Siclari (FI): Allarme Sanità: mancano i farmaci in Oncologia ed Ematologia

Nuovo allarme sulla Sanità in Calabria da parte del senatore forzista Marco Siclari. ««Siamo alle solite, – afferma Siclari – la Calabria ancora una volta viene messa in primo piano solo per la mala gestione della sanità. Mi domando se qualcuno andrebbe mai a farsi curare in un ospedale che non ha farmaci. Ecco, proprio questo accade al Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria dove, due reparti tra l’altro molto delicati, Oncologia ed Ematologia, sono costretti a operare in carenza, o addirittura assenza, di medicinali. A questo serve il fondo straordinario per le emergenze che ho chiesto di introdurre al Ministro Speranza. Attendo una risposta nei prossimi giorni come anticipatomi dal ministro della salute».

Il senatore Siclari torna a tuonare contro il Decreto Calabria e contro l’operato del Governo che «non sta lavorando per dare le giuste risposte al territorio. Presenterò interrogazione parlamentare per chiedere se è accettabile che in paese, che si fregia di essere civile, possa essere tollerata una mancanza del genere. La Calabria è Italia, i calabresi sono italiani, questa disuguaglianza è una vera e propria ingiustizia sociale», ha detto il senatore azzurro capogruppo in commissione igiene e sanità.

«Nei prossimi giorni – conclude il senatore azzurro – sapremo se il Ministro della Salute ha accettato la mia proposta di istituire un fondo per le emergenze sanitarie in Calabria perché il DecretoCalabria non soltanto non prevede risorse, ma soprattutto sta dimostrando di essere inadeguato rispetto ai problemi assistenziali che esistono in tutti gli ospedali» (rp)

Marco Siclari (FI): azzerare il debito per risanare la Sanità in Calabria

Il senatore azzurro Marco Siclari, capogruppo in commissione Igiene e Salute, in una conferenza stampa a Palazzo Campanella a Reggio, ha fatto il punto sulla situazione della sanità in Calabria, alla luce del deludente Decreto Calabria varato giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri convocato in via straordinaria a Reggio.

Secondo il sen. Siclari è previsto in Calabria un ammanco di 1.410 medici: le carenze principali riguarderanno la medicina d’urgenza con 245 medici, l’anestesia e rianimazione con 63 medici, la ginecologia con 51 medici, la chirurgia generale con 90 medici, la pediatria con 150 medici e la psichiatria con 90 medici (FNOMCeO-ENPAM-SUMAI-ANAAO). Occorre, dunque, prima di ogni cosa, sbloccare i concorsi, predisponendo i bandi che permettano di selezionare i medici sulla base del merito, della comprovata esperienza e della continua formazione professionale. Bandi che prevedano incentivi economici per i medici che vengono da strutture all’avanguardia delle regioni del nord o che dimostrano un numero importante di interventi nella loro specializzazione.

Il sen. Siclari ha snocciolato . i numeri che riguardano il suo impegno in Commissione Sanità: in un anno 16 interrogazioni sulla sanità; una mozione per ridiscutere sul regolamento che disciplina il commissariamento; due  importanti audizioni sulla sanità calabrese (Scura e Oliverio); un’audizione del ministro Grillo sul decreto Calabria; oltre 60 comunicati stampa per stigmatizzare la grave situazione della sanità in Calabria. «Sono soddisfatto, in minima parte, – ha detto Siclari – ma sono contento da medico prima e da calabrese dopo perché questo lavoro che ho perseguito con costanza in Senato come mai fatto da nessun parlamentare calabrese di qualunque partito per il diritto alla salute, ha determinato o sicuramente contribuito a portare l’attenzione delle tv nazionali Le iene e Striscia la notizia che ringrazio, a nome dei calabresi, per aver portato a conoscenza con le immagini quanto ho denunciato (gli ascensori rotti a Locri e altro) ed ha costretto il Governo a dichiarare l’emergenza sanitaria in Calabria».

Siclari contesta il Decreto Sanità: «Non si parla minimamente di come faranno a ripianare il debito, a migliorare l’assistenza sanitaria, a migliorare l’organico ridotto all’osso, a migliorare l’edilizia ospedaliera che è fondamentale negli ospedali calabresi (abbiamo strutture senza agibilità e improponibili in alcune zone). Non dicono come faranno rispettare il piano di rientro (non è riuscito nessun commissario), perché dovrebbero ammettere ulteriori tagli all’assistenza sanitaria che porteranno un aumento del numero di calabresi che si cureranno fuori Calabria. Hanno pensato solo a come nominare nuovi direttori generali e commissari».

La proposta che viene da Siclari è un Decreto “Salva Calabria” dove lo Stato deve accollarsi il debito perché c’è la responsabilità anche dello Stato che con il commissario ha creato l’emergenza sanitaria, ha creato nuovo debito e soprattutto perché il tavolo tecnico dell’Agenas non si è accorto che mancano i bilanci dal 2012, ovvero da 6 anni. Disponibilità ad ipotecare l’aumento  delle imposte regionali che già paghiamo (nessuna tassa aggiuntiva). Noi calabresi vogliamo pagare il debito, non vogliamo elemosinare nulla a nessuno. «Siamo disponibili – dice Siclari – persino a pagare tutto il debito in una sola generazione. Dilazionare il debito in 30 anni pagando 1,50 euro al mese a cittadino. Il costo di un cappuccino al mese. Piuttosto che pagare il cappuccio da subito per il piano di rientro con la certezza scientifica che tra 10 anni siamo punto e da capo come già accaduto. Una volta azzerato il debito sarà possibile sbloccare i concorsi, incentivare la formazione continua, investire nel rinnovo degli strumenti tecnologici, programmare e organizzare la nuova rete ospedaliera e sanitaria in Calabria». Il risultato – sostiene Siclari – sarà di avere un maggior numero di pazienti che possono curarsi in Calabria e recuperare almeno il 70% dei 360 milioni che i calabresi spendono per curarsi fuori regione. Un progetto del genere vedrà 1500 posti di lavoro per i medici e oltre 5000 posti di lavoro nelle nuove strutture ospedaliere, tra infermieri, operatori sanitari, addetti ai servizi. (rp)

Sapia e Nesci (M5S): interrogazione sull’emigrazione sanitaria

I deputati pentastellati Francesco SapiaDalila Nesci hanno presentato un’interrogazione in commissione Sanità, rivolta ai ministri della Salute, Giulia Grillo, e per gli Affari regionali, Erika Stefani. sul mancato controllo della spesa per le cure fuori della Calabria, la cosiddetta “emigrazione sanitaria”.

«Quali iniziative di competenza – è la specifica richiesta di Sapia e Nesci – il ministro della Salute intenda avviare, anche per il tramite della struttura commissariale, al fine di agevolare opportuni accertamenti circa la corrispondenza tra dati disponibili e fatti, in ordine alla mobilità sanitaria negli ultimi 10 anni dei residenti in Calabria».

Dalila Nesci

«L’atto parlamentare – spiegano i 5stelle – nasce dalla notizia, riportata dalla testata giornalistica Corriere della Calabria, secondo cui, in base a un raffronto sui dati disposto da Antonio Belcastro, nuovo capo del dipartimento della Regione Calabria Tutela della salute, per gli ultimi dieci anni ammonterebbe a oltre mezzo miliardo la somma che le Regioni del Centro-Nord, in cambio di prestazioni sanitarie erogate da strutture dei propri territori a cittadini calabresi, avrebbero percepito senza alcuna verifica da parte degli uffici regionali di Catanzaro».

«Nella nostra interrogazione – proseguono i deputati 5stelle – si fa anche riferimento all’intenzione, annunciata da Franco Pacenza, consulente del governatore Mario Oliverio, di costituire un nucleo di valutazione della spesa regionale relativa alla mobilità sanitaria, anche per il passato. Si tratta di un’ammissione grave. Significa che finora la burocrazia calabrese non ha mai contestato il conto presentato da altre Regioni. Oliverio – concludono Sapia e Nesci – non potrebbe mai ritenersi estraneo, perché il caso riguarda il dipartimento regionale Tutela della salute, il cui personale è stato peraltro ridotto all’osso. Nell’indifferenza cronica del governatore, che pure conosce bene il problema, lì c’è una pesante carenza di unità dirigenziali e amministrative per il sostegno, previsto dalle norme, dell’attività dei commissari governativi delegati all’attuazione del piano di rientro». (rp)

 

SEN. SICLARI (FI): OLIVERIO IN RITARDO SULLA SANITÀ IN CALABRIA

Il senatore Marco Siclari (FI), capogruppo di Forza Italia in commissione igiene e sanità ha commentato l’incontro avuto tra il presidente della Regione Calabria Oliverio e i DG di Aziende ospedaliere e Asp calabresi per valutare l’attuale situazione dopo i dati anticipati dal rapporto Svimez.
«Il Governatore della Calabria Mario Oliverio  – ha detto Siclari – si è accorto con anni di ritardo dell’emergenza sanitaria in Calabria. Oliverio avrebbe dovuto fare almeno una riunione a settimana considerando l’emergenza sanitaria in Calabria che non permette ai nostri cittadini di ricevere cure adeguate ed efficienti in Calabria. Invece, il Governatore si ricorda solo oggi, dopo che il disastro, perpetrato con la complicità del commissario e dei direttori da lui nominati, è balzato agli onori della cronaca locale e nazionale, di prendere provvedimenti ed entrare nel merito di una situazione ormai paradossale.
«Il ministro Grillo e il Governo M5S – Lega, che hanno ufficialmente affermato di non voler accogliere la mia proposta di “fine commissariamento della sanità in Calabria”, sono i nuovi complici del dramma sanitario che, dal 5 giugno, non faccio altro che denunciare mostrando i dati allarmanti che vedono la Calabria ultima come prestazioni e servizi sanitari come i Lea e prima come migrazione sanitaria. Nonostante i miei molteplici appelli, il Governatore ed il Governo M5S – Lega sono rimasti sordi a ogni richiesta e solo adesso, che raccogliamo l’ennesima figuraccia a livello nazionale, Oliviero chiama a raccolta i dirigenti.
Altro che piano di rientro, la Calabria ha un saldo negativo rilevante di 319,5 milioni di euro.
«È arrivato il momento di pretendere i fatti, il tempo degli incontri è finito, il commisariamento è fallito perché ha portato all’aggravamento dei conti e al peggioramento della sanità. Adesso, che la mia voce rimbomba ogni giorno in Senato, il presidente Oliverio si è accorto di una situazione disastrosa che può vedere una speranza solo con la fine del commissariamento che purtroppo questo Governo ha deciso, proprio ieri, di mantenere ancora nonostante i danni alla salute ai cittadini calabresi. È una vergognosa e immonda ingiustizia sociale», ha concluso il senatore azzurro. (rp)