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Il contributo dei giovani per la rinascita di Reggio e della Calabria

di MARIO NASONE – La città di Reggio si stava preparando alla nuova tornata elettorale senza grandi entusiasmi, scandita dai vecchi riti della politica, del toto sindaco e delle curiosità sui candidati delle varie liste, quando la scena cittadina ha visto l’irrompere di una novità che si è presa la scena. Una nuova rete giovanile, il Forum delle idee 2013, ha convocato in piazza Italia, l’agorà cittadina, istituzioni e cittadini per presentare, dopo un anno di lavoro, una serie di proposte elaborate da otto tavoli tematici per dire la loro sulla Reggio del futuro che volevano, in grado di dare risposte alle attese dei giovani. Un movimento nato dal basso, composto da circa duecento giovani, senza padrini politici e senza sponsor, con un filo rosso che ha messo insieme giovani che hanno scelto di rimanere nonostante tutto, altri che devono decidere se restare, con uno sguardo anche a coloro che potrebbero ritornare. Un programma ambizioso ma corroborato da un serio lavoro di ricerca, sintetizzato in venticinque proposte su lavoro, ambiente, trasporti, cultura, welfare, ecc. Azioni possibili già sperimentate in altre città.

L’altra novità politica è stata quella del metodo che hanno scelto. Scartato il classico incontro con i candidati a sindaco con la proposta di sottoscrizione del loro dossier (che in genere tutti i candidati firmano tranquillamente), hanno illustrato le loro proposte ai quattro candidati a sindaco, i quali hanno semplicemente ascoltato diligentemente senza intervenire. Al di là delle proposte il messaggio che è stato lanciato, in un momento storico in cui prevalgono i segnali di rassegnazione o peggio i cattivi esempi da parte degli adulti, è stato l’invito a mettersi in discussione a chiedersi cosa significa fare spazio ai giovani, come evitare di strumentalizzarli o blandirli con promesse elettorali e renderli invece protagonisti?

Il primo passo che coinvolge tutti è il vero ascolto, da utilizzare in tutte le occasioni per facilitare la loro partecipazione attiva in famiglia, nella scuola, nella chiesa e per questo servono adulti che si mettano in connessione e li aiutino a fare uscire fuori i loro bisogni e soprattutto  i loro sogni.

Una Reggio nuova può nascere solo se si riuscirà a stipulare  un patto intergenerazionale tra adulti e giovani che decidono di camminare insieme abbandonando la logica del lamento per costruire percorsi di cambiamento iniziando dalle piccole cose. Educandosi a vicenda e proponendo la bellezza della partecipazione, dell’assunzione di responsabilità. Anche sul tema del lavoro formandosi e scegliendo quando possibile di fare impresa senza aspettare che arrivino opportunità. Su questo tante proposte interessanti e concrete contenute nel dossier per incentivare la scelta della restanza.                                               Prendendosi cura della città, dell’ambiente, riscoprendo la bellezza dei nostri territori, delle relazioni sociali, sperimentando l’esperienza dell’associazionismo sportivo, culturale, ambientale, religioso, di volontariato. Vivendo luoghi alternativi al mondo digitale dove  si possono coltivare amicizie reali e non virtuali

Il messaggio centrale del Forum dei giovani è quello del protagonismo, come se avessero raccolto l’invito di don Italo Calabrò da grande educatore che  invitava i giovani a non delegare la propria vita. Proprio due mesi di morire al liceo Vinci diceva agli studenti, la città è vostra, invitava a lottare con la non violenza per i propri diritti al lavoro, ad una scuola adeguata, all’impegno per gli ultimi.

In tutto questo centrale è il rapporto con la politica e con i consessi elettivi dove si decide la qualità della vita dei cittadini. I dati sull’astensionismo che riguardano soprattutto i giovani,  sono frutto di disinteresse, lontananza, sfiducia verso una classe dirigente di destra e di sinistra che ha fallito,  al di là della credibilità e dell’impegno di singole personalità. Prevale la logica dei favoritismi, della lottizzazione, dell’amichettismo come si dice oggi a scapito del merito e delle competenze di cui i vari schieramenti politici si accusano a vicenda e che utilizzano quando governano a piene mani.

Se questo è il modello di politica che si pratica come può attrarre i giovani? Peggio ancora quando tende a coinvolgerli attraverso promesse di favori e opportunità ad esempio di lavoro e di altre prebende, in un contesto sociale debole e esposto al ricatto del voto di scambio. Anche le nuove indennità previste per assessori e soprattutto per i consiglieri comunali rischiano di fare diventare posti di lavoro quelli che dovrebbero essere funzioni di servizio.

Il problema, quindi, non sono i giovani ma una classe politica che, se non li vuole definitivamente perdere, deve avviare una vera e propria rivoluzione mettendo al centro il bene Comune anche sacrificando le appartenenze, aprendo le porte del palazzo ai giovani e a tutti coloro disponibile senza chiedere contropartite, a dare un contributo, comitati di quartiere, associazioni, parrocchie, scuole

I candidati a sindaco sono disposti a fare questo? Ad esempio, con i giovani dopo avere ascoltato le loro proposte e a prendere impegni concreti? Iniziando con alcune scelte a costo zero, come la previsione di un assessorato alle politiche giovanili, la costituzione delle consulte con l’impegno a chiedere il loro parere obbligatorio sulle delibere che li riguardano come avviene ad esempio nel comune di Parma. Se vogliamo, come diceva Italo Falcomatà, fare innamorare i reggini e soprattutto i giovani della loro città, serve una bella politica che la aiuti a rialzarsi, che abbandoni lamenti, malgoverno, collusioni con la criminalità, logiche di potere e di interessi e non mendichi con la regione e il governo nazionale   quelli che sono invece diritti e rispetto. Con il  tema della disuguaglianza che l’autonomia differenziata farà aumentare e che dovrebbe diventare un impegno trasversale  per contrastarla della classe nostra classe politica. Per i giovani del Forum la sfida è doppia, riuscire intanto a continuare nel tempo  salvando  unità ed autonomia e cercare di coinvolgere più giovani possibili. 

La sera di sabato tornando a casa da piazza Italia vedevo altri giovani, che  mentre i loro coetanei animavano piazza Italia affollavano i locali della movida reggina. Riuscire a coinvolgerli in questi percorsi di protagonismo potrebbe dare a loro ad al movimento una  ulteriore occasione di crescita. (mn)

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