Autonomia differenziata, Lo Schiavo: A rischio il patto di solidarietà nazionale

con l’Autonomia differenziata, per il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo è a rischio «il patto di solidarietà nazionale». Per questo «le Regioni del Sud devono fare fronte comune. Io ho chiesto al presidente Occhiuto di fare sua la difesa dei diritti dei cittadini e la perequazione tra le Regioni e che questi concetti vengano cristallizzati in una posizione netta dalla quale discende poi ogni ulteriore discussione».

«Nei prossimi mesi – ha ricordato – il Consiglio regionale della Calabria dovrà affrontare forse una delle questioni più importanti del regionalismo italiano dal 1970 ad oggi: l’autonomia differenziata. Molte Regioni del Nord hanno chiesto di avere più funzioni ad esse delegate e quindi maggiore autonomia su una serie di settori strategici fondamentali per la vita dei cittadini. Il rischio è che si aprano ulteriori divari tra regioni ricche e regioni povere del Paese, come nel sistema scolastico o in quello sanitario».

«Il tentativo di alcune regioni ricche di trattenere sul proprio territorio il gettito fiscale che lì si ottiene – ha spiegato – non è altro che un modo per rompere il patto di solidarietà e di unità nazionale. Occhiuto, in quanto esponente di primo piano di un partito della maggioranza di centrodestra che governa il Paese, deve quindi utilizzare la filiera istituzionale di cui gode per mettere un freno ai suoi alleati di Governo, e in particolare alla Lega, rispetto a questi temi».

«Non possiamo permetterci una scuola su base regionale o una sanità regionale e infrastrutture regionali – ha proseguito –. Questo per un dato evidente e ben preciso: senza una solidarietà nazionale una regione povera come la Calabria potrà essere solo ancora più povera e sganciata dalla locomotiva del Paese. Non è meridionalismo stanco o il solito piagnisteo meridionale, bensì una questione di diseguaglianze, di diversi diritti di cittadinanza che dobbiamo scongiurare a tutti i costi. Su questo aspetto, il Consiglio regionale calabrese deve far sentire fino in fondo la propria voce».

«Se il presidente Occhiuto svestirà i panni di leader politico del centrodestra di Governo e tutelerà i diritti dei calabresi – ha concluso – noi saremo con lui; se, al contrario, romperà il fronte delle regioni del Meridione e quindi, indirettamente, aprirà una falla, facendo passare senza opporsi la secessione delle regioni ricche, noi faremo una protesta forte sia in Consiglio regionale che in tutta la società calabrese».  (rrc)

Lunedì si riunisce il Consiglio regionale: Odg l’Osservatorio contro le discriminazioni

Lunedì 28 novembre si riunisce il Consiglio regionale della Calabria. Quattro i punti all’ordine del giorno: la presa d’atto delle dimissioni del consigliere regionale del Pd Nicola Irto eletto al Senato; la proposta di legge “Disciplina della cremazione. Integrazioni alla legge regionale 29 novembre 2019, n.48 (Disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria)”; la proposta di legge che istituisce l’Osservatorio regionale contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro e la proposta di legge sul “Riordino del sistema dei controlli interni e l’istituzione dell’Organismo regionale per i controlli di legalità”.

«È un’ottima notizia l’annuncio del ministro Salvini – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso – circa lo stanziamento pluriennale di 3 miliardi previsto dalla manovra economica approvata dal Governo per ammodernare la SS 106. E’un importante segnale d’attenzione per un’infrastruttura fondamentale finora fortemente trascurata. Adesso, in vista del suo rilancio e messa in sicurezza, è necessario che ciascun soggetto interessato, a partire dall’Anas, agisca rapidamente». (rrc)

 

Costa tirrenica devastata da mareggiate, Lo Schiavo: Regione chieda riconoscimento dello stato di calamità

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, ha chiesto alla Regione di chiedere il riconoscimento dello stato di calamità per la costa tirrenica devastata dalle mareggiate.

«L’ennesima mareggiata che si è abbattuta lungo la costa tirrenica calabrese – ha spiegato – benché i devastanti effetti fossero ampiamente prevedibili, ha causato ingenti danni e messo ancora una volta a repentaglio la sicurezza delle persone. Le immagini che in queste ore provengono dal Tirreno cosentino ma anche dal Catanzarese e dal Vibonese, in particolare da Nocera Terinese, Pizzo, Briatico e Tropea, restituiscono scenari apocalittici e indignano soprattutto alla luce dei mancati interventi e dei fondi disponibili per la mitigazione dell’erosione costiera che sono rimasti sostanzialmente lettera morta».

«Lo scrivevo già nel marzo scorso in un’interrogazione rivolta all’assessore Dolce in ordine agli interventi per la difesa delle coste – ha continuato Lo Schiavo –, denunciando la preoccupante impasse in materia da parte della Regione Calabria, la cui azione si disperde in un dedalo di competenze e pareri spesso inconcludenti. In questi mesi nulla è cambiato: non esiste ancora un vero Piano di gestione integrata delle zone costiere e si fa riferimento unicamente al Masterplan del 2014, ormai superato dai continui cambiamenti orografici del territorio. Neanche il Tavolo tecnico istituito allo scopo ha sortito effetti né risultano avviati interventi risolutivi nonostante gli ingenti investimenti destinati al ripascimento delle coste anche da parte dell’Unione europea».

«Che fine gli interventi in difesa del suolo a valere sui fondi Por – ha chiesto – che prevedono la messa in sicurezza di 43 chilometri di costa entro il 2023? Qual è lo stato di impiego dei finanziamenti previsti dall’Accordo di programma quadro 2016, nonché di quelli dell’Autorità di bacino distrettuale Appennino meridionale e di quelli direttamente riconducibili alla Regione come l’Fsc o il Por? Queste domande, poste otto mesi fa, restano ancora oggi tristemente valide».

«Eppure, il Dipartimento Lavori pubblici della Regione – ha ricordato – rispondendo all’interrogazione, aveva chiarito come vi siano a disposizione ben 108 milioni di euro per contrastare la minaccia delle mareggiate, più ulteriori 140 milioni di euro per interventi di sistemazione fluviale. Dunque c’è da chiedersi perché molti degli interventi attesi (come ad esempio quello relativo alla messa in sicurezza del lungomare di Nocera Terinese) siano ancora in fase di progettazione o solo parzialmente eseguiti. Il mare non aspetta la burocrazia regionale e il nostro litorale viene ancora devastato dalla sua incessante azione».

«Ora, di fronte alla nuova impetuosa mareggiata che ha portato distruzione lungo la costa (come a Briatico dove il porticciolo dei pescatori in attesa di interventi è stato letteralmente spazzato via con danni incalcolabili per quella marineria) – ha concluso – non resta che correre ai ripari e inseguire l’emergenza. La Regione Calabria almeno per una volta si faccia sentire rapidamente – conclude Lo Schiavo -: chieda il riconoscimento dello stato di calamità naturale per le mareggiate delle ultime ore lungo la costa tirrenica». (rrc)

Consigliere supplente: ritirato il provvedimento a Palazzo Campanella

È mancato l’accordo in Consiglio regionale, già nella fase di discussione durante la riunione dei capigruppo, per varare il provvedimento che istituisce il “consigliere supplente” a coprire il posto del consigliere che diventi assessore. Anche se la maggioranza aveva i numeri per votare la norma, si è preferito rinviare pur tra i mugugni di Fratelli d’Italia (rimane così fuori l’attuale sindaco di Locri Giovanni Calabrese) e vari maldipancia in tutta la minoranza. 

Sull’iniziativa legislativa per introdurre l’incompatibilità fra consigliere regionale e assessore, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, ha riferito all’Aula la decisione assunta nella riunione della maggioranza che ha preceduto la seduta.

«La proposta legislativa – ha detto il Presidente Mancuso – dei gruppi di maggioranza, finalizzata a introdurre – anche in Calabria così com’è stato tranquillamente fatto in altre Regioni – l’incompatibilità tra lo status di consigliere regionale e quello di assessore, poggia su solide basi costituzionali e statutarie.

«È una proposta che non comporta alcun aggravio di spesa, tantomeno un sovvertimento delle norme dello Statuto regionale, perché, qualora fosse approvato, il provvedimento legislativo non modificherebbe la previsione statutaria di 30 consiglieri e di 7 assessori che, infatti, rimane inalterata.

Si tratta, infatti, di una proposta di legge che, introducendo la figura del consigliere – supplente, attua un principio fondamentale dello Stato di diritto e delle democrazie liberali: l’incompatibilità tra lo status di consigliere regionale e quello di assessore.

Tutto ciò, per distinguere nettamente la funzione di controllo e vigilanza, tipica del consigliere regionale, da quella gestionale che spetta all’assessore.

Tuttavia, pur essendo la proposta condivisa all’unanimità da tutta la maggioranza, proprio per affrontare, con maggiore serenità e in una logica di sistema le problematiche istituzionali, si è convenuto – nel corso di una riunione del centrodestra – di  riproporre, nei prossimi mesi, alle Commissioni competenti e all’Aula, l’iniziativa legislativa che introduce la figura del consigliere-supplente assieme a una serie di altre modifiche dello Statuto e del Regolamento, con l’obiettivo fondamentale di migliorare l’architettura istituzionale della Regione, per renderla più trasparente, democratica ed efficiente.

Ribadendo la giustezza politica e legislativa del provvedimento che intendiamo rinviare, auspico che tutte le forze politiche presenti in Aula, sui temi istituzionali e sulle questioni di più stringente attualità, si adoperino, per recuperare, nella fisiologica dialettica maggioranza-opposizioni, i tratti della leale collaborazione e della responsabilità, requisiti indispensabili per garantire alla Calabria realistiche prospettive di futuro».  (rrc)

Consiglio regionale: baruffa annunciata per la proposta del consigliere supplente

Nel corposo ordine del giorno del Consiglio regionale di oggi spicca la proposta dell’istituzione, sull’esempio di altre Regioni italiane, del consigliere supplente, facendo diventare regola l’incompatibilità tra consigliere e assessore. In buona sostanza, l’impianto della legge, contestatissima dall’opposizione che cerca pretesti populisti per dare segni di vita, non è sbagliato: c’è un ruolo di governo che dev’essere sotto il controllo del parlamentino regionale. E se un assessore è anche consigliere regionale, difficilmente non si può fare a meno che controllore e controllati finiscono per avere una visione comune.

Il Presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, interviene sulla diatriba, cercando di fare chiarezza, nell’auspicio che la riunione dei capigruppo prima della disusscione in aula faccia ritrovare l’equolibrio necessario, nel bene esclusivo della Calabria. Di sicuro è pretestuosa la contestazione di spese aggiuntive: lo statuto della Regione indica in 7 gli assessori e in 30 i consiglieri regionali: se c’è una supplenza, chi viene sostituito “momentaneamente”, ovvero fino a quando non decade dall’incarico di assessore non percepisce gli emolumenti da consigliere. Quindi la spesa rimane immutata, o, almeno, il buon senso lascia sperare  che sia proprio così. Il Presidente Occhiuto ha mostrato qualche perplessità sulla proposta. Vedremo come andrà a finire oggi in Consiglio regionale. La baruffa annunciata potrebbe anche risolversiin un’intesa che, salguardando il diritto degli elettori calabresi che hanno scelto i propri rappresentanti, permetta di dare piena rappresentanza agli eletti attribuendo il potere di controllo che la legge assegna loro sugli atti del Governo regionale. (rrm)


IL PRESIDENTE MANCUSO: POLEMICHE STRUMENTALI

di FILIPPO MANCUSO

Per il rispetto delle prerogative di tutti i consiglieri che la carica di Presidente dell’Assemblea regionale mi impone, non ho inteso fin qui prendere posizione sulla proposta legislativa dei gruppi di maggioranza finalizzata a introdurre, anche  in Calabria com’è stato fatto in altre Regioni (Lombardia, Umbria, Emilia Romagna, Molise e Abruzzo), l’incompatibilità tra lo status di consigliere regionale e quello di assessore. Tuttavia di fronte alle  polemiche strumentali di quella parte delle opposizioni che irresponsabilmente agita, in linea con le più deplorevoli forme dell’antipolitica populista, lo spettro della spesa facile e dell’utilizzo spropositato delle risorse pubbliche, mi corre l’obbligo, a tutela della reputazione del Consiglio regionale  e della facoltà di ogni consigliere di esercitare liberamente le funzioni legislative,  di escludere categoricamente che la proposta in discussione porti a un aggravio della spesa. Tantomeno a un sovvertimento delle norme dello Statuto regionale.

La proposta di legge, qualora approvata, non modifica la previsione statutaria di 30 consiglieri e di 7 assessori che, infatti, rimane inalterata. Ma, al contrario, attua, introducendo la figura del consigliere – supplente, un principio fondamentale dello Stato di diritto e delle democrazia liberali: l’incompatibilità tra lo status di consigliere regionale e quello di assessore. Si vuole cosi distinguere, nettamente, la funzione di controllo e vigilanza, tipica del  consigliere regionale, da quella gestionale che spetta all’assessore.

Sorprende che dinanzi al tentativo di riorganizzare, nel pieno rispetto dei principi costituzionali, l’architettura istituzionale della Regione per renderla più trasparente, democratica ed efficiente, parte delle opposizioni, anziché confrontarsi nel merito, lanci accuse di sfacciato utilizzo delle risorse pubbliche, dimenticando che questo Consiglio regionale, anche sulla riduzione dei costi della politica, non ha nulla da rimproverarsi. Avendo, fra l’altro, ridotto  all’essenziale le proprie esigenze istituzionali, fino al punto di restituire alla Giunta ben 13 milioni di euro da utilizzare per politiche dello sviluppo economico e sociale. 

Precisati i punti fondamentali che rendono opportuna e necessaria  la proposta di dotare la Regione del consigliere-supplente, e auspicando che la dialettica maggioranza-opposizioni recuperi, nell’interesse della Calabria, i tratti della leale collaborazione, mi attiverò – d’accordo col presidente Occhiuto e i capigruppo della maggioranza -, affinché  la discussione in Aula della proposta sul consigliere-supplente, sia preceduta da una serena discussione in un’apposita riunione dei capigruppo di maggioranza. Sarà quella la sede per chiarire definitivamente la linearità democratica dell’iniziativa e la sua documentata invarianza di bilancio. Nonché l’occasione  per un complessivo approfondimento delle norme utili ad assicurare più corrette e produttive relazioni politiche e istituzionali  fra Giunta e Consiglio regionale.  (fma)

(Presidente del Consiglio regionale della Calabria)

Il presidente Mancuso: Intervenire per contrastare fenomeno che rende vulnerabili i minori

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso, ha dichiarato come «dinanzi all’allarme lanciato da ‘Save the Children’ e alla sottolineatura del divario Nord-Sud circa le opportunità socioeconomiche ed educative, le aspettative di vita in buona salute e i servizi di assistenza più elementari per i bambini e gli adolescenti, occorre che le Istituzioni reagiscono all’unisono, per fermare un fenomeno che rende vulnerabili i minori».

«Fin dal mio primo intervento in Consiglio regionale – ha ricordato – ho segnalato l’urgenza di agire con ogni mezzo, per contrastare il basso livello dei servizi e la povertà che colpisce le famiglie calabresi più esposte alla crisi. Perciò,  condivido l’allarme per le difficoltà dei nostri minori, del sociologo Antonio Marziale che, per esperienza maturata in questo settore, abbiamo di recente scelto quale Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza».

«Per gli interventi sulla povertà economica ed educativa – i cui dati descrivono un’Italia diseguale che vede i Comuni del Sud, specie per gli interventi per la prima infanzia, destinatari di una spesa pubblica residuale rispetto a quanto ricevono i Comuni del Centro e del Nord – siamo tutti chiamati, ognuno per la propria responsabilità, a fare di più e meglio», ha evidenziato il presidente del Consiglio regionale.

«Valutando gli effetti negativi che le politiche di austerità hanno generato – ha concluso – soprattutto precludendo nel Mezzogiorno e in Calabria l’erogazione di servizi pubblici essenziali, l’auspicio è che subentrino politiche di solidarietà nazionale che rimuovano i divari territoriali che fanno dell’Italia ancora un Paese dai destini divergenti». (rrc)

Lo Schiavo: istituzione consigliere supplente emblema della vecchia politica calabrese

Il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, ha definito la proposta di legge che prevede l’istituzione del consigliere supplente «una modifica normativa emblematica del vecchio modo di fare della politica calabrese».

«Un vero e proprio blitz – ha aggiunto – che porterà in aula, senza passare dalle Commissioni e quindi forzando l’iter legislativo, la norma che introduce la figura del consigliere supplente per chi passerà in Giunta dagli scranni di Palazzo Campanella».

«Questa volontà di riforma – ha spiegato Lo Schiavo – è evidentemente il frutto del tentativo di chiudere rapidamente il puzzle della Giunta e della necessità politica contingente di far quadrare gli equilibri nella maggioranza, offrendo garanzie ai partiti e ai consiglieri che faranno il loro ingresso nell’Esecutivo e nell’assemblea regionali. Tutto ciò, in prima istanza, comporterà evidentemente un aumento di costi, con il raddoppio delle indennità e l’aumento delle strutture che verranno a crearsi ex novo con l’ingresso dei consiglieri supplenti».

«Sul piano tecnico-normativo, poi – ha proseguito – si andrebbero a piegare le regole istituzionali e il principio della rappresentanza ad un’esigenza contingente, cambiando le regole del gioco per necessità politiche: questo un legislatore serio non può permetterselo. A mio avviso, se proprio si vuol sancire un’incompatibilità tra i ruoli di consigliere e assessore, allora si dovrebbe adottare il modello dei Comuni: il consigliere che diviene assessore si dimetta dal Consiglio e si eviti così di istituire la figura del supplente che, evidentemente, sarebbe sempre e comunque vincolato alla linea del presidente».

«Quest’ultimo infatti, in qualunque momento – ha detto ancora – potrebbe farlo decadere revocando le deleghe all’assessore supplito. Altro che “la Calabria che non ti aspetti”, come recitava lo slogan elettorale del presidente Occhiuto. Questo blitz dimostra come la musica non sia affatto cambiata e come, al contrario, lo spartito sia sempre identico a quello eseguito nelle ultime legislature».  (rrc)

PD: Proposta di legge su consigliere supplente schiaffo a famiglie in difficoltà

Il consiglieri regionali del Partito democratico hanno denunciato come «la proposta di legge n. 124 “Introduzione incompatibilità tra la carica di Consigliere e la carica di Assessore regionale”, depositata in Consiglio regionale dai capigruppo della maggioranza di centrodestra, è fuori dalla realtà».

Per il PD, infatti, «rappresenta uno spreco di risorse economiche inconcepibile in un momento come questo in cui le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese e ogni atto della politica e delle istituzioni dovrebbe essere volto al contenimento della spesa».

Si tratta, infatti, di «una proposta di legge – dicono i dem – che va in contrasto con i principi di spending review e punta a ripristinare la figura del consigliere supplente che era già stata impugnata dal governo nazionale per diversi profili di incostituzionalità al momento della sua proposta, nel 2014, dopo le dimissioni di Giuseppe Scopelliti, dalla maggioranza di centrodestra. La norma venne poi ritirata».

«Una proposta che vuole tornare al passato dopo i tanti sforzi fatti per ridurre la spesa pubblica per il funzionamento di palazzo Campanella – hanno proseguito –. Il momento in cui viene depositata, inoltre, proprio alla vigilia di un rimpasto di giunta a seguito delle elezioni politiche dello scorso 25 settembre, indica chiaramente la volontà precisa del centrodestra di aumentare le poltrone disponibile e concedere l’ingresso ai primi dei non eletti delle varie liste. Una mossa che potrà servire anche a puntellare gli equilibri tra i partiti che sostengono il governo Occhiuto, ma che difficilmente potrà essere spiegata ai calabresi che attendono, invece, risposte sul caro bollette, sulla crisi economica in atto e sulla tutela dei propri più elementari diritti».

«Aumentare la spesa pubblica – hanno detto ancora – per un ingiustificato aumento delle poltrone disponibili non ha alcuna giustificazione, né può valere la pretesa “neutralità finanziaria” di cui si legge nella relazione illustrativa. Secondo la relazione la nomina ad assessore di un consigliere escluderebbe la nomina di un assessore esterno per il quale è già prevista l’indennità, ma di fatto il governatore avrebbe la facoltà di nominare una giunta di tutti consiglieri regionali e, quindi, di tutti assessori esterni, andando concretamente ad aumentare la spesa effettiva».

«Sempre ammettendo che già la spesa prevista per un assessore esterno – hanno concluso – non sia da considerarsi fuori luogo nella fase storica in cui stiamo vivendo. Si tratta di una proposta di legge assolutamente vergognosa che va prontamente ritirata e contro la quale il gruppo del Pd agirà in ogni modo possibile». (rrc)

 

Il presidente Mancuso ha incontrato due componenti del Corecom per la tutela dei diritti delle persone

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha incontrato il presidente e i due componenti del  Comitato regionale per le comunicazioni (nominati di recente), rispettivamente Fulvio Scarpino, Mario Mazza e Pasquale Petrolo, per discutere della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali in rete.

All’incontro ha partecipato il dirigente del  Corecom, dottor Maurizio Priolo

«Al Corecom, chiamato a svolgere delicate funzioni di governo, garanzia e controllo in materia di comunicazioni e che – ha detto Mancuso – oltre a fornire consulenze sul settore alla Regione, è titolare di funzioni proprie e delegate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), annettiamo  una grande importanza. Agendo, ognuno per la propria responsabilità ma in un clima che privilegi le sinergie e la leale collaborazione, sono certo che si farà un ottimo lavoro».

«La questione della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali in rete e il ruolo assegnatogli nella risoluzione di controversie in materia di web e di liti tra utenti e operatori, che spesso possono essere risolte più velocemente e in modo economico con la via stragiudiziale, rendono il Corecom un organo prezioso», ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale.

Dal canto suo, il presidente Scarpino si è detto «consapevole delle sfide cui il Corecom è chiamato. Prima fra tutte l’affermazione delle regole circa il rispetto della comunicazione. In tal senso, siamo orgogliosi di portare avanti la terza edizione del Concorso ‘Gonfia la Rete, Vinci sul Web’(2022), che ha l’obiettivo di promuovere un utilizzo consapevole del Web. Solo chi è in possesso delle giuste conoscenze – ha detto – può navigare in relativa serenità, sfruttando le immense opportunità della rete e tutelandosi, al contempo, dai suoi fenomeni deleteri, quali, in particolare: Cyberbullismo, Revenge porn, Fake news, Hate speech».  

Nella sua prima seduta di lavoro, il Corecom ha approvato 67 deliberazioni relative ai procedimenti di definizione delle controversie fra l’utenza e gli operatori telefonici, quale arretrato formatosi nel periodo di vacatio. Riguardo al “ConciliaWeb”, che rappresenta un progetto importante per avvicinare i cittadini alle Istituzioni, il Corecom intende divenire sempre più “amico” dei cittadini e attento alla tutela dei loro diritti. Soprattutto  quella fascia di popolazione non informatizzata e non in grado di gestire  procedure telematiche.

Su richiesta del presidente Mancuso, il presidente Scarpino ha assicurato che «sarà predisposto e consegnato a breve il Piano delle attività del Corecom, cosi come prevede la sua  legge istitutiva». (rrc)   

Sinergia tra Mediterranea e Consiglio regionale per migliorare occasioni di studio e apprendimento

Migliorare le occasioni di studio e apprendimento. che possano consentire ai giovani di realizzare i loro progetti di vita in Calabria. È stato questo il fulcro dell’incontro avvenuto tra Giuseppe Zimbalatti, Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale della Calabria.

«Il ruolo delle nostre Università, quali aggregatori e propulsori di cultura e innovazione – ha dichiarato Mancuso – è fondamentale per consentire alla Calabria di affrontare le sfide del momento. È necessario realizzare processi di sviluppo sostenibile, che blocchino il fenomeno drammatico dell’emorragia costante di giovani, costretti, al termine del loro percorso di studi, a lasciare la loro terra in cerca di opportunità che qui vengono loro negate».

Il Presidente ha rivolto i suoi complimenti al Rettore Zimbalatti «per l’impegno che sta dispiegando, mirato al potenziamento di un Ateneo che  rappresenta un qualificato punto di riferimento per l’intera Calabria. Un’eccellenza con cui il Consiglio regionale intende avere relazioni proficue e sinergiche, proseguendo sul solco tracciato dal protocollo di intesa tra Università e Consiglio Regionale e che ha come principale obiettivo la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi per garantire il diritto allo studio e alla cultura». 

Il Rettore dell’Università Mediterranea si è soffermato sui risultati conseguiti nel corso degli anni, ultimo in ordine temporale: il terzo posto tra gli Atenei statali fino a 10.000 iscritti nella classifica Censis 2022. L’Ateneo reggino passa dal sesto posto del 2021 al terzo del 2022, con un punteggio complessivo di 86,5.  Un risultato che testimonia concretamente la bontà del lavoro svolto.

«I dati in nostro possesso – ha evidenziato Zimbalatti – confermano che le percentuali di occupazione post-laurea dell’Università Mediterranea sono in linea con i migliori atenei italiani. Numeri che ci incoraggiano e che vogliamo portare all’attenzione di tutte le famiglie e giovani calabresi».

«La qualità e varietà dell’offerta formativa – ha concluso – abbinata ai dati importanti sull’inserimento lavorativo, contente al nostro ateneo di essere competitivo a livello nazionale e soprattutto di assicura alle famiglie calabresi risparmi economici rilevanti, oltre alla possibilità di avere i loro figli vicini e non lontano da casa». (rrc)