L’OPINIONE / Giovanni Macrì: E ora puntiamo alla Destinazione turistica Costa degli Dei

di GIOVANNI MACRÌ Quando un’idea è vincente, le difficoltà contingenti nulla possono rispetto alla sua forza propulsiva.

Il progetto di un sodalizio capace di unire i Comuni della bellissima Costa degli Dei, tratteggiato con audacia dal senatore Giuseppe Mangialavori fin dal 2018, a tanti sembrava un’utopia ma il sogno, nonostante la complessità degli eventi che lo hanno frenato, prima tra tutti la prematura scomparsa dellaPresidente Jole Santelli  è diventato realtà dando il via ad un percorso che non potrà non essere foriero di benessere condiviso. 

Il Consorzio Costa degli Dei sfata il pregiudizio dell’individualismo calabro quale tratto distintivo della nostra terra, causa di arretratezza culturale oltre che economica e già questo non é poco. Un plauso sentito, quindi, al senatore Mangialavoriche ha scommesso, vincendo, sulla capacità dei Comuni costieri del Vibonese di fare squadra per costruire un progetto unitario di crescita turistica e umana. 

Pizzo, Vibo, Briatico, Zambrone, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera congiuntamente punteranno alla valorizzazione di quel meraviglioso tratto di terra calabrese che il compianto on.le Domenico Romano Carratelli definì Costa degli Dei, a sottolinearne la divina magnificenza, e l’evoluzione della fascia costiera coinvolgerà automaticamente l’entroterra fino a consegnare al viaggiatore una vasta mappa ricca di tesori da scoprire, esplorare ed amare. 

Un grazie sentito va anche a tutte le altre personalità politiche che hanno contribuito, col proprio impegno e con tanta passione, a realizzare questa fantastica conquista, dai Consiglieri Regionali, della passata legislatura, Vito Pitaro e Filippo Pietropaolo, che hanno dato forma e condotto a compimento il percorso che ha istituito il consorzio, agli attuali Consiglieri Michele Comito Giovanni Arruzzolo che hanno sostenuto gli emendamenti mirati a consentirgli di procedere nel segno dell’operatività e della massima efficienza.

Grazie, ovviamente, al Presidente Roberto Occhiuto che, con la sua guida oculata e attenta, valorizzerà al massimo quest’organismo d’avanguardia che racchiude in sé un potenziale propulsivo enorme.

Ora l’importante partita passa nelle mani dei Comuni associati: siamo noi a dover cogliere fino in fondo e a dover condividere lo spirito che ha guidato la nascita di quest’importante realtà: un sodalizio che mira a promuovere lo spirito di collaborazione e la concertazione di strategie e atteggiamenti per raggiungere ambiziose mete di progresso comune e di benessere diffuso. 

Con convinzione e fiducia auguro che lo slogan del consorzio sia semplicemente e ambiziosamente “Insieme” perché dall’unione di energie e di intenti, di passione ed entusiasmo, di impegno e amore per il nostro luogo certamente nasceranno risultati eccellenti, in primis la creazione di una vera destinazione turistica Costa degli Dei. (gm)

 

L’OPINIONE / Pietro Molinaro: Diga del Metramo un mare di oro blu inutilizzato

di PIETRO MOLINARO – Nel 2015 la Giunta Oliverio bloccò, inspiegabilmente, l’autorizzazione all’uso plurimo delle acque, irriguo e idroelettrico, al Consorzio di Bonifica di Rosarno. Parliamo della Diga Metramo, 30 milioni di metri cubi invasati, a Galatro (RC) località Castagnara.

Il Consorzio aveva chiesto di poter realizzare le condotte per trasportare l’acqua dalla Diga ai terreni da irrigare,(20mila ettari), e una centrale idroelettrica con investimenti privati già individuati.
La Diga è uno dei tanti misteri politici calabresi! Nessun diniego ma di fatto bloccata l’autorizzazione, con l’aggravante che i responsabili della burocrazia regionale ancora occupano postazioni di vertice.
Mi auguro che qualcuno spieghi ai Calabresi l’accaduto e visto il momento storico di emergenza climatica ed idrica si “vergogni” per l’indifferenza avuta fino ad oggi è autorizzi l’utilizzo di questo Tesoro Italiano.
I Consorzi di Bonifica sono protagonisti contro il tempo nella lotta ingaggiata contro la siccità. La loro attività,  può far produrre Cibo di qualità, Energia Pulita, aumentare l’Acqua idropotabile e favorire tanta nuova e vera occupazione. (pm)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: La bella e concretamente dimenticata Calabria

di EMILIO ERRIGO – Io mi sento Italo-Calabrese con la C maiuscola, per fortuna e grazie ai miei genitori lo sono.
Apro con questo irrituale  periodo,  la consueta  sintetica opinione, al solo fine di puntualizzare con orgoglio la mia regione che mi ha dato i natali: “la bella e concretamente dimenticata Calabria”.
Scrivo di primissima mattina, questa opinione con tristezza e amarezza, perché non ce la faccio  per mia cultura e professione a omettere di manifestare la verità. Sono arrivato da qualche giorno a Reggio Calabria e cosa mi è toccato mio malgrado vedere? Due grandi tristezze!
La prima, lo stato non accettabile, in cui versano l’ingresso e i locali di accoglienza e permanenza pazienti e accompagnatori del Pronto Soccorso dell’Ospedale Riuniti della Città Metropolitana di Reggio Calabria. La seconda,  grande tristezza e amarezza, lo stato di incuria generale e scarsissima attenzione del verde pubblico e privato, delle due rotonde veicolari, di entrata e uscita all’Aerostazione del sedicente e mal funzionante Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” di Reggio Calabria.
Vi prego di andare a vedere ciò che ho visto con i miei occhi e farvene una vostra opinione. Perché tutto questo?
Cosa hanno fatto di tanto male i 550 mila cittadini dei 97 Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria, per meritare tanto disinteresse generale?
Comprendo che non sia cosa facile gestire la complessità amministrativa regionale e provinciale, ma dare una brutta immagine della Città di  Reggio Calabria, non credo che sia utile per non pochi  indifferenti e poco attenti, amministratori pubblici e privati.
Vi prego di visitare i locali esterni e luoghi di accoglienza e permanenza famigliari accompagnatori, “tecniche inadeguate da terzo mondo” del Pronto Soccorso dell’Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, anche se non sono assenti delle panchine in metallo posizionate nelle immediate adiacenze del Pronto Soccorso.
Credetemi in fede, che non sia una bella immagine nel vedere tante persone famigliari dei pazienti accompagnati in Pronto Soccorso, sedute per necessità e urgenza, piangere su piccoli muretti esistenti vicino l’ingresso ambulanze dell’Ospedale Metropolitano.
Poi che dirvi dello stato in cui versa l’area esterna dell’Aerostazione dell’Aeroporto Tito Minniti, comprese le strade di accesso e uscita alla e dalla, infrastruttura pubblica aeroportuale.
Non aggiungo altro!
Invito il cortese e tanto impegnato Presidente della Regione Calabria, Commissario alla Sanità e persona notoriamente sensibile alle problematiche sociali e igienico-sanitarie, di dedicare una mezza giornata alla dimenticata Città di Reggio Calabria e visitare di persona, i luoghi e gli spazi pubblici citati, per rendersi conto de visu, ciò che ho sentito il dovere di segnalare a chi di competenza. (er)

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria]

L’OPINIONE / Pasquale Amato: Ecco perché Sacal non dovrebbe gestire l’aeroporto di Reggio

di PASQUALE AMATO

Provo a spiegare la mia proposta. Questa sarebbe un’iniziativa forte. Farebbe intendere che noi non accettiamo di essere maltrattati e vilipesi andando a pietire ciò che questa Regione, con qualunque coloritura partitica o di schieramento, elargisce per tenerci sottomessi. 

Dal 1970 una maggioranza trasversale ha preso il controllo della Regione trattando il territorio della Città Metropolitana di Reggio come colonia, cui dare dei contentini se stiamo zitti e buoni. Ci ha imposto e ci impone i candidati che le risultano più graditi. In alcuni casi ha subito incidenti di percorso con l’affermazione di esponenti con la schiena dritta, quindi “non graditi”. 

È corsa ai ripari emarginando ed espellendo, con qualunque espediente tra cui Giuda disponibili in loco (anche per dispetto o per semplice invidia), questi spiriti indipendenti non disposti a piegarsi ai suoi ordini. 

La storia dell’Aeroporto dello Stretto è emblematica. È iniziata nel 1971 con la decisione di costruire l’Aeroporto di Lamezia, con un obiettivo assurdo in ogni altra Regione d’Italia, che è un paese di campanili: togliere allo scalo reggino il primato di primo Aeroporto della Regione, come tutta una serie di sedi e di altri primati. 

È stato un lavoro intenso, incessante, andato avanti per tappe sino alla tappa decisiva di riuscire a ottenere il totale assoggettamento tramite un bando-farsa che ha assegnato la gestione alla Sacal. 

E la Sacal ha svolto e sta svolgendo il suo compito: al là delle dichiarazioni ufficiali dei vari personaggi di nomina regionale succedutisi alla sua guida, ha cancellato o rubato voli e rotte, ha svuotato lo scalo licenziando una buona parte del personale, ha favorito una politica tariffaria a sfavore di Reggio per spingere i passeggeri a scegliere sempre più Lamezia (nel frattempo rafforzata con voli nazionali e internazionali a tariffe agevolate grazie al foraggiamento della Regione). 

Reggio può salvare il suo Aeroporto e la sua dignità di città più antica e grande della Calabria soltanto se fa valere sino in fondo le prerogative di Città Metropolitana del Sud assieme a Napoli e Bari. 

Non è un caso che la classe politica delle altre Calabrie abbia sempre avversato l’istituzione della Città Metropolitana. 

Non è un caso che sia l’unica Città Metropolitana che non ha mai ricevuto alcune deleghe importanti dalla Regione. Non è un caso che nel vocabolario utilizzato dal ceto politico regionale dominante in Regione si continui a parlare di Provincia e non di Città Metropolitana. Non è un caso che l’attivismo del ff Versace e la sua costante presenza sul territorio dei 97 Comuni metropolitani e sulle problematiche di essi stia provocando crescenti fastidi e malumori a Germaneto. Non è un caso che il ruolo del Consiglio Regionale a Reggio sia stato ridotto a organo di semplice ratifica di ciò che si decide a Germaneto. (pa)

L’OPINIONE / Giacinto Nanci: Il nuovo sindaco dovrebbe bonificare la Fiumarella

di GIACINTO NANCIBenvenuto sig. sindaco Fiorita. C’è una cosa che Lei dovrebbe fare subito per evitare di mettere in pericolo la vita di molti catanzaresi a sud della città ed è quella di bonificare al più presto la Fiumarella.

Come Lei ben sa, la Fiumarella e una delle fiumare di Catanzaro e le fiumare si sa sono per quasi tutto il tempo senza acqua e il loro “compito” è quello di far defluire le acque delle piogge al mare. Per adempiere a questo compito il loro letto deve essere sgombro da ostacoli e la Fiumarella non lo è perché nella zona sud di Catanzaro il suo letto è occupato da veri e propri boschi formati da con alberi alti metri e con robusti tronchi e una fitta vegetazione che non fa neanche intravedere il letto.

In questa situazione una pioggia importante tale da creare la piena della Fiumarella, e visto che quando avviene una piena dopo tanto tempo essa porta con se detriti anche di dimensioni importanti, questi si fermerebbero a contato con gli alberi occupanti il letto della Fiumarella creando vere e proprie dighe che ostruirebbero il deflusso della piena che inesorabilmente tracimerebbe gli argini e inonderebbe gli abitati circostanti.

Ai giorni nostri il pericolo è ancora più immediato perché con i cambiamenti climatici i fenomeni (bombe di acqua) sono molto più probabili che non in passato e quindi avverrà di sicuro. Se a ciò si dovesse associare una mareggiata importante questa ostacolerebbe ancora di più il deflusso delle acque al mare aggravando ancora di più la situazione. Pulire il letto della Fiumarella non è una fantasticheria perché in passato è stato fatto proprio come prevenzione di quanto appena esposto.

E quando è stato fatto la Fiumarella ha assunto anche un’altra funzione sociale perché io stesso ricordo che noi bambini nella Fiumarella pulita giocavamo a pallone, a fare la guerra al nascondino e avevamo ideato anche degli scivoli sui suoi muraglioni con le foglie di fichidindia tagliate a metà. Eravamo anche riusciti a guadagnarci qualcosa perché dopo che erano passate le “fiumararate” queste scavavano dei vecchi condotti di tubi di ghisa che noi raccoglievamo e vendavamo al ferraiuolo.

Sig. sindaco se fa una passeggiata lungo gli argini sud della Fiumarella potrà constatare di persona che i tronchi degli alberi sovrastano di gran lunga gli argini della stessa e che quindi possono essere la base su cui inesorabilmente si formeranno delle vere e proprie dighe ben più alte degli argini stessi. Ma sig. Sindaco se non ha il tempo di fare questa passeggiata puo’ rendersi conto che quanto appena detto corrisponde al vero andando su Google Maps e vedrà che da viale Isonzo in giù fino al mare il colore tipico biancastro dei sassi del letto delle Fiumarella è completamente sostituito da verde delle chiome degli alberi che occupano tutto il suo letto.

E una ultima cosa sig. Sindaco, attenzione bisogna fare presto perché con i cambiamenti climatici gli eventi catastrofici sono sempre più probabili e noi a Catanzaro è da parecchio tempo che non ne abbiamo avuti. (gn)

L’OPINIONE / Emilio Errigo: La Calabria mostra di cultura e bellezze permanenti

di EMILIO ERRIGO – In Italia e maggiormente in territorio estero, da più voci, scritti,  immagini fotografiche e riprese televisive, si ascoltano, leggono, visionano, realtà conosciute e non adeguatamente valorizzate.

Con la consueta mia opinione, partecipata periodicamente agli amici e conoscenti lettori di Calabria.Live, si intende fare da cassa di risonanza con riverbero amplificato da una o tante verità, non ancora note e diffuse attraverso gli organi dell’ informazione  pubblica  e privata.

Lo sapevate voi calabresi d’Italia nati in Calabria e Italo-Calabresi,  nati in ogni luogo del mondo, che la Calabria, la Madre Terra dei vostri antenati,  bisnonni, nonni e genitori, viene considerata dai tour operator Internazionali, una Mostra di Cultura, Bellezze Paesaggistiche, Architettoniche, Storiche  e Artistiche Permanenti?

Ogni anno  stante ai dati statistici  riferiti ai flussi turistici, da ritenersi attendibili (in bene), negli ultimi anni, 2018-2019,  periodo pre covid, in Calabria si sono registrati oltre 2 milioni di “Arrivi” e circa “10 milioni” di
“Presenze”.

Non solo da una analisi storica regionale e leggendo una recente delibera di Giunta della Regione Calabria, in Calabria in via di previsione il futuro prossimo dovrebbe far registrare un esponenziale incremento di arrivi e presenze di turisti nazionali e soprattutto esteri, in barba a guerre e conflitti relazionali.

Il vero motivo o l’attrattiva turistica verso la Calabria, sono  la conseguenza del crescente impegno politico e imprenditoriale, che vede in prima linea di attacco il Presidente della Regione Calabria in carica  e a seguire, gli Assessori e Consiglieri della Regione.

Le Camere di Commercio, le Associazioni di categoria, gli Ordini professionali, hanno lavorato bene, ma c’è tanto ancora da fare, fare bene e fare sapere  ai Cittadini Calabresi, di aver fatto bene il proprio dovere.

In Calabria non ci manca proprio nulla, abbiamo “quasi tutto”, occorre solo tanto impegno personale e politico, più aria e acqua pura, in quantità  industriale, beni ambientali  e culturali, di ogni ordine e grado di grandezza, beni artistici, archeologici, storici e architettonici, considerati di pregio internazionali. Musei pubblici e privati, ancora tutti da scoprire e visitare.

Non vado oltre, leggete la Delibera della Giunta Regionale n.134, seduta del 4 aprile 2022, che vi sentirete orgogliosi di essere Calabresi e non vi atterderete a visitare la Calabria.

Terra di Scrittori, Poeti, Naviganti, Parlanti, Cantanti e altro di cui non dico, per amor di Patria.

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria]

L’OPINIONE / Candeloro Imbalzano: Lo sviluppo della Piana non è solo la Zes

di CANDELORO IMBALZANO – C’è voluta la drammatica siccità che si è abbattuta sul Centro-Nord, divenuta ormai una vera “Guerra dell’Acqua”, e che rischia di trasformarsi in una catastrofe economica – alimentare per l’intero Paese, per riproporre anche in Calabria il problema della gestione delle abbondanti risorse idriche di cui dispone la nostra regione, spesso inutilizzate per incapacità, insipienza e follia amministrativa, come è avvenuto in questi anni per i tre invasi della provincia di Reggio.

Ci riferiamo a quello sul Menta, che riguarda la Città di Reggio – come ogni anno puntualmente assetata – e l’Area Grecanica; quello sul Lordo nel Comune di Siderno; ma soprattutto la Diga sul Metramo, in località Castagnara tra i comuni di Galatro e S. Pietro di Caridà, una struttura gigantesca, un vero miracolo tecnico, capace di 27 milioni di mc. d’acqua, che interessa gran parte, almeno 50.000 abitanti, del Comprensorio Pianigiano.

Da Presidente della Commissione “Bilancio, Attività Produttive e Fondi Comunitari” eravamo presenti ed abbiamo rappresentato la Regione, alla presenza di tanti Sindaci e del Consorzio di Bonifica di Rosarno, in quella assolata mattinata del collaudo avvenuto nel 2013.

Avevamo assunto, intervenendo in quella sede, l’impegno a far finanziare le opere a valle per l’utilizzo potabile, agricolo, energetico, turistico ed antincendio dell’impianto: impegno che, nella seduta del 21 luglio 2014 del Consiglio Regionale, con un emendamento da noi proposto ed approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale, nel corso della nostra relazione sulla nuova Programmazione Comunitaria 2014 -2020, avevamo puntualmente mantenuto.

Un risultato straordinario che doveva chiudere una vicenda che risaliva agli anni ’70, illustrato successivamente alla stampa nel corso di una conferenza tenuta presso la sede del Consorzio di Bonifica, i cui dirigenti si battevano da anni con noi su una questione così strategica per lo sviluppo del territorio pianigiano.

C’è voluta l’incoscienza della maggioranza di centro sinistra della legislatura successiva , con il disinteresse di chi rappresentava il territorio in Consiglio, per permettere al presidente Oliverio di congelare ed ignorare quel deliberato che finanziava l’opera, peraltro mai revocato. Oggi, di fronte alla crisi epocale sulla disponibilità e l’utilizzo virtuoso delle risolse idriche già disponibili, ci auguriamo che l’ottimo presidente Occhiuto, il quale fin qui ha dimostrato da par suo grande capacità, visione e sensibilità verso le esigenze reali di tutte le province calabresi, possa reperire quei modesti finanziamenti, se possibile tra i fondi FESR dell’attuale Programmazione 2021-2027, che consentano l’utilizzo multiplo di queste imponenti risorse che darebbero respiro all’agricoltura di tutta la Piana e consentirebbero finalmente di valorizzare turisticamente uno splendido Comprensorio montano”,continua Candeloro Imbalzano.
Al Governatore della Calabria, chiediamo altresì un energico intervento sull’Anas perché sblocchi il finanziamento di originario 38 milioni di euro strappato col “Decreto Sblocca Calabria”, per realizzare lo Svincolo sulla A2 in località “Misimizzi” di Laureana di Borrello, di enorme importanza per lo sviluppo agricolo e turistico di tutta la vallata del Mesima e per il quale si battono da anni gli amministratori interessati.

Lo svincolo stesso intanto toglierebbe dall’isolamento almeno 20 Comuni delle contigue province di Reggio e Vibo ma contemporaneamente faciliterebbe l’accesso e lo sviluppo anche del Comprensorio interessato dall’utilizzo delle acque della Diga sul Metramo.

All’Anas va chiaramente detto che non può più reggere la scusa banale fin qui addotta che manca il collegamento col tratto finale della Pedemontana già costruita fino a Laureana e per la cui realizzazione –si tratta di appena 3 – 4 chilometri sul piano – necessiterebbero risolse irrisorie che la Regione, nel totale disinteresse della Metrocity e dei suoi amministratori locali in questi anni, potrebbe reperire in qualsiasi anfratto della Programmazione 2021-2027. (ci)

L’OPINIONE / Siamo uomini o caporali

di MASSIMO COGLIANDROLa divisione del Movimento 5S mi ha riportato alla mente il film di Totò “Siamo Uomini o caporali”. Il titolo del film (al quale verrà poi aggiunto il punto interrogativo) sta a significare, come letteralmente spiegato da Totò nel film: “Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano.

E purtroppo in questo caso calza perfettamente perché proprio Di Maio nel 2017 diceva: «In Italia oltre ai furbetti del cartellino abbiamo i voltagabbana del Parlamento, dal 2013 ad oggi ci sono stati 388 cambi di partito, alcuni parlamentari hanno cambiato partito anche sei volte negli ultimi quattro anni, la terza forza politica del Senato e della Camera, pensate, è il Gruppo Misto… un vero e proprio mercato delle vacche che va fermato. Nel Movimento 5S se uno vuole andare in un partito diverso da quello votato, si dimette e lascia il posto ad un altro come accade ad esempio in Portogallo, ma anche per consuetudine, come accade nella civilissima Gran Bretagna».

«In Italia, invece, se ne fregano una volta votati, gli elettori non contano più nulla,  quello che conta è la poltrona, il megastipendio, ed il desiderio di potere, molti governi si sono tenuti in piedi ed hanno fatto approvare le peggiori porcate proprio grazie ai voltagabbana… chi non vuole stare più nel Movimento va a casa… chiamatelo come volete, vincolo di mandato, serietà istituzionale, rispetto della  volontà popolare, a nessuno è negato il diritto di cambiare idea, ma se lo fai torni a casa  e ti fai rieleggere».

Ed ora? Dove sono finite tutte queste belle parole! Dove è finito il rispetto per l’elettore del movimento? Era doveroso umiliare così i propri elettori?

Rispettiamo le idee politiche, democraticamente espresse, di tutti, ma mi sento di dire che questo schiaffo agli elettori del movimento dimostra l’astrattismo politico su cui si basava la loro politica, che non trovava forza in concetti, obiettivi ed ideologie comuni. 

Questa sorte di disorientamento imposto da Di Maio deve fare riflettere quegli elettori che hanno sostento il movimento credendolo capace di dare slancio all’economia ed al Meridione. Le promesse elettorali man mano si stanno sciogliendo come neve al sole.

A mio giudizio, andrebbe anche valutata, Manuale Cencelli alla mano, la corretta attribuzione dell’incarico di Ministro degli Esteri al signor Di Maio. Infatti il Ministero degli Esteri è uno dei più importanti e spetta ad un partito espressione di un’importante forza politica. Non appartenendo più ai 5S ma ad un gruppuscolo di parlamentari fuggiaschi, quanto impiegheranno partiti, oggi di maggiore peso politico, come Forza Italia, Lega e lo stesso Movimento 5 Stelle o il Partito Democratico a chiedere il rimpasto di governo con l’assegnazione di ruoli più proporzionati alle forze votanti in parlamento e quindi la destituzione di Di Maio? 

Sarò carogna ma io lo avrei già fatto!

Purtroppo, come diceva Totò, siamo destinati ad una vita grama e gli elettori del Movimento 5 Stelle, aimè, che credevano di avere visto un raggio di sole nel movimento, dovranno guardare altrove alle prossime elezioni. (mc)

 

L’OPINIONE / Emilio Errigo: La Calabria e i calabresi credono nel Governo Draghi

di EMILIO ERRIGO – Il Mezzogiorno d’Italia negli ultimi 15 anni (2007- 2022) è stato vivisezionato e analizzato, economicamente, finanziariamente e socialmente, dalla Banca d’Italia, come in nessun altro periodo storico.
Credo sufficiente leggere i Report annuali a partire da quello del 2010 e terminare con quelli del 2022, compresa l’analisi monografica regionale sulla Regione Calabria, per averne contezza e materiale di studio e analisi, che è cosa buona e giusta definire pregiati sul Meridione e Meridionali dell’Italia.

Nello stesso arco temporale non sono certo mancati studi e analisi riferiti al quadro economico-finanziario delle Regioni  del Mezzogiorno, anche di quelle più al Sud del Sud dello stivale, come la Regione Calabria. La rappresentazione geografica in scala dell’Italia e del suo Mare, su carta nautica a piccola o grande  scala che sia, fa emergere una figura delle Regioni d’Italia, da nord a sud, Isole maggiori e minori incluse, con le bellissime Grandi Isole di Sardegna e Sicilia, situate a Ovest e Sud Sud Ovest, come territori protettivi e inespugnabili,  circondati dalle acque azzurre del Mare Nostrum.

La Calabria calzare e punta territoriale più avanzata nel Mar Mediterraneo, non solo ha dovuto subire, combattere, resistere e fronteggiare, tutte le storiche guerre di invasioni e le dominazioni  straniere, ma anche dovuto sopportare il peso di quanti (metaforicamente parlando) hanno tentato di schiacciarla con la pressione dei due piedi in fondo allo stivale.

La Calabria e i calabresi, si sono difesi e ci difendiamo  bene in verità, sia perché siamo  considerati dagli studiosi, geneticamente e biologicamente i più forti tra le razze euromediterranee dell’Unione Europea,
e anche perché l’alimentazione dei Calabresi è tra le più ricche di fibre, calcio benefico e dieta c.d. di  lunga vita diversificata e variegata naturalmente nei contenuti proteici.

Venendo al titolo di questa semplice opinione personale, la Calabria e i calabresi, (non tutti  in verità), quasi 2 milioni di abitanti, hanno la convinta sensazione e netta percezione, che l’attuale Presidente del Consiglio  dei Ministri, con tutti i Ministri del “Governo da Draghi”,  vogliono veramente aiutare la crescita economica e sociale della Calabria e delle altre Regioni del Sud Italia.

Perché e come,  lo si deduce chiaramente, dalle parole e atti  di buona amministrazione del Governo, dette e scritte e azioni intraprese negli ultimi Governi, dai rispettivi Ministri  pro tempore e attuale, per il Sud e la Coesione Territoriale, con uno dei quali ho avuto modo e molto piacere,  di cooperare lealmente e con forte impegno,  nel corso della precedente mia esperienza istituzionale quale Commissario Straordinario dell’AdSP del Mare della Sicilia Orientale, Giuseppe Provenzano.
È’ sufficiente avere o trovare il tempo e la calma necessaria, per leggere  i due “Piani per il Sud e Verso Sud”, (Calabria-Gioia Tauro, 14 febbraio 2020), nel “Piano Sud 2030 Sviluppo e Coesione per l’Italia” e  più recentemente, in  (Campania-Sorrento, il 13/14 maggio 2022), dalla Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, la decisa e determinata, Mara Carfagna, nel discorso di apertura  e successivi lavori del

Forum  Verso SUD – la Strategia Europea per una nuova stagione Geopolitica, Economica e Socio-Culturale del Mediterraneo. Tutto dipenderà dalla politica del fare e fare il bene dell’Italia e degli Italiani, Meridionali compresi. Questo è il Governo di Unità Nazionale e della serietà istituzionale, nessuno credo abbia il coraggio di dire, che  le Donne e gli Uomini di Governo in carica, non si siano prodigati a fare il bene del Paese.

Certo gli atti di buona volontà e gli intendimenti politici, possono pure divergere dalle azioni e atti del Governo, importante che l’Unità Nazionale, abbia sempre la meglio su tutto e tutti. Se parte il Sud, o meglio se cresce economicamente la Calabria, cresceranno tutte le Regioni del Mezzogiorno, del Centro e del Nord. Si pensi a una o tante verità economiche industriali storiche e attuali.

Se vengono impiegati risorse pubbliche e private nel Sud Italia, per la costruzione di opere pubbliche e stabilimenti di produzione a rilevanza pubblica di interesse nazionale, le tecnologie e i macchinari e non solo, provengono tutte dal nord del Paese e dall’estero, Germania, Francia, in primis, generando un indotto economico industriale che partendo dalle Regioni del Sud Italia, si propaga fino all’età Regioni del Nord e altri Stati Europei.

Basti andare a “leggere le targhette” del luogo di produzione,  dei macchinari, presse, nuove tecnologie meccaniche e informatiche, presenti all’interno delle Piccole o Grandi Imprese, presenti in Calabria, Sicilia, Sardegna, Campania, Basilicata e Puglia, per capire bene il senso del ragionamento deduttivo.

Altrimenti lo vedo molto difficile e disgregante , il futuro in Italia,  a Nord, al Centro e al Sud della Italia Unita. (er)

[Emilio Errigo è nato a Reggio Calabria, Generale della Guardia di Finanza in ausiliaria, Docente Universitario di Diritto Internazionale e del Mare, e di Management delle Attività Portuali. Consigliere giuridico Economico -Finanziario Internazionale]

L’OPINIONE / Claudio Aloisio: Il sistema delle rateazioni che rischia di affossare imprese e famiglie

di CLAUDIO ALOISIOPer tutte le rateazioni in corso fino all’8 marzo 2021, in funzione dell’emergenza covid, il Governo ha stabilito che si può essere in “ritardo” anche di 18 rate che equivalgono, più o meno, al periodo di sospensione dovuto alla pandemia. Per le rateazioni richieste dal 9 marzo 2021 si possono non pagare un massimo di dieci rate. Per le dilazioni concesse nel 2022 invece si possono saltare non più di 5 rate anche non consecutive.

Ecco, quindi, servita una nuova ordalia per famiglie e aziende che, avendo ad esempio tre rateazioni: una prima dell’8 marzo 2021, una dopo l’8 marzo 2021 e una nel 2022 dovranno, ove per problemi non riescano ad essere perfettamente in “linea” con le scadenze, tenere conto di queste differenze per non rischiare di decadere dalle dilazioni concesse. Un caos che si sta tramutando in un incubo dato che, parte dei milioni di ingiunzioni di pagamento che stanno arrivando ad oltre 19 milioni di contribuenti, dipendono proprio da errori di calcolo funzionali a queste assurde diversificazioni. Si parla tanto di semplificazione, ma in Italia di semplice non c’è mai stato nulla e ormai dispero ci sarà. 

È da mesi, ormai, che denunciamo una situazione paradossale: l’emergenza finita per decreto di cui la situazione appena descritta è figlia. 

Ma purtroppo, lo sappiamo tutti tranne, a quanto pare, coloro che hanno il potere di decidere, non funziona in questa maniera. Non basta un tratto di penna per cambiare una situazione oggettiva, e se per l’emergenza sanitaria ci sono stati miglioramenti innegabili non è così per quella economica che, anzi, si sta trasformando in qualcosa di diverso e potenzialmente più pericoloso.

I prezzi alle stelle dell’energia e dei carburanti che hanno, a cascata, fatto impennare i costi delle materie prime e di conseguenza quelli al consumo, l’inflazione galoppante che inizia a erodere i risparmi, l’aumento del costo del denaro, una guerra alle porte dell’Europa, sono solo alcune delle devastanti criticità che rischiano di vanificare tutti gli sforzi sin qui compiuti per rimettere in moto un motore ormai sfiancato.

Se a questo aggiungiamo la folle ripartenza della macchina tributaria, l’eliminazione di tutte quelle agevolazioni che hanno permesso alle imprese di barcamenarsi tra i marosi della crisi e, addirittura, l’invio d’intimazioni di pagamento “a 5 giorni” ad aziende e famiglie che non sono riuscite a far fronte ai loro debiti certamente non per colpa loro, ecco che veramente non si comprende la ratio dell’idea che ha l’Esecutivo di “ripresa e resilienza”.

Che ripresa ci può essere se si chiedono tutti in una volta i denari che non si è riusciti a pagare ratealmente? A quale resilienza si può appellare il titolare di un’impresa che, non avendo la possibilità di saldare le cifre richieste in un’unica soluzione, ribadisco, non per proprie responsabilità, rischia il pignoramento dei beni aziendali e personali, il blocco dei conti correnti e la revoca delle linee di credito essendo così costretto, suo malgrado, a chiudere e licenziare. E che guadagno avrà l’Erario se decine di migliaia di attività abbasseranno le serrande mandando a casa centinaia di migliaia di persone? 

O qualcuno pensa seriamente che la ripresa possa davvero passare dagli spicci erogati con i rimborsi o dai bandi di sostegno strutturati con il sistema del click day che, invece di supportare realmente il tessuto economico e produttivo, creano intollerabili distorsioni di mercato?

Siamo veramente stanchi di questa incapacità di leggere la realtà da parte di chi ci dovrebbe rappresentare. Realtà che non si trova nei numeri che ognuno può interpretare e strumentalizzare a suo piacimento ma nel quotidiano delle migliaia di piccoli e piccolissimi imprenditori ormai scoraggiati ed esasperati che, proprio quando avrebbero potuto iniziare ad avere un minimo di ossigeno per continuare a resistere cercando di ripartire si ritrovano, grazie a un Esecutivo cieco e sordo, con questo “bel regalo” che rischia di affossarli definitivamente. (ca)