Il presidente Arruzzolo: Ripartizione fondi del Recovery Plan iniqua verso il Mezzogiorno e la Calabria

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, ha definito «iniqua, verso il Mezzogiorno e la Calabria, la ripartizione dei fondi previsti dal Recovery Plan predisposto dal Governo».

«I timori manifestati – ha aggiunto – da molti Governatori del Sud, già all’inizio di dicembre, alla luce dei fatti si stanno dimostrando fondati. Basti pensare, una fra tutte, che è sparita da ogni prospettiva statale la realizzazione dell’Alta Velocità ferroviaria da Salerno fino a Reggio Calabria. Nel piano predisposto dal Governo Conte, si parla di velocizzazione della linea. Per non parlare, poi, del Porto terminal container di Gioia Tauro, escluso dal piano a discapito dei porti transhipment di Genova e Trieste, definiti “nodi strategici” nei traffici da e per il medio-estremo Oriente, cui sono stati assegnati, rispettivamente, 500 e 400 mln di euro». 

«I 209 miliardi di euro – ha proseguito il presidente del Consiglio regionale della Calabria – che l’Europa ha destinato all’Italia, per rilanciare il Paese e l’economia dopo la pandemia da covid-19, hanno come fine principale quello di riequilibrare l’Italia nelle infrastrutture, nei trasporti, nei collegamenti ferroviari e stradali, nell’ammodernamento della Pubblica Amministrazione, nel potenziamento dell’assistenza sanitaria nei territori, nella costruzione di nuovi ospedali, e nel colmare il cosiddetto “digital-divide”, lavoro per i giovani, secondo una logica di coesione nazionale che è nelle stesse intenzioni del fondo europeo». 

«Nulla di tutto questo sembra, invece, profilarsi all’orizzonte – ha commentato Arruzzolo –. La logica di questo Governo, in crisi e al momento senza alcun sostegno parlamentare per governare, è stata quella di mettere insieme fondi del Recovery Plan e fondi europei ordinari, dimenticando che i 209 miliardi assegnati all’Italia, la cifra più alta assegnata ad un Paese europeo, è relativa alla presenza della più forte sperequazione territoriale d’Europa, quella, appunto, tra il Nord ed il Sud». 

«Si è scelto, invece – ha evidenziato il presidente Arruzzolo – secondo la bozza discussa in questi giorni a palazzo Chigi, di dimezzare la quota destinata al Mezzogiorno, fissata ora al 34%, considerando come base della ripartizione nazionale la sola percentuale della popolazione. È ovvio, che questa nuova ripartizione vada a tutto vantaggio del Centro-Nord«. 

«È una prospettiva – Ha concluso Arruzzolo – che non intendiamo assolutamente accettare, perché andrà, come al solito a sostenere le aree più attrezzate del Paese, aumentando, di conseguenza quel divario che già pesa alla Calabria ed all’intero Mezzogiorno». (rrc)

Al Consiglio regionale della Calabria il più grande centro vaccinale di Reggio

Sarà la Sala “Federica Monteleone” di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, a ospitare il più grande centro vaccini della città.

Lo ha reso noto il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Arruzzolo, spiegando che la Sala Monteleone accoglierà «l’equipe di medici e sanitari che avrà il compito di somministrare, secondo le dovute priorità, i vaccini Anti-Covid».

«La sala, logisticamente e dal punto di vista sanitario – ha spiegato ancora – definita ‘adeguata’ dalla Commissione ASP, sarà un punto di riferimento per la comunità reggina, che potrà recarsi nel cuore della città e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza e prevenzione, per la somministrazione del vaccino. La sfida di questa campagna così importante per noi rappresenta una priorità ed il Consiglio regionale farà la sua parte mettendo a disposizione uno spazio dedicato alle procedure di vaccinazione talmente grande da garantire un flusso di persone abbastanza elevato e in completa sicurezza».

«Dopo il sopralluogo dell’Asp – ha concluso – con il coordinatore della Commissione Straordinaria, Prefetto Giovanni Meloni, la sala Monteleone è stata giudicata idonea e ampiamente appropriata rispetto agli standard di mantenimento delle distanze, e soprattutto per l’installazione di cinque postazioni necessarie al programma di somministrazione vaccinale». (rrc)

La Commissione Sanità del Consiglio regionale si riunisce per la vertenza del Sant’Anna Hospital di Catanzaro

È stata convocata, per domani mattina, la Commissione Sanità di Palazzo Campanella per discutere della vertenza del Sant’Anna Hospital di Catanzaro.

Alla seduta, convocata dal presidente Sinibaldo Esposito, sono stati invitati a partecipare il commissario ad acta Guido Longo per l’attuazione del Piano di Rientro del Settore sanitario della Regione Calabria, i componenti della Commissione Prefettizia dell’Asp di Catanzaro, dott.ssa Luisa Latella, dott.ssa Franca Tancredi e il dott. Salvatore Gullì, il dirigente del Dipartimento Tutela della Salute, Politiche Sanitarie, Francesco Bevere, e il presidente del Cda del Sant’Anna Hospital, Giovanni Parisi.

Una riunione, dunque, che « si carica di aspettative per il Sant’Anna Hospital. Medici, dipendenti, pazienti con il fiato sospeso in attesa di conoscere quali decisioni incideranno, e in che modo, sul destino di una realtà importante nel contesto sanitario regionale, in prima linea sul fronte delle malattie cardiovascolari» ha dichiarato Libero Notarangelo, consigliere regionale del PD e vicepresidente della Commissione Sanità.

«Le audizioni di domani –ha aggiunto – non possono avere la presunzione di portare a risoluzione ogni criticità “collezionata” nel corso degli anni in termini di ritardo per l’accreditamento della struttura, di responsabilità burocratica che ha creato il vulnus documentale e quindi al blocco delle attività determinato dall’Asp alla vigilia di Natale».

«Di certo – ha proseguito – far sedere al tavolo tutti gli attori di una vicenda che rischia di concludersi nel peggiore dei modi, a danno dei pazienti affetti da patologie cardiologiche, rappresenta comunque un fatto positivo in termini di prospettive. Ad oggi, abbiamo letto di confronti istituzionali del tutto parziali: non basta avviare il dialogo tra Regione, Asp, commissario ad acta alla Sanità e sindaco della città di Catanzaro. Se la proprietà della clinica rappresentata dal Consiglio d’amministrazione guidato da Gianni Parisi, documenta carte alla mano di un carteggio con l’Asp lungo mesi, in cui le sollecitazioni relative all’accreditamento restano senza risposta, è necessario un faccia a faccia franco e costruttivo tra la commissione prefettizia alla guida dell’Azienda di Catanzaro e il CdA».

«Se il prefetto Latella – ha detto ancora il consigliere regionale – avanza dubbi sull’adeguamento della clinica alle prescrizioni richieste, e soprattutto resta cauta sull’evolversi della situazione perché non può prescindere dalla inchiesta giudiziaria che ha interessato il precedente management, le perplessità devono essere sul tavolo con ogni possibile motivazione e chiarimento. Del resto, in ogni conferenza stampa e intervento, compresa la conference call con tutti i parlamentari di sabato scorso il CdA ha sottolineato che “ci sono un’indagine e delle ipotesi di reato non ripetibili perché il reparto sotto inchiesta è sospeso. Se Villa Sant’Anna ha sbagliato insieme a chi ha sbagliato pagherà per quel per cui è chiamata a rispondere’”. Ma, senza un confronto franco e diretto, che parta dal presupposto che gli interlocutori non sono nemici da sfidarsi ma le diverse parti chiamate a portare a sintesi le difficoltà e le contraddizioni per garantire il diritto di cura e il diritto al lavoro di trecento persone, non si va da nessuna parte».

«Anzi – ha spiegato – si viaggia dritti verso un fallimento sociale che porterà alla dispersione delle preziose professionalità cresciute al Sant’Anna Hospital, e all’incremento delle liste d’attesa e della migrazione sanitaria a danno dei pazienti che non potranno più curarsi».

«Allora – ha concluso Notarangelo – l’auspicio per la riunione di domani è che quanti sono stati invitati affrontino il confronto con spirito costruttivo con l’intento comune di arrivare alla migliore delle soluzioni possibili nell’interesse di tutti, nel rispetto delle regole, della legalità e nella massima trasparenza».

All’ordine del giorno, poi, è in programma anche un’audizione in merito all’attività del Centro Regionale di Farmacovigilanza. (rrc)

Consiglio regionale: il ritorno di Mimmo Tallini (come consigliere) con l’applauso dell’Aula

Il rientro in Consiglio regionale dell’ex presidente Mimmo Tallini, dimessosi dopo il provvedimento (poi revocato) di custodia cautelare per l’inchiesta Farmabusiness, è stato accolto con un applauso dall’Aula. Tallini è tornato a sedere tra gli scranni di Palazzo Campanella come consigliere regionale. Il presidente del Consiglio regionale Giovanjni Arruzzolo lo ha riammesso in aula, dopo aver citato l’annullamento della custodia cautelare disposto dal  Gip.

Tallini ha chiesto di intervenire e, tra commozione ed emozione, ha parlato delle «tristi vicende che mi hanno riguardato, che hanno lasciato un segno profondo con effetti devastanti nel fisico e nella psiche, avendo toccato la mia persona e gli affetti più cari: una vicenda surreale, un brutto incubo, un film dell’orrore che non auguro a nessuno. Ma nemmeno l’assurdità ha piegato la mia volontà di difendermi da accuse infamanti e senza fondamentoı Tallini ha rimarcato di essere «lontano anni luce dagli ambienti criminali, disprezzo la ‘ndrangheta che considero la principale fonte di arretratezza della nostra regione». e ha sottolineato di non essere animato da nessun spirito di rivalsa, «nemmeno nei confronti di chi ha emesso e richiesto per me l’umiliante misura degli arresti domiciliari sulla base di accuse inconsistenti, discutibili, superficiali, di conclusioni investigative basate sul nulla». Con un’avvertenza precisa: «Guai a delegittimare l’operato della magistratura nemmeno quando si rimane vittima: parlo di errori, di abbagli, di mancati approfondimenti, di erronee interpretazioni facendo salva la buona fede della procura tralasciando le accuse di giustizia ad orologeria, mettendomi a disposizione e al giudizio del Tribunale della libertà che non solo mi ha restituito la libertà, ma ha annullato in toto la misura cautelare. Ora attendo con fiducia le motivazioni del giudice terzo che ha ritenuto insufficienti se non inesistenti gli elementi che hanno indotto la procura a provvedimenti tanto duro quanto umiliante».

«È stato – ha commentato poi Tallini – un momento altamente emozionante. L’applauso dell’Aula mi ha restituito la fiducia che, in quest’ultimo periodo, è stata minata da eventi giudiziari – rispetto ai quali continuo a dichiararmi totalmente estraneo – che hanno destabilizzato, psicologicamente e fisicamente, la mia persona. La vicinanza manifestatami da tanti colleghi – ammette il consigliere regionale Domenico Tallini –, nel corso della seduta di martedì, si ricongiunge con le diverse attestazioni di stima e di affetto ricevute nel momento più difficile della mia storia politica e personale. A volte bastano pochi secondi per distruggere quanto costruito lungo una vita con impegno e passione, senza mai tradire gli ideali, il rispetto del prossimo e delle leggi. Per indole, non mi sono mai arreso dinnanzi alle avversità e non lo farò certamente in questa circostanza. La difesa della mia onorabilità rappresenta oggi la mia principale ragione di vita, a cui dedicherò ogni energia e sforzo per fare trionfare la verità. Lo devo – conclude Tallini-, in primis, alla mia famiglia e alle migliaia di calabresi che mi hanno onorato con la loro fiducia». (rrc)

Il Consiglio regionale approva il Bilancio di previsione: 6,1 miliardi di euro

La Regione Calabria ha varato il bilancio di previsione: 6,1 miliardi di euro: vengono stanziate importanti risorse a sostegno di famiglie e imprese. Particolarmente soddisfatto l’assessore al Bilancio, Franco Talarico, in merito al rendiconto generale 2019 e alla manovra finanziaria 2021-2023 della Regione Calabria, approvati oggi in Consiglio regionale. «Quella di oggi è una giornata storica per la Calabria, perché in un’unica seduta di Consiglio si approvano una serie di punti qualificanti che riguardano l’approvazione del rendiconto, dell’assestamento del consolidato e del bilancio di previsione. Una manovra che nel suo complesso è pari a 6,1 miliardi di euro».

«Con questa manovra – prosegue Talarico – si mettono in campo risorse importanti che rappresentano una concreta opportunità di liberare fondi per sostenere, in un momento particolarmente difficile e delicato, le imprese e le famiglie calabresi. Al contrario di quanto avvenuto nella precedente legislatura, inoltre, approviamo il bilancio entro il 31 dicembre».

L’assessore ha sottolineato anche l’importanza del giudizio di parifica della Corte dei Conti. «Quest’anno – ha detto –, nonostante la Corte dei conti abbia avanzato alcuni suggerimenti e sollecitato interventi in settori come quello della sanità, grazie alla parifica non dovremo fare manovre di assestamento compensative e quindi non dovremo sottrarre risorse ai cittadini calabresi. Questo è un punto che, come Giunta, ci rende molto orgogliosi del lavoro svolto in questi mesi di amministrazione. Siamo stati rigorosi sui residui attivi e passivi e abbiamo riscosso tanti crediti dai Comuni sui rifiuti e il ruolo potabile».

«In questa manovra – evidenzia ancora Talarico –, le risorse libere sono pari a circa 800 milioni di euro. Sono sicuramente poche, anche perché dobbiamo adempiere a diverse situazioni ereditate dal passato, ma, in compenso, possiamo contare su molte risorse comunitarie».

«Durante il periodo di pandemia – conclude l’assessore al Bilancio –, abbiamo destinato 550 milioni a famiglie e imprese. Dobbiamo continuare su questa strada. La Calabria ce la può fare. I fondi comunitari sono una straordinaria opportunità per lo sviluppo e la crescita economica e sociale della nostra regione». (rp)

Approvato dalla Commissione anti ‘ndrangheta il Piano Speciale legalità, antiracket e antiusura 2021-2022

La Commissione regionale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, presieduta dal consigliere Antonio De Caprio, ha approvato il Piano speciale legalità, antiracket e antiusura 2021-2022 (Psla), in ossequio all’art. 4 della legge regionale n. 9/2018 che prevede, in capo allo stesso organismo consiliare, la predisposizione annuale del documento.

«Esso rappresenta una sintesi di iniziative da promuovere e da sviluppare sul territorio calabrese per arginare il fenomeno mafioso-criminale» ha spiegato il presidente De Caprio, illustrando il Plsa in Aula. 

«Tra i passaggi più significativi – ha sottolineato – l’obiettivo di agevolare percorsi di cittadinanza attiva ed educazione civica, e favorire il coinvolgimento degli operatori nelle azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni corruttivi e della criminalità organizzata e ‘ndranghetista, mediante la promozione e la stipula di convenzioni con le scuole e le università calabresi, gli ordini ed i collegi professionali, le organizzazioni sindacali, le associazioni degli imprenditori e di categoria, le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato e le associazioni». 

«Nell’attività – ha spiegato ancora De Caprio – che – per le scuole, vedrà coinvolto l’Ufficio Scolastico Regionale – i progetti andranno, principalmente, a rafforzare il concetto di rispetto della legalità, per promuovere tra gli adolescenti la cultura del giusto, del rispetto delle regole e del senso di responsabilità. La Regione, inoltre, avvierà la realizzazione del progetto Liberi di scegliere per attivare percorsi di rieducazione, sostegno e reinserimento sociale dei minori e dei giovani adulti provenienti dai contesti della criminalità organizzata».

«Fra i diversi interventi che desidero qui richiamare – ha evidenziato il Presidente dell’organismo consiliare – anche la promozione di progetti per favorire un più efficace e completo riutilizzo a fini produttivi e sociali dei beni confiscati alla criminalità attraverso una gestione coerente con la vocazione socio economica ed i bisogni del territorio.  Tra gli obiettivi: la riqualificazione ambientale e la rigenerazione sociale ed economica dei contesti caratterizzati da maggiore pervasività e rilevanza dei fenomeni criminali nonché il riuso sociale dei beni confiscati al fine di potenziare infrastrutture e servizi per migliorare la qualità della vita dei cittadini e promuovere l’integrazione sociale delle persone a maggiore rischio di esclusione».

«C’è la volontà – ha proseguito – di agevolare il recupero ad uso produttivo e sociale di terreni e fabbricati confiscati per incentivare l’economia rurale ed il recupero del relativo patrimonio; infine, rafforzare la capacità progettuale e gestionale locale sui beni confiscati, mediante azioni di orientamento e accompagnamento alla progettazione di interventi integrati».

«Auspico – ha concluso De Caprio – che gli obiettivi del Piano possano trovare concreta applicazione. Seppur la criminalità coinvolga un’esigua percentuale di cittadini, essa contribuisce a dare un’immagine distorta della nostra regione. La Calabria è terra di gente onesta e laboriosa, è la terra dei colori, così come amava dire il presidente Jole Santelli».

Ai lavori hanno preso parte i consiglieri Sculco, Paris, Di Natale e Caputo. (rcz)

Si riunisce il Consiglio regionale della Calabria

Questa mattina, alle 12, è in programma l’ultima seduta dell’anno del Consiglio regionale della Calabria. guidato da Giovanni Arruzzolo.

15 gli ordini del giorno, tra cui Proposta di Provvedimento Amministrativo n.86/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Rimodulazione schede di intervento: “III.6 politiche attive del lavoro”, “III.11 Azioni di supporto per il potenziamento del sistema regionale di previsione e prevenzione dei rischi”, “III.14 “InCalabria”, “III.15 “StaInCalabria”. Approvazione proposta di rimodulazione del Piano Finanziario “; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.91/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Presa d’atto della decisione della Commissione europea del 29/11/2020 C(8586) di modifica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (FEASR) della Regione Calabria “;  Proposta di Provvedimento Amministrativo n.92/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Por Calabria Fesr Fse 2014-2020. Presa d’atto della Decisione di esecuzione della Commissione C(2020) 8335 final del 24.11.2020 recante modifica della Decisione di esecuzione C(2015) 7227 che approva determinati elementi del programma operativo “Calabria” per il sostegno a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo nell’ambito dell’obiettivo “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” per la Regione Calabria in Italia CCI 2014IT16M2OP006 “.

E ancora, Proposta di Provvedimento Amministrativo n.94/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Programma Azione e Coesione (PAC)/Programma Operativo
Complementare (POC) 2014-2020 della Regione Calabria. Rimodulazione del piano finanziario”; Proposta di Legge n.67/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui all’art. 73 comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118″; Proposta di Legge n.70/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui all’art. 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “.

Proposta di Provvedimento Amministrativo n.88/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Rendiconto esercizio 2019 dell’Azienda Calabria Lavoro”; Proposta di Legge n.39/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Approvazione Rendiconto Generale relativo all’esercizio finanziario 2019″; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.90/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Approvazione del bilancio consolidato dell’anno 2019 della Regione Calabria (articolo 68 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118)”; Proposta di Legge n. 71/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Assestamento del bilancio di previsione della Regione Calabria per gli anni 2020- 2022″; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.93/11^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza recante: ” Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2021-2023 e approvazione del Piano degli indicatori di bilancio esercizi 2021-2023″; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.87/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2021-2023 (articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118)”.

Proposta di Legge n.68/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Legge di stabilità regionale 2021″; Proposta di Legge n. 69/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2021-2023″; Proposta di Provvedimento Amministrativo n.95/11^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ” Approvazione Piano Sociale Regionale 2020-2022″.    (rrc)

A Palazzo Campanella la cerimonia di premiazione del Concorso “Gonfia la rete, vinci sul web”

Domani mattina, alle 10, nella Sala Commissioni del Consiglio regionale della Calabria, è in programma la premiazione della prima edizione del concorso Gonfia la rete, vinci sul web, organizzato dal Consiglio regionale della Calabria in collaborazione con l’Ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e dal Corecom Calabria.

L’evento si svolgerà in diretta streaming sulla pagina facebook “Gonfialaretevincisulweb” per consentire ai soggetti che hanno partecipato al concorso, e a chiunque sia interessato, di assistervi da remoto. 

Obiettivo del concorso è incentivare un utilizzo consapevole del Web – e dei social media in particolare – e contrastare Hate speech (linguaggio d’odio), Fake news (disinformazione) e Cyber bullismo (bullismo su internet).

Le opere vincitrici – selezionate da una Commissione formata dal rettore dell’Università Mediterranea, Santo Marcello Zimbone, dal giornalista Mario Meliadò e dalla professoressa Marisa Maesano – sono Corpo disintegrato realizzata da Patrizia Martelossi dell’Accademia delle Belle Arti di Brera – Milano; Il bullismo realizzata da Mario Dardano dell’Istituto di Sellia Marina (CZ)- Plesso Uria; Distanziamoci dal bullo realizzata dalle classi 3^ E e 3^ D dell’Istituto comprensivo “Telesio Montalbetti” di Reggio Calabria.

Ai vincitori, la pergamena prevista come premio sarà inviata a domicilio, così come gli attestati per tutti gli altri partecipanti.

«Per le opere prescelte – hanno dichiarato i promotori del concorso – è stata avviata una campagna tesa a favorirne la massima divulgazione e diffusione, con l’auspicio che la visione dei prodotti realizzati possa offrire un sia pure piccolo contributo nella lotta contro fenomeni che provocano sofferenza a tanti, in particolare bambini e adolescenti». (rrc)

Il plauso della maggioranza del Consiglio regionale al deputato Occhiuto: Risultato a beneficio della Calabria e dei calabresi

La maggioranza del Consiglio regionale della Calabria ha rivolto un plauso al deputato di Forza ItaliaRoberto Occhiuto che, è riuscito a fare inserire, nella manovra di bilancio, un emendamento col quale, di fatto, risolve il problema del debito sanitario in Calabria.

«Nello specifico – si legge in una nota – grazie all’emendamento di Occhiuto sarà possibile per le Regioni in deficit, d’ora in avanti, accedere ad una anticipazione di liquidità con Cassa depositi e prestiti per pagare i debiti e dare il via, finalmente, a nuovi investimenti. A Roberto va il plauso e il merito di questo importantissimo risultato, ottenuto per giunta da un esponente dell’opposizione».

«Le ripercussioni positive di questo provvedimento – conclude la nota – consentiranno finalmente alla struttura commissariale di poter agire per invertire la rotta in tema di sanità, consentendo una ripartenza che i calabresi attendono ormai da troppi anni. Complimenti ancora a Roberto Occhiuto, che ha saputo far valere le ragioni della nostra regione in Parlamento». (rrc)

Il Tribunale del riesame annulla l’ordinanza: revocati gli arresti all’ex presidente Tallini

Revocati dal Tribunale del riesame di Catanzaro gli arresti dell’ex presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini: bocciata l’ordinanza di custodia cautelare disposta il 19 novembre scorso. Le accuse per Tallini erano di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio nell’ambito dell’inchiesta Farmabusiness.

Gli avvocati di Tallini, Vincenzo Ioppoli, Carlo Petitto e Valerio Zimatore, in un’articolata memoria difensiva avevano presentato precisi riferimenti temporali e documentali per contrastare l’ipotesi accusatoria, escludendo categoricamente che Tallini avesse avuto rapporti con la criminalità organizzata e che fosse consapevole del coinvolgimento della famiglia mafiosa dei Grande Aracri di Cutro nell’iniziativa imprenditoriale Farma Italia. I legali di Tallini hanno negato, inoltre, ingerenze del loro assistito, all’epoca dei fatti contestati assessore al Personale, nella nomina del dirigente regionale Brancati che, secondo l’accusa, avrebbe agevolato la pratica che interessava al clan. Quanto al presunto appoggio elettorale da parte di esponenti della criminalità organizzata, la difesa ha sostenuto che Tallini non ha mai né chiesto, né ricevuto alcun appoggio da associazioni criminali, potendo contare, invece, sui molti voti di tanti sostenitori.

Probabilmente, ai fini della richiesta di revoca della misura, e quindi dell’insussistenza di esigenze cautelari, ha pesato anche l’annuncio fatto in udienza da Tallini, uno dei principali protagonisti della politica catanzarese e di Forza Italia non solo in Calabria: «Non mi ricandiderò mai più».

Tornato in libertà l’ex Presidente ha dichiarato all’AdnKronos: «Sto meglio, ma è stata una brutta avventura per una cosa che non sta né in cielo né in terra». Mimmo Tallini respinge ogni addebito: «Hanno voluto fare delle forzature che non avevano nessuna logica, sono assolutamente innocente, totalmente, non esiste nella maniera più assoluta l’ipotesi che io abbia avuto rapporti o contatti con qualcuno di questi. Loro basano le loro ipotesi su questo antennista, Scozzafava, una persona ‘normale’ che a Catanzaro conoscono tutti e che aveva per cavoli suoi una doppia vita, nel senso che aveva rapporti con questo mondo. Ma pure un magistrato poteva conoscerlo, però non significa che quel magistrato è delinquente. Lui, Scozzafava, a me non ha mai fatto capire nulla, ovviamente, perché sapeva come la pensavo su certi temi. Non esiste nella maniera più assoluta, non c’è la minima possibilità che io possa nemmeno tollerare che uno con queste amicizie sia amico mio».

Tallini ha spiegato la posizione dei giudici: «Loro dicono che io ero consapevole dei rapporti di Scozzafava, ma gli ho dimostrato che non lo ero, ed è la verità. Loro non hanno un elemento a supporto della loro tesi, perché grazie a Dio tutto il materiale che hanno tirato fuori non prova che io avessi la minima consapevolezza. Altrimenti non ero tanto cretino da continuare ad avere relazioni con uno che aveva questo tipo di rapporti. Questo era un antennista, lo chiamavi, ti metteva antenna e decoder. Questo era il lavoro che faceva, una persona ‘normale’, e che avesse rapporti con questa gente non sono il solo ad averlo scoperto ora. Ma sono problemi loro. Ma se chi ha condotto le indagini lo sapeva, perché non l’hanno arrestato subito? Otto anni fa, 10 anni fa, perché non l’hanno arrestato, così evitavano che la gente venisse a contatto con questa persona?».

Secondo Tallini «Si tratta di un abbaglio grande quanto una casa da parte della procura. Secondo loro, ripeto, io indirettamente ero consapevole che dietro questa iniziativa a cui ho dato un aiuto c’erano interessi criminali, e che lo facevo per avere in cambio dei voti. Ma quando questa cosa è avvenuta, nel 2013, io a Crotone non potevo nemmeno essere votato, perché a Crotone non c’erano i collegi che ci sono oggi. Sono stati modificati successivamente. Insomma, si tratta di tesi costruite su una teoria che alla fine doveva per forza arrivare a dimostrare questo».

L’ex presidente del Consiglio regionale ha ribadito all’AdnKronos: «Ma io con i fatti, argomento su argomento, ho dimostrato che non esiste la minima possibilità di una cosa del genere. Il Tribunale del Riesame, infatti, non mi ha solo ridato la libertà, ma ha annullato l’ordinanza. Ora vedremo le motivazioni, ma hanno annullato l’ordinanza, praticamente tutto ciò che è stato fatto per arrestarmi è stato annullato. Ora aspettiamo. Io mi sono difeso dicendo che non c’erano i presupposti, e se hanno accolto le nostre ragioni, vuol dire che non c’erano le condizioni per arrestarmi». (rcz)