Site icon Calabria.Live

L’OPINIONE / Siamo uomini o caporali

L'OPINIONE / Siamo uomini o caporali

di MASSIMO COGLIANDROLa divisione del Movimento 5S mi ha riportato alla mente il film di Totò “Siamo Uomini o caporali”. Il titolo del film (al quale verrà poi aggiunto il punto interrogativo) sta a significare, come letteralmente spiegato da Totò nel film: “Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano.

E purtroppo in questo caso calza perfettamente perché proprio Di Maio nel 2017 diceva: «In Italia oltre ai furbetti del cartellino abbiamo i voltagabbana del Parlamento, dal 2013 ad oggi ci sono stati 388 cambi di partito, alcuni parlamentari hanno cambiato partito anche sei volte negli ultimi quattro anni, la terza forza politica del Senato e della Camera, pensate, è il Gruppo Misto… un vero e proprio mercato delle vacche che va fermato. Nel Movimento 5S se uno vuole andare in un partito diverso da quello votato, si dimette e lascia il posto ad un altro come accade ad esempio in Portogallo, ma anche per consuetudine, come accade nella civilissima Gran Bretagna».

«In Italia, invece, se ne fregano una volta votati, gli elettori non contano più nulla,  quello che conta è la poltrona, il megastipendio, ed il desiderio di potere, molti governi si sono tenuti in piedi ed hanno fatto approvare le peggiori porcate proprio grazie ai voltagabbana… chi non vuole stare più nel Movimento va a casa… chiamatelo come volete, vincolo di mandato, serietà istituzionale, rispetto della  volontà popolare, a nessuno è negato il diritto di cambiare idea, ma se lo fai torni a casa  e ti fai rieleggere».

Ed ora? Dove sono finite tutte queste belle parole! Dove è finito il rispetto per l’elettore del movimento? Era doveroso umiliare così i propri elettori?

Rispettiamo le idee politiche, democraticamente espresse, di tutti, ma mi sento di dire che questo schiaffo agli elettori del movimento dimostra l’astrattismo politico su cui si basava la loro politica, che non trovava forza in concetti, obiettivi ed ideologie comuni. 

Questa sorte di disorientamento imposto da Di Maio deve fare riflettere quegli elettori che hanno sostento il movimento credendolo capace di dare slancio all’economia ed al Meridione. Le promesse elettorali man mano si stanno sciogliendo come neve al sole.

A mio giudizio, andrebbe anche valutata, Manuale Cencelli alla mano, la corretta attribuzione dell’incarico di Ministro degli Esteri al signor Di Maio. Infatti il Ministero degli Esteri è uno dei più importanti e spetta ad un partito espressione di un’importante forza politica. Non appartenendo più ai 5S ma ad un gruppuscolo di parlamentari fuggiaschi, quanto impiegheranno partiti, oggi di maggiore peso politico, come Forza Italia, Lega e lo stesso Movimento 5 Stelle o il Partito Democratico a chiedere il rimpasto di governo con l’assegnazione di ruoli più proporzionati alle forze votanti in parlamento e quindi la destituzione di Di Maio? 

Sarò carogna ma io lo avrei già fatto!

Purtroppo, come diceva Totò, siamo destinati ad una vita grama e gli elettori del Movimento 5 Stelle, aimè, che credevano di avere visto un raggio di sole nel movimento, dovranno guardare altrove alle prossime elezioni. (mc)

 

Exit mobile version