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AMBIENTE E LEGALITÀ, INCONTRO A POLSI
PER SALVAGUARDARE LA NOSTRA CALABRIA

Polsi, nel cuore dell'Aspromonte

di TOMMASO MARVASI – Si avvicina domenica 18 luglio e la curiosità e l’attesa per la giornata di Polsi Ambiente 2021 aumentano. Lo avevo anticipato circa un mese fa, quando annunciai il convegno di Polsi Ambiente 2021 sul tema “Ambiente e legalità”: andremo a Polsi da cittadini e non da eroi per parlare normalmente di cose normali, come l’ecologia, come la salvaguardia dell’ambiente, che non può prescindere dalla legalità.

Non voglio ripetermi: lo faremo in un luogo dalla bellezza prepotente, nel cuore dell’Aspromonte, forse (anzi non forse) il Parco Nazionale più misterioso d’Italia. Vi arriveremo con difficoltà, con le inadeguate strade che lo rendono difficilmente accessibile. Qualcuno verrà in fuoristrada percorrendo una strada sterrata e pittoresca. Altri attraverso un percorso più lungo ma sostenibile anche da un’auto normale (ma robusta).

Quando saremo lì riuniti e cominceremo a ragionare, ciascuno di noi con le sue peculiarità, con la sua cultura, con la sua religiosità, con le sue idee, ci accorgeremo che il discorso sull’ambiente non soltanto è centrale, nel senso di coinvolgere veramente tutti, ma che è anche l’unico discorso possibile e che abbia una prospettiva concreta.

L’essenzialità dell’austero Santuario della Madonna della Montagna, ci inviterà a ripensare ad un modo di vivere, al progresso vertiginoso degli ultimi due secoli, che ha portato l’umanità sull’orlo del baratro, con un consumo non responsabile delle non infinte risorse del pianeta e con influenze negative sull’ecosistema.

Non mi ritengo un conservatore neppure riguardo alla terra e neppure per un istante penso che la situazione geografica, climatica e dei mondi animali e vegetali sia immutabile. Credo che il clima possa cambiare, che ci possa essere un’ultra era glaciale o il suo opposto, che il mare possa aumentare o diminuire di livello con le conseguenze sulle terre emerse.

Ma sono fermamente convinto che l’uomo debba fare di tutto perché questi cambiamenti siano naturali, derivino dalla vita propria del pianeta e non siano indotti o accelerati da una sua sciagurata attività.

Un modo di vivere, il nostro, che comporta anche la necessità non espressa e non dichiarata di mantenere la non eguaglianza tra gli uomini. Meno di metà della popolazione mondiale (1,2 miliardi tra europei e nordamericani; che consumano più ricchezza di tutti gli altri uomini messi insieme; circa mezzo miliardo di sudamericani e forse un altro miliardo e mezzo di asiatici) vive più o meno al livello che noi conosciamo. L’altra metà non gode delle nostre stesse “comodità”. Per far capire subito: pensate se tutti i 7,6 miliardi della attuale popolazione mondiale fosse motorizzata come in Europa. Quanto petrolio servirebbe e quanto inquinamento ne deriverebbe. E pensate che noi apparteniamo alla parte di popolazione che se bevesse l’acqua che bevono altri miliardi di uomini si ammalerebbe.

L’uomo ha preso coscienza di ciò ed il problema, se riesce a coinvolgere persino un vecchio e comodoso signore come il sottoscritto, significa che è entrato nella nostra cultura.

Ne parleremo a Polsi, un luogo estremamente significativo, dal quale può partire un movimento culturale inarrestabile.

Ringrazio innanzitutto Claudia Salvestrini, la valorosa direttrice del Consorzio PolieCo, una delle più esperte conoscitrici del mondo dei rifiuti italiano e dei traffici illeciti internazionali di rifiuti: che determinano più movimenti finanziari del traffico di droga.

Parleranno di ecologia e delle sue regole il prof. Silvio Greco, calabrese notissimo nel mondo ecologico, che ha avvertito anni ed anni fa, quando nessuno neppure lo riteneva possibile, che tramite i pesci stavamo mangiando la plastica e che ci dirà su “Antropocene Calabro”; i giuristi prof. Tommaso Oberdan Scozzafava, dell’Università Roma 3, apprezzato autore anche non scientifico (ultima sua recentissima pubblicazione “Resoconto di una storia insolita”, Avigliano Ed,); prof. Antonio Viscomi, dell’Università Magna Grecia, già chiamato a fa parte della Giunta Oliverio della Regione Calabria; e prof. Franco S. Toni di Cigoli, che darà una visione internazionale del problema; l’avv. Angelo Calzone del WWF Calabria dirà di problematicità ambientali anche legate al territorio.

Porteranno infine il loro saluto – oltre alle Autorità presenti – gli onorevoli Paola Balducci e Gianfranco Rotondi che, sull’onda del convegno di Saint Vincent 2020, hanno presentato la scorsa settimana, al Grand Hotel President di Siderno l’associazione “Verde è Popolare”.

Naturalmente con un posto d’onore riservato ai “padroni di casa”, il Rettore Rev.mo Don Antonio Saraco, il Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dott. Leo Autelitano, il Sindaco di San Luca, Bruno Bartolo, e l’avv. Giuseppe Campisi, Presidente dell’Associazione dei Sindaci della Locride. Infine l’arch. Francesco Macrì, Presidente GAL Terre Locridee e Comitato “Locride Capitale della Cultura 2025”: iniziativa che sta dando forza ed orgoglio all’intero territorio. (tm)

L’autore, avvocato e giornalista, è originario di Siderno, vive a Roma
[Courtesy La Discussione]

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