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A CATANZARO IL ‘POLITECNICO DELLE ARTI’
UN PROGETTO DI CULTURA MEDITERRANEA

Virgilio Piccari

L’idea non è nuova, ma le parole del neo direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro Virgilio Piccari l’hanno rilanciata in grande stile: Catanzaro sede del Politecnico delle Arti, una sorta di super agenzia di formazione artistica e culturale, sotto un’unica regia gestionale, che possa catturare l’interesse di centinaia di giovani non solo calabresi. Un’occasione straordinaria, è stato osservato da più parti, per rilanciare l’immagine e la funzione di una Città che oggi soffre una sorta di crisi d’identità, soprattutto nel suo centro storico.

Il catanzarese Virgilio Piccari, che viene da Catania e il cui insediamento avrà inizio effettivamente dal 2 novembre, ha già cominciato a prendere contatti con i principali attori della città che stanno mostrando molto interesse al progetto. «Da cosa nasce – dichiara a Calabria.Live il direttore Piccari – l’idea del Politecnico delle Arti? Innanzitutto sono vent’anni che abbiamo richieste dal nostro comparto per progetti di internazionalizzazione. Quando io iniziai a dialogare con gli altri enti di formazione terziaria, quindi con i Conservatori, con l’Università, con gli enti lirici – parlo della mia esperienza catanese che vorrei riproporre in Calabria – immaginai sinergicamente di creare dei percorsi formativi congiunti, da fare in modo che diventassero un’attrazione irresistibile per ragazzi provenienti da altri Paesi e più specificamente del Mediterraneo (Algeria, Marocco, Tunisia, Grecia, Albania, la Spagna, etc). Immaginavo prima di tutto di coinvolgere due regioni, la Sicilia e la Calabria, affinché si potessero realizzare delle sedi diverse da quelle istituzionali (Conservatori, Dams, dipartimenti etc): questo potrebbe innescare un meccanismo virtuoso in grado di rivalutare i nostri centri storici con la creazione di una nuova istituzione aperta ad allievi che chiedono di formarsi e specializzarsi in Italia. Ovvero riproporre la grande tradizione culturale del nostro Paese specie nel settore dell’arte, che è molto apprezzata. Con tanti progetti che potrebbero mettere al centro le peculiarità dei territori, per esempio la ceramica, le tradizioni antiche calabresi come la tessitura della seta, e tanto altro ancora fino alla tecnologia nell’ambito dei computer games, della fumettistica, della comunicazione grafica. L’idea nasceva dall’obiettivo di dare di nuovo all’Italia l’appetibilità verso l’esterno per la formazione Per arrivare alla costituzione di un Politecnico delle Arti a noi servono accompagnamenti (e già abbiamo la disponibilità dell’Accademia di Belle Arti di Catania) e conosco il progetto del sindaco di Catanzaro quando ha parlato di Politecnico per coinvolgere il futuro Conservatorio. Del quale, in questo progetto, non si può proprio fare a meno. Tutto ciò creerebbe le condizioni affinché si possa riaccendere una luce verso il centro storico di Catanzaro: proprio oggi pomeriggio ho incontrato il presidente della Camera di Commercio e gli ho suggerito di convocare una conferenza di servizi con tutti gli esercenti commerciali del centro storico e proporre loro l’apertura notturna, una volta al mese, con un progetto del tipo “arte & commercio”. Proviamo a immaginare una notte al mese con tutti gli esercizi commerciali aperti con magari in vetrina un’opera d’arte. Quindi “accendere” il centro storico addirittura di notte e fare in modo che s’instauri un dialogo tra il movimento della gente e l’interesse prodotto dalle opere d’arte».

L’idea, in fondo, deriva da una considerazione molto semplice. Il Capoluogo di Regione vanta, ormai, una collaudata rete di strutture e agenzie della cultura e dell’arte, rete praticamente unica in Calabria. Tale rete è formata virtualmente dall’Accademia di Belle Arti, dalla Fondazione Politeama e dai suoi contenitori (Teatro, Complesso monumentale del San Giovanni), dal Conservatorio di studi musicali Tchaikovsky, dall’Università Magna Graecia, dall’originale Museo del Rock, dal museo all’aperto del Parco della Biodiversità, dal Museo di Arte Contemporanea MarCa. Catanzaro che ospita rassegne di alto livello, come il festival d’Autunno, il Magna Graecia Film Festival, Armonie d’Arte, AlTrove, Materia Design.

Ci sono, insomma, le condizioni per varare un progetto ambizioso. Più volte, negli ultimi tre o quattro anni, il sindaco Sergio Abramo ha insistito su questa idea, promuovendo anche riunioni operative con tutti gli attori culturali e formativi della città. Resta però il nodo della formula per concretizzare questo obiettivo, visto che le normative ministeriali non sono chiarissime e che i Politecnici delle Arti sono stati costituiti in altre realtà italiane un po’ a macchia di leopardo. In molte situazioni, si è scelta la formula del Consorzio tra Accademia, Conservatorio, Enti Locali e Università, puntando poi ad ottenere un congruo finanziamento dal Mibact.

Quale strada vorrà intraprendere Catanzaro non si sa. Il direttore Piccari, mosso da grande entusiasmo, sicuramente vorrà rilanciare la questione, guardando ai canali dei fondi europei che nell’ambito di progetti che riguardano l’arte e l’internazionalizzazione sono molto attivi e offrono una grande quantità di risorse finanziarie. Il Comune è certamente molto interessato perché sulla scommessa culturale si gioca il futuro della Città. È bene ricordare che l’Accademia di belle Arti, presieduta dall’ex parlamentare Pino Soriero, ha trovato casa nel centro storico grazie ad un accordo con l’Amministrazione comunale che le ha concesso un immobile di prestigio, l’ex Educandato.

I punti di forza del progetto sono i grandi contenitori culturali che Catanzaro può mettere a disposizione. Si parte del grande teatro Politeama, progettato dall’architetto Paolo Portoghesi, che ha una capienza pre Covid di mille posti. Poi il polo museale del San Giovanni che ha ospitato grandi mostre ed eventi anche internazionali. Altri musei di notevole interesse sono il già citato MarCa, il museo numismatico di Villa Margherita, l’originale Museo del Rock, il Museo Militare Musmi. Ad arricchire questa dotazione anche l’auditorium “Aldo Casalinuovo” e la rete di cineteatri presenti nel centro storico, il Comunale e il Supercinema.

Il problema, lo ripetiamo, è la forma gestionale che sarà scelta per governare questo insieme di strutture e agenzie. Se si riuscirà a trovare una sintesi, d’intesa con il Ministero, Catanzaro potrà diventare una meta ambita per centinaia di giovani che intendono studiare e formarsi nel variegato mondo delle arti, dalla pittura alla scultura, dal teatro al cinema, dalla musica classica a quella contemporanea. E il centro storico che vede una crisi aggravata dall’emergenza sanitaria potrebbe rivivere.

Ma non finisce qui: un progetto del genere – lo confessa anche il direttore Piccari – non può avere solo respiro cittadino: bisogna guardare all’ambito regionale, proprio per la posizione della Calabria al centro del Mediterraneo. Occorrerà bussare alla Cittadella e, sicuramente, la presidente Santelli si lascerà entusiasmare facilmente dal progetto. La Calabria deve puntare sull’industria culturale e il Politecnico delle Arti dovrà far parte di quel grande progetto culturale che cambierà radicalmente il volto della regione. (sds)

 

 

 

 

 

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