Il Tar respinge richiesta del Comune di Reggio di sospendere il ‘Via’ per molo d’imbarco veicoli pesanti

Il Tar ha respinto la richiesta, avanzata dal Comune di Reggio Calabria, di sospendere l’efficacia di Valutazione d’Impatto Ambientale adottato dal Ministero dell’Ambiente il 22 ottobre 2019 sul progetto di realizzazione di un molo d’attracco per navi traghetto per il trasporto su gomma di autoveicoli e mezzi pesanti al Porto di Reggio Calabria, in località Pentimele.

I giudici amministrativi hanno ritenuto che «in base alla tipologia e al contenuto degli atti impugnati, manchi, allo stato, in relazione all’istanza cautelare, il requisito del periculum in mora, inteso come rischio imminente di un pregiudizio grave ed irreparabile per le ragioni del ricorrente, poiché, come evidenziato dall’Amministrazione Statale e dalle controinteressate, il decreto in questione rappresenta solo l’atto conclusivo del sub-procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto, non costituendo titolo per l’avvio dei lavori».

In più, per il Tar, l’assenza di un concreto e imminente pericolo derivante direttamente dai provvedimenti impugnati, trova «piena conferma anche nella tempistica stessa del presente giudizio, nel quale il Comune ricorrente, dopo aver proposto il ricorso, assistito sin dall’origine dall’istanza cautelare alla fine del 2019, ha atteso quasi un anno prima di depositare l’istanza di fissazione di udienza, mostrando cosi’ di non avere una concreta urgenza di sottoporre la richiesta di sospensiva all’esame del Tribunale».

Il massmediologo e giornalista Klaus Davi, commentando la sentenza del Tar, ha invitato «tutti i cittadini di Reggio a leggere cosa ha messo nero su bianco il Tribunale amministrativo regionale del Lazio su Falcomatà i suoi vari ‘King maker’ Castorina-Marino-Romeo-Calabrò-De Gaetano ecc. ecc.».

«Ebbene – ha aggiunto – in merito alla tormentata vicenda del molo di Pentimele e del ricorso presentato dal Comune, il Tar annota: “Nessuna sospensione dell’efficacia del provvedimento di Valutazione d’impatto Ambientale (Via) adottato dal ministero dell’Ambiente il 22 ottobre 2019 sul progetto di realizzazione di un molo d’attracco per navi traghetto per il trasporto su gomma di autoveicoli e mezzi pesanti al Porto di Reggio Calabria, in località Pentimele. L’ha deciso con ordinanza il Tar del Lazio respingendo le richieste avanzate del comune di Reggio Calabria”. Avete letto bene: potete contare su una Amministrazione, cari cittadine e cittadini reggini, che non è neanche in grado di fare un ricorso degno di questo nome».

«Sbagliato nei tempi nei modi – ha proseguito – e per come è stato compilato. Addirittura, lascia intendere neanche tanto velatamente il Tar, scritto, e sarebbe la cosa più grave se fosse vera, apposta per essere bocciato.  In altre parole l’improvvisato sindaco Giuseppe Falcomatà e la sua ciurma avrebbero investito tempo e denaro pubblici in un ricorso del quale sapevano perfettamente che era stato presentato fuori tempo massimo. Ma siamo sicuri che questo clamoroso autogol sia solo un caso? Il Tar, nella sua sentenza, alimenta più di un dubbio “il ricorso del Comune di Reggio – scolpisce nero su bianco – è stato fatto in tempi che dimostrano di non avere alcuna concreta urgenza».

«Non lo dice Klaus Davi – ha detto ancora – lo scrivono i giudici amministrativi. Avete capito? Di urgente, per Falcomatà, ci sono solo le elezioni metropolitane. Ma, al di là del clamoroso svarione e delle spese processuali a carico del Comune (quindi a carico dei cittadini) per questo scempio, ci saranno altre conseguenze. Invece di poter contare su un  porto turistico che avrebbe potuto rilanciare la città, ci troveremo ad accogliere un pestilenziale hub invaso da Tir, nonché fautore di inquinamento e abbassamento della qualità della vita di tutta la zona».

«L’amministrazione Falcomatà-Castorina-Marino-Romeo Sebi-Calabrò-De Gaetano – ha concluso – ha conseguito un risultato amministrativo che si conferma di un capolavoro di  approssimazione e improvvisazione. Il Tar di fatto ha messo la parola fine su ogni aspirazione turistica di Reggio. Complimenti ai vari Giuseppe, Nino 1, Nino 2 Sebi, Irene! Bene, bravi, bis».

Anche il Movimento Civico AmaReggio ha commentato la sentenza del Tar, sottolineando come essa « riporta all’attualità le rimostranze già sollevate dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica sul progetto di Caronte che segnerebbe, inequivocabilmente, un destino triste per il porto di Reggio».

«Il disposto e le motivazioni del Tar – continua il Movimento AmaReggio – evidenziano due aspetti significativi ed allarmanti: il primo relativo al merito della questione di impatto ambientale, in base alla quale il progetto del molo commerciale fa un passo in avanti vanificando tutta una serie di valutazioni che andrebbero poste, preliminarmente, a monte di tale progetto; il secondo , grossolano ma grave, riguarda il ruolo dell’ amministrazione comunale che, già tiepidamente affrontò a suo tempo la questione, e che in sede giudiziaria ha lasciato scorrere termini importanti lasciando intravedere una sorta di demotivazione rispetto alla urgenza ed alla rilevanza del tema».

«Ora, che questa Amministrazione di ambiente se ne curi poco e male – prosegue il Movimento – è sotto gli occhi di tutti ma che lasci trascorrere un anno dal deposito di un ricorso importantissimo per le sorti del porto reggino per formulare l istanza di discussione induce i maligni a credere che l’avvocatura di Palazzo San Giorgio non abbia avuto ben chiara la portata politica e strategica della questione fornendo un assist indiretto alla fattibilità del molo di attracco della Caronte. Una responsabilità gestita malissimo, quella del Comune in questa vicenda».

«Al netto delle posizioni e delle diatribe politiche – ha detto ancora AmaReggio – il porto di Reggio rappresenta la prima opportunità strategica di sviluppo per la Città turistica, unica ed indiscussa chance di un futuro per Reggio Calabria; questa prospettiva deve trovare nel progetto del porto turistico il suo fulcro centrale, intorno al quale costruire un impianto strutturale capace di fornire accoglienza e servizi funzionali ad un’area marittima che già la natura ha localizzato al centro delle rotte mediterranee. Questo disegno è incompatibile con l’idea di un attracco commerciale per il transito dei mezzi pesanti dalla terra ferma alla Sicilia, lasciando a margine la Città e penalizzando le opportunità ben più rilevanti e vitali di un grande progetto legato all’idea del Porto turistico».

«Rispetto a questo progetto di porto turistico – hanno detto ancora – si tranquillizzino i fan del governo municipale, l’ultimo dei problemi di fattibilità è quello economico, considerato che il porto turistico è opera strutturale strategica sostenibile dalla Comunità europea ed a valenza economica e turistica quindi appetibile anche in una logica di project financing. Peraltro lo stesso porto, nell’ ultima finanziaria del governo, ha avuto una dotazione milionaria grazie all’ emendamento del deputato reggino Francesco Cannizzaro. Insomma due modelli, uno quello di idea del porto turistico da realizzare anche in sinergia di partnership pubblico-privato che funziona nel resto del mondo; l’altro, quello di caronte, con il transito di migliaia di tir che di Reggio vedrebbero solo lo svincolo autostradale».

«Reggio ha già pagato un tributo di sangue con l’aeroporto – ha concluso AmaReggio – abbandonato al suo triste destino in questi dieci anni, non possiamo ammettere un epilogo analogo anche per il Porto, risorsa e chance per i reggini. Un’idea ed una battaglia quella sul porto turistico che vanno rilanciate sul piano civico e politico, coinvolgendo associazioni, categorie professionali, università, società nautiche, autorità portuale, città metropolitana per generare una sintesi progettuale che coinvolga tutti coloro che hanno competenze e hanno a cuore le sorti di Reggio. Preliminarmente proviamo a partire da un quesito semplice: vogliamo realizzare il porto turistico?». (rrc)

REGGIO – Lunedì partono lavori di riqualificazione di Viale Zerbi

Lunedì partono i lavori di riqualificazione di Viale Zerbi a Reggio Calabria. Lo ha reso noto il sindaco Giuseppe Falcomatà, spiegando che tali lavori sono «un altro importante tassello del progetto» di tutela del patrimonio arborei della storica pineta Zerbi.

La tutela dello straordinario patrimonio arboreo della storica Pineta Zerbi, infatti, è stata al centro di un intervento programmato dall’Amministrazione comunale in corso nei giorni scorsi. La ditta specializzata sulla cura del verde pubblico ha avviato le operazioni di potatura e pulizia dei pini marittimi, per un intervento che si completerà nelle prossime ore. Contestualmente, l’impresa che sta operando sul cantiere del waterfront, passante di collegamento tra il Lungomare Falcomatà e il porto cittadino, ha realizzato un intervento per fare in modo che le radici degli storici alberi crescano in profondità nel terreno, senza danneggiare la pavimentazione dell’area circostante e la sede stradale di viale Zerbi. 

Il sindaco Giuseppe Falcomatà e il presidente della Commissione Ambiente del Comune, Giovanni Latella, hanno effettuato un sopralluogo sull’area, adiacente al cantiere del waterfront, per verificare di persona lo stato di avanzamento dei lavori. 

«In passato  – ha dichiarato Latella – qualcuno aveva paventato l’idea che gli alberi di questa splendida pineta fossero abbattuti. Ricordo che allora si sollevò un polverone sui giornali, ma l’indirizzo dell’Amministrazione, d’intesa con il sindaco Falcomatà, è sempre stato quello di preservare il patrimonio arboreo di quest’area, che è entrata nel cuore dei reggini. D’accordo con l’impresa che sta effettuando i lavori sul waterfront, abbiamo programmato questo intervento di potatura, a tutela dei pini marittimi presenti, che si integrano perfettamente nel progetto di rigenerazione urbana che sta riguardando tutta la zona che dal lungomare si rivolge verso il porto, attraverso la scalinata monumentale, l’arena Lido, il Lido Comunale ed i viali attrezzati che collegano direttamente al parcheggio fotovoltaico e alla stazione marittima del porto. Una volta completati i vari interventi, questa sarà una delle aree di maggior pregio di tutto il litorale e dell’intero tessuto urbano cittadino».

Soddisfazione per l’andamento dei lavori è stata espressa anche dal sindaco Giuseppe Falcomatà. «La riqualificazione della storica pineta Zerbi è un ulteriore importante passo in avanti nel programma di rigenerazione urbana che abbiamo messo in atto in tutta quest’area – ha commentato il primo cittadino – questo luogo sta cambiando, i lavori procedono in maniera spedita, giorno dopo giorno prendono forma gli effetti di un progetto che stiamo seguendo passo dopo passo e che cambierà il volto di quest’area che attraverso la tangenziale è uno degli ingressi al centro cittadino».

«Lunedì – ha aggiunto – inizieranno i lavori di riqualificazione del viale Zerbi e sarà un altro importante tassello del progetto. Già oggi, se si facesse una passeggiata, si stenterebbe a riconoscere questi spazi, adesso completamente riqualificati e che presto saranno consegnati alla cittadinanza». 

«L’idea complessiva – ha concluso – è quella di creare un’unica continuità sul frontemare cittadino. Dal Parco Lineare Sud, che giorno dopo giorno continua a prendere forma, attraverso il ponte sul Calopinace, con il Lungomare Falcomatà e poi con quest’area di collegamento che unisce il Lungomare al lido comunale, con l’Arena Lido e la zona portuale e che comprende la riqualificazione del Museo dello Strumento Musicale, altro polo attrattivo del nostro complesso museale, e naturalmente il Museo del Mare che abbiamo inserito a finanziamento nei Contratti Istituzionali di Sviluppo e che sarà la ciliegina sulla torta al programma di rigenerazione di tutto il litorale cittadino». (rrc)

REGGIO – Il nuovo Parco urbano a Maldariti nel segno della rigenerazione e sostenibilità ambientale

I consiglieri comunali Deborah Novarro e Nino Malara, hanno dichiarato che «per contrada Maldariti è l’alba di una nuova stagione, nel segno della sostenibilità e di un rigenerato rapporto tra cittadini, ambiente e spazio pubblico».

«Cancellati il degrado e l’incuria che per decenni hanno sfregiato questa porzione di territorio – hanno aggiunto i consiglieri a margine di un sopralluogo nell’area di cantiere – adesso gli abitanti di contrada Maldariti possono, finalmente, riappropriarsi di uno spazio pubblico che già nella prossima primavera potrà essere frequentato e vissuto da cittadini, famiglie e anziani».

«Questo parco – hanno aggiunto – rappresenta una risorsa di grande importanza per l’intera città e per il tessuto sociale di questa zona, che da sempre patisce l’assenza di luoghi di aggregazione in cui ritrovarsi, praticare sport o semplicemente trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta. Il nascente parco urbano è anche una sfida, molto impegnativa, per tutti i cittadini della zona che dovranno essere custodi attenti di questo bene pubblico con senso civico e spirito d’appartenenza».

I consiglieri hanno poi parlato di «intervento molto importante e lungamente atteso dagli abitanti della zona. Questo parco sarà un luogo sicuro, un polmone verde che restituirà dignità, decoro e servizi ad un’area della città dove, peraltro, si registra un’alta densità abitativa. Il progetto prevede anche la realizzazione di un campo polivalente e dunque offrirà la possibilità di praticare attività sportive e ricreative».

Spazio anche all’arte e alla creatività perché, come evidenziato dagli stessi consiglieri, «su input della Soprintendenza è stato stabilita la realizzazione di un murales lungo tutto tutto il perimetro del parco. In questo contesto, insieme al sindaco Giuseppe Falcomatà, abbiamo pensato di dar vita ad una sorta di concorso di idee per coinvolgere in questa attività artistica la cittadinanza, gli abitanti della zona e quanti vorranno proporre degli spunti creativi magari legati al tema dell’identità territoriale e al legame tra questo luogo e il nascente parco».

«Il cronoprogramma viaggia in modo spedito – hanno sottolineato i consiglieri Novarro e Malara – ed è strutturato in maniera tale da consentire il completamento dei lavori in brevissimo tempo. Un convinto plauso all’ex consigliere Nocera per aver dato un forte impulso a questa importante opera, ai progettisti e ai tecnici che hanno messo in piedi un progetto davvero funzionale e moderno». (rrc)

In copertina, i consiglieri Novarro e Malara

OPERE STRATEGICHE, MA PER LA CALABRIA
IL GOVERNO RISERVA QUALCHE BRICIOLA

Possibile che per il governo Conte le opere pubbliche strategiche per la Calabria siano solo la ristrutturazione di alcune caserme e commissariati e un generico «potenziamento tecnologico della linea ferrata Salerno-Reggio Calabria»? Eppure è così. Leggendo l’elenco delle 58 opere strategiche affidate ad altrettanti commissari straordinari, emerge che alla sempre più periferica Calabria sono state riservate solo le briciole. Meno delle briciole.

Nella sezione “infrastrutture ferroviarie” compare, come detto, solo il “potenziamento tecnologico e interventi infrastrutturali” della linea Salerno-Reggio Calabria, con Vera Fiorani indicata come commissario attuatore.

Nella sezione “edilizia statale” compaiono solo la ristrutturazione della caserma “Manganelli” di Reggio Calabria, la realizzazione della sede della questura di Crotone, ristrutturazioni e manutenzioni della questura di Reggio Calabria e del commissariato di Gioia Tauro, nonché la ricollocazione dei commissariati di Palmi e Siderno in immobili sequestrati alla mafia (commissario Gianluca Ievolella). Punto e basta.

Zero nella sezione “infrastrutture stradali”, zero nella sezione “infrastrutture idriche”, zero nella sezione “porti”.

Nell’agenda del governo Conto, nel silenzio assordante dei parlamentari calabresi di maggioranza (PD, Cinquestelle, Leu) non esistono l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, il porto di Gioia Tauro, la ferrovia jonica Taranto-Reggio Calabria, la diga sul Melito.

Non parliamo dell’infrastruttura per antonomasia che potrebbe cambiare sul serio l’assetto socio-economico della nostra regione, il ponte sullo Stretto, sul quale il premier e la ministra De Micheli hanno sprecato fiumi di parole («lo riprogetteremo con il Recovery Fund»), senza cavare un ragno dal buco.

Per il governo Conte, in definitiva, lo sviluppo della Calabria sarà determinato dalla ristrutturazione dei commissariati di Palmi, Siderno e Gioia Tauro, opere evidentemente considerate strategiche per il rilancio del Paese dopo la pandemia. Siamo al ridicolo. Ma c’è davvero poco da ridire per una Calabria ormai stremata, devastata e che si accinge a diventare definitivamente una piccola e insignificante colonia dell’impero. (rds)

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L’unico intervento per le strade previsto per la Calabria riguarda la 106. Si legge nella nota che accompagna lo schema del  dpcm inviato ai competenti organi di controllo: «La strada statale 106 “Jonica” ha origine a Reggio Calabria, si sviluppa lungo la fascia litorale Jonica e termina a Taranto, dopo un percorso di 491 km. L’arteria collega le Regioni della Calabria, della Basilicata e della Puglia, attraverso i loro territori costieri.

L’Anas ha già completato l’ampliamento a quattro corsie, con spartitraffico centrale di tutto il tratto ricadente nella Regione Puglia (39 km) e nella Regione Basilicata (37 km).

Nella Regione Calabria ANAS ha in atto un piano complessivo di riqualificazione dell’arteria, che comprende sia la realizzazione di tratti con due carreggiate separate, ciascuna a due corsie per senso di marcia (sezione stradale del tipo B delle norme di cui al D.M. 5.11.2001), che la messa in sicurezza dell’arteria esistente attraverso rettifiche locali di tracciato (sezione tipo “C1”) intersezioni, rotatorie per la risoluzione di punti critici, impianti di illuminazione, nuove barriere metalliche e pavimentazioni».

Oltre il Megalotto 3, in fase di realizzazione per 1.335 milioni di euro e interventi in corso di messa in sicurezza per circa 29 milioni di euro, il CdP 2016 – 2020 prevede n. 11 interventi per 1.888 Meuro (finanziati per 874,6 Meuro).

È allo studio l’ipotesi di itinerario in variante su nuova sede tra Catanzaro e Crotone (importo 1.185 Meuro). Il commissario straordinario nominato ex art. 9 dl 76/2020 è l’Amministratore delegato dell’Anas Massimo Simonini.

Il costo stimato è di 3.073 milioni di euro con fonte di finanziamento individuata nel Fondo Unico Anas (€ 437.683.200,00), CdP 2014 (€ 150.000,00, Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 (€ 436.810.000,00).

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Per la ferrovia il dpcm parla del Potenziamento, con caratteristiche di alta velocità, della direttrice ferroviaria Salerno–Reggio Calabria. Ecco gli interventi previsti:

1) Quadruplicamento Salerno – Battipaglia (gli interventi consistono nella realizzazione di una nuova linea veloce, con caratteristiche AV/AC, da bivio Salerno a Battipaglia – [costo 1855mln, finanz. 10]);

2) Adeguamento tecnologico e infrastrutturale linea Battipaglia – Reggio Calabria (gli interventi programmati in ambito Regione Campania comprendono: adeguamento a sagoma PC 45; costruzione sottopassaggio nella stazione di Policastro; costruzione della galleria subalvea Fiumicello – [costo 230mln, interamente finanz.]). È nominata commissaria Vera Fiorani AD e direttore generale di RFI.

Il costo stimato è di 2.085 milioni di euro.

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Ristrutturazioni:

Reggio Calabria: caserma “Manganelli”. Ristrutturazione di un edificio esistente e realizzazione di due nuovi corpi di fabbrica per l’allocazione del Reparto Mobile e della DIA.

La progettualità prevede la ristrutturazione di un edificio esistente, da destinare agli Uffici del Reparto Mobile, e la realizzazione di due nuovi corpi di fabbrica, uno per l’allocazione degli alloggi collettivi ed individuali di servizio, magazzini, depositi, armeria, palestra, bar, uffici e locali accessari del Reparto Mobile ed il secondo per le esigenze della DIA.

Redatte le Progettazioni del PFTE, dei Definitivi e degli Esecutivi con fondi dell’Agenzia del Demanio, che ha svolto anche le funzioni di Stazione Appaltante per i soli servizi di ingegneria, compreso Direzione Lavori e Coordinamento della Sicurezza in fase di esecuzione.

Le progettazioni esecutive sono state verificate e validate ai sensi dell’art. 26 del decreto legislativo 50/2016 (“Verifica preventiva alla progettazione”) da parte dei verificatori.

Crotone: realizzazione di nuovo corpo di fabbrica per ospitare gli uffici della questura, della polizia stradale e della polizia postale, attualmente disseminati nella città.

L’intervento prevede la costruzione della nuova sede degli Organismi provinciali della Polizia di Stato di Crotone (Questura, Sezione Polizia Stradale e Sezione Polizia Postale), attualmente allocati in edifici privati detenuti a titolo oneroso.

Reggio Calabria. Riorganizzazione dei presidi di PS: ricollocazione in edifici confiscati alla mafia del commissariato di Palmi, del commissariato di Siderno, del Reparto prevenzione crimine e del distaccamento Polizia stradale di Siderno; manutenzione straordinaria della questura di Reggio Calabria e del commissariato di Gioia Tauro.

Sono previsti diversi interventi di adeguamento e ristrutturazione finalizzati alla rifunzionalizzazione di immobili già in uso e immobili confiscati da destinare alle esigenze della Polizia di Stato con conseguente abbattimento degli oneri afferenti le locazioni passive in particolare:

Commissariato PS di Gioia Tauro-stabile zona Porto; Questura- stabile Corso Garibaldi; Complesso Manganelli – Magazzino Veca; Immobile confiscato in Contrada Sbaratto da destinare a nuova sede del Commissariato Ps. Polistena; Immobile confiscato in Via Concordato da destinare a nuova sede del Commissariato di Palmi.

Si legge nella relazione illustrativa: L’articolo 9 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, ha previsto una serie di disposizioni finalizzate alla revisione, all’ampliamento e alla proroga della disciplina dei commissari straordinari previsti dall’articolo 4 del decreto-legge 32/2019 c.d. “Sblocca cantieri”.

In particolare, oltre a disciplinare la procedura per l’individuazione degli interventi ritenuti prioritari – da effettuarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze – viene superato il concetto di opera prioritaria della normativa previgente per introdurre invece criteri più compositi di individuazione delle opere. Si fa infatti riferimento agli interventi caratterizzati “da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socio-economico a livello nazionale, regionale o locale”.

I suddetti criteri rendono la scelta delle opere da commissariare particolarmente complessa e significativa in termini di riflessi per il Paese.

In ragione di ciò si è ritenuto opportuno, prima di procedere con la fase interlocutoria con le Regioni, nei termini previsti dall’articolo 4 decreto-legge 32/2019, acquisire il parere delle competenti Commissioni parlamentari, considerando l’avviso del Parlamento, non solo come presupposto imprescindibile sul fronte procedurale, ma anche come momento di confronto sulla scelta delle opere proposta dal Governo.

In sostanza, la fase procedurale in sede parlamentare è stata considerata propedeutica all’acquisizione delle intese con i Presidenti delle regioni, al fine di evitare di intraprendere interlocuzioni non suffragate da una condivisione, da parte del Parlamento, della scelta delle opere proposta dal Governo.

Avviate e concluse le attività di individuazione dei commissari da nominare, il provvedimento è corredato anche dell’elenco dei commissari da nominare. In ragione della necessità di agevolare le interlocuzioni con le stazioni appaltanti di ANAS e RFI, nonché con le amministrazioni pubbliche a diverso titolo coinvolte, si è ritenuto utile di proporre solo nominativi aventi requisiti di alta professionalità tecnico –amministrativa anche già afferenti alle stesse strutture pubbliche.

Si ritiene che la disposizione normativa determini vincoli procedurali e di rispetto delle prerogative costituzionali e dei ruoli istituzionali che sono salvaguardati provvedendo ad acquisire l’intesa con i Presidenti delle Regioni, ove necessaria, prima dell’adozione del DPCM di individuazione delle opere e della nomina dei commissari una volta acquisito il parere delle Commissioni parlamentari.

In coerenza a tale dettato normativo con il presente schema di DPCM sono state individuate 58 opere, di cui quattordici relative a infrastrutture stradali, sedici a infrastrutture ferroviarie, una relativa al trasporto rapido di massa, dodici a infrastrutture idriche, tre a infrastrutture portuali e dodici a infrastrutture per presidi di pubblica sicurezza. Alcune opere, seppure di ambiti territoriali circoscritti, assumono rilievo per il loro impatto socio-economico rilevante per il territorio di riferimento. Alcune di tali opere per la loro rilevanza esclusivamente regionale o locale necessiteranno dell’intesa con il Presidente della Regione interessata, che verrà acquisita, come detto, dopo l’espressione del parere parlamentare.

Con riguardo agli interventi relativi alla rete stradale sono stati previsti le seguenti opere, volte alcune a “ricucire” il territorio agevolando i collegamenti con le aree interne del Paese, altre ad adeguare l’infrastruttura ad un aumentato fabbisogno trasportistico o alla messa in sicurezza e altre ancora volte al completo ripristino dell’opera a seguito di cedimenti strutturali a causa di eventi metereologici avversi:

 SS 106 Ionica – Si prevede un piano complessivo di riqualificazione dell’arteria che la messa in sicurezza attraverso rettifiche locali di tracciato, intersezioni e risoluzioni di punti critici. […]

Per quanto concerne gli interventi relativi alle infrastrutture ferroviarie, si è proceduto ad individuare in alcuni casi opere già in realizzazione sulla rete di Alta Velocità ma che necessitano di un ulteriore accelerazione per completarle e renderle funzionanti nel breve periodo. Sono stati inoltre proposti alcuni nuovi interventi per l’estensione anche al Sud del trasporto ferroviario con caratteristiche di Alta Velocità. In modo da assicurare che i tempi di percorrenza dal centro Italia verso Sud della Penisola siano equivalenti a quelli attualmente previsti verso il Nord del Paese. Allo stesso modo sono stati individuati alcuni interventi volti a potenziare le linee di collegamento trasversale tra il corridoio tirrenico e quello adriatico. In particolare:

[…]

 Linea Salerno –Reggio Calabria – Si prevede la realizzazione di una nuova linea veloce con caratteristiche di AV/AC e adeguamento tecnologico in alcuni tratti.

[…]

Infine, si propongono interventi rivolti a rendere maggiormente funzionali – con opere di adeguamento, ristrutturazione, rifunzionalizzazione, nonché di nuova realizzazione – alcuni presidi di pubblica sicurezza, dislocati al Sud, al Centro e al Nord Italia, e, precisamente a: Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Roma, Bologna, Genova, Torino e Milano.

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Ndr: Nessun intervento previsto per la Calabria nell’ambito del trasporto pubblico locale, le infrastrutture idriche, l’ampliamento, il completamento o la realizzazione di dighe e interventi di sviluppo delle infrastrutture portuali «funzionali alla navigazione in sicurezza e ad assicurare un efficace raccordo fra i nodi portuali e le reti terrestri»

 

 

REGGIO – Incontro con il Mit per il Decreto Calabria

Il Comune di Reggio Calabria si è incontrato, in via telematica, con i vertici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per fare il punto sulle prospettive e delle opportunità di sviluppo legate al Decreto Reggio.

Presenti al tavolo convocato con il Ministero, l’assessore ai Lavori Pubblici, Grandi Opere e Politiche Comunitarie del Comune, Giovanni Muraca che ha ringraziato la parte tecnica «per la proficua interlocuzione avviata», l’assessore alle Manutenzioni Rocco Albanese, l’assessore all’Urbanistica e ai Trasporti Mariangela Cama e il consigliere Giuseppe Marino, oltre ai tecnici, dirigenti e funzionari dell’Amministrazione reggina.
«La costruttiva interlocuzione che ormai da anni abbiamo avviato con i centri decisionali romani – ha commentato al termine dell’incontro il sindaco Giuseppe Falcomatà – ci ha consentito il riavvio di due delle quattro linee di finanziamento previste, imprimendo una spinta notevole ad alcune opere strategiche per la crescita della nostra città, basti pensare al Parco Lineare Sud, al Centro Civico di Archi, al campo di Ciccarello, al nuovo Parco urbano di Vito o a quello, più recente, in zona aeroporto».
“Ora lo sguardo dell’amministrazione comunale è rivolto alle nuove prospettive connesse a queste importanti risorse «con l’obiettivo di fare ancora di più – ha aggiunto il primo cittadino – e in questo contesto si inseriscono questi momenti di ascolto e confronto tecnico operativo con i vertici ministeriali di concerto con dirigenti e tecnici comunali. Ringrazio in tal senso il ministro Paola De Micheli e il sottosegretario Salvatore Margiotta per la preziosa opera di raccordo tra il nostro territorio e il Mit».
«Adesso – ha spiegato ancora il sindaco – è di fondamentale importanza sbloccare le altre due linee di finanziamento al cui interno ci sono altri interventi strategici e perfettamente coerenti con la visione di sviluppo della città. Pensiamo, solo per fare un esempio, alle aste del Calopinace. La strada è ancora lunga, ma abbiamo definito in modo molto chiaro il percorso da seguire. Un modus operandi che ci consentirà di monitorare la situazione da vicino, opera per opera, e di avere la cassa necessaria per poter riavviare o avviare progetti e interventi, concluderli e quindi consegnarli alla città».
«I nostri tecnici – ha concluso – sono impegnati attivamente su questo fronte e con il Mit abbiamo già fissato un nuovo incontro da tenersi a breve per fare un nuovo punto di tipo politico sullo stato dell’arte circa questo decisivo strumento di sviluppo». (rrc)

Le elezioni metropolitane si faranno: domani si vota per il nuovo Consiglio Metropolitano

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio metropolitano di Reggio Calabria, in programma per questa domenica, si faranno.  Confermati i tre seggi a Palmi, Locri e Reggio Calabria. Si aggiunge anche un seggio speciale per gli elettori impossibilitati a raggiungere la sede di voto.

In una nota trasmessa alla Prefettura di Reggio Calabria, il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà ha rappresentato la necessità di confermare «le consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio Metropolitano, peraltro già differite una prima volta a causa dell’irrigidimento delle misure anti contagio da Sars Covid 19».

La comunicazione del Sindaco illustra le ragioni della convocazione improntate alla «necessità di dotare l’Ente di uno dei suoi organi più importanti, in mancanza del quale risulta impossibile assicurare l’esercizio delle funzioni basilari dello stesso. Infatti, nonostante l’attuale regime di prorogatio, il Consiglio, viste le defezioni verificatesi nel corso degli anni, non è più grado di assicurare l’adozione degli atti più importanti per la gestione del territorio metropolitano, risultando in carica appena 8 consiglieri dei 14 previsti dalla legge Delrio».

«Al fine di garantire la più ampia partecipazione degli amministratori ed al tempo stesso garantire in sicurezza l’esercizio democratico del diritto di elettorato attivo e le procedure di scrutinio – prosegue la nota – è stata disposta  l’istituzione di tre seggi elettorali, così dislocati: il Seggio elettorale centrale (260 elettori iscritti), allocato presso Palazzo “Corrado Alvaro”, sito in Piazza Italia di Reggio Calabria, la Sottosezione elettorale n. 1 (429 elettori iscritti), allocata presso la sede istituzionale del Comune di Locri, sita in Viale Matteotti, 152, 89044 Locri e la Sottosezione elettorale n. 2 (364 elettori iscritti), allocata presso la sede istituzionale del Comune di Palmi, sita in Piazza Municipio, 89015 Palmi».

In questo modo, secondo il Sindaco «non solo saranno limitati gli spostamenti del seppur ristretto corpo elettorale (appena 1053 elettori), ma saranno azzerati i rischi che si possano creare code o assembramenti per l’esercizio del voto».

«Al medesimo fine, a parte l’istituzione di un seggio speciale – volante, per soddisfare le esigenze degli elettori impossibilitati a raggiungere le sedi dei seggi, il Responsabile dell’Ufficio Elettorale, il Direttore Segretario Generale avv. Umberto Nucara, ha disposto l’adozione di rigide misure di sicurezza per l’accesso ai seggi stessi, che saranno dotati, come da disposizioni ministeriali per le passate consultazioni di primo livello, di igienizzanti e dei dispositivi di protezione individuali necessari per la prevenzione del contagio e diffusione del virus». (rrc)

REGGIO – Minicuci: Ci sono gravi irregolarità nei bandi Po del 2019

Antonino Minicuci, consigliere di minoranza e già candidato a sindaco di Reggio Calabria, ha rilevato che ci sono delle gravi irregolarità nei bandi relativi alle Posizioni Organizzative datate maggio 2019.

«Nell’Amministrazione Falcomatà – ha dichiarato Minicuci – la democrazia consiliare ed il rispetto delle regole non esistono. Dopo i primi mesi vissuti intensamente e con passione all’interno delle aule consiliari, devo registrare con sincera preoccupazione e mio malgrado le numerose gravi irregolarità che regolano l’operato della maggioranza. Posso assicurare, senza timori di smentita, che la democrazia e il rispetto delle regole purtroppo abitano lontanissimo da Palazzo San Giorgio. Penso ad esempio, secondo quanto stabilito dall’art. 18 del regolamento comunale, all’istituzione e formazione delle commissioni consiliari. Tra queste, al comma 5, è prevista l’istituzione della Commissione Speciale permanente per il controllo della ragioneria». 

«La presidenza di questa Commissione Speciale spetta alla minoranza – ha aggiunto – peccato però che l’Amministrazione Falcomatà non ha mai provveduto ad istituirla. Impossibile nascondere la preoccupazione. Non vorremmo che il sindaco Giuseppe Falcomatà rifugga dai suoi obblighi per la volontà di nascondere (all’opposizione e a tutti i cittadini) la verità sulla situazione economico-finanziaria e sui conti del Comune». 

«L’amministrazione Falcomatà, inoltre – ha proseguito il consigliere di minoranza – riesce nell’impresa di non applicare nemmeno i regolamenti che lei stessa aveva attivato. È il caso del regolamento, datato maggio 2019, sui bandi relativi alle Posizioni Organizzative. Per quanto concerne i ‘criteri generali per il conferimento dell’incarico di Posizione Organizzativa’, si fa specifica menzione all’inquadramento nella categoria professionale D da una data precedente di almeno 3 anni rispetto alla partecipazione all’avviso. Discorso simile per gli incarichi P.O. Alta specializzazione». 

«Il rispetto delle regole però, come già evidenziato – ha detto ancora – per l’Amministrazione Falcomatà è un optional. Assistiamo così, all’interno di Palazzo San Giorgio, ad alcune esclusioni dai bandi P.O. da parte di dipendenti che ne avevano i requisiti. Allo stesso tempo, fatto di particolare gravità, si registrano casi di dipendenti che hanno avuto l’assegnazione del ruolo P.O. pur senza avere i requisiti richiesti. Anche per questa vicenda, non vorremmo che l’Amministrazione Falcomatà avesse proceduto divergendo dal rispetto delle regole per tornaconti personali. Appare evidente, alla luce di queste palesi irregolarità, come i bandi dovrebbero essere annullati e rifatti secondo quanto previsto dal regolamento».

«Le violazioni dell’Amministrazione Falcomatà – ha concluso – non si fermano qui. Il regolamento consiliare all’art. 13 assicura ai gruppi consiliari la ‘disponibilità di locali, risorse umane e adeguate risorse strumentali idonee al loro funzionamento’. Anche in questo caso la pratica differisce dalla teoria. Nessun strumento o risorsa umana infatti è a disposizione, con il lavoro dei gruppi consiliari che viene reso difficoltoso se non impraticabile». (rrc)

 

REGGIO – I nuovi orari dello Sportello legale degli Avvocati Marianella Garcia

Sono stati resi noti i nuovi orari dello sportello legale degli Avvocati Marianella Garcia, che operano all’interno del Centro Comunitario Agape di Reggio Calabria.

Il servizio di consulenza e di assistenza legale può essere richiesto nelle giornate di lunedì e mercoledì dalle 15.00 alle 18.00, telefonando allo 0965/894706. Per le richieste che avranno bisogno di un colloquio in presenza sarà fissato un appuntamento, nel rispetto delle disposizioni di sicurezza vigenti, presso il Centro Comunitario Agape, in via P. Pellicano n. 21/h.

La rete di avvocati Marianella Garcia, infatti, «offrono un servizio di volontariato professionale e prezioso – ha dichiarato il presidente Agape, Mario Nasone – che continua ad essere un punto di riferimento per quanti vivono situazioni di fragilità ed hanno necessità di tutela ed accompagnamento. In un periodo così difficile, anche per le difficoltà delle persone ad accedere ai servizi pubblici e tenuto conto della pandemia incalzante, si deve prendere atto di come si siano acutizzati i problemi delle famiglie e dei singoli e il ricorso a questa forma di aiuto rappresenta un ausilio concreto, professionale e tempestivo, rivolto a quelle categorie di cittadini che in questo momento hanno bisogno di riscontri».

Così come già è avvenuto in passato, nei casi di donne vittime di violenze, di cittadini migranti, famiglie in crisi, madri sole, minori, gli Avvocati della “Marianella Garcia” offrono il loro volontario supporto.

L’Avvocato Lucia Lipari, responsabile della Mg, ha precisato inoltre che: «possono rivolgersi alla nostra rete anche servizi pubblici, associazioni e cooperative che si occupano di fasce deboli e che hanno esigenza di potere fruire di consulenza e di una tutela legale per le persone di cui si prendono carico. La lotta alla povertà può fare un salto di qualità solo ripensando ad un sistema di welfare capace di implementare le risorse, rendere più efficaci e mirati gli interventi e spingendo cittadini e professionisti a fare di più per la collettività».

L’Ufficio Legale della Marianella Garcia garantisce, così, un servizio di assistenza legale a titolo gratuito per tutti i coloro che non possiedono i requisiti per accedere al patrocinio a spese dello Stato, presta ascolto, informa sui benefici di legge, assiste legalmente le fasce deboli ed orienta chi manifesta una richiesta d’aiuto.

Corrobora, anche, lo Sportello Minori e Diritti in collaborazione con il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, insieme ad altri partners quali Agape, Save The Children, Unicef e la Camera Minorile di Reggio Calabria; cura la formazione professionale e specialistica, svolge attività a tutela dell’etica nelle professioni e attività di promozione della cultura dei diritti. Opera in sinergia con altre realtà associative, enti ed organismi a livello regionale e nazionale, nonché con Istituzioni Pubbliche. (rrc)

REGGIO – Le Muse ricordano Sergio Caristo

La sezione Dimore storiche dell’Associazione Culturale Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria ha ricordato Sergio Caristo, proprietario della storica villa scomparso recentemente.

Il presidente Muse prof. Giuseppe Livoti, ha ricordato l’interesse e la finalità del sodalizio reggino per la promozione di residenze che rappresentano la storia architettonica della regione con particolare attenzione alla provincia di Reggio Calabria. Ed infatti Caristo, più volte, in qualità di proprietario dell’importante villa a Stignano, è stato presente in vari importanti eventi tra cui il “Progetto Casa Reale” promosso da Le Muse, Melito tv e dall’ing. Bruno Taverna che, nell’ultimo biennio, hanno realizzato una vera e propria schedatura virtuale di residenze dal grande valore storico-artistico.

Ed ancora, l’evento all’Archivio di Stato di Rc, diretto a suo tempo dalla dott.ssa Mirella Marra che per l’occasione presentò documenti attinenti l’importante edificio come la planimetria del fondo Scinà a Stignano,  con la pianta di Villa Caristo (a. 1908 atti Istruttori,  causa Minici-Caristo).

Livoti fa memoria anche della signorilità e disponibilità del noto professionista Sergio Caristo, volto alla divulgazione e promozione della struttura di proprietà della sua famiglia con l’unica presentazione a Reggio del volume che ricostruisce la storia dell’edificio che conserva, all’interno, affreschi con la raffigurazione di Pentidattilo, Placanica, San Luca e Chorio.

Villa Caristo è l’esempio più significativo dell’arte barocca in Calabria,  edificata sulle rovine di una villa di epoca romana appartenuta al patrizio romano Stenius da cui sarebbe poi derivato il nome dell’attuale Stignano. La costruzione sarebbe da attribuire ad epigoni del Vanvitelli o del Sanfelice o del Vaccaro, che la idearono, spronati dal fervore edilizio avvenuto nel napoletano durante il periodo borbonico. Ai piedi della scala di accesso vi è il gruppo marmoreo raffigurante Tancredi che battezza Clorinda morente (canto XII della Gerusalemme Liberata), unico in Italia e nel Mondo.

Il presidente Giuseppe Livoti e la prof.ssa Marinella Malgeri sono  vicini alla famiglia e annunciano, appena si potranno riprendere le attività, un evento per ricordare Sergio Caristo, mecenate di una residenza,  definita da Alfonso Frangipane, «la piu’ bella e la piu’ architettonica della regione, degna dei dintorni di Napoli, come di Torino settecentesca e di Catania barocca»(rrc)

REGGIO – La Polizia celebra San Sebatiano, suo patrono

Nella Chiesa del Crocefisso di Reggio Calabria, si è svolta la Messa in onore di San Sebastiano Martire, patrono della Polizia Municipale.

La funzione religiosa,  celebrata da Mons. Giuseppe Morosini, Arcivescovo metropolita, ha fatto registrare la presenza delle autorità civili e militari, dsl aindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà e degli assessori comunali alla Polizia Municipale a Attività produttive, Paolo Brunetti e Irene Calabrò

Particolarmente sentita da tutto il corpo della Polizia Municipale reggina, la ricorrenza è stata caratterizzata dalle significative parole dell’arcivescovo Morosini che, nella sua omelia, ha rivolto l’invito ad una riflessione basata su una profonda lettura di fede, attingendo ai valori e alla testimonianza di San Sebastiano Martire.

«Se doveste soffrire per la giustizia, non sgomentatevi – ha poi affermato il presule richiamando le parole di San Pietro – ma continuate ad adorare Cristo, poiché è meglio soffrire operando il bene che praticando il male. Non si può uccidere l’anima, intesa come orientamento forte della vita e senso profondo della nostra esistenza. E’ proprio in questa direzione che tutti noi, cittadini, educatori, rappresentanti della cosa pubblica – ha sottolineato Morosini – dobbiamo orientare la vita delle persone, e in particolar modo dei giovani».

«Una comunità cresce anche onorando le proprie tradizioni» ha poi evidenziato il sindaco Falcomatà nel suo intervento al termine della funzione religiosa, ringraziando lo stesso Morosini per la testimonianza di fede, il sostegno e la vicinanza autentica alla comunità reggina.

«Dentro le difficoltà del tessuto sociale – ha aggiunto il primo cittadino – c’è l’impegno quotidiano e costante degli agenti della polizia municipale a garanzia dei diritti, della legalità e della sicurezza di ciascuno di noi. L’incertezza di questa fase storica, aggravata dalla pandemia ancora in atto, può essere affrontata solo stringendosi attorno ai propri punti di riferimento, siano essi religiosi o laici».

«Proprio l’immagine di San Sebastiano Martire – ha proseguito Falcomatà – rappresenta il momento difficile che la nostra città sta attraversando, segnato anche dalle spinte di quanti ne vogliono bloccare la crescita. Ma Reggio è una città ancora in piedi che vuole guardare al proprio orizzonte con fiducia e speranza. Una città che spesso nell’ombra e nel silenzio, racconta storie straordinarie di umanità e impegno».

«È intorno a questi valori – ha concluso – che la nostra comunità deve ritrovarsi, onorando ogni giorno le testimonianze di tanti servitori dello Stato come gli agenti Macheda e Marino e continuando a lavorare per il raggiungimento del bene comune». (rrc)