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REGGIO – Conversazione su “Reggio prima di Anassila tra mito e storia”

Anassila

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 17.30, nello Spazio Open, la conversazione Reggio prima di Anassila tra mito e storia a cura del prof. Daniele Castrizio.

L’evento rientra nell’ambito della serie di incontri la percezione dell’antico, promossi dall’Associazione Culturale Anassilaos in occasione, anche, della mostra dedicata alla figura del dinasta reggino tuttora in corso presso lo Spazio Open.

La storia dell’antica Reggio prima dell’avvento al potere di Anassila non è pienamente conosciuta. Storia e mito si incontrano fin dalla fondazione stessa della città così come è raccontata dagli storici antichi. “Laddove l’Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città; (il dio) ti concede la terra ausone” scrive Diodoro Siculo e Aristotele “…una vite era nata in quel posto. La regione in cui fondarono la polis era chiamata Reggio da un eroe del luogo”. E’ lo stesso Aristotele a dirci che prima della tirannide di Anassila la città, al pari di altre città greche e magnogreche, era governata dal ceto aristocratico, dai migliori insomma, in base al censo, che escludeva i ceti popolari con il cui sostegno i “tiranni” (niente a che vedere con le tirannidi dei secoli a noi vicini) si insignorirono del potere politico. Per Reggio Aristotele scrive che “fissarono una costituzione aristocratica. Governavano in mille tutti scelti in base al censo”. La Reggio aristocratica prima di Anassila è comunque una città prospera sul piano economico (le ceramica reggina o calcidese è diffusa per tutto il Mediterraneo al pari del vino reggino) e su quello culturale. Basti pensare, solo per fare alcuni nomi, al poeta Ibico, a Teagene, critico ed esegeta di Omero che interpretò in maniera allegorica, al poeta Stesicoro, un citaredo, ovvero un suonatore di cetra, che viene considerato quasi un padre del teatro antico per la creazione di scene di canto con due o più protagonisti, con la presenza di un coro. Il governo aristocratico venne probabilmente messo in crisi alla fine del VI secolo da una serie di sconfitte militare, in particolare quella contro Zankle. Era consuetudine nel mondo greco dedicare agli dei, nei santuari più celebrati dell’Ellade, le armi strappate al nemico vinto e ad Olimpia rileviamo la presenza di dediche di armi reggine da parte degli Zanclei, indizio certo di una sconfitta reggina che favorì l’ascesa di Anassila.

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