Il Consiglio regionale parte civile per il crollo dell’auditorium Calipari

Il Consiglio regionale della Calabria si costituirà parte civile nell’inchiesta della magistratura per il crollo del tetto dell’Auditorium Calipari di Palazzo Campanella. Ne dà notizia lo stesso presidente Mimmo Tallini: «Il crollo del tetto dell’auditorium Calipari di Palazzo Campanella, sede dell’Assemblea regionale, è una ferita gravissima che saneremo. Ma contemporaneamente voglio assicurare il massimo impegno affinché chi ha sbagliato sia messo di fronte alle proprie responsabilità e ne paghi fino in fondo le conseguenze. Non ho parole per descrivere l’incredulità, lo sgomento e l’indignazione davanti a quelle macerie che avrebbero potuto provocare centinaia di morti. I magistrati della Procura di Reggio Calabria hanno già aperto un fascicolo, ma conto di presentare nei prossimi giorni in procura un circostanziato esposto-denuncia, mettendo a disposizione degli inquirenti anche i risultati di una minuziosa indagine interna che ripercorrerà, passo dopo passo, l’intera vita dell’Auditorium, dal progetto alla realizzazione, dalle opere successive, ai vari interventi di  manutenzione, fino al drammatico crollo di venerdì scorso».  

E non basta. «Ci costituiremo parte civile – annuncia Tallini –  nel procedimento penale che sarà sicuramente instaurato. È inammissibile che una struttura inaugurata appena quindici anni fa e sottoposta a continui interventi di manutenzione, sia potuta collassare senza alcuna sollecitazione esterna. Ci fosse stato un nubifragio o un altro evento calamitoso ce ne saremmo fatti una ragione. Così no, non è tollerabileDa lunedì – conclude il presidente del Consiglio regionale – saremo già al lavoro per reperire le risorse per ripristinare al più presto il ‘Calipari’ che rappresenta un luogo-simbolo della città di Reggio Calabria e dell’intera regione. Parallelamente, chiederò al nostro ufficio legale di seguire gli sviluppi dell’inchiesta. Ai responsabili della mancata strage, al di là degli aspetti penali, chiederemo un maxi-risarcimento danni per questa ferita inferta ad una struttura pubblica di essenziale importanza».

«Un crollo per ora inspiegabile, un collassamento dell’intero tetto della struttura che si è abbattuto col suo peso immenso di tonnellate schiacciando tutti gli interni, distruggendo le file di poltrone, lo spazio-regia e il palco rialzato. Per miracolo non c’è stata una strage» aveva detto a caldo il presidente Tallini mentre raggiungeva urgentemente in auto Reggio per rendersi conto di persona del disastroso evento. «Per fortuna – aveva aggiunto Tallini –  nel primo pomeriggio quando si è improvvisamente verificato il tracollo, a quanto pare l’Auditorium era deserto e non ci dovrebbero essere vittime né danni alle persone. Appena informato del gravissimo episodio ho delegato il collega Giuseppe Neri, presidente della Commissione Bilancio, per compiere un primo sopralluogo sommario sul posto e mi sono messo subito in macchina per raggiungere la sede del Consiglio».

Riservato ad eventi e congressi di grande rilevanza coi suoi 600 posti a sedere, l’Auditorium era stato inaugurato il 30 marzo 2005, con una solenne cerimonia ufficiale presenziata dall’allora presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. Era stato definito un’ “agorà” elegante ed ipertecnologica ultimata in tempi record per poter consentire di rendere omaggio – a meno di un mese dal suo altissimo sacrificio –  a un calabrese, Nicola Calipari, riconosciuto come una delle figure più fulgide dell’Italia,, un fedele, efficiente e leale servitore dello Stato caduto nella sua ultima missione, l’ennesima portata a termine con successo portando in salvo la giornalista Giuliana Sgrena, sequestrata, nel mese di febbraio del 2005, dalla Jihad islamica; Nicola Calipari muore facendole scudo con il proprio corpo per proteggerla dai proiettili di un posto di blocco statunitense.

Nel corso degli anni l’Auditorium è stato sottoposto a numerosi interventi di adeguamento e qualche anno fa sul tetto era stata collocata una batteria di pannelli solari.

Per il momento sono state sospese tutte le attività di Palazzo Campanella e anche il Polo Culturale è stato momentaneamente chiuso al pubblico: i dipendenti sono stati messi in smart working per una settimana , poi ci sarà la chiusura per le ferie. Chiusa anche la sala Federica Monteleone dov’è in corso il restauro della Vara della Madonna della Consolazione. L’attività del Consiglio dovrebbe riprendere da lunedì 24 agosto.

(rrc)

Tallini: Con i Tavoli tematici il partenariato protagonista del cambiamento

La due giorni dei tavoli tematici Il Futuro è Calabria si è chiusa, e il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, tira le somme di due giornate intense dedicate al nuovo programma comunitario del fondi Por 2021-2027.

Per il presidente, infatti, il lavoro collettivo, denso e partecipato svoltosi ai tavoli tematici, non solo solo di vitale importanza, ma anche una svolta nel modus operandi quanto mai opportuna: «non è la prima volta in assoluto – ha osservato Tallini – che si avvia un confronto del genere in vista dell’elaborazione della programmazione comunitaria. Ma è forse la prima volta – e di questo occorre riconoscere il giusto merito alla presidente Jole Santelli – che al partenariato viene data realmente l’occasione di essere protagonista del cambiamento».

Il presidente Tallini rimarca il ruolo che spetta all’Assemblea regionale: «Dei risultati di questi tavoli tematici farà tesoro non solo la presidente Santelli, ma anche e soprattutto l’Assemblea che ho l’onore di presiedere che avrà un ruolo-chiave nella definizione delle politiche comunitarie da qui al 2027».

«La partita del futuro della Calabria si gioca qui – ha aggiunto –. Dalla capacità che avremo di trasformare l’emergenza Covid in nuova opportunità. Dalla capacità di utilizzare in maniera manageriale e produttiva ogni euro che verrà dall’Unione Europea. Dalla capacità di essere lungimiranti nella costruzione di un modello di sviluppo che dovrà essere fortemente innovativo e legato all’ambiente».

Il presidente dell’Assemblea di Palazzo Campanella esprime una valutazione positiva sul metodo di lavoro scelto: «Sono certo che si formerà una bella ‘squadra’ di intelligenze e competenze. Poi naturalmente spetterà a chi detiene il potere decisionale – Giunta e Consiglio regionale – tirare le somme e puntare sulle idee vincenti, evitando di commettere l’errore del passato di volere accontentare tutti e disperdere le risorse».

«Ritengo una scelta tesa alla valorizzazione del ruolo complessivo dell’Assemblea –ha proseguito Tallini – quella della presidente della Giunta di coinvolgermi attivamente delegandomi a introdurre i lavori dei sette ‘tavoli’. Così è stata sancita e sottolineata la sinergia di Giunta e Consiglio e, al tempo stesso, l’impegno dei due organi istituzionali nel garantire che le proposte ritenute valide troveranno una trasposizione in provvedimenti amministrativi e atti legislativi».

«Per quanto riguarda, in particolare i singoli ‘tavoli’ – ha continuato il presidente del Consiglio regionale – quello denominato Una Calabria più intelligente, coordinato dall’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio, raccoglie la sfida del futuro che si gioca essenzialmente sull’innovazione e sul digitale. L’innovazione non deve riguardare solo le Città e la qualità della vita dei cittadini, ma deve investire tutti i settori della società calabrese, in particolare il mondo produttivo. Si pensi alle potenzialità dell’agricoltura di precisione con i droni oppure alle applicazioni dell’artigianato digitale».

«Per il tavolo Una Calabria più verde – ha continuato Tallini – coordinato dall’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio. Devo dire che le tematiche di questo tavolo mi affascinano particolarmente perché sono convinto che la Calabria è uno scrigno verde su cui costruire un modello di sviluppo innovativo e vincente. La mia esperienza nell’istituzione della Riserva di Valli Cupe, divenuta in breve tempo una delle mete più ambite del naturalismo meridionale, mi porta a dire questo. I nostri parchi e le nostre riserve naturali, i nostri mari, le energie rinnovabili, il turismo legato alla natura, sono tutti segmenti di una rivoluzione verde più che mai ‘possibile’ e concreta”».

Ancora Tallini: “Crescita e superamento dell’isolamento, sono un binomio indissolubile, come conferma il tavolo tematico denominato Una Calabria più connessa coordinato dall’assessore regionale alle Infrastrutture Domenica Catalfamo. Anche questo tavolo, come gli altri, appare strategico per il futuro della Calabria. Una Calabria connessa con il resto del Paese, con l’Europa, con il Mediterraneo sarà in grado di vincere la sfida della crescita e dello sviluppo. Le grandi infrastrutture sono essenziali in un disegno del genere. Mi piacerebbe conoscere il parere del tavolo su una questione che il Consiglio Regionale ha recentemente affrontato, approvando una specifica mozione, vale a dire la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Noi abbiamo affrontato la questione con serietà, chiedendo al Governo di verificarne la fattibilità alla luce delle nuove tecnologie. Una posizione che trova molti riscontri anche nelle forze governative e in quasi tutte le forze di opposizione parlamentare». 

«Compito importantissimo – secondo Domenico Tallini – anche quello del tavolo Una Calabria più sociale affidato al coordinamento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo perché tocca da vicino la vita reale dei cittadini. Senza contare che il sistema socio-assistenziale è una delle più importanti ‘industrie’ della Calabria, che dà lavoro a migliaia di persone che si occupano delle persone. Alzare il livello qualitativo dell’offerta sociale attraverso la migliore utilizzazione possibile delle risorse comunitarie appare un obiettivo ambizioso, ma realizzabile».

«Coordinato dal vicepresidente della giunta e assessore regionale ai Beni Culturali, Nino Spirlì, il tavolo Una Calabria più vicina ai cittadini – ha continuato il presidente del Consiglio regionale della Calabria – non chiama in causa solo con una maggiore efficienza burocratica, con l’alleggerimento delle procedure, ma investe praticamente tutti i settori della vita sociale, economica e culturale. Si tratta di un nuovo approccio al rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini. Mentre quello denominato Una Calabria che funziona, coordinato dall’assessore regionale al Bilancio, Francesco Talarico, s’intreccia col precedente perché la sfida che dobbiamo portare avanti e vincere è quella di una macchina burocratico-amministrativa che – partendo dalla Regione per arrivare alle Province e ai Comuni – sia capace di cambiare passo. La percezione che i cittadini hanno del sistema burocratico pubblico non è per niente positiva. Cittadini e imprese lamentano lentezze, ritardi, incertezze che poi mettono a repentaglio la buona riuscita di un’iniziativa o l’ottenimento di un diritto personale. Digitalizzazione, modernizzazione, formazione possono essere le parole chiave di questo delicato tema».

«Infine – conclude la sua disamina il presidente Tallini – il tavolo tematico denominato Un nuovo modello di sviluppo coordinato dall’assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, si può dire che, così articolato e affascinante, racchiuda e si raccordi con tutti gli altri tavolo tematici. Ciò che sta emergendo, è infatti l’esigenza di una forte e veloce modernizzazione del sistema Calabria che, nonostante grandi potenzialità, appare ancora sostanzialmente arretrato rispetto al resto d’Europa. Abbiamo i numeri per recuperare questo gap».

«L’emergenza Covid, paradossalmente – ha concluso – può aiutarci perché il modo come abbiamo contenuto il virus, grazie anche alle condizioni climatiche e ambientali, ci ha consegnato la percezione di una regione sicura. Non è una cosa da poco. È, però, altrettanto evidente che dobbiamo pensare a modelli nuovi di turismo, di agricoltura, di produzione agro-alimentare da esportare all’estero. Sono sicuro che arriveranno idee e suggestioni che risulteranno molto utili alla Regione per varare un programma europeo di alto respiro». (rrm)

In copertina, il tavolo tematico coordinato dall’assessore regionale al Turismo Fausto Orsomarso.

Insediata la Commissione regionale contro la ‘ndrangheta al Consiglio regionale

Si è insediata, a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, la Commissione regionale contro la ‘ndrangheta, presieduta dal consigliere Antonio De Caprio.

Vicepresidente, invece, è stato eletto il consigliere Graziano Di Natale, che ha ringraziato i colleghi per avergli affidato il ruolo di vicepresidente e augurato a tutti i componenti della Commissione buon lavoro.

In merito alla programmazione delle attività, il presidente De Caprio ha indicato i seguenti e principali obiettivi: «Semplificazione e sburocratizzazione dei procedimenti amministrativi per agevolare la crescita di cittadini; aziende, attività commerciali; dialogo con le associazioni – che lavorano in modo volontario ed altruistico sul tutto il territorio- e con le istituzioni religiose; investire su scuola e Università quali momenti centrali della formazione dei giovani; valorizzare le bellezze calabresi; attivare percorsi di sostegno alle vittime del racket delle estorsioni».

«Inoltre – ha aggiunto De Caprio – proponiamo un Piano Speciale di legalità, antiracket e antiusura (Psla) per prevenire i rischi di infiltrazione criminale e ‘ndranghetista nel tessuto socio-economico regionale e per contrastare i fenomeni di usura ed estorsione. Consideriamo questi i punti qualificanti dell’azione che la Commissione andrà a svolgere, in uno spirito di cooperazione ed interazione che resta la via maestra per riuscire nel difficile compito di contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata sul territorio calabrese».

«L’obiettivo – ha concluso il presidente – è di convergere insieme verso un sistema efficace e coerente di strumenti intesi a rafforzare la cultura della legalità, della solidarietà e dell’etica della responsabilità, a tutela della collettività e di ogni singolo individuo». (rrm)

Il concorso “Gonfia la rete, vinci sul web” per contrastare i fenomeni negativi del web

S’intitola Gonfia la rete, vinci sul web il concorso promosso dal Consiglio regionale della CalabriaCorecom e dall’Ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza per contrastare i fenomeni dell’hate speech (linguaggio d’odio), delle fake news (disinformazione) e cyber bullismo (bullismo su internet) oltre che contribuire a un utilizzo consapevole del web e del social media.

Le opere da proporre, che dovranno pervenire entro il 15 novembre 2020 con le modalità specificate nel bando, sono divise in due sezioni: la prima riservata a documentari, spot, constructed reality (recitato legato all’improvvisazione e basato su uno script), fumetti e docu – fumetti,  tutti di durata non superiore ai dieci minuti, titoli di testa e di coda inclusi;  la seconda riservata a opere con testo e musica, facoltativamente accompagnate da video.

La Commissione sarà composta: dal Rettore o da un docente di una delle Università regionali calabresi; dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria o da altro iscritto all’Ordine, quale giornalista professionista; dal Direttore/Segretario Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, o da altro soggetto da questi delegato, di qualifica non inferiore a funzionario.

Ai vincitori verrà consegnata una pergamena di benemerenza nel corso di una cerimonia che avrà luogo presso il Consiglio regionale, durante la quale le opere saranno mostrate, proiettate, lette o rappresentate.

Successivamente, i prodotti artistici saranno diffusi nelle scuole e mediante altri media, in modo da essere conosciuti da un pubblico più vasto possibile. 

Ciò in quanto lo scopo del Concorso è proprio quello di incentivare gli utenti di internet, in particolare quelli in età adolescenziale, ad approcciarsi in modo critico a questo importante strumento di conoscenza e di scambio, sapendo che dentro il mondo virtuale si possono celare fenomeni estremamente negativi quali il linguaggio d’odio, la disinformazione, voluta o inconsapevole, e il bullismo, amplificato dalla potenza del mezzo. 

Il bando, già online sul sito del Consiglio regionale e del Corecom, si può trovare al seguente link http://www.consiglioregionale.calabria.it/portale/Cittadino/Avvisi/DettaglioNews/573 (rrm)

Insediate la Terza e Sesta Commissione consiliare al Consiglio regionale

Al Consiglio regionale della Calabria si sono insediate la Terza Commissione consiliare permanente “Attività sociali, sanitarie, culturali e formative”, presieduta dal consigliere Sinibaldo Esposito e la Sesta Commissione consiliare “Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili” presieduta dal consigliere Pietro Molinaro

«Ringrazio per essere stato eletto – ha dichiarato Sinibaldo Esposito – alla guida di questo organismo che riveste grande centralità ed importanza per la comunità calabrese, ancor più, nella fase così delicata che stiamo attraversando. Sulla Commissione Sanità, i riflettori sono accesi e c’è una ragionevole attesa rispetto ai provvedimenti e agli atti di indirizzo che assumeremo. Rivolgo ai colleghi esponenti dell’opposizione, l’invito alla leale collaborazione, convinto che riusciremo a trovare sintesi e sinergie su argomenti che per loro intrinseca natura, valicano le appartenenze politiche e costituiscono patrimonio comune».

«Dopo anni di commissariamento e frammentazione dei settori che dovrebbero guidare univocamente la sanità – ha sottolineato Esposito – servirà ripensare l’organizzazione dell’intera rete sanitaria, distinguendo il sistema ospedaliero (presidi Hub e Spoke) dalla rete territoriale, per rimuovere le criticità attuali che allontanano la concreta garanzia del diritto alla salute ed assicurare così la certezza sull’erogazione delle prestazioni. Sarà importante, infine, giungere anche alla definitiva integrazione del ‘Pugliese’ con la ‘Mater Domini’».

A chiusura della relazione del presidente, sono intervenuti il vicepresidente Libero Notarangelo, il segretario Raffaele Sainato ed i componenti Francesco Pitaro (Misto), Giuseppe Graziano (Unione di Centro) e Filippo Mancuso (Lega Salvini) che hanno offerto diversi contributi e proposte rispetto alle priorità da affrontare sui tanti versanti d’interesse della materia sanitaria.

Rispetto agli interventi dei diversi consiglieri si è convenuto «di redigere, in occasione delle future riunioni di Commissione, ordini del giorno snelli; d’intervenire sin da subito su alcune tematiche come l’urgente problematica del servizio 118 delle Asp di Catanzaro e Crotone; di affrontare la questione del welfare e dei nuovi ospedali, avendo come direttrice d’impegno lo sforzo – partendo dalla conoscenza delle specificità del territorio – di rendere la Calabria, una ed una sola, garantendo uniformità dei servizi sanitari dal Pollino a Scilla». 

Vicepresidente della Sesta Commissione, invece, è il consigliere Luigi Tassone, che si è dichiarato «onorato di ricoprire il ruolo di vicepresidente e al tempo stesso responsabilizzato, riconoscendo a questa Commissione la centralità rispetto, in particolare, a due grandi questioni: turismo ed agricoltura. Costruiremo insieme percorsi condivisi e partecipati, dando voce a tutti gli operatori del comparto».

Dopo l’augurio di “buon lavoro” da parte dei componenti alla Commissione, che hanno sottolineato la competenza nel settore di Pietro Molinaro, è stato lo stesso presidente a chiudere i lavori odierni. 

«È un giorno importante – ha dichiarato Pietro Molinaro – che apre ufficialmente l’attività di questa Commissione, che è stata fortemente voluta in seno al Consiglio regionale. Un organismo di nuova istituzione, corroborato da deleghe importante, che avrà a cuore – ha richiamato il presidente- tematiche di fondamentale importanza connesse a opportunità preziose, come quella dei Fondi comunitari, sulle quali cominciare a lavorare per disegnare e programmare uno sviluppo effettivo e funzionale ai bisogni del territorio calabrese».

«Il nostro vuole essere – ha concluso Molinaro – un lavoro di squadra a tutti i livelli, Giunta e Consiglio, e ringrazio fin da ora gli Uffici di Palazzo Campanella per la collaborazione che sapranno offrire». (rrm)

CALLIPO: NON RITORNA PIÚ IN CONSIGLIO
«ANDARE OLTRE LE LOTTE DEL POTERE»

di SANTO STRATI – Che le sue dimissioni fossero irrevocabili si era capito già dal primo momento, quando le annunciò tradendo la grande amarezza che gli covava dentro: Pippo Callipo, leader di Io resto in Calabria ha confermato che non  torna più in Consiglio regionale, motivando una delusione che. evidentemente, non riesce a superare. Certo il voto favorevole all’accoglimento delle dimissioni arrivato in Consiglio regionale da tre consiglieri della sua coalizione (Aieta, Tassone e Sculco) è stato il colpo finale, quando, a cominciare dal presidente del Consiglio Mimmo Tallini, tutta l’aula le aveva respinte invitando il cav. a ritornare sui suoi passi.

Callipo, ha diffuso una nota con cui si augura che il suo gesto possa stimolare una riflessione «oltre le lotte del potere», ma compie un doppio passo falso che non aiuta in alcun modo il  processo di rinnovamento di cui la Calabria ha disperato bisogno. Il primo errore è che con le sue dimissioni Callipo ammette implicitamente il fallimento di un disegno politico che, pur tuttavia, aveva convinto una bella fetta di elettorato e offre spazio ai suoi detrattori (della stessa coalizione) che non hanno mai digerito la sua “ingombrante” presenza nella politica regionale. Un “marziano” che arriva in politica con un caterpillar con l’idea di fare piazza pulita del vecchio modo di fare politica, non era decisamente accettabile da quanti, ormai da anni, vivono di “politica”. Le sue esclusioni dalle liste di alcuni “eccellenti” ma discutibili personaggi della a politica regionale avevano confermato una difficile convivenza tra le due anime della sinistra: quella del rinnovamento ad ogni costo, scontentando una importante fetta di  “grandi” elettori e quella dello status quo, dove un accomodamento si riesce sempre a trovare con buona pace di  chi coltiva pie illusioni di rinascita politica e cultura per la Calabria. Seguire l’antipolitica di Callipo (non in senso grillino, ma con un obiettivo di innovazione) avrebbe significato ammettere, dall’altra parte (inclusi i dem) che in questi ultimi trent’anni troppe cose non hanno funzionato in Regione. Significava ammettere l’ignavia e l’inezia dimostrata, a fasi alterne, da tutti gli schieramenti e doversi cospargere il capo di tonnellate di cenere (virtuale), a presunta espiazione di un vero fallimento – quello sì – della politica regionale.

Callipo, invece, ha fatto prevalere il sentimento sulla ragione: il suo non essere un “animale politico” avrebbe dovuto mettere in guardia i suoi  consigliori che – complice l’età, 73 anni non sono molti, ma si è superato lo slancio della lotta fino allo stremo – il personaggio Callipo era troppo “distante” da ciò che è la politica. Quello che, con poca signorilità, ma autentica verità, Rino Formica ha espresso in due parole: sangue e merda. Per poi spiegare che  «la politica è per gli uomini il terreno di scontro più duro e più spietato. Si dice che su questo campo ha ragione chi vince, e sa allargare e consolidare il consenso, e che le ingiustizie fanno parte del grande capitolo dei rischi prevedibili e calcolabili». Ecco, le parole dell’ex ministro socialista si adattano perfettamente al personaggio Callipo. La lotta politica, però, non si può arrestare di fronte a uno scontro di poteri, anzi deve farsi più acuta, occorre mostrare tutta l’energia necessaria per coinvolgere i propri sodali e affrontare una battaglia che può anche diventare guerra. Purché gli ideali siano forti e trovino consenso.

Ma quali ideali? Il nostro grande Corrado Alvaro parlava dell'”inutile dubbio di essere onesti” (vedi calabria.live del 30 giugno scorso) quando si dimise dal giornale di destra con cui non condivideva nulla. Ma un intellettuale può dissociarsi –  e in modo anche eclatante – da una iniziativa editoriale che è contro i propri convincimenti politici, un politico deve, invece, lottare con le unghie e con i denti per strappare il consenso che gli avversari pensano di avere già in tasca. Callipo sì è arreso e questo non depone a suo favore e le sue motivazioni, anzi, il suo auspicio che «dimissioni servano ad aprire una riflessione seria che vada oltre le lotte di potere e le beghe di partito perché i calabresi hanno necessità di riconquistare la fiducia nello Stato e nelle Istituzioni che, purtroppo, hanno comprensibilmente perduto» non fa altro che accentuare il formidabile autogol del cavaliere. Che a questo sarà pur senza macchia, ma ha mostrato paura: un legittimo sentimento, una suggestione o un’emozione difficile da conciliare con l’impegno politico di chi crede nelle proprie idee.

Il secondo passo falso è che il suo abbandono lascia non solo “orfani” i suoi consiglieri di Io resto in Calabria (da cui si era già defilato Francesco Pitaro spostandosi nel Gruppo misto) ma sottrarre un seggio al movimento che, per la legge del quoziente del miglior perdente, va ai Democratici e Progressisti. Quelli, per intenderci, che avevano votato sì alle sue dimissioni. Quelli che stanno remando contro perché la sinistra ritrovi un minimo di compattezza e di unità, smettendo di proporre un’opposizione fatta di distinguo e di insulti a ripetizione. La Calabria ha bisogno di un impegno comune e condiviso, ovviamente nel rispetto delle proprie convinzioni politiche, ma che segua un unico percorso, quell’obiettivo di crescita ormai non più rinviabile.

Non sappiamo cosa resterà del movimento da fondato da Callipo, che probabilmente troverà un’altra guida, di sicuro prepariamoci a vedere la Rete inondata da un inevitabile meme: Io resto (a casa mia) in Calabria. (s) 

Giannetta (FI): la prima seduta della Commissione Speciale di Vigilanza al Corap

Domenico Giannetta, presidente della Commissione Speciale di Vigilanza del Consiglio regionale della Calabria, ha annunciato che la prima seduta sarà dedicata alla questione finanziaria, amministrativa e gestionale dello stesso.

«Ho dedicato – ha dichiarato il Giannetta – moltissimo del mio impegno, nella precedente legislatura, per offrire all’Assemblea soluzioni per una possibile rigenerazione del Corap, con una proposta di legge alternativa a quelle avanzate dai consiglieri del Partito Democratico che, a mio avviso, non possedevano elementi sufficienti a salvare il Consorzio da un destino inesorabile».

«Purtroppo – ha continuato Giannetta – i miei timori erano fondati. La soluzione legislativa introdotta dalla precedente legislatura ha prodotto un salvataggio effimero del Corap – oggi posto in liquidazione coatta amministrativa – con un dettato normativo su cui grava una pronuncia di illegittimità da parte della Corte Costituzionale e una sostanziale improduttività della legge stessa, rimasta elusa nella parte in cui prevedeva la nascita dell’Agenzia Regionale Sviluppo Aree Industriali».

«Non solo – ha incalzato il consigliere forzista – le condizioni favorevoli che l’allora commissario straordinario, oggi commissario liquidatore, aveva preannunciato si sarebbero create in virtù della procedura di liquidazione, non si sono di fatto verificate».

«Sollecitato da più fronti, ho quindi deciso – ha aggiunto – in continuità e in coerenza con l’impegno profuso nel precedente mandato, di porre in priorità la questione nella prima seduta della Commissione consiliare da me presieduta».

«A tal fine – ha concluso Giannetta – l’audizione del Dirigente Generale reggente del Dipartimento Sviluppo Economico  e Attività Profuttive della Regione Calabria, Felice Iracà, e di tutte le sigle sindacali coinvolte, in rappresentanza dei lavoratori le cui sorti sono interconnesse con l’evoluzione delle strategie di gestione del Corap Calabria». (rrm)

Consiglio regionale: le Commissioni finalmente al lavoro

Con l’insediamento ieri della quinta commissione regionale per le Riforme, presieduta dal consigliere Sainato, il Consiglio regionale si avvia finalmente a lavorare in piena operatività per il bene dei calabresi. Sperando che finiscano le litigiosità costanti e l’assenza di dialogo tra maggioranza e opposizione.

Presenti e votanti sei componenti, l’organismo consiliare ha eletto alla carica di vicepresidente (a norma del Regolamento interno, quale consigliere più anziano a parità di voti), il consigliere Marcello Anastasi (Io resto in Calabria). Quattro le schede bianche; una preferenza per il consigliere Flora Sculco.

«Sono compiaciuto per l’elezione del collega Anastasi alla carica di vicepresidente e sono certo – ha detto il presidente Sainato – che lavoreremo nell’interesse dei calabresi.  Intendo svolgere il mio ruolo con alto senso di responsabilità e secondo una impostazione improntata ai criteri di collaborazione e condivisione nella piena osservanza delle prescrizioni dello Statuto e del Regolamento regionale”.

Da parte sua, il neo vicepresidente Anastasi ha dichiarato: «Prendo atto del risultato, dopo aver preliminarmente anticipato di volermi attenere, per senso di correttezza e responsabilità, a quanto indicatomi dalla coalizione di appartenenza».

Hanno partecipato ai lavori il consigliere Giovanni Arruzzolo (Fi), segretario dello stesso organismo e i componenti: Marcello Anastasi (Io resto in Calabria), Tilde Minasi (Lega Salvini), Nicola Paris (Unione di Centro), Flora Sculco (Democratici Progressisti – Calabria).

Sempre venerdì si è insediata anche la seconda Commissione “Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero” presieduta dal consigliere Giuseppe Neri e composta dalla vicepresidente Flora Sculco; dal segretario Nicola Paris e dai componenti Giovanni Arruzzolo; Domenico Bevacqua e Tilde Minasi.

Prima dell’esame dei punti all’ordine, il consigliere Bevacqua ha osservato «come la maggioranza non abbia tenuto conto delle indicazioni della minoranza».

La Commissione successivamente ha preso atto della “Rimodulazione del Piano Finanziario Asse 2 ‘Sviluppo dell’ICT e attuazione dell’Agenda Digitale’ (OT2 FESR)”; “Rimodulazione del Piano Finanziario Asse 12 ‘Istruzione e Formazione’ (OT10 FSE)”; Rimodulazione del Piano Finanziario Asse 12 ‘Istruzione e Formazione’ (OT10 FSE). Obiettivi Specifici 10.1 e 10.5 Azioni 10.1.6 – 10.5.1e 10.5.2”.

«Parte con piena operatività la seconda Commissione consiliare – ha affermato, a conclusione dei lavori, il presidente Neri –. Non è stata una seduta meramente formale di insediamento, bensì, sono iniziati i lavori di un organo la cui funzionalità risulta nevralgica per l’attività dell’assemblea ed in questa ottica abbiamo discusso i diversi punti all’ordine del giorno”.

Ha continuato il presidente Neri: “Nonostante l’Ufficio di Presidenza fosse stato eletto da diverse settimane, nel pieno rispetto del livello istituzionale che deve indirizzare l’azione politica dell’intero arco consiliare, i lavori della seconda Commissione hanno preso il via contestualmente a quelli delle altre commissioni, dopo aver doverosamente atteso la definizione degli asset di tutti i componenti. Occorre mettersi a lavoro già da subito –  ha concluso Neri – per rendere fluida l’azione della maggioranza di governo regionale e affrontare e dirimere delicate criticità che riguardano la Calabria e il suo futuro”. (rp)

Il Consiglio regionale sostiene la candidatura di Tropea, Tallini: è importante

È un sì che risuona all’unisono, quello che arriva dal Consiglio regionale della Calabria, per la candidatura di Tropea a Capitale italiana della Cultura 2021, «sancendo, così, un momento importante di piena condivisione per il quale esprimo il mio più vivo compiacimento» ha dichiarato con soddisfazione Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria.

«Si tratta – ha spiegato il presidente Tallini – di un atto importante che testimonia l’adesione unanime della massima Assemblea calabrese ad un progetto culturale che potrebbe avere importanti riflessi per l’immagine e l’economia dell’intera Calabria, senza contare un finanziamento di un milione di euro per le varie attività. Ringrazio, sinceramente, tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione, che hanno votato il documento che sarà ora trasmesso al Comitato promotore e al ministero per i beni e le attività culturali

«Ricordo – ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale – che nella mozione, si rileva “che la Città di Tropea, nota in tutto il mondo per le sue bellezze paesaggistiche e i suoi originali aspetti storici e culturali, è ben degna di rappresentare l’Italia nel contesto internazionale della cultura” e che “la candidatura di Tropea rappresenta una straordinaria occasione di sviluppo per tutto il territorio regionale che, in questa circostanza, si identifica con uno dei suoi luoghi-simbolo».

«Abbiamo ricordato nel documento – ha rimarcato il presidente dell’Assemblea di Palazzo Campanella – che la Città di Tropea e la Costa degli Dei sono state amate da grandissimi artisti, come il grande attore e regista Raf Vallone, nativo proprio di Tropea, e lo scrittore Giuseppe Berto, autore di capolavori come ‘Anonimo Veneziano’ e ‘Il male oscuro’ e che i luoghi di Tropea e del Vibonese hanno ispirato negli anni una moltitudine di artisti e uomini di cultura»

«Il Consiglio regionale – ha concluso Tallini –  con l’ordine del giorno approvato, s’impegna a sostenere con forza la candidatura della Città di Tropea a ‘Capitale italiana della Cultura 2021’ e ad azionare, nell’eventualità auspicabile della designazione, tutti i meccanismi utili allo scopo di rendere ancora più coinvolgente ed efficace il programma di manifestazioni ed eventi culturali, costruendo una piattaforma regionale di ‘Turismo della conoscenza’ che potrà essere di esempio nella fase del dopo-Covid». (rrm)

L’AULA RESPINGE LE DIMISSIONI DI CALLIPO
SINISTRA DIVISA VOTA SÍ, CHE FARÀ IL CAV?

L’Aula dice no alle dimissioni presentate da Pippo Callipo e le respinge con un voto che tradisce gli evidenti malumori della sinistra. Tre voti a favore dell’accoglimento delle dimissioni, che vengono da sinistra, segnalano una manifesta insofferenza verso il cav. di Pizzo che va fatta risalire già al primo annuncio della sua candidatura. Tant’è che mentre in conferenza di capogruppo viene espressa l’intenzione di respingere le dimissioni, poi al voto ci sono due dichiarazioni (di Aieta – Dp – e di Tassone – Pd) che in buona sostanza bocciano tout court la presenza del cav . in aula e non la motivazione della sua decisione.

Il presidente Mimmo Tallini, per la verità, aveva introdotto il dibattito con un serio invito alla riflessione sul significato e le conseguenze del gesto di Callipo. «Voglio subito precisare – ha detto Tallini – che questo atto politico non è – mai come in questo caso – una prassi d’ufficio o un vuoto riconoscimento. Ritengo invece che si tratti di un serio e forte richiamo di tutto il Consiglio regionale al senso di responsabilità e alla sensibilità politica del cav. Callipo, nella speranza che possa contribuire ad una sua riflessione profonda sulle motivazioni delle dimissioni.
Non è mai accaduto nella storia del regionalismo calabrese che il capo riconosciuto delle opposizioni abbandoni dopo solo quattro mesi la postazione politica e istituzionale a cui lo hanno delegato migliaia di elettori.
«Il mio, ovviamente, non è un rimprovero al cav. Callipo che stimo enormemente come uomo e come imprenditore di successo.  Non ho condiviso il taglio da lui dato alle dimissioni perché credo che le motivazioni vere e più profonde della sua delusione e della sua amarezza siano da ricercare negli ingiusti e ingenerosi attacchi alla sua persona da quello che io chiamo il “club dell’antipolitica”, gli “antagonisti da salotto” che passano il loro tempo a tessere trame contro i loro avversari.
Non mi piace entrare in un dibattito che appartiene tutto al centrosinistra e in particolare al Partito Democratico, ma trovo molto sensate le riflessioni che ha fatto uno dei principali sostenitori della candidatura del cav. Callipo alla presidenza della Regione, l’imprenditore De Masi. Anche lui, da uomo libero che combatte il malaffare e la criminalità, ritiene che il posto del Cavaliere Callipo sia qui, in questa Assemblea, dove non rappresenta sé stesso, ma i 245 mila elettori calabresi che hanno creduto nel suo progetto.
Onorevole Callipo,  l’immagine di un Consiglio Regionale delegittimato dopo appena quattro mesi non è veritiera e non ci fa onore. Più volte ho ammesso errori di valutazione e incomprensioni tra maggioranza e opposizione che non fanno bene all’Istituzione. Ma questo non vuole dire che questo Consiglio non abbia le carte in regola per fare un ottimo lavoro, così come abbiamo dimostrato in occasione dell’approvazione del bilancio e di altre leggi e provvedimenti.
Anche nel Consiglio odierno si discuteranno pratiche importanti, argomenti vitali e strategici. Io penso che lei, privandola di una guida riconosciuta e scaturita dall’elettorato, indebolirà la sua parte politica e più in generale tutto il Consiglio regionale. Ascolti dalla voce dei gruppi le motivazioni della decisione di respingere le sue dimissioni e si conceda un momento di riflessione prima di compiere un atto che lascerebbe un’ombra sulla sua esemplare vita di uomo e imprenditore”.

Di diverso tenore l’intervento del consigliere regionale dem Luigi Tassone che ha annunciato il voto favorevole alla dimissioni. «Il provvedimento che voteremo oggi – ha detto Tassone – è un adempimento formale del Consiglio, così come previsto dal Regolamento. Allo stesso tempo, però, rappresenta anche un passaggio che impone, a questa Assemblea e a ciascuno di noi, una riflessione rigorosa. L’atto delle dimissioni è una decisione che matura, anzitutto, nella dimensione individuale, sulla quale questo Consiglio nulla può eccepire. Si tratta di un atto che ha un suo significato – anche e soprattutto – sotto il profilo della funzione istituzionale e della rappresentanza politica. Ad oggi, noi per primi, dobbiamo assumerci un onere maggiore per rispettare il ruolo che ci è stato affidato dai cittadini calabresi. E saremmo degli ipocriti se decidessimo di non porci questo problema. Perché, fare delle affermazioni – apprezzabili, condivisibili – che vanno nella direzione di voler aiutare la Calabria a scardinare vecchi schemi e logiche superate dalla realtà storica, ed aprire una stagione di rinascita per questo territorio, comporta delle responsabilità ben precise.

«È difficile, certamente. Comporta dei sacrifici, senza dubbio. Ma è nostro dovere: bisogna avere il coraggio di sporcarsi le mani, perché mai il cambiamento è stato servito stando seduti sulla poltrona di casa. E invece bisogna stare sul campo, perché le resistenze ci sono eccome. E allora, noi dobbiamo assumerci questa ulteriore responsabilità. Da un lato, dobbiamo continuare a svolgere la nostra funzione in maniera virtuosa, mettendo a disposizione dei cittadini quante energie ed entusiasmo possibile. Dall’altro, abbiamo la necessità di indicare una direzione e di compiere delle scelte rigorose nel percorrere una strada nuova.  Io credo che il Partito Democratico abbia le intelligenze e le capacità per farlo, senza rincorrere nessuno. Altrimenti, se così non fosse, faremmo bene ad abbandonare il campo».

Domenico Giannetta, presidente della commissione vigilanza, accende le polemiche, prendendo le distanze da strumentalizzazioni che si sono perpetrati nei confronti della maggioranza in occasione della elezioni dei presidenti delle commissioni. Nel merito del provvedimento in discussione, ritiene che «le dimissioni di Callipo rappresentino il fallimento di un progetto politico. Pur nel rispetto della persona, non condivide l’abbandono della nave a sei mesi della elezioni. L’elettorato di sinistra è stato tradito». E richiama la minoranza ad una maggiore coerenza, anche quando richiama la prassi sull’attribuzione della presidenza della commissione speciale di vigilanza alla minoranza, tranquillizzando tutti sulla gestione non di parte della commissione da lui diretta.

E difatti, Graziano Di Natale mentre ha mostrato di apprezzare il garbo istituzionale del presidente, ha poi stigmatizza l’intervento del consigliere Giannetta, assolutamente fuori tema. Aldilà della valutazione di merito, Di natale ritiene opportuno il richiamo ad una riflessione da parte del consigliere Callipo. Una minoranza forte è garanzia di una maggioranza forte. Il Consiglio ha l’obbligo di cambiare il corso degli eventi, non fare peggio di una cattiva gestione precedente non vuol dire far bene. Le dimissioni di Callipo per la minoranza rappresentano una battuta d’arresto perché ci si era spesi in campagna elettorale per pervenire ad un reale cambiamento. Concorda col richiamo al senso di responsabilità dell’Aula e sostiene che la permanenza di Callipo sarebbe auspicabile.

Di diversa opinione Giuseppe Aieta (Democratici Progressisti Calabria) il quale ha manifestato una certa difficoltà ad affrontare la problematica. Il consigliere Callipo – detto – si dimette non per motivazioni strettamente personali, ma in netto contrasto con l’Aula. L’analisi a supporto delle motivazioni delle dimissioni mi induce, dichiara, ad esprimere il voto a favore della presa d’atto. L’Aula deve affrontare un dibattito sulle motivazioni a supporto delle dimissioni riprese anche dai giornalisti Veltri e Varano. Sarà necessario aprire una discussione sulle dichiarazioni gravi espresse perché è interesse dell’Aula ed è interesse della Calabria e della speranza per il suo futuro. Aieta ha quindi respinto il giudizio rassegnato di Callipo sulla Calabria.

Il capogruppo dem Domenico Bevacqua ha detto che «Le dimissioni del consigliere Callipo hanno colto di sorpresa anche la minoranza, dichiara. Per il centrosinistra e per il PD, soprattutto, rappresentano una sconfitta ed un motivo di grande riflessione che deve indurre a valutare le motivazioni della scelta e sulle responsabilità della politica anche nella valutazione del perché ciò sia avvenuto. Si chiede se i partiti siano in grado di aprirsi alle energie nuove e far comprendere le fatiche insite nell’esercizio del ruolo di consigliere e della politica in generale. Il PD ha tentato il processo di apertura nei confronti della società civile e continuerà questo percorso».

Secondo Carlo Guccione (Pd) è necessario evitare la saga delle ipocrisie, compresa l’espressione di voto del consigliere Aieta. Il Centrosinistra aveva pensato di pervenire ad un cambio di rotta, i consigliere possono svolgere un ruolo, finalizzato a dare il proprio apporto. Quattro mesi non sono sufficienti ad esprimere una valutazione. Consociativismo e trasversalismo hanno determinato l’infiltrarsi della mafia, si pensava ad una fase nuova, i fatti sin qui registrati non vanno in questa direzione, compresa la mancata assegnazione della presidenza della Commissione di vigilanza (giannetta deve comprendere che in politica anche i simboli hanno una valenza). Guccione ha detto di ritenere che il peggio debba ancora arrivare, dal punto di vista economico e sociale. La figura di Callipo avrebbe potuto rappresentare un’inversione di tendenza. Puerile pensare che le dimissioni di Callipo possano rappresentare una rivincita di una parte cella coalizioni all’interno del centrosinistra. L’apertura della casse da parte dell’Europa potrà rappresentare una opportunità, ma ciascuno dovrà essere ligio e rispettoso del proprio ruolo e far convergere le singole energie per un obiettivo comune. La tenuta democratica dello Stato in Calabria, ma anche nel territorio nazionale si può garantire soltanto attraverso una azione concreta».

Per la maggioranza, Raffaele Sainato (FdI) ha sottolineato come «le dimissioni del capo della minoranza debbano essere ricercate al proprio interno. Il Consiglio regionale dovrà parlare un’unica lingua, necessario interrogarsi ed essere consequenziali poiché la minoranza perde il proprio vertice ed il consiglio un valido componente. Necessario l’apporto della minoranza nelle dinamiche del Consiglio. Fratelli d’Italia è pronto ad accogliere le dimissioni di Callipo la cui scelta di dimettersi può essere condivisa, ma anche stigmatizzata».

Al voto, su 27 presenti hanno votato no 24, tre i voti a favore: le dimissioni di Callipo sono state respinte. Cosa farà adesso il cavaliere? Ribadirà le dimissioni (in tal caso gli subentrerà Billari di Democratici Progressisti Calabria) o le ritirerà? Nessuno si sbilancia, anche se l’amarezza rilevata da chi gli sta vicino lascia immaginare l’irrevocabilità della sua decisione.

Il Consiglio, dopo il voto su Callipo, ha preso una piega polemica che sicuramente tradisce – come ha fatto rilevare il presidente Tallini – una certa immaturità dei consiglieri. Le schermaglie verbali ancora una volta hanno avuto il sopravvento su una dialettica auspicabile e necessaria, soprattutto per rispetto dei calabresi e della Calabria tutta. Tra i vari punti all’ordine del giorno, approvato all’unanimità l’impegno del Consiglio di sostenere la candidatura di Tropea a capitale italiana della cultura del 2022.

A chiusura si è tentato un dibattito su una mozione sul Ponte, introdotto da Domenico Giannetta: «È finito il tempo di fare passerelle – ha detto Giannetta – non sia il tema di uno sterile dibattito quello del Ponte. Occorre valutare non solo la sua importanza strategica, ma le implicazioni economiche che il progetto lascia intravvedere. Bevacqua ha detto di evitare di «creare un deserto nel deserto»: a cosa serve un ponte se non c’è l’alta velocità, se non si supera l’isolamento dei territori, se mancano le altre infrastrutture? «Il ponte lo vedo utile e funzionale se c’è un progetto di rinascita del Sud: in questo contesto il ponte potrebbe essere la ciliegina sulla torta».

Raso ha ricordato che in dieci anni non sono state fatte né le strade né le ferrovie, sottolinenando che la Calabria ha bisogno di grandi investimenti. Tallini ha detto è strano che si discute del Ponte in Sicilia e non se ne discuta in Calabria. La questione del Ponte torna ad essere di attualità per iniziativa di membri dell’attuale governo. Il presidente del Consiglio ha fatto presente che sarebbe. un’opera unica al mondo e farebbe da attrazione per i turisti. C’era un problema di progettualità dieci anni fa, oggi proviamo con questa mozione ad avviare il dibattito, anche col contributo della minoranza. Chiediamo un adeguamento del vecchio progetto e la revisione di quelle procedure che possono portare un contributo di chiarezza al tema. La mozione rappresenta dunque un messaggio positivo che parte dalla Calabria. Col ponte si creerebbe economia e attrazione turistica. La mozione è stata quindi approvata.

Il Consiglio, in apertura di seduta, ha osservato, su proposta del consigliere Nicola Paris (UdC), un minuto di silenzio a ricordo dei morti della rivolta di Reggio di cui ricorrevano i 50 anni. (rp)