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CATANZARO – Lo spettacolo “Felicia, una donna contro la mafia”

Lo spettacolo "Felicia, una donna contro la mafia"

Questo pomeriggio, a Catanzaro, alle 19.30, al Complesso Monumentale del San Giovanni, in scena Felicia una donna contro la mafia, lo spettacolo dedicato alla mamma di Peppino Impastato dell’Opera dei Pupi e delle Pupe antimafia di Palermo e della cantastorie Francesca Prestìa.

A coniugare l’originale impianto scenico con le musiche ispirate dalla tenera storia di una madre e di un figlio impegnati entrambi nella lotta a Cosa Nostra:  Angelo Sicilia, il puparo palermitano padre dei pupi antimafia, e la cantastorie calabrese Francesca Prestìa. I testi delle canzoni della cantastorie (“Non mi arrendo” e “Figli di Radio Aut”) sono dell’avvocato catanzarese Giancarlo Pitaro.

Lo spettacolo vede all’opera due noti artisti meridionali  (Sicilia e Prestia) affiancati dalla “Marionettistica Popolare Siciliana di Palermo” e si svolge all’interno della programmazione della  XX edizione del Progetto Gutenberg dal titolo “Vite Sospese” di cui è presidente Armando Vitale

È promosso dal Consiglio regionale della Calabria, attraverso un emendamento alla Legge di Bilancio L.R. n. 50/12° promosso dal Consigliere Antonio Montuoro, nonché segretario della “Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta e dell’illegalità diffusa” che ritiene  “fondamentale, nel contrasto alle mafie, promuovere ogni occasione, mezzo e strumento per educare i giovani ai valori della legalità e della giustizia a  partire dalla scuola di ogni ordine e grado”. 

Per Francesca Prestìa, che sulle donne antimafia ha realizzato numerose ballate di successo: “E’ con grande piacere che rappresentiamo nella mia città uno spettacolo apprezzato anche per la singolare sinergia tra forme artistiche popolari. Raccontiamo la drammaticità della mafia attraverso gli occhi di una donna intrepida come Felicia, icona della determinazione delle donne del Sud”.

Ad avviso della sottosegretaria agli Interni, Wanda Ferro: «Spettacoli come questo, che sollecitano a stare sempre dalla parte della legalità, sono utili a far crescere la  speranza e la fiducia dei cittadini nella giustizia. Il cambiamento non riguarda solo la politica e le istituzioni, ma deve coinvolgere la società civile, in una sorta di rivoluzione culturale mirata a sradicare malaffare e criminalità organizzata e diffusa». (rcz)

 

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