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Minicuci chiede l’intervento del Prefetto per mancata trasparenza dell’Amministrazione Falcomatà

Minicuci

Il consigliere comunale e metropolitano Antonino Minicuci, è tornato a parlare della mancata trasparenza da parte dell’Amministrazione Falcomatà a Reggio Calabria, chiedendo, ancora una volta, l’intervento del Prefetto.

«Si può, paradossalmente – ha detto Minicuci – comprendere come un’Amministrazione comunale, nata sotto il segno dei brogli elettorali, non riesca proprio a capire il significato e l’utilizzo del termine ‘trasparenza’. A tutto però, anche al peggio, c’è un limite. Il caso dei murales di Piazzale Botteghelle non è altro che il termometro ed ennesima conferma di questi primi 8 mesi di (tremendo) ‘secondo tempo’ dell’Amministrazione Falcomatà. Se per l’incapacità amministrativa le motivazioni sono  da ricercarsi semplicemente nelle scarse competenze di chi opera all’interno della maggioranza, l’assoluta ostinazione della giunta Falcomatà di procedere nella completa mancanza di trasparenza fa affiorare oscure preoccupazioni».

«Da mesi chiedo, senza successo – ha ricordato il consigliere comunale e metropolitano – l’istituzione della ‘Commissione Speciale permanente per il controllo della ragioneria’, prevista per obbligo dal Comune, secondo quanto stabilito dall’art. 18 del regolamento comunale. La presidenza di questa Commissione Speciale spetta alla minoranza, peccato, però, che l’amministrazione Falcomatà non ha mai provveduto ad istituirla impedendoci così di svolgere un lavoro di verifica essenziale sulla situazione economico-finanziaria e sui conti del Comune. Da mesi propongo, senza successo, l’istituzione del collegio antiburocrazia, strumento fondamentale per la riduzione dei tempi nel rilascio provvedimenti, il miglioramento nella qualità dei servizi al cittadino e di conseguenza nella performance della macchina amministrativa, con un risparmio di costi per le casse comunali. L’Amministrazione Falcomatà però ha pensato di respingere la mia proposta, senza proporre nulla di alternativo».

«Sin dall’avvio del suo secondo mandato – ha sottolineato Minicuci – la maggioranza con ogni mezzo e possibilità ostacolare il lavoro dell’opposizione, ritardando (o evitando del tutto) la consegna di atti e documenti dovuti, atteggiamento ostile che ci impedisce di fare il nostro lavoro. Alla montagna di irregolarità che hanno delineato il percorso dell’amministrazione Falcomatà, si è aggiunta adesso la determina ‘fantasma’ sui murales. Impossibile, in questo caso, non trovare similitudini con la ‘gemella’ più anziana e ben più celebre relativa al Caso Miramare, di cui in queste settimane Falcomatà e la giunta del ‘primo tempo’ ne stanno dando conto all’interno dell’Aula bunker del Tribunale di Reggio Calabria».

«Personalmente  – ha proseguito Minicuci – negli ultimi mesi ho presentato diversi esposti al Prefetto di Reggio Calabria, sottolineando ed evidenziando il modus operandi del tutto illegittimo dell’amministrazione Falcomatà. Con rammarico, devo constatare che i tempi di intervento da parte della Prefettura rispetto alle palesi e numerose irregolarità riscontrate, sembrano dilatarsi sino all’infinito.  Non ho mai ritenuto opportuno fare ricorso a Procure ed istituzioni simili per vicende di questo tipo, che dovrebbero fare il loro naturale corso all’interno di Palazzo San Giorgio».

«Quanto accaduto, però – ha concluso – obbliga a delle riflessioni: a Reggio Calabria non è possibile fare opposizione e svolgere con onestà e correttezza il ruolo di consigliere comunale di minoranza. Che non si tratta di diatribe squisitamente politiche o discussioni nate per contrastare in modo strumentale la giunta Falcomatà, è confermato dal fatto che anche le altre minoranze consiliari (comprese quelle di sinistra, vicine all’amministrazione) ravvisano le stesse numerose irregolarità e la totale mancanza di trasparenza». (rrc)

 

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