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Terme Luigiane: prevale il buon senso, raggiunto l’accordo per continuare

Terme Luigiane

Annullata dai due Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese la diffida fatta alla SATECA per
l’esecuzione coattiva degli immobili comunali, detenuti dalla stessa società nell’area del compendio
termale, in programma nella giornata di domani, venerdì 8 gennaio. Ciò è accaduto a seguito di un
incontro svoltosi quest’oggi tra la SATECA e le due Amministrazioni comunali. È prevalso il buon senso per
addivenire ad un accordo mirato a garantire ai lavoratori una prosecuzione delle attività lavorative in vista
della stagione termale 2021, che dovrebbe partire con il prossimo mese di maggio, coronavirus
permettendo.
Le parti hanno infatti concordato che la SATECA avrà dai Comuni la restituzione di quei beni di loro
proprietà necessari per il prosieguo dell’attività termale e per la definizione delle condizioni contrattuali
che ne disciplineranno l’utilizzo fino al subentro del nuovo sub-concessionario. Le parti torneranno ad
incontrarsi il prossimo 11 gennaio per la definizione concordata della restituzione di dette strutture che
come noto sono: l’edificio sede degli uffici amministrativi e di accettazione dei curanti, le vasche
preparatorie dei fanghi e delle alghe ubicati nella corte dello stabilimento San Francesco, il capannone
attiguo al San Francesco, dove sono operative le varie strumentazioni ed apparecchiature di erogazione
delle acque.
Sull’incontro e sul risultato raggiunto i lavoratori, attraverso un loro comunicato, hanno espresso la loro
viva soddisfazione per il risultato ottenuto ed hanno rivolto un plauso all’azienda, «che con grande senso
di responsabilità nei nostri confronti e in quello dei curanti ha deciso di procedere spontaneamente alla
restituzione degli immobili in concessione.
«Siamo ovviamente fiduciosi – concludono i lavoratori nel loro documento – che questo possa essere l’inizio
di un dialogo proficuo tra azienda e amministrazioni comunali, finalizzato alla risoluzione di questa
situazione così complessa, a cominciare dal problema della percentuale di acqua del 12% destinata nel
regolamento allo stabilimento “Terme Novae” che in base alle cure erogate per una media annuale di 22
mila curanti diviene irrisoria; ma non possiamo che restare molto preoccupati per le nostre sorti lavorative
che restano indissolubilmente legate a quelle della Sateca, proprietaria delle strutture termali e ricettive
dell’area che garantiscono il nostro impiego. Qualora l’azienda non potesse effettivamente disporre di un
quantitativo adeguato di acqua termale nel prossimo futuro, non potrà garantire la riapertura di tutti gli
impianti di sua proprietà e, di conseguenza, il mantenimento dei livelli occupazionali finora assicurati».
(Franco Bartucci)

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