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LETTERE / Francesco Gagliardi: come si cambia per non morire…

Senato illuminato a tricolore

di FRANCESCO GAGLIARDI – Caro Direttore, anche se sono molto stonato, oggi mi viene voglia di cantare. Ho scelto una canzone di Fiorella Mannoia. Si stanno preparando a Roma le liste elettorali e i vari raggruppamenti politici in vista delle elezioni politiche del 25 settembre prossimo ed io, a Cosenza, non ci capisco un bel niente. Dov’è la destra, dov’è la sinistra si domandava alcuni anni fa un grande cantautore scomparso. Tira e molla, molla e tira. Vengo anch’io? No, tu no. Vengo anch’io? Sì, tu sì. 

Ma davvero c’era qualcuno in Italia che credeva che Sinistra Italiana e i Verdi lasciassero il Pd? E dove sarebbero andati Fratoianni e Bonelli. Chi li avrebbe imbarcati? Nessuno. Sono stati contrari al governo Draghi, hanno sempre votato no a tutte le sue leggi, sono contrari a tutto, hanno detto sempre di no in Parlamento, hanno votato finanche contro l’ingresso alla Nato di Svezia e Finlandia, non vogliono i gassifigatori e i termovalorizzatori, dicono No alla Agenda Draghi. Le pale eoliche? Disturbano il volo degli uccelli. Le trivelle? Fanno sprofondare Ravenna nel Mare Adriatico. In questi due giorni trascorsi hanno fatto una grande sceneggiata per apparire per puro scopo elettorale sulle prime pagine dei giornali e poi e poi l’inciucio. Vogliono alcuni posti sicuri in Parlamento. L’ammucchiata è servita. Esulta Letta: L’intesa raggiunta con Calenda, Fratoianni, e Bonelli è necessaria per sconfiggere la destra e impedire alla Meloni di varcare il portone di Palazzo Chigi. 

Tanto tuonò che alla fine non piovve. Quante parole sprecate in questa settimana! Tanto rumore per nulla. Come era regolarmente previsto Letta ha dovuto imbarcare anche la sinistra estrema. Ne ha davvero bisogno se vuole evitare una cocente e durissima sconfitta alle elezioni, che se dovesse essere davvero clamorosa secondo le previsioni, il 26 settembre dovrebbe lasciare l’Italia e ritornare a Parigi, gli studenti lo aspettano. A Calenda ha promesso il 30% dei seggi elettorali e a Fratoianni e Bonelli? Pure a loro ha dovuto promettere qualcosa. Si dice l’8%. 30%ad uno, 20% ad un altro, ai restanti 8%, al Pd restano 50%. Troppo pochi per soddisfare e accontentare i suoi fedelissimi anche perché nella prossima legislatura avremo meno Deputati e Senatori. Ma gli elettori del Pd sono davvero contenti e soddisfatti di questa accozzaglia col solo scopo di sconfiggere la Meloni? Nella cabina elettorale, quando nessuno li vedrà, potrebbero punire questa accozzaglia di partiti e partitini dello zero virgola profondamente divisi su tutto. C’è ancora l’Agenda Draghi tante volte strombazzata? Nelle edicole, forse, ci sono agende di tutti i tipi. Ci sono ancora i gassificatori e i termovalorizzatori nei loro programmi? L’Italia non ne ha bisogno. La nostra “monnezza” la mandiamo all’estero. Calenda sarà felice, mi immagino. Ora un ultimo inciucio, imbarcare pure Conte e il Movimento 5 Stelle. Poltrone e potere per tutti. Chiarezza è stata fatta. Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più. C’è posto per tutti. Cosa si fa per una poltrona, per i privilegi, per un mensile garantito per i prossimi 5 anni. E Matteo Renzi? Poveretto. Nessuno lo vuole. E’ costretto a correre da solo. Supererà la soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale? E Di Maio dove lo mettiamo? Ha lasciato il M5S, ha fondato un nuovo partito e alle prossime elezioni si candiderà nelle liste del Pd. Che coerenza, che coraggio! È una delle cose più belle di questa campagna elettorale appena iniziata. Mai col Partito di Bibbiano diceva. Ora candidato col Pd a Bibbiano. Ha ragione Fiorella Mannoia quando canta:- Come si cambia per non morire, come si cambia per ricominciare-. E Lei, caro dott., cosa canta? (fg)

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