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Aeroporto dello Stretto, imbarco immediato. Ecco i fondi per la riscossa dello scalo reggino

Conferenza stampa Sacal

di SANTO STRATI – Lo davano tutti per spacciato, invece è vivo e pronto alla riscossa: lo scalo reggino, l’Aeroporto dello Stretto, ha i fondi necessari per rinascere e ripartire. Fondi già disponibili, in pronto cassa che il CIPE, con  una rapidità impensabile, ha sbloccato per gli interventi necessari. 25 milioni immediatamente spendibili grazie all’emendamento alla legge finanziaria proposto dall’on. reggino Francesco Cannizzaro e approvato il 3 dicembre scorso all’unanimità in Commissione Bilancio della Camera. E dire che era stato in un primo momento dichiarato inammissibile, invece, poi, è successo il miracolo (Cannizzaro santo subito?) perché non c’era un minuto da perdere. L’on. Cannizzaro ha ricordato che il 30 dicembre la Finanziaria è diventata legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e lo scorso 24 luglio il CIPE ha svincolato i fondi da destinare all’aeroporto di Reggio. Un tempismo eccezionale.

Così, stamattina all’aeroporto di Reggio sono arrivati a dare il crisma dell’ufficialità il presidente dell’ENAC (l’ente dell’Aviazione civile) e il viceministro Laura Castelli, altra artefice del “miracolo”, ospiti di un soddisfattissimo Arturo De Felice, presidente della Sacal, la società che gestisce i tre scali calabresi, e di un altrettanto fiero Cannizzaro, un deputato che fa della sua regginità un punto d’orgoglio in ogni occasione, non mancando mai di sottolineare che i suoi sforzi non riguardano la “sua” provincia, ma l’intera regione.

Cannizzaro è un abile politico che, al di là delle appartenenze partitiche, riesce a dialogare anche con gli antagonisti e gli oppositori: il raggiungimento del bene comune come fine ultimo, a volte, riesce a far trovare intese politicamente impensabili. Tant’è che Laura Castelli, viceministro MEF e deputata grillina, sembra ormai destinata a diventare una benemerita della Città di Reggio: a lei si deve la soluzione del paventato dissesto che affliggeva il Comune e a lei si deve, oggi, lo sblocco immediato dei fondi necessari a rendere l’aeroporto di Reggio uno scalo che può ambire al traffico internazionale. L’intesa – pur su posizioni rigidamente opposte – con l’on. Cannizzaro ha dato frutti saporiti (per la Città Metropolitana e il Comune) e occorre, pubblicamente, riconoscere che la “ragazza” (è un complimento, non s’offenda viceministro) è tosta e in gamba, disponibile («sempre pronta a rispondere a qualunque ora del giorno e della notte» – ha sottolineato Cannizzaro nel ringraziarla per l’impegno profuso in questa vicenda) e certamente con un bel caratterino. Lei, del resto, nata e cresciuta a Torino, fa un vanto delle sue origini siculo-pugliesi, che le fanno amare particolarmente il Sud.

La presenza del presidente dell’ANEC, Nicola Zaccheo, è, peraltro, un segnale molto importante per lo scalo di Reggio: all’ANEC sarà affidato il compito di seguire gli appalti e gli affidamenti per i lavori necessari «a migliorare l’aeroporto, soprattutto renderlo più sicuro per i passeggeri e per i piloti». Il presidente Zaccheo ha fatto uno specifico riferimento agli scali pugliesi: fare rete – ha detto in sintesi – guardando all’esempio pugliese, significa incrementare traffico, finalizzare obiettivi comuni, ottimizzare risorse e attrarre utenza.

È, difatti, l’utenza il vero handicap dell’Aeroporto dello Stretto. Il presidente De Felice – come si può ascoltare nell’intervista a Calabria.Live – indica nella scarsa utenza l’impossibilità di attuare nuove rotte, applicare tariffe low cost, dare, insomma, il carburante necessario per uno sprint che l’aeroporto merita. Ovviamente non va trascurata l’ingombrante presenza dello scalo catanese di Fontanarossa (8 milioni passeggeri) che toglie all’aeroporto di Reggio (229mila passeggeri, un dato in confortante crescita) i potenziali viaggiatori di Messina e dintorni, ai quali lo scalo reggino risulterebbe sicuramente più comodo. E non si dimentichi che siamo in una zona ad alto rischio sismico: «possibile – ha evidenziato De Felice – che in una situazione del genere, questo scalo non abbia strutture antisismiche?».

Dunque, non si abbatte l’aerostazione (l’attuale traffico non giustificherebbe l’investimento) ma si utilizzano i fondi CIPE per adeguare le strutture esistenti, ampliare i margini di sicurezza per evitare intrusioni («oggi entra chiunque nell’area aeroportuale, impegnando a dismisura le forze dell’ordine»), garantire condizioni di sicurezza ai piloti. Il sistema radioguidato di assistenza all’atterraggio GMAS sarà presto operativo: questo significa che potranno atterrare tutti i i piloti, non solo quelli – ormai superesperti – dell’Alitalia o di Blue Panorama. Andranno inoltre adeguati viabilità e parcheggi e ristrutturate le sale d’imbarco per offrire maggiore comfort a chi viaggia. Un programma di tutto rispetto che trasformerà l’aeroporto reggino in uno scalo importante non solo per la regione, ma per l’intero Mediterraneo.

L’obiettivo di De Felice di fare rete con i tre aeroporti (Lamezia ormai arriverà a 3 milioni di passeggeri) trova una comoda sponda nei lavori migliorativi dell’Aeroporto dello Stretto. Ad essi dovrà, però, seguire un’attenta e opportuna strategia di marketing territoriale che coinvolga i partner delle principali aerolinee e che trovi adeguata udienza in sede regionale (dove sono bloccati i fondi già stanziati?). L’impegno del presidente ANEC Zaccheo, in questo senso, è stato ampio e chiaro, ma è evidente che alla base occorre una seria politica di programmazione che metta il turismo al centro dell’attenzione.

Come può attrarre traffico dall’estero un aeroporto che tutt’intorno non  ha strutture alberghiere adeguate  o centri turistici in grado di soddisfare la domanda? L’esempio di Crotone che il presidente De Felice ha citato («Il volo di Norimberga per Crotone è quasi sempre pieno: contate quanti villaggi turistici ci sono nell’area di Isola Capo Rizzuto e nella provincia!») è significativo: in una regione che – inspiegabilmente – in questa consiliatura ha fatto a meno di un assessorato al turismo, l’assenza di una politica seria sul turismo ha fatto danni. Si può rimediare? Forse.

Il turista vorrebbe venire in Calabria (la reputazione della regione in termini turistici è entusiasmante, vedi Calabria.Live, il 1° luglio scorso), ma si scontra col problema trasporti, mobilità e strutture. Bisogna smetterla di pensare in piccolo e cominciare a costruire una rete regionale di opportunity e di accoglienza. L’Aeroporto dello Stretto, col nuovo restyling e i lavori opportuni, ci metterà del suo, occorre una visione progettuale di lungo respiro con player adeguati e capacità imprenditoriali ed esecutive: la sfida della California d’Europa (la Calabria) parte anche da qui. (s)

Il dettaglio degli interventi programmati


LA STRIDENTE ASSENZA DEL SINDACO METROPOLITANO GIUSEPPE FALCOMATÀ

Non è sfuggita nell’affollata sala della conferenza stampa della SACAL la stridente assenza del sindaco metropolitano di Reggio Giuseppe Falcomatà. «Non è un cocktail party, non abbiamo invitato nessuno se non i giornalisti, è un incontro aperto, sono intervenuti spontaneamente autorità (tra tutte il questore di Reggio Maurizio Vallone), e molti cittadini» – ha detto il presidente De Felice a chi chiedeva perché non era presente il sindaco. Che, a nostro modesto avviso, doveva essere presente, soprattutto perché non formalmente invitato. Rappresenta Reggio e la Città Metropolitana e oggi è un giorno decisamente importante per tutti i reggini.

A replicare a De Felice ci ha pensato un piccato comunicato del vicesindaco metropolitano Riccardo Mauro, lanciando una polemica che rischia di finire in rissa pre-elettorale. «L’aeroporto ed i diritti dei cittadini – ha scritto in una nota Mauro – non possono essere agitati in aria come fossero una clava da usare a ridosso degli imminenti impegni elettorali. A mio avviso, nella conferenza stampa di oggi, Sacal è venuta meno al rispetto istituzionale nei confronti di Reggio e della sua Città Metropolitana». Ricordando come, negli ultimi anni, Palazzo San Giorgio e Palazzo Alvaro abbiano «contribuito con finanziamenti e servizi alla salvaguardia ed al rilancio dell’aeroporto reggino», Mauro ha sottolineato che «Più di un milione di euro Comune e Città Metropolitana hanno deliberato per non far chiudere il Tito Minniti nel periodo della gestione provvisoria ed un cospicuo impegno contrattuale lega Palazzo Alvaro alla Sacal, senza considerare i servizi messi a disposizione dalle amministrazioni Falcomatà: dal ‘ChiamaBus’, che conduce i viaggiatori messinesi fin dentro l’aeroporto, all’Atam che fa lo stesso coi cittadini in transito verso le Isole Eolie. Tutte attività fatte con gli impegni finanziari dell’ente e con il solo scopo di aumentare il numero di passeggeri da e per l’aeroporto dello Stretto».

«Oggi – continua Mauro – nulla è stato detto da Sacal su come i nuovi finanziamenti potranno agevolare l’arrivo dei voli low-cost promessi in passato e che, per adesso, riempiono soltanto le piste di decollo ed atterraggio di Lamezia e Crotone. Nulla è stato detto su un piano di sviluppo, concreto e reale, che possa far sperare ad un rilancio serio dell’infrastruttura prevedendo, ad esempio, l’integrazione tra lo scalo e la stazione ferroviari. Sacal non ha spiegato – sostiene il vicesindaco – modi e tempi del programma di sviluppo, cosa abbia fatto con gli oltre 10 milioni di euro che, allo scopo, la Regione aveva rimesso in cantiere e rispetto ai quali sono state fatte diverse riunioni tecnico/istituzionali e per i quali, ormai da tempo immemore, si attendono risposte da Sacal».

«Siamo contenti davvero – spiega Riccardo Mauro – e ringraziamo il Governo per gli ulteriori 25 milioni di euro che, leggiamo da Sacal, verranno utilizzati per adeguamenti sismici, per i nastri trasportatori dei bagagli o per i droni, ma niente è stato detto su come questi investimenti possano portare un vero programma di incremento dei voli e di abbassamento dei costi.  Ecco perché, ascoltando la conferenza stampa di stamane, nasce legittimo il dubbio che, nuovamente, i diritti costituzionalmente garantiti dei nostri concittadini vengano usati per tirare la volata politica a qualcuno, cosa già letta spesso negli ultimi tempi su molti quotidiani locali. In questo senso, bene hanno fatto i consiglieri comunali ed ex assessori delle giunte di centrodestra a prendere parte, pur se non da tecnici, all’iniziativa che vedeva schierato in prima linea un loro parlamentare. Ad alcuni di loro – sostiene Riccardo Mauro – va riconosciuto il merito di aver votato insieme a noi provvedimenti importanti per l’aeroporto. Penso al finanziamento di oltre un milione per l’allora gestione provvisoria della fu Sogas, dichiarata fallita negli ultimi mesi della ex Provincia di Reggio Calabria guidata da Forza Italia. Lo abbiamo fatto all’unanimità, maggioranza e minoranza insieme, perché quando di mezzo ci sono i diritti e gli interessi della città non devono esistere colori d’appartenenza».

«Ecco perché – stigmatizza Mauro – le sortite odierne sui “cocktail party” stonano: a pochi mesi dalle prossime campagne elettorali, l’aeroporto non deve diventare sede di convention da dove lanciare stoccate agli avversari politici e senza, tra l’altro, chiarire come e quando, somme così importanti permetteranno di avere nuovi vettori, nuove tratte o quando i reggini potranno prendere un volo da Reggio Calabria senza dover rivolgersi alla banca per un mutuo. Venire a Reggio Calabria spesso costa quanto viaggiare in direzione New York da altri scali e, per quanto sia stupenda la nostra terra, temo seriamente che i turisti possano preferirle Manhattan». (rrc)

 

 

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