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VIBO – Lo spettacolo “Quel che non fu fatto, io lo sognai”

Lo spettacolo "Quel che non fu fatto, io lo sognai"

Domani sera, a Vibo, alle 21, al Castello Normanno-Svevo, andrà in scena lo spettacolo Quel che non fu fatto, io lo sognai, incentrato sulla figura del grande poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio che prende il titolo proprio da una frase ricca di suggestioni del Vate. 

Il grande teatro, dunque, torna di scena a Vibo Valentia, nella splendida cornice del castello Normanno-Svevo, grazie a “Graecalis”, rassegna organizzata dall’associazione “Teatro di Calabria-Aroldo Tieri” in collaborazione con il museo archeologico e con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Vibo Valentia.

«Questa che sta per concludersi – ha dichiarato il sindaco Maria Limardo – è stata un’estate di livello eccezionale quanto ad intrattenimento e cultura. In particolare, in quest’ultimo ambito, un posto di rilievo lo detiene proprio la rassegna ‘Graecalis – il vento della parola antica’, il cui cartellone, unito ad una location straordinaria come il nostro castello, ha restituito agli spettatori la sensazione di vivere davvero qualcosa di unico tra passato e presente».

Il primo cittadino, inoltre, rende noto con piacere un messaggio ricevuto da Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli italiani, al quale era stato recapitato l’invito a partecipare allo spettacolo: «Sono dispiaciutissimo di non essere fra voi, purtroppo la data del bello spettacolo scritto da Luigi La Rosa coincide con la chiusura della quarta edizione del Festival Dannunziano di Pescara, che dirigo. ‘Quel che non fu fatto, io lo sognai’ è uno dei versi che amo di più, e un titolo che si adatta perfettamente non solo all’‘orribile vecchiezza’, come la chiamava il Vate, ma a tutta la vita del Poeta: dovrebbe essere il motto di tutti».

«Ringrazio di cuore la sindaca Maria Limardo – ha concluso – per avere voluto questa rappresentazione nel castello federiciano, simbolo di una storia che onora la Calabria e tutto il Meridione d’Italia. Vibo Valentia, città nella quale sono sempre felice di venire, dimostra ancora una volta la sua vitalità culturale e il suo amore per la bellezza». (rvv)

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