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CALABRIA NEL MONDO, AL VIA LA CONSULTA
PAROLE CHIAVE: INNOVAZIONE E IMPEGNO

COnvocata in streaming la COnsulta dei Calabresi nel mondo

di SANTO STRATI – Si è finalmente insediata in Regione la nuova Consulta dei Calabresi nel Mondo. Era dallo scorso ottobre, poco prima della drammatica scomparsa della Presidente Santelli, che la Consulta dei Calabresi nel Mondo, un organo regionale previsto dalla legge 8 del 2018, attendeva di vedere la sua nuova composizione e il successivo insediamento con l’elezione del Comitato Direttivo (cambia ogni nuova consiliatura). La compianta presidente Jole aveva programmato tutto per la fine di ottobre, ma non è riuscita, purtroppo, nell’intento. A fine gennaio, il presidente facente funzioni Nino Spirlì aveva firmato il decreto di costituzione con la nomina dei 41 consultori, ma inspiegabilmente, per la convocazione e l’insediamento sono passati altri tre mesi. Adesso è praticamente operativa e, tra qualche settimana, dopo il 25 aprile, i consultori, riuniti ieri all’ora di pranzo in sessione telematica, col presidente ff Nino Spirlì, il direttore generale della Presidenza Tommaso Calabrò e la dirigente dell’Ufficio Emigrazione Gina Aquino, dovranno eleggere il Comitato direttivo, l’organo esecutivo della Consulta.

Negli anni passati, la Consulta dei Calabresi era apparsa ai più un club – eccentrico – per favorire viaggi e incontri per i designati, ma operativamente poco utile ai calabresi residenti all’estero. La riforma del 2018, voluta dal Presidente Oliverio, ha mutato le cose. La Fondazione “Calabresi nel Mondo” è stata sciolta (e i suoi dirigenti hanno qualche problema giudiziario a proprio carico) e alla Consulta è stato assegnato con la nuova legge istitutiva un compito sì di rappresentanza, ma anche esecutivo: i calabresi nel mondo sono i migliori testimonial della propria terra e i consultori selezionati dal Presidente della Regione (operano a titolo gratuito) si prendono in carico la responsabilità di promuovere, stimolare e seguire iniziative bidirezionali. Da un lato le aziende di calabresi nel mondo che vogliono investire in Calabria (e ce ne sono anche di prestigiose e importanti che possono creare nuove imprese sul territorio) e dall’altro le aziende calabresi che devono superare il nanismo d’impresa e guardare con ottimismo alle possibilità di export nel mondo, soprattuto dove sono presenti comunità di calabresi. Il segmento più importante è, ovviamente, quello agro-alimentare ed eno-gastronomico. Grazie anche al successo sempre più crescente della dieta mediterranea, la nostra cucina, le nostre tipicità stanno registrando un largo consenso in ogni parte del mondo. Ma le imprese calabresi sono spesso troppo piccole per organizzare l’export: serve a questo il settore internazionalizzazione della Regione (cui fa riferimento anche la Consulta) per raggruppare sotto forma di consorzi o di cooperative i piccoli produttori e consentire l’export in quantità industriali, in grado di sostenere l’eventuale domanda della grande distribuzione organizzata all’estero. Si pensi soltanto ai mercati dell’Australia, del Canada, degli Stati Uniti che per i nostri prodotti eno-gastronomici (lattiero-caseari, salumi e insaccati, frutta lavorata, conserve, olio, vino, etc) potrebbero costituire uno sbocco formidabile. Ma non è così facile come sembra: salumi e formaggi calabresi ancora non sono ammessi, per esempio, in Australia. A questo dovranno provvedere i consultori locali, ovvero creare le giuste relazioni per promuovere e instaurare rapporti commerciali con la Calabria, aiutando a superare – essendo in loco – i problemi burocratici e di autorizzazione dell’importazione dalla Calabria.

I consultori Enrico Mazzone (Canada), Salvatore Tolomeo (Italia) e Vince Daniele (Australia)

La Consulta avrà dunque non un ruolo rappresentativo, ma soprattutto esecutivo: dovrà essere il propulsore di iniziative e attività non solo commerciali, ma anche e soprattutto culturali: di salvaguardia della lingua e del dialetto, della cultura e delle tradizioni popolari, dovrà coltivare il senso di appartenenza anche nelle seconde, terze, quarte generazioni, promuovendo anche il cosiddetto Turismo delle Radici. Quest’ultima iniziativa potrebbe rivelarsi – a pandemia finita – una straordinaria risorsa per la destagionalizzazione del turismo, con l’arrivo di centinaia di migliaia di calabresi che verrebbero – ove stimolati da incentivazioni intelligenti e facilities locali – a visitare la terra che ha visto nascere i propri avi. Senza contare alle possibilità di formazione e studio per i nostri giovani calabresi che vivono all’estero e potrebbero venire a studiare nei nostri tre Atenei. C’è, insomma, un’enormità di lavoro che attende i consultori della Calabria e il nuovo Comitato direttivo (presieduto dal Presidente della Regione) avrà nove componenti di tutto il mondo coordinati da un vicepresidente augurabilmente italiano e possibilmente vicino – in tutti i sensi – a Germaneto.

Il Direttore Generale Tommaso Calabrò, che aveva avuto dalla Santelli l’incarico di riorganizzare la “nuova” Consulta e ha lavorato molto, con impegno e passione, in questi mesi perché si realizzasse il sogno della Presidente, è ottimista e fiducioso sul grande lavoro che ciascun consultore riuscirà a portare a termine. Soddisfatto anche Salvatore Tolomeo, presidente della Federazione dei Circoli Calabresi Italiani, da molti indicato come ideale vicepresidente in grado di guidare l’organo regionale, sia per la sua lunga esperienza in Consulta e la conoscenza delle cose regionali, sia per la reale “vicinanza” alla Cittadella: pur vivendo a Milano, Tolomeo è molto spesso a Catanzaro sua città natale. Dovrebbe, senza difficoltà, raccogliere il consenso degli altri 40 consultori che saranno chiamati a votare il Direttivo nelle prossime settimane. Tale scelta appare, senza dubbio, la più idonea per mettere in moto un organismo che, in fieri, mostra un orizzonte larghissimo: dello sconfinato amore per la sua terra Tolomeo non ha mai fatto mistero e nei suoi progetti c’è l’obiettivo di promuovere e condividere con tutti i consultori idee e progetti in grado di dare una spinta innovativa alla Calabria, nel segno di una calabresità che, oggi più che mai, è diventata motivo di grande orgoglio per quanti vivono lontano. Lo stesso amore che ha spinto – visto che non ci sono nemmeno rimborsi spese per i consultori – tanti calabresi – donne e uomini di ogni parte del mondo, innamorati della propria terra – a offrire la propria disponibilità per l’impegno in Consulta, che non sarà sicuramente lieve, visti gli obiettivi da raggiungere.

Soddisfatto, naturalmente, anche il presidente pro-tempore Nino Spirlì: «Abbiamo bisogno del vostro aiuto e del vostro sostegno – ha detto in streaming ai consultori collegati da tutto il mondo –. Seguiteci sempre e aiutateci con i vostri pareri, le vostre proposte. Questa terra è un grande terreno fertile che aspetta anche il ritorno di chi è partito. Qui si può lavorare e investire, si può ricominciare. Quello che c’è di male nella nostra terra, c’è ovunque; e se si combatte ovunque, si può combattere anche qui. Per me è molto importante continuare a portare avanti la volontà di Jole Santelli. La prima presidente donna di questa regione – ha ricordato Spirlì – desiderava riunire i calabresi che rendono grande la nostra regione nel mondo attraverso le nuove rappresentanze, per far sì che non si disperda mai la calabresità, la conoscenza di ciò che è Calabria. Siamo greci, ebrei, arbëreshë, occitani, latini, italici, bruzi, saraceni, mori, normanni, francesi, spagnoli, goti. Il nostro è il sangue del mondo. Ecco perché chi viene qui trova un po’ di se stesso».

Spirlì, anticipando un progetto di turismo religioso che toccherà 12 località, ha invitato i calabresi che vivono fuori della regione a realizzare nuovi format per raccontare le loro esperienze all’estero: «Potreste essere voi – ha detto ai consultori – a spiegare chi erano i primi calabresi arrivati nei vari Paesi e cosa hanno fatto per farsi conoscere. Anche questo tipo di iniziative potranno essere il nostro biglietto da visita nel mondo». (s)

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