REGGIO – La Pro Loco Reggio Sud lancia campagna di sensibilizzazione ambientale

Le attività della Pro Loco Reggio Sud ripartono all’insegna della tutela dell’ambiente, con la campagna di sensibilizzazione ambientale che vede impegnato l’Ente in tutte le attività balneari che ricadono lungo la costa da Bocale a Pellaro.

A luglio, infatti, la Pro Loco ha organizzato nella spiaggia Calypso una pulizia generale dei rifiuti, coinvolgendo altre associazioni ambientaliste e nel contempo facendo informazione alla gente il spiaggia sul fenomeno dell’abbandono dei mozziconi di sigaretta, spiegando il grave danno all’ambiente di questo insano gesto da parte dei fumatori.

La giornata si è conclusa con la proposizione, accolta subito dal gestore del Calypso Relax, della campagna incentivante per tutta l’estate con lo slogan “Porta un bicchiere di sigarette raccolte sulla spiaggia e ricevi gratis una bevanda”.

«Quest’anno, dunque – si legge in una nota – come prima iniziativa estiva siamo ripartiti da questo evento, certi che facendo rete su tutto il territorio otterremo nuovamente grandi risultati. La tutela e salvaguardia del territorio è stata sempre per noi una priorità. Condividere azioni che mirano a migliorare l’ambiente circostante e soprattutto i nostri mari è fondamentale per la nostra sopravvivenza, pertanto con questi presupposti ci siamo recati presso i gestori dei seguenti locali: Calypso Relax, Sciao Beach, FreeSpirits, NewKiteZone, Lido Matì, Lido Polo Nord, che hanno accettato subito con grande spirito di collaborazione, animati tutti dal volere contribuire a migliorare l’ambiente. Attività che sorgono sul litorale sud di Reggio Calabria, meta di tanti vacanzieri e locali, che oggi vorremmo ulteriormente rilanciare sotto l’aspetto turistico e sportivo».

«Diversi tratti di spiaggia scomparsi per effetto dell’erosione costiera – prosegue la nota – oggi sono ritornati a splendere, dopo le tante battaglie condotte negli anni dall’inizio della costituzione della Pro Loco nel 2011 e che proseguono tutt’oggi finché non riavremo tutto il litorale come prima. Uno splendido litorale sabbioso che da Bocale si estende fino a Pellaro e si poteva percorrere passeggiando interamente sempre sulla spiaggia e senza interruzioni, come purtroppo ancora oggi capita, solo in qualche tratto, in cui le opere iniziali di protezione non hanno sortito il giusto effetto del ripristino dell’arenile».

«Quest’ estate dunque – prosegue la Pro Loco – invitiamo i tanti fruitori di queste spiagge, dove potranno godere del mare pulito, rilassarsi a sole, divertirsi facendo sport acquatici come il kitesurf, rinomato ormai a Punta Pellaro, nel voler collaborare a questa iniziativa ambientale, prendendosi cura di ciò che gli sta intorno. La spiaggia non è un enorme posacenere bensì un bene comune che dobbiamo lasciare sempre pulito, perché tutto andrà a finire in acqua, nei nostri mari e li resterà inquinandolo per anni ed anni».

«Avevamo previsto – conclude la nota – anche altre attività, come da calendario 2020,  di pulizia sulle spiagge, con il coinvolgimento anche delle scolaresche, per  il PlasticFree a Maggio ed altre azioni di pulizia in generale di rifiuti a Giugno con il coinvolgimento delle altre associazioni ambientaliste oltre la cittadinanza, lungo il litorale ma a tutt’oggi vista la grave crisi relativa alla mancata raccolta dei rifiuti in cui versa l’intera città, non avendo avuto comunicazioni di accettazione dell’iniziativa dall’ufficio ambiente, dell’effettiva raccolta puntuale di questi ultimi, a tutt’oggi per non aggravare la situazione, lasciando incustoditi i rifiuti raccolti che creerebbero poi le micro discariche ad opera dei soliti incivili, li abbiamo dovute rinviare. Anche tutte le attività previste a carattere socio-culturale, di aggregazione sono sospese ed a data da destinarsi. Continuiamo invece ad denunciare, agli enti preposti le tante e diverse criticità del nostro territorio, che provengono dalle segnalazioni dei cittadini, che sempre più si rivolgono a noi sperando che, il nostro ulteriore intervento di sollecito all’amministrazione e a chi di competenza, possa trovare riscontro per la risoluzione del problema». (rrc)

REGGIO, FALCOMATÀ SCOMMETTE SUL BIS
E IL CENTRODESTRA AMA PERDERE FACILE

di SANTO STRATI – L’unica cosa certa è la ricandidatura del sindaco uscente, Giuseppe Falcomatà. Poi ci sono ogni giorno candidati che si affacciano, si presentano, cercano spazio nei media. Fino ad oggi siamo già a nove e manca ancora il candidato del centro-destra. Un copione già visto appena cinque mesi fa, in occasione delle elezioni regionali. All’ultimo minuto, vista l’impossibilità di candidare il più quotato rappresentante del centro destra (il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto) per palese antipatia di Matteo Salvini (e per questioni giudiziarie ancora da definire), spuntò il nome della Santelli. Il 55% per voti raccolti è sicuramente frutto della sua esperienza politica, della sua simpatia/antipatia e dell’intelligente schieramento che il centro destra ha saputo raccogliere e coagulare sul nome della dpeutata cosentina.

A Reggio, per una inspiegabile arrendevolezza di Forza Italia (che pure sul territorio vanta/vantava una potenza di fuoco) gli alleati del centro-destra hanno deciso che il sindaco lo dovrà scegliere Salvini. Per un patto, a nostro avviso, scellerato si è accettato di consegnare alla Lega per Salvini la poltrona di sindaco della Città dello Stretto.

Il primo nome indicato da Salvini è quello di un reggino di Melito Porto Salvo trapiantato in Liguria: Antonino Minicuci, degnissima persona, attualmente segretario generale al Comune di Genova, ha competenza e capacità da vendere. Ma a Reggio non lo conosce nessuno e, peggio ancora, appare “imposto” da Salvini, il che equivale a un rifiuto generalizzato dei tantissimi cittadini che mal sopportano Salvini e la sua Lega. Che sono un vero e proprio ossimoro con gli interessi della Calabria e del Mezzogiorno.

Del resto si è visto alle elezioni regionali: la grande macchina da guerra di Salvini ha mostrato tutta la debolezza del territorio che ha provveduto a ridimensionare le mire di colonizzazione del suo segretario. E siccome al centro-destra piace perdere facile, il traccheggio continuo che i vari rappresentanti dei partiti che governano la Regione, a cominciare dall’on. Francesco Cannizzaro, coordinatore provinciale di Forza Italia, stanno portando avanti è garanzia di sconfitta sicura. A poco più di tre mesi dalle elezioni per Comune e Città Metropolitana, di fatto non c’è il candidato ufficiale del centro-destra. Ci sono aspiranti, “martiri” pronti al sacrificio, e mezze cartucce in cerca di mezza popolarità, ma nessun candidato degno di questo nome.

Falcomatà punta alla riconferma e sta mettendo insieme diverse liste di sostegno, convinto di poter raccogliere il consenso della città. Di fatto, quando gli si chiede se è vero che è in rimonta, risponde a calabria.live «rimonta rispetto a cosa o a chi?». Ha ragione, allo stato attuale non c’è storia, Falcomatà “rischia” (se ci permette la battutaccia) di vincere per mancanza di antagonisti. Il che, obiettivamente, non crediamo piacerebbe neanche a lui: la battaglia va combattuta con avversari veri, confrontandosi sul programma (quale?, nessuno ne parla) e sfidando i competitor sul piano dei progetti, delle idee e non soltanto per lo schieramento di appartenenza. Destra, sinistra, liste civiche? Sembra che i partiti di tutti gli schieramenti ce la stanno mettendo tutta per disorientare gli elettori e far venir loro la voglia di disertare le urne.

Falcomatà lavora sottotraccia e sta facendo una buona semina: non è chiaro se la città lo promuoverà per fargli portare a termine i progetti iniziati (un po’ tardi, per la verità), o lo castigherà per le cose non fatte. Di sicuro il problema rifiuti non rema a suo favore e dovrà temere l’immancabile fuoco amico di liste che tolgono voti.

«Ultimamente, – ha dichiarato a calabria.live – durante l’emergenza Covid e anche in queste ultime settimane con la ripartenza, siamo stati parecchio impegnati, concentrati a difendere la salute dei nostri concittadini ed evitare i guai che sono accaduti altrove. E mi pare che la città abbia risposto molto bene. Io ho sempre detto che avrei continuato ad occuparmi della mia città fino all’ultimo istante utile e sinceramente le questioni da campagna elettorale mi interessano poco. Noi lavoriamo ogni giorno per il bene della nostra comunità, non ci lasciamo distrarre da ciò che accade intorno e che, certamente, interessa poco anche a tutti i reggini. Le questioni con le quali confrontarci sono tante e francamente non c’è né il tempo né la voglia di occuparsi di voci e pettegolezzi o del borsino quotidiano dei candidati. Io continuo ad occuparmi dei temi che riguardano la vita quotidiana delle persone, dei tanti progetti che vogliamo completare o che rilanciamo per proseguire l’azione amministrativa nei prossimi cinque anni. E spero che tutti si allineino su questo, sul merito delle questioni. Ecco – afferma Falcomatà – se devo proprio dire qualcosa riguardo la prossima campagna elettorale è che spero che sia una discussione aperta sul merito delle proposte e sull’idea di città che propongono i vari candidati. Penso sia questo il modo giusto di approcciarsi ai prossimi mesi».

Quale idea di Città viene dai tanti candidati che sgomitano in attesa di capire quando sarà il momento di tirarsi indietro, mettendo all’incasso il minimo di popolarità conquistata a poco prezzo. Senza neanche lo sforzo di immaginare o ipotizzare un programma, una progettualità che dia finalmente lo slancio necessario alla non più rinviabile ripartenza. Non dal post-Covid, la malattia di Reggio è molto più antica e richiede una terapia d’urto che avvii la trasformazione possibile.

Che, difficilmente, pare possa venire dalle sbruffonate di Salvini o dalle provocazioni dei Cinque Stelle ormai in caduta libera. Il Pd ha un candidato “forte” ma sconta malumori di varia natura nei confronti di Falcomatà. A creare scompiglio c’è il collettivo di sinistra “La strada” che anziché appoggiare Falcomatà, gli oppone come antagonista Saverio Pazzano. Della stessa parte politica Nino Liotta che ha proposto la sua candidatura con la lista “Nuova Reggio”.

Ultimo arrivato in ordine di tempo, nelle candidature con una lista civica che fa riferimento a “Mezzogiorno in movimento” è  l’ex presidente di Confindustria Reggio, Andrea Cuzzocrea. Lo sostengono lo scrittore Mimmo Gangemi, e altri intellettuali e politici del movimento come Pierpaolo Zavettieri (sindaco di Roghudi), Margherita Tripo, Ilario Ammendolia e Rosario Condarcuri.

I Cinque Stelle, ormai in caduta libera, candidano Fabio Foti, altro illustre sconosciuto ai più. Ma è tutto un fiorire di liste civiche, almeno in questa fase in cui l’importante è dare segno di vita, come Maria Laura Tortorella del laboratorio politico “Patto Civico”  e Fabio Purtortì dell’Unione del Sud  e promotore del Comitato per l’Aeroporto di Reggio.

Mentre, l’unico candidato “ufficiale” del centro-destra, al momento è Enzo Vacalebre, già leader di Alleanza Nazionale. Disponibile, «se utile al bene di Reggio» invece Candeloro Imbalzano, ex consigliere regionale, non eletto con Forza Italia alle elezioni del 26 gennaio.

Poi cè la provocazione di Klaus Davi, il massmediologo svizzero innamorato della Calabria, che mette a disposizione la sua persona per una candidatura di rottura col passato. L’intento è evidentemente di rimestare ulteriormente la confusione creata dall’incapacità della destra di indicare una figura di spicco su cui convogliare l’impegno comune dell’alleanza.

C’è una spiegazione logica a questo gioco alla sconfitta? Probabilmente, c’è il desiderio (represso) di Cannizzaro di poter occupare la poltrona di sindaco metropolitano e nell’obbligata rinuncia a concorrere in prima persona, anche se – obiettivamente . vita la vitalità che ha speso e spende per Reggio non gli verrebbero meno i consensi.

Cannizzaro aveva in mente una donna come primo cittadino. Lo scorso anno, a febbraio, calabria.live aveva anticipato l’ottima potenziale candidatura dell’avvocato Giovanna Cusumano, già paladina della lotta alla violenza di genere, grande personalità, apprezzata professionista della città, apprezzata anche dagli avversrai. Troppo indipendente e probabilmente troppo poco malleabile per soddisfare gli obiettivi della destra. E, tra le tante voci, era apparsa anche la preside del licoe scientifico Leonardo Da Vinci, Giuseppina Princi, ottima persona, con l’insanabile “handicap” di esser cugina di Cannizzaro, come l’assessore regionale alle Infrastrutture Domenica Catalfamo, anche lei cugina dell’onorevole. Troppi parenti, il rischio di contestazioni è forte.

E poi c’è la candidata “naturale” (ma non si capisce di quale fazione) che risponde al nome di Angela Marcianò, ex assessore di Falcomatà, l’unica ad aver già subito una condanna per la vicenda del Miramare (pur avendo lei stessa denunciato l’inghippo). Anche lei ottima persona (è stata anche nella segreteria del Pd, chiamata direttamente da Renzi), ma – al di là delle pendenze giudiziarie legate al caso Miramare – pur piacendo molto a buona parte della città, non mostra di avere organizzato un’adeguata campagna  per conquistare una città difficile come Reggio. C’è chi la considera troppo “a sinistra” per vederla candidata nella destra, e chi l’accusa di avere troppe simpatie a destra per offrire un percorso di autonomia in grado di scaldare i freddi cuori degli elettori reggini. Insomma un’ottima candidata che rischia di perdere il tram per la scarsa chiarezza della sua visione politica. Una sua lista civica su quali sostegni potrebbe contare?

Ma non finisce mica qui. Scalda i muscoli Eduardo Lamberti Castronuovo, medico, direttore a Reggio di uno dei più sofisticati e moderni laboratori d’analisi di tutto il Mezzogiorno, nonché editore di ReggioTv, che in passato è stato alquanto ballerino tra destra e sinistra, senza grandi successi. È consigliere metropolitano, oltre che sindaco di San Procopio. Continua a tirarsi indietro nel confermare la candidatura, salvo che venga obbligato per troppo amore verso la sua città e, previo il supporto garantito del centro-destra. Un ottimo antagonista per Falcomatà, ma dovrebbe correre con una lista civica sostenuta dal centro-destra. Ha grandi capacità imprenditoriali (che per un sindaco servono come il pane) e, soprattutto, ha una visione strategica che piace a molti reggini. Ma piacerà a Cannizzaro?

Già, perché oltre all’impegno (folle) di lasciare alla Lega la scelta del sindaco, c’è anche la non meno difficile questione che il pallino del sindaco di Reggio ce l’ha in mano proprio l’onorevole Cannizzaro che ha fama di gran lavoratore, grande accentratore e accaparratore di antipatie e simpatie, anche trasversali. A Reggio siamo messi che che non piace a Cannizzaro, l’eventuale candidato del centro-destra sarà molto evanescente. Ma cosa aspettano la governatrice Santelli e tutto il centro-destra di Forza Italia a scendere in prima persona in campo e cominciare a battere i pugni – contro qualsiasi pretesa salviniana – e scegliere nella società civile reggina qualcuno disposto a lottare e combattere una battaglia molto complessa e difficile?

La stessa Cusumano, nell’eventuale apprezzabile scelta al femminile per il primo cittadino, sarebbe, una scelta di non poco peso. Ma ci sono  anche tanti altri esponenti della società civile che, peraltro, hanno fatto i portatori d’acqua (ehm, di voti) durante le regionali. Spicca su tutti un altro ex presidente degli industriali reggini, Giuseppe Nucera, grecanico di Gallicianò e imprenditore turistico illuminato che sa come si gestisce un’azienda e come la si porta in attivo.

Nucera, interpellato da calabria.live, ritiene poco probabile che il suo nome possa interessare i signori del voto: troppo indipendente e troppo uomo del fare. Il suo pragmatismo scompagina i dettami della vecchia politica fatta di compromessi e ritardi voluti per sfiancare gli avversari e tenere saldo il potere. Il suo movimento politico non a caso lo ha chiamato “La Calabria che vogliamo”, che non è un progetto ma la sintesi di un sogno che veda scomparire burocrazia, incapacità e incompetenza, le tre disgrazie che affliggono questa terra.

Sia la Cusumano che Nucera, lusingati, si schermiscono e non dicono di no, ma sanno bene che, pur incarnando il prototipo di non-politico di cui Reggio avrebbe bisogno assoluto per la guida del Comune e della Città Metropolitana, sono l’esatto opposto di quello che piace alla vecchia politica.                                                         (s)

L’A Cena Dalì: un’altra idea per fini sociali dello chef Filippo Cogliandro

È stata presentata al ristorante L’A Gourmet Accademia di Reggio L’A Cena Dalì – L’arte è salvata, la nuova iniziativa con finalità sociali dello chef Filippo Cogliandro, che già durante l’emergenza coronavirus si è speso per aiutare e sostenere moltissime persone in gravi difficoltà economiche e con bambini in tenera età.

Insieme allo chef Filippo Cogliandro, la direttrice artistica dell’evento Elisabetta Marciano e Pasquale Zumbo, con il coordinamento dell’ufficio stampa curato da Igor La Camera, hanno preso parte l’assessore alla Valorizzazione del Patrimonio culturale del Comune di Reggio Calabria, Irene Calabrò e la presidente dell’Associazione culturale Calabria – Spagna Rosa Italia Fontana.

La Cena Evento, prevista per il 19 Luglio ed a seguire giorno 20, sarà una esperienza totalizzante che porterà i partecipanti a gustare l’essenza dell’eccentrico artista attraverso i suoi piatti. Il menù degustazione si propone di esaltare il patrimonio dei sapori tipici della nostra Calabria originalmente rivisitati e valorizzati grazie all’assoluto protagonismo dei prodotti identitari del territorio: Bergamotto di Reggio Calabria, Caciocavallo di Ciminà, Patata Bellina aspromontana, olio Ottobratico, ecc.

L’A Cena Dalì è un progetto di intenso valore artistico culturale per infondere fiducia dopo il periodo di crisi. Il patron dell’Accademia Gourmet, il rinomatissimo ristorante di fronte alla stazione Lido, accanto al Museo dei bronzi, ha deciso di attingere dall’opera Le Diners de Gala, una raccolta di ricette surreali e interamente illustrata, per esaltare, da una parte un patrimonio indiscusso di sapori, profumi, idee culinarie e accostamenti spesso azzardati, ma unici come la personalità di Dalì, dall’altra la volontà di portare avanti ciò che da sempre lo caratterizza: la ricerca la ricerca ossessiva e l’estrema cura per i prodotti del territorio.

«La partecipazione alla cena – ha detto lo chef Cogliandro – avrà un fine sociale: parte dei proventi sarà destinata al restauro di un’opera del patrimonio artistico della città di Reggio Calabria. Nel momento della ripartenza, con la volontà di legare maggiormente l’arte e l’alta ristorazione, in linea con quella che è da sempre la mia missione, ho deciso di varare questo itinerario di gusto, che peraltro esalta i prodotti della Calabria in abbinamenti straordinariamente azzeccati che entusiasmeranno i buongustai di professione». (rrc)

 

 

 

Klaus Davi presenta il “Brand Reggio”: occorre valorizzare questa terra

Una nuova reputazione, una nuova immagine turistica della Calabria e della Locride. Sono questi gli obiettivi su cui punta il giornalista Klaus Davi che, nella giornata di ieri, a Siderno, ha presentato il Brand Reggio nella Sala Consiliare di Siderno, città da cui, tra le altre cose, il massmediologo vuole partire con questa ambiziosa iniziativa, in quanto «la Locride e l’intera provincia reggina deve essere un tutt’uno per conquistare l’attenzione della gente».

Un amore, quello che Klaus Davi prova per la Calabria, che lo ha portato a una nuova scommessa, quella di «promuoverla al di fuori degli stereotipi con cui molti pensano di conoscerla». Per raggiungere tale obiettivo, l’ausilio dei social network e di una campagna promozionale sono fondamentali, ma Klaus Davi non si è fatto cogliere impreparato, mostrando lo spot – realizzato in collaborazione con Reggio Tv per attrarre turisti nel territorio – di promozione turistica della Riviera dei Gelsomini, in cui vengono mostrate immagini suggestive delle spiagge, dei Borghi e dell’immenso patrimonio della Calabria, in particolare della Riviera dei Gelsomini.

Non manca, nello spot, un attacco al Nord, in cui vengono mostrate le immagini delle spiagge del Nord Italia come Jesolo, Rimini o Rapallo, affollatissime, dove è praticamente impossibile praticare il distanziamento sociale. Lo spot, inoltre, fa anche una specifica critica alle politiche ambientali delle regioni del Nord che, alimentando negli anni le particelle inquinanti, hanno determinato un tracollo della qualità della vita ambientale, soprattutto regioni come la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, per poi passare alle spiagge mozzafiato della Locride, Africo, Bianco, Caraffa del Bianco, vengono descritti i vari paesi e celebrata la cultura dell’accoglienza.

Il video, lanciato nella giornata di ieri, ha già raccolto ben 3.888 visualizzazioni, raccogliendo consensi e, anche, un po’ di amaro in bocca: se da una parte, c’è chi fa notare che manca proprio Siderno nello spot – ma qui è intervenuta, a sorpresa, Maria Stefania Carracciolo, il Commissario Straordinario di Siderno – che ha “tranquillizzato” l’utente spiegandogli che «c’è sempre tempo per integrare anche se il bellissimo video rende onore all’intera regione e, di riflesso, anche alla nostra Siderno», dall’altra c’è chi, giustamente, esprime la propria delusione che ci abbia dovuto pensare Davi alla realizzazione del video, «ma sono deluso che non facciano propaganda in tv, la nostra Calabria è bella, adatta al turismo ma nessuno ne parla mai» o chi, infine, ribadisce che la Calabria sia bellissima, «peccato che non c’è nessun politico che la vuole far valere per quella che vale».

Presente anche Eduardo Lamberti Castronuovo, che ha evidenziato che «la Calabria è una terra baciata dalla fortuna» e la necessità di promuovere il territorio per le sue potenzialità e «far diventare pregio ciò che è un difetto», i consiglieri regionali Giacomo CrinòRaffaele Sainato, un gruppo di sindaci capitanati dal presidente del Comitato, Giuseppe CampisiCaterina Belcastro, presidente dell’Assemblea e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, che ha ribadito come la Locride non si possa più permettere una velocità commerciale bassissima. (rrc)

SVIMEZ, IL SUD RINUNCIA ALL’UNIVERSITÀ
MA ALL’UNICAL CRESCONO LE DOMANDE

di SANTO STRATI – La grande fuga dall’Università: la Svimez, l’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, lancia l’allarme sulla rinuncia di troppi giovani agli studi universitari, anche a causa della crisi economica conseguente al Covid. Almeno 10mila quest’anno e di questi due terzi (6300) appartengono a regioni del Sud. Per fortuna, la Calabria è in controtendenza: all’Unical ci sono già 785 domande di ammissione in più rispetto al 2019 (+ 15%) e c’è ottimismo anche alla Mediterranea di Reggio e alla Magna Graecia di Catanzaro. Un segnale importante di come i giovani calabresi abbiano in grande considerazione i percorsi formativi e di specializzazione. L’Unical, peraltro, continua a segnare incrementi di posizione nel rank di valutazione delle università più importanti al mondo e sarebbe opportuno che fossero ulteriormente allargati gli impegni della Regione nei confronti dei tre atenei calabresi. Abbiamo tre università che sfiorano l’eccellenza e rappresentano una significativa attrazione per i giovani: non ci sarebbe da stupirsi se venisse invertita la tendenza che ha caratterizzato gli anni del secondo Novecento: i giovani calabresi andavano a studiare fuori (non c’era l’università in Calabria), da Reggio a Messina, da Cosenza e Catanzaro a Napoli, Roma, Pavia, Bologna. Purtroppo, diventava spesso un biglietto di sola andata: le capacità dei nostri ragazzi venivano valorizzate e apprezzate, diventava facile farli restare. Risorse giovani, fresche capacità, che hanno fatto la fortuna del Centro-Nord. Non a caso, molti dei più apprezzati professionisti nel campo della medicina, della scienza, della giurisprudenza che occupano oggi posti di grande rilievo in tutt’Italia appartengono a quella schiera di universitari “in trasferta”, orgoglio di una Calabria matrigna che li ha lasciati andare senza mai offrire un minimo di opportunità

I tempi sono cambiati, molte problematiche rimangono: i nostri laureati sono presi di mira da multinazionali, grandi aziende, imprese europee, che intuiscono il potenziale rappresentato da competenza, capacità e voglia di arrivare. Lo ripetiamo spesso, negli ultimi trent’anni è stato rubato il futuro ai nostri ragazzi, costretti ad andar via (240mila) lasciando famiglie, affetti, qualità della vita che Milano, Roma, Londra o New York non riescono a dare. E allora occorre investire sull’università, sulla formazione, sulla specializzazione, costruendo opportunità di crescita in casa propria. Il settore è ampio: innovazione, biotecnologie, turismo, agricoltura biologica, cultura, ambiente. In ognuno di questi campi c’è bisogno di menti pensanti, di giovani capaci che sarebbero felici di mettere le proprie risorse e le loro competenze al servizio della loro terra.

L’Italia, di per sé, non brilla per immatricolazioni universitarie: secondo l’Ocse siamo al 54% contro il 73% della Spagna, il 68% delle Germania, il 66% delle Francia. Questi dati fanno emergere un basso grado di istruzione terziaria fra i 30-34enni che nel 2018 si è fermato al 34% contro una media europea del 45,8%. E nel Mezzogiorno, il dato, come fa rilevare la Svimez, scende al 26,8%, 12 punti in meno rispetto al 38,2 del Centro Nord.

La Svimez ha fatto notare che «la crisi economica 2008-2009 che si è trascinata fino al 2013 ha determinato un impoverimento delle famiglie che, non adeguatamente supportate dalle politiche pubbliche, ha provocato un crollo delle iscrizioni alle Università, soprattutto nel Mezzogiorno. Tra il 2008 e il 2013 il tasso di passaggio Scuola-Università nel Mezzogiorno è crollato di 8,3 punti percentuali, quattro volte la diminuzione del Centro-Nord (1,6 punti). In un quinquennio gli iscritti si sono ridotti di oltre 20 mila unità nelle regioni del Mezzogiorno. Anche nel Centro-Nord, la crisi aveva determinato un calo del tasso di proseguimento degli studi (-2 punti circa) ma per effetto della crescita dei diplomati non si è determinato una flessione del numero complessivo degli iscritti. La ripresa degli immatricolati e del tasso di passaggio nel periodo di debole ripresa (2013-19) ha consentito solo un parziale recupero per il Mezzogiorno, ancora lontano dai valori del 2008, a differenza del Centro-Nord che è ritornato sui valori precrisi. Secondo il dato più recente, 2019, il Mezzogiorno ha ancora 12.000 immatricolati in meno rispetto al 2008 e un tasso di passaggio di oltre 5 punti percentuali più basso. Viceversa, il Centro-Nord ha registrato per l’intero periodo un incremento di 30.000 immatricolati circa e un aumento di oltre un punto percentuale del suo tasso di passaggio».

La Svimez, alla luce di queste proiezioni, ha elaborato una serie di proposte che non dovranno essere trascurate, perché significativamente di grande impatto: «Rendere sistematica la proposta strutturale del Ministero dell’Università di estendere la no tax area da 13.000 a 20.000 in tutto il Paese, prevedendo innalzamento a 30.000.

«Prevedere, in conseguenza della crisi, una borsa di studio statale che copra l’intera retta 2020 nelle Università pubbliche, vincolata al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano di studi nel primo anno di corso.

«Considerare l’Università come fondamentale infrastruttura pubblica dello sviluppo destinando risorse specifiche del piano europeo Next Generation per rafforzare il diritto allo studio nelle regioni a più basso livello di reddito così da evitare che la crisi anche questa volta finisca per aumentare le diseguaglianze.

«Valorizzare le infrastrutture della ricerca, sostenendo le esperienze positive esistenti nel Mezzogiorno attraverso il rafforzamento di 4-5 poli di formazione, ricerca e innovazione che possano diventare attrattori di capitale umano qualificato e imprese innovative.

«Garantire un investimento sulle infrastrutture digitali che colmi il divario esistenti tra Atenei del Nord e Atenei del Sud. La crisi ha dimostrato l’utilità degli strumenti digitali e il Mezzogiorno deve farsi trovare pronto per evitare un ulteriore acuirsi del fenomeno della fuga dei cervelli in versione digitale.

«Definire un piano organico di interventi per l’Università che coinvolga anche altri livelli istituzionali. Regioni o altri Ministeri, possono fare la loro parte prevedendo ulteriori misure a sostegno dei giovani che intendono intraprendere la carriera universitaria. Non solo in termini di tasse universitarie ma anche di servizi agli studenti, trasporti pubblici, diritto allo studio. La Campania, la Sicilia, la Puglia hanno già dato ottimi segnali in questo senso».

Nel 2020 la stima sugli studenti “maturi” è di 292mila unità al Centro-Nord e circa 197mila nel Mezzogiorno. Di questi ultimi, il 3,6% potrebbe rinunciare a proseguire gli studi (percentuale che scende all’1,5 nel Centro-Nord). Ci sono, però, questi segnali positivi che arrivano dagli atenei calabresi: la voglia di crescere culturalmente con una formazione universitaria è forte e l’incremento delle domande (rispetto alla contrazione degli anni passati) lascia ben sperare. I nostri ragazzi mostrano una grande capacità, sono il nostro futuro, facciamoli studiare, ma non costringiamoli, poi, ad andar via. (s)

Alitalia sconta il 20% per volare in Calabria e Trenitalia promuove Scilla

Sulla scia delle polemiche provocate dagli insulti di Easy-Jet, Alitalia lancia uno sconto del 20% per chi voglia andare in Calabria a Lamezia o Reggio. Lo sconto vale per i biglietti acquistati dal 24 al 29 giugno per i voli da e per la Calabria da Lamezia e Reggio Calabria. Il claim della campagna è uno spot a favore della Calabria e recita: «Una terra unica per i suoi abitanti, che ti accolgono sempre a braccia aperte.  Unica per i luoghi, incantevoli e suggestivi come il Parco Nazionale della Sila, sito di Eccellenza UNESCO. Unica per la sua storia segnata da opere senza tempo, come i Bronzi di Riace, e da personaggi che hanno reso famosa questa terra, come il Premio Nobel Renato Dulbecco. Unica per il suo mare che annovera ben 14 spiagge che hanno ottenuto, nel 2020, il riconoscimento della Bandiera Blu. Unica perché è la Calabria. E come te, non c’è nessuno. E per dimostrare il nostro amore verso questa terra, fino al 29 giugnosconto del 20% per visitare la Calabria. Vola in Calabria e scopri quanto è unica questa terra».

Per un ns errore avevamo segnalato che lo sconto si applicava solo per i voli entro il 29 giugno e avevamo evidenziato l’assenza, fino al 1° luglio, dell’operatività dell’aeroporto di Reggio. Siamo lieti di essere noi in torto e osservare l’intento “positivo” della campagna di amicizia dell’Alitalia nei confronti della Calabria. È un ottimo segnale per il futuro dello scalo reggino. Da ricordare, come ha annunciato il presidente della Sacal Arturo De Felice, che da settembre riprende il volo giornaliero mattutino che collega Reggio con Roma e permette il rientro in serata col volo notturno Roma-Reggio.

Intanto da segnalare anche Trenitalia che pensa a promuovere la Calabria, con una bellissima immagine di Scilla con il Castello dei Ruffo, scelta per la pubblicità. Chi non conosce l’incantevole angolo di paradiso che è Scilla si chiederà dov’è. Un Frecciarossa serve anche a scoprire la Calabria. (rrm)

Scilla per la pubblicità di Trenitalia

REGGIO – Entusiamo per il concerto della Rhegium Jazz Orchestra

Grande entusiasmo ha riscosso il concerto della Rhegium Jazz Orchestra alla Villa Comunale “Umberto I” di Reggio Calabria, decretando il ritorno della musica nella città dello Stretto.

L’evento è stato il primo appuntamento della terza edizione di Derive Festival, il primo festival di trekking urbano legato alle forme d’arteorganizzato dall’Associazione Laboratori Musicali di Teresa Mascianà.

Dopo aver ringraziato il Comune e l’assessore alla Valorizzazione del Patrimonio Culturale Irene Calabrò, senza la quale la manifestazione non si sarebbe potuta svolgere, e ancora la Città metropolitana, l’assessorato all’ambiente, col dirigente al settore, Salvatore Zucco, Mascianà, emozionata, ha spiegato «Non mi sembra vero: torno a fare il mio lavoro ed è una sensazione meravigliosa. È bellissimo essere tutti insieme, ma Non abbassiamo la guardia».

Il concerto si è svolto in maniera conforme alle prescrizioni anti covid: prenotazione dei posti, distanze e mascherine. E poi spazio alle musica con l’orchestra jazz reggina, trascinata dalla meravigliosa voce di Irma Calabrò, e i brani più conosciuti da Fever, Sway a Don’t get around much anymore. Una decina di pezzi che hanno fatto ballare e sognare le atmosfere fumose, fino a per chiudere con Birdland e un sospirato bis. Una serata in cui si è respirato tra il verde un’aria di leggerezza che in questi mesi era davvero mancata.

«Ho subito accettato la proposta di Teresa Mascianà – ha chiarito l’assessore Calabrò – il suo entusiasmo è quello degli operatori culturali della città. Lei lo ha fatto per prima e si è assunta la responsabilità  di aprire le danze per la stagione estiva della nostra città. In molti avevano pensato che ripartire sarebbe stato semplice ma non lo è. Il settore artistico e culturale sta affrontando grandi difficoltà: in bonis era sottovalutato o dimenticato, e invece abbiamo sentito moltissimo la sua mancanza. Un plauso a Teresa Mascianà ed alla sua organizzazione per aver voluto dare testimonianza, in questo giorno particolare che è la festa della musica, della presenza delle continuità della sua associazione». 

Ma la musica del Derive festival non finisce. Era solo un assaggio del programma che proseguirà con le tappe di luglio e di agosto, bisognerà ancora attendere qualche giorno per definire i particolari. Gli ospiti di luglio saranno i Soviet Soviet,  gruppo alternative rock, gothic rock di ispirazione new wave e post-punk italiano, in pista dal 2008. Ad agosto invece spazio al cantautorato italiano con The Niro. E, sempre in agosto, un reading di e con Maura Gigliotti, sulla storia dell’abbandono di Africo vecchio “Dell’acqua e dell’oblio”. (rrc)

 

Il 23 e il 24 giugno si celebra a Camini la Giornata Mondiale del Rifugiato

Il 23 e il 24 giugno l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – Unhcr e l’Associazione Umanitaria Intersos Ospiti Speciali saranno a Camini per la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dall‘Amministrazione comunale, da Eurocoop “Jungi Mundu” e Proloco “Passarelli.

La Proloco “Passarelli Rinaldi Sisto” di Camini, tra le altre cose, è tra i vincitori del Bando PartecipAzione – Azioni per la protezione e la partecipazione dei rifugiati, programma, realizzato da Intersos, in partenariato con Unhcr, con l’obiettivo di promuovere la protezione e la partecipazione attiva dei rifugiati alla vita economica, sociale e culturale in Italia, già concreto a Camini con varie iniziative.

Si parte martedì 23 giugno alle ore 16.00, con l’ incontro nelle sale del Centro di Accoglienza Jungi Mundu, con benvenuto agli ospiti di Unhcr e Intersos e presentazione della cooperativa, dell’attività e dell’equipe di lavoro; a seguire visita delle Botteghe Jungi Mundu e partecipazione attiva ai Laboratori esperienziali di orto sociale, tessitura, ceramica, arte, lavorazione lana, panificazione, cucina, gestiti dai rifugiati (per adesioni 0964/733149).

Mercoledì 24 giungo alle ore 9.30 incontro ufficiale di Unhcr e Intersos con il sindaco Pino Alfarano, Cosmano Fonte, presidente Proloco Camini, Rosa Maria Carnà, vicepresidente, Rosario Zurzolo, responsabile Eurocoop, Giusy Carnà, coordinatrice Eurocoop, Serena Tallarico, referente progetto PartecipAzione. Alle 10.30, invece, è prevista inaugurazione Fattoria Didattica.

Alle 17.30 incontro sul tema PartecipAzione – Azioni per la protezione e la partecipazione dei rifugiati: un programma di empowerment e capacity-building di Intersos e Unhcr. Intervengono il sindaco Pino Alfarano, il responsabile Eurocoop Rosario Antonio Zurzolo, il presidente della Proloco Cosmano Fonte, la referente del progetto PartecipAzione Serena Tallarico, Jasmine Mittendorff dell’Unhcr, il project manager di PartecipAzione Davide Agnolazza. Ad arricchire l’evento, le testimonianze dei rifugiati del Siproimi di Camini e Ferruzzano: Douaa Alokla, Emmanuel Harmony, Gezae Jordanos, Alhasan Mohya, Alhusaria Rehab. Modera l’incontro Maria Teresa D’Agostino.

Alle 20.00 cena kalabro-siriana e alle 21.30 Disegni dalla Frontiera, un racconto disegnato da Francesco Piobbichi (Mediterranean Hope). (rrc)

REGGI – Al via il progetto “Play! Scendi a giocare con noi”

Si chiama Play! Scendi a giocare con noi il progetto promosso e ideato dal Csi – Centro Sportivo Italiano di Reggio Calabria e il Comitato regionale Unicef Calabria e che vede protagonisti i bambini e lo sport, fatto in sicurezza.

Il progetto, già partito a Reggio, vede gruppi di sette bambini che si stanno alternando nel cortile della Parrocchia di San Sebastiano al Crocifisso, dove il parroco, don Marco Scordo e gli animatori parrocchiali, sono coadiuvati dagli attivatori di “Play!”, cioè educatori formati dal Csi e Unicef.

«Play!, partito come azione territoriale – si legge in una nota – si è subito trasformata in una buona prassi che sta attecchendo in larga parte della Calabria, del Mezzogiorno, dell’intero Paese. Stanno partendo le attività in alcuni territori particolari, come la Ciambra di Gioia Tauro, nella locride con attività specifiche per bambini con disabilità, in cui cortili di aree ad alta densità mafiosa del territorio Calabrese. Un’idea nata durante il lockdown, in cui CSI e il Comitato Italiano per l’Unicef hanno scelto di “fare squadra”, coinvolgendo anche altre realtà del terzo settore territoriali».

«Abbiamo puntato sul gioco – hanno dichiarato Patrizia Surace e PaolO Cicciù, referenti locali dell’iniziativa – quale strumento essenziale di sviluppo psico-fisico ed emotivo-relazionale e siamo ripartiti dalle bambine e dai bambini offrendo loro uno spazio in cui ricominciare giocando».

«Prima di scendere in cortile, però  – hanno proseguito i referenti – ampio spazio alla formazione. Durante il questo percorso di sedici ore, anche la testimonianza e gli interventi del mondo delle Istituzioni; Coni, Terzo Settore, Testimonial dello Sport, Reti Educative, istituzioni locali. Le utile linee guida del Governo, poi, convergono verso la progettualità di Csi e Unicef: un iter educativo pensato per coniugare il gioco, lo sport e le tante normative necessarie per far partire, in sicurezza, le tante esperienze ludiche per i nostri bambini e ragazzi. L’idea di animare i cortili è anche legata alla reale necessità di “dare nuovamente vita” a spazi fino a oggi abbandonati o poco utilizzati da tutti».

«L’obiettivo, per le prossime settimane – si legge in una nota – è quello di coinvolgere altre città e cortili del territorio nazionale grazie anche alla collaborazione tra i comitati regionali e provinciali Csi e Unicef, mirando a garantire azioni ricreative territoriali di prossimità, stimolando attraverso il gioco educativo la relazionalità con funzione resiliente e riscoprendo la bellezza di ritrovarsi «sotto casa assieme ai propri amici».

«Come molti hanno sottolineato – hanno concluso i referenti Surace e Cicciù – questa crisi è la più grande opportunità che abbiamo per ridisegnare e umanizzare la società. Una sfida colta, in primis, da don Marco e tantissimi altri sacerdoti che hanno deciso di andare incontro alle esigenze delle famiglie con un’azione sperimentale». (rrc)

REGGIO – Giovedì il webinar “Quale welfare per il futuro?”

Domani pomeriggio, alle 17.00, sulla pagina Facebook dell’Associazione New Deal Lab, il webinar dal titolo Quale welfare per il futuro? 

L’evento, organizzato dal Dipartimento DiGiEs dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria in collaborazione con l’Associazione New Deal Lab, vedrà gli studenti confrontarsi con la prof.ssa Elsa Fornero, docente di Economia all’Università degli Studi di Torino e già ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Monti. 

Dopo i saluti istituzionali di Santo Marcello Zimbone, Rettore dell’Università Mediterranea e di Pietro Pecora, coordinatore Universitario New Deal Lab, interviene Massimiliano Ferrara, direttore del Dipartimento Digies. Modera Carmelo Moschella, Associazione New Deal Lab. (rrc)