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Sanità, Spirlì in Consiglio regionale illustra il resoconto della gestione emergenza covid

Spirlì al Consiglio regionale della Calabria

Il presidente f.f. della Regione Calabria, Nino Spirlì, nel corso della seduta straordina in Consiglio regionale, ha illustrato «un accurato, ma agile, resoconto di quanto è accaduto in materia di gestione dell’emergenza Covid».

Il presidente, infatti, dopo aver ricordato che «pur ammettendo « il fallimento del precedente commissariamento, il Governo ha deciso di decretare un nuovo commissariamento strappando alla Calabria, ancora una volta, la dignità di poter gestire la propria sanità» ha spiegato di aver proposto ai ministri Roberto SperanzaFrancesco Boccia e al presidente del Consiglio Conte – e ho cercato anche l’Intermediazione del commissario Domenico Arcuri – di concederci una pausa di 10 giorni prima della firma del Decreto Calabria, per una interlocuzione che potesse costruire la possibilità di governare insieme per un semestre una fase di trasferimento dei poteri alla Regione. Ma anche questo piccolo, forse troppo sensato tentativo non ha sortito alcun risultato. Dunque oggi è il primo giorno dei resoconti. Tiriamo le somme e diciamo come stanno veramente le cose».

Il resoconto è stato stilato dopo aver interpellato Francesco Bevere, dirigente Dipartimento Salute e soggetto attuatore dell’emergenza e il capo di Gabinetto, Luciano Vigna.

L’11 marzo, il presidente Jole  Santelli, dopo aver effettuato una ricognizione dei posti letto in Terapia intensiva, Pneumologia, Malattie infettive, provvedeva a predisporre un apposito piano di riprogrammazione individuando (col Dpgr 18/2020) per le aree Centro, Nord e Sud, i Centri Covid, e che rinnovo oggi alla luce dei tristi fatti che tutti conosciamo.

Rogliano, Paola, Rossano: 110 posti letto complessivi; Mater Domini e Tropea: 100; Gioia tauro, Locri, Melito Porto Salvo: 100.

Il 31 marzo 2020, Belcastro (allora dg del dipartimento Salute), dopo essersi confrontato con i commissari straordinari delle Asp e delle Aziende ospedaliere, comunica agli stessi che potranno provvedere al reclutamento del personale medico necessario a fronte di una spesa complessiva autorizzata di euro 18 milioni.

FASE 2

Con ordinanza 50 dell’11 giugno 2020, il presidente Santelli ordina ai soggetti delegati Covid, Belcastro e Fortunato Varone, di predisporre, ognuno per la parte di propria competenza e nei termini previsti gli adempimenti di cui all’art. 2 del D.L. 34/2020, il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, allo scopo di garantire la massima celerità negli interventi;

Il commissario Cotticelli, ricevuta l’ordinanza, in data 12 giugno 2020 scrive al ministero della Salute e al ministero dell’Economia e chiede se i provvedimenti di potenziamento e riorganizzazione della rete di assistenza territoriale e il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera rientrino nella competenza del commissario.

Il 15.06.2020 il Ministero della Sanità conferma al Generale Cotticelli la sua competenza e il 18 giugno 2020 il commissario approva il documento di riordino della rete ospedaliera per l’emergenza Covid col quale obbliga i commissari delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere ad attuarne il contenuto.

Di questo Piano, la Giunta regionale non è mai stata resa partecipe.

A far data dal mese di marzo i commissari delle Azienda sanitaria provinciale e Azienda ospedaliera comunicano che gli importi per le assunzioni utilizzati a fronte di quelli messi a disposizione dalla presidente Santelli sono i seguenti: Azienda ospedaliera di Cosenza: risorse assegnate 2,8 milioni, risorse utilizzate 557 mila euro; Asp di Reggio Calabria: 2,4 milioni di  risorse assegnate, 1,4 milioni di risorse utilizzate; Gom di Reggio Calabria: 2,2 milioni di risorse assegnate, 1,2 milioni di risorse utilizzate; Azienda sanitaria provinciale di Cosenza: 2,4 milioni di risorse assegnate, 932 mila euro di risorse utilizzate; Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia: 1,2 milioni di risorse assegnate, 550 mila euro risorse utilizzate; Azienda sanitaria provinciale di Crotone:1,1 milioni di risorse assegnate, 650 mila euro di risorse utilizzate; Azienda ospedaliera  Pugliese di Catanzaro: 4,5 milioni di risorse assegnate, 1,5 milioni di risorse utilizzate; Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini: 2,3 milioni di risorse assegnate, 1 milioni di risorse utilizzate.

STANZIATI 18 MILIONI, I COMMISSARI NE HANNO UTILIZZATI SOLO 7,7

Tanta la delusione e lo sgomento che, il 13 settembre, Jole Santelli scrive al presidente del Consiglio Conte.

Il 27 ottobre 2020, il ministero della Salute comunica al commissario, di concerto col Mef, che il potere dovere di predisporre e adottare il programma operativo Covid, compete esclusivamente alla struttura commissariale. Nella stessa comunicazione i ministeri invitano la struttura commissariale a trasmettere con ogni sollecitudine il programma operativo per la gestione emergenza Covid.

Io stesso, in data 27 ottobre 2020, ho pubblicato un comunicato stampa col quale informavo i calabresi intorno all’utilizzo della cifra pari a 45 milioni destinata all’acquisto di macchinari e al reclutamento delle risorse, che vi leggo:

In merito all’utilizzo dei fondi destinati al contrasto dell’emergenza coronavirus, la Regione ha fatto fino in fondo la sua parte, impegnando i 45 milioni a disposizione. Gli ulteriori 54 milioni previsti dal Decreto Rilancio saranno gestiti direttamente dalle aziende sanitarie e ospedaliere individuate come soggetti attuatori dei singoli interventi.

Nello specifico, finora, alla Regione Calabria sono stati accreditati 45.085.876 euro, risorse contenute nei decreti legge 14 e 18 del 2020. Di questi, 7.993.950 euro sono stati impegnati per la remunerazione di lavoro del personale del Servizio sanitario regionale, della dirigenza e del comparto, direttamente impiegato nelle attività di contrasto all’emergenza Covid; mentre 3.197.580 euro sono stati destinati alle assunzioni – da parte delle aziende sanitarie – degli infermieri scolastici e di altro personale delle professioni sanitarie.

Le aziende del Ssr sono state, inoltre, già nel mese di marzo, autorizzate ad assumere personale per 18.040.000 euro. Gli ulteriori 15 milioni risultano già spesi per acquisti accentrati (dall’acquisizione di dispositivi di protezione individuale ai reagenti, dai tamponi alle apparecchiature sanitarie) e, per una parte, sono stati rendicontati dalle singole aziende.

Anche i 54 milioni previsti dal decreto Rilancio, che prevede, tra l’altro, il rafforzamento delle terapie intensive, saranno gestiti dalle singole aziende sanitarie, che sono state individuate dal commissario straordinario Arcuri, con ordinanza del 9 ottobre, quali soggetti attuatori degli interventi previsti nel piano. La Regione, quindi, ancora una volta, è stata esautorata dalla gestione degli interventi. Le risorse del decreto Rilancio, infatti, saranno inserite nella programmazione sanitaria e nel nuovo programma operativo Covid che i ministeri affiancanti (ministero della Salute e Mef) hanno stabilito (ribadendolo nell’ultimo tavolo di monitoraggio del 9 ottobre) in capo alla struttura commissariale. È perciò evidente che la Regione, in questo ambito, non abbia alcuna possibilità di intervento.

Siamo dunque riusciti a contrastare gli effetti del Covid in una situazione nella quale la Regione non aveva una gestione diretta di tutta la rete sanitaria. Tutto questo è avvenuto a causa dell’oltremodo punitivo decreto Calabria, peraltro in scadenza. L’auspicio è che non venga rinnovato ma, in ogni caso, va sottolineato come, pur senza avere un controllo diretto sulla sanità, la Regione abbia fatto tutto quello che era in suo potere.

«Siamo arrivati oggi – ha spiegato Spirlì – non senza disagio a dover sottolineare cosa ha fatto chi, soprattutto cosa non ha fatto e cosa avrebbe dovuto fare chi. Gli attacchi volgari, telecomandati, asserviti contro l’istituzione regione e contro gli uomini e le donne che la servono fedelmente in questi durissimi periodi di pandemia ci obbligano a pubblicare ciò che pubblico è già ma fin troppo soggetto ad opinione personale priva di alcun fondamento. Ai media, alla stampa, al popolo della rete sociale chiedo la difesa, la tutela della nostra terra e non questo continuo avvelenamento dei pozzi che dopo aver ucciso i presunti nemici finirà con avvelenare, necessariamente, anche gli amici e se stessi».

«Signor presidente e signori consiglieri – ha aggiunto – io sono un presidente di passaggio e non ho mai pensato di poter sostituire, neanche minimamente, la lungimiranza, la nobiltà, la grande professionalità del presidente Santelli che mi ha voluto al suo fianco e ci ha voluti al suo fianco. Tutti. Però glielo devo, lo devo a lei, signor presidente, lo devo a voi signori consiglieri e assessori. Vi devo un servizio per il quale la nostra gente mi remunera e che non potrei svolgere in altro modo se non confrontandomi con questa nobilissima assise dentro la quale, dal primo momento e fino ad oggi, mi sono sentito a casa, accolto, stimato».

«Io vi ringrazio e lascio a voi, padroni di casa – ha concluso Spirlì – la parola, non prima di aver manifestato il mio sgomento per quanto appreso ieri sera, attraverso una trasmissione televisiva, messa in onda da una rete del servizio pubblico. Il commissario Cotticelli, ha ammesso davanti alle telecamere accese di non aver predisposto alcun piano di emergenza per il contrasto al Covid-19». (rrm)

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