POLISTENA (RC) – Sabato in scena all’auditorium “Le Serve” con Eva Robin’s

In scena il 27 aprile alle ore 21 per la stagione “Teatro chiama Terra” promossa da Dracma – Centro sperimentale di Arti Sceniche all’Auditorium Comunale di Polistena “Le Serve” di Jean Genet con Eva Robin’s, Beatrice Vecchione, Matilde Vigna per la regia di Veronica Cruciani.

Capolavoro di Jean Genet, liberamente ispirato a un fatto di cronaca che scosse l’opinione pubblica francese negli anni Trenta, Le serve è un perfetto congegno di teatro nel teatro che mette a nudo la menzogna della scena, «uno straordinario esempio di continuo ribaltamento tra essere e apparire, tra immaginario e realtà», nelle parole di Jean-Paul Sartre.

La storia scritta da Genet è quella di due cameriere che allo stesso tempo amano e odiano la loro padrona, Madame. Le serve hanno denunciato il suo amante con delle lettere anonime. Venendo a sapere che l’amante sarà rilasciato per mancanza di prove, e che il loro tradimento sarà scoperto, tentano di assassinare Madame, falliscono, vogliono uccidersi a vicenda.

Genet presenta le due sorelle, Solange e Clare, nella loro vita quotidiana, nell’alternarsi fra fantasia e realtà, fra gioco del delirio e delirio reale. A turno le due cameriere recitano la parte di Madame, esprimendo così il loro desiderio di essere “La Signora” ed ognuna di loro, a turno, interpreta la parte dell’altra cameriera, cambiando lentamente atteggiamento, dall’adorazione al servilismo, dagli insulti alla violenza.

La rivolta delle serve contro la padrona – spiega la regista Veronica Cruciani che cura anche l’adattamento con la traduzione di Monica Capuani – non è un gesto sociale, un’azione rivoluzionaria, è un rituale. Questo rituale è l’incarnazione della frustrazione, l’azione di uccidere l’oggetto amato ed invidiato non potrà essere portata a compimento nella vita di tutti i giorni, viene ripetuta all’infinito come un gioco. Tuttavia questo gioco non raggiunge mai il suo apice, la messa in scena che le due sorelle compiono viene continuamente interrotta dall’arrivo della padrona. Secondo Sartre questo fallimento è inconsciamente insito nel cerimoniale stesso che le serve mettono in scena; il tempo sprecato nei preliminari non porterà al compimento del rituale. Anzi questo rituale diventa un atto assurdo, è il desiderio di compiere un’azione che non potrà mai superare la distanza che separa il sogno dalla realtà. Una fallimentare ripetizione magica, il riflesso deformato del mondo dei padroni, che le serve adorano, imitano, disprezzano.

Il ruolo di Madame è affidato a Eva Robin’s, icona pop del transgender dall’originale percorso teatrale (ha recitato, fra gli altri, Cocteau e Beckett ed è stata candidata all’Ubu per Tutto su mia madre). A interpretare le bonnes, due giovani attrici cresciute alla Scuola dello Stabile di Torino: Beatrice Vecchione – già diretta da Malosti, Martone e Muscato – e, Premio Ubu come migliore attrice Under 35 e finalista 2022 per il Miglior nuovo testo italiano.

La stagione teatrale di Polistena 2023/2024 è sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Calabria e Comune di Polistena. (rrc)

COSENZA – La rassegna “Il Teatro fa scuola” chiude con Anfitrione

Il teatro Alfonso Rendano di Cosenza apre le porte dell’antica Roma con un grande classico del commediografo latino Tito M. Plauto.

Lunedì 22 aprile, alle ore 9.30, andrà in scena lo spettacolo “Anfitrione”, l’unica tragicommedia di Plauto a carattere mitologico, riadattata dal regista Cristiano Roccamo con la produzione del “Teatro Europeo Plautino”.

Compagnia che dal 2013 tutela e diffonde il teatro classico in generale e quello plautino in particolare, per avvicinare il pubblico, e soprattutto le giovani generazioni, al patrimonio classico della cultura europea. Dal 2016 è riconosciuta come compagnia ufficiale del “Plautus Festival”, il festival di teatro classico che si svolge ogni anno dal 1956 a Sarsina (Fc), città natale del commediografo latino Tito Maccio Plauto.

“Anfitrione” chiude la rassegna “Il Teatro fa scuola”, ideata da L’Altro Teatro di Gianluigi Fabiano e Giuseppe Citrigno. Una rassegna dedicata alle scuole di Cosenza e provincia: partita il 13 novembre, con “L’Anima da tre soldi” di Max Mazzotta – ha portato in scena ben 30 spettacoli che hanno visto la partecipazione di oltre 20mila studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado. In tanti hanno vissuto l’emozione di varcare le porte del teatro per la prima volta.

«L’obiettivo del “Teatro fa scuola” – spiega la referente del progetto, Carmela Caligiuri – è quello di avvicinare ed educare i giovani a questo mondo. L’aspetto innovativo della proposta consiste, inoltre, nell’incontrare gli attori subito dopo la visione dello spettacolo teatrale. Ed è stato soprattutto il regista e attore calabrese Francesco Pupa con “Al posto sbagliato – Storie di bambini vittime di mafia” a incuriosire di più gli studenti e ad aprire un dibattito sulla tematica. In molte scuole, invece, abbiamo associato una giornata di laboratorio alla visione dello spettacolo teatrale, al fine di educare i ragazzi ad essere sia fruitori che autori dei processi artistici». Molti studenti per un giorno hanno vestito i panni di “critici teatrali” e lunedì saranno premiati i ragazzi più meritevoli.

Inoltre, “Il Teatro fa scuola” ha dedicato uno spazio della rassegna ai ragazzi dell’infanzia e della scuola primaria prevedendo ulteriori spettacoli adatti alla loro fascia d’età.

A emozionare soprattutto le storie dei pupazzi, la magia dei burattini e le marionette di Angelo Gallo. Il burattinaio, scenografo e regista crotonese ha varcato le soglie dei più prestigiosi festival e teatri del panorama nazionale ed europeo.

Domenica 21 aprile, alle ore 16.30, sarà al Cinema San Nicola di Cosenza con il nuovo spettacolo “Terra”; mentre la mattina, alle ore 10.30, sarà possibile assistere al laboratorio-spettacolo “La Fabbrica dei pupazzi”, dove ogni bambino potrà costruire un burattino realizzato con materiale da riciclo. (Per avere informazioni sullo spettacolo di domenica consultare il sito www.cosenzacinema.it). (rcs)

LOCRI (RC) – Sabato Paolantoni rivisita Shakespeare a modo suo

Ancora un nuovo grande evento per la XXX Stagione Teatrale della Locride, organizzato dal Centro Teatrale Meridionale, per la Direzione artistica di Domenico Pantano, che ha riscosso un grande successo da parte del pubblico per l’ampia offerta in grado di spaziare tra i generi più diversi.

Sabato 20 Aprile, alle ore 21, sarà la volta di un grande attore comico Francesco Paolantoni, che porterà in scena al Palazzo della Cultura di Locri il suo “O Tello o… io”, nell’ambito della rassegna “Locri al Teatro”.

Scritta e diretta dallo stesso Francesco Paolantoni, sul palcoscenico insieme a Stefano Sarcinelli, Arduino Speranza, Raffaele Esposito, Viola Forestiero, Felicia del Prete, la pi̬ce Рproduzione Idue Р̬ ispirata al dramma shakespeariano Otello.

Seguendo il meccanismo del “teatro nel teatro”, protagonista è una compagnia amatoriale intenta a fare le prove dello spettacolo che debutterà l’indomani sera. Tra disavventure, deliranti discussioni interpersonali tra i vari attori, dissertazioni psicologiche sui rapporti e la disperazione per la notizia che l’attore che avrebbe dovuto interpretare proprio il protagonista non verrà più, l’unica soluzione è che il regista stesso dovrà interpretare Otello senza però conoscerne la parte.

Uno spettacolo trascinante e divertentissimo dove non mancano i riferimenti alla situazione di precarietà che attraversa lo spettacolo dal vivo oggi. Il regista, infatti, sicuro che le compagnie amatoriali, non dovendo subire i tagli alla cultura e allo spettacolo, siano l’unica risorsa per portare avanti il teatro, sceglie quindi un testo impegnativo: il dramma della gelosia per eccellenza, sentimento rovinoso e comune, che consente di allontanarsi dal classico repertorio delle compagnie amatoriali.

Con una scrittura che rimanda alla commedia dell’arte, dal ritmo veloce, “O Tello o… io” è una impietosa ed esilarante messa in scena con un finale inevitabilmente diverso che mai il grande Bardo avrebbe potuto immaginare.

Il genio comico napoletano di Francesco Paolantoni trova qui la sua realizzazione perfetta, tornando al suo primo amore, il teatro, dopo una lunga ed entusiasmante carriera che lo ha visto in cinema e in televisione, in numerosi spettacoli e film, sempre apprezzato dal grande pubblico.

La commedia, dopo aver girato in tutta Italia, fa ora tappa in Calabria nella prestigiosa rassegna curata dal Centro Teatrale Meridionale, con il patrocinio del Comune di Roccella, del Comune di Locri e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Locri, e co-finanziata dall’Assessorato regionale alla Cultura della Regione Calabria. (rrc)

MENDICINO (CS) – La compagnia Porta Cenere presenta la terza annualità del progetto “Transit”

Si apre il sipario per la terza annualità del progetto “Transit – Transizioni, Specchio, Identità”, a cura della compagnia Porta Cenere con la direzione artistica di Mario Massaro. Questo entusiasmante progetto, finanziato dalla Regione Calabria attraverso il Piano Sviluppo e Coesione, ha già lasciato un segno indelebile nel panorama teatrale portando in scena spettacoli innovativi e coinvolgenti, come “Tenimmoce Accussì”, “Le bureau de Porc”, “I Figli di Babbo Natale”, “Il pesciolino d’oro” e “Le avventure di Giovannino”. Spettacoli che hanno affascinato le giovani menti, consolidando la propria identità come pionieri nell’educazione teatrale per i più piccoli. La chiave del successo? La collaborazione con professionisti del settore e un impegno costante nella formazione degli artisti.

“Transit” non è solo un progetto teatrale, ma un viaggio che ha l’obiettivo di formare gli spettatori di domani, di promuovere la cultura teatrale e contribuire alla crescita culturale e sociale del nostro territorio.

La compagnia Porta Cenere ha dimostrato che con passione, talento e dedizione, è possibile trasformare il teatro in uno strumento di crescita e conoscenza per tutti. Ma le iniziative di Porta Cenere vanno oltre il palcoscenico. “Transit” è anche rete, come dimostra la creazione di “Teatro è scuola Calabria”, una collaborazione tra la compagnia teatrale e diversi istituti scolastici calabresi. Un’opportunità per gli studenti di immergersi nel mondo del teatro attraverso laboratori e spettacoli che stimolano la creatività e la curiosità.

Un altro traguardo significativo è la nascita di uno spazio teatrale dedicato ai più giovani nel cuore di Cosenza, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Spirito Santo. Un luogo dove arte e formazione si fondono, ospitando compagnie nazionali e offrendo laboratori estivi dedicati alle arti.

Ma la visione di Porta Cenere va oltre i confini regionali. Con “Transit”, la compagnia ha portato il teatro di innovazione anche nei piccoli centri, dove l’arte spesso fatica a trovare spazio. Un impegno che ha rafforzato la presenza della compagnia teatrale nella residenza artistica del Teatro Comunale di Mendicino, dando vita alla stagione “Sguardi a Sud”, un mix di tradizione e innovazione che ha conquistato il pubblico.

Infine, occorre citare il progetto “I cinque sensi dell’amicizia”, finanziato dal bando otto per mille della Chiesa Valdese. Un percorso formativo che ha coinvolto gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Mendicino, culminando in una performance prevista nel mese di giugno.

Il direttore artistico della compagnia Porta Cenere Mario Massaro: «Sono estremamente orgoglioso ed emozionato nel presentare la terza annualità del nostro progetto “Transit”. Per la compagnia Porta Cenere, questo percorso artistico e formativo ha rappresentato non solo una sfida, ma soprattutto una missione. Abbiamo sempre creduto nel potere trasformativo del teatro, nella sua capacità di educare, ispirare e unire le persone. Con “Transit”, abbiamo deciso di andare oltre la semplice messa in scena degli spettacoli, puntando su un approccio che unisce formazione, collaborazione e innovazione. Ringrazio coloro che hanno creduto in questo progetto, i nostri partner, gli artisti e, soprattutto, il pubblico che ci sostiene e ci incoraggia ogni giorno». (rcs)

LOCRI (RC) – In scena “Mamma ho perso… l’Aureli”

In scena domani sera, a Locri, alle 21, al Palazzo della Cultura, lo spettacolo Mamma ho perso… l’Aureli! con Emanuela Aureli.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della 30esima Stagione Teatrale della Locride, organizzata dal Centro Teatrale Meridionale, per la direzione artistica di Domenico Pantano. La Stagione si avvale del patrocinio del Comune di Roccella, del Comune di Locri e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Locri, ed è co-finanziata dall’Assessorato regionale alla Cultura della Regione Calabria.

Uno show, scritto dalla stessa Aureli e da Sergio Di Folco, con l’accompagnamento del musicista Giandomenico Anellino, prodotto da GoodMood di Nicola Canonico, in cui la nota imitatrice porterà sul palcoscenico i suoi personaggi più noti.

Con la brillante ironia che la contraddistingue, l’attrice racconta i suoi inizi artistici, il suo percorso professionale e di vita, in un viaggio intessuto dai repentini cambi di voci, dalle espressioni mimiche con le quali riesce velocemente a impersonare le figure che l’hanno resa nota. L’Aureli sembra non essere sola davanti agli spettatori: con lei, cantanti come Albano, Orietta Berti, Mahmoud, Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Vasco Rossi, Loredana Bertè, i Ricchi e Poveri, Noemi, Iva Zanicchi, Patty Pravo, Katia Ricciarelli e tanti altri; ma anche vari personaggi dello spettacolo, della politica, da Mara Venier, Sofia Loren, Maria De Filippi, Barbara D’Urso, Antonella Clerici, Cristiano Malgioglio, fino ad arrivare al Papa e al Presidente Mattarella.

Una voce bellissima, che le permette di cantare con molta maestria ed esibirsi accompagnata dal grande chitarrista Anellino, in uno scambio continuo tra note comiche e musicali, aneddoti, curiosità, e tanta allegria, che trascinano e divertono il pubblico, tra emozioni e risate. 

Una voce bellissima, che le permette di cantare con molta maestria ed esibirsi accompagnata dal grande chitarrista Anellino, in uno scambio continuo tra note comiche e musicali, aneddoti, curiosità, e tanta allegria, che trascinano e divertono il pubblico, tra emozioni e risate.

Emanuela Aureli è un talento dello spettacolo italiano, una verve unica che l’ha fatta notare fin dai suoi esordi ne La Corrida di Corrado; è iniziata così una lunga carriera costellata da successi, che l’hanno resa sicuramente una delle artiste più apprezzate nel suo genere. Una poliedricità che le ha consentito di essere protagonista in numerosi e seguiti programmi televisivi sulla Rai e Mediaset, Domenica In e Buona domenica tra i tanti, ma anche alla radio come conduttrice, e come attrice in film e serie tv. (rrc)

CATANZARO – Al Politeama “Ballata per piccole iene”

In scena domani, alle 18 e alle 21, al Teatro Politeama di Catanzaro, lo spettacolo Ballata per piccole iene, un atto unico unico sulla violenza di genere tratto dal libro “Amori malvagi” prodotto da Confine Incerto e con Anna Macrì.

Lo spettacolo, che rientra nell’ambito della rete dei Teatri Pro.Sa – Professionisti Spettacolo Associati, è una performance di teatro e j’accuse feroce contro il sistema che crea vittima e carnefice in un gioco imposto di ruoli senza via d’uscita se non l’amputazione di una parte di se stesse, una ulteriore violenza all’anima, per una sopravvivenza in un mondo che odia e manda ancora al rogo le donne. La donna che viene rappresentata nello spettacolo non ha nome, età, ruolo sociale, etnia, è tutte le donne che percorrono contro la loro volontà il percorso che un mondo di maschi mostra loro.

È la voce di tutte le donne, poiché la violenza ha un suo “linguaggio” codificato che tutte impariamo in un modo o nell’altro e prima o poi nella vita. “Ballata per piccole iene” è la rappresentazione del male senza veli e senza pietismi. È denudare il dolore senza lacrime, senza misericordia, perché se ne prenda atto coscientemente. È svelare una realtà che nessuno vuole guardare, nella sua completezza, dicotomia, dualità, che punta il dito su mancanze oggettive nel sistema su cui regge la società. Non soltanto, per la prima volta, forse, affronta la violenza dei figli sulle madri, forse il dolore più atroce e insostenibile per una donna che si trova ancora una volta a dover percorrere il calvario del silenzio per amore.

Sempre a firma di Confine incerto, venerdì 19 aprile – matinèe alle 11 e in pomeridiana alle 18 – andrà in scena nella Chiesa di Santa Caterina a Gasperina Dietro il Sud, di e con Emanuela Bianchi.

Un lavoro che nasce dall’esigenza di confrontarsi con una problematica storica del nostro territorio: l’emigrazione, con il vissuto emotivo che accompagna tutti i migranti del mondo. La necessità di conoscenza, di lavoro, di gratificazione, di affetto, di riscatto, di coraggio, la saudaji, la nostalgia intesa come passione del ritorno, la necessità di raccontare. Storie narrate da chi è già partito e mai più tornato e da chi invece ha deciso di narrare la “restanza” benché tanto legata al viaggio lontano dei cari. (rcz)

CATANZARO – Al Politeama in scena “BrechtDance”

In scena domani sera, alle 21, al Teatro Politeama di Catanzaro, BrechtDance, lo spettacolo con la regia di Elena Gigliotti assieme all’attrice Daniela Vitale.

Lo spettacolo, una produzione del gruppo nO (Dance first. Think later), originariamente formato da giovani attori e attrici diplomati presso la Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova, rientra nell’ambito della rassegna Prosa – Professionisti Spettacolo Associati, il progetto promosso dal Teatro Politeama di Catanzaro nell’ambito dei Programmi di distribuzione teatrale, Rete di teatri, con il sostegno della Regione CalabriaUn’indagine sulla solitudine, nato durante lo stato di pandemia all’ interno di Atlantide: una comunità di artisti e artiste che si sono incontrati virtualmente su piattaforme web, e che si sono interrogati sul senso del proprio lavoro durante un periodo complesso come quello emergenziale.

In scena una performer viaggerà attraverso le voci di esseri umani che porteranno in scena la loro verità e la loro storia. Voci di persone anziane, sorde, migranti, senza fissa dimora, bambini, adolescenti, che viaggiano tra memoria, presente e futuro. E c’è la voce di Brecht, che viene da un passato apparentemente lontano ma oggi più che mai vivo.

Così la parola poetica si confonde con la confessione autobiografica, creando un tessuto sonoro e visivo sospeso tra la veglia e il sogno. Il lavoro avrà come punto di partenza l’intervista, basata su un incontro reale, emotivo, che sia anche e soprattutto cura per chi racconta e chi riceve la parola. Il processo creativo si è nutrito di racconti e corpi danzanti, di dialoghi, canzoni, di scambio vivo tra persone tramite mezzi tecnologici, video, fotografia, registrazioni audio per ogni città diverse e, dunque, anche per Catanzaro. Ogni elemento è legato e tessuto insieme alle parole di Brecht, che diventano vita pulsante. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Sold out a Vibo Valentia per il gruppo teatrale “Giovanni Vercillo”

L’attesa era palpabile, l’emozione nell’aria: il Teatro Cinema Moderno di Vibo Valentia ha accolto con entusiasmo l’ennesimo sold out per il Gruppo Teatrale “Giovanni Vercillo” di Lamezia Terme. La compagnia ha partecipato alla prima rassegna teatrale dedicata a Rocco Lico, organizzata dall’associazione Sancostantinese “Rocco Lico”, conquistando il pubblico con la sua commedia esilarante in due atti, “E se poi è vero…?”, liberamente tratta da Peppino De Filippo e diretta magistralmente in vernacolo lametino da Raffaele Paonessa.

La trama della commedia si dipana attorno alla storia di don Vincenzo, un personaggio affascinante e caratterizzato da una superstizione che gli accompagna ogni passo della vita quotidiana. Le vicende si sviluppano con un intreccio irresistibile di situazioni comiche, in cui la superstizione diventa protagonista assoluta, influenzando le scelte e le azioni dei personaggi in modo esilarante. Attraverso dialoghi brillanti e situazioni esilaranti, la commedia offre al pubblico uno spettacolo vivace e coinvolgente, che mescola sapientemente comicità e riflessioni sulla vita e sulle sue stranezze.

Ma non solo la trama ha conquistato il pubblico: il Teatro Cinema Moderno di Vibo Valentia, con la sua bellezza e l’atmosfera suggestiva, ha offerto il palcoscenico perfetto per l’esibizione del Gruppo Teatrale Vercillo. Le luci soffuse, i dettagli architettonici e l’acustica impeccabile hanno contribuito a creare un’atmosfera magica che ha reso l’esperienza teatrale ancora più coinvolgente e memorabile.

La serata è stata una vera e propria festa del teatro, con il pubblico affollato entusiasta di assistere alla performance del Gruppo Vercillo. Ma non è stato solo il numero di spettatori a testimoniare il successo della serata: il palco del Teatro Cinema Moderno ha offerto il contesto perfetto per l’esibizione della compagnia, con la sua bellezza e l’atmosfera suggestiva che ha reso l’esperienza teatrale ancora più coinvolgente e memorabile.
l valore artistico e culturale della compagnia teatrale “Giovanni Vercillo” è innegabile: con dedizione e passione, il gruppo porta in scena produzioni di altissimo livello, arricchendo il panorama teatrale della Calabria con la sua arte e creatività. La regia attenta e la performance impeccabile del cast confermano il talento e la professionalità della compagnia, che continua a conquistare il pubblico con spettacoli di grande qualità e valore artistico.

Il regista Raffaele Paonessa ha colto l’occasione per esprimere profonde parole di gratitudine agli amici provenienti da San Costantino e ai rappresentanti della Fita (Federazione Italiana Teatro Amatoriale) presenti in sala. Con voce commossa, ha ringraziato questi esempi tangibili della passione e della dedizione che la federazione investe in tutta la regione, promuovendo il teatro come luogo di incontro e di condivisione di ruoli e anime. La presenza di tali personalità è stata un chiaro segnale di sostegno e solidarietà verso l’arte teatrale e il suo valore culturale, confermando l’importanza di promuovere e diffondere l’amore per il teatro in ogni angolo della Calabria.

L’esibizione del Gruppo Teatrale “Giovanni Vercillo” al Teatro Cinema Moderno di Vibo Valentia è stata un trionfo di arte, cultura e divertimento. La commedia ha regalato al pubblico una serata indimenticabile, in cui la bellezza del teatro e il talento della compagnia hanno creato un’esperienza unica e coinvolgente, lasciando a tutti il desiderio di rivivere ancora una volta l’emozione del palcoscenico. (rvv)

POLISTENA (RC) – Sabato lo spettacolo “Evviva Maria”

Sabato 13 aprile, a Polistena, alle 18, nella Comunità Luigi Monti, andrà in scena lo spettacolo Evviva Maria – I moti di Reggio Calabria del 1970 e l’assassioni di 5 anarchici, scritto da Ulderico Pesce.

Lo spettacolo è stato promosso dalla Fondazione “Girolamo Tripodi” ed è interpretato da Lara Chiellino, accompagnata per l’occasione dagli interventi musicali di Maria Tramontana e Carlo Trimarchi.

Prima della rappresentazione ci saranno i saluti di Michelangelo Tripodi ,presidente della Fondazione Girolamo Tripodi) e l’intervento di Michelangelo Di Stefano, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia della XVIII Legislatura e autore di diversi libri, tra i quali ricordiamo il recente Il Treno del Sole e i cinque anarchici – L’ombra di Gladio.

Le vicende rievocate da Pesce sono quelle relative aimoti del 1970 a Reggio Calabria, sfociati in una grande rivolta popolare a seguito della decisione di nominare Catanzaro capoluogo di regione, invece di Reggio Calabria, città molto più popolosa.

A circa 54 anni da quelle vicende, Evviva Maria ci offre un approfondimento di verità sui moti di Reggio Calabria, partendo dalla storia di due innamorati vissuti a Reggio nel 1970 e affrontando una delle pagine più misteriose e drammatiche dell’Italia repubblicana.

Insieme ai moti di Reggio, Evviva Maria ripercorre l’attentato al treno “Freccia del Sud”, conosciuto anche come la strage di Gioia Tauro, avvenuto il 22 luglio 1970 nei pressi della stazione di Gioia Tauro che provocò 6 morti e 72 feriti e l’assassinio dei cinque anarchici (Angelo Casile, Franco Scordo, Gianni Aricò, Luigi Lo Celso e Annalise Borth, noti alle cronache come “gli anarchici della Baracca”). Gli anarchici furono uccisi nella notte del 26 settembre 1970 in un misterioso incidente provocato da due camionisti assoldati dal principe nero Junio Valerio Borghese, sull’autostrada del sole nei pressi di Ferentino, mentre si trovavano in viaggio verso Roma per consegnare a persone competenti materiale di denuncia riguardante proprio la Strage di Gioia Tauro e i contestuali fatti della Rivolta di Reggio Calabria (documenti che non sono  mai stati ritrovati).

Entrambi gli episodi furono frettolosamente archiviati dalla Magistratura come “incidenti”, invece oggi sappiamo che quei fatti definiti “incidenti” furono, viceversa, veri e propri “attentati” con cui si mirava a destabilizzare l’ordine sociale con quella che fu chiamata la strategia della tensione, con la quale pezzi dello Stato, organizzazioni neofasciste, servizi deviati, mafia, ecc. puntavano a conquistare l’Italia con la forza.

Insomma ci sono tutti gli elementi per assistere ad uno spettacolo di grande qualità e di forte intensità. (rrc)

CATANZARO – In scena “Il Treno delle Meraviglie”

In scena domani sera, al Teatro Politeama di Catanzaro, alle 21, Il Treno delle meraviglie,  prodotto daAetherium Theatrical Company, con la firma della regista e coreografa Marina Rulli.

Una messinscena unica e originale, una carrozza magica su cui gli spettatori potranno fare un viaggio nel tempo, incontrando personaggi sospesi tra realtà e fantasia. I bambini saranno attratti e divertiti da fate, unicorni, maghi e storie come quella di Alice, gli adolescenti avranno modo di vedere con occhio diverso personaggi come Einstein e Rosen, Louis Carrol o Tesla, mentre gli adulti saranno in grado di trarre spunti di riflessione sulla scienza e sull’evoluzione di usi e costumi nei secoli.

Tutti chiamati a cogliere, fino all’ultimo, la particolare la pienezza della storia, con una colonna sonora originale composta su misura. Altro punto cardine delle coreografie, sarà l’ormai naturale utilizzo della Lingua dei Segni. Essendo la danza il linguaggio non verbale per eccellenza nelle arti, non poteva non affiancarsi e fondersi con la LiS o l’AsL come forma più pura di comunicazione universale. (rcz)