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REGGIO – Elezioni comunali, Minicuci: i reggini meritano di sapere la verità

Minicuci

Per il consigliere comunale Antonino Minicuci, l’inchiesta avviata dalla Procura di Reggio Calabria in merito alle possibili irregolarità alle ultime elezioni comunali, «non fanno che gettare ulteriori ombre su un quadro complessivo già anomalo e sconfortante».

«Attraverso una Pec – ha aggiunto – indirizzata alle istituzioni preposte, in data 2 ottobre, come candidato Sindaco per la coalizione di centrodestra avevo segnalato alcune azioni ‘sospette’ verificatesi in occasione del primo turno elettorale, e invitato tutti gli attori interessati alle operazioni di voto e spoglio ad una scrupolosa verifica del corretto svolgimento delle elezioni in occasione del ballottaggio. In particolare, presso una sezione specifica (i dettagli sono presenti all’interno della Pec inviata) ad effettuare le operazioni di voto vi era un intero nucleo familiare. Marito e moglie a svolgere il ruolo di Presidente e Segretario, figli e nipoti gli scrutatori. Ad aumentare notevolmente dubbi e perplessità, il fatto che in occasione della prima tornata elettorale, per un tempo indefinito, la famiglia si sarebbe chiusa all’interno della sezione».

«Si tratta – ha proseguito il consigliere per la coalizione di centrodestra – di una palese anomalia, purtroppo non l’unica verificatasi secondo le informazioni che ci sono giunte. Sono numerose le situazioni strane che noi, del centrodestra, abbiamo denunciato alle autorità preposte senza prestarci a facili clamori sulla stampa. L’ultima notizia riguardante possibili brogli con voti di anziani conteggiati, che in realtà non si sono mai recati alle urne, ci amareggia profondamente ma non ci sorprende. Le elezioni comunali si sono svolte, infatti, in un triste scenario di veleni, errori e sospetti la cui scia è ancora visibile».

«Ritengo palese e oggettivo – ha detto ancora Minicuci – come si tratti di elezioni falsate, anche alla luce dei risultati ufficiali dei seggi comunicati con un ritardo abnorme ed esito differente rispetto a quanto era risultato in un primo momento. Un quadro così confuso ha impedito alla base qualsiasi possibilità di accordo e apparentamento in vista del ballottaggio. Una situazione chiara e definita infatti avrebbe certamente permesso di definire una dialettica fluida tra le forze di opposizione all’amministrazione uscente, rappresentate al primo turno da quasi il 65% dei reggini recatisi alle urne. Se Klaus Davi, facendo un esempio specifico, avesse saputo a spoglio concluso che alla sua lista non spettava alcun seggio avrebbe potuto intavolare un dialogo con il sottoscritto, impedito nei fatti dalla confusione che ha regnato sovrana, tra errori ed anomalie». 

«Ritengo doveroso sottolineare – ha ribadito – come non ci sia alcuna volontà di mettere in discussione il risultato ottenuto, la vittoria alle urne e la seguente riconferma votata dai reggini nei confronti di Giuseppe Falcomatà. Sono mancati però, per le ragioni sopra evidenziate, i presupposti per intavolare possibili alleanze a apparentamenti in vista del ballottaggio. I reggini hanno risposto in massa all’invito di recarsi alle urne, facendo registrare una buona affluenza sia al primo turno che al ballottaggio. Non è certamente questo il modo con il quale le istituzioni hanno riconosciuto la loro voglia di partecipare al processo democratico. Adesso si erge il dovere di dar loro delle risposte inequivocabili. I reggini, dopo aver partecipato in massa ad un elezione falsata, meritano almeno di sapere la verità». 

«Auspico – ha concluso – che la Magistratura faccia chiarezza, anche in merito alla validità delle ultime elezioni comunali. Se dovessero essere riscontrate anomalie ed irregolarità tali da portare in occasione del primo turno elettorale la soglia delle liste a sostegno di Falcomatà al di sotto del 40% (invece del 41% ad oggi risultante) quindi senza poter contare sul premio di maggioranza, l’attuale composizione del consiglio comunale sarebbe del tutto illegittima e di conseguenza da riformulare. In caso invece di maggiori e più gravi violazioni riscontrate dalla Magistratura, sarà necessario adottare le misure conseguenti». (rrc)

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