REGGIO – Al via le prevendite per la Partita della Solidarietà

Ha preso il via la prevendita dei biglietti per la Partita di Solidarietà tra Reggina 1914 – Pallacanestro Viola e la Reggio Calabria Bic, in programma il 13 dicembre al Palacalafiore di Reggio Calabria.

Il ricavato sarà devoluto per sostenere i progetti a favore dei bambini e dei ragazzi sostenuti attraverso i Programmi e Villaggi Sos in Italia, e per supportare l’Hospice di Reggio Calabria.

SOS Villaggi dei Bambini è parte del network di SOS Children’s Villages, la più grande Organizzazione a livello mondiale impegnata da oltre 70 anni affinché i bambini e i ragazzi che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, concretizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente. È presente in 138 Paesi e territori, dove aiuta oltre 1 milione di persone tra bambini, bambine, ragazzi, ragazze e le loro famiglie.

In Italia promuove i diritti di oltre 39.000 bambini e giovani e si prende cura di oltre 700 persone tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi momenti di disagio. Lo fa attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, rispettivamente a Trento, Ostuni (Brindisi), Vicenza, Saronno (Varese), Mantova, Torino, Crotone e Milano. (rrc)

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REGGIO – Il convegno “La stazione ferroviaria e la città”

Oggi alle 15, nella sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Reggio Calabria, è in programma il convegno La stazione ferroviaria e la città, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri in collaborazione con Cifi (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani) e Ordine degli Architetti della Provincia di Reggio Calabria.

All’iniziativa partecipa anche la Camera di Commercio di Reggio Calabria, attesa la rilevanza dei temi trattati per lo sviluppo economico del territorio.

Al seminario parteciperanno Francesco Foti (Presidente Ordine Ingegneri), Ilario Tassone  (Presidente Ordine Architetti), Felice Lo Presti (Preside sezione Cifi Reggio Calabria), Antonino Tramontana (Presidente Camera di Commercio), Massimo Gerlini (CIFI), Ugo Pannuti (ICMQ), Sivia Vanfiori (RFI – Direzione Stazioni), Giulia Soriero (RFI – Direzione Stazioni), Silvia Ripa (RFI – Direzione Stazioni), Valerio Giovine (Segretario Generale CIFI)

Le attuali dinamiche di sviluppo della società stanno comportando, in maniera sempre più importante, una pluralità di effetti sui trasporti, che rendono necessaria una riformulazione degli ambiti urbani per soddisfare le aspettative degli utenti contemporanei.

Il tendenziale aumento della domanda di trasporto di passeggeri e merci, associato alle questioni globali in materia di cambiamenti climatici, determina maggiore pressione al mondo del trasporto ferroviario, che si trova ad assumere nuovi ruoli nella quotidianità urbana.

In questo contesto,  la stazione, ponendosi come elemento di connessione tra la rete ferroviaria e la città, assume un ruolo chiave nello sviluppo e nella gestione del territorio, non solo per la centralità della localizzazione e l’inserimento nel tessuto urbano consolidato, ma anche per la specificità tipologica, per la struttura in termini di spazi e ruoli, nonché come punto di partenza di processi di ristrutturazione urbana in cui la mobilità sostenibile diventa elemento cardine nei processi di trasformazione sociale, tecnologica e culturale del territorio.

I temi del convegno riguarderanno  lo sviluppo storico delle stazioni,  le linee strategiche recentemente definite da RFI per adeguare le stazioni alle funzioni loro richieste dall’evoluzione tecnologica, sociale e culturale e illustreranno gli  strumenti a disposizione dei progettisti per la misura della sostenibilità degli interventi di adeguamento strutturale e funzionale previsti.

Di particolare importanza per il territorio  sarà l’illustrazione dei progetti che interesseranno le stazioni di Villa San Giovanni, Reggio Calabria Lido e Messina Centrale. (rrc)

REGGIO – Ecco il Festival delle Migrazioni

Dal 5 all’8 dicembre, in sette Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria si terrà il Festival delle Migrazioni – dal Sud al Sud, con eventi culturali, seminari, dibattiti e spettacoli realizzati nell’ambito dei progetti territoriali del Sistema di Protezione Accoglienza e Integrazione.

La manifestazione è stata presentata nella Sala “Trisolini” di Palazzo Alvaro.

All’iniziativa, moderata da Giovanni Maiolo, presidente della Rete delle Comunità Solidali (Re.Co.Sol), hanno preso parte il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace, Michele Conia e Salvatore Fuda, consiglieri metropolitani delegati, rispettivamente, alle Politiche dell’Immigrazione, dell’Accoglienza e della Pace ed all’Ambiente, Marina Giglietta, assessora alla Famiglia, all’Educazione ed alle Politiche Sociali del Comune di Campo Calabro, Emanuele Antonio Oliveri, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Melicuccà, e Luigi Giuseppe de Filippis, presidente dell’Associazione Coopisa.

Per il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, il festival «va letto con un’accezione estremamente positiva in un momento in cui, troppo spesso, si parla di immigrazione ed accoglienza in maniera approssimativa con toni da perenne campagna elettorale».

«Oltre al valore sociale che ricopre – ha aggiunto – il festival aprirà un confronto per guardare all’immigrazione come un’opportunità reale e concreta per i nostri territori. Se i recenti dati forniti da Svimez ci dicono che, nel 2050, il Paese conterà 250 mila mamme in meno, si percepisce appieno l’importanza che rivestono integrazione ed accoglienza».
«Abbiamo preso l’impegno di sostenere il festival in maniera sostanziosa per il futuro – ha spiegato, ancora, l’inquilino di Palazzo Alvaro – perché dobbiamo iniziare a rompere quel cliché di negatività che caratterizza popoli che, concretamente, possono portare solo un arricchimento alle nostre comunità. Dal prossimo anno, quindi, proveremo a impegnare le giuste risorse su una tematica essenziale così da contribuire ad una crescita culturale che investa, sin dal principio, le nuove generazioni. E’ nelle scuole, dai più piccoli, che dobbiamo partire per costruire un’infrastruttura etica, morale, civile e sociale importante tanto quanto qualsiasi altra opera pubblica».

Quindi, il consigliere metropolitano Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi, si è detto «entusiasta» nel sostenere un’iniziativa dal forte impatto sociale che «punta anche ad evidenziare le esperienze positive di sette Comuni protagonisti di buone pratiche dell’accoglienza». «Si tratta di un confronto sociale fondamentale – ha affermato – durante il quale conosceremo il lavoro di enti locali impegnati in prima linea con risultati vincenti e spesso sconosciuti. È arrivato il momento di far conoscere le tante belle situazioni che insistono ed esistono nei nostri territori. Lo faremo parlando di immigrazione in maniera diversa, ponendo al centro le testimonianze di chi pratica la buona accoglienza e non dà spazio alle speculazioni».

Il consigliere metropolitano Salvatore Fuda, sindaco di Gioiosa Jonica, ha poi espresso le difficoltà della particolare contingenza storica: «Noi proviamo a fare accoglienza e, soprattutto, integrazione. A dire il vero, qualche Governo fa era più semplice, considerati i numerosi progetti esistenti. Adesso, sembra un pò complicato. In questo senso, come enti territoriali che avvertono il peso della corresponsabilità con lo Stato, dovremo cercare di capire come aprire una discussione con il Ministero dell’Interno anche perché, nell’ultimo decennio, abbiamo registrato risultati positivi».

«Se penso a Gioiosa Jonica, nel medio-lungo periodo – ha aggiunto – abbiamo visto i risvolti positivi dei grossi investimenti fatti sui temi dell’accoglienza con una comunità che, negli anni, è cambiata e non ha timore di fare integrazione. La nostra, quindi, è un’adesione convinta al festival che deve rappresentare solo l’inizio di un’attività volta a sensibilizzare su temi che vanno approfonditi e non banalizzati. I Comuni non si sono mai girati dall’altra parte».

Secondo Luigi De Filippis, dell’associazione Coopisa, «l’immigrazione è un evergreen della politica». «È vero che il Governo ha deciso di mantenere un profilo basso sulla comunicazione in tema di accoglienza – ha affermato – ma lo spirito non è quello di affrontare la questione in maniera seria. Se si pensa all’uso di termini come “carico residuale” è ovvio che questo evento sia arrivato nel momento giusto per presentare l’immigrazione in maniera corretta».

«L’avamposto – ha detto – è rappresentato da Comuni che accolgono e vorremmo mostrare il loro volto positivo. Vorremmo mettere in luce il volto di una Calabria che, da nord a sud, si impegna, si interessa e, allo stesso tempo, informare sulle buone pratiche dell’accoglienza. Il festival offrirà spunti di riflessione attraverso seminari, incontri nelle scuole, momenti di alto profilo culturale con relatori provenienti da tutte le parti del mondo. La Calabria, quindi, può continuare a fare formazione ed essere punto di riferimento morale».

Anche Marina Giglietta, assessora al Comune di Campo Calabro, ha portato la propria esperienza di amministratrice e persona impegnata sul campo nel sistema dell’accoglienza: «Ho avuto modo di vedere come funziona in una doppia veste, avendo lavorato in progetti dedicati al tema. La nostra comunità, ospita programmi di sviluppo da quasi 10 anni con ottimi risultati. Accogliere migranti in piccoli centri, infatti, è un vero sistema di integrazione. Grazie al festival, quindi, si avrà modo di vedere la migrazione da un punto di vista diverso, lontana dalla narrazione stereotipata e vissuta dalla testimonianza diretta e quotidiana delle nostre comunità. Questo evento ci consente di aprire orizzonti culturali».

L’assessore di Melicuccà, Emanuele Antonio Oliveri, ha ricordato come «l’area metropolitana di Reggio Calabria sia, in percentuale, la più accogliente in Calabria per ciò che riguarda i numeri di progetti attivati». «Personalmente – ha aggiunto – tengo ben presente la parola integrazione perché, nelle piccole comunità, è stato un fattore di crescita molto importante che è andato al di là della volontà delle singole amministrazioni mostrando la reale capacità dei cittadini nell’accogliere il prossimo».

Un dato su tutti: «Grazie ad un buon sistema di integrazione, nei piccoli centri è stato possibile mantenere aperte numerose scuole». Ciò, secondo Oliveri, deve servire anche a sfatare un luogo comune: «Non è vero che le comunità hanno paura, ma sanno aprirsi agli altri. L’accoglienza è insita nella nostra storia».
All’iniziativa ha preso parte anche il consigliere metropolitano Domenico Mantegna parlando del Comune di Benestare dove «tanti giovani migranti usciti dai progetti sono rimasti a vivere».
«Oggi – ha spiegato – li vediamo impegnati in attività imprenditoriali che danno lustro e lavoro alla comunità».

Nel concludere i lavori, il moderatore Giovanni Maiolo ha ringraziato don Antonino De Nisi della fondazione “Migrantes”, per la presenza e per il contributo offerto, sottolineando come «la Chiesa sia fra gli alleati più importanti nella battaglia intrapresa per aiutare le persone che fuggono da fame, guerre e carestie». (rrc)

Al Museo Archeologico di Reggio un ricco programma per Natale

Sono tantissimi gli eventi in programma al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria per Natale.

 Dopo il successo della grande mostra L’età degli eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace, il suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi tornerà ad accogliere tante iniziative culturali e le piccole “mostre d’accoglienza”, che tanto hanno caratterizzato la programmazione del MArRC negli scorsi anni.

«Dopo gli ultimi mesi trascorsi con gli “Incontri d’Autunno” – ha dichiarato il direttore del Museo, Carmelo Malacrino – siamo felici di salutare il Natale con una offerta culturale suggestiva e variegata. In un anno tutto dedicato al Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace, questa volta abbiamo deciso di rendere protagonisti i bambini, che rappresentano il futuro di ogni società. Dagli incontri con Babbo Natale ai laboratori didattici, fino alle giornate accompagnate dalle note natalizie, tanti saranno i momenti in cui le famiglie potranno portare i loro piccoli al Museo, per vivere insieme momenti in allegria all’insegna della cultura».

«Non mancheranno – ha continuato il direttore – nuove esposizioni e gli incontri promossi dalle associazioni che collaborano con il Museo, sempre più inclusivo per tutto il territorio. Voglio ringraziare il funzionario Giuseppina Cassalia per aver coordinato questa straordinaria programmazione».

Mentre si abbellisce il maestoso albero natalizio del Museo, il calendario delle manifestazioni avrà inizio con un riferimento alle stelle, elemento immancabile nelle festività invernali. 

Nel frattempo il Museo continua il suo impegno nel promuovere e consolidare i rapporti internazionali. Il direttore Malacrino sarà a Barcellona ospite del Museu d’Arqueologia de Catalunya e del suo direttore Jusèp Boya Busquet. Il viaggio nasce dalla volontà di sviluppare progetti espositivi congiunti, con l’intento di valorizzare sulla sponda dello Stretto l’antica cultura degli Iberi e nella città catalana la grandiosa civiltà della Magna Grecia. Al progetto collabora anche il prof. Luigi Vecchio con l’Università degli Studi di Salerno.

 

«Da tempo – ha dichiarato Malacrino – stiamo lavorando con il Museu d’Arqueologia de Catalunya per siglare un proficuo accordo di collaborazione internazionale. Ringrazio molto il direttore Jusèp Boya Busquet per questo invito, che nei prossimi giorni mi porterà a Barcellona per visitare il loro magnifico museo e sancire un legame tra la cultura iberica e quella della Magna Grecia. Stiamo già lavorando a due mostre, in uno scambio culturale che sarà molto suggestivo».

Aggiunge il direttore del Museu d’Arqueologia de Catalunya, Jusèp Boya Busquet: «Sarà una grande occasione di incontro e di confronto, nella quale sviluppare le possibili collaborazioni fra i nostri Musei, sia a livello accademico che museografico. L’obiettivo sarà quello di promuovere e valorizzare il patrimonio archeologico della Calabria e della Catalunya».

A margine, il Museo ha predisposto il calendario delle aperture per le imminenti festività natalizie: il MArRC sarà aperto l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, per proseguire poi il 24, il 26, il 31 dicembre e il 2 gennaio. Grande festa a Capodanno con l’apertura straordinaria e l’ingresso gratuito per tutti, grazie all’iniziativa del Ministero della Cultura #domenicalmuseo. Un’occasione per brindare insieme al 2023. 

 Il MArRC resterà chiuso il 25 dicembre e il 3 gennaio. (rrc)

 

REGGIO – Alla Scuola Media Vitrioli i laboratori attivi

Domani a Reggio Calabria, alla Scuola Media “Diego Vitrioli”, prende il via LabSchool 2022, attraverso il quale verrà offerta la possibilità di sperimentare attività e metodologie didattiche e formative, in attesa dell’OpenDay di prossima realizzazione.

L’evento rientra nel programma di iniziative e incontri organizzati dalla scuola secondaria di primo grado “Diego Vitrioli”, diretta dalla Dirigente Scolastica dott.ssa Maria Morabito

Un pomeriggio intenso di attività sperimentali e ricreative, rivolto ai futuri studenti che accompagnati dai genitori, verranno coinvolti all’interno dei seguenti laboratori: Sportivo, Artistico, Antropologico, Scrittura Creativa, Matematico, Informatico, Musicale, Strumentale, De Sueños, English.

Ogni attività sarà coordinata dai docenti e animata dagli studenti che frequentano la scuola, con l’obiettivo di favorire la piena partecipazione dei loro giovani ospiti alle attività formative e stimolare la motivazione intrinseca all’apprendimento.

Oltre alle attività rivolte alla sperimentazione dell’offerta formativa, gli interessati potranno visitare la struttura scolastica e conoscerne l’organizzazione didattica, educativa e gestionale. (rrc)

REGGIO – Domani incontro del Rhegium Julii “Per la libertà e l’emancipazione delle donne in Iran”

Domani, venerdì 2 dicembre, alle 17.30, nell’Auditorium dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, è in programma l’incontro sul tema La libertà e l’emancipazione delle donne in Iran, promosso dal Circolo Culturale Rhegium Julii.

L’iniziativa vede la partecipazione delle istituzioni locali, del Cis Calabria, di Cult 3., della consulta culturale comunale e metropolitana, del Lions Club Host, della Fidapa, dell’Associazione Calabria Spagna, di Aiparc, del Club Inner wheel RC, de Cif, del Rotary Club Reggio Calabria, della Fondazione Italo Falcomatà, del Panathlon Reggio Calabria, della delegazione Fai di Reggio Calabria, di Biesse, e Mille donne per l’Italia.

Quello di cui si parlerà domani è un tema che probabilmente non interessa solo quel Paese, ma molte altre regioni del mondo, se è vero, come è vero, che in Pakistan, in Afganistan ed in tante altre comunità del mondo si vive una sorta di “oscurantismo della storia che non tiene in conto alcuno, l’importante apporto delle donne alla vita sociale, familiare, professionale come al mondo del pensiero, dell’arte, della letteratura.

A tanti uomini del mondo occidentale appare ingiustificabile e amorale una tale impostazione della vita pubblica e privata, una visione che conculca tutti i diritti dell’uomo e genera forme di sopraffazione inconcepibile, e tuttavia si tratta di concezioni inibenti della vita stessa e della società che esistono e generano vessazioni, sofferenze, forme di regressività psicologiche inconcepibili.

Il tema della liberazione della donna in questi Paesi è e resta una battaglia di grande valenza culturale che esige una manifestazione pubblica di solidarietà senza se e senza ma. Il grado di sofferenza raggiunto dalle donne in Iran è davvero insostenibile ed ogni richiesta di cambiamento genera morti, soppressioni, imprigionamenti con forme di punizione e torture del tutto intollerabili.

L’intervento introduttivo alla manifestazione sarà svolto dallo scrittore, filosofo e saggista Francesco Idotta. I saluti saranno portati del Direttore dell’Accademia di belle Arti Pietro Sacchetti che ospita la manifestazione, da Giuseppe Bova presidente del Rhegium Julii, dall’assessore comunale Irene Calabrò(rrc)

 

L’OPINIONE / Vincenzo Vitale: Era necessario demolire la ringhiera lato mare del Tempietto a Reggio ?

di VINCENZO VITALE – I parchi urbani non sempre sono una risorsa per le città, specie quando il loro accesso non è agevole e, soprattutto, quando sembrano avulsi dal contesto urbano: da risorsa i parchi diventano un problema di manutenzione e prevenzione di microcriminalità e spaccio. Quanto accaduto al c.d. Parco del Tempietto ne è la plastica dimostrazione. La sua riconversione è pertanto doverosa, ma rimane qualche forte perplessità sui modi in cui questa sta avvenendo.
L’edificio del Tempietto non era certamente il massimo dell’eleganza e della funzionalità architettonica (ma comunque si sarebbe potuto riciclare nel nuovo progetto in una sorta di piccola club house con servizi igienici) e quindi si crede che non molti piangeranno per la sua scomparsa. Ma che necessità c’era di demolire la ringhiera lato mare fatta con lo stesso disegno dell’originale della via marina? Costituente uno dei motivi architettonici caratteristici del fronte mare reggino, si sarebbe potuta benissimo restaurare e mantenere in servizio: non essendoci spiaggia in quel posto, una delimitazione protettiva si dovrà comunque erigere.
Ma è più facile demolire e ricostruire piuttosto che restaurare l’esistente per eventualmente riconvertirlo (la storia del progetto della nuova piazza De Nava ce lo illustra benissimo). Mentre in Francia si avviano progetti di “restauro preventivo” (ovvero di cura delle strutture prima che abbiano bisogno del restauro), in Italia – soprattutto nel Meridione e a Reggio in particolare – si abbandonano le architetture urbane pubbliche al degrado per poi inventarsi progetti di demolizione e ricostruzione (oltre piazza De Nava, l’esempio eclatante in città è rappresentato dall’obbrobrio del Corso Garibaldi, il cui prezioso basolato lavico è stato mandato in discarica).
Quando si riuscirà a vedere qualcosa di diverso da quanto offerto da quella che ormai potremmo definire come “Generazione Castorina”, ignara della storia e delle tradizioni reggine, sorda a richiami di tipo culturale, che fa strame dell’etica politica e dell’estetica urbana? (vv)

REGGIO – Venerdì in scena lo spettacolo “Maxima” di Scena Nuda

Venerdì 2 dicembre, alle 11, al Teatro Zanotti Bianco, è in programma lo spettacolo teatrale Maxima, solo la luna ci ha visti passare della Compagnia Teatrale Scena Nuda, diretta da Teresa Timpano.

L’evento è stato organizzato nell’ambito di ReggioFest – il progetto realizzato dal Comune di Reggio, su fondi Mic, dedicato alle periferie – e, in particolare, della sezione Pragma, ovvero il festival diffuso che riunisce sei compagnie reggine (Accademia Senocrito, Centro Teatrale Meridionale, Mana Chuma, SpazioTeatro, Traiectoriae e, appunto Scena Nuda).

Lo spettacolouna coproduzione Pandemonium Teatro di Bergamo e La Piccionaia di Vicenza – si avvale della regia di Lucio Guarinoni, anche autore della drammaturgia, e dell’interpretazione di Francesca Bellini

Quando Maxima parte dalla Siria per raggiungere l’Olanda è il 2015 e lei ha 14 anni. Aleppo, la sua città, è già da diverso tempo zona di guerra. Il padre e la madre acconsentono alla sua richiesta di partire. Inizia così il suo viaggio, con accanto solo due amici di famiglia, in spalla uno zaino troppo grande e al collo il foulard della madre. Un viaggio attraverso la Turchia, la Grecia, la Macedonia, la Serbia. Un viaggio a piedi, in barca, o stipati al buio dentro un camion. Un viaggio fatto di confini mutevoli, di controlli, di camminate infinite e piedi che sanguinano, di preghiere sotto la luna del Mar Egeo. Un percorso non solo fisico, ma anche emotivo e spirituale, di crescita. 

Un racconto che potrebbe sembrare una narrazione di finzione, ma che, invece, è storia vera, raccontata dalla stessa Maxima, insieme alla scrittrice e giornalista Francesca Ghirardelli, in un libro da cui lo spettacolo è liberamente tratto. 

Ancora un importante appuntamento, dunque, proposto dalla Compagnia teatrale Scena Nuda, nell’ambito della programmazione che sta realizzando per ReggioFest e che ha già riscosso grandi consensi, coinvolgendo le periferie della Città metropolitana. (rrc)

REGGIO – Successo per la prima edizione del Premio “Piaceri & Sapori”

Grande successo, a Reggio, per la prima edizione del Premio Piaceri & Sapori, organizzata dal produttore televisivo ed editore Graziano Tomarchio al Porto Bolaro Shopping Center di San Leo.

Il premio è stato ideato dall’editore per ringraziare e coinvolgere tutti coloro che lo hanno supportato in questi anni visto l’enorme successo dell’omonimo format nato puntando sulla promozione del territorio e visibilità alle eccellenze calabresi. L’evento è stato presentato dalla giornalista Dominga Pizzi, nota conduttrice della Graziano Tomarchio Tv.

Il Premio Speciale è stato conferito a Mimmo Cavallaro, ambasciatore nel mondo della musica popolare folk calabrese per eccellenza.

Venti i premiati: Bucher’s Bistrot di Francesco Gangemi, Antico Casale di Egidio Montoli; Briciole di bontà di Vincenzo Pirelli; Bar San Francesco dei fratelli Cilione; Friberga di Salvatore Friscia; Macelleria Malara dei fratelli Francesco e Vincenzo Malara; Trattoria A’Luara di Surace Salvatore; Original Stocco di Antonio Palialogo; Laboratorio Lo Giudice di Giovanni Lo Giudice.

E ancora, Prof. Vittorio Caminiti presidente del Museo Nazionale del Bergamotto di Reggio Calabria; Arco vivai piante e fiori di Pasquale Arco; Trattoria Supra e Sutta di Santo Morabito; Pasticceria Fragomeni di Antonello e Mario Fragomeni; Bruno Ienco Pro Loco di Bagnara; Caseificio di Mario Cioeta; Bar Garden di Salvatore Ravese; Tremuse di Patrizia Gaetana Creazzo; Drogheria Culinaria di Felice Cuzzola; Panificio di Guarnaccia Giuseppe; Tandem Botique di Giuliana Romina e Daniela Secondo.

Sono stati, inoltre, assegnati altri riconoscimenti al maestro ceramista Vincenzo Ferraro che ha realizzato i premi, al gruppo I Calabria Show che ha allietato la serata con intermezzi musicali, a Pino Strati dell’Associazione Incontriamoci Sempre e ai fratelli Falduto titolari del Porto Bolaro Shopping Center, location che ha ospitato questa prima edizione del Premio Piaceri&Sapori. (rrc)

Al MArRC le riprese per un documentario giapponese

il regista giapponese Fushiya è stato al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria per realizzare un documentario che andrà in onda per una televisione giapponese, nel quale i capolavori del MArRC faranno da sfondo al racconto della storia, della cultura e della quotidianità di Reggio Calabria.

«I Giapponesi amano l’Italia e tutte le sue tradizioni – ha dichiarato Fushiya – ma spesso nei loro viaggi non arrivano fino alla “punta dello Stivale”. Perciò non conoscono questa regione e non conoscono la città di Reggio Calabria. Così, nella nostra programmazione, abbiamo scelto questa meta, per promuoverla anche nei paesi dell’Estremo Oriente».

«All’interno del documentario un’intera sezione sarà dedicata alla storia della città, in cui raccontare il legame che c’è con la Grecia. Per questo non potevamo non fare una tappa al Museo Archeologico Nazionale, per valorizzare, tra gli altri tesori, anche i bellissimi Bronzi di Riace», conclude il regista.

Dopo le riprese nella Sala dei Bronzi di Riace e di Porticello, la troupe è stata conquistata dai tanti reperti di età greca e romana esposti al Livello D del Museo, nelle sezioni dedicate a Rhegion e a Regium Iulium.

«Ho accolto con entusiasmo la proposta del regista Fushiya di dedicare una parte del suo documentario al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – ha dichiarato Carmelo Malacrino, direttore del MArRC –. In questi anni abbiamo visto crescere sempre più il numero dei visitatori stranieri, provenienti da ogni parte del mondo, dall’America fino dall’Australia. Investire nella promozione internazionale è per noi un interesse primario, non solo per far conoscere il Museo, ma anche per far scoprire luoghi meno noti della Calabria anche attraverso la grande forza attrattiva dei magnifici Bronzi di Riace».

«Nei luoghi più lontani, come quelli dell’Estremo Oriente, questi “capolavori del Mediterraneo” diventano simboli di un’interna cultura, nella quale le nostre “distanze occidentali” si riducono fortemente. Nell’anno in cui si celebra il Cinquantesimo anniversario del loro ritrovamento – ha concluso Malacrino – i Bronzi di Riace si trasformano in icone identitarie di un territorio capare di integrare culture e tradizioni millenarie». (rrc)