Lotta al malaffare, De Caprio (FI): Necessario tracciare strada per preservare imprenditoria sana

Mancanza di liquidità delle imprese, il welfare alternativo da parte della ‘Ndrangheta, sburocratizzazione, fiducia nelle aziende, accesso al credito, semplificazione per le imprese. È stato su queste tematiche che si è incentrata la seduta della Commissione anti ‘ndrangheta, dove sono stati auditi i referenti regionali delle associazioni di categoria sul fenomeno criminale in Calabria.

Presenti l’ingegner, Domenico Vecchio, di Unindustria, il dott. Politano di Confcommercio, il dott. Laganà di Cna, il dott. Catalano di Casartigiani, il dott. Politi di Confagricoltura e il dott. Aceto di Coldiretti. 

Il presidente dell’assise, Antonio De Caprio, ha voluto evidenziare come sia necessario «tracciare la strada non trovare la strada per preservare l’imprenditoria sana, quella che lotta, con coraggio, ogni giorno. Per contrastare il malaffare, bisogna sostenere chi opera per la crescita e lo sviluppo della Calabria».

«La seduta che ho avuto l’onore di presiedere – ha affermato De Caprio – è stata l’esempio del pragmatismo che si deve instaurare tra istituzioni e mondo imprenditoriale».

«L’obiettivo – ha continuato il presidente dell’antimafia regionale – è quello di valorizzare le eccellenze calabresi, lottando contro le contraffazioni, e creare le condizioni per stipulare un patto istituzionale, teso a sostenere azioni concrete che riguardino la politica e il tessuto socio economico calabrese».

«La Calabria onesta che lavora e produce – ha concluso Antonio De Caprio – merita tutto l’appoggio e il sostegno delle istituzioni». (rrc)

 

De Caprio (FI): Usare i beni confiscati per un nuovo modello di sviluppo del territorio

Il consigliere regionale di Forza ItaliaAntonio De Caprio, ha presentato una mozione – che è stata approvata in Consiglio regionale – in cui impegna  «il governatore e la giunta regionale “a voler richiedere al Consiglio dei ministri un diverso utilizzo delle risorse, provenienti dei beni confiscati per finalità sociali, inseriti nel Fondo Unico di Giustizia, al fine di restituire alle comunità calabresi un nuovo modello di sviluppo territoriale che argini la criminalità organizzata».

«In più – si legge nella mozione – a sollecitare l’esecutivo nazionale e il ministero preposto a voler adottare linee guida e circolari, da indirizzare alle strutture dipartimentali o alle agenzie competenti, mediante le quali le somme, oggetto di confisca alla ‘Ndrangheta, parte integrante del Fug, vengano utilizzate per porre in essere tutte quelle attività necessarie per far fronte alla crisi sanitaria e ospedaliera in cui versa la Calabria, e, non ultimo, a voler valutare l’ipotesi di utilizzare tali somme per abbattere il debito sanitario calabrese».

«Un aiuto concreto alle regioni più deboli come la Calabria – ha dichiarato De Caprio – potrebbe essere rappresentato da un diverso utilizzo degli immobili confiscati, da un diverso impiego dei proventi, derivanti dalle vendite degli stessi o, ancora, delle somme di danaro al fine di porre rimedio ad un gap sociale in cui versa la nostra Terra, rispetto alle altre regioni».

«L’utilizzo di tali proventi per ragioni di sanità pubblica – ha proseguito Antonio De Caprio – avrebbe anche un valore altamente simbolico, posto che da emblema di prepotenza e dominio mafioso, i presidi sanitari, ristrutturati con i proventi dell’attività illecita, apparirebbero, agli occhi della popolazione, come il trionfo dello Stato. Inoltre – incalza il presidente dell’antimafia regionale – parte di tali risorse potrebbe essere impiegata, al fine di sostenere le imprese sane e virtuose e incentivare i giovani ad investire nella regione». 

«Il tutto – ha concluso il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale – rilevato quanto ravvisato dalla Corte Costituzionale e dal principio ispiratore sulla destinazione dei beni confiscati, secondo cui”la restituzione alle collettività territoriali delle risorse economiche, acquisite illecitamente dalle organizzazioni criminali, rappresenta uno strumento fondamentale per contrastarne l’attività”». (rrc)

Il progetto ‘Borghi del benessere’ di Biologi senza frontiere presentato in Consiglio regionale

È stato presentato, nel corso della seduta della Terza Commissione – Sanità, Attività Sociali, Culturali del Consiglio regionale della Calabria, il progetto Borghi del Benessere dell’Associazione Scientifica Biologi Senza Frontiere, finalizzato al miglioramento della qualità della vita a partire dai borghi calabresi. Il “borgo” è il modello di applicazione della nuova eco ed equo sostenibilità secondo una nuova cultura fondata su una visione di progetti ed iniziative ad alto contenuto d’innovazione.

La presentazione del progetto è stata introdotta dal Consigliere Regionale Giuseppe Graziano. Era presente il sindaco di S.Agata d’Esaro, dott. Mario Nocito, quale parte attiva del progetto in quanto ha reso possibile l’interazione tra i soggetti proponenti ed associazioni del territorio per una migliore sinergia e competenza nello sviluppo dell’obiettivo salute per una migliore qualità della vita. Presente anche il presidente dell’Associazione, Giovanni Misasi.

L’Associazione Scientifica Biologi senza Frontiere ha come mission il miglioramento della qualità della vita, si occupa di attività di ricerca, a livello nazionale, al fine della prevenzione e della tutela della salute umana ed ambientale, con l’ obiettivo di vivere nel rispetto della natura dell’uomo e dell’ambiente, valorizzando l’esistente e stimolando le coscienze ad investire per il benessere delle future generazioni.

L’Associazione sta strutturando una serie d’interventi, studi e risorse per disegnare un percorso verso questa meta. Per migliorare la qualità della vita è necessario il riconoscimento della pluralità di valori che caratterizzano il benessere dell’uomo quali, ad esempio, vivere in un ambiente sano e in salute, implementare la giustizia sociale, tutelare l’ambiente e conservare il patrimonio storico/culturale e urbanistico. L’Asbsf promuove e lavora, già da diversi anni, al progetto Borghi del Benessere, finalizzato al miglioramento della qualità della vita a partire dai borghi calabresi.

Il “borgo” è il modello di applicazione della nuova eco ed equo sostenibilità secondo una nuova cultura fondata su una visione di progetti ed iniziative ad alto contenuto d’innovazione. La necessità della rinascita del borgo parte dalla condivisione del concetto di sviluppo ecosostenibile, dall’apprezzamento dei valori intrinseci delle diverse culture del nostro territorio e dalla condivisione del concetto di rispetto e di umanità. Hanno aderito al progetto “Borghi del Benessere” oltre 45 comuni calabresi, dove sono in atto tutte le iniziative volte alla rigenerazione del borgo ed al miglioramento della qualità della vita.

L’Obiettivo Salute Aree Interne – Borghi del Benessere, presentato in audizione, è un progetto insito nel progetto Borghi del Benessere, finalizzato ad offrire un servizio ai cittadini dei comuni interni distanti dalle strutture sanitarie a partire dai comuni della Valle dell’Esaro.

Il contesto emergenziale generato dalla pandemia causata dalla diffusione del covid-19, ha evidenziato ancora di più la necessità di migliorare la capacità del Sistema Sanitario nella nostra regione che, ormai da tempo immemore, presenta delle criticità. Le aree interne della regione Calabria, che si trovano distanti dalle strutture sanitarie, soffrono maggiormente queste problematiche, costringendo spesso, soprattutto in questo particolare periodo, alla rinuncia di visite mediche e/o di un chek-up anche a scopo preventivo, andando a peggiorare condizioni cliniche e patologiche in essere.

Il progetto Obiettivo Salute Aree Interne sarà promosso attivamente da Asbsf come servizio nei Borghi del Benessere. Tra i partner che affiancheranno il progetto “Obiettivo Salute Aree Interne” l’ Associazione Esaro Italia Web Radio, nella persona del suo Presidente Giuseppe Spinelli, e Arco – Associazione riuniti Calabria oncologia, nella persona del suo presidente, Francesco Provenzano.

La Terza Commissione della Regione Calabria, con in testa il presidente ed il consigliere Graziano, ha accolto il progetto “Borghi del Benessere” dell’Associazione Scientifica Biologi senza Frontiere e si sono dichiarati disponibili a far si che questo progetto diventi indispensabile per l’intero territorio calabrese. 

Si evidenzia che il progetto “Borghi del Benessere” è riconosciuto dall’Ordine Nazionale dei Biologi quale progetto pilota di interesse nazionale. (rrc)

De Caprio (FI): Accelerare i tempi per elevare stazione dei Carabinieri di Cetraro a Tenenza

Il consigliere regionale di Forza ItaliaAntonio De Caprio, ha ribadito l’importanza e il bisogno di «garantire il rafforzamento della sovranità dello Stato nel territorio di Cetraro con l’elevazione dell’attuale stazione dei carabinieri a Tenenza».

Per questo ha presentato una mozione – approvata in Consiglio regionale – con cui «ho nteso impegnare il governatore della Calabria e l’esecutivo regionale a voler convocare, a breve, una riunione dove, alla presenza del presidente della giunta, del sottoscritto e del sindaco di Cetraro, si possa individuare, congiuntamente, la strada giusta da intraprendere per la risoluzione della problematica».

«Inoltre – ha proseguito il presidente dell’antimafia regionale – a richiedere al governo e ai ministri preposti di intervenire e potenziare i presidi dello Stato sul territorio cetrarese, orfano di tutela e protezione pubblica e attivarsi per sbloccare l’iter burocratico in essere e garantire l’apertura della caserma dei Carabinieri da adibire a Tenenza».

«Il 14 marzo scorso – ha detto De Caprio – la cittadina tirrenica è rimbalzata agli onori della cronaca per un vile atto intimidatorio, perpetrato ai danni del maresciallo del locale presidio dell’Arma, Orlando D’ambrosio. Un episodio, di una gravità inaudita, che ha scosso un’intera comunità, atteso che poteva sfociare in una vera e propria strage».

«In città – ha detto ancora Antonio De Caprio – è presente una stazione dei Carabinieri, tra l’altro ubicata all’interno di un appartamento sito in uno stabile abitato anche da famiglie, il cui organico è sottodimensionato rispetto alle criticità che la comunità vive ogni giorno. Da anni si attende lo sblocco dell’iter burocratico che consenta l’apertura della tenenza in locali già pronti nell’aprile del 2011 ma mai resi operativi e consegnati ufficialmente».

«Ecco perché – ha concluso De Caprio – è importante accelerare i tempi, al fine di garantire la sicurezza pubblica ed evitare il perpetuarsi di fenomeni di criminalità organizzata, in un territorio, come quello cetrarese, già fortemente provato di suo». (rcs)

Sainato (FI): Prorogata possibilità di regolarizzazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica

Il consigliere regionale di Forza ItaliaRaffaele Sainato, ha reso noto che «il Consiglio  Regionale ha appena approvato una mia proposta di legge, presentata, insieme ai colleghi consiglieri: Antonio De Caprio, Vito Pitaro e Nicola Paris, d’intesa con l’Assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, finalizzata a prorogare i termini per la regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica».

«L’emergenza epidemiologica da Covid-19, tuttora in atto – ha spiegato Sainato – ha obbligato numerosi soggetti a non potere utilizzare la finestra temporale, prevista dalla vigente legge regionale, per la legalizzazione della propria posizione abitativa. Con il prolungamento dei termini, approvato dall’assemblea legislativa regionale, a partire dal prossimo 01 luglio e fino al 31 dicembre 2021, tutti i nuclei familiari interessati potranno, agevolmente, legittimare i rapporti con l’azienda regionale per l’edilizia residenziale e pubblica, indirizzando alla competente Aterp provinciale la domanda di regolarizzazione dei rapporti locativi o quella di permanenza temporanea, senza rischiare di incorrere nella decadenza dal beneficio».

«L’iniziativa legislativa adottata – ha concluso – viene incontro, in modo diretto ed immediato, alle sollecitazioni giunta dai cittadini calabresi, dando una risposta efficace ad un tema quanto mai attuale, quale è quello dell’emergenza abitativa». (rrc)

Il Consiglio regionale approva mozione per trasformare Centro regionale di Neurogenetica in Ircs

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato, all’unanimità, la mozione, presentata dal vicepresidente Nicola Irto, per trasformare il Centro regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme in Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico.

««Il Centro Regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme deve al più presto diventare un Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico per potenziare il proprio ruolo e diventare, sempre di più, un punto di riferimento nazionale e internazionale per l’assistenza, la diagnosi, lo studio e la ricerca nell’ambito delle patologie neurogenetiche» ha sottolineato Irto, spiegando che «per raggiungere rapidamente questo obiettivo, ho presentato una mozione che impegna la giunta e il Commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario ad attivarsi, ognuno secondo la propria competenza».

«È dovere della politica – ha spiegato – tutelare e potenziare le eccellenze della nostra Regione con particolare riguardo al settore della Ricerca. Investire in realtà come il Crn di Lamezia vuol dire anche impegnarsi per arginare l’inaccettabile fenomeno della migrazione sanitaria».

«Oggi, il Crn è diventato punto di riferimento regionale, nazionale e internazionale nel suo campo – si legge nella mozione – di cui è testimonianza la lunga e imponente serie di pubblicazioni, le numerose collaborazioni con scienziati di tutto il mondo e gli oltre 13.000 pazienti presi in carico provenienti da ogni parte d’Italia e, grazie a un metodo di lavoro complesso e combinato di studi clinici e genetico molecolari, affiancati alla ricostruzione genealogica delle famiglie e delle popolazioni attraverso atti e documenti, il Centro è riuscito a sviluppare avanzamenti importantissimi non solo per la Regione Calabria ma per la collettività scientifica tutta, specificamente con la definizione di cause e forme nuove mai descritte». 

«Il contesto storico geografico particolare in cui il Centro opera – prosegue il testo approvato in Consiglio – non è un fatto irrilevante, poiché la Calabria è un vero e proprio isolato genetico e l’elevata numerosità di malattie, rare è ricchezza straordinaria per la ricerca in generale. Persino le metodologie utilizzate, che includono studi storico archivistici, clinici e di genetica di popolazione, non sarebbero facilmente trasferibili, grazie al grande patrimonio esistente in Calabria. Non da ultimo, attraverso la cosiddetta ricerca traslazionale, i risultati ottenuti dagli studi vengono trasformati in applicazioni cliniche, affinché i metodi di prevenzione, diagnosi e terapia delle patologie neurogenetiche risultino migliorati e ottimamente implementati». 

«Nonostante i grandi successi scientifici e assistenziali accertati però il Centro Regionale di Neurogenetica ha molto spesso operato in condizioni di grave precarietà economica – si specifica – subendo nel corso degli anni continui depauperamenti in ordine a finanziamenti e personale assegnato, penalizzando fortemente le attività assistenziali e di ricerca.
In particolar modo, nell’imminenza della comparsa sul mercato di farmaci in grado di modificare il decorso della Malattia di Alzheimer, la mancanza di stabilizzazione e prospettive concrete per il Centro rischia di produrre ulteriori gravissimi danni con l'”ennesimo” risultato di una ulteriore emigrazione sanitaria. La trasformazione del Centro Regionale di Neurogenetica in Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico (IRCS) permetterebbe di ottenere i fondi necessari a garantire e tutelare il ruolo trainante che il Centro ha raggiunto nel campo dell’assistenza e della ricerca scientifica neurogenetica anche a livello internazionale».

Tutto ciò premesso, la mozione impegna la giunta regionale il suo presidente f.f. «affinché – in sinergia con il Commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario della Regione Calabria – per quanto di rispettiva competenza, vengano messe in atto tutte le azioni necessarie per velocizzare e concludere rapidamente l’iter di trasformazione del Centro in Istituto di Ricerca a Carattere Scientifico (Ircs)». (rrc)

De Caprio (FI): Istituire entro 15 giorni tavolo tecnico operativo per sostegno e tutela delle vittime dei reati violenti

Istituire, entro 15 giorni, un tavolo tecnico operativo in cittadella regionale, con l’assessore alle politiche sociali, Gianluca Gallo, e i funzionari del dipartimento preposto per giungere a dei risultati concreti rispetto al sostegno e alla tutela delle vittime. È la proposta avanzata dal consigliere regionale di Forza ItaliaAntonio De Caprio, nel corso dell’audizione in Commissione anti ‘Ndrangheta, della giornalista Fabrizia Arcuri e il criminologo Sergio Caruso, autori del libro Sangue del mio sangue (Falcone editore), che narra la storia della più grande strage familiare avvenuta in Italia, l’eccidio di Buonvicino.

Tutti i membri, stretti intorno ai protagonisti in un corale abbraccio di vicinanza, hanno condiviso l’obiettivo che ha portato Arcuri e Caruso a produrre un lavoro editoriale di così pregnante attualità. L’esposizione dei fatti, ha catalizzato l’attenzione dei consiglieri presenti che hanno sottolineato, con il loro trasporto emotivo, tutto l’interesse verso una tematica che merita di essere enfatizzata.

Il volume, rappresenta, anche, una battaglia aperta nei confronti delle Istituzioni e dello Stato sulle cosiddette vittime secondarie, di cui nessuno parla o si ricorda.

Per il consigliere De Caprio, le vittime « necessitano di tutto il supporto psicologico e sociale. È nostro dovere stare accanto ad ognuno loro. È doveroso che venga istituita una equipe multidisciplinare che si occupi di un concreto sostegno psicologico e che possa intervenire sui casi di intere famiglie, abbandonate al proprio dolore».

«Oggi – ha dichiarato il presidente dell’antimafia regionale, Antonio De Caprio – è stata scritta la pagina più bella della commissione che mi onoro di presiedere. Uniti, abbiamo ripercorso il dramma di adulti e bambini, coinvolti in una follia senza senso».

«La storia ricostruita questa mattina – ha ribadito De Caprio – non deve rimanere un fatto isolato. Lo dobbiamo a tutti coloro i quali lottano, quotidianamente, contro ingiustizie e soprusi inaccettabili». (rrc)

Il consigliere regionale Pietropaolo (FDI) deposita mozione per riapertura terapia intensiva neonatale di Crotone

Il consigliere regionale di Fratelli d’ItaliaFilippo Pietropaolo, ha depositato una mozione «che impegna il presidente f.f. Nino Spirlì e la Giunta regionale ad intervenire nei confronti del commissario alla Sanità per l’immediata riapertura a pieno regime del reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, e per la adeguata strutturazione in termini di personale sanitario e parasanitario».

Nel testo della mozione Pietropaolo ha ricordato che «il reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, l’unica struttura esistente nella fascia jonica da Trebisacce a Crotone, svolge un ruolo fondamentale per la salvaguardia della vita di tutti i neonati. Al suo interno è anche attivo un servizio di cardiologia neonatale per bambini cardiopatici o che hanno subito un intervento al cuore, che vengono seguiti anche in collegamento col Policlinico di San Donato Milanese ed il Bambino Gesù di Roma».

« Il presidio di Crotone – si legge nella mozione – in considerazione delle caratteristiche e del numero delle nascite annuali, non può fare a meno di un reparto di terapia intensiva neonatale. Il San Giovanni di Dio arriva a toccare 1500 nascite all’anno, ed il reparto TIN è l’unica possibilità di sopravvivenza per i piccoli che nascono con difficoltà gestibili solo nei primi secondi di vita. La generale politica di ridimensionamento perpetrata dai commissari ad acta, che sta interessando l’Asp di Crotone, ed in particolare l’ospedale San Giovanni di Dio, nonché la grave carenza di personale medico e paramedico, hanno portato alla chiusura del reparto Tin, costringendo le numerose famiglie di neonati, affetti da patologie anche gravi, a doversi recare presso altri hub sanitari della regione distanti centinaia di chilometri».

«Una situazione aggravata dalle condizioni di assoluta arretratezza delle reti stradali e ferroviarie del Crotonese». Secondo Pietropaolo «le scelte di contenimento dei costi operati dal piano di rientro non possono spingersi fino a negare anche ai neonati il diritto alle cure e alla salute, garantiti dall’articolo 32 della Costituzione». (rrc)

NO ALLE NOMINE IN CONSIGLIO REGIONALE
QUELLA STRANA ALLEANZA SINISTRA-LEGA

di SANTO STRATI – Pensavate di aver visto di tutto, di più in questa strana, difficile consiliatura regionale, disgraziatamente segnata dal lutto della presidente Jole? No, ci sono ancora tre mesi (più o meno) dalle nuove elezioni e l’assemblea, pur in prorogatio (ovvero obbligata a occuparsi solo delle cose indifferibili e urgenti), guidata dal presidente Giovanni Arruzzolo si ritrova all’ordine del giorno del Consiglio convocato per domani una raffica di nomine a dir poco imbarazzanti. Tanto imbarazzanti quanto inopportune, così da mettere insieme nella protesta la sinistra e gli esponenti regionali della Lega. Una cosa difficile da immaginare, eppure è successa.

Anzi, c’è da dire che la Lega è addirittura sembrata più arrabbiata della minoranza: «non ci stiamo ad assecondare metodi vecchi che producono solo terra bruciata» – hanno dichiarato i consiglieri leghisti. mentre più “morbida” è apparsa la dichiarazione dem (Bevacqua, Guccione, irto, Notarangelo e Tassone): «l’infornata di nomine inserita nella prossima seduta di Consiglio regionale [domani, ndr] è l’ennesima riprova di un operato della maggioranza segnato da sfacciataggine, arroganza e disprezzo di ogni regola. Da oltre otto mesi il nostro reiterato appello alla legalità resta sempre inascoltato e puntualmente disatteso».

Sono davvero “indifferibili e urgenti” queste nomine? Come le “chiamate” ad personam di tanti (presumibili) sostenitori dell’uno o dell’altro consigliere che si sono visti assegnare incarichi anche solo di un mese di qualche migliaio di euro (dai “miserevoli” 410,97 euro riservati a un presidente di proLoco e a una studentessa fuori corso fino ai 3.7998 euro assegnati a un “artigiano”): che si tratti di prebende con finalità elettorali lo capiscono anche i ciottoli che circondano la Cittadella Santelli di Germaneto, ma a tutto, obiettivamente c’è un limite. Nella lista dei co.co.co confermati dal C0nsiglio regionale c’è di tutto, di più, ma sono peccati per così dire “veniali” perché limitati a qualche mese o anche meno; più difficili da digerire le nomine cosiddette “istituzionali” che mettono nuovi vertici alle società in house o altri organismi regionali che domani il Consiglio regionale andrà a votare.

«Con 12 proposte di provvedimento amministrativo – hanno fatto rilevare i consiglieri della Lega – il Presidente del Consiglio regionale, senza alcuna intesa in sede di conferenza dei capigruppo, ha deciso di mettere all’ordine del giorno una serie di nomine. Su questa decisione, come gruppo Lega, esprimiamo il nostro totale dissenso, perché la consideriamo assolutamente inopportuna». E su questa linea s’è avverato l’inimmaginabile, l’intesa impensabile tra Lega e consiglieri di minoranza. «A poco più di tre mesi dalle nuove elezioni – ci sono andati giù duri i consiglieri leghisti –, auspichiamo che il Consiglio regionale ed il Presidente rinuncino in modo categorico ad atti che, a prescindere dalle reali intenzioni, possano assumere una connotazione clientelare finalizzata ad acquisire consensi elettorali. Per quanto ci riguarda, riteniamo che sia possibile prendere in considerazione solo le nomine di cui sia dimostrata, in modo puntuale e documentato, la effettiva urgenza ed i danni che produrrebbe il rinvio di pochi mesi».

E non è mancata una stoccata sull’inefficienza fin qui dimostrata in campo sanitario: «In un momento in cui l’operatività del Consiglio regionale è limitata a provvedimenti di urgenza, ed il contesto socio-economico della Calabria registra una delle fasi più difficili a causa delle problematiche connesse all’emergenza sanitaria, il Consiglio regionale deve concentrare la propria attenzione solo sulle reali emergenze della Calabria. Non ci stiamo ad assecondare metodi vecchi che producono solo terra bruciata. La Lega intende far voltare pagina alla Calabria, mettendo al centro delle proprie attenzioni i disagi che attanagliano i cittadini, il lavoro e lo sviluppo, non le nomine. Anche per questo il nostro gruppo consiliare, sin da quando il consesso risulta essere in una condizione di congedo, ha deciso di non attivare alcun contratto di collaborazione con esperti esterni; tra l’altro chi ha accostato, a mezzo stampa, dei contratti alla Lega ha preso un abbaglio poiché le collaborazioni attribuite al gruppo che rappresentiamo riguardano un altro partito. Tutto ciò consente un risparmio sul bilancio del Consiglio regionale, ovvero un risparmio per tutti i calabresi. E questo è anche la testimonianza del nostro modo di intendere la politica al servizio dei cittadini, senza rincorrere il consenso con prebende elettoralistiche».

Una condanna senza attenuanti è stata espressa dall’europarlamentare pentastellata Laura Ferrara: «In Calabria – ha detto –, con l’attività del Consiglio regionale limitata ai soli provvedimenti di ordinaria amministrazione e urgenti, il centrodestra vorrebbe continuare a sfornare nomine nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali di numerosi enti, società, aziende, comitati e osservatori nei quali la Regione Calabria detiene una partecipazione, oltre che della nomina di alcune figure di garanzia come il Difensore civico o il Garante della Salute e il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Provvedimenti che solo un Consiglio regionale nel pieno della sua operatività dovrebbe licenziare e non uno in regime di prorogatio, come è quello calabrese».

L’occasione è fin troppo ghiotta per rinunciare a una stoccata in chiave elettorale: questo ordine del giorno – ha detto la Ferrara – «potrebbe essere l’ennesimo atto della vergogna di una maggioranza che si è preoccupata, in questi lunghi mesi, più ad intercettare consensi tramite prebende che a restituire dignità a questo territorio. Anche per questo è necessario offrire ai calabresi una valida alternativa a chi governa oggi la Regione. Donne e uomini che si impegnino con etica, responsabilità e senso delle Istituzioni per il bene comune e non per i propri interessi. Bisogna concentrarsi di più sui temi prioritari e meno sui nomi ed i profili, che devono certamente essere garanzia di un programma credibile e di rilancio per la nostra regione. È il momento della sintesi, di ritornare fra la gente e dare un senso vero e positivo alla parola “politica”, anche in Calabria».

Controbatte il presidente Arruzzolo: «Alcuni dei Provvedimenti Amministrativi inseriti nell’ordine dei lavori della seduta del Consiglio regionale di venerdì 18 giugno, sono stati oggetto in questi mesi di ‘richiami’ da parte di organismi nazionali, come AGCom, in riferimento al Corecom, e l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) per questa seconda importante figura. Risponde solo a questa esigenza – secondo il presidente dell’Assemblea calabrese –la volontà di procedere con ‘urgenza ed indifferibilità” alla definizione di alcune nomine, tra quelle inserite nel punto in discussione nella prossima seduta. D’altra parte tali procedure, sono state ampiamente discusse, nelle sedi istituzionalmente competenti, pertanto, restiamo ‘sorpresi’ dall’esternazioni di alcuni partiti. Si tratta di garantire la piena operatività di organismi che altrimenti sarebbero destinati al commissariamento da parte delle Autorità governative nazionali, e nessun altro tipo di nomina o incarico sarà deciso dal Consiglio regionale fino al termine della legislatura. Rassicuriamo, pertanto, i cittadini calabresi, che questa Presidenza non ha mai avuto la minima intenzione di ‘forzare’ su Provvedimenti amministrativi che sarebbero, in questo momento, istituzionalmente poco opportuni, considerando la fase di prorogatio, in cui è costretta ad operare l’Assembla regionale che ho l’onore di presiedere».

La singolare “temporanea alleanza”, ovviamente non avrà alcun seguito, come è intuibile, né allenterà le frizioni da campagna elettorale che vede la sinistra affidarsi a Letta e Conte per un miracolo pressoché impossibile. Salvini, per conto suo, ha “benedetto” la candidatura ufficiale di Roberto Occhiuto, ma ha imposto una seria cambiale alla coalizione sulla vicepresidenza che vuole di nuovo per Spirlì, una cosa vista con scarso entusiasmo sia da una parte di forzisti sia di diversi esponenti della coalizione. Il tempo, si dice, è galantuomo e in politica i patti e i contratti spesso valgono e durano lo spazio d’un mattino: bisognerà prima fare il conteggio delle preferenze e pesare le rispettive indicazioni espresse dagli elettori. Chi pensa di decidere autonomamente  sulla testa dei calabresi non ha ancora capito con chi ha a che fare e la lezione Minicuci (a Reggio) evidentemente Salvini non l’ha ancora ben capita. (s)

Giannetta (FI): La Corte dei Conti promuove il Consiglio regionale della Calabria

La Corte dei Conti ha promosso il Consiglio regionale della Calabria. Lo ha reso noto il consigliere regionale e presidente della Commissione Vigilanza di Forza ItaliaDomenico Giannetta, sottolineando che «possiamo essere orgogliosi dell’ottima performance della legislatura regionale targata Centrodestra, che si è caratterizzata per qualità e quantità della proposta legislativa»

«Nella relazione annuale all’esame della Commissione Speciale di Vigilanza – ha spiegato Giannetta – la Corte dei Conti ha sottolineato che, sulla quasi totalità delle leggi approvate dal Consiglio regionale nel corso dell’anno 2020, non vi siano rilievi di carattere finanziario e si è riscontrata una corretta copertura finanziaria. Su 37 leggi approvate, solo 7 sono a carattere oneroso e, in ogni caso, ai nuovi o maggiori oneri introdotti dalle leggi di spesa si è fatto fronte, nel complesso, con le risorse già stanziate nel bilancio in corso».

Questo è quanto emerso dall’esame della deliberazione della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Calabria sulla tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali approvate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri.
La relazione della Corte dei Conti – ha sottolineato Giannetta – costituisce un prezioso punto di riferimento sulle più avanzate tecniche contabili in materia di quantificazione degli oneri finanziari, la cui osservanza consente al Consiglio di ancorare l’attività legislativa ad una rigorosa logica di programmazione e sostenibilità finanziaria delle scelte operate, così da prevenire squilibri di bilancio, come più volte ha ricordato la Corte Costituzionale».

«Un risultato – ha proseguito il consigliere regionale – che ha particolarmente valore perché viene raggiunto in una congiuntura estremamente difficile e compromessa da eventi inediti, quali la pandemia, la prematura scomparsa del presidente, la tardiva composizione delle commissioni consiliari e la prematura interruzione dell’attività ordinaria del Consiglio, forzatamente congedato e impossibilitato a esercitare il pieno delle proprie funzioni».

«La relazione della Corte dei Conti ci restituisce, invece – ha detto ancora – un quadro molto positivo delle attività del Consiglio regionale della Calabria che è riuscito a caratterizzarsi per capacità produttiva e per l’impegno costante, nonostante tutto. L’ennesima conferma della qualità politica del Centrodestra calabrese, che si distingue per concretezza e può rivendicare, a voce alta, la prerogativa della sua azione». (rrc)