnCal – ha spiegato il prof. Greco – è un progetto ambizioso, pensato per rispondere alla domanda di innovazione digitale nella pubblica amministrazione e in quei settori in cui tale domanda è particolarmente pressante sul territorio, quali la sanità, l’agroalimentare, il turismo e la cultura, la logistica, l’Ict e il terziario innovativo.  È un progetto di open innovation, in cui confluiscono una pluralità di energie e competenze messe a servizio del tessuto produttivo regionale.

«L’apertura di un Polo per l’innovazione con focus sull’Intelligenza Artificiale e sulla Cybersecurity – ha aggiunto – inquadrato nella rete europea che guiderà la transizione digitale, avrebbe una profonda rilevanza strategica per lo sviluppo della Calabria. È dunque grande la soddisfazione di poter rappresentare l’Italia nella call ristretta europea e di essere riusciti a fare arrivare la nostra regione pronta e preparata a un appuntamento forse irripetibile con l’innovazione».

«L’Unical – ha sottolineato il Rettore dell’Unical, Nicola Leone – assume un ruolo guida nel fondamentale processo di trasformazione digitale, mettendo a disposizione la propria eccellenza nel campo dell’Intelligenza Artificiale. Il progetto, con cui ora l’ateneo concorre a livello europeo, è perfettamente coerente con gli sforzi e l’impegno profusi ogni giorno, dalla didattica alla ricerca, per accompagnare il territorio in questo percorso di innovazioneLe nuove tecnologie disegnano scenari e opportunità irrinunciabili in tanti settori cruciali della nostra vita, come la sanità e il turismo. Ringrazio il professore Gianluigi Greco, che coordina il progetto, e il professor Domenico Saccà, che ha contribuito condividendo la sua lunga esperienza alla guida del centro di competenza ICT-Sud».

L’iniziativa è sostenuta, oltre che dall’Università della Calabria, anche dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Attorno a questo nucleo, LAiCy InnCal aggrega inoltre numerosi soggetti con consolidate esperienze nell’ambito di attività di trasferimento tecnologico o nello sviluppo di tali tecnologie, che agiscono da aggregatori di imprese, specie Pmi, o che operano nell’ambito dell’animazione di ecosistemi di co-working e networking digitale.  (rcs)