Al poeta Corrado Calabrò il Premio Bertrand Russell dell’UniMediterranea

Un nuovo, prestigioso riconoscimento per il poeta e giurista Corrado Calabrò, grande orgoglio della Calabria, riconosciuto in tutto il mondo: l’Università Mediterranea di Reggio gli ha assegnato il premio Bertrand Russell “ai Saperi Contaminati”. È il premio istituito dalla Fondazione Mediterranea in partnership con la Facoltà di Ingegneria dell’Università Mediterranea che viene assegnato ogni anno a personalità del mondo della cultura. Calabrò ha ricevuto l’ambito riconoscimento per la sua attività letteraria e poetica che ha fatto da pendant al suo prestigioso percorso professionale nella magistratura. Com’è noto, il prof. Corrado Calabrò, reggino innamorato perso della Calabria e del suo mare, è stato per lunghi anni al vertice della magistratura amministrativa fino al Consiglio di Stato, senza mai, per questo, trascurare la sua straordinaria capacità di “poetare”. La poesia di Calabrò accarezza l’anima e induce alla riflessione mescolando amore e passione con tenerezza e realtà, tecnologia con sentimento, suggestione con vita reale.

Premio Russell a Corrado Calabrò

La cerimonia di consegna del Premio oggi pomeriggio a Reggio a Palazzo Zani, nella biblioteca di Giurisprudenza. Calabrò è stato accolto dal direttore del Dipartimento Digies Massimiliano Ferrara, dal presidente della Fondazione Mediterranea Vincenzo Vitale, dal presidente del comitato scientifico della stessa fondazione Antonino Monorchio, da Giuseppe Barbaro (Dipartimento Diceam) e da Raffaello Abenavoli, segretario della Fondazione, con relazioni di Pino Bova, presidente del Circolo culturale Rhegium Julii, e dell’avv. Nico D’Ascola. Una magnifica lectio magistralis dello stesso Calabrò ha coronato la serata. (rrc)

REGGIO – Il Premio Avis per le scuole dedicato a Ignazio Parrino

Alla Sala Calipari del Consiglio Regionale, il “Premio Solidarietà – Ignazio Parrino”, organizzato dall’Avis comunale di Reggio Calabria. Un incontro, questa mattina, che ha coinvolto le scuole secondarie di secondo grado per un ringraziamento per quanto fatto in tema di sensibilizzazione e per un’ulteriore rafforzamento della cultura della donazione.

«È per me un piacere esser qui – ha affermato il Sindaco Giuseppe Falcomatà parlando ai giovani presenti alla manifestazione – perché da 5 anni sono di famiglia e mi spoglio facilmente dalla veste di sindaco quando si parla di Avis perché mi sento a casa. Ho scoperto il meraviglioso mondo della donazione da 5 anni a questa parte grazie a Mimmo Nisticò, consigliere nazionale dell’associazione, e devo dire grazie anche all’esempio e all’insegnamento di una persona che mi fa piacere ricordare: il prof. Parrino, amico di famiglia, amico della città di Reggio Calabria, insegnante ed educatore. La donazione ha un senso se noi riusciamo a comunicare l’importanza di questa cultura, se in una città dal cuore grande come la nostra, le nuove generazioni comprendono l’importanza di affacciarsi a questo mondo. La donazione genera vita anche per se stessi. Ci sono tanti motivi per cui vale la penna vivere fino in fondo senza risparmiarsi. Ci sono tante cose che danno valore quotidiano alla vita di ognuno di noi e una di queste è proprio la donazione. Ragazzi – conclude Falcomatà – non abbiate paura di un ago quando l’ago significa generare un flusso di sangue che possa salvare vite. Affacciatevi al mondo della donazione e diventate, soprattutto, testimoni della cultura della vita». (rrc)

REGGIO – Alla Camera di Commercio il convegno sul Blockchain

Blockchain, la catena di trasmissione per l’innovazione è  il titolo dell’incontro in corso alla Camera di commercio di Reggio Calabria, nell’ambito della XV edizione del Forum europeo “Manfredo Golfieri“.

Il convegno è realizzato in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Reggio. Il Forum rientra nelle attività del Punto Impresa Digitale (PID) della Camera di commercio di Reggio, nodo della rete nazionale delle strutture di servizio dedicate alla diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese di tutti i settori economici.

La blockchain sta velocemente e prepotentemente entrando nei processi di innovazione delle imprese, delle organizzazioni e della Pubblica Amministrazione del nostro Paese.

Il Forum – che anche quest’anno ha ottenuto il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, di Unioncamere nazionale e della Regione Calabria – offrirà un panorama delle strategie a livello nazionale e europeo, fornirà esempi di tecnologie, introdurrà all’applicazione della Blockchain per la tracciabilità del settore agroalimentare, per le criptovalute, per l’identità digitale.

IL PROGRAMMA
9.30 – Registrazione dei partecipanti e Welcome coffee
10.00 – Apertura dei lavori
Saluti
Antonino Tramontana, Presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria
Santo Marcello Zimbone, Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria
Domenico Condelli, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria
Introduce
Natina Crea, Segretario Generale della Camera di commercio di Reggio Calabria e Direttore dell’A.S. IN.FORM.A.
Coordina
Stefano Epifani, Università La Sapienza di Roma

LE STRATEGIE
Stefano Epifani, Università La Sapienza di Roma: La strategia nazionale in materia di tecnologie basate su registri condivisi e blockchain
Andrew Rippon: European Blockchain Service Infrastructure: Il Registro imprese europeo e la blockchain

LE ESPERIENZE
Gianluca Lax, Università Mediterranea di Reggio Calabria: Identità digitale e blockchain
Massimo Romano, Associazione Blockchain Italia – Milano: La blockchain per la tracciabilità nel settore agroalimentare
Francesco Rampone, La Scala Società tra Avvocati per Azioni – Milano: Il futuro delle criptovalute
Salvatore Fregola, EthosLab srl – Catanzaro: La blockchain e il mondo fisico: Internet of Things
Stefano Gatti, Digital Architect – Milano: Come approcciare ad un progetto Blockchain
Domenico Racanelli, InfoCamere ScpA – Padova: Blockchain e il sistema camerale: un percorso consapevole
Conclusioni
Giuseppe Salonia, Unioncamere Unione italiana delle Camere di commercio – Roma.

Il convegno si concluderà alle 13.30. (rrc)

REGGIO – Il libro “La Santità in Politica”

Questo pomeriggio a Reggio, a Palazzo Zani, alle 17.00, la presentazione del libro La sanità in Politica a cura di Agostino Siviglia. Le conversazioni raccolte si concentrano sulla tradizione storica del cattolicesimo politico italiano, partendo dalla fine dell’Ottocento con l’opera di Giuseppe Toniolo e proseguendo poi con quella di Don Luigi Sturzo, approfondendone lo studio attraverso l’esperienza umana e politica di Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, fino a raccontare l’epilogo con il tragico periodo degli anni di piombo e l’atroce assassinio di Aldo Moro.

«Attraverso il contributo di studiosi, di testimoni diretti – afferma l’autore, avv. Agostino Siviglia – ci siamo accostati alla storia personale oltre che pubblica di quei politici che per “santità di vita” hanno speso  la loro intera esistenza al servizio del bene comune, ripercorrendo quasi un secolo di storia del nostro paese.
Partecipano il prof. Daniele Cananzi, docente di Filosofia del diritto all’Università Mediterranea, e l’editore di Città del Sole Franco Arcidiaco. Conclude l’autore avv. Agostino Siviglia.
«La Santità in Politica è un tema di grande attualità – afferma la  Presidente dell’Associazione culturale Bene Sociale” Biesse” Bruna Siviglia –. È un volume  di storie, di testimonianze e soprattutto di testimoni credibili che  hanno fatto la storia della nostra politica, quella politica intesa come servizio autentico alla comunità. Storie di illustri uomini, un esempio a cui guardare per le giovani generazioni». (rrc)

Più Libri Più Liberi: intervista a Roberto Laruffa, editore calabrese con orgoglio

Roberto Laruffa è uno dei due soli editori calabresi (l’altro è D’Ettoris) presenti alla fiera Più Libri Più Liberi in corso a Roma. Partecipa fin dalla prima edizione, con l’orgoglio della sua “calabresità” e mostrando come anche dalla Calabria possano venire importanti contributi culturali in campo editoriale. Calabria.Live gli ha chiesto di raccontare la sua esperienza romana in questi 18 anni del tradizionale appuntamento romano dedicato all’editoria indipendente. (s)

Il premio internazionale Rhegium Julii “Città dello Stretto”, A Tahar Ben Jalloun

Fervono i preparativi per la cerimonia di premiazione del 51esimo Premio Rhegium Julii, organizzato dall’omonimo Circolo culturale, presieduto da Pino Bova, che si svolgerà dal 14 al 16 dicembre con una serie di eventi culturali a Reggio Calabria. I premi, invece, saranno consegnati il 15 dicembre prossimo, alle 21.00, al Teatro comunale “Francesco Cilea”, in una serata speciale condotta dalla giornalista Ilda Tripodi.

Tanti i premiati, selezionati dalla giuria presieduta da Corrado Calabrò e composta da Giuseppe Caridi, Gioacchino Criaco, Luca Desiato, Mimmo Gangemi, Dante Maffia, Anna Mallamo, Domenico Nunnari, Giuseppe Rando: a Stefania Auci, il Premio Corrado Alvaro per la narrativa; Ginevra Bompiani il Premio Leonida Repaci per la saggistica; Franco Arminio il Premio Lorenzo Calogero per la poesia; Antonella Orefice il Premio Gaetano Cingari per gli studi meridionalistici.

Il Premio Internazionale “Città dello Stretto”, invece, è stato assegnato allo scrittore magrebino Tahar Ben Jelloun. A Gianfranco Bertone, il Premio per la saggistica scientifica intitolato a Mario La Cava, e a Renè Corona il Premio per la poesia intitolato ad Alba Florio.

Nell’ambito delle manifestazioni organizzate dal Rhegium, il 16 dicembre, nella Sala dei Lampadari di Palazzo Alvaro, sarà conferita la cittadinanza onoraria al poeta Dante Maffia, noto componente della Giuria dei Premi Rhegium Julii ed autore di un libro dedicato alla città dello Stretto dal titolo Ritorno a Reggio (Città del sole edizioni).

«L’edizione 2019 – ha affermato Pino Bova presidente del Rhegium Julii – viene considerata un momento eccezionale perché il Circolo apre una nuova pagina della sua storia cinquantennale rinnovando il patto di rilancio del Mezzogiorno con le Istituzioni, con il mondo della cultura e con la propria comunità. Tante pagine di storia scritte con molti sacrifici hanno avuto oggi un prestigioso riconoscimento dall’Amministrazione comunale e metropolitana: la simbolica attribuzione del San Giorgio 2019 ed un atto deliberativo di grande responsabilità politica e morale che consacra e storicizza l’immenso sforzo compiuto dal Rhegium Julii in questi anni a favore dei giovani e contro ogni forma di banalizzazione della vita. La storia del Rhegium Julii non ha mai avuto connotazioni consumistiche ed effimere, ma si è distinta per qualcosa di più: quasi una nuvola aperta sul cielo della vita con le idee, la passione civile, la spinta all’edificazione culturale e civile che si è alimentata ogni giorno di più con i contributi d’anima e di pensiero dei fondatori e l’entusiasmo delle risorse dei nuovi talenti».

Il Rhegium Julii – è bene sottolinearlo – in 51 anni di vita, grazie alla spinta ed alla generosità di Giuseppe Casile prima, di Mafalda Pollidori e da alcuni anni di Pino Bova, ha saputo coinvolgere personalità straordinarie come Gilda Trisolini, Emilio Argiroffi, Enzo Misefari, Pasquino Crupi, Francesco Fiumara, Ernesto Puzzanghera, Rodolfo Chirico, Nino Freno, Antonietta Maria Corsaro, Lina Gangemi, Elio Stellitano, Rosita Borruto, con le importanti apparizioni di Saverio Strati, Mario La Cava, Mario Labate, Antonio Piromalli e tanti altri amici, giovani e meno giovani, che hanno trascinato tutti con la forza di un fiume in piena. Ed è da quelle occasioni, dal desiderio di accrescere ulteriormente il confronto oltre ogni barriera culturale, ideologica e di pensiero, che nacquero i Premi nazionali Rhegium Julii che hanno registrato la presenza delle più grandi personalità culturali del Paese e del mondo. Basta ricordare i premi nobel Josif Brodskij, Derek Walcott, Toni Morrison, Seamus Heaney, Rita Levi Montalcini e personalità quali: Mario Luzi, Alda Merini, Yves Bonnefoy, Maria Luisa Spaziani Ildefonso Falcones, Ghiannis Ritsos, Adonis e gli incoraggiamenti di Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga, Giorgio Napolitano, le serate dei Caffè letterari, gl‘incontri con l’autore, i Viaggi nell’animai cenacoli, il programma Per amare il libro.

«Oggi – ha detto il Presidente Bova – l’Associazione sembra non fermarsi in più ed ha ripreso la sua corsa con grande slancio. È sempre forte la fede nella cultura, nella creatività, nell’antico sogno che ha fatto nascere la Polis prima, un Paese democratico poi. C’è la coscienza di un servizio non ancora concluso, di una missione da compiere . Sotto i nostri occhi il mondo è sofferente per le insopportabili violenze, diseguaglianze, disumanità ed è essenziale lottare con convinzione per la salvaguardia della bellezza, del pensiero, dell’educazione al dubbio, che restano principi fondamentali per la qualità della nostra vita. Siamo consapevoli che il Rhegium Julii è solo uno strumento ma, come sempre, continuerà a rispondere all’appello. Il Rhegium Julii ci sarà». (rrc)


TUTTI I PREMIATI DI QUESTA EDIZIONE

STEFANIA AUCI

Premio Corrado Alvaro per la narrativa con “I leoni di Sicilia”, editore Nord.

Stefania Auci è di origine trapanese e palermitana di adozione. Dopo la laurea ha stabilito un rapporto un rapporto importante con il mondo della letteratura. Ha scritto Florence pubblicato con la casa editrice Baldini & Castoldi. Due anni dopo si è cimentata con un saggio scritto a quattro mani con Francesco Maccani sulla cattiva scuola.

Infine il suo capolavoro del momento “I leoni di Sicilia” un libro diventato subito un best seller negli Stati Uniti, in Germania, In Francia, in Spagna ed in Olanda e pronto per diventare una fiction televisiva.

GINEVRA BOMPIANI

Premio Leonida Repaci per la saggistica per il volume L’altra metà di Dio editore Feltrinelli. Figlia di Valentino Bompiani, per la cui casa editrice ideò la collana di letteratura fantastica “Pesanervi”. Ha trascorso diversi anni a Parigi e a Londra per poi trasferirsi a Roma e nei dintorni di Siena, anche per insegnare per una ventina d’anni letteratura inglese all’Università di Siena. Tra i suoi libri: Le specie del sonno (1975), Spazio narrante (1978), Mondanità (1980), L’incantato (1987, Premio selezione Rapallo-Carige), L’attesa (1988). E, per ragazzi, le fiabe Via terra (1998) e L’amorosa avventura di una pelliccia e di un’armatura (2000), La stazione termale (2012). Come traduttrice ha lavorato su opere di Antonin Artaud, Louis-Ferdinand Céline, Gilles Deleuze, Leonora Carrington, Marguerite Yourcenar, ecc. Ha fondato nel 2002 con Roberta Einaudi (nipote di Giulio Einaudi), la casa editrice nottetempo, con sede a Roma.

FRANCO ARMINIO

Premio Lorenzo Calogero per la poesia con il volume L’infinito senza farci caso –  editore Bompiani. Nato a Bisaccia (AV) nel 1960, è poeta, scrittore, regista, “paesologo”. Collabora con il Corriere della Sera, Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano ed è animatore del Blog “Comunità provvisorie”. E’ promotore di numerose battaglie civili. Roberto Saviano ha definito Arminio uno dei poeti più importanti del nostro Paese.

Con Cartoline dai morti ha vinto il premio Stephen Dedalus; con Terracarne ha vinto il Premio Carlo Levi e il premio Volponi. Ha al suo attivo oltre 25 pubblicazioni tra cui il libro per il quale è premiato questa sera L’infinito senza farci caso. Ha fatto importanti esperienze di regista con Un giorno in edicola (2009), Di mestiere faccio il paesologo (2010), Giobbe e Teora (2010) Terramossa (2012)

ANTONELLA OREFICE

Premio Gaetano Cingari per gli studi meridionalistici con il volume Eleonora Pimentel Fonseca. L’eroina della Repubblica napoletana del 1799 – editore Salerno. E’ nata a Napoli nel 1967. Laureata in Filosofi all’Università Federico II di Napoli, si occupa da subito di ricerca storica con approfondimenti sulla Repubblica napoletana del 1799 pubblicando diverse monografie su fatti e protagonisti dell’epoca. Per il notevole contributo reso alla ricerca storica con le opere “La penna e la spada” e “Il pantheon dei martiri del 1799” ha ricevuto il Premio per la ricerca storica e la pubblicazione delle opere dall’Istituto per gli studi filosofici. Altri suoi lavori sono presenti nell’Archivio storico per le Province napoletane, presso l’Archivio per la storia delle donne. Nel 2011, grazie alla Società Napoletana di Storia Patria ha rifondato “Il Nuovo Monitore Napoletano”. Il Sindaco della Città di Napoli le ha conferito recentemente un attesto di benemerenza ed una medaglia riconoscendo il valore del suo impegno culturale.

GIANFRANCO BERTONE

Premio speciale Mario Lacava per la saggistica scientifica con il volume Sospesi tra due infiniti – editore Longanesi. E’ professore ordinario di Fisica Teorica Astroparticellare all’Università di Amsterdam. Dopo una laurea in Fisica Teorica all’Università “La Sapienza” di Roma, e un dottorato presso l’Università di Oxford e l’Istituto di Astrofisica di Parigi, ha svolto attività di ricerca ed insegnamento al Fermi National Accelerator Laboratory di Chicago, all’Università di Zurigo e all’Istituto di Astrofisica di Parigi. Ha contribuito a fondare e coordinato il centro di eccellenza in Fisica della Gravità e delle Astroparticelle dell’università di Amsterdam, ed è oggi direttore del Consorzio Europeo di Fisica Teorica Astroparticellare. Affianca alla ricerca e all’insegnamento un’intensa attività di divulgazione, ed è fondatore e presidente del Premio Cosmos. Ha pubblicato Dietro le Quinte dell’Universo (Carocci – 2018) e Sospesi tra due infiniti (Longanesi – 2019).

RENÈ CORONA

Premio speciale Alba Florio per la poesia con il volume La conta imprecisa – editore Puntoacapo. E’ docente di Lingua e traduzione Francese all’Università di Messina. Ha tradotto diversi poeti italiani e stranieri per la rivista Europe ed ha pubblicato presso l’Amourier la prima traduzione francese delle poesie di Gesualdo Bufalino Le miel amer ed ha curato la prima traduzione del romanzo di Henri Calet L’Italia alla pigra.

E’ autore di due romanzi tra cui l’hèbètude des tendres (Finitude,2012), Sono seguiti la monografia Le singulier pluriel ou “Icare et les èlegiaques” (Paris, Hermann,2016) e le raccolte poetiche MessinElègie (Triages, Tarabuste, 2015), L’èchancrure du quotidien (L’Harmattan, 2017), Compitare nei cortili (puntoacapo, 2019). Ha tradotto dal francese l’opera Francois d’Assise tratta dal romanzo di Joseph Delteil.

TAHAR BEN JELLOUN

Premio internazionale “Città dello Stretto” per l’opera omnia. Tahar Ben Jelloun, poeta, romanziere, giornalista, nato a Fès, in Marocco, nel 1944, vive a Parigi. Autore, finora, di quasi 80 opere, è il romanziere di lingua francese più tradotto al mondo. Negli anni della sua formazione culturale – avvenuta nel paese d’origine – ha frequentato il liceo francese di Tangeri e l’università “Mohammed V” di Rabat, conseguendo la laurea in filosofia, prima della definitiva partenza per la Francia. Anche la carriera di scrittore di Tahar Ben Jelloun inizia nel Marocco, con le collaborazioni a “Souffles”, rivista di letteratura che ha ispirato uno dei movimenti culturali più importanti del Nord-Africa. La sua prima raccolta di testi poetici –  intitolata “Hommes sous linceul de silence” –  è stata pubblicata nel 1971. Con l’arrivo a Parigi, seguiranno poi due fondamentali opere –  “La Plus haute des solitudes” e “La Reclusion solitaire” – con le quali l’autore spiega la condizione degli emigrati magrebini in Francia, affrontando, per la prima volta, il tema fondamentale della sua mediterraneità: la “partenza”, tema che poi ispirerà quasi tutta la sua opera letteraria, a testimonianza del legame inscindibile con la sua profonda radice mediterranea. In Francia Ben Jelloun diventa il romanziere e saggista straniero francofono più conosciuto e di successo, distinguendosi, anche, per l’impegno politico, sociale, e le battaglie contro il razzismo. Suoi temi privilegiati sono –  oltre l’allontanamento dalle origini e la frattura dolorosa che ne deriva – la vita sociale nei paesi arabi, tra sottosviluppo economico, condizione femminile e assenza di diritti e libertà. Esemplari, in tal senso, sono i romanzi L’enfant de sable e La nuit sacrée. Tra le opere – romanzi e saggi –  tradotte in Italia, vanno ricordate – ne citiamo solo alcune –  Creatura di sabbia, L’amicizia, L’ultimo amore è sempre il primo? Il razzismo spiegato a mia figlia. L’estrema solitudine, Il libro del buio, L’hamman, L’amicizia e l’ombra del tradimento, Non capisco il mondo arabo, Partire, La rivoluzione dei gelsomini, Fuoco. Per il profondo messaggio contenuto nel volume Il razzismo spiegato a mia figlia gli è stato conferito dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il “Global Tolerance Award”. Ben Jelloun ama e conosce l’Italia, in particolare il Sud, a cui ha dedicato il romanzo L’Albergo dei poveri, ambientato a Napoli e il saggio Dove lo Stato –  scritto nel 1991 ma drammaticamente attuale – resoconto di un viaggio nel Sud la cui solitudine evoca l’assenza di uno Stato che con la sua lontananza infligge la pena maggiore ai territori che dimentica, destinandoli ad un eterno oblio che rende queste terre straniere. Potremmo benissimo dire, se lui è d’accordo, che Tahar Ben Jelloun è uno di noi.


IL PROGRAMMA DELLA 51.MA EDIZIONE DEL RHEGIUM JULII

  • Sabato 14 dicembre – ore 10.30.
    I vincitori ed i componenti della Giuria dei Premi Rhegium Julii incontrano gli studenti degli Istituti scolastici superiori e dei Licei (coinvolti Liceo Classico Campanella, Liceo Scientifico Alessandro Volta, Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, Istituto superiore economico Raffaele Piria, Istituto Superiore Nostro-Repaci di Villa San Giovanni, Liceo Fermi di Sant’Eufemia d’Aspromonte, Istituto d’istruzione superiore Nicola Pizi di Palmi, e ben 2000 studenti).
  •  Sabato 14 dicembre – ore 18.30 – Palazzo Alvaro Sala Boccioni
    DIETRO LE QUINTE – Conversazioni ed interviste con i vincitori e i componenti della giuria dei Premi Rhegium Julii condotte dalla giornalista Anna Mallamo;
  • Domenica 15 dicembre – ore 21.00 – Teatro comunale “Francesco Cilea”
    Cerimonia di consegna dei Premi Rhegium Julii 2018 e del Premio internazionale Città dello Stretto” Conduce la giornalista Ilda Tripodi.
    I saluti saranno portati dal Presidente del Circolo culturale Rhegium Julii, dal Sindaco della Città metropolitana e dal Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, dal Presidente della Giuria Corrado Calabrò.
    Le conclusioni della serata sono affidate all’Orchestra del teatro “Francesco Cilea” condotta da Alessandro Tirotta.
  • Lunedi 16 dicembre – Campo Calabro – ore 10.30
    Omaggio a Gaetano Cingari:
    Conversazione di Antonella Orefice vincitrice del premio Rhegium Julii per gli studi meridionalistici
    Conduce lo storico Giuseppe Caridi
    I saluti saranno portati dal primo cittadino di campo Calabro Sandro Repaci 
  • Lunedi 16 dicembre – ore 10.30 – Palazzo San Giorgio Sala dei Lampadari
    Cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria al poeta Dante Maffia
    Saluti del Sindaco di Reggio Calabria Avv. Giuseppe Falcomatà e del Presidente del Rhegium Julii Dott. Giuseppe Bova
    Prolusione del poeta Marco Onofrio (finalista del premio Rhegium Julii per la poesia)
     

SOSTENITORI DEL PROGETTO

Regione Calabria
Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria
Città metropolitana di Reggio Calabria
Comune di Reggio Calabria
Comune di Campo Calabro
Università Mediterranea
ANMIG Reggio Calabria
Rotary Club Reggio Calabria
Lions Club Host
Lions Club e Magna Grecia

PATROCINIO
Planetario Pytagoras
Panathlon Reggio Calabria
Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”
Fondazione “Italo Falcomatà”

A Reggio torna all’Eremo la Sacra Effigie della Madonna della Consolazione

Rientra oggi alla Basilica dell’Eremo la Sacra Effigie della Madonna della Consolazione, in solenne processione dal Duomo. Il rientro doveva avvenire, secondo calendario, domenica scorsa, ma il maltempo aveva fatto annullare la processione.

Dopo il rientro della Sacra Effigie in Basilica, all’Eremo, la vara andrà nelle prossime settimane al Consiglio regionale dove sarà sottoposta al necessario restauro promosso dal Presidente del Consiglio regionale Nicola Irto. I lavori di restauro conservativo della struttura della Vara e degli elementi decorativi del quadro della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria saranno effettuati “a vista” dentro Palazzo Campanella.

La Vara è una monumentale macchina processionale composta da una struttura metallica, disposta per il trasporto a spalla per mezzo di barre di legno, su cui poggia una cornice d’argento, che accoglie il cinquecentesco dipinto di Nicolò Andrea Capriolo ed è decorata da altorilievi ed ex voto risalenti al XVIII secolo. Misura circa 6 m in altezza, 2,5 m in larghezza e 1,5 m in profondità. È composta da una struttura portante metallica e da pregiate lavorazioni artistiche, costituite da cornici e modanature rivestite da lamine in argento sbalzate, bulinate, cesellate. La base è arricchita da un candeliere a sette bracci digradanti, mentre la sommità accoglie lo stemma di San Giorgio ed una corona in argento.

Sarà dunque un “cantiere di restauro aperto” per interagire con i visitatori e offrire la possibilità al pubblico di poter assistere alle operazioni di restauro, quello allestito presso il Palazzo del Consiglio Regionale a Reggio Calabria, dove la Vara priva del quadro sarà trasportata dalla storica Associazione dei ‘portatori’, che si occupa del suo trasporto durante le processioni.

Il Segretario Regionale MiBACT Salvatore Patamia dopo, dopo aver sentito S.E. Giuseppe Fiorini Morosini e dopo il parere favorevole del gruppo di progetto ha accolto la richiesta del Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto. La soluzione di allestire il cantiere di restauro all’interno di Palazzo Campanella eviterà il trasporto fuori dalla città e i ripetuti smontaggi e rimontaggi, operazioni da sconsigliare per le centinaia di viti e rivetti che assemblano l’intero complesso meccanismo. Dal punto di vista conservativo la Vara, pregevole opera di argenteria messinese, presenta lacune delle lamine metalliche ed è in un pessimo stato di conservazione, dovuto principalmente alla natura dei materiali che lo costituiscono, particolarmente sensibili alle condizioni microclimatiche, aggravate dall’azione di agenti aggressivi e da manutenzioni che hanno contribuito, attraverso puliture con prodotti non idonei, a innescare processi di corrosione.

Inoltre, tutte le superfici in argento e rame dorato ed in ottone sono coperte da polveri grasse, depositi superficiali, nonché gocce di cera di candele, sostanze in parte inglobate e rese compatte da protettivi superficiali applicati durante precedenti interventi manutentivi. La lucentezza delle lamine in argento è offuscata da un pesante strato di solfuro d’argento. Non sono pertanto più apprezzabili le lavorazioni superficiali realizzati dagli argentieri, con il sapiente uso di martellinature e cesellature, che trattarono le superfici, lucide e brillanti, satinate e vibranti, leggermente opache, accanto a zone in ombra lasciate quasi grezze. L’apparato decorativo inoltre, a causa delle vibrazioni e sollecitazioni causate dalle cadenzate processioni alla quale la Vara è sottoposta, presenta numerose lesioni delle lamine. (rrc)

XXXIV Premio Nosside, la premiazione una festa della poesia in tante lingue del mondo

di MARIA CRISTINA GULLÍ

La cerimonia di premiazione del XXXIV Premio mondiale di poesia Nosside, venerdì al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, è stata la festa delle tante lingue del mondo, declinate in versi d’amore, di passione, di sentimento, di dolore, di gioia. Tra le tantissime liriche in concorso, hanno trionfato, ex-aequo, quelle del poeta e musico colombiano Fredy Chikangana e dello svizzero-italiano Davide Rocco Colacrai che hanno riguardato entrambe la tematica della morte e della speranza. Il colombiano con la sua lirica Dico Naya (scritta in lingua quechua, l’antica lingua degli Incas e tradotta in spagnolo) ha ricordato uno spaventoso eccidio del 2001 da parte di militari nella regione povera di Naya in Perù che ha contato centinaia di vittime civili, tra cui donne e bambini. «Dico Naya e rabbrividisco – recitano alcuni suoi versi – Dico Naya e penso ai bambini, al seme della terra, al vento che dipinge le nuvole di colori e i sogni per continuare a lottare per l’amore e per la vita». Lo svizzero Colacrai, figlio di italiani del Sud, nato nel Cantone di Zurigo, si è invece ispirato alla tragica fine di un ragazzo curdo che tentava di arrivare all’isola greca di Lesbo, in fuga dalla sua terra, per perfezionarsi a suonare il violino. «Sono un Cristo che ha per croce un violino – scrive nella sua lirica il giovane poeta  – le sue corde il mio pane quotidiano, la sua voce il mio perdono».

Una festa delle lingue, si diceva: alla premiazione di venerdì sera, al Museo dei Bronzi, la portavoce del direttore Carmelo Malacrino assente per impegni istituzionali fuori città, Emanuela Martino, ha sottolineato l’importanza di questo ponte ideale tra la cultura magno-greca di cui Reggio è massima espressione, e quella di tante altre culture del mondo, un ponte tra Mediterraneo e gli oceani dove la voce della poesia supera ogni barriera.

Alla serata al Museo hanno presenziato poeti arrivati dal Brasile, dall’Egitto, dalla Colombia, dalla Grecia e da ogni parte d’Italia, che si sono ritrovati a dialogare con la magia dei loro versi, a sottolineare la validità del Premio e la giusta intuizione che circa 35 anni fa portò il prof. Pasquale Amato, apprezzato storico reggino, a fondare il Nosside. Un Premio aperto a tutte le lingue del mondo e che in 34 edizioni ha raccolto le liriche provenienti da 99 Paesi in 135 idiomi e dialetti della terra. Molti a rischio di estinzione, ma alcune ancora vive come quella quechua, la lingua pre-colombiana degli Incas, che il poeta Chikangana utilizza per le sue liriche e le sue canzoni: il governo colombiano ha pagato il suo viaggio in riconoscimento della sua arte poetica che rinnova l’antica tradizione culturale del Paese.

La serata è stata accompagnata dalla musica del violino di Argira Morabito e la chitarra di Alessandro Calcaramo, con letture dell’attrice e regista Teresa Timpano – direttrice del Festival dei Miti Contemporanei nel cui cartellone risalta il Premio Nosside – Filippo Gessi, Miryam Chilà, mentre Rosamaria Malafarina, segretaria della giuria internazionale del Nosside, ha letto le motivazioni dei principali riconoscimenti.

Un Premio che guarda al mondo e che si prepara già, calato il sipario, alla prossima edizione, quella del 35° anniversario. Il Nosside ha avuto, per questa splendida e indimenticabile edizione, il patrocinio del Consiglio regionale della Calabria, del Comune e della Città di Reggio Calabria: un riconoscimento dovuto all’impegno del prof. Amato e dei suoi infaticabili collaboratori, come la nipote Giada Amato, che hanno reso tutto più semplice, trasformando l’incontro di tanti poeti di tante lingue diverse in una festa universale dell’amicizia e della fraternità. La poesia, in fondo, serve soprattutto a unire e rendere partecipe l’umanità, nella condivisione di un comune sentire.

Cosa sarebbe il mondo senza la poesia? La risposta è venuta proprio dall’universo di liriche che, attraversando il mondo in un’ideale traccia, hanno ricevuto una menzione d’onore. Liriche provenienti oltre che dall’Italia, da Cuba, Grecia, Spagna, Uruguay, Malta, Romania, Israele, Nepal, Repubblica Dominicana, Messico, Venezuela, Argentina, Brasile, Mongolia, Pakistan e Filippine. Poesie composte, oltre che nelle principali lingue latine, anche in lingua grika salentina, in catalano di Alghero, in galiziano della Spagna, dialetto reggino di Africo, in mongolo e in Tagalog delle Filippine. Le poesie vincitrici e quelle giunte in finale sono raccolte nell’antologia Nosside 2019 (Edizioni Media&Books), a cura dello stesso prof. Amato e di Mariela Johnson Salfràn.

Fredy Chikangan, Pasquale Amato e Colacrai
Fredy Chikangana, Pasquale Amato e Davide Colacrai davanti alla magnifica torta realizzata da Angelo Musolino

I vincitori e i poeti finalisti hanno poi festeggiato, anche con il flauto del poeta andino Chikangana, al ristorante Pepy’s, dove gli ospiti hanno potuto gusta una cena rigorosamente a base di gusti e sapori del territorio (con lo zafferano di Motta San Giovanni, il caciocavallo di Ciminà, le ricotte e i salumi dell’Aspromonte) nonché una squisitissima e sorprendente torta al Bergamotto realizzata da Angelo Musolino (presidente dei pasticceri reggini) e i sorbetti al Bergamotto e all’Annona di Reggio Calabria firmati da Davide De Stefano, titolare della gelateria Cesare. (mcg)

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Tutti i vincitori del Nosside 2019:

VINCITORI ASSOLUTI

2 Vincitori  Assoluti Ex-Aequo

FREDY CHIKANGANA

COLOMBIA – Ñoca Niy Naya

Digo Naya (Dico Naya)

Poesia in lingua Quechua degli Incas

(Con versione in Spagnolo)

DAVIDE ROCCO COLACRAI

SVIZZERA-ITALIA – Cristo con violino

Poesia in lingua Italiana

MENZIONI SPECIALI

EUFEMIA ATTANASI

ITALIA – Ena argulo (Un albero)

Poesia in lingua Grika Salentina (traduzione in Italiano)

GIUSEPPINA DE FELICE

ITALIA – Triste soliloquio

Poesia in lingua Italiana

MAKIS PSARADELLIS

GRECIA  Τα Παρατημενα Σπιτια (Le case abbandonate)

Poesia in lingua Greca (traduzione in Italiano)

MENZIONI STRAORDINARIE

CLAUDIA CRABUZZA

ITALIA – Pobretat Autumnal (Povertà Autunnale)

Poesia in lingua Catalana di Alghero (traduzione in Italiano)

IVANA GARCÍA GARCÍA

REP. DOMINICANA – Soy Tantas Cosas Que No Soy Nada

Poesia in lingua spagnola

SONIA GIOVANNETTI

ITALIA – Oltre Il Muro

Poesia in lingua Italiana

ELIZABETH GRECH

MALTA  Wiccha (Il Suo Viso)

Poesia in lingua Maltese (traduzione in Italiano)

BÁRBARA GUADALUPE HERNÁNDEZ SANTOS

MÉXICO – A La Sombra de Gaza (All’ombra di Gaza)

Poesia in lingua Spagnola (traduzione in Italiano)

ALEXANDROS STEFÓPOULOS

GRECIA – Τα  Συνορα  (I Confini)

Poesia in musica in lingua Greca (traduzione in Italiano)

PATRICIO VELÁSQUEZ PEREZ

CUBA – Desarraigo

Poesia in lingua Spagnola

MENZIONI PARTICOLARI

LUCIA ARECCHIO

ITALIA – L’oro dei tuoi giorni – Lingua Italiana

IBIS ARREDONDO REYES

CUBA  Movimento  – Lingua Italiana

DANIELLA BOSSIO

URUGUAY – Hasta Que Ellos Vuelvan – Lingua Spagnola

NILZA MERCEDES CENTENO AYALA

VENEZUELA – Corazón Indio – Lingua Spagnola

NABIN K. CHHETRI

NEPAL    Waiting For My Father – Lingua Inglese

ALEJANDRA DIAZ 
ARGENTINA – Visiones – Lingua Spagnola

GIOVANNI FAVASULI

ITALIA  Prejéra (Preghiera) Dialetto Reggino di Africo (traduzione in Italiano)    

MERLI MARIA GARCIA DINIZ

BRASIL  E Agora, Brasil?  – Lingua Portoghese

Daphnie  Maria Guy-Vouvali

GRECIA – Oι Νοτες (Le Note)    Lingua Greca (traduzione in Italiano)    

EMANUELE INSINNA

ITALIA – Ci sono giorni – Lingua Italiana

RITA MINNITI

ITALIA – Il silenzio dei versi – Lingua Italiana

GISELLE LUCÍA NAVARRO DELGADO

CUBA – Un amore nace aunque no quieras – Lingua Spagnola

ELENE OIKONOMOY

GRECIA – Ανθοχαμογελο – (Smile Of Flowers)

Lingua Greca (traduzione in Inglese)

ERNESTO P. SANTIAGO

FILIPPINE – Magandang Kea (Beautiful Kea)

Lingua Tagalog (traduzione in Inglese)

GIANCARLO SECCI

ITALIA – Scurigadroxu (Tramonto rosso)

Lingua Sarda Campidanese (traduzione in Italiano)    

LORETTA STEFONI

ITALIA – Nell’abc dell’amore    Lingua Italiana    

FRANCESCO SURACE

ITALIA – Figlio, che tenerezza –  Lingua Italiana    

BARBARA VILLAR LAGO

SPAGNA – Rexurdemento migratorio (Resurgimiento migratorio)

Lingua Galiziana (traduzione in Spagnolo)

MENZIONI 

MASSIMO BARILLA

ITALIA – Selene (Malaluna) – Lingua Italiana

NANCY BOLUMEN CABALLERO

CUBA – Donde la poesía no muere – Lingua Spagnola

CLAUDIA MARIA BOROIANU

ROMANIA – Il silenzio – Lingua Italiana

JOSÉ ANTONIO CAMPO FIGUEROA

CUBA – Las manos del mundo – Lingua Spagnola

JOSÉ NELSON CASTILLO GONZÁLEZ

CUBA – Redentor – Lingua Spagnola

CARMELO CONSOLI

ITALIA – Sicilia – Lingua Italiana

ANTONIOS EFTHYMIOU

GRECIA – Saviors of the Sun – Lingua Inglese

MIRIAM JASKIEROWICZ ARMAN

ISRAELE – The Sea – Lingua Inglese

NATALY JORGE

SPAGNA – Madre – Lingua Spagnola

GEORGINA KOURIANDAKI

GRECIA  – Never Too Late – Lingua Inglese

ELISABETTA LIBERATORE

ITALIA – Disinganno – Lingua Italiana

DOMENICA LICASTRO

ITALIA – Fiori di campo – Lingua Italiana

PAOLO MARCIANÒ

ITALIA – Sulle bianche sabbie dell’Amendolea – Lingua Italiana

PARASKEVI MEMOU

GRECIA – Ικετεσ Των Θεων Των Φτωχων (Supplicanti degli Dei dei Poveri)

Lingua Greca (Italiano)

GEMMA CAROLINA MESSORI

ITALIA – Io conosco una danza – Lingua Italiana

VERA MARCIA PARABOLI MILANESE

BRASILE – Epifania – Lingua Portoghese

GABRIELLA PICERNO

ITALIA – Germogli di luce – Lingua Italiana

DAISY PIMENTEL MEDINA

REP. DOMINICANA – Dolor profundo – Lingua Spagnola

VICENTE RAGGIO

BRASILE – Che – Lingua Portoghese

MARY FLOR RAMIREZ DE BASCETTA

VENEZUELA – Soy El Amigo De América – Lingua Spagnola

RITA RICCIPETITONI

ITALIA –  Suggestioni – Lingua Italiana

MARIA ANGELICA ROYO

BRASILE – Brasis – Lingua Portoghese

FLORA RUCCO

ITALIA – Madri mediterranee – Lingua Italiana

SANDRA REGINA DOS SANTOS RUSSO

BRASILE – Torta de Babel – Lingua Portoghese

HADAA SENDOO

MONGOLIA – Цэнхэр Эгшиг (The Blue Vowel)

Lingua Mongola (traduzione in Inglese)

HAMZA HASSAN SHEIKH

PAKISTAN – Respecting The Commonalities – Lingua Inglese

FERDINANDO SPANÒ

ITALIA – Rriggiu i Calabria (Reggio di Calabria)

Dialetto Reggino (traduzione in Italiano)    

KONSTANTINOS VASSILAKOS

GRECIA – Comme un Concert de Vivaldi – Lingua Francese

RODOLFO VETTORELLO

ITALIA – La mia poesia – Lingua Italiana

Il Premio Nosside verso la cerimonia conclusiva al Museo dei Bronzi, a Reggio Calabria

È tutto pronto per la cerimonia di premiazione della XXXIV edizione del Premio mondiale di Poesia Nosside, ideato e presieduto dal prof. Pasquale Amato. La cerimonia si terrà venerdì 29 novembre alle 17 al Museo Archeologico Nazionale di Reggio. Stamattina alla conferenza stampa di presentazione, coordinata dal giornalista Santo Strati – nostro direttore editoriale – hanno preso parte oltre al presidente-fondatore del Premio prof. Pasquale Amato, il pro-rettore dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” Antonino Zumbo, il vicepresidente della Giuria del Premio Vincenzo Crupi, il rappresentante dell’Avis di Reggio Mimmo Nisticò e l’attrice e regista Teresa Timpano, direttore del Festival Miti  Contemporanei. Presentata in anteprima anche l’antologia Nosside 2019 (Edizioni Media&Books).

Calabria.Live ha intervistato il prof. Amato su questa edizione.

Metropoli strategiche: il progetto per costruire insieme la metrocity di Reggio

Si è svolto a Palazzo Alvaro a Reggio il dodicesimo incontro dedicato al progetto strategico delle Città metropolitane. Una serie di focus dedicati alla fase di messa a punto delle strategie necessarie a trasformare la vecchia concezione di Provincia in MetroCity, con tutte le opportunità offerte ai cittadini e agli amministratori locali.

Al tavolo insieme col direttore generale della Città metropolitana di Reggio dott. Umberto Nucara, il sindaco di Taurianova, Fabio Scionti, che Calabria.Live ha intervistato nel video che segue.

 

Col convegno di oggi si chiude ufficialmente la prima fase del programma per la realizzazione del Piano Strategico della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Mesi e mesi di strutturato lavoro: 11 appuntamenti itineranti che hanno visto il Consigliere delegato Fabio Scionti, con tutta l’organizzazione di Metropoli Strategiche, raggiungere i vari centri della vasta area metropolitana, per una fondamentale fase di ascolto.

Coinvolgimento attivo e audizione che rientrano pienamente nell’ottica della partecipazione dal basso e che hanno sempre caratterizzato l’operato dell’Amministrazione del Sindaco Giuseppe Falcomatà.

Quesiti, istanze, proposte, idee, esigenze, sono state raccolte ed immagazzinate direttamente dalla viva voce dei residenti e dei loro rappresentanti, e oggi esposti e discussi, assieme al Partenariato sociale e agli Ordini professionali, per definire i percorsi da intraprendere.

«Oggi parliamo di territori – ha affermato il delegato Scionti – di ambizioni e proposte ma anche di territori che si sentono isolati. Le criticità emerse in questa prima fase di lavoro saranno oggetto di studio ed elaborazione dei percorsi che costituiranno i contenuti veri e propri del Piano, fino a giungere alla prima bozza che verrà, poi, discussa in sede di conferenza dei Sindaci».

«Quanto fatto sino ad oggi – ha dichiarato il Sindaco Falcomatà – è un lavoro importantissimo che, oltre a raccogliere esigenze ed istanze per la creazione del territorio del futuro serve anche a far sentire la presenza di questo importantissimo Ente. Si procede alla ridefinizione di un territorio e, con lui, di tutta la vita che su quel territorio vi si svolge, il tutto secondo le necessità di chi ci vive. Il piano è uno strumento di definizione del futuro che serve anche a dare risposte concrete e che testimonia la presenza e l’attenzione dell’ente metropolitano»

«Una grande sfida ma anche un’opportunità – ha detto Nucara -. Oggi chiediamo come si immagina il futuro e decidiamo cosa accadrà sul nostro territorio nei prossimi 30/50 anni».

Parte da oggi dunque, un laboratorio di governance innovativo su cui convergeranno le idee e le proposte di una comunità di scala metropolitana. Le soluzioni e le scelte condivise che scaturiranno dal dialogo e dell’interazione con i cittadini e la rete di istituzioni locali, le realtà economico-sociali, il mondo associativo e del terzo settore che ha costituito la prima parte di questo articolato processo.

Per la redazione del Piano è prevista l’attivazione di laboratori territoriali, suddivisi in relazione alle zone omogenee individuate nello Statuto della MetroCity. Saranno attivati, contestualmente, i laboratori tematici su aspetti prioritari come l’accessibilità, mobilità e infrastrutture, turismo e beni culturali, sostenibilità e tutela ambientale, innovazione e sviluppo economico, welfare, lavoro e politiche sociali, agricoltura.

Fondamentale il supporto tecnico dell’ingegnere Pietro Foti, dirigente del settore pianificazione e responsabile del piano strategico, che ha esposto quanto recepito il questa prima fase. (rrc)