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Pizzimenti chiede intervento del Prefetto, Questore, Asl, Nas e magistratura per messa in sicurezza Lido Comunale

Lido Comunale RC

Nuccio Pizzimenti, presidente dell’Associazione Cittadini per il Cambiamento, ha chiesto l’intervento del prefetto, del questore, dell’Asl, del Nas e della magistratura per la messa in sicurezza del lido comunale di Reggio Calabria.

Questo perché «il complesso balneare, mai restaurato da Giuseppe Falcomatà, presenta cornicioni a rischio-caduta, ma ancor di più, giacché il Lido, in due Legislature è stato abbandonato a sé stesso dal sindaco, si sta sgretolando, tanto che anche i solai rischiano adesso di collassare e sprofondare l’uno sull’altro! Tutto ciò è pericoloso per l’incolumità di chi, nonostante tale situazione, frequenta ugualmente la struttura, specie adesso, che alcuni bagnanti, appunto la frequenteranno quanto prima con l’arrivo dell’Estate, per non parlare di quelle “presenze”, che specie d’Inverno, sfondano le porte delle cabine, per adoperarle nottetempo come “ricovero”, essendo per lo più soggetti senza fissa dimora, col risultato che, molte cabine, così facendo, ogni anno, – (da quando il Lido non è stato mai restaurato), – si trovano vandalizzate a tal punto, che in molte cabine si trovano persino resti di escrementi umani».

A questo proposito, appare evidente uno stato di emergenza sanitaria, tale che urge anche l’interessamento dell’Asl e dei Nas, per gli interventi di loro competenza, a tutela della salute pubblica.

«Questa struttura – ha detto Pizzimenti – che in un tempo felice, fu per tanti anni fiore all’occhiello del turismo locale, attirando pure turisti da fuori-regione; e che fu la gioia dei Reggini, che vi trascorrevano le loro estati in riva al bellissimo scenario dello Stretto, per farvi un tranquillo bagno di mare; – oggi, per colpa di ben due legislature infauste della sinistra al Comune, a guida Falcomatà, si trova nel decadimento e nel degrado più assoluti, a cui paradossalmente, contribuisce lo stesso Falcomatà, il quale, nonostante il vandalismo, gli escrementi umani, la degenerazione delle strutture cementizie, la sporcizia, che regna sovrana, negli anni di due legislature, nulla ha fatto, per evitare tutto ciò, tanto che il Lido paga un prezzo altissimo, che è sotto gli occhi di tutta la cittadinanza! Nessuna scusante è ammessa».

«È inoppugnabile il fatto, che tale situazione, per colpa del lassismo di Falcomatà – ha proseguito Pizzimenti – spinge i reggini a non poter usufruire di una struttura, che è stata e potrebbe essere ancora polo attrattivo di turisti anche da fuori-regione, ed invece la “miopia amministrativa” di Falcomatà, spinge il flusso turistico verso altri luoghi con attrezzature balneari funzionanti! In pratica, Falcomatà sta mandando al collasso il turismo ed gli imprenditori alberghieri e dei B&B, che perdono clientela, perché essa evita di venire in vacanza a Reggio, dove trova spazzatura non raccolta per settimane sulla pubblica via, dove non c’è una struttura balneare pubblica funzionante, in una città dove persino l’acqua nei rubinetti manca, al punto che, una turista la scorsa Estate si è espressa chiaramente, dicendo che il Comune di Reggio fa vivere i Reggini in una situazione da terzo mondo».

Pizzimenti ha ribadito necessaria la messa in sicurezza del Lido;  ed il Prefetto «sarà da me notiziato – ha reso noto Pizzimenti – delle situazioni di pericolo per i probabili crolli della struttura, al fine di adottare gli idonei iter di Legge a tutela della pubblica incolumità, con l’opportuno intervento dei Vigili del Fuoco, allo scopo di verificare: la pericolosità della struttura ed il rischio di eventuali cedimenti delle parti portanti, nonché la consistenza dei solai, che vengono regolarmente frequentati dai cittadini; quindi per tale situazione è opportuno mettere in mora il sindaco Falcomatà, per obbligarlo a mettere in completa sicurezza l’intera area, installando anche dispositivi di videosorveglianza ed allarme; e coinvolgendo anche il Questore, onde predisporre un costante controllo della struttura da parte delle Forze dell’Ordine h24, adottando gli iter di Legge a tutela della pubblica incolumità, ritenendo, che se non verranno adottate le misure di sicurezza, dovrebbe occuparsene pure la Magistratura».

«Infine – ha detto ancora – le acque del Lido e di tutta la  costa della Via Marina sono afflitte da inquinamento fognario da decenni, perché il sindaco della svolta, in due legislature, non ha mai fatto le opere pubbliche necessarie; e non ha mai risolto il problema dei depuratori di Ravagnese mal funzionanti e superati pure tecnologicamente, come ben sanno i residenti del popoloso rione a Sud della città, i quali, specie d’Estate, con le finestre aperte, subiscono l’olezzo fognario, proveniente dai depuratori vetusti, pur pagando, anch’essi la tassa obbligatoria sulla depurazione, inesistente a Reggio Calabria». 

A sostegno della fondata responsabilità giuridica del sindaco in materia ambientalistica per lo scarico di acque reflue, provenienti da rete fognaria comunale, è sufficiente ricordare: la sentenza della Cassazione del 2020, che condannò il sindaco di Letojanni, appunto, per sversamento di fogna in mare e per omesso tempestivo divieto di balneazione, nonché un’altra sentenza, quella del 17 Genn. 2008, N°2.478, pronunciata dalla III° Sez. Penale della Cassazione, la quale ribadisce anch’essa la responsabilità del Sindaco per il reato di: sversamento (suolo e sottosuolo) ed omessa manutenzione. (rrc)

 

Il video della fogna del 25 maggio al Lido Comunale

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