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L’OPINIONE / Antonio Errigo: Gasdotti, cavidotti ed elettrodotti in Calabria, quali benefici per i residenti?

L'OPINIONE / Antonio Errigo: Gasdotti, cavidotti ed elettrodotti in Calabria, quali benefici per i residenti?

di ANTONIO ERRIGO – Da una lettura di atti pubblici concernenti temi delicati quali gli espropri, gli asservimenti, gli indennizzi e le compensazioni mi sono chiesto quali siano stati e quali siano ad oggi i concreti benefici dei quali hanno goduto fino gli oltre 2 milioni di cittadini residenti in Calabria, in ragione della pluriennale presenza e insistenza sotto e sopra il territorio regionale di gasdotti, cavidotti ed elettrodotti e relative impattanti infrastrutture pertinenziali.

Mi riferisco in particolare ai gasdotti Transmed (che dall’Algeria, attraversa la Tunisia e il Mar Mediterraneo, arrivando fino all’Italia) e GreenStream (che collega Libia e Italia) realizzati in pluri-condotte, alcune delle quali situate in ambiti spaziali sottomarini che attraversano il Canale di Sicilia. Entrambi, dopo un lungo tragitto, approdano sulle coste sicule (Mazzara del Vallo e Gela) per poi proseguire mediante condotte adagiate sul fondo del Mare Nostrum in terra di Calabria su due note spiagge: la Costa Viola, nei pressi del comune di Scilla (gasdotto Transmed), e l’altro, emergendo dal fondo marino, nei pressi delle incontaminate spiagge di Palmi (gasdotto Greenstream).

Le grosse e robuste condotte consentono di trasportare ogni anno circa 23 miliardi di metri cubi di gas provenienti dall’Algeria, a cui vanno ad aggiungersi oltre 4 miliardi di metri cubi di gas estratti in Libia. Tutta questa enorme quantità di gas attraversa il mare e dentro grandi tubazioni situate sottoterra, il territorio della regione Sicilia e tutta la regione Calabria, proseguendo in direzione delle altre regioni del Mezzogiorno e Centro Italia, fino ad arrivare nelle regioni settentrionali del nostro Paese.

Mi chiedo se esistano politici, governanti, industriali e manager di aziende private o pubbliche che in questo particolare periodo di crisi energetica abbiano pensato a misure incentivanti volte a compensare in diritto i rischi ai quali si potrebbe incorrere, gli immaginabili inquinamenti elettromagnetici, le limitazioni edificatorie, i divieti urbanistici, le numerose servitù di approdo e passaggio in escavo profondo sul territorio delle due regioni meridionali d’Italia.

Forse i residenti in Calabria e Sicilia, gli autotrasportatori, le aziende di logistica, i commercianti, agricoltori, pescatori, ristoratori, albergatori, gli industriali beneficiano di un trattamento particolare da parte dei produttori e fornitori dei sempre più costosi prodotti energetici?  Credo che i cittadini calabresi e siciliani debbano poter contare sul beneficio – dovuto se non in diritto almeno in coscienza – di una riduzione tariffaria di compensazione.

E sono convinto che proprio questo possa essere il momento storico più adatto per manifestare, concretamente e con cuore nobile, una forma di vera solidarietà umana da parte di chi detiene ed esercita il potere economico e industriale. Sono tanti, troppi, gli imprenditori in procinto di dichiarare “cessate definitivamente” all’Ufficio delle Entrate le proprie attività. Una compensazione appagherebbe… forse… la coscienza di chi opera nella quasi totale inconsapevolezza dei cittadini che… forse… potrebbero subire anche comportamenti omissivi, promesse disattese, da parte di coloro che grazie al mare e ai territori attraversati (deturpati?!) hanno conseguito e ancora conseguono rilevantissimi utili.

Saranno pure infrastrutture critiche energetiche di interesse nazionale sulla cui pubblica utilità non c’è nulla da obiettare, ma un sensibile alleggerimento dei costi mensili  di luce e gas in favore degli utenti della Calabria e Sicilia, credo che sia un atto di giustizia economica e sociale. (ae)

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