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Terme Luigiane: accordo o no? Quasi un incidente “diplomatico” per Orsomarso

Fausto Orsomarso

di FRANCO BARTUCCI – I lavoratori delle Terme fanno le loro valutazioni sullo stato delle cose e l’assessore Orsomarso crea un incidente diplomatico – I lavoratori delle Terme Luigiane, che continuano nello stabilimento “Therme Novae” la loro manifestazione “Riprendiamoci il lavoro”, sono intervenuti, attraverso un documento, a ringraziare il Presidente Spirlì per la visita ed incontro avuto con loro nel pomeriggio del 4 maggio 2021. «Una visita da noi lavoratori auspicata dalla quale è emersa – hanno scritto i lavoratori – tutta la sua comprensione ed umanità nell’affrontare la delicata vicenda. Un atteggiamento e parole che hanno mostrato il suo volto umano e di persona libera, fuori dagli schemi della “vecchia” politica dai quali, purtroppo, altri attori della nostra vicenda, come i nostri due sindaci e lo stesso assessore regionale competente, ancora non riescono a liberarsi. Siamo sicuri di essere nelle mani di una persona perbene che ha perfettamente intuito quali possano essere le ragioni di chi, da una parte, cerca di distruggere e sabotare il nostro datore di lavoro e di chi, dall’altra, si è reso complice di tutto questo».

Nella seconda parte del documento i lavoratori fanno un’analisi dell’avviso esplorativo pubblico, pubblicato dai due Sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese nell’albo pretorio comunale, finalizzato ad individuare soggetti interessati a formulare manifestazioni d’interesse per la gestione dello stabilimento termale San Francesco e degli uffici amministrativi, unitamente a 40 litri a secondo di risorse minerarie idrotermali, presenti nel compendio termale delle Terme Luigiane, con scadenza di presentazione delle manifestazioni d’interesse entro le ore 12,00 del 14 giugno prossimo.

«La montagna, dopo anni di studi – dicono i lavoratori – ha partorito un topolino e il bando, come per magia, è diventato un misero “Avviso Esplorativo Pubblico” finalizzato ad individuare soggetti interessati a formulare manifestazioni d’interesse per la gestione del vecchio stabilimento termale. In parole semplici i comuni, essendosi resi conto ancora una volta di non essere in grado di fare alcun bando, hanno preferito chiedere in giro chi fosse interessato. Naturalmente il tutto è condito da numerose inesattezze e falsità con l’intenzione di rendere un minimo appetibile un qualcosa che non lo è assolutamente».

Un avviso in cui viene stabilito un prezzo di canone  assolutamente fuori mercato dimostrabile dagli stessi lavoratori che hanno conoscenza ed esperienza di gestione termale sia regionale che nazionale. Nel documento fanno notare che le dimensioni dello stabilimento S. Francesco non sono assolutamente tali da rendere economicamente sostenibile un’attività d’impresa. «Senza tralasciare – puntualizzano –  che lo stesso necessita (visto che tutti gli impianti sono stati da noi smontati su esplicita richiesta dei sindaci) di qualche milione di euro di attrezzature varie. Naturalmente qualche “imprenditore” interessato dovrebbe fare i conti anche e soprattutto con il fattore tempo: almeno un anno per l’aggiudicazione definitiva, un paio d’anni per i lavori, poi qualche anno fra autorizzazione sanitaria e accreditamento si arriva facilmente a meno di 10 anni dalla scadenza. Noi conosciamo bene i conti delle terme e l’operazione (se condotta legalmente) non sta in piedi».

I lavoratori nel loro documento commentano poi il testo giornalistico scritto e divulgato da una emittente televisiva calabrese, nel quale si parla di una inchiesta su presunte figure imprenditori calabresi interessati alla gestione delle Terme Luigiane in conversazione registrata con un ex amministratore comunale in carica ancora oggi.

Una vicenda a dir poco scandalosa nel momento in cui vige oggi la regola della trasparenza e di lotta alla corruzione in ambito delle Amministrazioni Pubbliche. «I dubbi e le perplessità – scrivono i lavoratori nel loro documento – sono molto forti anche perché tutto ciò che noi lavoratori nel corso di questi anni abbiamo solo ipotizzato e supposto, si sta palesando attraverso le azioni dei sindaci compiute negli ultimi mesi e che sembrano siano finalizzate solo ed esclusivamente a far fuori la Sateca. Per questo  aspettiamo comunque ansiosi l’esito delle indagini evidentemente avviate dalla Procura».

Un incidente diplomatico dell’assessore al turismo e termalismo della Regione, Fausto Orsomarso contestato dai legali della Sateca.

I legali della Sateca smentiscono l’assessore Orsomarso su un presunto accordo raggiunto sulla questione Terme Luigiane –  Tutto succede nel primo pomeriggio di oggi quando l’assessore al Turismo e Termalismo, Fausto Orsomarso, fa una diretta su Facebook annunciando che i legali della Sateca e quelli dei due Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese si sono incontrati, su sua richiesta, ed hanno raggiunto un accordo su come aprire la nuova stagione termale attesa dai lavoratori.

Immediata la risposta dei due legali della Sateca, avv. Enzo Paolini e Ivan Incardona, che in un comunicato smentiscono le dichiarazioni fatte dall’ass.re Orsomarso ed affermano: «Apprendiamo  che l’Assessore Fausto Orsomarso ha pubblicamente annunciato la conclusione di un accordo, che sarebbe intervenuto tra avvocati, in ordine alla vicenda “Terme Luigiane”. Ignoriamo i dettagli di un simile annuncio e, per la verità, neppure ci interessano. Ci farebbe molto piacere se quanto affermato da Orsomarso fosse vero, ma purtroppo non è così. Nessun accordo, ma neppure nessuna intesa di massima, di nessun genere ed in relazione ad alcun profilo, è stato da noi raggiunto con nessuno. Per questa ragione, nulla abbiamo potuto trasmettere alla nostra assistita, S.A.TE.CA. S.p.a. D’altra parte, le posizioni di S.A.TE.CA., da noi espresse in tutti gli ultimi incontri con i legali dei Comuni di Acquappesa e di Guardia Piemontese, sono state quelle manifestate più volte, chiaramente e pubblicamente, nel corso delle riunioni in Regione Calabria con il Presidente Spirlì. Niente è mutato da allora. E nessuna – proprio nessuna – comunicazione ufficiale, di qualsiasi tipo, ci è pervenuta in relazione all’adesione a tali posizioni da parte dei Comuni di Acquappesa e di Guardia Piemontese. Come è ben noto, e come è doveroso in simili situazioni, se le Amministrazioni comunali avessero voluto rappresentarci anche la semplice intenzione di pervenire ad un accordo in linea con le posizioni espresse da S.A.TE.CA., avrebbero potuto, e dovuto, comunicarcelo tramite i propri legali, ovvero attraverso propri atti formali. Questo, semplicemente, non è avvenuto. Pertanto, non possiamo che considerare quella dell’Assessore Orsomarso come una unilaterale dichiarazione di intenti che, per essere valutata (da noi e da S.A.TE.CA.), dovrebbe essere dapprima comunicata nel rispetto dei ruoli e delle forme, e poi debitamente presentata al tavolo regionale costituito dal Presidente Spirlì». (fba)

La dichiarazione dell’assessore Fausto Orsomarso

«Siamo impegnati – ha detto l’assessore Orsomarso – a sostenere i lavoratori delle Terme Luigiane, così come già fatto in passato. Abbiamo fatto incontrare gli avvocati delle parti e suggerito di trovare una soluzione in termini giuridici con un atto amministrativo che possa portare all’affidamento delle acque. Dai legali abbiamo ricevuto il consenso alla proposta e ci attendiamo sviluppi positivi a breve.

«Sono nato da quelle parti e nessuno quanto me – continua – ha a cuore le sorti delle Terme e dei suoi lavoratori. Adesso stiamo per uscire con un bando che riguarderà tutto il termalismo regionale, dopo quello, a fondo perduto, di 335mila euro stanziato lo scorso anno.

«Comprendo e rispetto la disperazione per il lavoro che non c’è e ricordo che, anche da semplice consigliere regionale, ho difeso il lavoro termale e tutti i territori di riferimento. Nessuno – conclude Orsomarso – può insegnarci niente sul significato e l’importanza delle Terme Luigiane e sulle giuste esigenze dei lavoratori». (rcz)

 

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