L’OPINIONE / Nicola Fiorita: I docenti del Sud meritano stipendi più alti

di NICOLA FIORITA – Se ci sono docenti che meritano uno stipendio più alto sono quelli che insegnano in Calabria, in Campania, in Puglia, in Sicilia, in Basilicata. Sono i docenti-eroi che ogni giorno lottano in condizioni disagiate, in contesti sociali difficili, in edifici scolastici inadeguati, per portare avanti la loro missione educativa.

Sono i docenti che devono raggiungere sedi impervie, che ogni giorno salgono sui treni pendolari da terzo mondo, che rischiano perfino l’incolumità nelle aree più pericolose. Che sfidano ostacoli, pregiudizi, ostilità per recuperare bambini e ragazzi ad una vita di studi e di legalità. La proposta della Lega di aumentare gli stipendi dei docenti del nord è una grave offesa per tutto il mondo della scuola calabrese e non può essere in nessun modo giustificata.

I parlamentari del Mezzogiorno, di qualsiasi partito e di qualsiasi schieramento, non si limitino ad indignarsi, ma presentino in Parlamento  un ordine del giorno che chieda stipendi più alti per tutti i docenti italiani e semmai incentivi economici per chi insegna nelle aree più difficili del Paese. (nf)

[Nicola Fiorita è sindaco di Catanzaro]

L’OPINIONE / Mimmo Bevacqua : I calabresi migrano per curarsi e la Regione spende 254 milioni di euro

di MIMMO BEVACQUA – Le luci della ribalta. E del palcoscenico. Spente le luci però, non rimane molto, o forse niente. I medici cubani che scattano foto, il numero unico di pronto soccorso, oltre 100 ambulanze nuove, nastri tagliati e annunciati e al saldo della sanità di Calabria di fine anno che resta? Una migrazione sanitaria passiva, cioè di calabresi che fanno le valigie per curarsi, di 254 milioni di euro. Questo il saldo effettivo, questa la cruda realtà.

Il commissario Occhiuto sul piano mediatico e solo formale continua la sua narrazione, ma la realtà è molto diversa. Il conto Agenas è impietoso, non c’è niente dentro e c’è davvero poco di peggio per una Regione che dover spendere 254 milioni di euro per far curare i propri cittadini fuori per evidenti limiti delle proprio strutture. Per di più il tutto avviene dopo avere fatto chiedere da Lotito alle Camere, ottenendola, una proroga del Decreto Calabria che significa pieni poteri ad Occhiuto e almeno un altro anno ancora di commissariamento. Una richiesta inevitabile perché niente è stato fatto per tornare alla gestione ordinaria, a partire dalla ricognizione del debito e dall’innalzamento dei Lea, i livelli minimi di assistenza.

Ma siccome al peggio non c’è mai fine, il Governo si appresta a varare la legge Calderoli. La proposta leghista di autonomia differenziata che di fatto toglierà altre risorse ancora alla Calabria soprattutto in sanità. Il perché è chiaro e limpido e semplice fin dall’inizio dal momento che l’autonomia differenziata si basa essenzialmente sul Pil delle singole regioni per finanziare i servizi fondamentali, senza possibilità di perequazione efficace. Uno schema che sarà sfuggito al commissario Occhiuto il quale, in Conferenza delle Regioni, ha votato favorevolmente alla legge Calderoli, salvo scoprire post-mortem che è una fregatura per la Calabria, così come ammesso nel Defr approvato in Consiglio. 

La nostra drammatica sensazione è che questo governo nazionale, in accordo con i presidenti di Regione come Occhiuto, stia perseguendo la fine della sanità pubblica a vantaggio di quella privata. Il che significherebbe una catastrofe per la maggior parte dei cittadini che non potranno permettersi le cure. Il Pd, ad ogni, livello si batterà per bloccare questo sconsiderato progetto. (mb)

[Mimmo Bevacqua è consigliere regionale e capogruppo del Pd]

L’OPINIONE / Caterina Villirillo: Dal 2018 lo Stato è assente

di CATERINA VILLIRILLO – Ciao Giù, lo Stato ti ha dimenticato… Ciao Giù… sono passati 5 anni dal tuo assassinio, ma da quel maledetto giorno nulla è purtroppo cambiato. Una cosa però l’ho capita, da quel tragico 13/01/2018: lo Stato è assente.

 Tutte le figure che ti avvicinano sfruttano il dolore delle famiglie vittime di reato, ma poi non mantengono nessuna promessa, e spariscono. Le Tv, i giornali, sono a caccia della notizia del momento, ma le famiglie sopravvissute, continuano ad essere abbandonate a se stesse. Si sente parlare di leggi atte a recuperare ed inserire gli assassini dei nostri figli, ma paradossalmente, non ci sono di contro leggi per la tutela di famiglie che subiscono questi reati, famiglie a cui la vita è stata completamente stravolta No Giusè, non mi sono arresa come dicevi sempre tu, sono solo maturata, cresciuta, e non soltanto per la carta d’identità.
Non sono alla nuova sede che l’Aterp ci ha pubblicamente “consegnato” 5 anni fa, non ho ancora le chiavi, e quindi sono ancora in Via Ducarne, a rischiare la mia vita e quella dei tuoi fratelli.
Li dove tu sei ancora e sempre con me, a darmi la forza per sopportare tutto questo. E soffro, perché la mattanza continua, e allora penso a te, a ciò che ci hanno fatto lo Stato e tutte le figure istituzionali che via via si sono avvicinate…
Si Giuseppe, sto parlando del ministro Elena Bonetti, che si era impegnata a sostenere l’associazione con il progetto della sartoria sociale, incontrata a Catanzaro ed a Roma, ma anche con telefonate e messaggi, ed attraverso la figura dell’onorevole Vono. Ma nulla è ancora successo.
 Di quali leggi parliamo se chi dovrebbe fare la differenza non lo fa, prendendo di fatto in giro le famiglie delle vittime?
Giù, tu come Willy ed altri ragazzi, che avete offerto la vostra giovane vita per salvare gli altri, siete stati dimenticati.
 Fa male dirlo, ma è così. Si, dimenticati. Perché tu eri un” Calabrese”, ed anche se un ragazzo è un esempio, salva 4 vite, ma è un terrone, non viene ricordato dal Presidente Mattarella. Willy era di colore… Le medaglie al valore? Anche per quelle bisogna far parte della “lista” dei raccomandati. Si Giù, non ti sbagli, anni fa l’hanno data pure al presidente di una associazione di minori che ha commesso tanti reati…
Ma tu sei un “Terrun”, giusto per riderci sopra, come facevamo tra di noi. Amaramente e consapevolmente. Raccontalo dove sei tu, che qui si parla tanto di violenza ma chi la fa per primo è lo Stato.
 Si figlio mio, ti hanno dimenticato, loro si… Loro, lo Stato che mi ha usato per collaborare con lui, facendoci diventare un bersaglio umano non appena è scattata l’operazione Stige, per poi non proteggerci, abbandonandoci al nostro destino. Si, sono amareggiata, perche dopo 12 attentati, finiti con il tuo assassinio per aver collaborato sempre con le forze dell ordine, tu non sei nemmeno stato riconosciuto come vittima della criminalità organizzata!
Da non crederci. Si, lo so che non posso arrabbiarmi, ma oggi voglio dirle tutte queste cose, e non mi fermerò finché non avrò avuto giustizia. Oggi avresti compiuto 24 anni, ed io non devo e non posso dimenticarti, perché una persona vive finché non muore nel cuore delle persone che lo amano.
E noi, e tutta l’Italia ti ricorderemo per sempre. Paolo tuo fratello cresce, ma ha reagito al trauma del tuo assassinio da solo, Benni si è sposata, la vita continua , ma tu sei sempre vivo nel cuore di tutti noi.
Ti scrivo queste cose, perché dal 2018 mi sento sola, e abbandonata da uno Stato che, evidentemente, garantisce diritti solo a chi uccide. Anche Giulia è stata uccisa, povera figlia. Abbracciala forte forte, e “spegni” una candelina anche per lei… (cv)
[Caterina Villirillo è presidente Libere Donne Crotone]

L’OPINIONE / Domenico De Marco: L’Amministrazione Caminiti, un ponte di… incoerenza

di DOMENICO DE MARCO – Lo abbiamo detto più e più volte rischiando di essere ripetitivi o addirittura logorroici, ma quanto avvenuto in questo fine settimana è la dimostrazione plastica e concreta di un vero Ponte di incoerenza politica che l’Amministrazione Caminiti, nel suo insieme sta dimostrando.

Il sindaco Giusy Caminiti con la sua maggioranza, quasi al completo, anche con quella parte considerevole di consiglieri comunali che da sempre hanno dimostrato all’interno del proprio mondo associazionistico, una visione favorevole al ponte, presenti in truppa e massa alla manifestazione Oltre il Ponte, organizzata dal Movimento 5 Stelle nella nostra Città.

Una manifestazione che in modo chiaro vede un No secco alla realizzazione dell’opera più importante del territorio, nel mentre il giorno dopo, in quel di Messina, i Comitati No ponte, manifestavano avversità alla realizzazione dell’opera ed a rappresentare tale posizione per Villa San Giovanni era presente esclusivamente il PD locale, ove l’Amministrazione Caminiti si è guardata bene nell’essere partecipe, se non con qualche parte di associazionismo vicino alla stessa amministrazione, quella ovviamente contraria da sempre all’opera.

Ed allora ci piacerebbe capire quale sia la vera “faccia” di quest’Amministrazione nel merito della realizzazione dell’opera?

Abbiamo letto e riletto le proteste del Sindaco in merito alla mancata presenza della Città nel Cda Stretto di Messina, organismo ovviamente funzionale alla realizzazione dell’infrastruttura, ove la giustificazione politica che si dava a quelle proteste era la necessaria tutela del territorio per poi  ascoltare la Sindaca in trasmissioni nettamente sfavorevoli al Ponte che, con la solita tattica di attaccare il passato amministrativo, richiedeva credibilità ad un Governo Nazionale che dal primo giorno del suo mandato ha affermato la volontà serie e concreta di avviare la realizzazione dell’opera. 

E nel mentre accade tutto ciò, che credibilità politica e istituzionale sta avendo quest’Amministrazione che in base al convegno ed al parterre ove la Sindaca partecipa assume posizioni sempre più ambigue?

Non è più sostenibile una situazione di palese ipocrisia e così poco chiara perché la Città ha assolutamente il diritto di sapere che l’Amministrazione Comunale tratti il tema Ponte con una posizione politica di reale tutela dei cittadini che aspettano i giusti chiarimenti e le informazioni, altro che attendiamo le carte (in un palese attendismo che giova solo alle ambizioni del Sindaco). Tutto ciò in particolare per chi sarà oggetto di esproprio, e quali tutele reali per i cittadini, piuttosto che essere strumentalmente utilizzati come tema non di confronto ma di vero terrorismo psicologico.

Non sono più tollerabili queste posizioni di un sindaco che, incontra Stretto di Messina ed i suoi massimi responsabili ed al tempo stesso partecipa a convegni con posizioni opposte per poi invece non esserci, qualora la tutela si dovesse realizzare in tal modo, a manifestazioni ufficiali del no al ponte.

Capiamo bene che il sindaco Caminiti al proprio interno si ritrova un mix di associazioni “no ponte” da sempre e “si ponte”, che non gli consentano di avere una posizione chiara che in un modo o nell’altro potrebbe pregiudicare i propri assetti politici ma poiché non si è stati eletti per amministrare un semplice condominio affrontando le semplici beghe tra condomini e si sta governando un processo infrastrutturale come quello della realizzazione dell’opera più importante di sempre nel proprio territorio è giusto dire basta a queste continue ambiguità di posizioni, che non danno il sentore di una credibilità politica e istituzionale che l’ Amministrazione Comunale dovrebbe, a  mio avviso, dimostrare nel momento in cui si confronta, non durante i lavori di un convegno ove è facile assumere tali posizioni e annunciare tutele, ma nell’ambito di tavoli governativi nazionali ove ad essere pregiudicata è la fondamentale valorizzazione del territorio.

E nel mentre da un lato l’incoerenza politica del Sindaco e della sua squadra appare assolutamente evidente anche ai più scettici, continua l’impegno profuso dal Governo Nazionale, in modo particolare dall’Onorevole Cannizzaro che in queste ore ha ufficializzato quanto aveva chiesto all’on. Antonio Tajani nell’incontro di luglio, ovvero ospitare l’importante forum intergovernativo sul commercio internazionale che si terrà nella nostra Città, come obiettivo di valorizzazione di un territorio, come quello villese, attenzionato a livello nazionale in considerazione della realizzazione della grande opera.

E per quanto suddetto, una maggioranza che si apre al confronto con il territorio e che incontra la cittadinanza per affrontare le problematiche anche di ordinaria amministrazione, perché non apre un dibattito in Città circa la reale posizione del territorio in merito all’opera ponte? Perché si assume la paternità di queste posizioni sempre più ambigue e poco chiare e non “ascolta” la Città anche su questo?

Così si rischia di non andare dalla parte della giusta tutela dei cittadini disorientati da questa continuo vaneggiamento, probabilmente voluto o imposto, dell’Amministrazione del no, poi del ni e forse del si al ponte, in un momento in cui l’unitarietà di intenti ed obiettivi di valorizzazione del territorio sarebbe la strada migliore e quella più auspicabile nell’ambito di ogni schieramento politico di governo e di opposizione. (ddm)

[Domenico De Marco è consigliere comunale di Villa San Giovanni]

L’OPINIONE / Umberto Mazza: Sindaci lasciati soli a battersi contro la burocrazia

di UMBERTO MAZZA – Occorre un impegno comune nella sfida costante contro una burocrazia che diventa sempre più asfissiante per gli enti locali, soprattutto per le piccole realtà. I Sindaci spesso si trovano a dover fare i conti con le esigenze delle comunità a mani nude e senza il conforto degli organismi istituzionali sovraordinati.

Per questo occorre dare il giusto nome alle cose e dire che gli amministratori quando non agiscono in tempo per affrontare le tante questioni che affliggono i loro territori non è per paura ma per mancanza di strumenti.

L’importante sfida dettata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rischia di diventare un boomerang per i Comuni che non hanno personale in numero adeguato e, spesso, nemmeno formato per far fronte alla selva di documenti e prescrizioni a cui è sottoposto il via libera alla concessione dei fondi.

Il focus del dibattito del Forum promosso dall’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali è stato incentrato sul tema della Paura della firma o ansia del risultato, una questione che coinvolge direttamente chi opera negli uffici tecnici, nella gestione delle misure legate proprio al PNRR, funzionari e dipendenti degli uffici finanziari, amministrativi e della polizia municipale.

L’appuntamento ha rappresentato un’occasione unica di confronto e scambio di opinioni tra amministratori e tecnici della pubblica amministrazione. (um)

[Umberto Mazza è sindaco di Caloveto]

L’OPINIONE / Giuseppe Nucera: Serve progetto serio per cogliere potenzialità dell’Aeroporto di RC

di GIUSEPPE NUCERA – Viviamo un momento storico che vede un fermento unico e irripetibile rispetto allo sviluppo delle infrastrutture, manifestato in modo concreto dall’attenzione del Governo, e le risorse economiche a disposizione per realizzarle. Basti pensare al Ponte sullo Stretto, al Porto di Gioia Tauro, all’alta velocità e le infrastrutture stradali.

In questo contesto  il rilancio dell’aeroporto di Reggio Calabria rappresenta un’occasione che non è possibile lasciarsi sfuggire. Il ‘Tito Minniti’ ha tutti i requisiti e le caratteristiche per essere non solo l’aeroporto di Reggio Calabria, ma dell’intera area dello Stretto e di tutta la provincia, abbracciando sia la fascia ionica che quella tirrenica. Affinché tutto questo si realizzi però, serve canalizzare nel modo opportuno non soltanto le risorse attualmente a disposizione, ma anche nuovi fondi da intercettare attraverso il Governo e l’Unione Europea.

I 25 milioni di euro del cosiddetto emendamento Cannizzaro sono certamente una buona base di partenza ma vanno indirizzati in progetti utili per lo scalo reggino, a partire dallo spostamento dell’aerostazione vicino alla linea ferroviaria e al pontile. E’ questo il presupposto iniziare per rivoluzionare il Tito Minniti e costruire un futuro davvero ambizioso, con la possibilità di accogliere centinaia di migliaia di passeggeri all’anno.

Il Governatore Roberto Occhiuto si è dimostrato sensibile rispetto alla questione aeroporto, mettendo in campo una serie di azioni concrete e incisive per rilanciare uno scalo agonizzante. Adesso servono scelte coraggiose per proseguire in questo percorso, che richiede inevitabilmente un progetto nuovo rispetto all’attuale scalo.

In questo senso, c’è già una base progettuale concreta e definita, presentata tempo fa dall’imprenditore reggino Pino Falduto e che rappresenta una buona base di partenza per studiare e realizzare la migliore aerostazione possibile.

Da imprenditore turistico che da oltre 40 anni visita e si confronta con le principali realtà internazionali, compresi i mercati e le compagnie aeree, sono più che consapevole rispetto alle immense potenzialità che un aeroporto moderno e strategico offre. Potenzialità che è arrivato il momento di cogliere anche per lo scalo reggino, inserendolo in una rete di collegamenti ferroviario Jonio Tirreno e via mare con la realtà messinese. (gn)

[Giuseppe Nucera è leader del movimento La Calabria che vogliamo e già presidente di Confindustria RC]

 

L’OPINIONE / Maria Elena Senese: In Calabria ci sono 12 mln di lavori nei cantieri ancora da terminare

di MARIA ELENA SENESE – Volete sapere chi ha guadagnato più di tutti col Superbonus? Sicuramente lo Stato! Questo è quanto emerge dai dati di uno studio dell’istituto di ricerche Cresme. La quota maggiore degli introiti, infatti, è finita nelle casse del fisco.

Le aziende hanno beneficiato solo per il 21,8% dei totali 97 miliardi di euro di erogazioni in incentivi, il settore servizi con il 26%, diviso tra progettazione e consulenze di varia natura, e tra i soggetti beneficiari ci sono anche le banche e gli intermediari finanziari. Infine, il 12% circa all’industria manifatturiera che ha fornito i materiali.

La percentuale più alta, pari al 34% circa, è rientrata allo Stato sotto forma di tasse: Iva, Ires e Irpef dei lavoratori.

Oggi, che sul Superbonus si sono concentrate le critiche del governo, noi riteniamo che sia necessaria una proroga di almeno sei mesi che consenta il completamento dei lavori già iniziati.

Questo perché il termine di fine anno è assolutamente improponibile e, se non dovesse intervenire una proroga, le conseguenze potrebbero essere molto pesanti non solo per le imprese e per le famiglie che hanno beneficiato del Superbonus ma per tutto il sistema economico.

È difficile in questo momento quantificare i cantieri aperti che rischiano di rimanere incompleti. Ma parliamo di migliaia di cantieri! Molti dei quali avviati in Calabria. Gli ultimi dati Enea, usciti a fine ottobre, ci dicono che ci sono 12 miliardi di lavori nei cantieri ancora da terminare.

Proprio per questo chiediamo che venga fatta una chiusura ordinata e graduale del Superbonus 110%, senza creare una situazione che sarebbe ben più costosa per la collettività di una semplice proroga. Il danno che si potrebbe creare, qualora questi cantieri non venissero conclusi con l’aliquota originaria del 100 o del 90%, sarebbe molto oneroso, intanto creerebbe contenziosi tra le imprese e i condomini. Le imprese rimarrebbero bloccate per l’intera parte di produzione del 2024. Ci saranno di nuovo cantieri fermi, situazioni in cui, non completandosi i cantieri, i condomini saranno costretti a restituire allo Stato addirittura gli stati d’avanzamento precedenti già pagati. Per questo ci vuole una chiusura ordinata della misura.

Senza un intervento avremo famiglie in difficoltà, che saranno costrette a impegnare i loro stessi appartamenti per riuscire a pagare, ci saranno imprese che salteranno e migliaia di lavoratori in cassa integrazione. Tutti costi che, in ultima analisi, ricadrebbero sullo Stato.

In questa fase assai delicata occorre una manovra strutturale, che sia in grado di affrontare e risolvere il problema dei consumi energetici dei nostri edifici, anche alla luce degli impegni assunti dall’Italia in Europa. È urgente una manovra che metta il nostro Paese nelle condizioni di adempiere agli impegni assunti in sede europea, contenendo i consumi energetici. È urgente, infine, un piano strategico che attivi investimenti a partire dagli edifici pubblici.

L’OPINIONE / Franco Cimino: Tonia Santacroce, il Festival d’Autunno e la Calabria la femminile…

di FRANCO CIMINO – Poche parole oggi bastano per dire di un’emozione e di una storia. Bastano e non per farla breve e non …rompere il lettore o scoraggiarlo davanti a un lenzuolo di parole. Bastano perché soggetti ed elementi interessati parlano da sé e per sé stessi. Sono tre, le parole: venti, festival, donna. Poi, ce n’è un’altra, Calabria, che viene “parlata”dalle altre tre. Venti sono gli anni. Anche qui la mia vecchia domanda: sono pochi o molti? Sono pochi se calcolati sulla vita di un popolo e di una terra. Sono molti se contati sulle spalle di una persona.

Festival, è l’evento importante che mette insieme arte e spettacolo, cultura e società, spettatore e persona, teatro e città, piazza e rappresentazioni, artisti e scuola, creatività e organizzazione, risorse economiche ed economia, progetti privati e intervento pubblico, e quindi istituzioni e politica. Donna, è la persona che i venti anni li ha oggi mostrati in una pubblica manifestazione e festival é il risultato di un’enorme, solitaria, fatica, che quegli anni contiene, come i luoghi che li hanno ospitati e la Terra che li ha accolti, godendone e donando di suo. In sintesi, vent’anni di Festival d’Autunno e della sua direttrice, Tonia Santacroce, la donna intelligente e creativa, artista già di suo (è pianista), che questo Festival ha inventato di sana pianta e portato fin qui con le sue fatiche.

I vent’anni sulla sua persona di donna non si vedono, lo ripeto, se non per vederla più bella e affascinante. Bella, come lo sono tutte le donne che hanno cura di sé stesse, attraverso quella in contemporanea di corpo, cuore e mente, dopo aver oltrepassato, di poco o di molto, l’età della giovinezza. L’età che fa tutti belli, perché giovinezza reca bellezza. Tonia Santacroce è cresciuta con il suo Festival, sotto tutti gli aspetti. Oggi la si può davvero considerare, con altre donne, pur se ancora poche, impegnate sullo stesso terreno, una delle più importanti “manager” (uso questo termine benché non mi piaccia affatto, ma non me ne vengono altri) degli spettacoli d’arte e per la promozione della cultura e della sensibilità sociale sui tanti delicati temi inseriti nel vasto programma. Un programma, quest’anno, ancora più ricco dei precedenti e di tutti gli altri analoghi organizzati nella nostra regione. Manager, ripeto, tra i più importanti in Italia.

A questo livello Tonia ci è arrivata davvero da sola. E nessuno, per stupidità o invidia, provi a dire che sia stata aiutata dal secondo cognome che porta, ché mi verrebbe di dire il contrario, riferito al bel “ragazzo” ormai a tutti “ noto” per i successi di imprese diverse. Il suo lavoro e i suoi successi, come quelli di altre poche donne, hanno dato forza e valore alla crescita della condizione femminile in Calabria, che, sebbene ancora lontanissima dagli standard minimi di civiltà, ha compiuto non pochi passi avanti. Passi, che possono far bene anche alla Politica.

È poco ancora, lo so. Ma il fatto che al tavolo della festa stamattina sedevano due donne delle istituzioni, la vicepresidente della Giunta regionale e l’assessore alla Cultura del Comune Capoluogo, e che ad organizzare l’evento fosse la società creata da una donna e che con le donne impiegate lavora, e ancora, che a fare il bel reportage sull’intero Festival fosse il video creato da una donna e il servizio video e foto da altre due donne, pure sorelle, e, per non finire, tra i cronisti in sala ci fossero tre brillanti donne pure giornaliste, conferma e l’analisi qui svolta e la speranza di chi scrive.

Se questo nuovo vento aiutasse anche quei maschietti, e non sono pochi, in tutti i campi in cui hanno già fatto valere qualità e meriti, potremmo davvero incominciare a dire che questa terra potrà cambiare. Tutta. E presto. Ché la Calabria, lo ripeterò fino allo sfinimento, o crescerà tutta o si fermerà per sempre. Auguri, quindi, a Tonia e al suo Festival, due volte venti ancora di più grandi successi. E grazie anche per aver toccato tanti luoghi belli della nostra provincia. Quella della vecchia conformazione territoriale. E grazie, in particolare, per aver contribuito, con alta qualità artistica, a tenere aperto il teatro più importante della Calabria, il nostro monumentale Politeama.

Auguri, infine a tutte le donne calabresi, artiste e non, professioniste e casalinghe, alle donne libere da ogni frustrazione e quelle da liberare, liberandosi, dalla violenza e dalla condizione di inferiorità sociale in cui vengono ancora mantenute. E grazie a quei calabresi, uomini di tutte le qualità e culture, che si adopereranno per far crescere questa Calabria, la Calabria migliore. (fc)

L’OPINIONE / Filippo Mancuso: Trasformare solidarietà in azioni tangibili

di FILIPPO MANCUSO – I dati sulla violenza alle donne sono allarmanti, ma occorre evitare che dopo l’indignazione suscitata da casi  drammatici, tutto resti come prima.

È apprezzabile l’approvazione, da parte del Parlamento, di un pacchetto di misure che punta a rafforzare il ‘Codice Rosso’ e a colmare i vuoti legislativi che impediscono di intervenire di fronte alla minaccia.  Ed è anche apprezzabile l’impegno della  Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali, attraverso una campagna di comunicazione che prenderà il via il 25 novembre e  proseguirà per un anno con una serie di iniziative in cinque date simboliche. Per fermare questa barbarie che si consumato sulle donne, ognuno deve fare la propria parte.

Questa Presidenza, consapevole che anche la Calabria  conta le sue vittime (dal  2020 ad oggi 17 femminicidi cui si aggiungono   le molte  violenze sessuali e la  miriade di episodi di soprusi e violenze che non vengono denunciati), sta predisponendo un Protocollo d’intesa che a giorni sarà siglato tra il Consiglio regionale, l’Osservatorio sulla violenza di genere e  l’Aterp (Azienda sull’edilizia residenziale pubblica della Regione), per offrire soluzioni alloggiative alle donne vittime di violenza e ai loro figli, prevedendo la loro collocazione e il recupero di una quotidianità lontana dagli abusi.

L’obiettivo è  mettere a sistema un percorso virtuoso, per scongiurare tragedie familiari e dare continuità all’azione a tutela delle donne. Ci muove la convinzione che ogni Istituzioni abbia il dovere di trasformare la solidarietà alle donne in azioni tangibili, ferme, efficaci. (fm)

[Filippo Mancuso è presidente del Consiglio regionale della Calabria]

 

L’OPIONIONE / Vincenzo Capellupo: Scuola nazionale di PA a RC frutto di logiche elettoralistiche

di VINCENZO CAPELLUPO – Per l’ennesima volta, Catanzaro si prepara ad assistere passivamente ad un nuova spoliazione delle sue funzioni di Capoluogo e di centro di riferimento della burocrazia regionale.

L’annuncio della Scuola Nazionale di Pubblica Amministrazione che riaprirà i battenti a Reggio Calabria, rilancia la questione tutta politica dell’assenza di un classe parlamentare catanzarese che sia capace di far sentire la propria voce e difendere gli interessi della Città. Non è un discorso campanilistico, perché è evidente che un annuncio del genere da parte del ministro Zangrillo sia, non per caso, avvenuto in prossimità dell’inizio di una nuova fase elettorale che segnerà anche una conta interna nel centrodestra che governa il Paese e la Regione.

La Scuola Nazionale di PA che si intende far riattivare a Reggio rientra perfettamente nella logica degli annunci dal sapore propagandistico, senza tenere in nessun conto le prerogative legate all’organizzazione e alla visione complessiva delle caratteristiche funzionali di ciascun territorio. Catanzaro, per la sua naturale conformazione baricentrica e in considerazione degli assetti istituzionali, ospitando la Cittadella regionale ma anche il corso di laurea in Scienze delle Amministrazioni all’interno della Università Magna Grecia, sarebbe la sede naturale della Scuola votata a selezionare funzionari e dirigenti per la PA e provvedere alla loro formazione continua.

Eppure, non mi sembra di aver notato finora alcuna levata di scudi da parte di chi deve rappresentare e salvaguardare il ruolo di Catanzaro nelle scelte strategiche che riguardano la collocazione di funzioni sul territorio calabrese. I parlamentari eletti nel collegio di Catanzaro dove sono? Si facciano sentire, non si può assistere inerti a quello che si decide ai piani alti della politica, a vantaggio solo di logiche territorialistiche ed in barba agli equilibri istituzionali. (vc)

[Vincenzo Capellupo è consigliere comunale di Catanzaro]