Inaugurato a Reggio allo Stadio comunale l’anno scolastico

È con l’evento “Reggio guarda avanti, mettendo al centro la scuola e i ragazzi” che lo scorso 30 settembre, allo stadio “Oreste Granillo”, si è inaugurato l’anno scolastico a Reggio Calabria.

Il grande evento, promosso dall’Amministrazione comunale e dalla Città Metropolitana, è stata una giornata  non di semplice apertura dell’anno scolastico, ma un momento simbolico attraverso cui costruire un concreto patto di corresponsabilità tra istituzioni, scuole, studenti e famiglie. Da qui l’idea del motto “Reggio guarda avanti”, espressione di una precisa volontà fortemente voluta dal Sindaco: porre la scuola al centro della governance della Città, perché nessun progetto di crescita civile, sociale ed economica può prescindere dalle giovani generazioni.

La scelta dello Stadio Granillo poi, non è stata affatto casuale: luogo fortemente identitario, diventerà ancor di più il simbolo di una città che, partendo dal presente, vuole guardare al futuro, unendo i valori dello sport, dell’educazione, dell’impegno, del rispetto, della solidarietà e della legalità.
Un’iniziativa che ha visto il coinvolgimento attivo dell’Assessore comunale all’Istruzione Filomena Iatì e dell’Europarlamentare Giusi Princi. L’evento si inserisce, infatti, nel solco dei principi fondanti dell’Unione Europea: democrazia, libertà, solidarietà, inclusione e partecipazione.
Protagonisti assoluti sono stati ragazze e ragazzi delle scuole reggine e degli Istituti secondari di secondo grado dell’area metropolitana, ai quali il Comune, d’intesa con l’ATAM, che ha garantito il transfer dalla stazione allo stadio. I ragazzi hanno animato la mattinata con esibizioni musicali e artistiche.
Presenti le massime autorità politiche, civili, militari e religiose, i sindaci dell’Area Metropolitana, ma soprattutto l’intera comunità scolastica e le famiglie. Per un giorno lo Stadio Granillo è diventato la grande casa della scuola reggina: un luogo di festa, condivisione e appartenenza, per affermare insieme che investire nell’educazione significa investire in una società civile migliore.

A Reggio concluso il Calabrie FES Festival

È con l’incontro “Edgar Morin: pensare la morte per comprendere la vita” che si è chiuso, allo Spazio Open di Reggio, il Calabrie FES Festival, il percorso promosso dall’Osservatorio Da Sud, insieme a Spazio Open, Med Media e al quotidiano CULT (Cultandsocial.it).

Al centro della terza e ultima giornata il pensiero di Edgar Morin, affrontato da Annamaria Anselmo, docente di Storia della Filosofia e di Storia e Filosofia della Complessità all’Università di Messina e tra i fondatori del Centro Studi di Filosofia della Complessità “Edgar Morin”.

«Morin inizia una riflessione di tipo epistemologico partendo dalla morte, o meglio dalla relazione tra l’uomo e la morte – ha spiegato Anselmo –. Studiando questo problema da punti di vista diversi, dall’antropologia alla sociologia, dalla biologia all’etnologia e alla religione, comprende che l’essere umano è multidimensionale e non può essere studiato attraverso un’unica disciplina».

Da qui nasce l’idea di un sapere capace di mettere in relazione le diverse discipline, contro la progressiva specializzazione dei saperi. «Tendiamo a isolare il nostro oggetto di studio, a decontestualizzarlo e a recidere le relazioni tra i diversi livelli della realtà. Ma così rischiamo di non comprendere neanche ciò che stiamo studiando e di non riuscire a salvaguardare le relazioni umane, che sono la cosa più importante».

Nel suo intervento, Anselmo ha ricordato come proprio la morte costituisca il primo oggetto di studio di Morin, entrato nel 1951 al CNRS, il Centro nazionale della ricerca scientifica di Parigi, come sociologo. «L’uomo e la morte è il suo primo contributo. Ma perché la morte? Perché Morin si confronta precocemente con la contraddizione della vita e questa esperienza lo accompagnerà nella costruzione del suo pensiero della complessità».

Per Morin, ha spiegato ancora Anselmo, confrontarsi con la morte significa anche imparare a vivere dentro l’incertezza, le crisi e le contraddizioni. «Morin è un agnostico, non crede in una religione della salvezza, ma salva molto la spiritualità. Capisce che guardare alla morte aiuta a comprendere come dobbiamo vivere».

La riflessione ha toccato anche l’immaginario prodotto dall’uomo nel confronto con la finitudine: miti, divinità, idee dell’aldilà e rappresentazioni della vita dopo la morte. Elementi che, secondo la lettura proposta da Anselmo, fanno parte della complessità dell’essere umano e non possono essere semplicemente espunti dal campo della conoscenza.

La giornata conclusiva ha completato il percorso avviato il 22 settembre con Marco Guzzi, filosofo e poeta, fondatore del movimento Darsi Pace, autore dell’intervento “La morte e la rivoluzione”. Il 23 settembre, a Spazio Open, era stata invece la volta di Fra Frederic Vermorel, eremita diocesano del Monastero di Sant’Ilarione di Gaza a Caulonia, con “Signore dà a ciascuno la sua propria morte”, introdotto da Giuseppe Licordari.

Tre prospettive diverse – filosofica, religiosa e legata al pensiero della complessità – unite dalla riflessione sulla finitudine.

«Abbiamo visto la morte da tre punti di vista totalmente diversi, che però si intrecciano – ha sottolineato Gianni Votano, portavoce dell’Osservatorio Da Sud e coordinatore organizzativo del festival –. Abbiamo parlato di rivoluzione con Marco Guzzi, della spiritualità eremitica basiliana con Frederic Vermorel e, oggi, del pensiero di Edgar Morin, grande filosofo agnostico ma aperto al mistero».

A sorprendere gli organizzatori è stata soprattutto la partecipazione del pubblico. «Contrariamente alle previsioni, parlare di morte in modo corretto, confrontarsi con la morte e con la sua dimensione ha attirato tante persone. Tutte e tre le giornate sono state seguite da un pubblico numeroso e attento, che ha posto domande importanti».

Con la giornata dedicata a Morin si chiude dunque la prima articolazione annuale del Calabrie FES Festival, acronimo di Filosofia, Economia e Storia, nato con l’obiettivo di affrontare le grandi questioni contemporanee attraverso un approccio integrato.

Il percorso era iniziato il 4 e 5 febbraio 2026 con la sessione storica, “Lo spartiacque della Calabria: il 1783 e i grandi terremoti”, per poi proseguire il 22 giugno con la sessione economica, dedicata al tema “Quale speranza per l’Europa? Tra crisi, venti di guerra e nuove povertà”, con Gabriele Guzzi e Pasquale Tridico.

E il Festival guarda già al futuro. «C’è già in cantiere l’edizione del 2027 – ha annunciato Votano – e sono in programmazione le sessioni Economia, Storia e Filosofia. Per il prossimo anno abbiamo già ricevuto l’interesse di importanti realtà a livello nazionale e, molto probabilmente, la seconda edizione vedrà partenariati prestigiosi, anche con festival di filosofia». 

Dalla storia all’economia, fino alla filosofia: il Calabrie FES chiude così il suo primo percorso annuale lasciando aperta la riflessione sulle grandi questioni del presente e dando appuntamento al 2027. (rrc)

A Reggio la mostra documentaria sull’arcivescovo Alessandro Tommasini

Questo pomeriggio, alle 17.30, nella  nella sala “Mons. Ferro” della Curia Arcivescovile di Reggio, sarà presentata la Mostra documentaria: “Mons. Alessandro Tommasini Vescovo di  Oppido (1792-1818), Arcivescovo di Reggio Calabria(1818-1826)” promossa dalla Arcidiocesi di  Reggio Calabria- Bova e dalla Prepositura della Basilica Cattedrale in collaborazione con  l’Archivio Storico Diocesano, in occasione del bicentenario della morte del presule reggino. 

L’evento si svolge in due momenti: alla prima parte con gli interventi di mons. Pietro Sergi, vicario  episcopale per la cultura, mons. Demetrio Sarica, prevosto della Basilica Cattedrale, del prof.  Renato Laganà, e di padre Pasquale Triulcio, direttore dell’Archivio Storico Diocesano, segue la  inaugurazione della Mostra vera e propria allestita nella Galleria dell’Auditorium. 

A chiudere l’evento commemorativo sarà la Celebrazione della S. Messa nella Basilica Cattedrale  “Maria Ss. Assunta” alle ore 19. 

L’arcivescovo Alessandro Tommasini è stato l’unico arcivescovo reggino degli ultimi secoli. nato a  Diminniti il 9 febbraio 1756, è stato molto attivo nel periodo della ricostruzione di Reggio e di  Oppido dopo il devastante terremoto del 5 febbraio 1783. Nominato dapprima vescovo della Diocesi  di Oppido Mamertina nel 1792, vi rimase per 26 anni ed ancora oggi è vivo il suo ricordo legato  alla ricostruzione della città e al suo apostolato fra la gente in quel periodo di grande difficoltà.  

Il suo episcopato a Reggio iniziò nel 1818 e durò 8 anni, sino alla morte avvenuta il 18 settembre  1826. Furono anni intensi in cui si spese instancabilmente per completare la ricostruzione della  Cattedrale facendo realizzare anche alcune opere d’arte tuttora presenti. A lui si deve la fondazione  della Biblioteca pubblica in città e l’istituzione della provincia reggina. Fu un pastore molto amato  dal suo popolo, al quale era sempre vicino nelle necessità spirituali e materiali, ed il suo ruolo fu  determinante nella storia religiosa, culturale e sociale del territorio reggino. 

Domani a Reggio l’incontro “Donne protagoniste della Rivoluzione Partenopea del 1799”

Domani sera, al Chiostro San Giorgio della Chiesa degli Artisti di Reggio, si terrà l’incontro “Donne protagoniste della Rivoluzione Partenopea del 1799: una Rivoluzione al Femminile”, promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria e la Chiesa degli Artisti di Reggio Calabria, in collaborazione con la Deputazione di Storia Patria per la Calabria. 

Introducono la manifestazione: don Antonio Cannizzaro, sacerdote di San Giorgio al Corso, Tempio della Vittoria; Giuseppe Caridi, scrittore, già Ordinario di Storia Moderna dell’Università di Messina, Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, componente del Comitato Scientifico del CIS della Calabria; Loreley Rosita Borruto, Presidente del CIS della Calabria. Relazione e intervento centrale del Prof. Alfredo Focà – Già/Prof. Ordinario di Microbiologia presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catanzaro e componente del Comitato Scientifico del CIS della Calabria. L’intervento del Prof. Focà, arricchito dalla proiezione di slide, approfondirà il ruolo fondamentale e spesso poco riconosciuto delle donne nella Repubblica Napoletana del 1799. La Repubblica Napoletana del 1799 ha rappresentato uno dei momenti più alti, significativi e tragici dell’Illuminismo italiano. Per la prima volta nella storia della penisola, numerose donne abbandonarono i tradizionali ruoli domestici per farsi attive promotrici, ideatrici e persino martiri degli ideali di libertà e democrazia. (rrc)

Il sindaco Cannizzaro affida Reggio Calabria alla Madonna della Consolazione

Nella Cattedrale di Reggio Calabria, il sindaco Francesco Cannizzaro ha pronunciato il tradizionale discorso in occasione della consegna del cero votivo alla Madonna della Consolazione, Patrona della città.

Nel suo discorso, Cannizzaro ha parlato di fede, identità, memoria e impegno istituzionale, oltre che affrontare anche i temi delle fragilità sociali, delle periferie, della legalità, dei giovani e del futuro di Reggio Calabria.

Nel discorso iniziale, il primo cittadino ha dato il suo benvenuto a Monsignor Edgar Peña Parra, la cui presenza «qui tra noi, in una giornata così profondamente radicata nella storia, nella fede e nell’identità del popolo reggino, ci onora e rende ancora più solenne questo momento; ci fa percepire la vicinanza del Santo Padre, e Le chiedo di portare a lui il saluto affettuoso e devoto di questa comunità, insieme alla richiesta della sua benedizione per la nostra amata Terra».

Non è mancato, poi, il saluto ai Portatori della Vara, «le spalle su cui Reggio poggia la sua devozione, la sua storia e il suo cuor», ha detto Cannizzaro, dicendosi emozionato ed onorato nel consegnare con «profondo spirito identitario» il cero votivo alla Madonna.

«Lo faccio con emozione, con profondo spirito identitario e con il carico di una responsabilità importante, che è quella dell’intera comunità che rappresento – ha spiegato –. Anzi, preferisco dire rappresentiamo, al plurale, considerandoci tutti piccolo tassello di un’unica entità. Davanti alla nostra Patrona non c’è un singolo uomo, non c’è una singola parte: ci siamo tutti, l’Amministrazione, le istituzioni, le forze sociali, le associazioni, le tante realtà che compongono la nostra comunità».

Nel suo discorso Cannizzaro ha parlato di maternità, sottolineando come «la Madre si prende cura dei suoi figli, così noi siamo chiamati a prenderci cura di Reggio, dei suoi spazi, dei suoi quartieri, delle persone che la abitano, delle sue potenzialità e dei suoi problemi. Perché una città si ama con devozione, come si ama una madre: con gratitudine per ciò che ci ha donato e con la responsabilità di restituirle ciò che le dobbiamo».

Un pensiero, poi, è stato rivolto alle persone con disabilità e alle loro famiglie: «Una città è davvero una città di tutti quando nessuno è costretto a chiedere il permesso per viverla, attraversarla, incontrarsi, partecipare. Quando l’accessibilità non è un’eccezione, ma una condizione normale della vita quotidiana. Perché nessuno deve sentirsi ai margini della propria città, né emotivamente né logisticamente», per poi parlare delle periferie, ricordando l’esempio dell’arcivescovo Fortunato Morrone, che ha voluto iniziare il suo ministero reggino nelle periferie, esattamente ad Arghillà.

«Siamo convinti che una comunità si misuri da come si prende cura dei suoi margini… Il futuro della nostra città passa da lì non meno che dal centro storico», ha ribadito Cannizzaro, parlando poi della legalità, «che non è soltanto rispetto delle regole, ma è il fondamento della convivenza civile e della libertà di una comunità. Una città è più solida quando la legalità diventa cultura quotidiana, quando il rispetto delle regole cammina insieme al rispetto delle persone e quando le istituzioni, con il loro esempio, costruiscono comunità. Alle istituzioni spetta una responsabilità grande: essere presenti, credibili, vicine alle persone; amministrare con trasparenza e con senso del dovere, perché ogni cittadino possa riconoscersi nelle istituzioni e tornare ad avere fiducia in esse. In questo compito, ovviamente, non siamo soli».

Cannizzaro poi, ricorda come tra due anni «il 2 settembre 2028, celebrerà il centenario della sua consacrazione. Dobbiamo ricordarci che questo tempio è nato dalle macerie del terremoto del 1908: i nostri padri, in una città ferita e piegata, ebbero il coraggio di ricostruire, e di farlo guardando lontano».

«Questa Cattedrale – ha sottolineato – è il simbolo della rinascita di Reggio, ma sappiamo bene che la ricostruzione non è un’opera che si compie una volta per sempre. Reggio ha bisogno di una ricostruzione continua: dei suoi spazi, dei suoi servizi, ma – prima ancora – del suo tessuto sociale e morale. È un compito che dobbiamo affrontare con lo stesso coraggio dei nostri padri, con fiducia, speranza, entusiasmo, senza mai lasciarci vincere dalla rassegnazione. Ricostruire significa anche servire il bene comune».

«Alla nostra Patrona affidiamo il futuro di questa città. Un futuro che non può essere soltanto atteso, ma che dobbiamo avere il coraggio di costruire. Reggio ha davanti a sé una stagione nuova: l’università, le infrastrutture, il turismo, la capacità di attrarre investimenti e nuove opportunità. Ma dietro ogni progetto, dietro ogni opera, dietro ogni scelta amministrativa, ci sono persone, famiglie, giovani che chiedono alla propria città una ragione in più per restare, per tornare, per costruire qui il domani», ha detto infine. (rrc)

Trasporto scolastico straordinario, Comune di RC garantisce la continuità del servizio gratuito e la tutela delle famiglie

Il Comune di Reggio, guidato dal sindaco Francesco Cannizzaro, interviene sul servizio straordinario di trasporto scolastico con un provvedimento d’indirizzo mirato a rispondere alla piena tutela del diritto allo studio. A seguito delle verifiche di vulnerabilità sismica condotte nell’ambito del “Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di Reggio Calabria – Scuole belle e sicure” eseguite negli anni precedenti su 23 plessi e della conseguente chiusura di 9 scuole cittadine decretata nel settembre 2024 (Ordinanza Sindacale n. 81/2024), l’Ente già negli anni precedenti aveva attivato un servizio straordinario di trasporto per limitare i disagi logistici subiti dalla popolazione scolastica, introducendo in via eccezionale un regime di gratuità.

E l’Amministrazione Cannizzaro intende salvaguardare questo principio di gratuità per le famiglie, garantendo una copertura totale dei costi, attraverso l’impiego dei fondi dedicati al diritto allo studio tramite la Città Metropolitana.

Sebbene il quadro delle strutture scolastiche resti critico, infatti, questa Amministrazione, che ha ereditato questa situazione già determinata dalla chiusura dei 9 plessi, ha scelto di compiere un ulteriore sforzo, garantendo anche per quest’anno il servizio di trasporto scolastico. Una scelta compiuta nella consapevolezza che si tratta di una risposta necessaria, ma non risolutiva, e che rappresenta un sostegno concreto alle famiglie in attesa di un più ampio e definitivo intervento sulle strutture scolastiche.
Come confermato dalla nota del Settore “Grandi Opere – Programmazione LL.PP.” (prot. n. 216690 del 27/08/2026), infatti, permangono tuttora le condizioni di indisponibilità dei plessi in attesa della definizione degli interventi necessari al loro ripristino. Tale situazione costringe numerosi alunni a frequentare anche per l’A.S. 2026/2027 sedi alternative, distanti dal proprio bacino territoriale di riferimento.

Poiché tale trasferimento forzato comporta un rilevante gravame logistico ed economico sulle famiglie per cause ad esse non imputabili, l’Amministrazione ha inteso confermare l’intero impianto del servizio straordinario gratuito – mantenendo inalterati tragitti, fermate ed elevati standard di sicurezza – per evitare qualsiasi interruzione o disagio alla ripresa delle lezioni.

“L’obiettivo dell’Amministrazione Cannizzaro – spiega l’Assessore Filomena Iatì – è restituire agli studenti sedi scolastiche sicure e adeguate, attraverso una programmazione seria, senza continuare a rincorrere le emergenze. Nel frattempo, garantire il trasporto significa tutelare il diritto allo studio e non lasciare sole le famiglie. Perché sulla scuola nessuno deve restare indietro”. (rrc)

Bande musicali escluse dalle Feste mariane, la minoranza: «Si cancella una tradizione della città»

I consiglieri di minoranza a Palazzo San Giorgio di Reggio Calabria ritengono l’esclusione delle bande musicali dalle Feste Mariane «grave e incomprensibile».

«La Festa della Madonna della Consolazione – aggiungono – è uno degli appuntamenti più importanti della nostra città, una ricorrenza profondamente radicata nella storia e nell’identità di Reggio. In questo contesto, le bande musicali cittadine rappresentano una parte fondamentale della nostra tradizione e della nostra cultura popolare».
«Non possiamo accettare – incalzano gli esponenti del centrosinistra – che realtà che da anni, e spesso da generazioni, contribuiscono a mantenere viva questa tradizione vengano improvvisamente messe da parte».
«Per questo motivo – ribadiscono dai banchi dell’opposizione – chiediamo con forza all’Amministrazione comunale di fare immediatamente chiarezza su quanto accaduto e di assumersi la responsabilità di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. Chiediamo al sindaco e alla giunta di convocare subito i rappresentanti delle bande cittadine, ascoltandone le ragioni e individuando, senza ulteriori perdite di tempo, soluzioni che consentano di garantire la loro partecipazione ai festeggiamenti. Al contrario, ci troveremmo di fronte al primato di dover celebrare la festa patronale, per la prima volta nella storia cittadina, senza il giusto e radicato accompagnamento musicale».

«Per questo – concludono – come consiglieri comunali sentiamo il dovere di schierarci al fianco delle bande cittadine e di tutte quelle realtà associative che, spesso lontano dai riflettori, lavorano quotidianamente per mantenere viva la cultura e le tradizioni della nostra città. Non possiamo chiedere ai cittadini di essere orgogliosi delle proprie tradizioni e, contemporaneamente, dimenticare chi quelle tradizioni le porta avanti concretamente». (rrc)

A Reggio Le Muse presentano il contest “Iconografia Mariana”

In occasione della Festa della Madonna della Consolazione di Reggio, l’Associazione culturale “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria presenta il Contest “Iconografia Mariana”. 

Il presidente Muse, prof. Giuseppe Livoti, lancia questa nuova proposta che vede come tematica la patrona della città di Reggio Calabria. Lo scorso anno ricorda Livoti abbiamo organizzato nell’ambito dei “Sette Sabati – itinerario in onore della Madonna della Consolazione” che si articolava con momenti in cui i fedeli si sono ritrovati presso l’Eremo per rinnovare il loro affidamento alla Vergine, con arte, musica corale e momenti di riflessione ed una importante iniziativa culturale che si è tenuta proprio all’ingresso della Basilica all’Eremo.

Proprio per questo, nell’ambito degli appuntamenti culturali è stato organizzato per la prima volta un gemellaggio dell’Associazione culturale “Le Muse” di Reggio Calabria insieme all’Associazione Portatori della Vara ed al suo presidente Gaetano Surace come momento ed invito a collaborare  rivolto alla comunità per «onorare Maria Madre della Consolazione, avvocata del popolo reggino». 

Gli artisti reggini contemporanei soci Muse che si erano  confrontati con l’iconografia dell’importante opera sono stati: Margherita Battaglia con la realizzazione della Madonna con Bambino isolandoli dal contesto iconografico, Cristina Benedetto con la resa di una stilizzata e simbolica vara processionale tra elementi floreali, Patrizia Crupi con l’identificazione prospettica con fili pregiati dei luoghi mariani come la Cattedrale e l’Eremo, Emanuela Lugarà con la sovrapposizione dell’immagine canonica del quadro in una lucente cornice digitale, Tina Nicolò e l’iconografia della rappresentazione storica in un luminismo tonante, Francesca Perina e rito della processione in una atmosfera mistica, Grazia Papalia ed il rito del movimento del quadro nel contesto storico ed architettonico dei luoghi.

Ora a distanza di un anno “Le Muse” propongono una Premio Popolare dedicato alla Madonna della Consolazione. Nella pagina -fb Le Muse- sono state pubblicate le opere pittoriche ed a tecnica mista con il nome dell’artista. I like di preferenza serviranno a decretare quale sia la tela più rappresentativa per il popolo reggino e non solo, ma anche per i frequentatori delle pagine facebook. 

Un adattamento ai nuovi tempi conclude Livoti ed al mondo virtuale perché l’arte è inclusiva e parla a tutti così come un like altro non è che una indicazione chiara di un andamento di gusto personale.

L’opera che riceverà più like entro domenica 20 settembre alle ore 24, verrà premiata nella prossime settimane in occasione della presentazione pubblica del nuovo Direttivo Muse che quest’anno festeggia 27 anni di attività. (rrc)

Reggio – L’incontro sul tema “La consolatrice degli afflitti”

Questo pomeriggio, a Reggio, alle 17, nella Sala Giuffrè della Biblioteca De Nava, si terrà l’incontro sul tema “La Consolatrice degli afflitti”, con Padre Giuseppe Sinopoli, frate cappuccino calabrese, che ha ricoperto numerosi e delicati incarichi pastorali, religiosi e culturali nel corso dei suoi oltre cinquant’anni di sacerdozio, deputato Deputazione Storia Patria Calabria nonché autore del prezioso volume “La Madonna della Consolazione, i Frati Cappuccini e il popolo reggino”.

L’incontro sarà introdotto da padre Pietro Ammendola, guardiano del convento dei frati cappuccini, rettore e parroco della basilica Santa Maria Madre della Consolazione di Reggio Calabria. Parteciperà la professoressa  Pina De Felice, responsabile Anassilaos.

I saluti saranno portati dalla dottoressa Daniela Neri, responsabile della biblioteca De Nava e Stefano Iorfida, presidente associazione Anassilaos. Nel corso dell’incontro la dott.ssa Daniela Scuncia leggerà due preghiere di Padre Sinopoli: Preghiera alla Madonna della Consolazione e Inno alla Pace. (rrc)

REGGIO – Presentato l’OptiSud Mediterranean Cup

Si è svolta nella Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Reggio Calabria, la conferenza stampa di presentazione dell’OptiSud – Mediterranean Cup, la manifestazione dedicata alla vela giovanile che porterà in città i migliori giovani talenti italiani della classe Optimist.

Un luogo simbolico per presentare un evento che punta a rafforzare il legame tra Reggio Calabria e il mare. L’incontro, moderato dal giornalista Vincenzo Comi, ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio comunale Federico Milia, dell’assessore comunale Marco Franchini, della presidente del Circolo Velico Reggio Calabria Valentina Colella, del consigliere nazionale FIV Fabio Colella e del presidente del CIP Calabria Antonello Scagliola.

L’11 e 12 settembre, il Lungomare di Reggio Calabria e lo specchio d’acqua antistante l’Arena dello Stretto saranno il teatro della terza tappa dell’OptiSud Mediterranean Cup, con le piccole derive Optimist protagoniste di due giornate di sport, talento e passione.

Una competizione che vedrà sfidarsi giovani velisti provenienti da diversi circoli italiani, con la presenza annunciata anche del campione italiano della classe Optimist.

Fabio Colella: “Il Lungomare sarà una tribuna naturale sulla vela”

Ad aprire gli interventi è stato Fabio Colella, consigliere nazionale della Federazione Italiana Vela e consigliere comunale di Reggio Calabria, che ha evidenziato il valore sportivo e promozionale dell’appuntamento.

“Una bellissima regata si svolgerà l’11 e il 12 settembre nelle acque di Reggio Calabria, è un grande ritorno. Il ritorno della Mediterranean Cup è abbinato all’OptiSud, una manifestazione che abbraccia tutte le regioni del Sud Italia”.

Colella ha sottolineato l’alto livello tecnico della manifestazione:  “Aumenteranno i numeri, ci sarà soprattutto un’ottima qualità. È prevista anche la presenza del neocampione italiano che verrà qui a Reggio Calabria a provare le nostre acque”.

La scelta del periodo delle Feste Mariane non è casuale: “Abbiamo voluto organizzare questa manifestazione durante le feste, in modo tale che tutta la gente possa avvicinarsi al Lungomare e vedere questo spettacolo. Le vele bianche riempiranno il nostro mare”.

Un evento pensato anche per avvicinare i cittadini alla vela:  “Il Lungomare sarà una sorta di balcone, una tribuna naturale dove poter vedere il nostro sport. Avremo tutta la vela giovanile italiana, quella che in questo anno agonistico si è distinta nei campi di regata”.

Valentina Colella: “Reggio Calabria punto di riferimento nazionale”

Grande soddisfazione anche nelle parole di Valentina Colella, presidente del Circolo Velico Reggio Calabria e della VI Zona FIV Calabria-Basilicata.

“È un grande onore essere ancora punto di riferimento nazionale come città di Reggio Calabria e come regione Calabria. Anche quest’anno Calabria Straordinaria ci ha supportato per divulgare maggiormente quella che è l’attività velica nella nostra bellissima Calabria”.

La presidente ha evidenziato il ruolo della manifestazione anche nella crescita dei giovani atleti.

“Avremo degli osservatori federali presenti sui gommoni che seguiranno l’evolversi di queste giovani generazioni del Sud Italia, tutte concentrate a Reggio Calabria”.

Sul rapporto tra lo Stretto e la vela, Colella ha aggiunto:  “Di solito non si fanno previsioni perché il velista è molto scaramantico. Reggio Calabria però non ha mai tradito e non ha mai deluso. Anche questa volta ci aspettiamo di essere protetti da Eolo”.

Milia: “Reggio deve sfruttare il 100% delle sue potenzialità”

Il presidente del Consiglio comunale Federico Milia ha collegato l’evento alla visione di una città capace di ospitare grandi appuntamenti nazionali e internazionali.

“Anche questa iniziativa va nell’ottica che tutta l’amministrazione, a partire dal sindaco Francesco Cannizzaro, vuole dare all’impostazione della città: non essere più vista come una città di periferia o di provincia, ma come una delle principali città d’Italia”.

Per Milia la strada è quella di puntare sulle proprie risorse. “Non dobbiamo aspettare che venga qualcuno dall’altra parte d’Italia a dirci che siamo pronti. Dobbiamo essere noi a voler alzare il tiro”.

Un ruolo centrale viene riconosciuto proprio al mare: “Parliamo di sport del vento, come in questo caso, e di discipline che trovano nel nostro territorio condizioni geografiche e ambientali uniche. Siamo molto fortunati, dobbiamo essere bravi a sfruttare questa fortuna. Fino a oggi abbiamo utilizzato una piccola parte delle nostre potenzialità, dobbiamo arrivare a sfruttarle al massimo”.

Franchini: “La vela può essere un motore per il turismo”

L’assessore comunale Marco Franchini ha evidenziato le ricadute positive che eventi di questo tipo possono generare sul territorio.

“Sono iniziative importanti che devono essere diffuse. Non può esserci solo un’iniziativa come questa. Ringrazio il Circolo Velico, ma una città di mare come Reggio deve portare il meglio anche dal punto di vista delle competizioni nazionali”.

Secondo Franchini, lo Stretto rappresenta una risorsa naturale per gli sport nautici.

“Reggio può essere considerata una palestra unica per quanto riguarda gli sport nautici, soprattutto per le condizioni del vento e delle correnti”.

L’assessore ha poi collegato la vela alla strategia turistica della città:  “È qualcosa di veramente importante per destagionalizzare il turismo e creare qualità”.

Non solo sport, ma anche cultura del mare:  “Gli sport nautici significano attenzione al mare, pulizia delle coste e gestione etica dei comportamenti. Può essere davvero un salto culturale per la città”.

Scagliola: “Presto una tre giorni paralimpica di vela”

Nel corso della conferenza è intervenuto anche Antonello Scagliola, presidente del CIP Calabria, annunciando nuovi progetti dedicati alla vela paralimpica.

“Non stiamo scaldando i muscoli, ci stiamo preparando attraverso queste iniziative straordinarie verso quello che sarà il programma invernale e primaverile per la città”.

Scagliola ha poi annunciato:  “In Calabria c’è il campione italiano paralimpico. In giunta abbiamo deliberato un progetto affinché ci sia una tre giorni paralimpica di vela. Abbiamo finalmente le barche anche qui a Reggio Calabria e faremo dei match race paralimpici, qualcosa che fino a qualche tempo fa era impensabile”.

Con la presentazione nella Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio prende dunque il via il percorso verso un appuntamento che vuole trasformare lo Stretto in un grande campo di regata naturale, con il Lungomare pronto ad accogliere atleti, famiglie e appassionati.

Due giorni di sport e spettacolo, con le vele dei giovani protagonisti davanti alla città e a uno dei panorami più suggestivi del Mediterraneo. (rrc)