REGGIO – Mercoledì la conferenza “Dalla filosofia al corpo: la nascita del pensiero medico in Magna Grecia”

Mercoledì 2 luglio, a Reggio, al Planetarium Pythagoras, si terrà una conferenza dal titolo “Dalla filosofia al corpo: la nascita del pensiero medico in Magna Grecia” del dott. Leonardo Gervasi.

L’evento chiude il ciclo di incontri “Il Mondo Ellenico: la culla invisibile del sapere occidentale – Scienza, Arte e Politica”.

La presentazione offrirà un affascinante viaggio storico e scientifico incentrato sul passaggio cruciale dal pensiero filosofico puro alla cura empirica del corpo umano.

Il focus sarà rivolto alle grandi figure che hanno rivoluzionato il concetto di salute nell’antichità: a partire da Alcmeone di Crotone, pioniere che definì la salute come l’armonica mescolanza ed equilibrio delle qualità del corpo, e la malattia come il sopravvento di un elemento sugli altri.

Il percorso approfondirà la straordinaria eredità di Ippocrate e della Scuola di Cos, analizzando i principi etici del suo famoso Giuramento e la nota ‘teoria dei quattro umori’ (sangue, flegma, bile gialla e bile nera). Secondo questa visione, l’essere umano è inteso come un microcosmo in cui l’armonia interna è strettamente legata all’ambiente, alla dieta e allo stile di vita: un affascinante ponte concettuale che unisce la sapienza medica del mondo antico, attraverso la lezione di Galeno, fino alle più moderne discipline e tecnologie cliniche odierne.

A conclusione della conferenza, gli spettatori saranno accompagnati in un viaggio tra le stelle con la suggestiva simulazione del cielo d’estate al Planetario. (rrc)

CINQUEFRONDI – Polisena presenta interrogazione su Casa di Comunità

Aldo Polisena, consigliere comunale del gruppo Risveglio a Cinquefrondi, ha presentato una interrogazione al sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, in merito alla Casa della Comunità. Nello specifico, chiede al primo cittadino «a che punto sono i lavori della struttura in riferimento e se l’Amministrazione Comunale abbia attivato le sue prerogative con l’ASP per il reperimento del personale necessario».

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)-Componente 1: ”Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” – Missione 6, componente 1, investimenti 1.1 linee guida UMPNRR per comprovare il raggiungimento del target PNRR M6C1-3(V.02 del 23/12/2025). Adozione ed approvazione della casa della comunità di Cinquefrondi fissava gli obiettivi della C d C SPOKE di Cinquefrondi da intendersi come “il luogo fisico, facilmente individuabile, al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria a valenza sanitaria”.

Quindi la Casa di Comunità – scrive Polisena – costituisce un modello organizzativo volto a rendere effettiva l’assistenza di prossimità per la popolazione di riferimento. In linea generale, deve configurarsi come una  struttura chiaramente riconoscibile e facilmente accessibile, capace di garantire accoglienza, orientamento e presa in carico dell’assistito all’interno del SSN, assicurando l’erogazione dell’insieme dei livelli essenziale di assistenza socio-sanitaria.

Visto tutti i riferimenti normativi-Atti a partite dalle linee guida nazionale del 2007 fino alla deliberazione del Direttore Generale ASP Reggio Calabria n. 661/2024 e linee guida Unità Valutazione Multidimensionale UVM n. 505/2026 (Adozione modello organizzativo C D C  aziendale) con i quali atti veniva individuato l’edificio nel Comune di Cinquefrondi  di proprietà comunale in via Roma  interessato da ristrutturazione Tag 026 da  concludersi il 30.06.2026 e visto  che la struttura di riferimento interessa la popolazione dei comuni: Anoia, Cinquefrondi, Giffone, Maropati, Melicucco, Polistena, San Giorgio Morgeto e considerato  le principali malattie croniche ad alta prevalenza  le cui patologie sono diabete Melito, BPCO, Malattie del cuore, Disturbi tiroide che colpiscono le popolazioni di quest’aria, considerato che per la funzionalità della C d C servono queste figure  professionali: Direttore delegato 1;Coordinatore infermieristico 1; Infermieri di famiglia o comunità 4; infermieri di ambulatorio ed ADI 4; medici convenzionati  7 giorni settimanali h 24; medici specialistici 10-5 giorni settimanali; Assistente sociale 1; OSS 1; personale Amministrativo 2 .

Quindi un totale di personale di 24 figure professionali con l’aggiunta dei medici convenzionati di cui, allo stato attuale, sembra difficile reperire e questo pone una difficoltà nel poter garantire le prestazioni previste nella funzione di questa struttura e anche delle attività ambulatoriali specialistiche.

Alla luce di tutto questo e considerando che come riporta la stampa in questi giorni che nessuna Casa di Comunità al 30 Giugno 2026 sarà completata, con il pericolo della perdita dei finanziamenti e che Cinquefrondi, al pari di Rosarno, dovrebbe essere una di quelle strutture dove esiste il verbale di ultimazione lavori ma che alla luce della mancanza del personale sopracitato di fatto impedirebbe di rendere operativa la casa di Comunità di Cinquefrondi. (rrc)

REGGIO – A S. Maria della Neve il coro Laudamus

Oggi pomeriggio (lunedì 29 dicembre), la Chiesa di Santa Maria della Neve in Riparo Cannavò, accoglierà un evento di alto valore spirituale e culturale: il Concerto di Natale per la Pace “Et in terra pax”, realizzato in collaborazione con il Coro Polifonico Laudamus, pensato come un autentico itinerario di preghiera, musica e meditazione nel cuore del tempo natalizio.

La serata avrà inizio alle ore 18.00 con la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal parroco don Giovanni Gattuso, durante la quale la comunità si raccoglierà in preghiera per la pace nel mondo, affidando al Signore il desiderio universale di riconciliazione, fraternità e speranza.

Alle ore 18.30 seguirà il Concerto–Meditazione di Natale, presentato dal prof. Giuseppe Livoti, che introdurrà il pubblico in un viaggio interiore tra fede, speranza e pace, filo conduttore dell’intero evento.

Il Coro Polifonico Laudamus, attraverso la ricchezza della polifonia sacra, offrirà un messaggio di pace che nasce dall’ascolto e si traduce in condivisione. Il concerto sarà arricchito dalla meditazione di mons. Giorgio Costantino, fondatore del coro, che guiderà i presenti nella contemplazione del mistero del Natale come sorgente di pace autentica per l’umanità.

Ad accompagnare il coro al pianoforte sarà la M° Maria C. Ardissone, il cui contributo musicale sosterrà e valorizzerà l’esecuzione corale, creando un dialogo armonico tra voci e strumento capace di amplificare l’intensità emotiva e spirituale del programma proposto.

Durante la serata sarà presente anche la Luce di Betlemme, segno di speranza e di pace che da anni attraversa confini, popoli e culture, richiamando l’unica luce che nasce a Betlemme e illumina ogni uomo.

L’iniziativa nasce dalla sinergia e dalla collaborazione pastorale tra la Parrocchia di San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Prumo–Riparo e Cannavò e il Coro Polifonico Laudamus, ed è espressione concreta di un cammino condiviso che mette in rete comunità, carismi e ministeri. In tale prospettiva, l’evento si inserisce pienamente nel solco delle indicazioni contenute nella Lettera pastorale del Vescovo Fortunato Morrone “Passare all’altra riva”, che invita le comunità ecclesiali a superare confini, a camminare insieme e a costruire relazioni di comunione e corresponsabilità. (rrc)

SCILLA: Borgo DiVino dal 26 al 30 dicembre 2025

Borgo DiVino a Scilla: dal 26 al 30 dicembre 2025, il suggestivo quartiere di Chianalea si trasforma in uno scenario unico, dove l’atmosfera natalizia incontra l’eccellenza enologica calabrese. Nel cuore di Scilla, uno dei borghi più affascinanti d’Italia, il vino diventa protagonista di un’esperienza sensoriale e culturale tutta da vivere.

Passeggiando tra le caratteristiche viuzze affacciate sul mare, sarà possibile lasciarsi avvolgere dai profumi e dai sapori delle migliori cantine della Calabria, partecipando a degustazioni guidate e incontrando direttamente i produttori, pronti a raccontare storie, curiosità e tradizioni legate ai loro vini.

“Il Borgo DiVino” rappresenta un’occasione speciale per scoprire etichette pregiate e valorizzare il patrimonio vitivinicolo regionale in un contesto autentico e suggestivo.

Giunto alla terza edizione, il successo dell’evento è frutto dell’impegno dell’Associazione APS Chianalea, promotrice e organizzatrice dell’iniziativa, che per il 2025 collabora con il Comitato Scilla Straordinaria e l’Associazione CalabriaExperience. Fondamentale anche il contributo delle associazioni locali, delle attività commerciali e dei volontari, uniti da un obiettivo comune: far crescere e raccontare Chianalea e Scilla, valorizzandone l’autenticità, le tradizioni e le eccellenze del territorio. Un appuntamento imperdibile per chi ama il vino, il Natale e i borghi senza tempo. (rrc)

A Bovalino il presepe che racconta la memoria contadina della comunità

ABosco Sant’Ippolito di Bovalino, cuore pulsante della Parrocchia di San Martino guidata da don Rocco Agostino, il presepe non è soltanto una tradizione: diventa un racconto collettivo, uno specchio della storia e delle radici del territorio. Quest’anno l’allestimento, realizzato con cura e passione da Maria Logozzo, Angela Tallura e Paola Giorgi, tre donne della comunità che hanno trasformato la loro dedizione in un’opera corale, ha scelto di rappresentare uno spaccato della società rurale di un tempo, riportando alla luce il mondo contadino che per generazioni ha segnato la vita quotidiana della Locride. Strumenti di lavoro, oggetti artigianali, materiali semplici e autentici: ogni elemento è stato pensato per evocare un passato che rischia di perdersi, ma che continua a parlare con forza a chi lo osserva. L’allestimento è stato possibile grazie alla collaborazione delle famiglie di Bosco, che hanno messo a disposizione materiali, oggetti e ricordi. Il percorso del presepe, volutamente lungo e articolato, invita il visitatore a camminare, a lasciarsi guidare in un viaggio nella memoria.

«Ogni attività in parrocchia – sottolinea don Rocco – diventa un’occasione per stare insieme. La comunità di Bosco trova nella parrocchia il suo punto di riferimento, il luogo dove ci si ritrova e ci si riconosce».

«Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere – spiega don Rocco – è il confronto tra il modo in cui si viveva prima e il modo in cui viviamo oggi. Il vecchio richiama la storia, la memoria. È bello vedere come molti visitatori, guardando il presepe, si sorprendano nel ritrovare oggetti che non ricordavano più. Anche un semplice attrezzo diventa occasione di racconto, di ricordo, di vita vissuta».

In un territorio così articolato, il presepe diventa anche un simbolo di unità, un ponte tra comunità che condividono storia, fede e tradizioni. «Lì dove vediamo la periferia – afferma il parroco – dobbiamo cercare sempre più motivi per creare unione, per costruire ponti. È ciò che facciamo sia a livello pastorale, con cammini catechetici comuni, sia a livello parrocchiale, con attività che coinvolgano tutte le zone».