S. ILARIO DELLO IONIO (RC) / Salute e benessere con il professor Rocco Maurizio Zagari

Ha registrato grande interesse e un’ampia partecipazione alla Marina di Sant’Ilario dello Ionio, l’evento “Salute e benessere” 2026, appuntamento scientifico-divulgativo promosso dall’amministrazione comunale e curato dal professore Rocco Maurizio Zagari.

Dopo il successo registrato lo scorso anno con l’approfondimento su uso e abuso dei gastroprotettori, il professor Zagari, direttore dell’Unità operativa “Patologia organica esofago-gastrica” dell’IRCCS – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente dell’Università “Alma Mater” di Bologna, ha affrontato un altro tema importante e complesso “Il mal di stomaco: miti e realtà”. Zagari ha accompagnato il numeroso pubblico alla scoperta delle principali problematiche legate alla salute dello stomaco, sfatando falsi miti e convinzioni errate e affrontando con chiarezza e rigore temi di grande interesse per la salute: dai sintomi da non sottovalutare ai comportamenti che favoriscono il benessere dell’apparato digerente, a partire dall’alimentazione.

L’incontro ha confermato il grande interesse per i temi della salute e della prevenzione da parte della comunità che, grazie alle doti di comunicatore del professore Zagari, ha avuto accesso a contenuti scientifici complessi, resi comprensibili attraverso una relazione puntuale e chiara.

«Il mal di stomaco è una delle condizioni in cui il sapere medico e quello popolare si incontrano e spesso si sovrappongono. Il primo compito del medico è capire cosa il paziente intenda realmente per “mal di stomaco”, perché non sempre il disturbo proviene dallo stomaco. Nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione benigna, sulla quale incidono anche stili di vita e fattori come stress e ansia. Per questo, insieme alle cure appropriate, è fondamentale promuovere uno stile di vita sano, evitando fumo e pasti troppo abbondanti e ricchi di grassi, praticando attività fisica e mantenendo un peso adeguato» ha detto il professore Zagari, sintetizzando il suo ampio e dettagliato intervento.

«Desideriamo ringraziare di vero cuore il professore Zagari per aver accolto nuovamente il nostro invito e per aver regalato al comprensorio una serata di grande valore. La grande partecipazione e l’interesse dimostrato dai cittadini confermano quanto sia importante creare occasioni di confronto e di informazione sulla salute e sulla prevenzione. Il professor Zagari, con la sua autorevolezza, la sua disponibilità e il suo amore per il territorio, rappresenta un prezioso punto di riferimento. A lui va la nostra gratitudine per aver messo, ancora una volta, la sua esperienza e la sua umanità al servizio della comunità. Un sentito grazie anche ai tanti medici e ai rappresentanti istituzionali presenti, in particolare al sindaco Vincenzo Maesano, sindaco di Bovalino e presidente di AssoComuni Locride» ha concluso il sindaco, Pasquale Brizzi. (rrc)

REGGIO / Il valore educativo dell’errore: una bella serata in piazza Castello

Il valore educativo dell’errore: occasione per comprendere, correggere, imparare e sviluppare le proprie potenzialità. A Reggio una bella serata nell’ambito del progetto nazionale “Scienza Serviziovole in Cammino”, guidato da Bepi Giorato Martina Gottardo-

Il tema affrontato alla luce delle neuroscienze educative dalla professoressa Daniela Lucangeli, ordinaria all’Università di Padova e tra le principali esperte italiane di psicologia dello sviluppo e neuroscienze applicate all’educazione.

L’iniziativa è stata organizzata dal CNIS Reggio Calabria, in collaborazione con lo spin-off Minde4Children dell’Università di PadovaScienza Servizievole in CamminoPotenzia-MenteEquilibri Pedagogici, gli istituti scolastici partner e con il coordinamento della FIDESP. A confrontarsi con la Lucangeli anche la dirigente scolastica Eva Nicolò e la psicologa Francesca Rotiroti, presidente del CNIS Reggio Calabria.

«La professoressa Lucangeli, questa è la terza edizione – ha spiegato Rotiroti – ogni anno, alla fine di una marcia che attraversa tutta l’Italia, vuole incontrare le comunità, in modo tale che possa condividere con la comunità stessa i temi per cui lei è molto sensibile. In qualche maniera la città ha risposto alla sensibilità della professoressa Lucangeli e noi abbiamo accolto il suo invito e siamo qui per questo».

A raccontare il significato del viaggio è stato Giuseppe “Bepi” Giorato, portabandiera di «Errando» e di «Scienza Servizievole in Cammino». Novantanove tappe, circa 2.000 chilometri percorsi interamente a piedi, da nord a sud, fino all’approdo finale a Reggio Calabria.

«Non mi porto a casa luoghi, non mi porto a casa spettacoli della natura – ha raccontato Giorato – mi porto a casa l’umano che ho incrociato in queste 99 tappe, l’accoglienza delle persone, la gente che vuole conoscere la Scienza Servizievole in Cammino e la scienza servizievole di Daniela Lucangeli».

È soprattutto l’incontro con le comunità ad aver segnato il cammino: «Le persone nei territori, nei piccoli paesi, nei villaggi, nelle grandi città, tutti si sono adoperati per far arrivare Errando 2026 qui a Reggio Calabria. Questa è la cosa più grande, il dono più grande che questo cammino mi ha fatto».

Un viaggio che, secondo Giorato, ha anche restituito un’immagine dell’Italia meno divisa di quanto si potrebbe pensare.

Piazza Castello: sede di un evento educativo«Le persone che ho incontrato non sono diverse da nord a sud, sono tutte desiderose di un cambiamento – ha sottolineato – quello che la scienza servizievole di Daniela Lucangeli può in qualche maniera attuare».

Il filo rosso è dunque «il desiderio di cambiamento, il desiderio di innovare quello che può essere la scuola», insieme alla necessità di recuperare una dimensione autenticamente umana.

«L’umano deve essere sempre più connesso, ma non con i telefonini, ma connesso col cuore», ha affermato.

E sul futuro del progetto, Giorato non nasconde il desiderio di proseguire: «Io me lo auguro, non so se camminerà sulle mie gambe, ma sicuramente vorrei che questa esperienza continuasse nel tempo. È stata un’esperienza meravigliosa, è un progetto di tutti, non è un progetto di Bepi o chissà chi, è un progetto di tutta una comunità che chiamiamo in modo semplice il noi».

La lectio della professoressa Lucangeli ha riportato il discorso al cuore dell’iniziativa: che cosa significa davvero sbagliare e quale ruolo può avere l’errore nel processo educativo?

La risposta della neuroscienziata è netta: «Non solo può, ma dovrebbe esserlo già da sempre».

Lucangeli ha ricordato la frase di un bambino incontrato nel corso della sua esperienza: «Dai, dai, non ti preoccupare, che se sbagli non fa niente». Un’espressione semplice che racchiude, secondo la studiosa, una profonda verità educativa.

L’errore, infatti, può diventare un’indicazione preziosa per chi educa. È una sorta di bandierina” che segnala dove il bambino ha bisogno di aiuto e quale strategia didattica può permettergli di superare la difficoltà. In questo processo entra in gioco anche la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di modificarsi e riorganizzarsi attraverso l’esperienza e l’apprendimento.

«Il cervello non può non sbagliare – ha spiegato Lucangeli – è un meccanismo attraverso cui riorganizza le informazioni dentro le strutture neurali».

Da qui la necessità di cambiare prospettiva, soprattutto nella scuola. L’errore non dovrebbe essere letto innanzitutto come una colpa, né automaticamente come il segnale di una difficoltà patologica. Deve diventare, invece, un’informazione utile per comprendere dove intervenire con la competenza didattica.

È questa, secondo Lucangeli, una delle grandi sfide affidate oggi alla scuola: riconoscere nell’errore il punto da cui partire per accompagnare ciascun alunno verso la conoscenza e verso la piena espressione delle proprie capacità.

«Ogni errore indica non dove c’è una colpa o dove c’è una patologia, bensì dove c’è la necessità della competenza didattica che porta fuori da quell’errore», ha affermato.

Un cambio di paradigma che coinvolge insegnanti, genitori e più in generale l’intera comunità educante. L’obiettivo non è eliminare l’errore dal percorso di crescita, ma imparare a leggerlo, comprenderne le cause e utilizzarlo per costruire nuovi apprendimenti.

La serata di Piazza Castello ha così chiuso simbolicamente un viaggio lungo 99 tappe, ma ne ha aperto un altro: quello verso un’idea di educazione capace di considerare l’errore non come una sconfitta, bensì come parte integrante del percorso.

Perché, in fondo, “errando” si può continuare a camminare. E proprio strada facendo si può imparare a conoscere meglio se stessi, gli altri e il mondo. (rrc)

Vinitaly and the City: show cooking con Accademia del Bergamotto

Nell’ambito del Vinitaly and the City, le eccellenze della Calabria in cucina: show cooking dell’Accademia del Bergamotto l’8 e 9 agosto sul Lungomare di Reggio Calabria. Lo staff: gli executive chef Antonio Franz e Antonella Torcasio, accompagnati da maestra Mimma Triglia, Cristina Sarica, Nancy Sarica, con la supervisione del Presidente Vittorio Caminiti. (rrc)

GAMBARIE D’ASPROMONTE (RC) – Natale Pace e il suo libro su Domenico Zappone

Appuntamento domenica 9 agosto a Gambarie d’Aspromonte(RC) con Natale Pace autore del libro Domenico Zappone 1911-1976 edito da Media&Books. Saluti del Presidente dell’Accademia Aspromontana della Cultura Alfredo Vadalà. Dialogano con l’autore Santo STrati, direttore di Calabria.Live, Chiara ortuso scrittrice e filososa e Giovanni SUraci, poeta e scrittore. Ore 17,30 all’Hotel Centrale. (rrc)

REGGIO: Un viaggio tra le stanghe della Vara. Oggi allo Sporting Stelle del Sud

Questa sera alle 20 allo Sporting Stelle del Sud, a Reggio (contrada Armacà, Pentimele) si parla del libro di Gaetano Surace e Antonio Marino Un viaggio tra le stanghe della Vara con Maria Ausiliatrice, edito da Media&Books. Intervengono Demetrio Lavino, amministratore dello Sporting Stelle del Sud, Anna Briante Presidente Rotary E-Club Italia 2102, fr. Francesco Donato, ministro provinciale dei Cappuccini in Calabria, fr. Pietro Ammendola, Guardiano Convento Eremo, e il giornalista Santo Strati, direttore del quotidiano Calabria.Live. Modera il giornalista Giuseppe Livoti. (rrc)

REGGIO – Mercoledì la conferenza “Dalla filosofia al corpo: la nascita del pensiero medico in Magna Grecia”

Mercoledì 2 luglio, a Reggio, al Planetarium Pythagoras, si terrà una conferenza dal titolo “Dalla filosofia al corpo: la nascita del pensiero medico in Magna Grecia” del dott. Leonardo Gervasi.

L’evento chiude il ciclo di incontri “Il Mondo Ellenico: la culla invisibile del sapere occidentale – Scienza, Arte e Politica”.

La presentazione offrirà un affascinante viaggio storico e scientifico incentrato sul passaggio cruciale dal pensiero filosofico puro alla cura empirica del corpo umano.

Il focus sarà rivolto alle grandi figure che hanno rivoluzionato il concetto di salute nell’antichità: a partire da Alcmeone di Crotone, pioniere che definì la salute come l’armonica mescolanza ed equilibrio delle qualità del corpo, e la malattia come il sopravvento di un elemento sugli altri.

Il percorso approfondirà la straordinaria eredità di Ippocrate e della Scuola di Cos, analizzando i principi etici del suo famoso Giuramento e la nota ‘teoria dei quattro umori’ (sangue, flegma, bile gialla e bile nera). Secondo questa visione, l’essere umano è inteso come un microcosmo in cui l’armonia interna è strettamente legata all’ambiente, alla dieta e allo stile di vita: un affascinante ponte concettuale che unisce la sapienza medica del mondo antico, attraverso la lezione di Galeno, fino alle più moderne discipline e tecnologie cliniche odierne.

A conclusione della conferenza, gli spettatori saranno accompagnati in un viaggio tra le stelle con la suggestiva simulazione del cielo d’estate al Planetario. (rrc)

CINQUEFRONDI – Polisena presenta interrogazione su Casa di Comunità

Aldo Polisena, consigliere comunale del gruppo Risveglio a Cinquefrondi, ha presentato una interrogazione al sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, in merito alla Casa della Comunità. Nello specifico, chiede al primo cittadino «a che punto sono i lavori della struttura in riferimento e se l’Amministrazione Comunale abbia attivato le sue prerogative con l’ASP per il reperimento del personale necessario».

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)-Componente 1: ”Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale” – Missione 6, componente 1, investimenti 1.1 linee guida UMPNRR per comprovare il raggiungimento del target PNRR M6C1-3(V.02 del 23/12/2025). Adozione ed approvazione della casa della comunità di Cinquefrondi fissava gli obiettivi della C d C SPOKE di Cinquefrondi da intendersi come “il luogo fisico, facilmente individuabile, al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria a valenza sanitaria”.

Quindi la Casa di Comunità – scrive Polisena – costituisce un modello organizzativo volto a rendere effettiva l’assistenza di prossimità per la popolazione di riferimento. In linea generale, deve configurarsi come una  struttura chiaramente riconoscibile e facilmente accessibile, capace di garantire accoglienza, orientamento e presa in carico dell’assistito all’interno del SSN, assicurando l’erogazione dell’insieme dei livelli essenziale di assistenza socio-sanitaria.

Visto tutti i riferimenti normativi-Atti a partite dalle linee guida nazionale del 2007 fino alla deliberazione del Direttore Generale ASP Reggio Calabria n. 661/2024 e linee guida Unità Valutazione Multidimensionale UVM n. 505/2026 (Adozione modello organizzativo C D C  aziendale) con i quali atti veniva individuato l’edificio nel Comune di Cinquefrondi  di proprietà comunale in via Roma  interessato da ristrutturazione Tag 026 da  concludersi il 30.06.2026 e visto  che la struttura di riferimento interessa la popolazione dei comuni: Anoia, Cinquefrondi, Giffone, Maropati, Melicucco, Polistena, San Giorgio Morgeto e considerato  le principali malattie croniche ad alta prevalenza  le cui patologie sono diabete Melito, BPCO, Malattie del cuore, Disturbi tiroide che colpiscono le popolazioni di quest’aria, considerato che per la funzionalità della C d C servono queste figure  professionali: Direttore delegato 1;Coordinatore infermieristico 1; Infermieri di famiglia o comunità 4; infermieri di ambulatorio ed ADI 4; medici convenzionati  7 giorni settimanali h 24; medici specialistici 10-5 giorni settimanali; Assistente sociale 1; OSS 1; personale Amministrativo 2 .

Quindi un totale di personale di 24 figure professionali con l’aggiunta dei medici convenzionati di cui, allo stato attuale, sembra difficile reperire e questo pone una difficoltà nel poter garantire le prestazioni previste nella funzione di questa struttura e anche delle attività ambulatoriali specialistiche.

Alla luce di tutto questo e considerando che come riporta la stampa in questi giorni che nessuna Casa di Comunità al 30 Giugno 2026 sarà completata, con il pericolo della perdita dei finanziamenti e che Cinquefrondi, al pari di Rosarno, dovrebbe essere una di quelle strutture dove esiste il verbale di ultimazione lavori ma che alla luce della mancanza del personale sopracitato di fatto impedirebbe di rendere operativa la casa di Comunità di Cinquefrondi. (rrc)

REGGIO – A S. Maria della Neve il coro Laudamus

Oggi pomeriggio (lunedì 29 dicembre), la Chiesa di Santa Maria della Neve in Riparo Cannavò, accoglierà un evento di alto valore spirituale e culturale: il Concerto di Natale per la Pace “Et in terra pax”, realizzato in collaborazione con il Coro Polifonico Laudamus, pensato come un autentico itinerario di preghiera, musica e meditazione nel cuore del tempo natalizio.

La serata avrà inizio alle ore 18.00 con la celebrazione della Santa Messa, presieduta dal parroco don Giovanni Gattuso, durante la quale la comunità si raccoglierà in preghiera per la pace nel mondo, affidando al Signore il desiderio universale di riconciliazione, fraternità e speranza.

Alle ore 18.30 seguirà il Concerto–Meditazione di Natale, presentato dal prof. Giuseppe Livoti, che introdurrà il pubblico in un viaggio interiore tra fede, speranza e pace, filo conduttore dell’intero evento.

Il Coro Polifonico Laudamus, attraverso la ricchezza della polifonia sacra, offrirà un messaggio di pace che nasce dall’ascolto e si traduce in condivisione. Il concerto sarà arricchito dalla meditazione di mons. Giorgio Costantino, fondatore del coro, che guiderà i presenti nella contemplazione del mistero del Natale come sorgente di pace autentica per l’umanità.

Ad accompagnare il coro al pianoforte sarà la M° Maria C. Ardissone, il cui contributo musicale sosterrà e valorizzerà l’esecuzione corale, creando un dialogo armonico tra voci e strumento capace di amplificare l’intensità emotiva e spirituale del programma proposto.

Durante la serata sarà presente anche la Luce di Betlemme, segno di speranza e di pace che da anni attraversa confini, popoli e culture, richiamando l’unica luce che nasce a Betlemme e illumina ogni uomo.

L’iniziativa nasce dalla sinergia e dalla collaborazione pastorale tra la Parrocchia di San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Prumo–Riparo e Cannavò e il Coro Polifonico Laudamus, ed è espressione concreta di un cammino condiviso che mette in rete comunità, carismi e ministeri. In tale prospettiva, l’evento si inserisce pienamente nel solco delle indicazioni contenute nella Lettera pastorale del Vescovo Fortunato Morrone “Passare all’altra riva”, che invita le comunità ecclesiali a superare confini, a camminare insieme e a costruire relazioni di comunione e corresponsabilità. (rrc)